La Madonna è stata intimamente associata alla Passione di Suo Figlio perché proprio in quei tre giorni è avvenuta la Redenzione del mondo e Lei ha cooperato in modo straordinario. La Madre è stata fin dall’inizio associata al Figlio, già nella promessa che Dio ha fatto quando ha detto che non avrebbe abbandonato l’umanità ma l’avrebbe redenta col suo amore. Fin dall’inizio questa profezia illumina tutto l’Antico Testamento fino alla Redenzione e associa la Madre al Figlio in un modo indissolubile.
Non esiste nessun momento del piano di Dio in cui il Figlio e la Madre non siano insieme. Nella profezia della Genesi sono insieme, così come nella profezia di Isaia, dal momento dell’Incarnazione sono sempre stati insieme. Anche nel momento in cui il Figlio ha lasciato questa vita la Madonna credeva che sarebbe risorto.
Nell’Opera della Redenzione del mondo il Figlio e la Madre sono sempre stati insieme. Assunta in Cielo la Madonna è accanto al Figlio nel governo del mondo. Maria Regina coopera ancora all’Opera della Redenzione. La Madonna è sempre stata con Gesù, è un’endiadi indissolubile, non si può parlare della Madre senza parlare del Figlio e viceversa. La Madre e il Figlio sono uniti in maniera indissolubile nell’Opera della Redenzione. Adamo ed Eva hanno trascinato l’umanità nella rovina e a loro si contrappongono Cristo e Maria che hanno restaurato il piano di Dio e lo hanno portato nell’attuazione più straordinaria che è quella del nostro approdo nel cuore della Santissima Trinità che è il nostro destino in Cielo.
Nel piano di Dio la Madre e il Figlio sono sempre insieme. Nella Passione, in particolare, Maria è sempre accanto a Gesù e possiamo ben dire che la Passione del Figlio è stata rivissuta completamente dalla Madre. La Madonna è stata sempre presente accanto a Gesù anche nel Venerdì Santo, mentre la folla urlava Crucifige!, quando è salito sul Calvario sotto il peso della croce, quando è stato crocifisso, quando è stato deposto nel sepolcro e quando la pietra è stata spinta per sigillarne l’ingresso. Tutta la sofferenza spirituale che Gesù ha provato nei giorni della Passione è stata vissuta anche da sua Madre. La Madonna non si è mai lamentata, era ai piedi della Croce sofferente ma offriva il sacrificio del Figlio al Padre e allo stesso tempo offriva se stessa. In quel momento tremendo, mentre tutti avevano perso la fede, Maria credeva sotto la Croce ed era con Suo Figlio. Solamente in Cielo sapremo chi è Maria, è un mistero che qui sulla Terra non riusciamo a comprendere pienamente.
Maria è stata associata fin dalle origini in modo unico e sublime all’Opera della Redenzione. La Madonna ha partecipato all’Opera della Redenzione di Suo Figlio in modo unico e straordinario. Il piano divino della Salvezza prevede l’intima unione del Figlio con la Madre. Come diceva San Bernardo De Maria numquam satis, di Maria non si dice mai abbastanza, è talmente grande che va al di là di qualsiasi nostra formulazione, è un mistero unico. È una creatura piena di grazia. Maria è quello che è per grazia di Dio e per corrispondenza alla grazia, ma è un mistero talmente grande che lo comprenderemo in Cielo.
Il Concilio di Efeso (431 d.C.) ha definito Maria “Madre di Dio”, se c’è un termine incredibilmente ardito con cui la Madonna è stata definita è proprio questo. È una definizione conciliare che ha voluto chiarire che, siccome Gesù è Dio e siccome il Verbo di è fatto carne nel grembo della Vergine Maria, l’espressione Madre di Dio è la più adeguata a definire Maria. Come Gesù viene chiamato nuovo Adamo e quindi capostipite della nuova stirpe dei figli di Dio, così Maria è la nuova Eva; l’unione del nuovo Adamo e della nuova Eva controbilancia la prima coppia di peccatori che sono i nostri progenitori che hanno trascinato l’umanità nella rovina. Questa intima unione della Madre con il Figlio controbilancia quella dei progenitori che hanno peccato insieme. Maria e Gesù hanno cooperato insieme all’Opera della Redenzione; San Giovanni Paolo II diceva che Maria è tutta orientata al Figlio. Maria non oscura il Figlio, anzi, più si è devoti alla Madonna e più si è devoti a Gesù. La Madre è proprio la via che porta al Figlio, è la realtà esistenziale del cammino di santità.
