"VI SUPPLICO: CONVERTITEVI!" (REGINA DELLA PACE-MEDJUGORJE)

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RADIO MARIA TESTIMONE DELLA SPERANZA

Editoriale del 14 gennaio 2025

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EDITORIALE P. LIVIO: Da Fatima a Medjugorje: il piano ignorato di Maria per salvare il mondo

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La Chiesa non fa politica ma Teologia della Storia

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7. La Confessione Pasquale

La preparazione alla Confessione Pasquale naturalmente riguarda tutti; riguarda quelli che si confessano abitualmente ma anche riguarda quelli che si confessano saltuariamente e, siccome la nostra radio è seguita da persone di vario genere, vorrei anche in qualche modo includere quelli che sono da tempo lontani dal Sacramento della Confessione e sono forse lontani anche da Dio. Vorrei iniziare questa preparazione alla Confessione meditando sul significato della vita su questa Terra che è una vita breve. Il tempo passa rapidamente, la morte si avvicina, l’eternità ci aspetta.

Nessuno si faccia illusioni che con la vita finisce tutto, questo è un grande sbaglio. Al termine della vita c’è il Giudizio. Nel momento stesso della morte saremo giudicati da Dio e saremo immediatamente inviati alla beatitudine eterna, o al purgatorio che è attesa dalla beatitudine eterna, oppure saremo inviati alla perdizione eterna.

Questo è lo sbocco della vita. Lo sbocco della vita è o la beatitudine eterna o la perdizione eterna. Lo sbocco della vita è un’esistenza felice con Dio oppure un’esistenza di eterna infelicità senza Dio.

Allora questo sbocco della vita è costruito qui nel tempo, qui su questa Terra. Una vita nella quale Dio è assente, una vita senza Dio, una vita che ci vede nel momento della morte separati da Dio, ebbene una vita così costruita nel tempo continuerà anche nell’eternità. Cioè saremo eternamente senza Dio, saremo nel deserto dell’amore, saremo nella tenebra, nella disperazione, nella morte spirituale.

Una vita che qui su questa terra è un impegno, un impegno per il bene, è un impegno per la verità, è un impegno per la bontà e quindi un’apertura a Dio perché Dio è il bene, Dio è la verità, Dio è la bontà, Dio è l’amore. Una vita che qui su questa Terra è una seminagione di bene, una vita che qui su questa Terra è una ricerca di Dio, una vita che qui su questa Terra è un’apertura del cuore a Dio ed è la vita dei figli che vivono davanti al Padre Celeste, è la vita dei figli che si affidano al Padre, ebbene la morte non può che accogliere, che prendere questa esistenza che è con Dio e portarla nella pienezza stessa di Dio nell’eternità. Allora noi dobbiamo un po’ interrogarci sulla nostra vita, cioè su quale strada è posta. Sono sulla via del bene o sono sulla via del male? Oppure sono su una via dove tengo i piedi un po’ da una parte e un po’ dall’altra?

Dobbiamo fare il punto della nostra situazione. Tutti abbiamo bisogno di convertirci. Abbiamo bisogno di convertirci noi che crediamo, noi che speriamo di essere vicino a Dio, perché la tiepidezza ci assedia, perché la tiepidezza, l’abitudine e l’amore mercenario, come si dice, può albergare nel nostro cuore.

Per chi già crede, convertirsi vuol dire un passo avanti nel cammino di santità. Per chi già crede, convertirsi vuol dire staccarsi da tante mediocrità. Per chi già crede, convertirsi vuol dire crescere nell’amore di Dio, crescere nello zelo per Dio, crescere nell’amore per il prossimo.

Per chi già crede, convertirsi vuol dire fare un passo avanti nell’amore di Dio, passare dall’amore mercenario all’amore di amicizia, passare ad una vita comoda, una vita di testimonianza. Santa Catrina da Siena, parlando del Crocifisso, si chiedeva chi è quello stolto bestiale che vedendosi così amato non ami. Questo vale per noi cristiani, per noi credenti che siamo vicini a Dio, che pensiamo di essere vicini a Dio, che siamo incamminati sul cammino di perfezione, ma che forse siamo entrati in un clima di tiepidezza.

Ci crediamo giusti, ma se paragonassimo le esigenze della santità che Dio vuole da noi, certamente sentiremmo quanto è importante la conversione. Tutti dobbiamo convertirci, anche quelli che sono sul cammino di conversione devono convertirsi, cioè devono imprimere alla loro vita un’accelerazione, una crescita nell’amore, una dose più grande di fervore. Oggi con la secolarizzazione il mondo è entrato nella Chiesa, è entrato nelle famiglie, tant’è vero che non si riesce più a distinguere una famiglia cristiana da una famiglia non cristiana.

Nelle famiglie non si prega, nelle famiglie non c’è il fervore, nelle famiglie non c’è neppure la regola di vita del Vangelo. Il mondo è entrato nelle famiglie, è entrato nelle parrocchie, è entrato nelle comunità religiose, è entrato anche fra i sacerdoti. Ragioniamo come il mondo, pensiamo come il mondo, ci comportiamo come il mondo.

Sotto il profilo anche morale molte volte giustifichiamo il peccato. Siamo diventati sale scipito. Il mondo è lontano da Dio perché quel sale con cui il mondo dovrebbe essere salato non ha molto sapore, perché quella luce che dovrebbe illuminare il mondo non illumina abbastanza, ma è diventato un lucignolo fumigante.

Se noi cristiani fossimo più fervorosi, più impegnati nel cammino di santità, il mondo non sarebbe così corrotto. Se nel mondo domina il peccato è perché noi, noi in noi stessi, non facciamo la lotta al peccato. Allora la prima esortazione che vorrei fare è proprio questa e cioè un passo avanti nel cammino di santità di chi è comunque sulla via del bene, un rinnovamento del fervore, un decidersi totalmente per Dio e quindi una vita cristiana dove Dio sia al primo posto, una vita dove la preghiera sia al primo posto.

Quando la preghiera è al primo posto anche l’amore è al primo posto, anche la legge di Dio è al primo posto. Dobbiamo riscoprirlo tutti questo, sia i laici, sia noi sacerdoti, sia i religiosi, le religiose, i ragazzi, i giovani, capire che Dio ci vuole santi, che la santità è il cammino della vita, è ciò che rende la vita grande, la vita bella, è ciò che rende il cammino della vita un cammino di gioia, anche se è un cammino di impegno.

Promettere davanti al Crocifisso di essere suoi, di essere di Cristo. Promettere davanti al Crocifisso di uscire dalla palude della mediocrità, dai piccoli compromessi con il mondo e con la nostra carne, con il nostro egoismo. Diventare sale, lievito, luce.

Questa è la prima conversione che dobbiamo chiedere al Signore, la conversione di chi già crede, di chi già pensa di essere convertito, la conversione di chi stagna nel peccato veniale, la conversione di chi è tiepido. La nostra Confessione deve essere una decisione per un Cristianesimo coerente, perché a Dio si dà tutto, con Dio non si può barare, cioè o si dà tutto o si dà niente insomma.
Vorrei rivolgere un pensiero a chi si è lasciato prendere, sviare dalla carne, dal mondo, dal maligno e sulla via del male e si trova nel peccato, nel peccato mortale, lontano da Dio.

Ebbene, io vorrei con questi fratelli fare questa riflessione. Chiedetevi, si sta bene nel peccato? Si è felici nel peccato? Si è contenti nel peccato? Che vita avrà, che sbocco avrà una vita nel peccato? Nel peccato si è infelici, nel peccato si è scontenti, nel peccato si è tormentati dalla coscienza, nel peccato non si ha pace, nel peccato non si è felici, nel peccato non si è liberi. Una vita di peccato non ha prospettive, è una vita piena di rimorsi e di buio. Non è un cammino la vita nel peccato, è uno sprofondare. La via del male è la via dell’infelicità. Santa Caterina da Siena diceva che anche l’inferno ha i suoi martiri e sono quelli che percorrono la via del male, essendosi lasciati ingannare dalle false luci del male, dalle false felicità del male, in realtà poi hanno fatto l’esperienza più amara, quella di perdere Dio e, perdendo Dio, hanno perso la pace, la luce e la gioia.

Allora prendiamo consapevolezza di quello che è la nostra vita nel peccato. O se ne esce oppure si sprofonda sempre più fino a perdersi eternamente. Non ci sono alternative, o se ne esce o ci si perde.

È inutile dire che per il momento non ce la facciamo e che ne usciremo dopo. Queste sono le tattiche sataniche della dilazione, del dilazionare.

Dobbiamo prendere coscienza che il male fa male, che la vita di peccato non ha sbocchi, che la vita di peccato è uno sprofondamento nell’inferno già in questa vita, che la vita di peccato è la morte spirituale, è una vita senza amore, senza luce, senza pace, senza gioia, senza felicità, senza dignità anche. La vita di peccato è una vita senza dignità in cui abbiamo perso perfino la stima di noi stessi. È una vita nella quale noi stessi ci facciamo schifo.

Prendere coscienza di questa situazione esistenziale è già una grande grazia. È una grande grazia perché molte volte il peccato acceca e chi vi giace non prende neanche consapevolezza della tremenda situazione in cui si trova, del pericolo eterno e del pericolo tremendo di perdizione eterna che incombe su di lui. Dunque, è già una grande grazia se in noi c’è il risveglio della coscienza.

Questa è una grazia che Dio ha fatto anche a Giuda, il risveglio della coscienza. Dio ti ha fatto questa grazia del risveglio della coscienza. Non respingiamola, non rimandiamo perché il demonio ci farà sempre più schiavi.

Da una situazione di perdizione bisogna uscire subito. Ora Dio ci fa la grazia di capire in che situazione ci troviamo. Dio ci ha fatto la grazia del risveglio della coscienza.

Mettiamoci davanti al Crocifisso. Consideriamo il male della nostra vita e presentiamolo a lui. Non lasciamoci prendere dalla disperazione, dallo scoraggiamento.

Giuda si è disperato. Dio gli ha concesso la grazia di vedere il suo male e lui non ha avuto fiducia nella Misericordia. La Misericordia di Dio è più grande di qualsiasi nostro peccato.

Non c’è peccato che Dio non perdoni. Non c’è uomo di cui abbia schifo. Dio non ha schifo dei peccatori. Dio ha schifo del peccato, non dei peccatori. È per quello che ci vuol liberare dal peccato. È per quello che ha espiato il peccato, per liberarci dalla schiavitù del peccato.

Dio vuole che usciamo dalla tomba, dal sepolcro di infelicità dove ci siamo rinchiusi. Dio non ci rimprovera, ma ci invita a dare a lui tutto il nostro male. Dio ci rinvita a casa sua.

Dio ci rinvita nella casa del Padre e quindi ci riabilita nella dignità di figli. Questo è il grande mistero dell’amore di Dio che si manifesta attraverso la Croce, cioè che i peccati ci vengono perdonati gratuitamente. Dio ci dà la possibilità di rinascere.

