"VI SUPPLICO: CONVERTITEVI!" (REGINA DELLA PACE-MEDJUGORJE)

Categoria: PENSIERO FESTIVO Pagina 37 di 53

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BUONA FESTA DI MARIA ASSUNTA IN CIELO

Grandi cose ha fatto per me l’Onnipotente: ha innalzato gli umili.

Cari amici di Radio  Maria,

la  festa  di oggi riguarda uno straordinario dono di Dio  alla Vergine  Maria,  ma che riguarda  in modo particolare  la  nostra  vita,  il suo senso e  il suo destino ultimo.

Infatti l’umanità da  sempre si è interrogata  sul  senso della nostra  esistenza nel tempo e alla fine  la  sentenza  inesorabile per  tutti è  quella della  morte.

Qualcuno potrebbe rassegnarsi dicendo che  la morte  è un fatto naturale e che quindi è  inutili angosciarsi.  Bisogna metterla  nel  conto,   come d’altra  parte   si deve accettare il  dolore e le  molteplici calamità e brutalità  della  vita.

L’umanità  però,  nella  sua storia,  non  si  è mai rassegnato a questo scacco matto  che ci espelle  per  sempre dal  mondo e,  attraverso la   religione,  ha cercato l’immortalità. Anche oggi questo desiderio è  vivo, ma  la  si cerca  laddove  è impossibile trovarla.

Maria  assunta  in  Cielo è  il dono dell’immortalità che la Divina  Misericordia pone davanti  agli occhi di   una umanità  che ha  smarrito la  strada  e  che  corre veloce verso l’abisso della  perdizione.

Lei, fin  dal momento del  suo transito terreno,  è stata resa partecipe  della   resurrezione  di Cristo e  la sua presenza, piena  di santità,  bellezza  e grazia,  è un segno di sicura  speranza  per  tutti noi che gemiamo  e piangiamo nella valle   del  peccato e  della morte.

Anche noi suoi  figli,   seguendo la  sua via  di umiltà e  di amore, al seguito di suo Figlio, alla fine saremo come  Lei è,  rivestiti della gloria divina dell’immortalità.

Alziamo gli occhi al  Cielo in questo giorno di grazia, perché  quella  è  la  meta  a  cui dobbiamo tendere  nel nostro pellegrinaggio terreno,  perseverando nella fede  fra  le  insidie,  le  seduzioni e  le  persecuzionei di  questo mondo.

La  sua presenza  in mezzo noi ci fortifichi e ci incoraggi ad  essere  testimoni della  vittoria della  vita  sulla morte  che corrode e divora  il mondo senza  Dio.

Vostro Padre  Livio


Vangelo

Grandi cose ha fatto per me l’Onnipotente: ha innalzato gli umili.

Dal Vangelo secondo Luca
Lc 1,39-56
 
In quei giorni Maria si alzò e andò in fretta verso la regione montuosa, in una città di Giuda.
Entrata nella casa di Zaccarìa, salutò Elisabetta. Appena Elisabetta ebbe udito il saluto di Maria, il bambino sussultò nel suo grembo.
 
Elisabetta fu colmata di Spirito Santo ed esclamò a gran voce: «Benedetta tu fra le donne e benedetto il frutto del tuo grembo! A che cosa devo che la madre del mio Signore venga da me? Ecco, appena il tuo saluto è giunto ai miei orecchi, il bambino ha sussultato di gioia nel mio grembo. E beata colei che ha creduto nell’adempimento di ciò che il Signore le ha detto».
 
Allora Maria disse:
«L’anima mia magnifica il Signore
e il mio spirito esulta in Dio, mio salvatore,
perché ha guardato l’umiltà della sua serva.
D’ora in poi tutte le generazioni mi chiameranno beata.
Grandi cose ha fatto per me l’Onnipotente
e Santo è il suo nome;
di generazione in generazione la sua misericordia
per quelli che lo temono.
Ha spiegato la potenza del suo braccio,
ha disperso i superbi nei pensieri del loro cuore;
ha rovesciato i potenti dai troni,
ha innalzato gli umili;
ha ricolmato di beni gli affamati,
ha rimandato i ricchi a mani vuote.
Ha soccorso Israele, suo servo,
ricordandosi della sua misericordia,
come aveva detto ai nostri padri,
per Abramo e la sua discendenza, per sempre».
 