Fin dalla Genesi la Madre è associata al Figlio e insieme controbilanciano la prima coppia originaria che è precipitata nel peccato. Questa straordinaria unione della Madre con il Figlio è anche nella profezia messianica più importante che noi abbiamo nell’Antico Testamento e ripresa dal Vangelo di Matteo quando l’evangelista cita Isaia: Ecco, la vergine concepirà e partorirà un figlio che sarà chiamato Emmanuele, che significa Dio con noi (Mt 1,23). La profezia di Isaia citata da Matteo è straordinaria, si afferma che una vergine a concepire e a dare alla luce il Messia che è il Figlio di Dio perché viene chiamato Emmanuele. In questa straordinaria profezia sull’Incarnazione del Verbo è associata la Vergine Maria. Queste profezie sono luci straordinarie che ci dicono come la Storia della Salvezza sia guidata dallo Spirito Santo.
Il Nuovo Testamento inizia proprio con l’Annunciazione dove l’associazione della Madre con il Figlio avviene proprio nel concepimento per opera dello Spirito Santo. Nel Nuovo Testamento, dal momento del concepimento, il Figlio e la Madre sono uniti per sempre, eternamente, non si potranno mai separare perché Gesù sarà per sempre il Figlio di Maria e lei sarà sempre sua Madre. La Madonna e Gesù sono legati in maniera strutturale, inscindibile. Madre e Figlio non si possono separare. L’Annunciazione manifesta lo stretto legame della Madre con il Figlio nell’Opera della Salvezza del mondo. L’Annunciazione è un evento di grazia di cui Dio prende l’iniziativa ma per realizzarsi ha bisogno del sì di Maria. È nel momento in cui la Madonna dice sì alla volontà di Dio che viene investita dallo Spirito Santo; ha concepito il Figlio dopo il suo sì e da quel momento sono rimasti sempre insieme.
Accettando l’evento dell’Incarnazione che avviene dentro di lei, la Madonna accetta di essere intimamente unita alla missione redentrice del Figlio. Ai piedi della Croce Maria pronuncia il suo sì conclusivo all’Opera della Redenzione che si compie con il sacrificio di Cristo. Il sì di Maria nel momento dell’Incarnazione si prolunga per tutto il tempo della sua vita; è un sì con il quale ha aderito al Figlio e alla sua missione. Da allora la Madonna vive solo in funzione del Figlio e della sua missione. La Madonna va a Betlemme per realizzare la profezia ripresa nel Vangelo di Matteo: “E tu,Betlemme, terra di Giuda, non sei davvero il più piccolo capoluogo di Giuda: da te uscirà infatti un capo che pascerà il mio popolo, Israele” (Mt 2,6). La vita di Maria è tutta legata al Figlio ed è sempre presente in ogni momento.
Di ritorno dall’Egitto la Madonna perde di vista Gesù che aveva dodici anni ed era nel tempio a parlare delle Sacre Scritture. In quei tre giorni la Madonna lo aveva perso e preannunciano i tre giorni della Passione in cui in qualche modo la Madre non aveva più la possibilità di stare accanto al Figlio, poteva solamente stare ai piedi della Croce. In realtà la Madonna era la colonna portante che sosteneva l’umanità del Figlio con la sua testimonianza di fede e con la preghiera. Il sì di Maria è dunque un passaggio fondamentale per l’Incarnazione del Verbo. Maria con il suo sì accetta di essere intimamente unita alla missione redentrice del Figlio. Il sì di Maria include fin dal principio la presenza della Croce che lei stessa deve affrontare come Madre.
Dio ha rivelato alla Madonna la sua missione in un modo particolare, non tutta insieme. Si tratta di un’osservazione fatta da San Giovanni Paolo II che personalmente trovo molto interessante. Papa Wojtyla diceva che l’Annunciazione a Maria è narrata nel Vangelo di Luca da cui emerge l’annunciazione della gloria del Messia: “Ecco concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù. Sarà grande e chiamato Figlio dell’Altissimo; il Signore Dio gli darà il trono di Davide suo padre e regnerà per sempre sulla casa di Giacobbe e il suo regno non avrà fine”. In quel momento viene preannunciata la gloria del Messia, anche se la Madonna ha sperimentato subito la possibilità della Croce perché se Giuseppe non fosse stato l’uomo giusto che era e l’avesse denunciata, Maria avrebbe potuta essere lapidata per aver concepito un figlio nell’infedeltà del fidanzamento. Per adulterio era prevista la lapidazione. Ma Giuseppe era un uomo giusto, ha pensato di ripudiarla in segreto, ma è stato fermato da un angelo: Giuseppe suo sposo, che era giusto e non voleva ripudiarla, decise di licenziarla in segreto. Mentre però stava pensando a queste cose, ecco che gli apparve in sogno un angelo del Signore e gli disse: «Giuseppe, figlio di Davide, non temere di prendere con te Maria, tua sposa, perché quel che è generato in lei viene dallo Spirito Santo. Essa partorirà un figlio e tu lo chiamerai Gesù: egli, infatti, salverà il suo popolo dai suoi peccati» (Mt 1, 19-21).
