Viviamo in un passaggio storico molto particolare che è quello della grande impostura anticristica. Si tratta di un fenomeno che cambia la situazione dopo duemila anni di Storia della Chiesa; siamo arrivati al punto che nei Paesi di antica cristianità la fede è entrata in crisi, è stata messa sotto processo in un certo senso, è stata ritenuta un’alienazione, qualcosa di inefficacie per risolvere i problemi della vita. La nuova religione sarebbe quella che mette l’uomo al posto di Dio e di eliminarlo una volta per tutte, prendere coscienza che l’uomo è Dio e quindi può guarire da se stesso i mali che ha ereditato nel corso della Storia e cioè il peccato e la morte. Il peccato è la cattiveria che è nell’uomo, la morte è qualcosa che va al di là della nullificazione, è la perversione dell’essere umano, è la sua trasformazione in un essere perverso.
Noi come credenti sappiamo qual è l’origine di questi mali, non vengono da Dio. Dio non ha creato l’uomo con la tendenza al male e non l’ha creato nemmeno mortale ma lo ha creato costituito in grazia. La coppia originaria era diversa da noi, non era afflitta né dal peccato né dalla morte. Questi mali che ci causano tanta sofferenza e tanta battaglia spirituale per conservare noi stessi sulla giusta via, sono trasmessi dalle origini, per generazioni per cui i figli che nascono hanno il peccato dei progenitori, cioè nascono senza la grazia santificante, senza l’amicizia di Dio e con la tendenza al male; lo sperimentiamo crescendo. Questa è la diagnosi che la Chiesa ci fa basandosi sulla Parola di Dio; Dio stesso ci ha rivelato perché siamo predisposti alla sofferenza, al peccato e alla morte: lo abbiamo ereditato da Adamo. Gli uomini hanno tentato in vari modi di spiegare la natura umana sofferente che è poi l’analisi che fanno le religioni e le letterature del mondo. Il peccato e la morte sono realtà con cui abbiamo a che fare tutti i giorni e che però distruggono l’incanto della vita perché vivere è bello, l’esistenza è meravigliosa ma con questi due mostri accanto (il peccato e la morte) c’è poco da stare tranquilli. Le religioni del mondo, le filosofie, le ideologie sono tutte protese a salvare l’uomo ma finora non si è venuto a capo di nulla. Noi che abbiamo la grazia della fede abbiamo conosciuto l’origine del male proprio perché ce la descrive la Sacra Scrittura, è la catastrofe iniziale del peccato originale che ha ridotto l’uomo in una condizione esistenziale afflitta dal male e dalla morte. In questa condizione tutti noi nasciamo dalle origini della Storia umana e questo è il cammino dell’umanità nel tempo.
Come dice il Catechismo della Chiesa Cattolica, dopo il peccato originale la condizione dell’uomo sulla Terra era terribile, difficile da accettare, era sotto il dominio del male e della morte, di satana. Con il peccato originale satana è diventato il principe di questo mondo, colui che ha cercato di farsi adorare dalle varie religioni, dalle varie idolatrie e che ha cercato di trasformare il mondo in un inferno. Fin dalle origini, però, Dio ha promesso la Salvezza; già nel capitolo III della Genesi Dio ha detto al serpente: «Io porrò inimicizia fra te e la donna, e fra la tua progenie e la progenie di lei; questa progenie ti schiaccerà il capo e tu le ferirai il calcagno» (Gen 3,15). È la promessa della Genesi che illumina la Storia umana; i capitoli III-IV-V della Genesi descrivono la propagazione del male nel mondo, Caino uccide Abele e poi il male, la violenza, la perversione sessuale, la vendetta dilagano nel mondo fino a quando Dio non riesce più a sopportarlo e manda il Diluvio Universale, salva Noè e la sua stirpe perché incomincino una vita nuova, anch’essa però è sempre insidiata da quel male che portiamo dentro di noi. Dio poi sceglie Abramo e poi c’è la Storia della Salvezza che prepara Colui che ci libera dal male che non è un uomo, non è un profeta, non è un santo, è il Verbo Incarnato, è il Figlio di Dio che si è fatto uomo, che ha assunto la nostra natura umana, ha preso su di sé i peccati del mondo e nella sua Passione li ha distrutti con il suo amore e ci ha liberati dal male. Dopo la Passione Cristo appare agli Apostoli nel Cenacolo e dice: «Pace a voi! Come il Padre mi ha mandato, anch’io mando voi». Detto questo, soffiò su di loro e disse: «Ricevete lo Spirito Santo. A chi perdonerete i peccati, saranno perdonati; a chi li riterrete, saranno ritenuti». Lo Spirito Santo è l’amore di Dio che ci purifica, ci fortifica, ci eleva e ci trasforma in nuove creature unendoci a Cristo Gesù Risorto nella sua gloria. Il dono dello Spirito Santo è dunque la medicina che ci guarisce, è l’amore di Dio diffuso nei nostri cuori; questa è la Salvezza cristiana nella sua bellezza, nella sua grandezza, è qualcosa di divino, è una realtà divina. Dio stesso, Santissima Trinità, si è mosso per salvarci dalla schiavitù del demonio: il Padre ha inviato il Figlio, il quale dopo essere entrato in battaglia contro satana e dopo averlo sconfitto, ha riconciliato l’umanità con Dio. Cristo è diventato il Signore, satana non è più il padrone del mondo ma, nonostante ciò, non si arrende e oggi siamo entrati in una fase della Storia già prevista dalla Sacra Scrittura che è quella dei tempi ultimi nella quale satana cerca di riappropriarsi di quello che aveva perduto e che Cristo gli ha strappato.
