
Categoria: PENSIERO FESTIVO Pagina 32 di 53

Questo è il titolo principale ed essenziale della Madonna
Nell’ottava di Natale e all’ inizio del nuovo anno la Chiesa celebra la solennità di Maria Santissima Madre di Dio. E’ una professione di fede sancita dai primi Concili della Chiesa e che indica due verità di fede fra loro complementari: La divinità del Figlio di Maria e la divina maternità di Colei che lo ha concepito e dato alla luce.
Nel mistero della sua Persona divina unita alla natura umana, Gesù è il Figlio eternamente generato dal Padre ed è nel medesimo tempo il Figlio di Maria, che in Lei ha assunto la natura umana per opera dello Spirito Santo.
Si tratta dunque una verità di fede innanzi tutto di carattere cristologico, che riguarda l’essenza stessa del Cristianesimo. Per essere cristiani non baste credere in Dio, ma è necessario credere che il Figlio di Maria è il Figlio di Dio.
Lo professiamo ogni volta che recitiamo il Credo: “Per opera dello Spirito Santo si è incarnato nel seno della Vergine Maria e si è fatto uomo” ”. Dovremmo pronunciare queste parole col cuore adorante, perché è il centro focale della fede cristiana.
Ed è proprio qui che il maligno ha cercato di colpire nel corso della storia, cercando di diffondere false dottrine che negano la divinità del Bambine di Betlemme. Tuttavia , sorretta dallo Spirito Santo, la Chiesa ne è uscita sempre vincitrice.
Oggi la crisi dilagante della fede ha portato l’Occidente, una volta cristiano, alla negazione delle sue radici, che sono quelle inerenti alla stessa Persona di Gesù Cristo, Figlio di Dio e Redentore del mondo.
E’ come se un ramo si fosse staccato dall’albero che lo sorregge: non può che appassire, seccare ed essere gettato nel fuoco. Solo un ritorno alla fede di Maria, la prima che ha creduto nella divinità del suo concepito, potrà salvare la storia umana da un esito catastrofico.
Rinnoviamo la nostra fede, recitando col cuore il Credo e seguiamo la Madonna che è instancabile nell’orientarci a suo Figlio che è Via, Verità e Vita.
Oggi è anche la giornata della pace. Seguiamo la Regina della sulla collina delle apparizioni a Medjugorje dove ci ha inviato per tre ore di preghiera a partire da questo pomeriggio alle h 15.
“Con la preghiera e il digiuno potete fermare le guerre per quanto violente esse siano” ha detto la Madonna..
Vostro Padre Livio
Vangelo
I pastori trovarono Maria e Giuseppe e il bambino. Dopo otto giorni gli fu messo nome Gesù.
Dal Vangelo secondo Luca
Lc 2,16-21
In quel tempo, [i pastori] andarono, senza indugio, e trovarono Maria e Giuseppe e il bambino, adagiato nella mangiatoia. E dopo averlo visto, riferirono ciò che del bambino era stato detto loro.
Tutti quelli che udivano si stupirono delle cose dette loro dai pastori. Maria, da parte sua, custodiva tutte queste cose, meditandole nel suo cuore.
I pastori se ne tornarono, glorificando e lodando Dio per tutto quello che avevano udito e visto, com’era stato detto loro.
Quando furono compiuti gli otto giorni prescritti per la circoncisione, gli fu messo nome Gesù, come era stato chiamato dall’angelo prima che fosse concepito nel grembo.

SACRA FAMIGLIA DI GESU’, MARIA E GIUSEPPE, FESTA – ANNO B
Cari amici,
la Chiesa, subito alla prima Domenica dopo Natale, mette davanti ai nostri occhi la Santa Famiglia di Nazareth, perché sia da esempio nei secoli per tutte le famiglie cristiane.
Dobbiamo quindi specchiarci nell’immagine di questa famiglia, nella quale il Verbo ha voluto nascere, nella quale è vissuto fino all’inizio della Sua missione, rimanendo soggetto a Maria e a Giuseppe.
Pur essendo una famiglia unica e irripetibile per la missione che è chiamata a compiere, la Santa Famiglia di Nazareth rispecchia i tratti fondamentali di una famiglia cristiana, così come Dio Creatore l’ha concepita fin dalle origini e Cristo redentore l’ha elevata nell’ordine soprannaturale col Sacramento del matrimonio.