Il mondo, la società, non ci danno mai la possibilità di ricominciare una vita nuova. Restiamo marchiati, ma con Dio non è così. Con Dio i più grandi peccatori possono diventare i più grandi santi.

Dio dà veramente la possibilità alle persone di rinascere, anche a chi è lontano, chi è nel male. Se abbiamo il coraggio di pentirci, Dio dà la possibilità di rinascere, di ricostruire la vita.

Chi è sulla via del bene, ma lo è nella tiepidezza, si converta, anzi convertiamoci, decidendo una vita cristiana nel fervore dell’amore per essere apostoli di Cristo in un mondo che è nelle tenebre e nell’ombra di morte. Chi è in una vita di peccato, dico che è una vita senza sbocco, una vita senza futuro, è uno sprofondare nell’abisso, è una vita senza prospettive.

C’è una sola cosa da fare, tornare indietro. Prendiamo il coraggio di tornare indietro, prendiamo il coraggio di tagliare i legami con il male, chiediamo a Gesù la forza di farlo. Dio ci ha dato la grazia del risveglio della coscienza, corrispondiamo, dobbiamo corrispondere a questa grazia, inginocchiandoci davanti a Dio e diciamo: Dal profondo grido a te o Signore. Signore, ascolta la mia voce.
Nella preghiera, nella considerazione della nostra vita che non ha sbocchi, che è infelice, decidiamo una vita nuova. Dio ce ne dà la possibilità.

6. La Passione della Chiesa fino alla venuta del Signore

Nonostante satana sia stato vinto una volta per tutte e non abbia alcuna possibilità di prevalere perché Cristo glielo impedisce, la volontà di Dio ha disposto che anche la Chiesa nel corso della Storia dovrà rivivere la vita di Cristo. La Chiesa è chiamata a rivivere tutto ciò che Gesù ha vissuto, le gioie, i dolori, le fatiche, la testimonianza, la missione, i miracoli. Tutto quello che Cristo è stato la Chiesa lo rende presente nel corso della sua Storia; questa è la sua missione, è il suo compito.

Come diceva il vescovo e teologo francese Jacques Bénigne Bossuet in una bellissima espressione: la Chiesa è Gesù Cristo, ma Gesù Cristo diffuso e comunicato. Siccome la Chiesa è chiamata a rivivere tutto ciò che Cristo ha rivissuto, è chiamata anche a rivivere la persecuzione e la Passione. La Chiesa rivive la Passione di Cristo in due momenti particolari della Storia in cui, per volontà di Dio, satana è sciolto dalle catene. Sono i due grandi combattimenti escatologici degli ultimi tempi, il primo è quello in cui siamo adesso, dove la Madonna è presente, l’altro è la gloriosa venuta di Cristo sulle nubi del Cielo. La Chiesa rivivrà due passioni: la prima è il combattimento escatologico fra la Donna vestita di Sole e il dragone rosso infernale, descritto nel terzo Segreto di Fatima; l’altro è quello definitivo perché quando satana scatenerà un ultimo tentativo per appropriarsi del mondo, Cristo verrà nella gloria e ci sarà il Giudizio finale. Siamo entrati in questa fase della Storia in cui dobbiamo affrontare anche noi la Passione di Cristo, d’altra parte, Gesù stesso nel Vangelo di Giovanni dice: «Se hanno perseguitato me, perseguiteranno anche voi».

Con la morte e resurrezione di Cristo la Chiesa ha il compito di rendere presente la salvezza della Croce fino alla fine dei tempi. La Chiesa ha un compito ben preciso che è quello di salvare le anime; quindi, ha il compito di prolungare Cristo nella Storia e rendere presente la salvezza della Croce fino alla fine dei tempi. Questo è il compito dei sacerdoti e dei laici.

Come Cristo è stato perseguitato, così è necessario che avvenga anche per la Chiesa. Gli Apostoli hanno fatto fatica a capirlo infatti quando Gesù è stato catturato per essere giudicato e condannato, si sono dati alla fuga. Che non avvenga lo stesso per noi non appena infurierà la persecuzione che è una costante nella Storia della Chiesa e ha i due punti più sanguinosi nei due combattimenti escatologici. Il Catechismo della Chiesa Cattolica ai numeri 675-676-677 citando tutti i testi biblici, parla proprio dei due combattimenti escatologici.

Dopo due millenni di Storia possiamo dire che si è realizzata la profezia di Gesù “Se hanno perseguitato me, perseguiteranno anche voi”. Questo è avvenuto fin dalle origini della Storia cristiana, infatti, Pietro ha iniziato la sua predicazione davanti alle folle ed è stato messo in catene insieme all’Apostolo Giovanni; Dio ha mandato un angelo a liberarli e hanno così ripreso a predicare. Questa è la vita della Chiesa fino ad oggi, le persecuzione è sempre all’orizzonte perché Cristo – pur avendo vinto la sua battaglia contro satana – gli lascia una certa possibilità di tentare la Chiesa e di perseguitarla. Cristo permette questo perché la Chiesa riviva la sua persecuzione, la seduzione di satana che ha respinto e la vittoria del Calvario. Così, proprio perché satana ha la permissione divina di agire con la seduzione e la persecuzione, la Chiesa in questo modo rivive la seduzione e la persecuzione di Cristo nel corso della Storia.

La persecuzione e la seduzione sono gli strumenti con i quali satana cerca di prendersi la rivincita dopo la sconfitta del Calvario. Satana ha avuto una sconfitta definitiva sul Calvario, ma ha la permissione divina di sedurre, di tentare la Chiesa e di perseguitarla; si è messo subito all’opera e lo farà fino alla fine dei tempi quando verrà gettato all’inferno per sempre.

Dopo la vittoria della Croce, Cristo ha permesso a satana di agire fino al momento della sua seconda venuta. Nel medesimo tempo Gesù ha assicurato alla Chiesa la sua assistenza, la sua grazia e il suo aiuto affinchè le porte dell’inferno non possano prevalere. Cristo ha fatto una profezia ben precisa a Pietro e alla Chiesa: «tu sei Pietro e su questa pietra edificherò la mia Chiesa e le potenze degli inferi non prevarranno su di essa». Le porte dell’inferno non riusciranno mai a distruggere la Chiesa. Questa divina permissione dell’attività diabolica ha come finalità quella di dare alla Chiesa la possibilità di rivivere la vita di Gesù Cristo e la sua Passione fino al compimento della Storia della Salvezza.

Anche la Chiesa, come Cristo, opera nel mondo ma nel medesimo tempo il suo regno non è di questo mondo. Se la Chiesa cedesse alla seduzione satanica non sarebbe perseguitata, sarebbe distrutta dalla mondanità. La seduzione è la persecuzione sono certamente due armi pericolose nelle mani di satana; tuttavia, la prima è più pericolosa della seconda. La seduzione, infatti, porta molti ad abbandonare la fede. Nella persecuzione, invece, emerge l’eroismo dei fedeli e, come diceva Tertulliano, il sangue dei martiri è seme dei cristiani. C’è, allora, da preoccuparsi più della seduzione e dell’inganno che della persecuzione. Oggi, infatti, la seduzione ha svuotato le chiese e la persecuzione in tante parti del mondo non ha fatto che moltiplicare i cristiani, pensiamo all’Africa ad esempio.

È quindi un impegno per la Chiesa e per i suoi membri vigilare per non essere sedotti dall’ingannatore che devia da Cristo per metterci sulla sua via. La Regina della pace ha dato tre Messaggi in cui ha parlato del modernismo, attraverso il quale satana ci devia e ci mette sulla sua via.

«Cari figli, Dio vi ha dato la grazia di vivere e proteggere tutto il bene che è in voi ed attorno a voi e di esortare gli altri ad essere migliori e più santi, ma satana non dorme e attraverso il modernismo vi devia e vi guida sulla sua via. Perciò figlioli, nell’amore verso il mio cuore Immacolato amate Dio sopra ogni cosa e vivete i suoi comandamenti. Così la vostra vita avrà senso e la pace regnerà sulla terra. Grazie per aver risposto alla mia chiamata» (25 maggio 2010).

«Cari figli! Anche oggi l’Altissimo mi ha permesso di essere con voi e di guidarvi sul cammino della conversione. Molti cuori si sono chiusi alla grazia e non vogliono dare ascolto alla mia chiamata. Voi figlioli, pregate e lottate contro le tentazioni e contro tutti i piani malvagi che satana vi offre tramite il modernismo. Siate forti nella preghiera e con la croce tra le mani pregate perché il male non vi usi e non vinca in voi. Io sono con voi e prego per voi. Grazie per aver risposto alla mia chiamata» (25 marzo 2015).

«Cari figli! Vi invito alla preghiera forte. Il modernismo vuole entrare nei vostri pensieri e rubarvi la gioia della preghiera e dell’incontro con Gesù. Perciò, cari figlioli miei, rinnovate la preghiera nelle vostre famiglie, affinché il mio cuore materno sia gioioso come nei primi giorni quando vi ho scelti e la risposta era la preghiera giorno e notte ed il cielo non taceva ma ha donato in abbondanza a questo luogo grazie, pace e benedizione. Grazie per aver risposto alla mia chiamata» (25 settembre 2023).

Il modernismo è una grande seduzione che consiste nel dire che il Cristianesimo è una proiezione psicologica, è una salvezza illusoria e la religione è il rifugio delle persone deboli che non ha niente di oggettivo. Il modernismo nega l’esistenza di Dio e mette al centro l’uomo. L’ingannatore non dorme mai, è sempre al lavoro; satana sciolto dalle catene ha conquistato molti cuori, ha portato l’umanità a un ateismo pratico, a una vita senza morte e senza Dio, alla perdizione eterna. La Madonna lo ha detto chiaramente: «l’umanità ha scelto per la morte», cioè ha scelto di non credere; veramente «l’uomo moderno non vuole Dio». Questo è quanto è avvenuto nel tempo della modernità, quando si è consumato un tradimento impressionante e cioè l’abbandono della fede e della Croce per perseguire una salvezza mondana. Satana con la seduzione ha ottenuto molto, il resto lo otterrà con la persecuzione cercando di annientare la Chiesa. È chiaramente in atto il tentativo di satana di riappropriarsi delle anime. Questa catastrofe spirituale ha messo l’umanità negli artigli del principe di questo mondo che punta a prevalere e a riprendere il potere che ha perso, distruggendo l’Opera divina della Creazione e della Redenzione.

