"VI SUPPLICO: CONVERTITEVI!" (REGINA DELLA PACE-MEDJUGORJE)

Autore: Padre Livio Pagina 91 di 155

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UNO SGUARDO DI FEDE SULL’ATTUALITA’

Siamo entrati nel tempo dell’Apocalisse

Cari amici,

è bene inquadrare gli avvenimenti che stiamo vivendo in una visione cristiana della Storia. Siamo entrati nel tempo dell’Apocalisse. La lunga presenza della Regina della pace a Medjugorje ne è il segno, oltre al fatto che è sotto gli occhi di tutti che il mondo è arrivato a un punto che mai aveva toccato prima. Per la prima volta nella Storia dell’umanità il mondo è in grado di autodistruggersi. Allo stesso tempo è la prima volta che accade che la Madonna sia qui per così tanto tempo, visti i pericoli di vario genere che corriamo.

È chiaro che a tutto questo si trova una grande resistenza e questo è dovuto a due fattori: è diminuita la fede e quindi anche la capacità di vedere la Storia nella prospettiva cristiana. Non essendoci più questa prospettiva di Storia sacra è chiaro che non è facile introdurre questa tematica dell’Apocalisse perché le menti sono impreparate e diffidenti.

Per duemila anni abbiamo vissuto in una visione precisa della Storia, il cui inizio è l’atto creatore di Dio, prosegue lungo una linea retta che ha un principio e una fine, ovvero il ritorno di Cristo.

La visione cristiana della Storia, quella biblica che ci insegna la Chiesa, è una linea retta. Tutta la Creazione percorre quindi questa linea retta che è la sua Storia che inizia con l’atto creatore, termina con il ritorno di Cristo e ha al centro l’Incarnazione.

Cristo è il Verbo che si è fatto carne, tutte le cose sono state create in vista di Lui e per mezzo di Lui. Cristo ha patito, ha sofferto, sulla Croce ha espiato tutti i nostri peccati, è Risorto glorioso dai morti, è presente nella Storia umana (soprattutto nella Chiesa), è presente in modo reale nell’Eucarestia e verrà alla fine del mondo, sulle nubi del Cielo, con grande potenza e gloria, per mettere fine alla Storia umana e ci sarà il Giudizio universale. Questa è la visione cristiana della Storia che ci è stata rivelata da Dio.

Questa visione della Storia è evaporata, non se ne sente più parlare. Oramai siamo permeati da una visione della Storia tipica dei popoli indoeuropei per cui siamo una materia eterna che si evolve all’infinito. È la teoria dell’eterno ritorno che già il filosofo Eraclito aveva esposto nel V secolo avanti Cristo. Questa è anche la visione del mondo che ha l’umanità oggi: tutto è un progresso infinito, tornerà poi nel caos iniziale.

Questa visione della Storia fatta di ipotesi umane annulla la bellezza della Storia come fatto unico. È come se la Storia fosse la ripetizione all’infinito dell’evoluzione della materia, come un disco rotto che si ripete all’infinito. Alla fine il Sole scoppierà, la Terra brucerà e la vita ricomincerà da capo.

Siccome questa visione è entrata in noi, facciamo fatica a capire che invece la Storia è una linea retta con un inizio, una fine e delle fasi particolari. Tutto questo è descritto nei Vangeli, nei discorsi escatologici di Cristo, nei discorsi di tutto il Nuovo Testamento che sono orientati alla conclusione della Storia che è la venuta di Cristo come giudice del mondo. In quel momento il mondo finirà, si rivestirà della gloria di Cristo Risorto e ci saranno Cieli nuovi e Terra nuova.

Il ritorno di Cristo è una verità di fede. Il tempo che precede il ritorno di Cristo è un tempo particolare della Storia della salvezza ed è una tappa ben precisa che è indicata in tutti i testi del Nuovo Testamento. All’origine di questa visione c’è sempre il Vangelo, c’è sempre quello che Gesù ha detto. La fase finale della Storia è stata rivelata da Dio e comprende una serie di battaglie, di lotte e di combattimenti escatologici.

Oggi ci sono tutti gli elementi per dire che questa fase finale della Storia è cominciata e porterà alla venuta di Cristo nella gloria e avrà come caratteristica l’attacco dell’impero delle tenebre all’opera della Creazione e della Redenzione e alla Chiesa.

Questo tempo finirà con la venuta di Cristo, Signore della Storia e unico Salvatore del mondo.

