"VI SUPPLICO: CONVERTITEVI!" (REGINA DELLA PACE-MEDJUGORJE)

Autore: Padre Livio Fanzaga Pagina 418 di 1186

Sant’Agostino e la crisi del mondo presente

22 Ottobre – 2025-  Corrispondenza Romana 1921

di Roberto de Mattei

La precaria tregua di Gaza non deve alimentare illusioni né sul futuro di questo accordo, né sulla possibilità di una imminente pace tra Russia ed Ucraina. Tra i due conflitti in corso esiste, oltretutto, una differenza sostanziale.

L’accordo di Gaza è stato possibile innanzitutto perché c’erano un vincitore e un vinto, rispettivamente Israele ed Hamas. In secondo luogo, perché si è formata una vasta cooperazione di Stati arabo-musulmani decisi ristabilire quell’ordine che Hamas ha sconvolto con l’attacco a Israele del 7 ottobre 2023.

In Ucraina, al contrario, non solo non c’è ancora un vincitore ed un vinto, ma non esiste un’ampia coalizione di Stati disponibile ad isolare la Russia che, a differenza di Hamas, è un vasto paese dalla potenza nucleare.

 La Cina, da cui la Russia oggi dipende, ha tutto l’interesse a congelare l’impegno in Europa degli Stati Uniti, per poter distogliere le loro forze dall’Indo-Pacifico e sferrare contro Taiwan il colpo mortale al quale si prepara da anni.

Per poter aumentare la presenza militare in quell’area geopolitica, il presidente americano Trump vorrebbe disimpegnarsi dal fronte europeo, non comprendendo come la partita in gioco in Ucraina tocca l’intero Occidente. Infatti, all’interno di ciò che chiamiamo Occidente, se, sul piano economico, politico e militare, l’Europa è la sorella minore degli Stati Uniti, sul piano spirituale e culturale ne è la madre, perché la civiltà americana affonda le sue radici nell’eredità intellettuale, religiosa e morale europea.

L’Ucraina, l’antico regno di Kyiv, per la sua storia e per la volontà politica che oggi esprime, fa parte dell’Europa e non della Russia moscovita. Abbandonarla sarebbe un gesto di viltà morale e di miopia politica. 

Trump, inoltre, nel suo sforzo di chiudere la partita ucraina, rischia di commettere lo stesso errore di Putin: sottovalutare non tanto il carattere di Zelenski, un attore che ha fatto della sua vita il suo palcoscenico, quanto lo spirito di resistenza del popolo ucraino: una nazione che ha subito, senza piegarsi, l’Holodomor, lo sterminio per fame (1932-1933), voluto da Stalin, con la morte di circa 4 milioni di persone, e che, tra il 1941 e il 1960, ha espresso la resistenza militare antisovietica più combattiva dell’Europa orientale. Sarà difficile realizzare un accordo che imponga a questo popolo condizioni inaccettabili.

Ci troviamo, insomma, di fronte, a nodi quasi inestricabili. Il presidente Trump certamente non conosce le pagine che alla Russia hanno dedicato Joseph de Maistre (1753-1821) e Juan Donoso Cortés (1809-1853), e forse nemmeno quelle dello storico americano Henry Adams (1838-1918), che individuava il pericolo di questo paese orientale, definendolo un’immensa realtà territoriale e umana, difficile da comprendere o governare, una forza naturale più che una nazione nel senso occidentale (The Education of Henry Adams. An Autobiography, Modern Library, New York 1996, pp. 438-439).

Non è chiaro fino a che punto l’obiettivo primario di Trump sia accrescere la grandezza dell’America o quella del proprio “io”, aggiudicandosi un premio, ormai screditato, ma a cui sembra attribuire grande importanza, qual è il Nobel per la pace.

Tuttavia, bisogna ammettere che il presidente americano è circondato da una équipe di collaboratori pronta a correggerne gli errori di calcolo, mentre il presidente russo, come tutti i dittatori, è drammaticamente isolato nelle sue decisioni, perché nessuno osa contraddirlo.

Trump guarda agli allori che può ottenere, oltre il suo mandato presidenziale, Putin sa di essere condannato a governare fino alla morte, se vuole evitare la morte al termine del suo governo. Anche per questo, una pulsione suicida sembra consumare il presidente della Federazione russa.

Putin ha fatto assassinare i suoi avversari, all’interno e all’esterno del suo paese, e sta facendo massacrare centinaia di migliaia di suoi compatrioti in una delle campagne militari più fallimentari mai intraprese dalla Russia nella sua storia.