Noi siamo in questa fase nella quale satana si è preso gran parte del mondo, tant’è vero che la Madonna in un suo Messaggio ha detto: «satana regna» (25 marzo 2020). Siamo entrati nella fase della Storia in cui satana è sciolto dalle catene e cerca di distruggere l’Opera della Redenzione e che, con l’inganno, ha convinto l’umanità a rifiutare la fede cristiana e la Croce, a rifiutare la salvezza che viene dalla fede in Gesù Cristo; satana ha portato l’umanità a rifiutare Gesù Cristo come Figlio di Dio e Redentore del mondo e a rifiutare il dono della Redenzione che è l’amore di Dio. Satana ha incamminato l’umanità sulla via dell’auto-salvezza, di quella salvezza che ci diamo da soli con la nostra intelligenza, con il nostro potere, i nostri soldi, la nostra tecnica. L’umanità sta dando a se stessa la fine del mondo. L’umanità sta dando a se stessa l’autodistruzione. L’umanità sta dando a se stessa l’auto-disperazione.
La caduta dell’uomo nel mondo contemporaneo è chiarissima, siamo davanti a uno spettacolo spaventoso se guardiamo alla realtà storica quotidiana. A livello mondiale e personale il mondo straripa di violenza, di prepotenza e di nefandezze. Se si elimina Cristo, che è l’unico che può vincere satana, se si elimina la forza della grazia e della preghiera il demonio prende campo e costruisce l’inferno proprio come sta facendo oggi. Noi cristiani siamo chiamati a chiederci dove stiamo andando. Nelle Celebrazioni del Triduo Pasquale la Chiesa rivive la Passione e la Resurrezione di Cristo, purtroppo tocca costatare che pochi parteciperanno. Mettiamo Dio al primo posto! Mettiamo la Salvezza cristiana al primo posto! Nella nostra inquietudine, nella nostra sofferenza, nella nostra infelicità ricorriamo le felicità false, le speranze false e gli splendori falsi proprio come ha detto la Regina della pace nel Messaggio del 18 marzo 2026 alla veggente Mirjana.
Di fronte alla vera felicità, alla vera salvezza e al vero splendore che è quello di Cristo Risorto, preferiamo tutto il resto e cioè la felicità falsa, la speranza falsa, lo splendore falso. Chi è causa del suo mal pianga se stesso. Nei giorni che precedono la Pasqua non c’è nulla di più bello, di più grande, di più divino, di più interessante, di più coinvolgente che meditare la Passione del Signore, leggere il Vangelo e interiorizzarlo. C’è anche un bellissimo film, The Passion di Mel Gibson, che ha commosso il mondo e ha riproposto la salvezza cristiana, quella di Cristo che nel cammino del Calvario ha preso su di sé i peccati del mondo, li ha espiato al nostro posto e per nostro amore. Questa è la salvezza cristiana su cui dobbiamo meditare. Dobbiamo ottenere il perdono dei peccati mediante la conversione, il proposito di non peccare più, la Santa Comunione e mediante il dono della pace. La Madonna ha detto che quando ci apriamo a Cristo, accogliamo la sua grazia, sentiamo dentro di noi il suo amore e la sua benedizione. La fede non è un’illusione e nemmeno una costruzione mentale perché se si prega con cuore, se ci si affida a Gesù nelle difficoltà, nelle sofferenze, nelle battaglie spirituali, nei momenti di persecuzione e di incomprensione, si sente la pace che non è un’illusione ma è un benessere divino che ci viene donato, è qualcosa che fa pregustare il Paradiso. Quello che gli atei e quelli che sono indietro nel cammino spirituale non comprendono è che chi parla con Dio si accorge dentro di sé di aver parlato con Dio; chi chiede perdono a Dio con il cuore, sente che è stato perdonato perché la coscienza dopo la Confessione approva, si sente l’approvazione di Dio nel cuore e ci si sente felici, ci si sente già in Paradiso, si diventa persone nuove. La Salvezza cristiana si sperimenta nella vita, nel benessere divino che sentiamo dentro di noi per cui poi, come si dice nella Sacra Scrittura, abbiamo il sonno del giusto di chi è in pace con Dio.
