"VI SUPPLICO: CONVERTITEVI!" (REGINA DELLA PACE-MEDJUGORJE)

Categoria: LETTURA CRISTIANA DELLA CRONACA E DELLA STORIA Pagina 4 di 173

LETTURA CRISTIANA DELLA CRONACA E DELLA STORIA

Programma di Padre Livio – Lunedì 12 Ottobre 2026

h. 8.50: Diretta su Radio Maria – Diretta video su blogdipadrelivio.it – su Facebook – su Digitale terrestre canale 789 delle Tv Smart – su YouTube (in differita)

h. 8.50: PENSIERO SPIRITUALE

I cinque minuti dello Spirito Santo

h. 8.55 – 9.10  ALMANACCO DELLA FEDE:

DIO PROVVEDE PREMIA E CASTIGA

6. Che cos’è l’inferno?

L’inferno è il patimento eterno della privazione di Dio, nostra felicità, e del fuoco, con ogni altro male senza alcun bene

h. 9.10: RITAGLI DI PAGINE INEDITE

Tratta dal Libro: Medjugorje perché non ho dubbi

9.20 – ATTUALITÀ

Preghiamo per il Papa perché si ristabilisca presto

San Carlo Acutis devoto dell’Eucaristia e di Fatima

9.45: VIATICO QUOTIDIANO

Pensiero sulla grandezza dell’umiltà

h. 10.00: TELEFONATA A PADRE LIVIO

h. 10.05: CATECHESI DI PADRE LIVIO

Medjugorje perché non ho dubbi – La Madonna ha rivelato l’Apocalisse

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🟢LIVE P. LIVIO🟢: I 5 MINUTI DELLO SPIRITO SANTO 📘 RITAGLI DI PAGINE INEDITE 📖EDITORIALE: “I SEI VEGGENTI DI MEDJUGORJE SONO CREDIBILI” – 09/10/2026

LETTURA CRISTIANA DELLA CRONACA E DELLA STORIA

Programma di Padre Livio – Venerdì 9 Ottobre 2026

h. 8.50: Diretta su Radio Maria – Diretta video su blogdipadrelivio.it – su Facebook – su YouTube (in differita)

h. 8.50: PENSIERO SPIRITUALE

I cinque minuti dello Spirito Santo

h. 9.00: RITAGLI DI PAGINE INEDITE

Un pensiero tratto dal libro: Medjugorje perché non ho dubbi

h. 9.05: EDITORIALE (In diretta)

I SEI VEGGENTI DI MEDJUGORJE SONO CREDIBILI

Ma non è detto che siano santi e infallibili

h. 9.30: INTERVISTA A VICKA (17 settembre 2026)

🟢LIVE P. LIVIO🟢: I 5 MINUTI DELLO SPIRITO SANTO 📘 RITAGLI DI PAGINE INEDITE 📖EDITORIALE: “L’IRRUZIONE DEL SOPRANNATURALE NEL TEMPO DEI SEGRETI DI MEDJUGORJE” – 08/10/2026

LETTURA CRISTIANA DELLA CRONACA E DELLA STORIA

Programma di Padre Livio – Giovedì 8 Ottobre 2026

h. 8.50: Diretta su Radio Maria – Diretta video su blogdipadrelivio.it – su Facebook – su YouTube (in differita)

h. 8.50: PENSIERO SPIRITUALE

I cinque minuti dello Spirito Santo

h. 8.55: RITAGLI DI PAGINE INEDITE

Tratta dal Libro: Medjugorje perché non ho dubbi

h. 9.00: EDITORIALE (Diretta)

L’ irruzione del soprannaturale nel tempo dei Segreti

h.10.00 CATECHESI

Medjugorje perché non ho dubbi

🟢P. LIVIO🟢 LETTURA CRISTIANA DELLA CRONACA E DELLA STORIA – 07/10/2026

Dio provvede, premia e castiga – 5. I cattivi che non servono Dio e muoiono in peccato mortale, che cosa meritano?

