"VI SUPPLICO: CONVERTITEVI!" (REGINA DELLA PACE-MEDJUGORJE)

Categoria: CI SCRIVONO Pagina 25 di 142

🌟🖋️CI SCRIVONO🖋️🌟

Circolano voci riguardo a ciò che ha deciso la Santa Sede…

Carissimo Padre Livio,

circolano molte voci su ciò che deciso la Santa Sede riguardo a Medjugorje e non mancano quelle negative che creano apprensione.

Possibile che dopo oltre 43 di apparizioni con tutto quello che ne è seguito di conversioni e di adesioni in tutto il mondo, adesso ci vengano a dire che le apparizioni non ci sono, ma che però i pellegrinaggi sono i benvenuti perché lì si prega bene?

Fra l’altro non mi pare che a Medjugorje manchino le mafie tipiche della Bosnia ed Erzegovina.

Allora io mi chiedo: se non c’è la Madonna che appare perché dovremmo andare in pellegrinaggio fino a Medjugorje?

Enrica di Padova


Cara Enrica,

che a Medjugorje appaia la Madonna per quanto mi riguarda non ci sono dubbi e le persone che ci vanno in pellegrinaggio lo sperimentano nel loro cuore.

Ho visitato molti santuari, ma in nessuna parte ho avvertito quella presenza misteriosa che la Madonna fa sentire nel cuore a Medjugorje.

Nel nuovo regolamento che riguarda le apparizioni la Chiesa ha deciso di pronunciarsi solo sui frutti spirituali, ma non sulla realtà delle apparizioni, salvo casi particolari nei quali si pronuncia direttamente il Papa.

Io credo che, per quanto riguarda Medjugorje, la Chiesa dia il Nulla Osta, cioè il massimo consenso, sui frutti spirituali ma, almeno per il momento, non si pronuncia sulle apparizioni. Questo potrebbe avvenire in un secondo momento.

Ovviamente i fedeli possono credere che la Madonna appare a Medjugorje e che dà i messaggi, come fanno milioni  di persone, compresi migliaia di Sacerdoti, Vescovi e Cardinali.

La Madonna ha tutto in mano e arriva sempre dove vuole arrivare, nonostante i bastoni fra le ruote delle talpe moderniste.

Ave Maria

Padre Livio


ECCO QUI I 6 GRADINI DI GIUDIZIO PREVISTI DAL NUOVO REGOLAMENTO:

Il discernimento dei presunti fenomeni soprannaturali potrà giungere a delle conclusioni che si esprimeranno di norma in uno dei termini qui di seguito indicati.

17. Nihil obstat — Anche se non si esprime alcuna certezza sull’autenticità soprannaturale del fenomeno, si riconoscono molti segni di un’azione dello Spirito Santo “in mezzo”[18] a una data esperienza spirituale, e non sono stati rilevati, almeno fino a quel momento, aspetti particolarmente critici o rischiosi. Per questa ragione si incoraggia il Vescovo diocesano ad apprezzare il valore pastorale e a promuovere pure la diffusione di questa proposta spirituale, anche mediante eventuali pellegrinaggi a un luogo sacro.

18. Prae oculis habeatur — Sebbene si riconoscano importanti segni positivi, si avvertono altresì alcuni elementi di confusione o possibili rischi che richiedono un attento discernimento e dialogo con i destinatari di una data esperienza spirituale da parte del Vescovo diocesano. Se ci fossero degli scritti o dei messaggi, potrebbe essere necessaria una chiarificazione dottrinale.

19. Curatur — Si rilevano diversi o significativi elementi critici, ma allo stesso tempo c’è già un’ampia diffusione del fenomeno e una presenza di frutti spirituali ad esso collegati e verificabili. Si sconsiglia al riguardo un divieto che potrebbe turbare il Popolo di Dio. Ad ogni modo, il Vescovo diocesano è sollecitato a non incoraggiare questo fenomeno, a cercare espressioni alternative di devozione ed eventualmente a riorientarne il profilo spirituale e pastorale.