La Croce non faceva parte della prima rivelazione che l’arcangelo Gabriele ha fatto a Maria. È stato San Giovanni Paolo II a chiamare “l’Annunciazione della Croce” il momento in cui Maria e Giuseppe hanno presentato Gesù al tempio e Simeone ha annunciato a Maria la “spada del dolore” (Lc 2,35) un annuncio che introduce Maria nel mistero della Croce. Dopo i quaranta giorni di purificazione la Madonna era andata al tempio con Giuseppe, lì c’era un uomo di nome Simeone che prese tra le braccia Gesù e benedisse Dio. Poi rivolgendosi a Maria disse: «Egli è qui per la rovina e la risurrezione di molti in Israele, segno di contraddizione perché siano svelati i pensieri di molti cuori. E anche a te una spada trafiggerà l’anima» (cfr Mt 1, 19-21).
Quando Gesù aveva poche settimane di vita la Madonna vede dischiudersi davanti a sé la profezia di Simeone che predice il rifiuto e la condanna nei confronti di Suo Figlio. La Madonna fin dall’inizio scopre la missione del Figlio che è quella di essere la luce che illumina le tenebre ma che non viene accolta, ma viene rifiutata e crocifissa. Tutta la vita di Maria è una Via Crucis, è un cammino verso il Calvario. Le vicende dei Vangeli sono spesso drammatiche; pensiamo alla prima predicazione di Gesù nella Sinagoga di Nazaret: “Si recò a Nazaret, dov’era stato allevato e, com’era solito, entrò in giorno di sabato nella sinagoga e si alzò per leggere. Gli fu dato il libro del profeta Isaia e, aperto il libro, trovò quel passo dov’era scritto: «Lo Spirito del Signore è sopra di me, perciò mi ha unto per evangelizzare i poveri; mi ha inviato [per guarire quelli che hanno il cuore spezzato,] per annunciare la liberazione ai prigionieri e il recupero della vista ai ciechi; per rimettere in libertà gli oppressi, per proclamare l’anno accettevole del Signore». Poi, chiuso il libro e resolo all’inserviente, si mise a sedere; e gli occhi di tutti nella sinagoga erano fissi su di lui. Egli prese a dire loro: «Oggi si è adempiuta questa Scrittura, che voi avete udito» (Luca 4,16-21). Gli abitanti di Nazaret, allora, presero Gesù e lo portarono su un monte per ucciderlo buttandolo giù da un dirupo; la Madonna era presente anche in quel momento. Gesù è stato perseguitato nei tre anni di vita pubblica e la Madonna era sempre con lui, sentiva anche ciò che diceva agli Apostoli sulla Passione, la Crocifissione e la Resurrezione. La Madonna seguiva Gesù insieme alle pie donne e agli Apostoli e nei tre anni di vita pubblica ha dimostrato una speciale fortezza d’animo e con intensa preghiera lo ha accompagnato. Dal momento dell’Annunciazione il sì di Maria è un sì alla Croce di Cristo. La Madonna conosceva la Sacra Scrittura, era stata educata nel tempio, conosceva i testi dei profeti che parlavano del Messia crocifisso; sapeva, allora, benissimo che cosa sarebbe successo a Suo Figlio. Possiamo, allora, pensare quello che Maria coltivava nell’anima e come ha vissuto la Passione del Figlio nel corso di tutta la sua vita.
È molto significativa, a mio parere, la vicenda in cui Gesù è stato perduto tre giorni e la Madonna non lo trovava. In quei tre giorni Maria non ha potuto parlare con il Figlio e stargli vicino come avrebbe voluto, anche se poi la Divina Provvidenza ha permesso che fosse ai piedi della Croce a sostenerlo nel momento dell’offerta decisiva di se stesso al Padre. Maria è stata al seguito di Gesù non solo come Madre ma anche come discepola nei tre anni della vita pubblica durante i quali vede l’odio montare nei cuori che satana scardina uno ad uno in preparazione al Venerdì Santo quando la folla griderà di crocifiggerlo e preferisce liberare Barabba al posto di Gesù.
La Madonna ha vissuto la sua vita dal concepimento alla Resurrezione del Figlio tutta nella prospettiva del Messia sofferente. Maria vedeva l’odio aumentare nei cuori proprio mentre Suo Figlio portava avanti la sua missione. Maria vedeva come satana predisponeva i cuori al Venerdì Santo, alla Crocifissione. La Madonna soffriva per tutto questo e offriva la sua sofferenza alla volontà del Padre per la salvezza del mondo. È qui la grandezza insondabile di Maria; nei giorni della Passione dalla sua bocca non è uscita nemmeno una parola. Eppure, parlava con il Padre e con Suo Figlio, offriva a Dio la sua sofferenza e si rimetteva alla volontà del Figlio.