Essendo gli angeli e gli uomini creature libere possono decidere di accogliere e amare Dio, ma anche di disprezzarlo. Da questa negazione, da questa respinta della vita con Dio nasce l’inferno che è assenza di tutto ciò che Dio è: amore, verità, luce, pace, gioia, perdono. Purtroppo, fino a questo punto può arrivare la libertà umana per cui, giustamente, anche il Catechismo della Chiesa Cattolica parla dell’inferno come di un’autopunizione. Dio è morto in Croce per noi per liberarci dai peccati ed espiarli al nostro posto e per nostro amore, ha fatto di tutto perché ci salvassimo ma molti, come il ladrone cattivo, lo rifiutano. L’atteggiamento dei due ladroni accanto alla Croce sono le due opzioni che gli uomini hanno di fronte a Cristo Crocifisso: uno chiede di essere accolto e Gesù lo porta con sé in Paradiso, l’altro muore bestemmiando e quindi rifiuta la salvezza che aveva davanti.

La libertà è un grande dono ma è anche una spada a doppio taglio. La libertà realizza se stessa facendo il bene e, invece, distrugge se stessa facendo il male del quale diviene poi prigioniera. Sia l’esistenza del diavolo sia quella dell’inferno oggi sono ampiamente negate, a volte anche da parte di persone che si dicono credenti. Le parole del Vangelo sono di una chiarezza abbagliante. Le parole più belle riguardano sicuramente la misericordia e il perdono e sono state dette da Gesù stesso; nel medesimo tempo, Gesù ha detto le parole più severe per tutti quelli che rifiutano l’amore e la misericordia.

Infatti, a coloro che accolgono il suo perdono e la sua misericordia Gesù dice: “Venute benedetti nel Regno del Padre mio”; a quelli che la rifiutano dice: “Via da me maledetti nel fuoco eterno”. Sono cose su cui meditare. L’inferno è una rivelazione divina che risale direttamente a Cristo. Nell’Antico Testamento non c’è l’inferno in senso cristiano, c’è lo Sheol che è il luogo dei morti dove i cattivi sono puniti mentre i giusti attendono la Redenzione. L’inferno così come ce lo ha rivelato Gesù Cristo e cioè come una fornace ardente è un modo figurato ripreso anche dalla Madonna nelle apparizioni a Fatima e a Medjugorje.

L’inferno è un’opzione della libertà ed è un rifiuto della misericordia. L’inferno non è una mancanza, un difetto della Divina Misericordia, ma è il nostro rifiuto. Il ladrone pentito, che sicuramente aveva commesso qualche grave delitto per cui era stato condannato alla croce, ha accolto la grazia della fede e ha creduto in Gesù Crocifisso Figlio di Dio, infatti gli chiede di essere accolto nel suo Regno. Gesù gli risponde: «Oggi sarai con me in Paradiso» e questo ci fa capire quanto è grande la Divina Misericordia, purché ci sia il pentimento. Invece, l’orgoglio, che è come una catena che ci lega a noi stessi, ci perde eternamente. Le anime all’inferno vi ci vogliono rimanere perché il loro odio contro Dio è totale, è eterno.

Lucifero non ha voluto accettare la sua condizione esistenziale di creatura, ha voluto mettersi al posto di Dio. L’uomo fa la stessa cosa, prova fastidio nei confronti dell’esistenza di Dio perché vorrebbe mettersi al suo posto per essere totalmente padrone di se stesso: in realtà, rifiutando Dio, diventiamo noi stessi schiavi delle nostre passioni che ci legano e ci distruggono.

I cattivi che non servono Dio e muoiono in peccato mortale vogliono andare all’inferno; giurano odio eterno nei confronti di Dio. Già sulla Terra ci sono persone talmente intime con satana che giurano odio eterno a Dio e lo fanno consapevolmente perché in loro è cresciuta la superbia di non essere loro stesse Dio, di non ritenersi umilmente creature, non vogliono inginocchiarsi davanti a Dio nella preghiera e affidarsi come figli al Padre; invece, si induriscono, si contrappongono e giurano a Dio odio eterno. È un atteggiamento dei demoni e degli uomini che in questa vita diventano demoni. Le persone che odiano Dio ci sono e sono tante, tant’è vero che è grande il numero delle anime che va all’inferno come ha detto la Madonna sia a Fatima che a Medjugorje. La nostra generazione, di fatto, si è ribellata a Dio, ha rifiutato la fede e la Croce, ha rifiutato il Cristianesimo e la Redenzione. E questo si concretizza nel rifiuto del Crocifisso nel momento della morte.