Maria rimase con lei circa tre mesi, poi tornò a casa sua.

Parola del Signore

Assunzione della Beata Vergine Maria

Con la costituzione apostolica Munificentissimus Deus, Pio XII definì solennemente il dogma dell’Assunzione di Maria in anima e corpo, confermando una verità radicata da secoli nel cuore dei fedeli e che ha il suo fondamento nelle Scritture e nella Tradizione 15_08_202 

Confermando una verità radicata nel cuore dei fedeli, l’1 novembre 1950 Pio XII definì solennemente il dogma dell’Assunzione di Maria: «Pronunziamo, dichiariamo e definiamo essere dogma da Dio rivelato che l’Immacolata Madre di Dio sempre vergine Maria, terminato il corso della vita terrena, fu assunta alla gloria celeste in anima e corpo». In queste parole, contenute al culmine della costituzione apostolica Munificentissimus Deus, sono racchiusi tutti e quattro i dogmi riguardanti Maria, proclamati dalla Chiesa nel corso dei secoli e in strettissima connessione tra loro: la Maternità Divina (Concilio di Efeso, 431), la Verginità perpetua (Concilio di Costantinopoli II, 553), l’Immacolata Concezione (Ineffabilis Deus di Pio IX, 1854) e appunto la sua Assunzione in anima e corpo, che rende la Madonna il più alto frutto della Redenzione e segno di sicura speranza per la risurrezione e glorificazione in Cristo di tutti i giusti.

Dunque, il corpo di Maria – preservata dal peccato originale e mai caduta nemmeno in un peccato veniale – non marcì dopo che fu «terminato il corso della vita terrena»1, ma fu assunto nella gloria eterna, come avverrà alla fine dei tempi per i corpi dei redenti, che si ricongiungeranno alle loro anime già passate attraverso il Giudizio particolare.

Le prime testimonianze esplicite sulla fede della Chiesa nell’Assunzione di Maria si ritrovano negli scritti del IV secolo di sant’Efrem il Siro (306-373) e sant’Epifanio di Salamina (315-403). Ma già nel II secolo la riflessione teologica sulle grazie e i meriti della Beata Vergine aveva raggiunto vette altissime con sant’Ireneo di Lione, che descrisse in profondità il ruolo di Maria nella storia della salvezza, in dipendenza e unione con il Figlio. Sant’Ireneo la presentava infatti come nuova Eva, sulla scia dell’insegnamento paolino di Gesù come nuovo Adamo.

Molto antiche sono pure le origini della festa che si diffuse prima in Oriente, dove era celebrata almeno dal VI secolo come «Dormizione della Vergine» (la «dormizione» implica la tesi del sonno profondo, che avrebbe preceduto l’elevazione in cielo). Si radicò poi in Occidente, grazie in particolare a papa Sergio I (687-701), sotto il quale la Dormitio figurava già tra le maggiori quattro feste mariane. Fu poi Leone IV (847-855), quando a Roma la festa aveva intanto preso il nome di Assunzione, a darle una maggiore solennità, prescrivendo una vigilia e un’ottava. Gli scritti dei Padri, le innumerevoli chiese dedicate all’Assunta, le immagini sacre, gli antichi libri liturgici (dal Sacramentario gallicano ai testi bizantini) mostrano quanto fosse radicata fin dai primi secoli la fede dei cristiani in questo mistero, il quarto mistero glorioso del Rosario.