20. Sub mandato — Le criticità rilevate non sono legate al fenomeno in sé, ricco di elementi positivi, ma a una persona, a una famiglia o a un gruppo di persone che ne fanno un uso improprio. Si utilizza un’esperienza spirituale per un particolare ed indebito vantaggio economico, commettendo atti immorali o svolgendo un’attività pastorale parallela a quella già presente nel territorio ecclesiastico, senza accettare le indicazioni del Vescovo diocesano. In questo caso, la guida pastorale del luogo specifico in cui si verifica il fenomeno è affidata o al Vescovo diocesano o a un’altra persona delegata dalla Santa Sede, la quale, quando non sia in grado di intervenire direttamente, cercherà di raggiungere un accordo ragionevole.

21. Prohibetur et obstruatur — Pur in presenza di legittime istanze e di alcuni elementi positivi, le criticità e i rischi appaiono gravi. Perciò, per evitare ulteriori confusioni o addirittura scandali che potrebbero intaccare la fede dei semplici, il Dicastero chiede al Vescovo diocesano di dichiarare pubblicamente che l’adesione a questo fenomeno non è consentita e di offrire contemporaneamente una catechesi che possa aiutare a comprendere le ragioni della decisione e a riorientare le legittime preoccupazioni spirituali di quella parte del Popolo di Dio.

22. Declaratio de non supernaturalitate — In questo caso il Vescovo diocesano è autorizzato dal Dicastero a dichiarare che il fenomeno è riconosciuto come non soprannaturale. Questa decisione si deve basare su fatti ed evidenze concreti e provati. Ad esempio, quando un presunto veggente dichiara di aver mentito, o quando testimoni credibili forniscono elementi di giudizio che permettono di scoprire la falsificazione del fenomeno, l’intenzione errata o la mitomania.

23. Alla luce di quanto sopra esposto, si ribadisce che né il Vescovo diocesano, né le Conferenze episcopali, né il Dicastero, di norma, dichiareranno che questi fenomeni sono di origine soprannaturale, nemmeno nel caso in cui si conceda un Nihil obstat (cfr. n. 11). Fermo restando che il Santo Padre può autorizzare ad intraprendere una procedura al riguardo.

🌟🖋️CI SCRIVONO🖋️🌟

Si danno la mano

Su Medjugorje che cosa dobbiamo aspettarci?

Carissimo Padre  Livio,

sono rimasta piacevolmente sorpresa come, dopo la pubblicazione del Documento della Congregazione della Dottrina della fede sui fenomeni soprannaturali, sia stato dato il  Nulla Osta a due apparizioni che lo attendevano da tempo, quella di Montichiari (Brescia) e quella di Pellvoisin (Francia).

Lei non crede che una simile riconoscimento potrebbe arrivare anche per Medjugorje?  O dobbiamo aspettare qualche ulteriore frenata?

Grazie, caro Padre, per il suo zelo infaticabile al servizio della Vergine Maria  nostra Madre

Chiara da Bergamo


Cara Chiara,

 al riguardo io ho già espresso il mio convincimento che, implicitamente ma chiaramente, il Nulla Osta ecclesiale è già stato dato quando Papa Francesco ha autorizzato i pellegrinaggi ufficiali della Chiesa a Medjugorje.

 Non so se sia necessario un ulteriore e più esplicito pronunciamento. In ogni caso sarebbe il benvenuto.

Sono anche convinto che, a suo tempo, in occasione del segno sulla collina delle apparizioni (terzo segreto), arriverà anche il riconoscimento della soprannaturalità.

 Infatti è allora che toccherà il momento culminante la battaglia con la quale la Madonna trionferà e il mondo avrà un tempo di pace.

Attendiamo con fiducia, prepariamoci spiritualmente, teniamo alti i cuori!

Ave Maria

 Padre Livio

PS : Ecco qui i sei livelli di giudizio da parte della Chiesa riguardo alle apparizioni, tenendo conto che “la dichiarazione di soprannaturalità” è riservata al Papa in casi eccezionali.

In questa scaletta a mio avviso Medjugorje avrebbe tutti i requisiti per apparire al primo posto.

16. Il discernimento dei presunti fenomeni soprannaturali potrà giungere a delle conclusioni che si esprimeranno di norma in uno dei termini qui di seguito indicati.

