
La fede di Maria provata dal fuoco
Se la fede di Abramo fu provata, molto di più lo fu quella della Vergine Maria. Tutta la vita della Madre di Dio è stata un pellegrinaggio nell’oscurità della fede e non vi è stato un solo istante in cui lo slancio della sua anima, totalmente aperta ai disegni di Dio, sia venuto meno. La Vergine umile e discreta attraversa quasi di nascosto le pagine dei vangeli, perché in esse è necessario che brillino la persona e la parola del Figlio.
Ma ogni volta che lei appare, si effonde la luce sfolgorante della sua fede, che, con limpida certezza, indica in Gesù il Figlio di Dio e il Salvatore del mondo. Non si è forse interrogata la fede del Battista? Non ha forse vacillato la fede di Pietro? Solo la fede dell’Ancella del Signore arde come fiamma che nessuna bufera satanica ha fatto vacillare.
Fu forse la tua, o Maria, una fede facile? Fu forse una fede serena, senza tenebre e senza prove? Sei stata forse esentata da quei dubbi che flagellano la nostra mente e da quelle paure che paralizzano e angosciano il nostro cuore? Sei stata forse privilegiata per aver avuto accanto a te il Figlio di Dio, che potevi vedere e toccare, come per renderti conto che era vero tutto ciò in cui credevi? O forse non ci rendiamo conto che la tua fede fu più difficile della nostra, perché l’umanità del Figlio, in tutto uomo come noi, tranne che nel peccato, velava ai tuoi occhi la sua divinità?
Anche tu, Madre, ha dovuto credere che Gesù era Dio e la fatica del tuo cuore non è stata minore della nostra. Anche tu, come noi, hai dovuto respingere i dardi infuocati del nemico, che sibilava ai tuoi orecchi parole incredule e blasfeme.
Maria è avanzata nel pellegrinaggio della fede fino alla prova suprema del Calvario. L’umiliazione del Figlio di Dio è stata la pietra dove gli apostoli sono inciampati e sono caduti. “Allora tutti i discepoli, abbandonatolo, fuggirono” ( Mt 26,57). L’orrore della croce ha spento la fede anche nei cuori più nobili e ardenti. Anche le donne, tenaci e coraggiose, osservano da lontano ( Mt 27,55) e già pensavano alla mesta liturgia del sepolcro. Il potere tremendo e spietato delle tenebre aveva portato l’oscurità su tutta la terra e spento la fede in ogni cuore.
Ma ai piedi della croce la Madre era ritta e il suo cuore era una lampada accesa. La fede che il Figlio dell’uomo aveva portato nel mondo era racchiusa nella sua anima come in una fortezza inespugnabile.
O Vergine del Sabato santo potremo un giorno conoscere la lotta immane che hai sostenuto nella lunga notte dello spirito che ha preceduto la luce gioiosa della resurrezione? Noi non sappiamo degli assalti crudeli che la tua fede ha dovuto respingere, quando satana presentava agli occhi della carne la morte e il fallimento di colui che si era proclamato il Figlio di Dio.
“Ha confidato in Dio; lo liberi lui, ora, se gli vuole bene. Ha detto infatti: Sono Figlio di Dio” ( Mt 27,43), sentivi sibilare nei tuoi orecchi. Invano il maledetto ha infierito contro di te, torre invincibile, e la tua vittoria è stata nostra vittoria, perché ci ha donato la gloria divina della resurrezione.
Considera, caro amico, come anche la Vergine Maria abbia dovuto sperimentare il silenzio di Dio. Ai piedi della croce lei ha creduto che era il Figlio di Dio colui che gridava nell’angoscia: “Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato?” ( Mt 27,47). Lei ha creduto che era la vita e la resurrezione colui che giaceva immobile nel sepolcro. Dio non tradisce mai chi crede in lui. Egli non abbandona chi a lui si affida. Anche nei momenti più tragici della vita e nei passaggi più oscuri della storia, quando tutto sembra perduto, egli è presente e viene in nostro soccorso, mosso dalle viscere della sua misericordia.