Solamente Cristo ci salva, è l’unico e vero Salvatore e Redentore del mondo. Gesù cammina in mezzo alla gente e i demoni si spaventano e fuggono perché la salvezza è innanzitutto il fatto che Cristo ci strappa dalle grinfie del demonio, spezza le catene della schiavitù con cui satana ci tiene soggetti. Chi fa il peccato è schiavo del peccato ed è schiavo del demonio, è incatenato. Chi ci può liberare dalla potenza di male che è in noi se non Gesù Cristo, la preghiera, la fede?
Quando Gesù passa i demoni fuggono; quando passano i cialtroni che promettono false salvezze i demoni si fregano le mani. Tutti quegli imbonitori pseudointellettuali – che in questi secoli hanno elaborato la sostituzione del Cristianesimo e che hanno detto che la religione è una malattia dell’anima – sono strumenti con cui satana ci ha oscurato e ci ha accecato. So benissimo che questo è un linguaggio raro perché oggi non si parla più di satana; questa è una vittoria per il demonio perché è riuscito a far saper che non esiste, ha ottenuto il massimo così agisce liberamente.
Nei tre giorni della Passione c’era una presenza che non viene nominata ma era stata preannunciata. Quando Gesù ha affrontato satana nel deserto e lo ha vinto mettendolo in fuga, gli Evangelisti dicono che la vera battaglia sarebbe stata nel momento della Passione. Nel momento della Passione satana ha organizzato la morte di Cristo in maniera molto meticolosa. I tre giorni della Passione indicano una trama che non lasciava scampo; leggendo la Passio vediamo che i poteri si sono concentrati, si sono riuniti di nuovo e il figlio di Erode, Pilato e il Sinedrio si sono alleati per eliminare Gesù Cristo. Nella Passio vediamo un piano perfetto dove il potere religioso, quello politico e la folla sono ben diretti da satana che non viene nominato ma è ben presente, è la rivincita della sconfitta che ha avuto nel deserto quando ha cercato di sedurre Gesù con le tre tentazioni. Satana ha compreso perfettamente che non era un profeta ha capito che Gesù è il Figlio di Dio.
La Passione di Cristo è stata organizzata da Lucifero in persona che ha mosso le sue pedine (il figlio di Erode, Pilato e il Sinedrio) e ha sedotto poi tutta la gente. Per quanto riguarda Gerusalemme nei giorni della Passione comandava il demonio; Pilato ha chiesto alla gente di scegliere se liberare Gesù o Barabba, la folla ha gridato “Barabba!” che era un ladro, un poco di buono e hanno scelto di mettere a morte Gesù Cristo.
Viene spontaneo domandarsi dov’erano in quel momento tutte quelle persone che avevano seguito Gesù durante la sua vita, che hanno ascoltato le sue meravigliose Parole di vita eterna, tutti quelli che Gesù ha liberato dai demoni o ha guarito. Dov’era tutta quella gente? I buoni nominati nella Passione del Signore sono ben pochi, non più di cinque o sei persone. A parte Maria e Giovanni ci sono la moglie di Pilato, la Veronica, le pie donne, il buon ladrone, il centurione. Lo spettacolo è quello della folla ululante che sta vivendo una possessione diabolica collettiva. È il tentativo di satana di distruggere Gesù e ogni traccia di quello che ha detto e fatto, architetta una condanna infamante di carattere politico, come se quello di Gesù fosse un messianismo terreno. Gli Apostoli sono sempre rimasti arenati nelle sabbie mobili di un messianismo terreno fino alla fine e si litigavano i primi posti. Quella tentazione con cui satana voleva far cadere Cristo è stata concentrata in quella targhetta che è stata posta sulla croce: Iesus Nazarenus Rex Iudaeorum (Gesù Nazareno re dei Giudei); non hanno detto che Gesù è stato ucciso perché si è proclamato Figlio di Dio e quindi per una ragione trascendente, ma Pilato ha fatto scrivere che Gesù è stato condannato a morte perché si è proclamato re dei Giudei, quindi un messia terreno. È l’estrema menzogna messa in atto da un’organizzazione capillare che solo le porte dell’inferno potevano realizzare. In questo modo satana ha perso.