La Regina della pace è qui da così tanto tempo per sostenere la Chiesa Cattolica nella fase della grande impostura anticristica del mondo moderno. I Messaggi della Regina della pace si possono leggere, anzi nutrono la fede, sono la più alta forma di catechesi e di evangelizzazione del momento attuale. La Madonna chiama innumerevoli sacerdoti a Medjugorje proprio per rafforzare la Chiesa in questo particolare momento della Storia della Salvezza. Nelle profezie di Cristo e nel Nuovo Testamento sono presenti le due grandi battaglie spirituali che ci si prospettano all’orizzonte intervallate da un tempo di pace. Anche la Chiesa è chiamata a rivivere la Passione prima del Trionfo del Cuore Immacolato di Maria. Dobbiamo entrare in questa prospettiva di rinascita spirituale e prepararci alla testimonianza eroica. Possiamo parlare, allora, di catastrofe spirituale che caratterizza i nostri tempi. I Papi moderni hanno sempre evidenziato quanto sta accadendo; la Chiesa ha messo in luce con un’analisi la catastrofe spirituale che si è realizzata dal dopoguerra in poi e che messo l’umanità negli artigli del principe di questo mondo che punta a prevalere, a riprendere il potere che ha perso. Satana vuole distruggere l’Opera divina della Creazione e della Redenzione; mettendo gli uomini gli uni contro gli altri in una guerra senza limiti, satana porta il mondo alla distruzione e alla perdizione eterna. La Madonna è qui per evitare questa catastrofe. L’Apocalisse è molto chiara, Cristo prevarrà.

In questa chiave comprendiamo la presenza della Regina della pace a sostegno della Chiesa Cattolica nella fase dell’impostura anticristica del mondo moderno. Infatti, sta affermandosi nel nostro tempo quanto indicato autorevolmente nel nuovo Catechismo della Chiesa Cattolica:

Prima della venuta di Cristo, la Chiesa deve passare attraverso una prova finale che scuoterà la fede di molti credenti. La persecuzione che accompagna il suo pellegrinaggio sulla terra svelerà il «mistero di iniquità» sotto la forma di una impostura religiosa che offre agli uomini una soluzione apparente ai loro problemi, al prezzo dell’apostasia dalla verità. La massima impostura religiosa è quella dell’Anti-Cristo, cioè di uno pseudo-messianismo in cui l’uomo glorifica se stesso al posto di Dio e del suo Messia venuto nella carne (CCC 675).

Il Catechismo della Chiesa Cattolica descrive quello che sta avvenendo adesso. Nel nostro tempo satana cerca, infatti, di far deviare dalla fede proponendo una falsa religione che di fatto è un messianismo politico e offre agli uomini un’apparente soluzione ai loro problemi. In tutto il corso della Storia la tentazione di un messianismo terreno accompagna la Chiesa, ma c’è il momento della massima impostura religiosa cioè quando l’uomo mette se stesso al posto di Dio.

Questo è quanto sta avvenendo nel nostro tempo nel quale, come ha preannunciato la Regina della pace, l’uomo ha messo se stesso al posto di Dio. La Madonna ha anche specificato che l’uomo mettendo se stesso al posto di Dio, in realtà ha messo satana al posto di Dio.

È in questo contesto di “messianismo secolarizzato intrinsecamente perverso” (CCC 676) che si compirà la grande persecuzione alla Chiesa preannunciata nel terzo Segreto di Fatima. Questo è quanto si sta preparando nel nostro tempo e che spiega la presenza della Regina della pace fino al trionfo del Suo Cuore Immacolato. È necessario credere, pregare ed accogliere i Messaggi della Madonna affinchè il suo piano in soccorso della Chiesa e dell’umanità peccatrice si realizzi secondo la volontà di Dio. I segni dei tempi sono molto chiari, la Regina della pace appare coronata di dodici stelle, indossa un abito grigio e poggia i piedi su una nuvola: è la Donna dell’Apocalisse.

La Madonna ci sta preparando a questa grande battaglia il cui esito è già stato preannunciato a Fatima, infatti, il Cuore Immacolato di Maria trionferà!

5. Maria nei tre giorni della Passione

La Madonna è stata intimamente associata alla Passione di Suo Figlio perché proprio in quei tre giorni è avvenuta la Redenzione del mondo e Lei ha cooperato in modo straordinario. La Madre è stata fin dall’inizio associata al Figlio, già nella promessa che Dio ha fatto quando ha detto che non avrebbe abbandonato l’umanità ma l’avrebbe redenta col suo amore. Fin dall’inizio questa profezia illumina tutto l’Antico Testamento fino alla Redenzione e associa la Madre al Figlio in un modo indissolubile.

Non esiste nessun momento del piano di Dio in cui il Figlio e la Madre non siano insieme. Nella profezia della Genesi sono insieme, così come nella profezia di Isaia, dal momento dell’Incarnazione sono sempre stati insieme. Anche nel momento in cui il Figlio ha lasciato questa vita la Madonna credeva che sarebbe risorto.

Nell’Opera della Redenzione del mondo il Figlio e la Madre sono sempre stati insieme. Assunta in Cielo la Madonna è accanto al Figlio nel governo del mondo. Maria Regina coopera ancora all’Opera della Redenzione. La Madonna è sempre stata con Gesù, è un’endiadi indissolubile, non si può parlare della Madre senza parlare del Figlio e viceversa. La Madre e il Figlio sono uniti in maniera indissolubile nell’Opera della Redenzione. Adamo ed Eva hanno trascinato l’umanità nella rovina e a loro si contrappongono Cristo e Maria che hanno restaurato il piano di Dio e lo hanno portato nell’attuazione più straordinaria che è quella del nostro approdo nel cuore della Santissima Trinità che è il nostro destino in Cielo.

Nel piano di Dio la Madre e il Figlio sono sempre insieme. Nella Passione, in particolare, Maria è sempre accanto a Gesù e possiamo ben dire che la Passione del Figlio è stata rivissuta completamente dalla Madre. La Madonna è stata sempre presente accanto a Gesù anche nel Venerdì Santo, mentre la folla urlava Crucifige!, quando è salito sul Calvario sotto il peso della croce, quando è stato crocifisso, quando è stato deposto nel sepolcro e quando la pietra è stata spinta per sigillarne l’ingresso. Tutta la sofferenza spirituale che Gesù ha provato nei giorni della Passione è stata vissuta anche da sua Madre. La Madonna non si è mai lamentata, era ai piedi della Croce sofferente ma offriva il sacrificio del Figlio al Padre e allo stesso tempo offriva se stessa. In quel momento tremendo, mentre tutti avevano perso la fede, Maria credeva sotto la Croce ed era con Suo Figlio. Solamente in Cielo sapremo chi è Maria, è un mistero che qui sulla Terra non riusciamo a comprendere pienamente.

Maria è stata associata fin dalle origini in modo unico e sublime all’Opera della Redenzione. La Madonna ha partecipato all’Opera della Redenzione di Suo Figlio in modo unico e straordinario. Il piano divino della Salvezza prevede l’intima unione del Figlio con la Madre. Come diceva San Bernardo De Maria numquam satis, di Maria non si dice mai abbastanza, è talmente grande che va al di là di qualsiasi nostra formulazione, è un mistero unico. È una creatura piena di grazia. Maria è quello che è per grazia di Dio e per corrispondenza alla grazia, ma è un mistero talmente grande che lo comprenderemo in Cielo.

Il Concilio di Efeso (431 d.C.) ha definito Maria “Madre di Dio”, se c’è un termine incredibilmente ardito con cui la Madonna è stata definita è proprio questo. È una definizione conciliare che ha voluto chiarire che, siccome Gesù è Dio e siccome il Verbo di è fatto carne nel grembo della Vergine Maria, l’espressione Madre di Dio è la più adeguata a definire Maria. Come Gesù viene chiamato nuovo Adamo e quindi capostipite della nuova stirpe dei figli di Dio, così Maria è la nuova Eva; l’unione del nuovo Adamo e della nuova Eva controbilancia la prima coppia di peccatori che sono i nostri progenitori che hanno trascinato l’umanità nella rovina. Questa intima unione della Madre con il Figlio controbilancia quella dei progenitori che hanno peccato insieme. Maria e Gesù hanno cooperato insieme all’Opera della Redenzione; San Giovanni Paolo II diceva che Maria è tutta orientata al Figlio. Maria non oscura il Figlio, anzi, più si è devoti alla Madonna e più si è devoti a Gesù. La Madre è proprio la via che porta al Figlio, è la realtà esistenziale del cammino di santità.

Fin dalla Genesi la Madre è associata al Figlio e insieme controbilanciano la prima coppia originaria che è precipitata nel peccato. Questa straordinaria unione della Madre con il Figlio è anche nella profezia messianica più importante che noi abbiamo nell’Antico Testamento e ripresa dal Vangelo di Matteo quando l’evangelista cita Isaia: Ecco, la vergine concepirà e partorirà un figlio che sarà chiamato Emmanuele, che significa Dio con noi (Mt 1,23). La profezia di Isaia citata da Matteo è straordinaria, si afferma che una vergine a concepire e a dare alla luce il Messia che è il Figlio di Dio perché viene chiamato Emmanuele. In questa straordinaria profezia sull’Incarnazione del Verbo è associata la Vergine Maria. Queste profezie sono luci straordinarie che ci dicono come la Storia della Salvezza sia guidata dallo Spirito Santo.

Il Nuovo Testamento inizia proprio con l’Annunciazione dove l’associazione della Madre con il Figlio avviene proprio nel concepimento per opera dello Spirito Santo. Nel Nuovo Testamento, dal momento del concepimento, il Figlio e la Madre sono uniti per sempre, eternamente, non si potranno mai separare perché Gesù sarà per sempre il Figlio di Maria e lei sarà sempre sua Madre. La Madonna e Gesù sono legati in maniera strutturale, inscindibile. Madre e Figlio non si possono separare. L’Annunciazione manifesta lo stretto legame della Madre con il Figlio nell’Opera della Salvezza del mondo. L’Annunciazione è un evento di grazia di cui Dio prende l’iniziativa ma per realizzarsi ha bisogno del sì di Maria. È nel momento in cui la Madonna dice sì alla volontà di Dio che viene investita dallo Spirito Santo; ha concepito il Figlio dopo il suo sì e da quel momento sono rimasti sempre insieme.

Accettando l’evento dell’Incarnazione che avviene dentro di lei, la Madonna accetta di essere intimamente unita alla missione redentrice del Figlio. Ai piedi della Croce Maria pronuncia il suo sì conclusivo all’Opera della Redenzione che si compie con il sacrificio di Cristo. Il sì di Maria nel momento dell’Incarnazione si prolunga per tutto il tempo della sua vita; è un sì con il quale ha aderito al Figlio e alla sua missione. Da allora la Madonna vive solo in funzione del Figlio e della sua missione. La Madonna va a Betlemme per realizzare la profezia ripresa nel Vangelo di Matteo: “E tu,Betlemme, terra di Giuda, non sei davvero il più piccolo capoluogo di Giuda: da te uscirà infatti un capo che pascerà il mio popolo, Israele” (Mt 2,6). La vita di Maria è tutta legata al Figlio ed è sempre presente in ogni momento.