I teologi della Scolastica – su tutti i santi Alberto Magno, Antonio di Padova e Bonaventura da Bagnoregio – diedero poi un notevole contributo all’approfondimento della dottrina dell’Assunzione. Suo fondamento è la Sacra Scrittura, che è piena di riferimenti alle glorie di Maria, dalla Genesi (Gn 3, 15) alla «donna vestita di sole» dell’Apocalisse (Ap 12, 1). Il Doctor Seraphicus, in particolare, prendendo spunto da un versetto del Cantico dei Cantici (Chi è costei che sale dal deserto, ricolma di delizie, appoggiata al suo diletto?), spiegava che in Paradiso la persona gode della pienezza della beatitudine proprio nell’unione tra anima e corpo, concessa in anticipo alla gloriosa Madre di Dio. E sant’Antonio, commentando un passo del profeta Isaia (Glorificherò il luogo dove posano i miei piedi), scriveva ispirato: «Il luogo dove il Signore pose i suoi piedi fu la beata Vergine dalla quale prese l’umanità. Questo luogo è stato dal Signore glorificato, esaltando Maria al di sopra dei cori angelici. Da ciò è manifesto che la Vergine fu assunta in cielo anche con il corpo, che fu il luogo dove pose i piedi il Signore».

Pensando all’intima unione tra Madre e Figlio, san Bernardino da Siena (1380-1444) affermava chiaramente che «Maria non debba essere se non dov’è Cristo; inoltre è ragionevole e conveniente che si trovino già glorificati in cielo l’anima e il corpo, come dell’uomo, così anche della donna; infine il fatto che la Chiesa non ha mai cercato e proposto alla venerazione dei fedeli le reliquie corporee della Beata Vergine, fornisce un argomento che si può dire quasi una riprova sensibile». Già nel Medioevo si era formato insomma un tale consenso nella teologia cattolica, parallelamente alla grande pietà popolare, che negare l’Assunzione sarebbe stato fonte di scandalo.

Quando poi si arrivò al XIX secolo, con la proclamazione del dogma dell’Immacolata Concezione, la Santa Sede iniziò a ricevere molteplici suppliche da ogni parte della cristianità, con la preghiera di definire solennemente anche il dogma dell’Assunzione. Nel 1946, Pio XII indirizzò una lettera enciclica a tutti i vescovi, domandando cosa suggerisse la loro «sapienza e prudenza» e la devozione dei fedeli riguardo a un pronunciamento dogmatico su Maria Assunta, a conferma dell’importanza data al sensus fidelium. Le risposte ottenute furono quasi unanimemente favorevoli alla definizione del dogma, proclamato poi durante l’Anno Santo.

***

1 Pio XII non usò la parola «morte» nella definizione dogmatica. Papa Pacelli volle così lasciare tempo all’approfondimento teologico, alla luce delle argomentazioni degli «immortalisti» secondo cui la Madonna non è stata soggetta al potere della morte, non avendo Lei mai peccato.

(Ermes Dovico –La  Nuova Bussola –  15 Agosto 2023)

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BUONA DOMENICA

DOMENICA 19MA  DEL TEMPO  ORDINARIO

Cari amici di  Radio Maria  Buona  Domenica! 

Santifichiamo il giorno del  Signore partecipando alla  Santa Messa ovunque ci troviamo:  in campagna, al mare,  sui  monti o nelle  città  d’arte,  perché  la  nostra anima sia  illuminata  dalla  Parola  di Dio e  nutrita  con la   Santa Eucaristia.

Il  Vangelo ci presenta  un brano particolarmente  significativo che aiuta  la nostra fede ad affrontare le  avversità della vita.

Dopo la moltiplicazione dei pani e dei pesci, Gesù congeda la  folla  che voleva  farlo re e si ritira  su un molte  a  pregare,  mentre  invita  i suoi  discepoli a salire  sulla barca  e a precederlo all’altra  riva.

Venuta  la  sera   si alza un forte  vento  che agita la barca.  Allora  Gesù  va loro incontro  camminando sulle  acque. 

