Nel Messaggio del 25 giugno 2025 la Madonna ha detto chiaramente: «Le ideologie che demoliscono voi e la vostra vita spirituale sono passeggere». La falsa scienza che nega l’esistenza di Dio è fra le ideologie più malefiche perché parte da un presupposto materialista, cioè parte dal presupposto che non c’è la realtà spirituale; quindi, si muove soltanto nell’ambito della finitezza e non sa trascendere la realtà visibile per arrivare alla realtà invisibile. Quindi, questa è una scienza che, possiamo dire, è surrettizia, in quanto la scienza vera – che è stata fondata in Occidente proprio nel 1500-1600 – ha avuto come rappresentanti dei grandi cristiani Galileo Galilei e Isaac Newton, i quali hanno saputo impostare la scienza nel modo giusto, cioè come forma di conoscenza delle realtà visibili, ma che non può escludere per sua natura ciò che va al di là del materiale.
Successivamente, specialmente nel secolo scorso, è stata sviluppata questa falsa scienza dell’evoluzionismo materialista per cui esiste la materia eterna che si evolve eternamente e, attraverso il caso, esce anche l’essere umano come un essere casuale. La “stoffa” che ci compone, che ci determina, sarebbe la materia negando quello che poi è il nostro io, il nostro io profondo, cioè il soggetto che è diverso dall’oggetto, dalla cosa. Il corpo è una cosa, invece noi siamo un soggetto, siamo un io che non è identificabile con le cose materiali, ma che anzi le trascende, le studia, le giudica e non muore con esse.
Questa visione dell’uomo come essere composto di anima e di corpo è un patrimonio dell’umanità, cioè è una componente anche di tutte le religioni del passato, quelle più sviluppate e quelle meno sviluppate, quelle dell’Oriente, quelle dell’Occidente. Uno dei pericoli più gravi del nostro tempo è proprio una arbitraria separazione fra scienza e fede e la riduzione della scienza alla conoscenza delle cose materiali, come se fosse l’unica forma di conoscenza. La scienza e la fede non sono contrarie, si muovono su piani diversi. La scienza si muove sul piano sperimentale, sul piano delle cose che si vedono e che si possono misurare con l’esperimento e quindi, attraverso i fenomeni materiali, studia le leggi della natura, la composizione della materia e così via; da qui derivano tutte le branche della scienza moderna, che è una forma di conoscenza importante, soprattutto per le sue applicazioni a livello della tecnica.
Sappiamo, per esempio, che lo studio dell’atomo, che è l’infinitamente piccolo, ha portato poi alla costruzione della bomba atomica, quindi non c’è nessun dubbio che, la scienza così come noi la conosciamo come studio delle cose materiali, poi ha applicazioni enormi sul piano della vita pratica. La scienza, però, non è l’unica forma di conoscenza, ci sono forme più elaborate e più spirituali, come la filosofia. La filosofia lavora sul piano delle idee, sul piano della ricerca del senso delle cose, sul piano dell’origine delle cose, sul piano della finalità delle cose, cioè del mondo e dell’uomo stesso. La filosofia è una forma di conoscenza superiore alla scienza, perché la scienza studia la realtà, ma la filosofia va oltre e studia l’origine e le finalità della realtà; quindi, attraverso lo studio del visibile, la filosofia scende all’invisibile; infatti, la Storia della filosofia è ricca di prove dell’esistenza di Dio. Mi riferisco a tutte le forme di filosofia, anche precristiane come quella dei Greci, quella dei Latini, quella del mondo orientale. Sono forme di riflessione che portano all’invisibile, che è invisibile ma è reale.
C’è poi quella forma di conoscenza dovuta alla Divina Rivelazione. Questa forma di conoscenza è recettiva, cioè noi con la nostra ragione possiamo sicuramente, attraverso le creature, arrivare al Creatore e quindi possiamo dimostrare l’esistenza di Dio a livello razionale, però non possiamo andare molto oltre. È difficile entrare nel mistero di Dio con la sola ragione, di qui la Divina Rivelazione che è, però, una iniziativa divina. È Dio stesso che si rivela e lo ha fatto entrando nel mondo e parlando agli uomini. Questa è una realtà che costituisce la Storia sacra, la Storia della Salvezza. La Rivelazione Divina ha Dio come autore e gli uomini sono i ricettori, coloro che ascoltano e che poi riferiscono, sono i profeti. Ovviamente per noi l’unica vera Rivelazione Divina è quella della Storia Sacra, quella della Storia della Salvezza e quella biblica.