Di ritorno dall’Egitto la Madonna perde di vista Gesù che aveva dodici anni ed era nel tempio a parlare delle Sacre Scritture. In quei tre giorni la Madonna lo aveva perso e preannunciano i tre giorni della Passione in cui in qualche modo la Madre non aveva più la possibilità di stare accanto al Figlio, poteva solamente stare ai piedi della Croce. In realtà la Madonna era la colonna portante che sosteneva l’umanità del Figlio con la sua testimonianza di fede e con la preghiera. Il sì di Maria è dunque un passaggio fondamentale per l’Incarnazione del Verbo. Maria con il suo sì accetta di essere intimamente unita alla missione redentrice del Figlio. Il sì di Maria include fin dal principio la presenza della Croce che lei stessa deve affrontare come Madre.

Dio ha rivelato alla Madonna la sua missione in un modo particolare, non tutta insieme. Si tratta di un’osservazione fatta da San Giovanni Paolo II che personalmente trovo molto interessante. Papa Wojtyla diceva che l’Annunciazione a Maria è narrata nel Vangelo di Luca da cui emerge l’annunciazione della gloria del Messia: “Ecco concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù. Sarà grande e chiamato Figlio dell’Altissimo; il Signore Dio gli darà il trono di Davide suo padre e regnerà per sempre sulla casa di Giacobbe e il suo regno non avrà fine”. In quel momento viene preannunciata la gloria del Messia, anche se la Madonna ha sperimentato subito la possibilità della Croce perché se Giuseppe non fosse stato l’uomo giusto che era e l’avesse denunciata, Maria avrebbe potuta essere lapidata per aver concepito un figlio nell’infedeltà del fidanzamento. Per adulterio era prevista la lapidazione. Ma Giuseppe era un uomo giusto, ha pensato di ripudiarla in segreto, ma è stato fermato da un angelo: Giuseppe suo sposo, che era giusto e non voleva ripudiarla, decise di licenziarla in segreto. Mentre però stava pensando a queste cose, ecco che gli apparve in sogno un angelo del Signore e gli disse: «Giuseppe, figlio di Davide, non temere di prendere con te Maria, tua sposa, perché quel che è generato in lei viene dallo Spirito Santo. Essa partorirà un figlio e tu lo chiamerai Gesù: egli, infatti, salverà il suo popolo dai suoi peccati» (Mt 1, 19-21).

La Croce non faceva parte della prima rivelazione che l’arcangelo Gabriele ha fatto a Maria. È stato San Giovanni Paolo II a chiamare “l’Annunciazione della Croce” il momento in cui Maria e Giuseppe hanno presentato Gesù al tempio e Simeone ha annunciato a Maria la “spada del dolore” (Lc 2,35) un annuncio che introduce Maria nel mistero della Croce. Dopo i quaranta giorni di purificazione la Madonna era andata al tempio con Giuseppe, lì c’era un uomo di nome Simeone che prese tra le braccia Gesù e benedisse Dio. Poi rivolgendosi a Maria disse: «Egli è qui per la rovina e la risurrezione di molti in Israele, segno di contraddizione perché siano svelati i pensieri di molti cuori. E anche a te una spada trafiggerà l’anima» (cfr Mt 1, 19-21).

Quando Gesù aveva poche settimane di vita la Madonna vede dischiudersi davanti a sé la profezia di Simeone che predice il rifiuto e la condanna nei confronti di Suo Figlio. La Madonna fin dall’inizio scopre la missione del Figlio che è quella di essere la luce che illumina le tenebre ma che non viene accolta, ma viene rifiutata e crocifissa. Tutta la vita di Maria è una Via Crucis, è un cammino verso il Calvario. Le vicende dei Vangeli sono spesso drammatiche; pensiamo alla prima predicazione di Gesù nella Sinagoga di Nazaret: “Si recò a Nazaret, dov’era stato allevato e, com’era solito, entrò in giorno di sabato nella sinagoga e si alzò per leggere. Gli fu dato il libro del profeta Isaia e, aperto il libro, trovò quel passo dov’era scritto: «Lo Spirito del Signore è sopra di me, perciò mi ha unto per evangelizzare i poveri; mi ha inviato [per guarire quelli che hanno il cuore spezzato,] per annunciare la liberazione ai prigionieri e il recupero della vista ai ciechi; per rimettere in libertà gli oppressi, per proclamare l’anno accettevole del Signore». Poi, chiuso il libro e resolo all’inserviente, si mise a sedere; e gli occhi di tutti nella sinagoga erano fissi su di lui. Egli prese a dire loro: «Oggi si è adempiuta questa Scrittura, che voi avete udito» (Luca 4,16-21). Gli abitanti di Nazaret, allora, presero Gesù e lo portarono su un monte per ucciderlo buttandolo giù da un dirupo; la Madonna era presente anche in quel momento. Gesù è stato perseguitato nei tre anni di vita pubblica e la Madonna era sempre con lui, sentiva anche ciò che diceva agli Apostoli sulla Passione, la Crocifissione e la Resurrezione. La Madonna seguiva Gesù insieme alle pie donne e agli Apostoli e nei tre anni di vita pubblica ha dimostrato una speciale fortezza d’animo e con intensa preghiera lo ha accompagnato. Dal momento dell’Annunciazione il sì di Maria è un sì alla Croce di Cristo. La Madonna conosceva la Sacra Scrittura, era stata educata nel tempio, conosceva i testi dei profeti che parlavano del Messia crocifisso; sapeva, allora, benissimo che cosa sarebbe successo a Suo Figlio. Possiamo, allora, pensare quello che Maria coltivava nell’anima e come ha vissuto la Passione del Figlio nel corso di tutta la sua vita.

È molto significativa, a mio parere, la vicenda in cui Gesù è stato perduto tre giorni e la Madonna non lo trovava. In quei tre giorni Maria non ha potuto parlare con il Figlio e stargli vicino come avrebbe voluto, anche se poi la Divina Provvidenza ha permesso che fosse ai piedi della Croce a sostenerlo nel momento dell’offerta decisiva di se stesso al Padre. Maria è stata al seguito di Gesù non solo come Madre ma anche come discepola nei tre anni della vita pubblica durante i quali vede l’odio montare nei cuori che satana scardina uno ad uno in preparazione al Venerdì Santo quando la folla griderà di crocifiggerlo e preferisce liberare Barabba al posto di Gesù.

La Madonna ha vissuto la sua vita dal concepimento alla Resurrezione del Figlio tutta nella prospettiva del Messia sofferente. Maria vedeva l’odio aumentare nei cuori proprio mentre Suo Figlio portava avanti la sua missione. Maria vedeva come satana predisponeva i cuori al Venerdì Santo, alla Crocifissione. La Madonna soffriva per tutto questo e offriva la sua sofferenza alla volontà del Padre per la salvezza del mondo. È qui la grandezza insondabile di Maria; nei giorni della Passione dalla sua bocca non è uscita nemmeno una parola. Eppure, parlava con il Padre e con Suo Figlio, offriva a Dio la sua sofferenza e si rimetteva alla volontà del Figlio.

La Madonna ha cooperato all’Opera della Redenzione con uno sforzo del cuore enorme. Mentre Eva ha lasciato entrare dentro di sé la supponenza di mettersi al posto di Dio, Maria chiude il cuore a ogni influsso satanico, è una fortezza inespugnabile, durante la Passione nel suo cuore c’erano solo perdono e amore ed è così che ha cooperato all’Opera della Redenzione perché nel cuore del Figlio c’erano solo perdono e amore. In questi due cuori è avvenuta la Redenzione del mondo e cioè la totale adesione di se stessi alla divina volontà che ha voluto distruggere con i Cuori del Figlio e della Madre la superbia, la supponenza, la prepotenza, l’odio del mondo. Nel Cuori di Gesù e Maria c’è sottomissione alla volontà del Padre, c’è perdono, c’è amore, c’è umiltà; la forza divina che riempiva il Cuore di Gesù e traboccava nel Cuore di Maria ha salvato il mondo, ha distrutto il regno di satana.

La Madonna è entrata nella Passione in quei tre giorni in cui è stata separata dal Figlio. Era però unita a lui nella visione totale alla volontà del Padre.

Nei tre giorni della Passione la Madonna era presente così come era sicuramente presente nel giorno delle Palme quando i seguaci di Gesù acclamano il Messia, ma lei sapeva che a Suo Figlio sarebbe toccata la Croce. Non sappiamo con certezza se Maria fosse presente anche durante l’Ultima Cena quando Gesù ha istituito l’Eucarestia. Maria è presente tutta la giornata del Venerdì Santo, vigile e orante in quelle ore cruciali in cui il Figlio è stato catturato e portato in giudizio; intanto gli Apostoli sono fuggiti, Pietro ha rinnegato il Maestro ma poi si è pentito, Giuda ha tradito Gesù. Il giorno decisivo per la Redenzione del mondo è il Venerdì Santo e la Madonna è sempre presente anche mentre la folla sceglie di crocifiggerlo e di liberare Barabba. Con l’eroismo dell’amore Maria ha pregato per tutta quella gente, per quelle creature di Dio che tifavano per un delinquente e volevano a morte Gesù.

La Madonna, poi, ha accompagnato Gesù lungo tutta la salita del Calvario insieme a Giovanni che dimostra grandezza d’animo e coraggio. Ai piedi della Croce Giovanni non ha la stessa fede di Maria perché crede nella Resurrezione nel momento in cui trova il Sepolcro vuoto; è stato il primo degli Apostoli ad arrivare al Sepolcro vuoto e fu il primo di loro a credere. Ai piedi della Croce la Madonna crede fermamente che Gesù è il Figlio di Dio e che sarebbe risorto. Lei in quel momento era la testimone della fede. Anche le pie donne il giorno dopo il sabato si sono recate al Sepolcro per ungere il cadavere di Gesù. Maria Maddalena crede alla Resurrezione dopo aver visto Cristo Risorto. La fede di Giovanni scocca nel momento in cui vede il Sepolcro vuoto.

Solamente Maria credeva che Gesù era il Figlio di Dio, il Redentore del mondo e che era risorto. La Madonna è la custode della fede per cui, seguendola, mai ci mancherà la fede in Cristo, quella vera, quella cattolica in Gesù Cristo Figlio di Dio, Redentore del mondo. Maria ai piedi della Croce è la figura della credente che in quel momento è assalita da satana come ci descrive la Valtorta. La fede di Maria è una fede vittoriosa ma provata. Satana sibilava a Maria dubbi sotto la Croce, ma lei lo ha respinto. La fermezza di Maria nella fede è un contributo straordinario all’Opera della Redenzione.

La Madonna sa che il terzo giorno Suo Figlio sarebbe risorto, la sua fede non vacilla. Nel momento della deposizione Maria offre se stessa e Suo Figlio alla volontà del Padre che ha voluto questo per la Redenzione del mondo. Nel mistero della Redenzione è impossibile separare Gesù e Maria. La Madre abbraccia il Figlio deposto dalla Croce, ma il giorno dopo il sabato non si reca con le pie donne al Sepolcro per ungere il cadavere. Maria ha creduto alle parole del Figlio quando le ha detto che dopo tre giorni sarebbe risuscitato. La sua fede gli ha meritato la prima apparizione del Signore. Gesù è Risorto come Maria ha creduto e come anche noi crediamo.