Nei tre giorni della Passione Gesù è stato una fortezza inespugnabile. Tutti i tentativi di scalfirlo sono risultati inutili. Dopo la prima sconfitta che ha satana ha subito nel deserto, nel momento della Passione satana manifesta tutta la sua forza di distruzione, di odio e di morte e sottomette gli uomini al suo gioco spietato come se fossero burattini. Leggendo la Passio la divinità di Cristo si manifesta con evidenza nel suo volto proprio nel momento della Passione, è lo stesso volto della sindone. È un volto divino dove la sofferenza è santificata, è elevata. Ogni parola, ogni gesto di Gesù durante la Passione è qualcosa di divino, nessun uomo potrà riproporre quello che Gesù ha vissuto e come lo ha vissuto Lui durante la Passione. Si vede un’umanità che non esiste; non è mai esistita e mai esisterà un’umanità come quella di Gesù durante la Passione. Neanche i santi e i martiri possono lontanamente riflettere la gloria divina che si manifesta nel silenzio di Gesù, nelle sue parole, nella fortezza con cui ha sopportato le umiliazioni. Tutto ciò che riguarda la sua persona, le sue parole, i suoi gesti sono qualcosa di sovrumano; non c’è nulla di più grande, di più profondo, di più bello, di più commovente da meditare della Passione di Cristo. Dobbiamo chiedere allo Spirito Santo la grazia di poter leggere, comprendere e capire la gloria di Dio che si manifesta durante la Passione.
Durante la Passione vediamo satana che manifesta quello che è e cioè odio, distruzione, violenza, inganno e morte e lo fa attraverso i suoi che muove come burattini; è una manifestazione dell’inferno come mai è avvenuta perché è stato messo in croce il Figlio di Dio. Dobbiamo renderci conto che la Passione è qualcosa di divino, i gesti e le parole di Gesù sono da meditare. Pensiamo a quando Gesù raccoglie del soldato a cui Pietro lo ha tagliato e glielo rimette; pensiamo alla Veronica, che gli passa un panno sul viso mentre sale il Calvario e sul quale Gesù lascia impresso il suo volto; pensiamo al buon ladrone che gli chiede grazia e perdono e Gesù gli risponde “oggi tu sarai con me in Paradiso”. Non è mai successo qualcosa del genere e mai potrà succedere. In tutto ciò che Gesù dice, in tutto ciò che Gesù è, in tutto ciò che Gesù fa, attraverso la sua santa umanità si manifesta la divinità, si manifestano la dolcezza di Dio, la sua umiltà e il suo amore. Si manifesta anche la fortezza perché non si piega da nessuna parte, non vacilla; cade tre volte lungo la via del Calvario, ma si rialza e riprende, riabbraccia la croce e la porta fino in cima. Non emette un grido durante la flagellazione o durante l’incoronazione di spine. Nella Passione c’è un unico grido ed è quello dell’ultimo istante quando Gesù recita il Salmo 22 dicendo: “Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato?” (Elì, Elì, lemà sabactàni?). Durante la flagellazione, che è qualcosa di terribile, Gesù non ha gridato, ha taciuto. Durante l’incoronazione di spine che gli trafiggono il capo non ha gridato, non si è lamentato, ha taciuto. Da queste cose vediamo la divinità, la maestà, l’umiltà, la grandezza, l’amore di Dio.
Pensiamo al momento in cui gli vengono messi i chiodi che gli trapassano le mani e i piedi, Gesù tace, non si contorce. Una forza divina lo sorregge, è la forza della pienezza di grazia di cui Gesù è ricolmo. Con questo amore e con questa umiltà con cui ha abbracciato tutto questo e lo ha sopportato, ha dato quella risposta che ha annientato satana: Gesù con il bene ha distrutto il male, con l’amore ha distrutto l’odio, con la verità ha distrutto la menzogna, con la sincerità e la dolcezza ha distrutto la malvagità e la violenza degli esseri umani. È questo che dobbiamo vedere. È così che è stato guarito l’uomo.