17. Nihil obstat — Anche se non si esprime alcuna certezza sull’autenticità soprannaturale del fenomeno, si riconoscono molti segni di un’azione dello Spirito Santo “in mezzo”[18] a una data esperienza spirituale, e non sono stati rilevati, almeno fino a quel momento, aspetti particolarmente critici o rischiosi. Per questa ragione si incoraggia il Vescovo diocesano ad apprezzare il valore pastorale e a promuovere pure la diffusione di questa proposta spirituale, anche mediante eventuali pellegrinaggi a un luogo sacro.

18. Prae oculis habeatur — Sebbene si riconoscano importanti segni positivi, si avvertono altresì alcuni elementi di confusione o possibili rischi che richiedono un attento discernimento e dialogo con i destinatari di una data esperienza spirituale da parte del Vescovo diocesano. Se ci fossero degli scritti o dei messaggi, potrebbe essere necessaria una chiarificazione dottrinale.

19. Curatur — Si rilevano diversi o significativi elementi critici, ma allo stesso tempo c’è già un’ampia diffusione del fenomeno e una presenza di frutti spirituali ad esso collegati e verificabili. Si sconsiglia al riguardo un divieto che potrebbe turbare il Popolo di Dio. Ad ogni modo, il Vescovo diocesano è sollecitato a non incoraggiare questo fenomeno, a cercare espressioni alternative di devozione ed eventualmente a riorientarne il profilo spirituale e pastorale.

20. Sub mandato — Le criticità rilevate non sono legate al fenomeno in sé, ricco di elementi positivi, ma a una persona, a una famiglia o a un gruppo di persone che ne fanno un uso improprio. Si utilizza un’esperienza spirituale per un particolare ed indebito vantaggio economico, commettendo atti immorali o svolgendo un’attività pastorale parallela a quella già presente nel territorio ecclesiastico, senza accettare le indicazioni del Vescovo diocesano. In questo caso, la guida pastorale del luogo specifico in cui si verifica il fenomeno è affidata o al Vescovo diocesano o a un’altra persona delegata dalla Santa Sede, la quale, quando non sia in grado di intervenire direttamente, cercherà di raggiungere un accordo ragionevole.

21. Prohibetur et obstruatur — Pur in presenza di legittime istanze e di alcuni elementi positivi, le criticità e i rischi appaiono gravi. Perciò, per evitare ulteriori confusioni o addirittura scandali che potrebbero intaccare la fede dei semplici, il Dicastero chiede al Vescovo diocesano di dichiarare pubblicamente che l’adesione a questo fenomeno non è consentita e di offrire contemporaneamente una catechesi che possa aiutare a comprendere le ragioni della decisione e a riorientare le legittime preoccupazioni spirituali di quella parte del Popolo di Dio.

22. Declaratio de non supernaturalitate — In questo caso il Vescovo diocesano è autorizzato dal Dicastero a dichiarare che il fenomeno è riconosciuto come non soprannaturale. Questa decisione si deve basare su fatti ed evidenze concreti e provati. Ad esempio, quando un presunto veggente dichiara di aver mentito, o quando testimoni credibili forniscono elementi di giudizio che permettono di scoprire la falsificazione del fenomeno, l’intenzione errata o la mitomania.

23. Alla luce di quanto sopra esposto, si ribadisce che né il Vescovo diocesano, né le Conferenze episcopali, né il Dicastero, di norma, dichiareranno che questi fenomeni sono di origine soprannaturale, nemmeno nel caso in cui si conceda un Nihil obstat (cfr. n. 11). Fermo restando che il Santo Padre può autorizzare ad intraprendere una procedura al riguardo.

🌟🖋️CI SCRIVONO🖋️🌟

Buongiorno P. Livio, 

 mi chiamo Nicla, conosco Radio Maria dal 1993, quando incinta della seconda figlia, ero a riposo assoluto per minaccia d’aborto e scoprii casualmente Radio Maria… da allora non l’ho più lasciata!

 Né di giorno né di notte è un miracolo dal cielo per chi la vuole accogliere! 

 Mia figlia poi nacque il 5 Agosto e si chiama Mery… ora è lontana da Dio, ma confido che la Madonna non l’abbandona…

 Posso  dirle in tutta sincerità, che i miei 7 figli sono cresciuti con latte, pane e Radio Maria! Ricordo di notte, quando non dormivano o piangevano i miei pargoletti si calmavano ascoltando la dolce emittente della  Madonna, la figlia maggiore poi aspettava impazientemente il venerdì sera per ascoltare le sue catechesi giovanili con la risata finale della “parrocchia sottomarina” quanti bei ricordi! 