La Madonna ha concepito con il suo sì il Figlio di Dio, è stata al suo fianco in tutta la sua vita e partecipando alla sua missione. Maria è in Cielo accanto a Gesù nel prolungamento dell’Opera della Redenzione. La Madonna è qui presente da oltre quarant’anni inviata da Suo Figlio per portare l’umanità a un tempo di pace.

4. Gli uomini nei tre giorni della Passione

I Segreti di Medjugorje verranno rivelati tre giorni prima che accadano, questa situazione è molto vicina ai tre giorni della Passione. Anche gli eventi dei Segreti saranno eventi di passione, specialmente per la Chiesa. La meditazione sui tre giorni della Passione di Gesù ci sarà di grande utilità per come noi dovremo comportarci nel tempo dei Segreti, che non sono molto lontani. Nel tempo dei Segreti Maria sarà presente, insieme a Gesù e alla Chiesa. Sarà molto interessante vedere come ci comporteremo o come ci dovremmo comportare proprio a partire dalla meditazione di quello che è avvenuto nel passato, in modo particolare nei giorni della Passione di Cristo.

Nei tre giorni della Passione c’è un ventaglio di situazioni che fa rabbrividire; in poche parole, la stragrande maggioranza della gente ha urlato Crucifige! e ha scelto Barabba invece di Gesù, gli Apostoli sono scomparsi, Pietro ha vacillato, Giuda ha tradito, solamente Giovanni ha resistito fino alla fine. Per quanto riguarda la gente, tutti quelli che Gesù aveva beneficato nel tempo della sua vita pubblica, nel momento più difficile non si sono visti. Le persone veramente buone che erano presenti nel momento della Passione erano pochissime.

È molto importante, allora, meditare quello che è avvenuto nei tre giorni della Passione a Gerusalemme perché, a mio parere, all’appuntamento dei dieci Segreti che è quello della Passione della Chiesa, Dio ci chiederà dedizione, testimonianza ed eroismo affinché i nostri nomi siano scritti nell’eternità. Le persone buone che sono state accanto a Gesù durante la Passione sono poche, ma ne ricordiamo bene i nomi; oltre ovviamente a Maria, con Gesù c’erano Giovanni, la Veronica, il buon ladrone, il centurione, la moglie di Pilato e le pie donne. Quello della Passione del Signore è un grandissimo insegnamento.

La Passione di Cristo è la grande battaglia escatologica per eccellenza, è la grande battaglia fra il Cielo e la Terra ed è la rivincita di Dio dopo la caduta dei progenitori quando hanno trascinato se stessi e tutta l’umanità nell’abisso della perdizione scegliendo per satana anziché per Dio. Nel capitolo III, al versetto 15, Dio preannuncia la sua rivincita su satana: «Io porrò inimicizia fra te e la donna, e fra la tua progenie e la progenie di lei; questa progenie ti schiaccerà il capo e tu le ferirai il calcagno». Nei tre giorni della Passione Cristo, con accanto sua Madre, ha schiacciato la testa al serpente ed è una vittoria definitiva ma che Dio non ha archiviato subito mandando satana all’inferno e chiudendo la Storia umana con la vita eterna e con il Giudizio finale. Dio ha voluto che quello che Cristo ha vissuto nella sua vita missionaria e di evangelizzazione con la testimonianza, la predicazione, le fatiche apostoliche, le guarigioni, i miracoli e poi nei tre giorni della Passione, fosse rivissuto dalla Chiesa nel corso della Storia. La sconfitta di satana è definitiva e Cristo lo ha vinto proprio nell’ora della Passione. Satana non ha più alcuna possibilità, se non rivincite parziali dalle quali uscirà ancora più bastonato di prima com’è sempre avvenuto in questi duemila anni e come avverrà nel tempo dei Segreti.

La Madonna in diversi Messaggi ha detto che il mondo senza Dio crollerà. La vittoria della Passione è la vittoria definitiva. Gesù aveva profetizzato nella sua vita: “Tu sei Pietro e su questa pietra edificherò la mia Chiesa e le porte degli inferi non prevarranno contro di essa”. I tre giorni della Passione sono la battaglia fra Cristo e satana, dove satana subisce una sconfitta mortale. Ci sono momenti della Storia in cui satana sembra voler prevalere, come quello che stiamo vivendo, ma Dio invia la Madonna e quella di Medjugorje è l’apparizione più lunga ed è quella definitiva, l’ultima. Satana cerca di regnare, di annientare la fede e di distruggere il mondo. La Madonna ci è vicino perché satana miete le anime. Non dobbiamo avere paura perché quelle di satana sono vittorie parziali. Nel tempo dei Segreti satana e tutti i suoi seguaci verranno bastonati come mai prima è avvenuto.

Con la Passione Cristo ha sigillato la sua vittoria divina e la sua regalità sul mondo redento. Cristo asceso al Cielo è il Signore del mondo. Cristo Re e Maria Regina regnano sul Cielo e sulla Terra e il loro regno è inattaccabile. La Chiesa è chiamata a rivivere la vita di Cristo e anche la sua Passione, ma rivivrà anche la sua Resurrezione che è il trionfo del Cuore Immacolato di Maria.

È molto interessante fare il paragone fra i protagonisti della Passione di Cristo e il tempo dei Segreti. A mio parere, quello che è accaduto allora riaccadrà almeno parzialmente anche nel tempo dei Segreti. I tre giorni della Passione saranno molto simili a quelli che precedono gli eventi dei Segreti di Medjugorje. Questo raffronto è molto interessante e la cosa che mi angoscia un po’ è il fatto che nella Passione di Cristo le folle che seguivano Gesù in Galilea, come tutta la gente presente al miracolo della moltiplicazione dei pani e dei pesci, nei giorni della Passione non si vedono. Satana ha fatto cappotto di anime, ha preso tutti i suoi e li ha riversati in piazza a gridare contro Gesù; hanno voluto il loro re, adeguato alle loro aspettative e cioè Barabba, un ladrone.

Quello che mi colpisce e mi rattrista è il fatto che tutti quelli che seguivano Gesù Cristo nell’ora dele tenebre non si sono visti. Gesù ha vinto la sua battaglia da solo, con Maria e con pochissime persone accanto. Gesù ha vinto la battaglia della Redenzione con poche persone, la Madonna e San Giovanni erano ai piedi della Croce; le pie donne, che erano molto compassionevoli ma non erano molto avanti nel cammino della fede, infatti, non credevano alla Resurrezione tant’è vero che il giorno dopo il sabato sono andate al Sepolcro per ungere il cadavere di Gesù; il cireneo; la moglie di Pilato; il buon ladrone; il centurione e la Veronica. Solamente loro hanno supportato Cristo con il loro amore durante la Passione, mentre satana aveva tutti dalla sua parte.

Satana ha mosso le sue pedine in modo spietato, ma alla fine ha perso la battaglia perché Cristo sulla Croce ha perdonato tutti quelli che l’avevano crocifisso chiedendo al Padre di perdonarli perché non sapevano cosa stavano facendo ed è risorto glorioso. Satana si era illuso di vincere proprio come adesso. Satana ha tutto in mano, la Madonna ha detto «satana regna» ed è veramente così. Satana è sicuro di vincere ma prenderà una legnata ancora più salata di quella che ha preso durante il tempo della Passione perché adesso lo scenario è quello del mondo intero nel quale avverranno i Segreti di Medjugorje. Sarà un palcoscenico mondiale nel quale si vedrà la grande battaglia escatologica che comunque è già in atto.

Vediamo allora i diversi comportamenti della gente nell’ora della Passione. Il potere politico si ricompatta; Pilato, il figlio di Erode e il Sinedrio convergono nel mettere a morte Gesù. Pilato fa una brutta fine, è un uomo pauroso, non sa nemmeno chi ha davanti e non è in grado di decidere cosa fare specialmente quando Gesù gli dice: “il mio Regno non è di questo mondo”. Il Sinedrio è un nodo di vipere; Caifa (capo del Sinedrio) fa a Gesù una domanda ben precisa proprio perché venisse arrestato e condannato a morte: “Ti scongiuro, per il Dio vivente, perché ci dica se tu sei il Cristo, il Figlio di Dio”. La risposta di Gesù è molto potente e spiazzante: “Tu l’hai detto, anzi io vi dico: d’ora innanzi vedrete il Figlio dell’uomo seduto alla destra di Dio, e venire sulle nubi del cielo”. La compattezza del potere politico e religioso contro Cristo si ripropone anche oggi nel mondo cristiano, dove ci sono potenze politiche e religiose che si compattano e pretendono di comandare sul mondo al posto di Cristo e indicano se stessi come padroni del mondo. Nel tempo dei Segreti faranno una brutta fine.

La folla è concorde nell’urlare Crucifige! Satana ha radunato tutti i suoi nella piazza di Gerusalemme quando il popolo è chiamato a scegliere tra Gesù e Barabba. Dov’erano quelli che agitavano le palme pochi giorni prima acclamando Osanna al Figlio di Davide e i buoni che hanno seguito Gesù durante la sua vita pubblica? Sono scomparsi, hanno pensato alla propria pelle, hanno avuto paura, non si vede traccia di loro tant’è vero che poi, quando Pietro parla alla folla dopo la Pentecoste, usa parole dure contro tutta quella gente che prima aveva scelto Barabba e poi si è convertita. Nell’ora della Passione c’è stato un momento di possessione diabolica collettiva, paura, talmente profonda che ha portato la gente – vedendo Gesù incoronato di spine, flagellato, insultato, umiliato – a scegliere Barabba. Pensiamo in che abissi si può precipitare. Stiamo attenti perché potrebbe accadere anche a noi, anche noi potremmo tradire, anche noi possiamo essere dei Giuda. Stiamo attenti e vigiliamo su noi stessi, stiamo umili. Meditiamo sulla Passione di Cristo, stringiamo al cuore il Crocifisso perché anche noi potremo fare la stessa fine della folla di Gerusalemme il giorno della Passione. Poi, per grazia di Dio si sono convertiti ma nell’ora della Passione c’è stata una possessione diabolica collettiva e la folla manipolata da satana e dai potenti è diventata uno strumento di morte, è diventata un animale feroce. Quando rivivremo la Passione di Cristo le folle sceglieranno ancora Barabba. È tremendo sentire adesso “vogliamo libero Barabba e vogliamo crocifisso Gesù mentre le folle dei miracolati e dei seguaci sono disperse e sono impaurite”.