Chi si affida a Maria non perde la fede
“ Il Figlio dell’uomo, quando verrà, troverà la fede sulla terra?” ( Lc 18,8). Queste parole misteriose del Figlio di Dio danno la misura del combattimento incessante che i suoi discepoli devono sostenere nel corso della storia per difendere il tesoro preziosissimo della fede dal ladrone infernale. Mai tuttavia, come nel nostro tempo, la fede è insidiata da nemici subdoli e agguerriti, che l’hanno rapinata dal cuore di popoli di antichissime tradizioni cristiane.
Non vedi intorno a te un gregge sempre più numeroso di ex cristiani, che si spogliano della fede come di un vecchio abito, per indossare i panni apparentemente nuovi di un mondo pagano e indifferente a Dio? La nostra generazione ha svenduto Cristo per meno di trenta denari e corre ghiotta al supermarchet di tutti i vizi e di tutti gli errori. Le Chiese, vuote di anime oranti, sono divenute musei per le orde di turisti chiassosi e irriverenti.
Gli apostati della nuova era predicano un cristianesimo senza Dio, senza Cristo e senza verità. Ai piedi della croce, dove la Chiesa è stata crocifissa, gli uomini scuotono il capo mormorando: “ Ha salvato gli altri, salvi se stessa, se è la Chiesa di Cristo, la sua eletta”.
“ Allora la terra intera, presa da ammirazione, andò dietro alla bestia e gli uomini adorarono il drago perché aveva dato il potere alla bestia dicendo: “Chi è simile alla bestia e chi può combattere contro di essa?” ( Ap 13,3-4). La grande seduzione è una marea montante che penetra invisibile nei cuori, rendendoli una terra arida e senza vita. Chi non vigila e non prega è una preda senza possibilità alcuna di scampo. La nostra generazione è chiamata a combattere la più grande battaglia della fede dall’inizio del cristianesimo.
“ Faceva sì che tutti, piccoli e grandi, ricchi e poveri, liberi e schiavi ricevessero un marchio sulla mano destra e sulla fronte; e che nessuno potesse comprare o vendere senza avere tale marchio, cioè il nome della bestia o il numero del suo nome” ( Ap 13,16-17). Ti lascerai, anche tu, o cristiano, segnare col marchio dell’incredulità e del rinnegamento di Cristo, seguendo gli abitanti della terra, “il cui nome non è scritto fin dalla fondazione del mondo nel libro della vita dell’Agnello immolato?” ( Ap 13,8).
E’ vincitore della bestia chi segue Maria. Non può essere segnato dal marchio del maledetto chi porta il sigillo della Benedetta. Il drago non può sedurre e divorare chi è al riparo sotto il manto della Madre di Dio.
La Vergine fedele è la sorgente perenne della fede. La Chiesa, pellegrina sulla terra, si disseta e riprende vigore attingendo alla fede di Maria. Nel tempo della grande oscurità, in cui il potere delle tenebre ha sferrato il suo più devastante attacco ai bastioni della città di Dio, dove è custodito il deposito santo della Verità, è la fede dell’Ancella del Signore la lampada che illumina e che rinfranca. Non dalla bocca dei dotti, non dalla penna degli scribi, ma alla scuola di colei che è la Sede della Sapienza la Chiesa dei piccoli e degli umili imparerà a credere e a testimoniare.
O Vergine santissima, tu che sei la serva della Parola e la perfetta discepola di Cristo, illumina con lo splendore della tua fede vittoriosa le tenebre della nostra generazione orgogliosa e infedele. Tieni al riparo il gregge del Figlio tuo nell’ovile della santa Chiesa, assalito dai falsi profeti di un cristianesimo mondano, divenuto ormai sale senza sapore. Quale futuro potremo mai avere senza Cristo e senza la sua Parola che illumina e salva? Preserva la nostra generazione dal più grande tradimento e riconduci sotto il tuo manto di madre tutte le pecore perdute, che il drago ha sedotto per portarle alla perdizione.
Abbi per certo, o cristiano, che non perderai la fede e non smarrirai la via della salvezza se, con la madre Chiesa, rimarrai vicino al cuore di Maria.
( Maria Madre di Misericordia – Padre Livio – edizioni san Paolo – cap. 21)