Grazie P. Livio per il Dono immenso che è Radio Maria per ogni singola persona, ma anche per l’immenso mondo di anime che sono cresciute ascoltando la sua voce paterna, i suoi insegnamenti alla luce del Magistero della Chiesa, gli incoraggiamenti nei momenti  di prove e per i messaggi della Madonna che commenta in modo esauriente e illuminato per tutti noi!

Prima di congedarmi da lei, volevo renderle noto, che un mese fa è ritornato alla Casa del Padre il figlio spirituale di Padre Pio D. Nello Castello.

Aveva, anni fa, contribuito alle trasmissioni di Radio Maria del giovedì sera Sacerdotale tenuto da Don Tino… D. Nello era diventato un “Rosario vivente”… aveva sempre con sé 2 corone e una in mano, che ha sgranato fino alla fine…

Qualche giorno prima  di morire, mi disse: “Vedi, (mostrandomi la corona del rosario) questa è una preghiera potente e se P. Pio ne diceva tante di corone, è perché da qui ricavava le Grazie dalla Madonna!”

Il  giorno 30 Maggio, attorniato da amici e Vescovi aveva compiuto 100 anni! Si è spento serenamente con la corona del rosario tra le dita.

Una preghiera.

Grazie P.Livio Dio la Benedica!

Maria Regina della Pace,prega per noi!

Nicla


Cara Nicla,

grazie per la tua bella lettera che commuove e che richiama alla memoria ricordi e persone che hanno fatto la grande storia di Radio Maria, fra queste il volto serafico di Don Nello che ora ci benedirà dal Cielo.

Mi pare impossibile che questa avventura incredibile che abbiamo vissuto insieme, milioni di anime disseminate in Italia e nel mondo, possa cadere nell’ oblio. Spero davvero, anzi sono certo, che in Cielo la potremo rivedere insieme alla Madonna e a tutta la corte celeste.

Dio benedica la tua fantastica famiglia

Ave Maria

Padre Livio

🌟🖋️CI SCRIVONO🖋️🌟

La lunga fila di Cardinali a Medjugorje

Ciao padre Livio!

Hvaljen Isus i Marija!

Ecco qui le foto del Cardinale Antonio Maria Rouco Varela, Arcivescovo Emerito di Madrid, a Medjugorje l’ 11 settembre 2024.

A Medjugorje, lunga fila di Cardinali in questi 43 anni.

Siano lodati Gesù e Maria!

Ciao Alessio


Caro Alessio,

mi viene da pensare che la fila sarà ancora più lunga nel tempo dei segreti

Ave Maria

Padre Livio

🌟🖋️CI SCRIVONO🖋️🌟

Santa Maria Madre di Dio prega per noi che siamo nella prova

Buongiorno Padre,
Guardi cos’ha postato Trump su X, per il compleanno di Maria..

Lei é con lui.

Grazie,

Martina


Grazie Martina! Mi era giunta l’eco di questo omaggio dell’ex Presidente Trump nel giorno del compleanno della Madonna, ma non avevo prove.

Credo che sia un gesto sincero, se non altro per il grave attentato dal quale è uscito miracolosamente illeso.

Forse più avanti comprenderemo meglio quello che ora ci è nascosto.

Ave Maria

Padre Livio

🌟🖋️CI SCRIVONO🖋️🌟

26. Chi ha capito veramente Maria è il popolo dei piccoli

Caro padre Livio buongiorno

Ho sentito stamattina, come sempre da più di trent’anni, la sua catechesi.

Personalmente credo che con l’avverarsi dei i dieci segreti l’umanità rivivrà la passione di Cristo. 

Credo che l’avverarsi dei primi tre segreti a Medjugorje saranno di indicazione e di esempio per tutta la chiesa e l’umanità intera. I segreti dovranno essere affrontati nello stesso modo come Maria ha affrontato la passione di suo Figlio. Lei ce lo ha insegnato.

Ieri, nella festa della natività di Maria, ho ascoltato alcune trasmissioni, anche sui canali nazionali, in cui erano presenti esponenti della chiesa, dove si discuteva della figura di Maria.