L’offensiva estiva russa sta volgendo al termine e, come sottolinea Marta Serafini sul “Corriere della Sera” del 20 ottobre, lo zar russo non ha ottenuto un solo risultato di quelli annunciati. Potrkrovsk, in pericolo da più di un anno, non è caduta, né l’esercito russo ha mai raggiunto il controllo degli oblast di Dnetsk, Lugansk, Zaporuzhzhia e Kherson, che Putin rivendica.

Il dittatore russo sa di non poter vincere, eppure è disposto a tutto pur di non perdere. È difficile prevedere le sue mosse future, come quelle di Trump, che ama l’improvvisazione e i colpi di scena.

Il problema è che un tempo le relazioni internazionali erano complesse partite a scacchi, tra giocatori esperti, che impegnavano nella partita tutte le loro facoltà intellettuali. Oggi, al contrario, quel che domina la scena è un groviglio di passioni, che costituisce la causa prima dell’instabilità internazionale.

Robert Kaplan parla di “declino shakespeariano” per riferirsi ai demoni interiori che spingono i leader politici verso un certo grado di follia (Il secolo fragile. Caos e potere nel mondo in crisi permanente, Marsilio, Venezia 2025, p. 100). Tuttavia, agli uomini di potere contemporanei mancano la consapevolezza tragica e la grandezza d’animo che caratterizzano i personaggi di Shakespeare nella loro discesa verso la rovina. 

Il teatro elisabettiano, inoltre, è stato sostituito da un mondo digitale in cui ogni individuo – leader, influencer o semplice spettatore – recita il proprio ruolo davanti a un pubblico invisibile, mentre i social media incoraggiano e moltiplicano la potenza espansiva delle passioni disordinate.

Come nei drammi di Shakespeare, le emozioni dominano la ragione, ma i demoni interiori di Macbeth e Otello si manifestano sotto forma di dipendenza sociale dagli algoritmi. Rabbia, vendetta, odio e risentimento sono diventati gli impulsi dominanti di una psicologia collettiva volatile, che si alimenta nel mondo virtuale, davanti a un pubblico planetario. 

È in questo contesto che prende forma la caduta interiore di una civiltà che, come i personaggi di Shakespeare, è divorata dai propri demoni. Solo che oggi la follia non si restringe al silenzio di un palazzo, ma si auto-rappresenta davanti a uno schermo, come una tragedia globale in diretta.

La psicologia degli individui e delle masse sfugge a chi tenta di ricostruire la storia secondo linee ideologiche preconcette, perché l’epoca contemporanea non è più governata da idee, ma da stati d’animo collettivi e da un pathos incontrollato.

Nel mondo delle passioni, reali e virtuali, tutte le ideologie si dissolvono. Sopravvive però la forza distruttiva del comunismo, che il presidente cinese Xi Jinping rilancia a Pechino e Vladimir Putin traduce in prassi di potere a Mosca.

La profezia di Fatima si realizza e la Chiesa cattolica, apostolica, romana, con le sue verità infallibili di fede e di morale, rimane l’ultimo punto fermo nel caos contemporaneo. Quando tutto è inghiottito dal vortice del presente e il tempo diviene una corrente di eventi senza direzione in cui tutto è possibile e tutto è imprevedibile, la riflessione storica e teologica è necessaria. L’intervento di Dio è in ogni momento possibile e basta un solo atto di fedeltà o di tradimento di un uomo per cambiare il corso degli eventi.

Nel V secolo il generale romano Bonifacio, comes Africae, governatore dell’Africa romana (circa 422-432 d.C.), tradì la sua fede e l’Impero, accordandosi con gli invasori Vandali (Prospero d’Aquitania, Chronicon, ad annum 429). Sant’Agostino, che lo esortava alla lotta, morì mentre la città di Ippona era assediata, meditando sul significato della caduta dell’Impero romano, che crollava non solo per la forza dei barbari, ma per la defezione dei suoi difensori. Eppure, sulle rovine di quell’Impero, sarebbe nata la Civiltà cristiana del Medioevo.

La teologia della storia di sant’Agostino, il testimone del declino dell’Impero romano, è l’unica che possa aprire il cuore alla speranza. Chi, se non Leone XIV, potrebbe oggi recuperarne il significato perenne? 