Il comportamento che ci addolora di più è quello degli Apostoli. Gesù ne ha scelti dodici perché fossero con lui. Hanno condiviso tre anni di vita quotidiana con Gesù, molte volte dormivano dove potevano e mangiavano quel che potevano. Gesù ha chiamato gli Apostoli a condividere le sue fatiche missionarie e ha dedicato loro una formazione particolare per tre anni. Eppure, nel giorno delle Palme di fronte al trionfo di Gesù, gli Apostoli discutono fra loro su chi sarebbe stato il primo nel suo regno; non riescono ad andare oltre l’orizzonte umano perché parlano di un regno terreno, non riescono a salire nel Cielo della spiritualità. Gli Apostoli erano le colonne della Chiesa, a Pietro Gesù ha detto che su di lui avrebbe edificato la sua Chiesa. Erano i prescelti, gli intimi, Gesù li chiamava amici ma sono arrivati all’ora della Passione impreparati. Per questo motivo la Regina della pace ci invita a prepararci al tempo dei Segreti. Se non siamo preparati, infatti, faremo esattamente la fine degli Apostoli, i quali amavano Gesù ma di un amore ancora troppo umano, come quello di Pietro che prima tira fuori la spada per difenderlo e poche ore dopo lo rinnega perché ha paura di essere riconosciuto come un suo seguace e di essere arrestato. Di fronte a una donna che lo indica come discepolo di Gesù, Pietro nega per tre volte “prima che il gallo canti”. Il canto del gallo è un atto di Misericordia infinita di Dio perché, nel sentirlo, Pietro si ricorda di quella profezia che Gesù stesso gli aveva fatto e si mette a piangere amaramente. Cosa che non fece invece Giuda che andò a impiccarsi e divenne così la preda più ambita di satana, un Apostolo traditore e non pentito. Se capita anche a noi di cadere dobbiamo fare come Pietro e non come Giuda, piangiamo e corriamo ai piedi di Gesù e di Maria.

Lo scenario della Passione di Gesù ci rattrista perché tutti sono passati dalla parte del maligno, eccetto pochissimi. I più sono scomparsi o sono fuggiti come gli Apostoli. L’unico che ha resistito ed è stato forte è Giovanni che, accanto a Maria, ha seguito la Passione di Gesù fino ai piedi della Croce. A mio parere la stessa cosa avverrà nel tempo dei Segreti, man mano che andremo avanti la potenza di Dio si manifesterà, la presenza di Maria si manifesterà e la testimonianza della Chiesa sarà coraggiosa fino ad affrontare il martirio descritto nel terzo Segreto di Fatima. Mi chiedo, però che fine faranno tutti quelli che hanno rifiutato in questi decenni la fede e hanno gettato il Cristianesimo alle ortiche per diventare modernisti, laici, atei professi. La Madonna ci invita a essere mani teste verso questi fratelli che hanno abbandonato la fede.

In questo contesto la Redenzione è avvenuta nella Persona di Cristo. Gesù nella Passione è la cosa più bella che c’è al mondo. Contemplare Cristo nella Passione è una grazia da chiedere al Signore. Non c’è nulla di più sublime e di più grande al mondo. Ogni parola, ogni gesto, ogni silenzio di Gesù è il divino che si manifesta nell’umiltà umana. Comprendiamo allora perché tanti mistici e tanti santi non fanno che ripetere di meditare la Passione di Cristo. Ci vuole quella lettura interiore che viene dallo Spirito Santo per poter capire la bellezza di Gesù nella Passione. Se in Cielo contempliamo Cristo glorioso, sulla Terra siamo già in Paradiso in un certo senso se abbiamo la grazia di fissare gli occhi in Cristo nella sua Passione.

La Passione non è capitata a Gesù Cristo, ma è il fine della sua vita. È quanto il Padre gli ha chiesto per redimere il mondo, altrimenti il mondo non avrebbe capito fino a che punto Dio ci avrebbe amato. Dio ci ha amato fino al punto di farsi uomo e di morire in croce per noi, assumendo su di sé la cattiveria, il disprezzo e la violenza del mondo, bruciandola e distruggendola nel suo amore e nella sua umiltà. Gesù ha spezzato le catene della schiavitù con cui satana ci tiene legati a sé. Cristo ci ha dato la libertà dei figli di Dio. Cristo è consapevole di essere il Signore, il Redentore. Gesù conosceva il suo destino e lo ha rivelato agli Apostoli più volte. Ha detto che sarebbe stato preso, che sarebbe stato giudicato, che sarebbe stato crocifisso e che il terzo giorno sarebbe risorto. Gesù lo ha detto più volte agli Apostoli ma non lo ascoltavano.

Meditiamo e leggiamo le parole della Passione di Cristo, ci accorgeremo che ogni parola, ogni gesto, ogni pensiero di Gesù sono di una regalità divina straordinaria ben diversa da quello che c’è fuori di lui e intorno a lui. Gesù è il Cielo sulla Terra, è il divino, l’amore, la verità, la luce, che si manifestano nell’umiltà della sua Persona. Ammiriamo l’umiltà di Gesù nella Passione, riproduciamola nella nostra vita. Schiacciamo la testa al serpentello del nostro io che vuole prevalere, che vuole innalzarsi, vuole essere stimato, venerato, esaltato e glorificato dagli uomini. Guardiamo Gesù nella Passione, quanto è umile, quanto è vero, quanto è profondo, quanto è pieno di amore. Leggiamo la Passione, meditiamo ogni parola, ogni gesto di Gesù.

Davanti alle lingue biforcute del Sinedrio, veri emissari di satana sulla Terra che cercano un appiglio per poterlo uccidere, Gesù senza paura dà una testimonianza chiara sulla sua divinità ed evoca il Giudizio finale. Davanti a Pilato rivendica la sua regalità che viene da Dio e, nella sua cecità, Pilato non si rende conto di avere davanti il Figlio di Dio. Nelle poche interlocuzioni che ci sono nella Passione Gesù parla da Dio; lo fa con Caifa, lo fa con Pilato, lo fa con le pie donne. Anche quando è sulla Croce e dice al Padre di perdonare quelli che lo avevano condannato, nella sua umiltà manifesta tutta la grandezza divina di fronte a quelle creature in balìa di satana. È impressionante vedere come Gesù davanti al disprezzo e alla umiliazione manifesta una grandezza divina incredibile. Si percepisce che Gesù è il Figlio di Dio proprio nel momento della Passione che è il momento della rabbia satanica portata all’estrema valenza. Durante le umiliazioni di Cristo nella Passione si manifesta questa epifania della divinità.

Contempliamo il coraggio di Gesù e la sua forza d’animo nella flagellazione. Gesù non ha gridato, non è uscito un solo lamento dalla sua bocca. Gli Evangelisti hanno raccontato tutto quello che Gesù ha detto durante la Passione, sono poche parole e tutte sublimi. Gesù ha taciuto e ha offerto; era un olocausto vivente, una vittima sacrificale che moriva per amore distruggendo nel suo amore e nel suo perdono i peccati di tutti gli uomini di tutti i tempi.

Anche nel momento dell’incoronazione di spine, che è certamente qualcosa di estremamente doloroso, di fronte al disprezzo e alle umiliazioni Gesù tace umilmente ed emerge straordinariamente la sua regalità. La Passione di Cristo è la descrizione di qualcosa di inaudito, di incredibile, di sovrumano. Mai è stato scritto qualcosa del genere.

Cristo afferra la croce, la porta sulle spalle fino in cima al Calvario. Gesù porta i peccati del mondo sulle sue spalle. Cade tre volte e si rialza finché, in cima al Calvario, viene inchiodato sulla croce, conficcando i chiodi alle mani e ai piedi. Gesù si è lasciato trafiggere dai chiodi senza aprire bocca. Ha lasciato che tutto avvenisse. Offriva se stesso come olocausto al Padre per la salvezza del mondo. La figura che emerge nei Vangeli della Passione è qualcosa di sublime. Dovremmo meditare di più il Crocifisso.

Negli ultimi istanti Gesù nella sua santa umanità si affida all’intervento del Padre per la Resurrezione, è questa l’interpretazione di quel grido sulla Croce: “Dio mio, Dio mio perché mi hai abbandonato” Gesù si è offerto al Padre invocando il perdono. Il più grande peccato commesso dall’umanità è l’odio con cui ha messo Gesù in croce, l’umiliazione, l’uccisione. È un peccato orribile ma Gesù, rivolgendosi al Padre riguardo a coloro che hanno commesso questo peccato, ha detto: “Padre perdona loro perché non sanno quello che fanno”.

A mio parare per noi è molto importante meditare la Passione di Cristo e viverla dentro di noi perché quello che è avvenuto si riproporrà anche nel tempo dei Segreti. Il tempo dei Segreti riguarda soprattutto la Chiesa, il Papa, i vescovi, i sacerdoti, tutti noi fedeli siamo coinvolti in quella Passione descritta in modo mirabile nel terzo Segreto di Fatima. È qualcosa che deve ancora avvenire, non è ancora avvenuta. La Passione della Chiesa avverrà prossimamente. Dobbiamo meditare sulla Passione di Cristo perché nel tempo dei Segreti non ci accada quello che è avvenuto allora, cioè che la maggior parte si nasconda per la paura, rinneghi la fede, tradisca.

Sappiamo che erano pochissime le persone che hanno sostenuto Gesù nell’ora della Passione, speriamo che non si riproponga lo stesso nel tempo dei Segreti quando la Chiesa verrà perseguitata.

Che non capiti anche a noi di vacillare come agli Apostoli quando la Chiesa sarà chiamata a rivivere la Passione di Cristo. Dio ha congegnato le cose nel tempo dei Segreti in modo tale che chi crede si salva e chi non crede si perde. Di fronte agli eventi dei Segreti dai quali Cristo e la Madonna ci vogliono salvare chi crede si potrà mettere in salvo e chi non crede dovrà pagare le conseguenze della sua scelta, della sua incredulità nonostante la Regina della pace sia qui da così tanto tempo a dire che abbandonando Dio si va in balìa del maligno.

Meditiamo bene la Passione di Cristo perché nel tempo dei Segreti non si ripeta lo spettacolo tremendo di Gerusalemme dove le folle della giornata della Palme sono state prese dalla furia satanica che si è impadronita dei cuori. Nel tempo dei Segreti il demonio sfodererà tutta la sua forza di seduzione. Il mondo sta facendo di tutto per attirare a sé nell’inganno e distogliere da Cristo, dalla sua presenza e dal suo Giudizio. Nel tempo dei Segreti la fede verrà messa alla prova. Noi stessi decideremo se credere o no.

La Madonna nel Cenacolo ha radunato tutti gli Apostoli e li ha fortificati. Nel giorno della Pentecoste Gesù ha donato lo Spirito Santo agli Apostoli ma nell’ora della Passione che figuraccia hanno fatto! Solamente Giovanni si è salvato. Nel tempo dei Segreti di Medjugorje non sarà così perché il terzo Segreto di Fatima ci racconta una Chiesa che non fugge, che sale il Calvario, che muore martire. Ognuno di noi si attrezzi in modo tale da essere un testimone forte, fedele e coraggioso.