Gli ultimi istanti della vita sono fondamentali per la nostra anima; se ci accorgiamo che il momento della morte si avvicina, ricordiamoci che le cose più importanti sono il pentimento dei peccati, la Confessione, la Santa Comunione. Non moriamo impenitenti perché poi non si può più tornare indietro! Chi muore senza Dio rimane eternamente senza Dio all’inferno. Queste sono Verità di fede rivelata e definita da parte della Chiesa. Non facciamoci prendere dalle eresie sotterranee che circolano; anche all’interno delle Chiesa Cattolica sentiamo spesso dire che l’inferno non esiste, che è vuoto, che il diavolo è un simbolo e non esiste. Queste persone parlano a titolo personale, non della Chiesa, e fanno il gioco del diavolo che nell’era moderna ha ottenuto la grande vittoria di far sapere che non c’è. Ma il diavolo c’è e anche l’inferno esiste.

Diffondendo il modo di pensare che il diavolo non esiste in realtà lui stesso riesce a circuirci, a ingannarci, a incatenarci a sé più facilmente. Invece noi dobbiamo ascoltare Gesù. La Chiesa ascolta Gesù. Il Catechismo della Chiesa Cattolica, infatti, afferma che chi muore impenitente avendo commesso anche un solo peccato mortale con materia grave, piena avvertenza e deliberato consenso, va eternamente all’inferno dal quale non si può più uscire. Gli uomini, invece di usare la propria libertà per amare Dio, la usano per odiarlo e contrapporsi a Lui. La nostra generazione ha rifiutato Cristo e la salvezza che viene dalla Croce, vive e muore senza Dio. Non c’è, allora, da meravigliarsi che la Madonna dica che oggi satana miete le anime (Messaggio del 25 luglio 2020).

Riflettiamo, allora, su noi stessi, sulla nostra vita. Facciamo un proposito molto semplice: viviamo sempre in grazia di Dio e se commettiamo un peccato mortale (con materia grave, piena avvertenza e deliberato consenso) non andiamo a letto impenitenti ma recitiamo l’Atto di Dolore perfetto che ci assolve da quel peccato grave che abbiamo commesso, ritorniamo in grazia di Dio avendo però l’obbligo di confessarci il prima possibile.

Mio Dio, mi pento e mi dolgo con tutto il cuore dei miei peccati,
perché peccando ho meritato i tuoi castighi, e molto più perché ho offeso te,
infinitamente buono e degno di essere amato sopra ogni cosa.
Propongo con il tuo santo aiuto di non offenderti mai più
e di fuggire le occasioni prossime di peccato.
Signore, misericordia, perdonami.

Abituiamoci a vivere in grazia di Dio perché oggi siamo molto a rischio nelle nostre giornate, in questi venti di guerra che soffiano da ogni parte. Vivere in grazia di Dio è una polizza per il Paradiso!

LETTURA CRISTIANA DELLA CRONACA E DELLA STORIA

Programma di Padre Livio – Mercoledì 7 Ottobre 2026

h. 8.50: Diretta su Radio Maria – Diretta video su blogdipadrelivio.it – su Facebook – su Digitale terrestre canale 789 delle Tv Smart – su YouTube (in differita)

h. 8.50: PENSIERO SPIRITUALE

I cinque minuti dello Spirito Santo

h. 8.55 – 9.10  ALMANACCO DELLA FEDE:

DIO PROVVEDE PREMIA E CASTIGA

5. I cattivi che non servono Dio e muoiono in peccato mortale, che cosa meritano?

I cattivi che non servono Dio e muoiono in peccato mortale meritano l’inferno

h. 9.10: RITAGLI DI PAGINE INEDITE

Tratta dal Libro: Medjugorje perché  non ho dubbi

9.20 – ATTUALITÀ

La Battaglia di Lepanto 7 Ottobre 1571

9.40: VIATICO QUOTIDIANO

Pensiero sulla grandezza dell’umiltà

h. 9.45 – 10.00: I MESSAGGI DELLA MADONNA A MIRJANA

29. “Come la madre lotta per i suoi figli, io prego e lotto per voi” (2 Gennaio 2008)

“Cari figli, con tutta la forza del mio cuore io vi amo e mi dono a voi.