Anche l’Islam si presenta come una “divina rivelazione” così come molte riflessioni filosofiche indù. Ma è chiaro che, sia l’Islam sia le varie sedicenti rivelazioni divine delle regioni orientali, in realtà non vanno al di là di quello che può conoscere la ragione, cioè non vanno al di là dei limiti dell’uomo; non ci dicono chi è Dio nel suo mistero intimo, è una forma di conoscenza che non è alla portata della mente umana. Infatti, quello che viene detto nel Corano, quello che viene detto nelle grandi rivelazioni dell’Induismo, sono forme di filosofia elaborata, in fondo. Ovviamente sono cose importanti, ma sono nell’ambito delle possibilità umane.
Noi cristiani, invece, abbiamo la Divina Rivelazione, dove Dio si rivela nella sua vita intima, che è una vita di eterno amore, quindi, arriviamo alla Rivelazione di Dio come Santissima Trinità e quindi come comunione eterna di amore. E poi sempre la Divina Rivelazione si concretizza in Gesù Cristo, il Figlio di Dio fatto uomo che ci rivela il mistero di Dio, ci rivela anche il mistero dell’uomo e ci rivela anche il destino dell’uomo. Quindi per noi questa forma di conoscenza sublime, che è la Divina Rivelazione, non è assimilabile alle rivelazioni umane che sono delle forme di filosofia. La Divina Rivelazione cristiana è una verità divina che va accolta nella fede e quindi la si accoglie nella fede, la si approfondisce nella fede, perché la teologia nasce dalla riflessione sulla Divina Rivelazione. Anche noi, sulla Divina Rivelazione dei Vangeli, poi riflettiamo, approfondiamo sotto la guida dello Spirito Santo e quindi le Verità divine ci divengono sempre più chiare, nella misura in cui il nostro cuore si purifica e la nostra mente si illumina, fino poi quando arriveremo per grazia alla contemplazione di Dio così come Egli è.
Il panorama della conoscenza è vastissimo. Una delle ideologie più pericolose per gli effetti che hanno sulla nostra vita è proprio quella della scienza che va al di là dei suoi confini e pretende di dare il senso della vita; quindi, che ha dei presupposti non scientifici, cioè nega come presupposto che esiste solo la materia, che non esiste lo spirituale, quindi che non esiste Dio, che non esiste l’anima immortale. Sono i presupposti del materialismo, che non è una scienza, è un’ideologia. Uno dei personaggi più importanti che noi abbiamo celebrato in questi giorni, il professor Antonino Zichichi, disse un’espressione che fece arrabbiare tanto un certo mondo scientifico, disse che l’evoluzionismo materialista non ha nessun fondamento scientifico.
Uno dei presupposti dell’evoluzionismo è la trasformazione delle specie, cioè c’è un’evoluzione per cui si passa da una specie all’altra. Questo a livello degli animali, a livello delle piante, a livello di tutto ciò che è vivo; ci sarebbe il trapasso da una specie all’altra. Può darsi che ci sia, però sta di fatto che, perché la scienza sia scienza, deve avere delle evidenze scientifiche, deve dimostrarlo con l’esperimento. Per fare una legge scientifica, bisogna fare una serie di sperimentazioni che danno poi la legge scientifica. Allora non c’è nessun passaggio da una specie all’altra che sia scientificamente rilevabile. Cioè, in poche parole, i piselli producono sempre piselli, i fagioli producono sempre fagioli, i canguri producono sempre canguri. Non c’è il passaggio dal canguro a un topo o cose di questo genere. Le serpi producono sempre serpi a loro immagine e somiglianza. In tutta la realtà che noi conosciamo non c’è nessun passaggio da una specie all’altra.