La Madonna ha cooperato all’Opera della Redenzione con uno sforzo del cuore enorme. Mentre Eva ha lasciato entrare dentro di sé la supponenza di mettersi al posto di Dio, Maria chiude il cuore a ogni influsso satanico, è una fortezza inespugnabile, durante la Passione nel suo cuore c’erano solo perdono e amore ed è così che ha cooperato all’Opera della Redenzione perché nel cuore del Figlio c’erano solo perdono e amore. In questi due cuori è avvenuta la Redenzione del mondo e cioè la totale adesione di se stessi alla divina volontà che ha voluto distruggere con i Cuori del Figlio e della Madre la superbia, la supponenza, la prepotenza, l’odio del mondo. Nel Cuori di Gesù e Maria c’è sottomissione alla volontà del Padre, c’è perdono, c’è amore, c’è umiltà; la forza divina che riempiva il Cuore di Gesù e traboccava nel Cuore di Maria ha salvato il mondo, ha distrutto il regno di satana.
La Madonna è entrata nella Passione in quei tre giorni in cui è stata separata dal Figlio. Era però unita a lui nella visione totale alla volontà del Padre.
Nei tre giorni della Passione la Madonna era presente così come era sicuramente presente nel giorno delle Palme quando i seguaci di Gesù acclamano il Messia, ma lei sapeva che a Suo Figlio sarebbe toccata la Croce. Non sappiamo con certezza se Maria fosse presente anche durante l’Ultima Cena quando Gesù ha istituito l’Eucarestia. Maria è presente tutta la giornata del Venerdì Santo, vigile e orante in quelle ore cruciali in cui il Figlio è stato catturato e portato in giudizio; intanto gli Apostoli sono fuggiti, Pietro ha rinnegato il Maestro ma poi si è pentito, Giuda ha tradito Gesù. Il giorno decisivo per la Redenzione del mondo è il Venerdì Santo e la Madonna è sempre presente anche mentre la folla sceglie di crocifiggerlo e di liberare Barabba. Con l’eroismo dell’amore Maria ha pregato per tutta quella gente, per quelle creature di Dio che tifavano per un delinquente e volevano a morte Gesù.
La Madonna, poi, ha accompagnato Gesù lungo tutta la salita del Calvario insieme a Giovanni che dimostra grandezza d’animo e coraggio. Ai piedi della Croce Giovanni non ha la stessa fede di Maria perché crede nella Resurrezione nel momento in cui trova il Sepolcro vuoto; è stato il primo degli Apostoli ad arrivare al Sepolcro vuoto e fu il primo di loro a credere. Ai piedi della Croce la Madonna crede fermamente che Gesù è il Figlio di Dio e che sarebbe risorto. Lei in quel momento era la testimone della fede. Anche le pie donne il giorno dopo il sabato si sono recate al Sepolcro per ungere il cadavere di Gesù. Maria Maddalena crede alla Resurrezione dopo aver visto Cristo Risorto. La fede di Giovanni scocca nel momento in cui vede il Sepolcro vuoto.
Solamente Maria credeva che Gesù era il Figlio di Dio, il Redentore del mondo e che era risorto. La Madonna è la custode della fede per cui, seguendola, mai ci mancherà la fede in Cristo, quella vera, quella cattolica in Gesù Cristo Figlio di Dio, Redentore del mondo. Maria ai piedi della Croce è la figura della credente che in quel momento è assalita da satana come ci descrive la Valtorta. La fede di Maria è una fede vittoriosa ma provata. Satana sibilava a Maria dubbi sotto la Croce, ma lei lo ha respinto. La fermezza di Maria nella fede è un contributo straordinario all’Opera della Redenzione.
La Madonna sa che il terzo giorno Suo Figlio sarebbe risorto, la sua fede non vacilla. Nel momento della deposizione Maria offre se stessa e Suo Figlio alla volontà del Padre che ha voluto questo per la Redenzione del mondo. Nel mistero della Redenzione è impossibile separare Gesù e Maria. La Madre abbraccia il Figlio deposto dalla Croce, ma il giorno dopo il sabato non si reca con le pie donne al Sepolcro per ungere il cadavere. Maria ha creduto alle parole del Figlio quando le ha detto che dopo tre giorni sarebbe risuscitato. La sua fede gli ha meritato la prima apparizione del Signore. Gesù è Risorto come Maria ha creduto e come anche noi crediamo.
La Madonna ha concepito con il suo sì il Figlio di Dio, è stata al suo fianco in tutta la sua vita e partecipando alla sua missione. Maria è in Cielo accanto a Gesù nel prolungamento dell’Opera della Redenzione. La Madonna è qui presente da oltre quarant’anni inviata da Suo Figlio per portare l’umanità a un tempo di pace.