
SACRA FAMIGLIA DI GESU’, MARIA E GIUSEPPE, FESTA – ANNO B
Cari amici,
la Chiesa, subito alla prima Domenica dopo Natale, mette davanti ai nostri occhi la Santa Famiglia di Nazareth, perché sia da esempio nei secoli per tutte le famiglie cristiane.
Dobbiamo quindi specchiarci nell’immagine di questa famiglia, nella quale il Verbo ha voluto nascere, nella quale è vissuto fino all’inizio della Sua missione, rimanendo soggetto a Maria e a Giuseppe.
Pur essendo una famiglia unica e irripetibile per la missione che è chiamata a compiere, la Santa Famiglia di Nazareth rispecchia i tratti fondamentali di una famiglia cristiana, così come Dio Creatore l’ha concepita fin dalle origini e Cristo redentore l’ha elevata nell’ordine soprannaturale col Sacramento del matrimonio.
Il primo tratto che balza ai nostri occhi, contemplando la grotta di Betlemme, è quello della fede e della preghiera con la quale Maria e Giuseppe si preparano all’evento mirabile della nascita del Salvatore del mondo.
Questa caratteristica accompagnerà la Sacra famiglia in tutto il cammino, trasformando la casa Nazareth in un angolo di Cielo. Così sia anche per le nostre famiglie, nelle quali si elevi la preghiera che disseta, che fortifica e che eleva le anime a Dio.
Pensate alla degradazione che subiscono le nostre famiglie esposte al chiasso del mondo, ai dardi velenosi delle lingue biforcute, alle seduzioni e alle false luci del male.
La famiglia di Nazareth conduce uno stile di vita umile e semplice, come poteva essere quello d un artigiano. Vive di lavoro operoso e accoglie la volontà di Dio di prendere dimora in un rifugio di animali.
Pensiamo alle famiglie del nostro tempo, spesso in balia del consumismo fino a se stesso, insensibili ai bisogno dei più poveri, incapaci di gesti di gratuità e di condivisione.
La famiglia di Nazareth vive nella pace, che i cuori alimentano l’uno per l’altro nel compimento della volontà di Dio e che neppure le avversità e le persecuzioni possono compromettere.
Pensiamo alle nostre famiglie, alle incomprensioni, ai litigi, alle separazioni e alle violenze che le affliggono, perché non vi è la pace di Dio nei cuori, fonte di perdono e di amore.
Possa la Famiglia di Nazareth essere un nuovo inizio per le nostre famiglie, perché questa è la via che conduce al cambiamento del mondo.
Vostro Padre Livio
Vangelo
Il Bambino cresceva pieno di sapienza.
Dal Vangelo secondo Luca
Lc 2,22-40
Quando furono compiuti i giorni della loro purificazione rituale, secondo la legge di Mosè, [Maria e Giuseppe] portarono il bambino [Gesù] a Gerusalemme per presentarlo al Signore – come è scritto nella legge del Signore: «Ogni maschio primogenito sarà sacro al Signore» – e per offrire in sacrificio una coppia di tortore o due giovani colombi, come prescrive la legge del Signore. Ora a Gerusalemme c’era un uomo di nome Simeone, uomo giusto e pio, che aspettava la consolazione d’Israele, e lo Spirito Santo era su di lui. Lo Spirito Santo gli aveva preannunciato che non avrebbe visto la morte senza prima aver veduto il Cristo del Signore. Mosso dallo Spirito, si recò al tempio e, mentre i genitori vi portavano il bambino Gesù per fare ciò che la Legge prescriveva a suo riguardo, anch’egli lo accolse tra le braccia e benedisse Dio, dicendo: «Ora puoi lasciare, o Signore, che il tuo servo vada in pace, secondo la tua parola, perché i miei occhi hanno visto la tua salvezza, preparata da te davanti a tutti i popoli: luce per rivelarti alle genti e gloria del tuo popolo, Israele». Il padre e la madre di Gesù si stupivano delle cose che si dicevano di lui. Simeone li benedisse e a Maria, sua madre, disse: «Ecco, egli è qui per la caduta e la risurrezione di molti in Israele e come segno di contraddizione – e anche a te una spada trafiggerà l’anima -, affinché siano svelati i pensieri di molti cuori». C’era anche una profetessa, Anna, figlia di Fanuèle, della tribù di Aser. Era molto avanzata in età, aveva vissuto con il marito sette anni dopo il suo matrimonio, era poi rimasta vedova e ora aveva ottantaquattro anni. Non si allontanava mai dal tempio, servendo Dio notte e giorno con digiuni e preghiere. Sopraggiunta in quel momento, si mise anche lei a lodare Dio e parlava del bambino a quanti aspettavano la redenzione di Gerusalemme. Quando ebbero adempiuto ogni cosa secondo la legge del Signore, fecero ritorno in Galilea, alla loro città di Nàzaret. Il bambino cresceva e si fortificava, pieno di sapienza, e la grazia di Dio era su di lui.
Parola del Signore.