Caro padre, ho provato una grande delusione. Nessuno degli intervenuti aveva capito la grandezza di Maria. Tutti i commenti erano di natura puramente umana e psicologia.

Che tristezza.

Uno dei frutti dell’avverarsi dei segreti sarà certamente il riconoscimento dello straordinario ruolo di Maria nella storia della salvezza dell’ umanità e della Chiesa.

Con i segreti, la Chiesa intera, guarderà Maria e l’amerà veramente per quello che è: La Regina dell’Universo, Madre di Dio e Madre della Chiesa.

Purtroppo, ahi noi, oggi a Maria non sono riconosciuti i suoi grandi meriti. Alcuni Ordini religiosi la considerano purtroppo nel modo non adeguato dimenticando completamente il Santo Rosario e il ruolo di Maria.

Chi ha capito veramente Maria è il popolo dei piccoli, degli ultimi, dei poveri e degli umili che vedono in Maria la loro madre e a cui si affidano con cuore sincero.

Nella lettura di stamani, san Paolo scrive ai Corinzi di abbandonare l’uomo perverso a satana perché il suo spirito venga salvato l’ultimo giorno.

Non è forse quello che sta accadendo oggi?

Per cui penso, come da lei illustrato, che Maria Santissima ci sta preparando ad  affrontare la passione, la stessa di Cristo.

È l’unico modo per poter risorgere.

Cordiali saluti 

Gianlorenzo


Caro Gianlorenzo,

La crisi della fede che ha colpito in modo particolare l’Occidente è un dato di fatto fin troppo visibile. Stiamo arrivando al compimento di una apostasia devastatrice come mai era avvenuto nella storia bimillenaria della Chiesa.

Tuttavia la Madonna nei tempi della modernità anticristiana ha provveduto ha costruire le sue fortezze, in modo particolare in Europa.

Ora è presente nella più grande e definitiva mariofania di tutti i tempi, che è quella di Medjugorje, che è ben lungi dall’essere terminata.

E’ soprattutto ora che la Madonna deve essere conosciuta nel suo piano di salvezza della Chiesa e dell’umanità intera. Il nostro è il tempo di Maria per eccellenza, quello della sua battaglia e del trionfo del suo Cuore Immacolato.

E‘ in questo quadro che la Chiesa intera è chiamata a rivivere la Passione del Signore, dal Getzemani al Calvario, premesse necessario per la sua Resurrezione gloriosa nel mondo nuovo della pace.

E’ perciò adesso che dobbiamo aprire il Cuore alla chiamata di Maria e farlo con decisione, perché non ci sarà un altro tempo e un’altra ancora di salvezza che l’Onnipotente ha inviato per questo tempo.

Ave Maria

Padre Livio

🌟🖋️CI SCRIVONO🖋️🌟

Dio non dà mai dei pesi che non possiamo portare

Reverendo Padre Livio, l’ho ascoltata oggi quando parlava dell’aridità spirituale e ho sentito quando diceva che non sa dire se in questi momenti di aridità, come quella vissuta per tanti anni da  Madre Teresa, l’anima possa continuare ad essere in pace.

Personalmente mi sento in certo senso chiamato in causa. È da qualche anno, infatti, che non godo più della gioia durata circa dodici anni e che pareva inalterabile e sono esposto a sofferenze interiori, soprattutto ad attraversare momenti in cui mi sento pieno di paura, come se in quei momenti l’Amore di Dio fosse dissolto dentro di me, per cui mi sento nella paura come uno che si sente mancare la terra sotto i piedi. Non capisco quanto ciò dipenda da Dio e quanto dipenda dall’ambiente in cui vivo, nel quale non mi mancano difficoltà.

Ma non è questo ciò di cui voglio parlare.

Quello che voglio dire è che pure in queste prove, che evidentemente il buon Dio permette perché sa che le posso portare, pur soffrendo, non mi manca la sua pace. Se anche Dio non mi concede di vivere in modo continuativo quella gioia intima e bellissima di cui godevo prima e che oserei dire che faceva di me un’altra persona, gioia che gusto, almeno per ora, a sprazzi, gli devo essere riconoscente come creatura per tutti i suoi benefici, non ultimo quello di conservarmi la sua pace. Se anche ora non godo più in modo continuato di quella gioia intima così bella, devo però confessarlo: Dio non mi toglie la sua pace. Forse mi può privare di tutto, ma pare che non abbia assolutamente intenzione di negare la sua pace a quelle creature, se mi è lecito parlare così, che lo amano e che non rifiutano né lui, né la sua pace.