Non si può elaborare una legge scientifica se non si hanno le prove. È un piccolo esempio per dire che siamo in balìa delle ideologie di vario genere, che poi anche hanno delle ricadute gravi. Questa sciatteria di oggi, dove tutto viene ridotto a materia, tutto viene ridotto a mercato, tutto viene ridotto a usufruire delle cose materiali, è anche un oltraggio al passato dell’umanità che ha prodotto opere spirituali di sicuramente inarrivabile grandezza. Pensiamo, per esempio, all’esistenza dell’anima umana e il patrimonio di tutte le religioni e tutte le filosofie. Abbiamo dei capolavori assoluti della filosofia e della letteratura che dimostrano l’esistenza dell’anima umana. Pensiamo al Fedone di Platone, cinquecento anni prima di Cristo, che dimostra che l’esistenza dell’anima umana, che per lui addirittura è eterna e non soltanto è immortale e spirituale.
Vi faccio un altro piccolo esempio dei limiti della filosofia anche e della scienza. Nelle varie filosofie e teorie scientifico umane non esiste il concetto di creazione. Tutte hanno come concetto l’eternità della materia. Ma l’eternità della materia contraddice la scienza, altrimenti, per la legge dell’entropia, sarebbe già finito il mondo; se fosse eterno si sarebbe già esaurito, se fosse eterno, ci sarebbe già stato il collasso. Il mondo non è eterno, il mondo è stato creato nel tempo e questa è una rivelazione biblica, che già c’è nel Vecchio Testamento.
La creazione dal nulla ce l’ha rivelata Dio. Ma la scienza non arriva a dire che il mondo ha un inizio, non riesce neanche a dirlo, è qualcosa di inafferrabile per la mente umana. Di qui la grande grazia della Divina Rivelazione che ci dice che il mondo è iniziato nel tempo, Dio ha creato il mondo col tempo e alla fine passa la figura di questo mondo, ci saranno Cielo nuovi e Terra nuova. I panorami della scienza sono asfittici, è la Divina Rivelazione che mostra veramente il piano divino della Creazione, della Redenzione, che è un piano meraviglioso.
Questa ideologia scientifica della identificazione della realtà con la materia, questa idea che la materia si è evoluta caoticamente è ridicola, perché il mondo è ordine e bellezza, non è caos. La parola cosmos vuol dire ornamento, il mondo è ornamento, è bellezza, non è caos. Sono ideologie scientifiche che hanno come scopo di promuovere il materialismo e anche una visione materialistica della vita, che è una visione della vita deprimente, perché appena nati iniziamo a morire. L’istante dopo che sei nato incominci a morire, perché è un’evoluzione che va verso la morte. Se questa fosse la vita, avrebbe ragione Leopardi quando dice: “Sarebbe stato meglio non l’essere mai nati”. Sarebbe veramente meglio l’essere mai nati se, incominciando a vivere, devo già pensare che vado a finire in una tomba per marcire eternamente. Visioni che fanno rabbrividire e che sono tipiche di un mondo e di una generazione che ha perso la fede.
Nel Messaggio del 25 giugno 2025 la Madonna ci ha messo in guardia dalle ideologie che distruggono noi e la nostra vita. Fra queste ideologie c’è ovviamente quella che abolisce la legge morale naturale, abolisce Dio e di conseguenza abolisce i Comandamenti, dice che non c’è distinzione oggettiva fra bene e male ma sarebbe l’uomo a decidere.
Nonostante l’uomo imponga le sue leggi, Dio instancabilmente ripropone i Comandamenti attraverso la voce della coscienza. Quando Dio si manifesta nel medesimo tempo si nasconde perché non riusciremmo a sopportare lo splendore della sua gloria; le sue manifestazioni, però, sono soprattutto due. Dio si manifesta nella bellezza della natura e nella grandiosità dell’Universo per cui possiamo ben dire I Cieli narrano la gloria di Dio; questa è la sua manifestazione esteriore di Dio nella grandiosità della natura ma anche nelle sue leggi, nell’infinitamente grande e nell’infinitamente piccolo. Dio si manifesta anche interiormente, in quanto con la ragione umana possiamo mettere a fuoco queste istanze morali che reggono la vita umana; osservandole la vita umana si regge, si afferma e si realizza. Disattendendo le leggi morali che abbiamo scritte nel cuore, ci degradiamo e molte volte diventiamo peggio delle bestie feroci.