3. Gesù nei tre giorni della Passione

Viviamo in un passaggio storico molto particolare che è quello della grande impostura anticristica. Si tratta di un fenomeno che cambia la situazione dopo duemila anni di Storia della Chiesa; siamo arrivati al punto che nei Paesi di antica cristianità la fede è entrata in crisi, è stata messa sotto processo in un certo senso, è stata ritenuta un’alienazione, qualcosa di inefficacie per risolvere i problemi della vita. La nuova religione sarebbe quella che mette l’uomo al posto di Dio e di eliminarlo una volta per tutte, prendere coscienza che l’uomo è Dio e quindi può guarire da se stesso i mali che ha ereditato nel corso della Storia e cioè il peccato e la morte. Il peccato è la cattiveria che è nell’uomo, la morte è qualcosa che va al di là della nullificazione, è la perversione dell’essere umano, è la sua trasformazione in un essere perverso.

Noi come credenti sappiamo qual è l’origine di questi mali, non vengono da Dio. Dio non ha creato l’uomo con la tendenza al male e non l’ha creato nemmeno mortale ma lo ha creato costituito in grazia. La coppia originaria era diversa da noi, non era afflitta né dal peccato né dalla morte. Questi mali che ci causano tanta sofferenza e tanta battaglia spirituale per conservare noi stessi sulla giusta via, sono trasmessi dalle origini, per generazioni per cui i figli che nascono hanno il peccato dei progenitori, cioè nascono senza la grazia santificante, senza l’amicizia di Dio e con la tendenza al male; lo sperimentiamo crescendo. Questa è la diagnosi che la Chiesa ci fa basandosi sulla Parola di Dio; Dio stesso ci ha rivelato perché siamo predisposti alla sofferenza, al peccato e alla morte: lo abbiamo ereditato da Adamo. Gli uomini hanno tentato in vari modi di spiegare la natura umana sofferente che è poi l’analisi che fanno le religioni e le letterature del mondo. Il peccato e la morte sono realtà con cui abbiamo a che fare tutti i giorni e che però distruggono l’incanto della vita perché vivere è bello, l’esistenza è meravigliosa ma con questi due mostri accanto (il peccato e la morte) c’è poco da stare tranquilli. Le religioni del mondo, le filosofie, le ideologie sono tutte protese a salvare l’uomo ma finora non si è venuto a capo di nulla. Noi che abbiamo la grazia della fede abbiamo conosciuto l’origine del male proprio perché ce la descrive la Sacra Scrittura, è la catastrofe iniziale del peccato originale che ha ridotto l’uomo in una condizione esistenziale afflitta dal male e dalla morte. In questa condizione tutti noi nasciamo dalle origini della Storia umana e questo è il cammino dell’umanità nel tempo.

Come dice il Catechismo della Chiesa Cattolica, dopo il peccato originale la condizione dell’uomo sulla Terra era terribile, difficile da accettare, era sotto il dominio del male e della morte, di satana. Con il peccato originale satana è diventato il principe di questo mondo, colui che ha cercato di farsi adorare dalle varie religioni, dalle varie idolatrie e che ha cercato di trasformare il mondo in un inferno. Fin dalle origini, però, Dio ha promesso la Salvezza; già nel capitolo III della Genesi Dio ha detto al serpente: «Io porrò inimicizia fra te e la donna, e fra la tua progenie e la progenie di lei; questa progenie ti schiaccerà il capo e tu le ferirai il calcagno» (Gen 3,15). È la promessa della Genesi che illumina la Storia umana; i capitoli III-IV-V della Genesi descrivono la propagazione del male nel mondo, Caino uccide Abele e poi il male, la violenza, la perversione sessuale, la vendetta dilagano nel mondo fino a quando Dio non riesce più a sopportarlo e manda il Diluvio Universale, salva Noè e la sua stirpe perché incomincino una vita nuova, anch’essa però è sempre insidiata da quel male che portiamo dentro di noi. Dio poi sceglie Abramo e poi c’è la Storia della Salvezza che prepara Colui che ci libera dal male che non è un uomo, non è un profeta, non è un santo, è il Verbo Incarnato, è il Figlio di Dio che si è fatto uomo, che ha assunto la nostra natura umana, ha preso su di sé i peccati del mondo e nella sua Passione li ha distrutti con il suo amore e ci ha liberati dal male. Dopo la Passione Cristo appare agli Apostoli nel Cenacolo e dice: «Pace a voi! Come il Padre mi ha mandato, anch’io mando voi». Detto questo, soffiò su di loro e disse: «Ricevete lo Spirito Santo. A chi perdonerete i peccati, saranno perdonati; a chi li riterrete, saranno ritenuti». Lo Spirito Santo è l’amore di Dio che ci purifica, ci fortifica, ci eleva e ci trasforma in nuove creature unendoci a Cristo Gesù Risorto nella sua gloria. Il dono dello Spirito Santo è dunque la medicina che ci guarisce, è l’amore di Dio diffuso nei nostri cuori; questa è la Salvezza cristiana nella sua bellezza, nella sua grandezza, è qualcosa di divino, è una realtà divina. Dio stesso, Santissima Trinità, si è mosso per salvarci dalla schiavitù del demonio: il Padre ha inviato il Figlio, il quale dopo essere entrato in battaglia contro satana e dopo averlo sconfitto, ha riconciliato l’umanità con Dio. Cristo è diventato il Signore, satana non è più il padrone del mondo ma, nonostante ciò, non si arrende e oggi siamo entrati in una fase della Storia già prevista dalla Sacra Scrittura che è quella dei tempi ultimi nella quale satana cerca di riappropriarsi di quello che aveva perduto e che Cristo gli ha strappato.

Noi siamo in questa fase nella quale satana si è preso gran parte del mondo, tant’è vero che la Madonna in un suo Messaggio ha detto: «satana regna» (25 marzo 2020). Siamo entrati nella fase della Storia in cui satana è sciolto dalle catene e cerca di distruggere l’Opera della Redenzione e che, con l’inganno, ha convinto l’umanità a rifiutare la fede cristiana e la Croce, a rifiutare la salvezza che viene dalla fede in Gesù Cristo; satana ha portato l’umanità a rifiutare Gesù Cristo come Figlio di Dio e Redentore del mondo e a rifiutare il dono della Redenzione che è l’amore di Dio. Satana ha incamminato l’umanità sulla via dell’auto-salvezza, di quella salvezza che ci diamo da soli con la nostra intelligenza, con il nostro potere, i nostri soldi, la nostra tecnica. L’umanità sta dando a se stessa la fine del mondo. L’umanità sta dando a se stessa l’autodistruzione. L’umanità sta dando a se stessa l’auto-disperazione.

La caduta dell’uomo nel mondo contemporaneo è chiarissima, siamo davanti a uno spettacolo spaventoso se guardiamo alla realtà storica quotidiana. A livello mondiale e personale il mondo straripa di violenza, di prepotenza e di nefandezze. Se si elimina Cristo, che è l’unico che può vincere satana, se si elimina la forza della grazia e della preghiera il demonio prende campo e costruisce l’inferno proprio come sta facendo oggi. Noi cristiani siamo chiamati a chiederci dove stiamo andando. Nelle Celebrazioni del Triduo Pasquale la Chiesa rivive la Passione e la Resurrezione di Cristo, purtroppo tocca costatare che pochi parteciperanno. Mettiamo Dio al primo posto! Mettiamo la Salvezza cristiana al primo posto! Nella nostra inquietudine, nella nostra sofferenza, nella nostra infelicità ricorriamo le felicità false, le speranze false e gli splendori falsi proprio come ha detto la Regina della pace nel Messaggio del 18 marzo 2026 alla veggente Mirjana.

Di fronte alla vera felicità, alla vera salvezza e al vero splendore che è quello di Cristo Risorto, preferiamo tutto il resto e cioè la felicità falsa, la speranza falsa, lo splendore falso. Chi è causa del suo mal pianga se stesso. Nei giorni che precedono la Pasqua non c’è nulla di più bello, di più grande, di più divino, di più interessante, di più coinvolgente che meditare la Passione del Signore, leggere il Vangelo e interiorizzarlo. C’è anche un bellissimo film, The Passion di Mel Gibson, che ha commosso il mondo e ha riproposto la salvezza cristiana, quella di Cristo che nel cammino del Calvario ha preso su di sé i peccati del mondo, li ha espiato al nostro posto e per nostro amore. Questa è la salvezza cristiana su cui dobbiamo meditare. Dobbiamo ottenere il perdono dei peccati mediante la conversione, il proposito di non peccare più, la Santa Comunione e mediante il dono della pace. La Madonna ha detto che quando ci apriamo a Cristo, accogliamo la sua grazia, sentiamo dentro di noi il suo amore e la sua benedizione. La fede non è un’illusione e nemmeno una costruzione mentale perché se si prega con cuore, se ci si affida a Gesù nelle difficoltà, nelle sofferenze, nelle battaglie spirituali, nei momenti di persecuzione e di incomprensione, si sente la pace che non è un’illusione ma è un benessere divino che ci viene donato, è qualcosa che fa pregustare il Paradiso. Quello che gli atei e quelli che sono indietro nel cammino spirituale non comprendono è che chi parla con Dio si accorge dentro di sé di aver parlato con Dio; chi chiede perdono a Dio con il cuore, sente che è stato perdonato perché la coscienza dopo la Confessione approva, si sente l’approvazione di Dio nel cuore e ci si sente felici, ci si sente già in Paradiso, si diventa persone nuove. La Salvezza cristiana si sperimenta nella vita, nel benessere divino che sentiamo dentro di noi per cui poi, come si dice nella Sacra Scrittura, abbiamo il sonno del giusto di chi è in pace con Dio.

Solamente Cristo ci salva, è l’unico e vero Salvatore e Redentore del mondo. Gesù cammina in mezzo alla gente e i demoni si spaventano e fuggono perché la salvezza è innanzitutto il fatto che Cristo ci strappa dalle grinfie del demonio, spezza le catene della schiavitù con cui satana ci tiene soggetti. Chi fa il peccato è schiavo del peccato ed è schiavo del demonio, è incatenato. Chi ci può liberare dalla potenza di male che è in noi se non Gesù Cristo, la preghiera, la fede?

Quando Gesù passa i demoni fuggono; quando passano i cialtroni che promettono false salvezze i demoni si fregano le mani. Tutti quegli imbonitori pseudointellettuali – che in questi secoli hanno elaborato la sostituzione del Cristianesimo e che hanno detto che la religione è una malattia dell’anima – sono strumenti con cui satana ci ha oscurato e ci ha accecato. So benissimo che questo è un linguaggio raro perché oggi non si parla più di satana; questa è una vittoria per il demonio perché è riuscito a far saper che non esiste, ha ottenuto il massimo così agisce liberamente.