LETTURA CRISTIANA DELLA CRONACA E DELLA STORIA

Programma di Padre Livio – Venerdì 24 ottobre 2025

h. 9.00: Diretta su Radio Maria – blogdipadrelivio.it – Facebook – YouTube (in differita)

h. 8.50 – 9.25: ATTUALITA’ MONDO – CHIESA

+Sant’Agostino e la crisi del mondo presente

+Dov’è finito il genio di Putin?


h. 9.25 – h. 9.35: VIATICO QUOTIDIANO

Pensieri sulla Fede (27)


h. 9.35 – 9.55: MEDJUGORJE: LE MIE PAROLE VENGONO DAL CIELO

18. “Non abbiate paura di camminare con me” (18 Marzo 2025 a Mirjana)

Quelli che hanno paura della Madonna

La Madonna non ci trattiene a sé

La Madonna è tutta orientata a suo Figlio

La Madonna è la Via che porta a Cristo

Più uno è mariano e più è cristiano

Camminare con Maria sulla strada del Cielo

Umiltà – fedeltà – perseveranza


h. 10.00: TELEFONATA A PADRE LIVIO

BLOG: blogdipadrelivio.it

Il pensiero quotidiano: La profezia della Madonna riguardo a Medjugorje


h. 10.05: IL CORAGGIO DEL PERDONO (11)


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🔴LIVE🔴Incontro di Padre Livio con la veggente Vicka di Medjugorje – Agosto 2001 – Seconda Parte

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IL PENSIERO QUOTIDIANO

26. La profezia della Madonna riguardo a Medjugorje

Medjugorje ha una lunga storia alle sue spalle ed è una storia dolorosa e gloriosa nel medesimo tempo. Dolorosa perché è stata segnata dalla persecuzione e dalla guerra. Gloriosa perché è divenuto il centro mariano più visitato del mondo.

Tuttavia questa cittadina dell’Erzegovina, che da villaggio sconosciuto si è trasformata in un centro mondiale di preghiera, ha davanti a sé un futuro che si fa fatica a immaginare.

Il momento critico sarà quello della rivelazione del primo dei dieci Segreti, incisi su un rotolo di pergamena che la Madonna ha consegnato alla Veggente Mirjana e che riguarda un evento catastrofico locale che verrà enunciato tre giorni prima.

Non vi è dubbio che questo fatto sarà al centro dell’attenzione non solo della Chiesa, ma anche della rete mass-mediatica globale, particolarmente in Occidente.

Per quanto si cerchi di presentarlo come qualcosa di casuale, resterà vivo in molti l’avveramento della profezia, che verrà consolidato dall’accadimento del secondo Segreto.

Tuttavia l’evento eclatante, che porrà Medjugorje al centro dell’attenzione mondiale, sarà il realizzarsi della profezia riguardante il terzo Segreto: un segno visibile, indistruttibile, durevole e che viene dal Signore, sulla collina delle prime apparizioni. Tale segno straordinario e inspiegabile rimarrà fino alla fine del mondo.

Inoltre i successivi segreti, dal quarto al decimo, che alludono ai sette flagelli dell’Apocalisse, verranno proclamati tutti da Medjugorje, divenuto un polo dell’interesse mondiale.

In questa luce si comprende il valore dei primi due Segreti, che colpiranno Medjugorje in un modo doloroso. La loro finalità è quella di staccare i cuori dalle cose materiali per acquisire la vista spirituale necessaria per comprendere ed apprezzare la presenza salvifica di Maria.

Pellegrini di RM Malawi, celebrano la Santa Messa in onore di S. Giovanni Paolo II nella cappella di RM a Roma e pregano con la preghiera composta dal Papa per RM

☕IL CAFFEINO QUOTIDIANO DI P. LIVIO☕

«Il Donbass ha radici europee che la Russia vuole cancellare: non lo accettiamo»

di Marta Serafini _ Corriere della Sera – 23 Ottobre

Lo scrittore Mykhed: da ucraino non penso sia giusto cedere la nostra terra e la nostra storia

«La Russia ha cercato di cancellare il Dna storico del Donbass per decenni ma stiamo parlando della porta d’ingresso dell’Europa a Est». Oleksander Mykhed è uno scrittore ucraino tradotto all’estero oltre che un militare. Nel suo ultimo libro pubblicato in inglese racconta il suo viaggio in questa regione

«I’ll Mix Your Blood with Coal: Snapshots from the Ukrainian East» nasce quasi dieci anni fa…

«Sì, era il 2016, quando ho partecipato a un progetto multidisciplinare con architetti, ricercatori urbani e curatori culturali. Volevamo esplorare sei città del Donbass per capire identità, storia e contemporaneità di una regione che stava già vivendo la prima fase della guerra russo-ucraina».

Il Donbass è spesso percepito come lontano dall’Europa. È così?