Come la madre lotta per i suoi figli, io prego e lotto per voi.

A voi chiedo di non aver paura di aprirvi perché possiate amare e darvi agli altri col cuore.

Quanto più farete questo col cuore, accoglierete di più e comprenderete meglio il mio Figlio e il suo dono a voi.

Che tutti vi riconoscano attraverso l’amore di mio Figlio e il mio. Vi ringrazio”.

La Madonna ha benedetto tutti i presenti e gli oggetti sacri. Ha chiesto la preghiera e il digiuno per i nostri pastori.

h. 10.00: TELEFONATA A PADRE LIVIO

h. 10.05: CATECHESI DI PADRE LIVIO

Medjugorje perché non ho dubbi – La Madonna ha rivelato l’Apocalisse

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Dio provvede, premia e castiga – 4. Chi merita il Paradiso?

Merita il Paradiso chi è buono, ovvero chi ama e serve fedelmente Dio e muore nella sua grazia. Meritare è un termine da pesare molto bene perché la salvezza non viene tanto per i nostri meriti, quanto per la Divina Misericordia. Noi nasciamo nel peccato e quindi con la grazia che ci viene data nel Battesimo diventiamo figli di Dio. Non abbiamo meriti particolari, ma è Cristo si è fatto uomo e ha portato la Croce e ha meritato per noi la salvezza eterna. La salvezza eterna è anzitutto un dono che viene dato a tutti coloro che lo accolgono nel pentimento dei peccati, nell’umiltà della propria condizione umana. La parola merito è la nostra corrispondenza alla grazia; è per grazia che siamo stati salvati, è grazie alla Croce di Cristo che riceviamo il perdono dei peccati. Cristo ha sofferto al nostro posto e per nostro amore. Le parole di Gesù sulla Croce “Padre perdona loro perché non sanno quello che fanno” sono rivolte a tutta l’umanità. Anche Maria Santissima è stata preservata per grazia dal peccato originale, non certo per merito visto che è stata concepita Immacolata.

Quando si parla di merito bisogna sempre tenere presente che esso è preceduto dalla Misericordia di Dio, dalla sua grazia. Il Paradiso ce lo ha meritato Gesù Cristo, espiando i peccati sulla Croce, al nostro posto e per nostro amore. Noi, per essere degni di entrare in Paradiso, dobbiamo essere degni di meritare questa grande grazia. Noi corrispondiamo con la fede e con l’osservanza dei Comandamenti, con il pentimento dei peccati e la richiesta del perdono, affidando noi stessi alla Divina Misericordia. Sono tutti atti che ci meritano il Paradiso.

Per quanto una persona sia santa, il Paradiso è un dono infinitamente più grande dei suoi meriti perché è la visione di Dio faccia a faccia grazie alla Croce di Cristo e alla sua gloriosa Resurrezione. Fatta questa premessa noi ci rendiamo conto che il Paradiso è impegnativo; la Regina della pace, infatti, ha detto che relativamente poche anime vanno direttamente in Paradiso, un numero molto più grande va in purgatorio. La Madonna ha anche sottolineato che bisogna fare di tutto per evitare il purgatorio perché la pena del purgatorio è grandissima perché commisurata al premio; in purgatorio siamo privati della visione di Dio. Attraverso questa pena, la privazione della visione di Dio, ci purifichiamo.

Pochi giorni prima dell’inizio delle apparizioni a Medjugorje è venuta a mancare la mamma della veggente Ivanka; la ragazza ha chiesto alla Madonna come stesse sua madre e la Madonna l’ha rassicurata; infatti, pochi giorni dopo è apparsa con accanto la donna, era quindi in Paradiso. Quando la gente del villaggio ha saputo questa cosa erano tutti felici perché la mamma di Ivanka era un donna semplice, come tante; la gente ha quindi concluso che andare in Paradiso non fosse così difficile.