Il primo tratto che balza ai nostri occhi, contemplando la grotta di Betlemme, è quello della fede e della preghiera con la quale Maria e Giuseppe si preparano all’evento mirabile della nascita del Salvatore del mondo.
Questa caratteristica accompagnerà la Sacra famiglia in tutto il cammino, trasformando la casa Nazareth in un angolo di Cielo. Così sia anche per le nostre famiglie, nelle quali si elevi la preghiera che disseta, che fortifica e che eleva le anime a Dio.
Pensate alla degradazione che subiscono le nostre famiglie esposte al chiasso del mondo, ai dardi velenosi delle lingue biforcute, alle seduzioni e alle false luci del male.
La famiglia di Nazareth conduce uno stile di vita umile e semplice, come poteva essere quello d un artigiano. Vive di lavoro operoso e accoglie la volontà di Dio di prendere dimora in un rifugio di animali.
Pensiamo alle famiglie del nostro tempo, spesso in balia del consumismo fino a se stesso, insensibili ai bisogno dei più poveri, incapaci di gesti di gratuità e di condivisione.
La famiglia di Nazareth vive nella pace, che i cuori alimentano l’uno per l’altro nel compimento della volontà di Dio e che neppure le avversità e le persecuzioni possono compromettere.
Pensiamo alle nostre famiglie, alle incomprensioni, ai litigi, alle separazioni e alle violenze che le affliggono, perché non vi è la pace di Dio nei cuori, fonte di perdono e di amore.
Possa la Famiglia di Nazareth essere un nuovo inizio per le nostre famiglie, perché questa è la via che conduce al cambiamento del mondo.
Vostro Padre Livio
Vangelo
Il Bambino cresceva pieno di sapienza.
Dal Vangelo secondo Luca
Lc 2,22-40
Quando furono compiuti i giorni della loro purificazione rituale, secondo la legge di Mosè, [Maria e Giuseppe] portarono il bambino [Gesù] a Gerusalemme per presentarlo al Signore – come è scritto nella legge del Signore: «Ogni maschio primogenito sarà sacro al Signore» – e per offrire in sacrificio una coppia di tortore o due giovani colombi, come prescrive la legge del Signore. Ora a Gerusalemme c’era un uomo di nome Simeone, uomo giusto e pio, che aspettava la consolazione d’Israele, e lo Spirito Santo era su di lui. Lo Spirito Santo gli aveva preannunciato che non avrebbe visto la morte senza prima aver veduto il Cristo del Signore. Mosso dallo Spirito, si recò al tempio e, mentre i genitori vi portavano il bambino Gesù per fare ciò che la Legge prescriveva a suo riguardo, anch’egli lo accolse tra le braccia e benedisse Dio, dicendo: «Ora puoi lasciare, o Signore, che il tuo servo vada in pace, secondo la tua parola, perché i miei occhi hanno visto la tua salvezza, preparata da te davanti a tutti i popoli: luce per rivelarti alle genti e gloria del tuo popolo, Israele». Il padre e la madre di Gesù si stupivano delle cose che si dicevano di lui. Simeone li benedisse e a Maria, sua madre, disse: «Ecco, egli è qui per la caduta e la risurrezione di molti in Israele e come segno di contraddizione – e anche a te una spada trafiggerà l’anima -, affinché siano svelati i pensieri di molti cuori». C’era anche una profetessa, Anna, figlia di Fanuèle, della tribù di Aser. Era molto avanzata in età, aveva vissuto con il marito sette anni dopo il suo matrimonio, era poi rimasta vedova e ora aveva ottantaquattro anni. Non si allontanava mai dal tempio, servendo Dio notte e giorno con digiuni e preghiere. Sopraggiunta in quel momento, si mise anche lei a lodare Dio e parlava del bambino a quanti aspettavano la redenzione di Gerusalemme. Quando ebbero adempiuto ogni cosa secondo la legge del Signore, fecero ritorno in Galilea, alla loro città di Nàzaret. Il bambino cresceva e si fortificava, pieno di sapienza, e la grazia di Dio era su di lui.
Parola del Signore.