I  discepoli si impauriscono perché pensano che sia  un fantasma. Ma  Gesù  li tranquillizza dicendo:  “Coraggio sono io, non abbiate  paura”.

Pietro vuole mettere  alla prova  Gesù  e  gli dice:  “Signore se  sei tu, comandami di venire verso di te  sulle  acque”.

Pietro sa  che il Maestro può  fare  questo miracolo.  Gesù   gli dice:  “Vieni”

Pietro si fida,  scende in  acqua e incomincia a camminare verso Gesù. A Pietro non  interessa  il fatto di camminare sulle  acque, ma  di arrivare  fino a  Gesù. La  sua fede e   il  suo amore  per  il  Maestro sono encomiabili.

Ma  questo non basta,  Bisogna perseverare! Infatti, mentre  distoglie lo sguarda  da Gesù  e  guarda il soffiare del vento e  l’agitarsi delle  acque,  si impaurisce e incomincia ad  affondare.

E’ quello che accade a noi quando,  dopo esserci affidati a Gesù,  distogliamo il  nostro sguardo da Lui e lo posiamo sulle avversità  che imperversano. In quel momento ci impauriamo e affondiamo.

Allora, come  Pietro, dobbiamo reagire,  rinnovare  la nostra  fiducia in Gesù  e  gridare:  “Signore salvami!”

Gesù rimprovera  Pietro per  aver  dubitato, ma  tuttavia  tende  la mano, lo afferra  e lo tiene a  galla.

Non solo,  ma appena  saliti sulla barca,  il  vento cessa e  i discepoli si rafforzano nella loro fede. Gesù  è  molto più  di un Messia terreno che sfama  la  gente.

Egli è il Figlio di Dio e il  Salvatore del mondo.  Per questo si  prostrano e  lo adorano, come dobbiamo fare  anche noi in questo tempo  in cui l’umanità  rifiuta la Fede  e  la  Croce

Questa è la nostra  fede cattolica che non  dobbiamo aver  paura di testimoniare.

Vostro Padre  Livio


Vangelo

Comandami di venire verso di te sulle acque.

Dal Vangelo secondo Matteo
Mt 14,22-33

[Dopo che la folla ebbe mangiato], subito Gesù costrinse i discepoli a salire sulla barca e a precederlo sull’altra riva, finché non avesse congedato la folla.

 Congedata la folla, salì sul monte, in disparte, a pregare. Venuta la sera, egli se ne stava lassù, da solo. La barca intanto distava già molte miglia da terra ed era agitata dalle onde: il vento infatti era contrario.

Sul finire della notte egli andò verso di loro camminando sul mare. Vedendolo camminare sul mare, i discepoli furono sconvolti e dissero: «È un fantasma!» e gridarono dalla paura.

 Ma subito Gesù parlò loro dicendo: «Coraggio, sono io, non abbiate paura!». Pietro allora gli rispose: «Signore, se sei tu, comandami di venire verso di te sulle acque». Ed egli disse: «Vieni!».

Pietro scese dalla barca, si mise a camminare sulle acque e andò verso Gesù. Ma, vedendo che il vento era forte, s’impaurì e, cominciando ad affondare, gridò: «Signore, salvami!».

E subito Gesù tese la mano, lo afferrò e gli disse: «Uomo di poca fede, perché hai dubitato?». Appena saliti sulla barca, il vento cessò. Quelli che erano sulla barca si prostrarono davanti a lui, dicendo: «Davvero tu sei Figlio di Dio!».

Parola del Signore

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BUONA DOMENICA

DOMENICA  18.MA  DEL TEMPO ORDINARIO  -TRASFIGURAZIONE DEL SIGNORE

Cari amici di Radio Maria  Buona  Domenica!

Questo  prima Domenica  del mese  di Agosto è  piena di luce  soprannaturale,  perché la  Chiesa  celebra la  Trasfigurazione del  Signore.