Si combatte contro il potere del male come ha fatto Gesù, affidandoci a Lui, sperando in Lui, aggrappandoci a Lui. È questa la forza che dobbiamo prendere anche nel tempo delle prove che verranno per noi, quando ci sarà la prova per la Chiesa. Anche noi, come Gesù, non dobbiamo vacillare, dobbiamo rimanere aggrappati a Dio, non dobbiamo tentennare, non dobbiamo voltare le spalle, non dobbiamo cadere prostrati. Mai arrendersi al male per nessun motivo! Il demonio è una belva feroce, se ci possiede non ci vuole lasciare. Ci conficca le unghie nel collo pur di trattenerci e pur di distruggerci. Apriamo gli occhi. Guardiamo a chi ci ha salvato, a chi ha sofferto per noi, a chi col suo amore ha amato anche al nostro posto, a chi ha testimoniato al nostro posto. Abbeveriamoci a questa fonte di grazia che è il Suo Cuore trafitto durante la Passione.
È così che è avvenuta la salvezza dell’uomo. Il Padre è infinito amore, ci ha creati a sua immagine, ma satana ci ha sedotti e chi ha fatto suoi. Dio non ha abbandonato le sue creature, ha inviato il Figlio perché ci facesse uomo. In mezzo alla malvagità umana, in mezzo a quell’inferno che satana si è costruito sulla Terra, il Figlio di Dio ha seminato amore, verità, pace, compassione e perdono, ha distrutto il potere delle tenebre e ci ha liberati. Gesù ci ha liberati in tutta la sua vita ma soprattutto nel Venerdì Santo perché col suo amore ha distrutto il male col quale satana ha riempito il mondo. È una vittoria che è per sempre per cui è una sconfitta anche il tentativo attuale di satana che è la massima impostura anticristica che ci ha distolto gli occhi e il cuore a Gesù Cristo.
Eravamo di Gesù Cristo e siamo diventati proprietà di Lucifero. Abbiamo veramente rifiutato la vera salvezza che viene dalla Croce. Il tempo dei Segreti è un momento importante perché ci sarà la selezione; ciascuno di noi sarà chiamato a scegliere a chi credere: se a satana e i suoi rappresentanti o a Cristo e i suoi rappresentanti che sono Maria e la Chiesa. Dovremo fare le scelte. Apriamo gli occhi finché siamo in tempo. Se si muore senza Cristo e senza fede si è perduti eternamente. Chi crederà si salverà, chi non crederà si perderà. Queste sono le scelte importanti della vita. Chi crede e muore nella fede sarà eternamente felice con Dio, chi non crede e rifiuta la fede sarà eternamente infelice con satana.
Andiamo all’essenziale. Prendiamo in mano il Crocifisso e meditiamo su Gesù durante la Passione, sulla sua dignità regale, sul suo silenzio, sulle sue parole, sulla sua resistenza al dolore, sulla sua umiltà nel disprezzo, sulla sua compassione per la folla inferocita che lo mette a morte, sul perdono per i suoi crocifissori. Sono le cose più sublimi mai apparse sulla faccia della Terra e le troviamo nei Vangeli, è Parola di Dio. Torniamo a cibarci delle Parole di vita eterna. Gesù ha redento l’umanità intera dalla potenza del male con la sua vita, con la sua testimonianza della verità, con la sua umiltà, con la sua compassione, con il suo amore smisurato.
Con la sua dolorosa Passione e la sua gloriosa Resurrezione il Figlio di Dio ha vinto il peccato e la morte e ci ha liberato dalla schiavitù delle potenze dell’inferno. Com’è possibile che i nostri contemporanei abbiano abbandonato il loro Salvatore per ritornare sotto l’antica schiavitù del serpente antico? La Madonna, sede della sapienza, in tutti questi anni ci ha fatto capire che l’umanità ha tradito Cristo ed è tornata sotto il potere di satana. Abbiamo rifiutato Cristo e la salvezza che viene dalla Croce e abbiamo scelto delle varie forme di paganesimo. Rifiutando Cristo e seguendo il paganesimo attuale finiremo “maledetti nel fuoco eterno”. Alla fine della vita saremo giudicati sul bene e sul male, su chi abbiamo seguito se Cristo o satana. Siamo al bivio, scegliamo. Scegliamo Colui che per nostro amore ha portato la croce sulle sue spalle, si è lasciato inchiodare e dalla croce ha invocato il perdono del Padre sull’intera umanità e poi è risorto glorioso dai morti.