In realtà, andare in Paradiso è facile e difficile nel medesimo tempo. È difficile perché comunque bisogna resistere alla nostra inclinazione umana verso il male e il peccato dovuta alla ferita originale; il mondo ci seduce con le sue false luci, il diavolo ci tenta in tanti modi e anche se non riesce a corromperci del tutto, ci fa deviare, ci sporca e quindi dobbiamo purificarci in purgatorio. La Madonna ha detto che un numero enorme di anime va in purgatorio, ma ha anche aggiunto che un numero ugualmente grande di anime va all’inferno: «La maggior parte degli uomini, quando muore, va in purgatorio. Un numero pure molto grande va all’inferno. Soltanto un piccolo numero di anime va direttamente in Paradiso. Vi conviene rinunciare a tutto pur di essere portati direttamente in paradiso al momento della vostra morte» (Messaggio 2 novembre 1983). In questo Messaggio la Madonna ha ribadito quello che aveva detto a Fatima, cioè che molti vanno all’inferno ed è un numero che contende il primato a quello del purgatorio. Se assommiamo le anime del purgatorio che si purificano a quelle del Paradiso che sono già purificate, possiamo dire che due terzi delle anime si salvano. Sono conti umani, ma corrispondono in qualche modo a quello che ci fa capire la Sacra Scrittura quando dice che con Lucifero cadde dal Cielo un terzo degli angeli. Potrebbe essere, allora, una triste verità che un terzo delle anime si perde per colpa propria, perché rifiuta la grazia della conversione fino all’ultimo istante, muore nell’impenitenza. Dio non forza nessuno ad andare in Paradiso.

Merita il Paradiso chi è buono ed è buono chi ha la grazia della fede, chi nella fede prega, chiede il perdono dei propri peccati, cerca di osservare i Comandamenti, attinge alla fonte di grazia dei Sacramenti, alimenta la sua vita cristiana con la preghiera e vive l’amore nei confronti di Dio e riversa al prossimo l’amore che riceve a sua volta da Dio. Questa è la strada che porta al Paradiso ma purtroppo sono pochi quelli che la percorrono. È buono chi ama e serve fedelmente Dio e muore nella sua grazia. L’orientamento di fondo del Cristianesimo è il rapporto con Dio, non è il rapporto col prossimo. Dio è al primo posto, è sommamente amato e conseguentemente all’amore di Dio c’è l’amore per il prossimo. Gesù Cristo ha dato due Comandamenti: amare Dio sopra ogni cosa e il prossimo come se stessi. Questi due Comandamenti che sono tra loro concomitanti sono racchiusi nel Decalogo i cui primi tre Comandamenti sono dedicati all’amore di Dio e gli altri sette specificano l’amore del prossimo.

Per andare in Paradiso, allora, non basta essere buoni in questa vita, davanti a Dio conta anzitutto il nostro rapporto con Lui, cioè come ci siamo rapportati con Lui, se lo abbiamo voluto o rifiutato, se lo abbiamo cacciato dal nostro cuore e dalla nostra vita o lo abbiamo accolto. Il rapporto con Di, la fede in Dio, l’invocazione di Dio almeno nell’ultimo istante della propria esistenza sono le cose che contano per il Paradiso. Se Dio è escluso non è così certa la salvezza del Paradiso perché il Comandamento principale è l’amore per Dio sopra ogni cosa.

Di coloro che hanno avuto dei buoni rapporti con il prossimo, hanno praticato la giustizia e la bontà e magari anche la carità, pur non credendo in Dio, possiamo dire che forse implicitamente credevano anche in Dio. Sarà Dio a giudicarlo. Non è sufficiente essere persone accettabili sul piano della relazione umana (non rubare, non uccidere, fare la carità) per salvarsi; Dio tiene sicuramente in considerazione queste buone azioni per dargli la grazia della fede. Senza la fede non si può piacere a Dio. Sul fatto che Dio deve essere amato sopra ogni cosa la Divina Rivelazione è chiarissima. Dobbiamo anche dire che è possibile che nell’anima dei buoni ma non credenti sia filtrato un bagliore, per queste persone è importante pregare. Nell’istante ultimo della vita molte persone hanno creduto in Dio, lo hanno invocato, dopo averlo negato per tutta la vita. È molto importante la grazie della fede per la salvezza. Morire in grazia di Dio significa vivere ogni giorno in grazia di Dio, chiedere ogni giorno il perdono dei peccati, confessarsi almeno una volta al mese e secondo le necessità.

🟢P. LIVIO🟢 LETTURA CRISTIANA DELLA CRONACA E DELLA STORIA – 06/10/2026

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