Gesù  conduce in  cima al  monte  Tabor  tre dei suoi apostoli,  Pietro,  Giacomo e Giovanni, i medesimi  che   vorrà vicino a  sé  durante l’agonia del  Getzemani. 

“Il  suo volto  brillò  come  il   sole  e  le  sue vesti divennero candide  come la Luce”.  Gesù manifesta la  sua  divinità  attraverso lo splendore   della sua  umanità.

Gesù desidera  che gli apostoli  siano forti nella  nel  momento della  sua  Passione quando,  per  nostro amore  e  per  la nostra   salvezza, accetta di essere umiliato, processato e  crocifisso.

Nel medesimo momento appaiono  accanto a  Lui Mosè ed Elia, le  due  figure emblematiche  dell’Antica  alleanza, che  in Gesù Cristo trova  il suo compimento.

La  voce del  Padre celeste risuona, come  nel momento del  Battesimo di Giovanni   il Battista: ”Questi è  il  mio Figlio,  l’amato: in  Lui ho posto il  mio compiacimento.  Ascoltatelo”.

La manifestazione della  divinità del  Signore non  poteva  essere  più  eclatante e  i tre  apostoli ne sono presi,  in particolare  Pietro.

Tuttavia  nel momento della  Passione la loro mente  si oscura, il  loro cuore  si riempi di paure  e vacillano nella fede.

In loro c’era  ancora  troppa mondanità e il  loro rapporto con Gesù  era  ancora  ancorato a una  visione terrena  del  Regno di Dio.

Questo è  un grande  insegnamento  per  noi,  in  un  momento in cui il  mondo è particolarmente ostile alla fede e  alla  croce.

Resisteremo alla  prova  se,  nella preghiera e  nella rinuncia alle mondanità,   avremo alimentato la fede  in Gesù, nostro Dio  e Salvatore,  e avremo stretto con Lui una amicizia che nessuna tempesta  della  vita  potrebbe distruggere.

Vostro Padre  Livio


Vangelo

Il suo volto brillò come il sole.

Dal Vangelo secondo Matteo
Mt 17,1-9

In quel tempo, Gesù prese con sé Pietro, Giacomo e Giovanni suo fratello e li condusse in disparte, su un alto monte. E fu trasfigurato davanti a loro: il suo volto brillò come il sole e le sue vesti divennero candide come la luce. Ed ecco apparvero loro Mosè ed Elia, che conversavano con lui.

 Prendendo la parola, Pietro disse a Gesù: «Signore, è bello per noi essere qui! Se vuoi, farò qui tre capanne, una per te, una per Mosè e una per Elia». Egli stava ancora parlando, quando una nube luminosa li coprì con la sua ombra. Ed ecco una voce dalla nube che diceva: «Questi è il Figlio mio, l’amato: in lui ho posto il mio compiacimento. Ascoltatelo».

All’udire ciò, i discepoli caddero con la faccia a terra e furono presi da grande timore. Ma Gesù si avvicinò, li toccò e disse: «Alzatevi e non temete». Alzando gli occhi non videro nessuno, se non Gesù solo.

Mentre scendevano dal monte, Gesù ordinò loro: «Non parlate a nessuno di questa visione, prima che il Figlio dell’uomo non sia risorto dai morti».

Parola del Signore

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BUONA DOMENICA

DOMENICA 17.ma  DEL  TEMPO ORDINARIO

Carissimi amici di Radio Maria Buona Domenica!

Che la Luce  di Cristo Risorto illumini il mondo e il suo  Amore rinnovi  la  faccia  della terra.

Il  Signore  è  più che mai  vicino e presente  in  un  momento in cui la  storia umana è davanti al  bivio della vita e  della morte.

Che  il  tempo delle  vacanze  sia  davvero un riposo per  l’anima  e  per  il  corpo, in  modo tale  da ritornare  rinfrancati e motivati nel compimento della nostra  missione nella   vita.

Oggi  Gesù nel  Vangelo ci  introduce  nella conoscenza del Regno di Dio, mediante  parabole con le  quali rivela  il mistero che  Lo  riguarda.