Concludo con una piccola precisazione: ho parlato di ciò che mi capita di soffrire non per parlare della mia sofferenza, ma per dire che pare che Dio mi voglia far intendere inequivocabilmente che anche nell’aridità dello spirito Dio si può vivere la sua pace. Almeno così è per me

L’unica cosa che mi dà almeno un po’ pensiero è questa: a volte mi sento particolarmente preso dalla paura, come uno che non sentendosi amato si sente mancare la terra sotto i piedi e in quei momenti mi si fa la domanda, non se mal posta, “se ho in cuore tutta questa paura, quando sarà il tempo dei segreti riuscirò a fare la scelta giusta?” “Se arriveranno le persecuzioni, anche lì, riuscirò a fare la scelta giusta?” Credo di poter dire che, se ho delle preoccupazioni, queste sono le uniche.

Cordialmente in Cristo

Francesco


Caro Francesco,

Lo Spirito Santo guida ogni anima in un modo unico, portandolo a quel grado di santità  per il quale Dio l’ha creata. Possiamo ben dire che nel giardino di Dio non c’è un fiore uguale all’altro e che ognuno di noi ha una sua configurazione personale.

La nostra attenzione e il nostro impegno deve essere quello che di rispondere alle mozioni e alle illuminazioni attraverso le quali l’Amore divino ci modella lungo il cammino di sanità.

Di qui l’importanza dell’umiltà e della docilità, unite alla totale fiducia, anche nei momenti in cui l’oscurità ci impedisce di vedere la strada che percorriamo.

Per quanto siamo progrediti nell’opera della nostra purificazione spirituale, ci portiamo dietro le nostre debolezze, che non sono necessariamente dei peccati, e che a Dio servono per mantenerci nella piccolezza e preservarci dalla presunzione, arma con la qual il tentatore abbatte anche i “cedri del Libano”.

Nel tuo caso è la paura, una connotazione  esistenziale dalla quale ben pochi sono immuni, ma ti consoli il fatto che anche Gesù ne ha fatto l’esperienza nell’agonia del Getzemani.

Tuttavia nei momenti cruciali non ti mancherà il dono della fortezza, col quale potrai sopportare vittoriosamente le  prove per quanto violente esse siano.

Affrontiamo i giorni della vita nella pace di Dio, al quale tutto è possibile e che non mette mai sulle nostre spalle dei pesi che non possiamo portare.

Ave Maria

Padre Livio

🌟🖋️CI SCRIVONO🖋️🌟

È un privilegio di inaudita grazia sentire forte dentro di sé le radici di Israele

Caro e dolcissimo Padre Livio,

in questi ultimi tempi di stasi lavorativi, dove attendo per grazia di Dio svolte, assaporo la bellezza della vita nelle sue affascinanti e meravigliose fasi..

Ieri con la mia famiglia non abbiamo visto Israele Italia in quanto la maggioranza della famiglia voleva vedere un film su un dvd,

ma stamattina mi sono rammaricato nell’ aver saputo che molti tifosi dell’ Italia hanno girato le spalle ad Israele…

Israele anche se è in guerra, è un popolo che emana tenerezza, piccolezza e dolcezza…

È un privilegio di inaudita grazia sentire forte dentro di sé le radici di Israele,

un abbraccio nella speranza che questo autunno proceda nell’ immensità spirituale di Gesù e di Maria, grazie per tutto, vieni Spirito Santo e Ave Maria e Giuseppe

Luca M.

🌟🖋️CI SCRIVONO🖋️🌟

: Poca gioia, ma tanta aridita’.

Carissimo Padre Livio, grazie che nel suo mai stancarsi di questa folla che siamo e che a lei si stringe per udire una parola buona e di conforto, mi ricorda tanto Gesù!

Sento grande difficoltà ad esprimere la gioia in questo mondo dove i bambini, gli anziani, i poveri, vengono continuamente inghiottiti nei vari tritacarne innanzi gli occhi rassegnati di molti. 