«La sua storia è intrecciata con quella europea. Nel libro racconto, ad esempio, dell’imprenditore gallese John Hughes che fondò Yuzovka (oggi Donetsk), dell’influenza belga su Lugansk e Donetsk nel XIX secolo, dell’arrivo di ingegneri, minatori, architetti francesi, tedeschi, britannici. I tram, lo stile industriale, persino l’urbanistica sono di origine europea. Il Donbass è nato anche grazie all’Europa — non solo alla Russia».

In che modo Mosca interviene su questa identità?

«Putin non invade solo territori: invade anche la memoria. Cerca di riscrivere la storia del Donbass come spazio russo, eliminando ogni traccia europea. La propaganda russa lavora per convincere che il Donbass appartiene culturalmente a Mosca, ignorando secoli di connessioni con l’Occidente. È una guerra anche contro gli archivi, le fotografie, la storia».

Come vivono gli abitanti del Donbass l’arrivo della Russia?

«In modi totalmente opposti. Alcuni hanno visto l’occupazione come una liberazione, altri come un inferno fatto di crimini di guerra, rapimenti, distruzione. Racconto entrambe le prospettive, perché la verità non sta solo da una parte: è nascosta tra le storie personali e le cicatrici della terra».

Alcuni in Europa pensano che cedere il Donbass a Putin potrebbe fermare la guerra. Cosa risponde?

«Tutti i regimi, anche quello di Putin, sono temporanei. La terra del Donbass ha visto passare cosacchi, industriali europei, imperi, rivoluzioni. Putin vuole far credere che sia per sempre, ma non è così. Da ucraino, non posso accettare l’idea che l’Europa ceda una parte della sua stessa storia solo per illudersi di avere pace».

Come giudica il modo in cui Putin conduce oggi la guerra?

«Usa i missili come linguaggio politico. Sonda l’Occidente con ultimatum senza conseguenze. Approfitta della debolezza e della divisione. Non è “solo la guerra di Putin”: è un sistema che coinvolge milioni di soldati, famiglie, fabbriche di armi, propaganda. E senza giustizia — senza tribunali, responsabilità, restituzione dei bambini ucraini deportati — non ci sarà pace reale».

🔴LIVE🔴 IL CORAGGIO DEL PERDONO – Catechesi di P. Livio – Puntata 10

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🔴LIVE🔴 Medjugorje: La Chiesa davanti ai Segreti – Editoriale di Padre Livio – 23/10/2025

MEDJUGORJE: LA CHIESA DI FRONTE AI SEGRETI

Editoriale 23 Ottobe 2025

PREMESSA: GUARDARE ALLA STORIA NELLA LUCE DELLA FEDE

+ Siamo entrati nel tempo dell’Apocalisse

I SEGRETI SONO UN EVENTO DELLA STORIA DELLA SALVEZZA

+ il diluvio universale

+ La liberazione di Israele dall’Egitto

+ La distruzione di Sodoma e Gomorra

+ La distruzione di Gerusalemme

+ Il primo combattimento dell’Apocalisse

L’INCREDULITA’ DEL MONDO HA TOCCATO IL FONDO

+ Il dilagare della massima impostura anticristica

+ Il rifiuto del cristianesimo

+ “Satana Regna”

LA CHIESA DI FRONTE AI SEGRETI

+La Chiesa che non crede  

+ La Chiesa attendista

+ La Chiesa che crede

LA CHIESA DINANZI AL TERZO SEGRETO

+ La Madonna lascia un segno  sulla collina  per la scelta della Chiesa

I TESTIMONI DEI SEGRETI SONO I VEGGENTI

+ La testimonianza dei Veggenti è impegnativa

+ Le  parole della Madonna sui Segreti sono apocalittiche

GLI EVENTI DEI SEGRETI NELLE RIVELAZONI DI SUOR LUCIA

La profezia salvatrice

Le catastrofi naturali –

La guerra  distruttice-

 La testimonianza dei martiri-

 La vittoria di Maria

IL FINE DEI SEGRETI E’ LA PURIFICAZIONE DEL MONDO

+ Quanti si salveranno e quanti periranno dipende noi

+ La scelta è fra la donna vestita  di sole e l’ enorme drago rosso

LA PREPARAZIONE AI SEGRETI RICHIEDE PAZIENZA

+ I Segreti accadranno necessariamente

+ I Segreti maturano nella storia contemporanea

+ La rimozione dei Segreti è un inganno del diavolo

+ Nel tempo dei Segreti sarà presente la Madonna

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