Nei tre giorni della Passione c’era una presenza che non viene nominata ma era stata preannunciata. Quando Gesù ha affrontato satana nel deserto e lo ha vinto mettendolo in fuga, gli Evangelisti dicono che la vera battaglia sarebbe stata nel momento della Passione. Nel momento della Passione satana ha organizzato la morte di Cristo in maniera molto meticolosa. I tre giorni della Passione indicano una trama che non lasciava scampo; leggendo la Passio vediamo che i poteri si sono concentrati, si sono riuniti di nuovo e il figlio di Erode, Pilato e il Sinedrio si sono alleati per eliminare Gesù Cristo. Nella Passio vediamo un piano perfetto dove il potere religioso, quello politico e la folla sono ben diretti da satana che non viene nominato ma è ben presente, è la rivincita della sconfitta che ha avuto nel deserto quando ha cercato di sedurre Gesù con le tre tentazioni. Satana ha compreso perfettamente che non era un profeta ha capito che Gesù è il Figlio di Dio.

La Passione di Cristo è stata organizzata da Lucifero in persona che ha mosso le sue pedine (il figlio di Erode, Pilato e il Sinedrio) e ha sedotto poi tutta la gente. Per quanto riguarda Gerusalemme nei giorni della Passione comandava il demonio; Pilato ha chiesto alla gente di scegliere se liberare Gesù o Barabba, la folla ha gridato “Barabba!” che era un ladro, un poco di buono e hanno scelto di mettere a morte Gesù Cristo.

Viene spontaneo domandarsi dov’erano in quel momento tutte quelle persone che avevano seguito Gesù durante la sua vita, che hanno ascoltato le sue meravigliose Parole di vita eterna, tutti quelli che Gesù ha liberato dai demoni o ha guarito. Dov’era tutta quella gente? I buoni nominati nella Passione del Signore sono ben pochi, non più di cinque o sei persone. A parte Maria e Giovanni ci sono la moglie di Pilato, la Veronica, le pie donne, il buon ladrone, il centurione. Lo spettacolo è quello della folla ululante che sta vivendo una possessione diabolica collettiva. È il tentativo di satana di distruggere Gesù e ogni traccia di quello che ha detto e fatto, architetta una condanna infamante di carattere politico, come se quello di Gesù fosse un messianismo terreno. Gli Apostoli sono sempre rimasti arenati nelle sabbie mobili di un messianismo terreno fino alla fine e si litigavano i primi posti. Quella tentazione con cui satana voleva far cadere Cristo è stata concentrata in quella targhetta che è stata posta sulla croce: Iesus Nazarenus Rex Iudaeorum (Gesù Nazareno re dei Giudei); non hanno detto che Gesù è stato ucciso perché si è proclamato Figlio di Dio e quindi per una ragione trascendente, ma Pilato ha fatto scrivere che Gesù è stato condannato a morte perché si è proclamato re dei Giudei, quindi un messia terreno. È l’estrema menzogna messa in atto da un’organizzazione capillare che solo le porte dell’inferno potevano realizzare. In questo modo satana ha perso.

Nei tre giorni della Passione Gesù è stato una fortezza inespugnabile. Tutti i tentativi di scalfirlo sono risultati inutili. Dopo la prima sconfitta che ha satana ha subito nel deserto, nel momento della Passione satana manifesta tutta la sua forza di distruzione, di odio e di morte e sottomette gli uomini al suo gioco spietato come se fossero burattini. Leggendo la Passio la divinità di Cristo si manifesta con evidenza nel suo volto proprio nel momento della Passione, è lo stesso volto della sindone. È un volto divino dove la sofferenza è santificata, è elevata. Ogni parola, ogni gesto di Gesù durante la Passione è qualcosa di divino, nessun uomo potrà riproporre quello che Gesù ha vissuto e come lo ha vissuto Lui durante la Passione. Si vede un’umanità che non esiste; non è mai esistita e mai esisterà un’umanità come quella di Gesù durante la Passione. Neanche i santi e i martiri possono lontanamente riflettere la gloria divina che si manifesta nel silenzio di Gesù, nelle sue parole, nella fortezza con cui ha sopportato le umiliazioni. Tutto ciò che riguarda la sua persona, le sue parole, i suoi gesti sono qualcosa di sovrumano; non c’è nulla di più grande, di più profondo, di più bello, di più commovente da meditare della Passione di Cristo. Dobbiamo chiedere allo Spirito Santo la grazia di poter leggere, comprendere e capire la gloria di Dio che si manifesta durante la Passione.

Durante la Passione vediamo satana che manifesta quello che è e cioè odio, distruzione, violenza, inganno e morte e lo fa attraverso i suoi che muove come burattini; è una manifestazione dell’inferno come mai è avvenuta perché è stato messo in croce il Figlio di Dio. Dobbiamo renderci conto che la Passione è qualcosa di divino, i gesti e le parole di Gesù sono da meditare. Pensiamo a quando Gesù raccoglie del soldato a cui Pietro lo ha tagliato e glielo rimette; pensiamo alla Veronica, che gli passa un panno sul viso mentre sale il Calvario e sul quale Gesù lascia impresso il suo volto; pensiamo al buon ladrone che gli chiede grazia e perdono e Gesù gli risponde “oggi tu sarai con me in Paradiso”. Non è mai successo qualcosa del genere e mai potrà succedere. In tutto ciò che Gesù dice, in tutto ciò che Gesù è, in tutto ciò che Gesù fa, attraverso la sua santa umanità si manifesta la divinità, si manifestano la dolcezza di Dio, la sua umiltà e il suo amore. Si manifesta anche la fortezza perché non si piega da nessuna parte, non vacilla; cade tre volte lungo la via del Calvario, ma si rialza e riprende, riabbraccia la croce e la porta fino in cima. Non emette un grido durante la flagellazione o durante l’incoronazione di spine. Nella Passione c’è un unico grido ed è quello dell’ultimo istante quando Gesù recita il Salmo 22 dicendo: “Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato?” (Elì, Elì, lemà sabactàni?). Durante la flagellazione, che è qualcosa di terribile, Gesù non ha gridato, ha taciuto. Durante l’incoronazione di spine che gli trafiggono il capo non ha gridato, non si è lamentato, ha taciuto. Da queste cose vediamo la divinità, la maestà, l’umiltà, la grandezza, l’amore di Dio.

Pensiamo al momento in cui gli vengono messi i chiodi che gli trapassano le mani e i piedi, Gesù tace, non si contorce. Una forza divina lo sorregge, è la forza della pienezza di grazia di cui Gesù è ricolmo. Con questo amore e con questa umiltà con cui ha abbracciato tutto questo e lo ha sopportato, ha dato quella risposta che ha annientato satana: Gesù con il bene ha distrutto il male, con l’amore ha distrutto l’odio, con la verità ha distrutto la menzogna, con la sincerità e la dolcezza ha distrutto la malvagità e la violenza degli esseri umani. È questo che dobbiamo vedere. È così che è stato guarito l’uomo.

Si combatte contro il potere del male come ha fatto Gesù, affidandoci a Lui, sperando in Lui, aggrappandoci a Lui. È questa la forza che dobbiamo prendere anche nel tempo delle prove che verranno per noi, quando ci sarà la prova per la Chiesa. Anche noi, come Gesù, non dobbiamo vacillare, dobbiamo rimanere aggrappati a Dio, non dobbiamo tentennare, non dobbiamo voltare le spalle, non dobbiamo cadere prostrati. Mai arrendersi al male per nessun motivo! Il demonio è una belva feroce, se ci possiede non ci vuole lasciare. Ci conficca le unghie nel collo pur di trattenerci e pur di distruggerci. Apriamo gli occhi. Guardiamo a chi ci ha salvato, a chi ha sofferto per noi, a chi col suo amore ha amato anche al nostro posto, a chi ha testimoniato al nostro posto. Abbeveriamoci a questa fonte di grazia che è il Suo Cuore trafitto durante la Passione.

È così che è avvenuta la salvezza dell’uomo. Il Padre è infinito amore, ci ha creati a sua immagine, ma satana ci ha sedotti e chi ha fatto suoi. Dio non ha abbandonato le sue creature, ha inviato il Figlio perché ci facesse uomo. In mezzo alla malvagità umana, in mezzo a quell’inferno che satana si è costruito sulla Terra, il Figlio di Dio ha seminato amore, verità, pace, compassione e perdono, ha distrutto il potere delle tenebre e ci ha liberati. Gesù ci ha liberati in tutta la sua vita ma soprattutto nel Venerdì Santo perché col suo amore ha distrutto il male col quale satana ha riempito il mondo. È una vittoria che è per sempre per cui è una sconfitta anche il tentativo attuale di satana che è la massima impostura anticristica che ci ha distolto gli occhi e il cuore a Gesù Cristo.

Eravamo di Gesù Cristo e siamo diventati proprietà di Lucifero. Abbiamo veramente rifiutato la vera salvezza che viene dalla Croce. Il tempo dei Segreti è un momento importante perché ci sarà la selezione; ciascuno di noi sarà chiamato a scegliere a chi credere: se a satana e i suoi rappresentanti o a Cristo e i suoi rappresentanti che sono Maria e la Chiesa. Dovremo fare le scelte. Apriamo gli occhi finché siamo in tempo. Se si muore senza Cristo e senza fede si è perduti eternamente. Chi crederà si salverà, chi non crederà si perderà. Queste sono le scelte importanti della vita. Chi crede e muore nella fede sarà eternamente felice con Dio, chi non crede e rifiuta la fede sarà eternamente infelice con satana.

Andiamo all’essenziale. Prendiamo in mano il Crocifisso e meditiamo su Gesù durante la Passione, sulla sua dignità regale, sul suo silenzio, sulle sue parole, sulla sua resistenza al dolore, sulla sua umiltà nel disprezzo, sulla sua compassione per la folla inferocita che lo mette a morte, sul perdono per i suoi crocifissori. Sono le cose più sublimi mai apparse sulla faccia della Terra e le troviamo nei Vangeli, è Parola di Dio. Torniamo a cibarci delle Parole di vita eterna. Gesù ha redento l’umanità intera dalla potenza del male con la sua vita, con la sua testimonianza della verità, con la sua umiltà, con la sua compassione, con il suo amore smisurato.

Con la sua dolorosa Passione e la sua gloriosa Resurrezione il Figlio di Dio ha vinto il peccato e la morte e ci ha liberato dalla schiavitù delle potenze dell’inferno. Com’è possibile che i nostri contemporanei abbiano abbandonato il loro Salvatore per ritornare sotto l’antica schiavitù del serpente antico? La Madonna, sede della sapienza, in tutti questi anni ci ha fatto capire che l’umanità ha tradito Cristo ed è tornata sotto il potere di satana. Abbiamo rifiutato Cristo e la salvezza che viene dalla Croce e abbiamo scelto delle varie forme di paganesimo. Rifiutando Cristo e seguendo il paganesimo attuale finiremo “maledetti nel fuoco eterno”. Alla fine della vita saremo giudicati sul bene e sul male, su chi abbiamo seguito se Cristo o satana. Siamo al bivio, scegliamo. Scegliamo Colui che per nostro amore ha portato la croce sulle sue spalle, si è lasciato inchiodare e dalla croce ha invocato il perdono del Padre sull’intera umanità e poi è risorto glorioso dai morti.

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