Sento il mio cuore tanto ghiaccio quando pronuncio “PADRE NOSTRO” che non ho mai visto come sta scritto.” Nessuno lo ha mai visto”, ce lo rivela il Figlio, unica  vera immagine del Dio invisibile agli uomini.

La nostra condizione non ci permette di averne visione in terra, ma è comunque difficile relazionarsi ed amare qualcuno che non si è mai incontrato di persona.

Colgo i segni provvidenziale del Suo passaggio accanto a me in tutta la storia della mia vita, segni ed azioni senza le quali mai sarei potuto emergere dai flutti di morte in cui mi sono più volte trovato,  ma il mio cuore resta freddo, le preghiere sono prassi da tanti anni, e la realtà una fiera più incline a digrignare i denti, che a fare fusa.

Il convento dei frati della mia città verrà chiuso a giorni, i frati trasferiti altrove perché pochi. Succede in tante città, è triste, vedo in questa chiusura delle ambasciate celesti in terra, il preludio al castigo, un po’ come l’uscita di Lot da Sodoma. La gioia? un dono da chiedere per noi, da donare al prossimo, come la fede, la speranza e la carità.

Diceva San Pio da Petralcina:”tutto accogliamo dalle Sue mani, tutto offriamo a Lui con amore, ringraziando”.

Grazie se mi sta leggendo e mi dona un ave Maria, la mia per lei non mancherà. 

Antonio

Caro Antonio,

hai descritto molto bene la tua situazione di aridità spirituale che non è necessariamente  una lontananza a Dio, ma piuttosto una forma di purificazione che l’azione dello Spirito Santo opera sulle anime.

A volte le profondità di tale purificazione sono dolorose e sconvolgenti, fino a portare le anime a dubitare di se stesso e di Dio come conosciamo, ad esempio, da alcune  lettere scritte da Madre Teresa di Calcutta a suo riguardo.

Riporto qui una riflessione di padre Raniero Cantalamessa che può illuminare alcune anime che si trovino in questa situazione spirituale:

“Cosa successe dopo che Madre Teresa disse il suo sì all’ispirazione divina che la chiamava a lasciare tutto per mettersi a servizio dei più poveri dei poveri? Il mondo ha conosciuto bene ciò che avvenne intorno a lei -l’arrivo delle prime compagne, l’approvazione ecclesiastica, il vertiginoso sviluppo delle sue attività caritative -, ma fino alla sua morte nessuno ha conosciuto ciò che avvenne dentro di lei.
Lo hanno rivelato i diari personali e le lettere al suo direttore spirituale, conosciuti da tempo, ma resi pubblici solo in occasione del decennale della morte della Madre, nel settembre 2007. Alcuni commentatori laici si sono del tutto ingannati circa il senso di questi scritti, affermando che essi costringono a rivedere l’idea che la gente si è fatta della persona e della santità di Madre Teresa. Qualcuno ne ha tratto addirittura la conclusione che “si può essere santi anche senza fede”.
In realtà, questi scritti intimi, lungi dal diminuire la statura di Madre Teresa di Calcutta, la ingigantiscono, ponendola al fianco dei grandi mistici della cristianità. Una delle definizioni più celebri della mistica dice che essa consiste nel “patire il divino” (pati divina) : espressione intraducibile che possiamo intendere nel senso di sperimentare Dio con sofferenza, vivere una passione divina ( nel duplice senso di dolore e di amore della parola passione). Questa definizione la vediamo realizzata in pieno nell’esperienza di Madre Teresa. Ma vediamo di che si tratta.
Un sacerdote che fu vicino a Madre Teresa ha scritto: “Con l’inizio della sua nuova vita a servizio dei poveri, una opprimente oscurità venne su di lei” . Bastano alcuni brevi stralci per darci un’idea della densità delle tenebre in cui si venne a trovare:
“C’è tanta contraddizione nella mia anima, un profondo anelito a Dio, così profondo da far male, una sofferenza continua – e con ciò il sentimento di non essere voluta da Dio, respinta, vuota, senza fede, senza amore, senza zelo… Il cielo non significa niente per me, mi appare un luogo vuoto” .
Non è stato difficile riconoscere subito in questa esperienza di Madre Teresa un caso classico di quello che gli studiosi di mistica, dietro S. Giovanni della Croce, sono soliti chiamare la notte oscura dello spirito. Taulero fa una descrizione impressionante di questa tappa della vita spirituale:
“Allora veniamo abbandonati in tal modo da non aver più nessuna conoscenza di Dio e cadiamo in tale angoscia da non sapere più se siamo mai stati sulla via giusta, né più sappiamo se Dio esiste o no, o se noi stessi siamo vivi o morti. Cosicché su di noi cade un dolore così strano che ci pare che tutto quanto il mondo nella sua estensione ci opprima. Non abbiamo più nessuna esperienza né conoscenza di Dio, ma anche tutto il resto ci appare ripugnante, sicché ci pare di essere prigionieri tra due mura” .
Tutto lascia pensare che questa oscurità accompagnò Madre Teresa fino alla morte , con una breve parentesi nel 1958, durante la quale poté scrivere giubilante: “Oggi la mia anima è ricolma di amore, di gioia indicibile e di una ininterrotta unione d’amore” . Se a partire da un certo momento non ne parla quasi più non è perché la notte è finita, ma perché ella si è ormai adattata a vivere in essa. Non solo l’ha accettata, ma riconosce la grazia straordinaria che racchiude per lei.
“Ho cominciato ad amare la mia oscurità, perché credo ora che essa è una parte, una piccolissima parte, dell’oscurità e della sofferenza in cui Gesù visse sulla terra” .
Il fiore più profumato della notte di Madre Teresa è il suo silenzio su di essa. Aveva paura, parlandone, di attirare l’attenzione su di sé. Anche le persone a lei più vicine non hanno sospettato nulla, fino alla fine, di questo interiore tormento della Madre. Su suo ordine, il direttore spirituale dovette distruggere tutte le sue lettere e se alcune se ne sono salvate è perché egli, con il permesso di lei, ne aveva fatto una copia per l’arcivescovo e futuro cardinale T. Picachy, tra le cui carte furono trovate dopo morte. L’Arcivescovo, per nostra fortuna, si era rifiutato di accondiscendere alla richiesta fatta anche a lui dalla Madre di distruggerle.
Il pericolo più insidioso per l’anima nella notte oscura dello spirito è di… accorgersi che si tratta, appunto, della notte oscura, di quello che grandi mistici hanno vissuto prima di lei e quindi di far parte di una cerchia di anime elette. Con la grazia di Dio, Madre Teresa ha evitato questo rischio, nascondendo a tutti il suo tormento sotto un eterno sorriso.
“Tutto il tempo a sorridere, dicono di me le sorelle e la gente. Pensano che il mio intimo sia ricolmo di fede, fiducia e amore…Se solo sapessero e come il mio essere gioiosa non è che un manto con cui copro vuoto e miseria!” .
Un detto dei Padri del deserto dice: “Per quanto grandi siano le tue pene, la tua vittoria su di esse sta nel silenzio” . Madre Teresa lo ha messo in pratica in maniera eroica.”

(Cantalmessa.org)

🌟🖋️CI SCRIVONO🖋️🌟

Un quesito su cui riflettere: Satana conosce segreti?

Caro Padre Livio, volevo chiederle: secondo lei satana conosce i segreti?

Luca


Caro Luca,

la tua è certamente una domanda importante, assolutamente da non sottovalutare.

Satana non conosce il futuro che è conosciuto solo da Dio e da coloro a cui Dio lo rivela.

Quindi satana conosce dei segreti quello che conosciamo noi dai messaggi della Madonna e dalle riflessioni che facciamo al riguardo, osservando quello che accade nel mondo.

Tuttavia avendo l’angelo ribella una intelligenza superiore alla nostra, può essere arrivato a conoscere qualcosa più di noi.

Questo spiega il silenzio meticoloso dei veggenti su ciò che la Madonna ha vietato di rivelare, in modo tale che nessuno possa avvantaggiarsi, né demoni né uomini.

Tuttavia i segreti ci sono e sono eventi di estrema serietà che accadranno necessariamente perché la Madonna possa cambiare il mondo.

Stupisce che a Medjugorje se ne sia parlato sempre poco, e adesso ancora meno, essendo essi la ragione più importante della lunga presenza della Madonna.

Ave Maria

Padre Livio

Pagina 25 di 142

Radio Maria ETS - Via Milano 12, 22036 Erba (Co) - CF 94023530150

Privacy policy