Questo è l’evento chiave della storia, che non potrà mai essere cancellato
Cari amici di Radio Maria,
l’augurio di Buon Natale sia per tutti noi un augurio di pace e di gioia. Nel silenzio di Betlemme infatti sono queste le due parole che risuonano nella notte, quando il Cielo si è aperto per salutare la nascita del Salvatore.
Possano i nostri cuori aprirsi al canto degli angeli e condividere la gioia e la fede dei pastori che accorrono per adorare il Bambino Gesù.
L’avvenimento del Natale è il cuore della storia umana, un cammino travagliato in mezzo all’imperversare del male e della morte, nella ricerca di una salvezza a cui aggrapparsi.
Ed ecco che nel buio della notte accade il miracolo, l’evento imprevisto, la svolta sospirata, che però avviene ai margini, lontano dai frastuoni e dai traffici, dalle ricchezze e dalle vanità del mondo.
In una grotta, rifugio di animali, da un Vergine viene generato un Bambino, il cui nome è Gesù, Il Salvatore, il Principe della pace, la speranza dei popoli.
Questo è l’evento chiave della storia, che non potrà mai essere cancellato, perché è l’architrave del mondo, senza il quale tutto crollerebbe nell’abisso del nulla.
Invano le potenze del male si coalizzano per disperderlo, per annientarlo, per cancellarne il ricordo, nella illusione di sostituirlo.
La persecuzione a quel Bambino è incominciata subito ed è durata fino ad oggi, ma ogni volta i progetti iniqui collassano su se stessi, sotto le macerie della superbia e della stoltezza dei loro autori.
Anche oggi quel Bambino è riconosciuto, amato e adorato solo da pochi ed è rigettato e perseguitato da molti, che temono per i loro piani di potere e di gloria.
Per quanto continuerà ancora la sfida al Bambino di Betlemme? E’ ancora lontano il momento del suo dominio universale nei cuori e nel mondo?
Solo Lui sa quando, ma è certo che verrà quel momento, che tocca a noi affrettare incoronandolo Re e Signore dei nostri cuori.
Buon Natale con Gesù, Maria e Giuseppe
Vostro Padre Livio

Cari amici,
Samo ormai arrivati a Natale. Abbiamo preparato il nostro cuore perché viva la grazia di questo evento che ogni anno si ripete?
Ogni Natale, anche questo che ci apprestiamo a celebrare, rinnova l’evento della nascita del Verbo, non più nella desolazione di un anfratto, rifugio per animali, ma nel cuore umano, che è stato creato per diventare l’abitazione di Dio.
Ogni cuore viene visitato dalla grazia, perché si apra a questo evento decisivo della storia umana e faccia spazio a Dio che lo cerca e lo ama.
A Natale Dio bussa alla porta del nostro cuore nella sembianza di un mendicante che cerca rifugio, che chiede amore. Il suo tratto distintivo è l’umiltà di un Bambino, che sorride, che tende le mani, che vuole essere abbracciato.
Cadano le squame dai nostri occhi, si abbassi la testa, si pieghino le ginocchia, cadano le barriere del pregiudizio e dell’ indifferenza.
Deponiamo le armi dell’arroganza, della presunzione, della prepotenza. Serriamo dietro le labbra le lingue biforcute della maldicenza, dell’inganno, dell’invidia.
Gettiamo nell’immondizia i simboli della potenza, della vanagloria e della supponenza. Rivestiamoci delle vesti della semplicità , dell’umiltà e della penitenza.
Abbassiamo le mani che minacciano, che colpiscono e che uccidono e allunghiamo quelle che beneficano, che sorreggono e che accompagnano.
I nostri volti depongano il cipiglio, la minaccia e il disprezzo e si rivestano della luce del perdono, della bontà e dell’umiltà
Il nostro cuore rigetti i veleni che lo sporcano e lo induriscono e diventi una culla d’amore in cui La Vergine Maria possa deporre il Re della pace.
Spogliamoci dei vestimenti del fariseismo, del perbenismo e dell’ipocrisia e presentiamoci senza veli davanti alla capanna per rivestirsi della veste candida della divina figliolanza.
Così sia!
Buon Natale con Maria, Giuseppe e il Bambino Gesù
Vostro Padre Livio