Infatti il  Regno di Dio è  Gesù  stesso, nella sua  Persona divina unita alla  natura  umana,  nelle  sue azioni salvifiche e  nella  sue  parole di vita eterna.

Noi siamo  invitati a credere e  ad entrare  in questo mistero,  in  modo tale  che  la nostra vita  sia  sottratta alla  potenza  devastante  del male  e  della morte  e  così essere  una cosa  sola  con Lui che  è  la  Via,  La  Verità  e  la  Vita.

Gesù paragona  il Regno  di Dio  a  un tesoro  nascosto in un campo.  Uno lo trova,  lo nasconde, e  pieno di gioia vende  tutti i suoi averi e compra   quel campo.

Così è per noi quando incontriamo Gesù.  E’ il tesoro della  vita e non  abbiamo bisogno di altro.  Lo sperimentiamo quando ci convertiamo e ci rendiamo conto quanto fosse  falsa e  ingannatrice  la  vita senza Gesù.

Allo  stesso modo  Gesù  paragona  il Regno di Dio a  un mercante che, trovata  una  perla  preziosa,  vende tutti i suoi averi e la  compra.  Così anche noi  dobbiamo essere  pronti  a rinunciare  a  tutto per di essere di Gesù. 

Infine Gesù paragona  il  Regno di Dio  a   una rete  piena  di pesci,  dalla   quale i pescatori scelgono quelli buoni e  gettano  via  quelli  cattivi.

“Così sarà alla  fine  del  mondo.  Verranno gli  angeli e  separeranno i  cattivi dai buoni e  li  getteranno nella  fornace  ardente,  dove sarà pianto e stridore di denti.”

Queste  sono  Parole divine  che non si possono omettere,  non si possono criticare  e  non  si possono cambiare.  Per salvarsi bisogna  prenderle  sul serio, perché  pronunciate  da   Colui che è la Misericordia.

Ave Maria 

Padre  Livio


Vangelo

Distribuì a quelli che erano seduti quanto ne volevano.

Dal Vangelo secondo Giovanni
Gv 6,1-15
 
In quel tempo, Gesù passò all’altra riva del mare di Galilea, cioè di Tiberìade, e lo seguiva una grande folla, perché vedeva i segni che compiva sugli infermi. Gesù salì sul monte e là si pose a sedere con i suoi discepoli. Era vicina la Pasqua, la festa dei Giudei.
 
Allora Gesù, alzàti gli occhi, vide che una grande folla veniva da lui e disse a Filippo: «Dove potremo comprare il pane perché costoro abbiano da mangiare?». Diceva così per metterlo alla prova; egli infatti sapeva quello che stava per compiere. Gli rispose Filippo: «Duecento denari di pane non sono sufficienti neppure perché ognuno possa riceverne un pezzo».
 
Gli disse allora uno dei suoi discepoli, Andrea, fratello di Simon Pietro: «C’è qui un ragazzo che ha cinque pani d’orzo e due pesci; ma che cos’è questo per tanta gente?». Rispose Gesù: «Fateli sedere». C’era molta erba in quel luogo. Si misero dunque a sedere ed erano circa cinquemila uomini.
 
Allora Gesù prese i pani e, dopo aver reso grazie, li diede a quelli che erano seduti, e lo stesso fece dei pesci, quanto ne volevano.
 
E quando furono saziati, disse ai suoi discepoli: «Raccogliete i pezzi avanzati, perché nulla vada perduto». Li raccolsero e riempirono dodici canestri con i pezzi dei cinque pani d’orzo, avanzati a coloro che avevano mangiato.
 
Allora la gente, visto il segno che egli aveva compiuto, diceva: «Questi è davvero il profeta, colui che viene nel mondo!». Ma Gesù, sapendo che venivano a prenderlo per farlo re, si ritirò di nuovo sul monte, lui da solo.

Parola del Signore

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