Nel Messaggio del 25 giugno 2025 la Madonna ci ha messo in guardia dalle ideologie che distruggono noi e la nostra vita. Fra queste ideologie c’è ovviamente quella che abolisce la legge morale naturale, abolisce Dio e di conseguenza abolisce i Comandamenti, dice che non c’è distinzione oggettiva fra bene e male ma sarebbe l’uomo a decidere.

Nonostante l’uomo imponga le sue leggi, Dio instancabilmente ripropone i Comandamenti attraverso la voce della coscienza. Quando Dio si manifesta nel medesimo tempo si nasconde perché non riusciremmo a sopportare lo splendore della sua gloria; le sue manifestazioni, però, sono soprattutto due. Dio si manifesta nella bellezza della natura e nella grandiosità dell’Universo per cui possiamo ben dire I Cieli narrano la gloria di Dio; questa è la sua manifestazione esteriore di Dio nella grandiosità della natura ma anche nelle sue leggi, nell’infinitamente grande e nell’infinitamente piccolo. Dio si manifesta anche interiormente, in quanto con la ragione umana possiamo mettere a fuoco queste istanze morali che reggono la vita umana; osservandole la vita umana si regge, si afferma e si realizza. Disattendendo le leggi morali che abbiamo scritte nel cuore, ci degradiamo e molte volte diventiamo peggio delle bestie feroci.

Chi vive i Comandamenti, che il Signore Gesù ha riassunto nell’amore per Dio sopra ogni cosa e per il prossimo come se stessi, è una persona bella e buona, è affidabile, è una benedizione. Chi non osserva i Comandamenti e quindi è ladro, è violento, è lussurioso, è bugiardo, ovviamente diventa un pericolo per se stesso e per la società. I Comandamenti sono scritti nel cuore dell’uomo; la Teologia ha identificato l’anima umana come luogo spirituale in cui è impresso il sigillo della Legge di Dio. Nella vita di ogni giorno, allora, ciascuno di noi ha questa voce di moralità che indica il bene da fare e il male da evitare; quando facciamo il bene questa voce interiore ci approva, quando facciamo il male rimorde.

Al termine della giornata, rivedendo le azioni compiute, se abbiamo agito bene sentiamo dentro di noi una gioia, un’approvazione, siamo soddisfatti di noi stessi. Se, invece, abbiamo agito male sentiamo il rimorso della coscienza che è la voce di Dio che ci rimprovera per il male commesso. Non riusciamo a tacitarla se non quando ci impegniamo a rimediare e a non commettere più il male, allora la coscienza si tranquillizza. La coscienza ci indica il bene da fare e il male da evitare; la moralità è scritta nell’anima umana anche di chi non è cristiano. La voce di Dio è impressa nell’anima umana tant’è che alla fine della vita ciascuno di noi sarà giudicato secondo la propria coscienza perché non tutti abbiamo i medesimi doni.

I cattolici hanno il dono dell’istruzione evangelica, dell’istruzione del Magistero della Chiesa che ci insegna la morale, cioè i Comandamenti incarnati nella propria vita e quindi ci indica la strada da percorrere. La Chiesa insegna a mettere in pratica la Legge di Dio. La vita deve essere illuminata dai Comandamenti di Dio perché così la si realizza.

Il mondo di oggi è degradato dal punto di vista morale, quello che succede nel mondo molte volte è infernale; nonostante ciò, di fronte a rivelazioni di degradi che vanno al di là di qualsiasi immaginazione, ci indigniamo e non capiamo come si possa toccare così il fondo. La via del male è in discesa e man mano che la si percorre si aumenta di velocità, porta sempre più in basso. Nell’uomo che si abbandona al male si crea un bisogno di arrivare a toccare il fondo, si va sempre più degradando. Nella nostra società vediamo degradi inimmaginabili e purtroppo, come ci sono le vette del bene che sono quelle della santità, così ci sono gli abissi profondi del male.

Tendiamo a soffocare la voce della coscienza perché ci dà fastidio sentirne il rimorso. Quanti uomini sono senza coscienza! Basti pensare allo sterminio di intere popolazioni a causa delle guerre, ma anche l’uso degli embrioni come se fossero oggetti e non creature indifese. Sono gli abissi del male a cui ci siamo abituati.

Prendiamo consapevolezza di questa meravigliosa realtà che Dio ha posto in noi che è la voce della coscienza, è la morale della Legge di Dio. La coscienza è la voce di Dio in noi. La coscienza dev’essere trasparente, vera, non addomesticata, non manipolata. Quante volte, quando sentiamo la coscienza rimordere, ci autogiustifichiamo, la tacitiamo. Quando la coscienza non rimorde più rischiamo la perdizione eterna dell’anima. Di qui, allora, l’importanza di formare la coscienza, di illuminarla attraverso la lettura della Parola di Dio, del Catechismo, di libri di formazione spirituale.

Quando la coscienza è retta dev’essere sempre seguita. La coscienza è retta quando è conforme alla Legge di Dio.

Se la coscienza è incerta bisogna fermarsi prima di agire, chiedere consiglio a un confessore o a una persona preparata dal punto di vista teologico. Dev’esserci un lavoro continuo di formazione della coscienza, di renderla sensibile a cogliere anche le piccole imperfezioni. Così, nella via che percorriamo verso il Cielo, non abbiamo sbandamenti, non abbiamo deviazioni. Chiediamoci se formiamo la nostra coscienza, se siamo in pace con la nostra coscienza.