Chi vive i Comandamenti, che il Signore Gesù ha riassunto nell’amore per Dio sopra ogni cosa e per il prossimo come se stessi, è una persona bella e buona, è affidabile, è una benedizione. Chi non osserva i Comandamenti e quindi è ladro, è violento, è lussurioso, è bugiardo, ovviamente diventa un pericolo per se stesso e per la società. I Comandamenti sono scritti nel cuore dell’uomo; la Teologia ha identificato l’anima umana come luogo spirituale in cui è impresso il sigillo della Legge di Dio. Nella vita di ogni giorno, allora, ciascuno di noi ha questa voce di moralità che indica il bene da fare e il male da evitare; quando facciamo il bene questa voce interiore ci approva, quando facciamo il male rimorde.
Al termine della giornata, rivedendo le azioni compiute, se abbiamo agito bene sentiamo dentro di noi una gioia, un’approvazione, siamo soddisfatti di noi stessi. Se, invece, abbiamo agito male sentiamo il rimorso della coscienza che è la voce di Dio che ci rimprovera per il male commesso. Non riusciamo a tacitarla se non quando ci impegniamo a rimediare e a non commettere più il male, allora la coscienza si tranquillizza. La coscienza ci indica il bene da fare e il male da evitare; la moralità è scritta nell’anima umana anche di chi non è cristiano. La voce di Dio è impressa nell’anima umana tant’è che alla fine della vita ciascuno di noi sarà giudicato secondo la propria coscienza perché non tutti abbiamo i medesimi doni.
I cattolici hanno il dono dell’istruzione evangelica, dell’istruzione del Magistero della Chiesa che ci insegna la morale, cioè i Comandamenti incarnati nella propria vita e quindi ci indica la strada da percorrere. La Chiesa insegna a mettere in pratica la Legge di Dio. La vita deve essere illuminata dai Comandamenti di Dio perché così la si realizza.
Il mondo di oggi è degradato dal punto di vista morale, quello che succede nel mondo molte volte è infernale; nonostante ciò, di fronte a rivelazioni di degradi che vanno al di là di qualsiasi immaginazione, ci indigniamo e non capiamo come si possa toccare così il fondo. La via del male è in discesa e man mano che la si percorre si aumenta di velocità, porta sempre più in basso. Nell’uomo che si abbandona al male si crea un bisogno di arrivare a toccare il fondo, si va sempre più degradando. Nella nostra società vediamo degradi inimmaginabili e purtroppo, come ci sono le vette del bene che sono quelle della santità, così ci sono gli abissi profondi del male.
Tendiamo a soffocare la voce della coscienza perché ci dà fastidio sentirne il rimorso. Quanti uomini sono senza coscienza! Basti pensare allo sterminio di intere popolazioni a causa delle guerre, ma anche l’uso degli embrioni come se fossero oggetti e non creature indifese. Sono gli abissi del male a cui ci siamo abituati.
Prendiamo consapevolezza di questa meravigliosa realtà che Dio ha posto in noi che è la voce della coscienza, è la morale della Legge di Dio. La coscienza è la voce di Dio in noi. La coscienza dev’essere trasparente, vera, non addomesticata, non manipolata. Quante volte, quando sentiamo la coscienza rimordere, ci autogiustifichiamo, la tacitiamo. Quando la coscienza non rimorde più rischiamo la perdizione eterna dell’anima. Di qui, allora, l’importanza di formare la coscienza, di illuminarla attraverso la lettura della Parola di Dio, del Catechismo, di libri di formazione spirituale.
Quando la coscienza è retta dev’essere sempre seguita. La coscienza è retta quando è conforme alla Legge di Dio.
Se la coscienza è incerta bisogna fermarsi prima di agire, chiedere consiglio a un confessore o a una persona preparata dal punto di vista teologico. Dev’esserci un lavoro continuo di formazione della coscienza, di renderla sensibile a cogliere anche le piccole imperfezioni. Così, nella via che percorriamo verso il Cielo, non abbiamo sbandamenti, non abbiamo deviazioni. Chiediamoci se formiamo la nostra coscienza, se siamo in pace con la nostra coscienza.