Dall’editoriale “Siamo entrati nel tempo dell’Apocalisse” del 14 giugno 2022

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UNO SGUARDO DI FEDE SULL’ATTUALITA’

Pensiero Spirituale sulla tragedia della perdita della fede

Cari amici,

stiamo certamente vivendo un tempo straordinario e allo stesso tempo tragico per l’umanità.

Pur essendo caratterizzato dalla presenza di Maria (che lo rende un tempo straordinario), la crisi spirituale è dilagante. Si sono dissolte le certezze della fede cristiana. Si è dissolta la visione cristiana della vita. Si è dissolta la salvezza che viene da Dio e ci siamo rifugiati in una visione della vita che ci viene data dalla scienza.

Oltre alla crisi spirituale che riguarda le certezze della fede, siamo nel pieno di una crisi morale. Basta guardare i comportamenti della gente. Siamo accecati, abbiamo perso il senso della vita, non abbiamo più prospettive. Siamo come barchette in mezzo al mare, in balìa delle onde.

Nel bel mezzo di questa oscurità non ci sono punti di riferimento. Si è diffusa un’immoralità che è fuori controllo, ha ragione la Madonna nel dire che nel mondo c’è la guerra perché nei cuori c’è l’odio. Lo spirito del male si è impadronito dei cuori, lo spirito immondo è entrato in noi. È lo spirito della discordia, della vendetta, della violenza.

Se non avessimo la luce della fede, non sapremmo nemmeno dove sta andando a finire questo mondo. Non sappiamo che futuro ci attende. Guardiamo al presente e, alzando lo sguardo verso l’orizzonte, veniamo sopraffatti dalla paura.

Non sappiamo nemmeno se questo mondo avrà un futuro. L’istinto di conservazione ci spinge a sperare, ma non è la speranza cristiana a farci guardare avanti. Non è la certezza della presenza di Dio a farci sperare. È una speranza molto superficiale, effimera, che non ha basi solide.

Dio invece è una presenza vera, salvifica, tangibile. Dio opera con noi e per mezzo di noi per portare il mondo verso un porto di luce e di pace.

La tragedia del nostro tempo è la perdita di questa certezza, l’offuscamento della fede in Dio.

Senza fede siamo nell’oscurità più totale: non sappiamo da dove veniamo, dove andiamo, non sappiamo nemmeno che senso ha la nostra vita, abbiamo perso il senso ha della Storia.

In un momento in cui l’umanità ha perso la visione di Dio, della Storia della salvezza, della fiducia nella Provvidenza, di chi sono i protagonisti della Storia, anche noi cristiani ragioniamo come gli atei quando si trattano temi come il futuro dell’umanità e del mondo. Non si parla più di Dio, viviamo come se non esistesse. Allo stesso tempo non si parla più del maligno, come se nemmeno lui ci fosse. Ma non è così!

Dio esiste, è presente, è l’Onnipotente, è il Creatore di tutte le cose.

Anche il principe di questo mondo esiste e sta oscurando le menti, sta riempiendo i cuori di odio, sta tramando contro il piano di Dio, vuole distruggere le nostre vite e il pianeta sul quale viviamo.

In questi decenni di progressivo ateismo abbiamo spento la luce che illuminava la Storia umana. È come se avessimo spento il Sole e fosse iniziata una lunga notte invernale.

Stiamo vagando nel buio delle tenebre.

Torniamo a Dio e ai suoi Comandamenti!

Da: “La Lettura cristiana della cronaca e della storia”  

LA SORTE DELLE ANIME NEI GIORNI DELLA GRANDE TRIBOLAZIONE – Puntata 32

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UNO SGUARDO DI FEDE SULL’ATTUALITA’

Pensiero Spirituale sulla Divina presenza

Cari amici,

chi è in grazia di Dio ed è in uno stato di santità soprannaturale è certamente il tempio della Santissima Trinità. Questa Divina presenza deve essere anche l’oggetto della nostra meditazione e della nostra preghiera. È bene iniziare la giornata pensando che Dio è in noi e quindi che non è lontano, consapevoli di essere il Suo tempio santo, pietre vive. Ciascuno di noi è un Paradiso in cui Dio abita e noi abitiamo in Lui. Attraverso Gesù, nella comunione con lo Spirito Santo, possiamo essere nel Padre.

La Divina presenza è la forma più alta di preghiera perché è una comunione con Dio reale, nel senso che la nostra anima veramente è il tempio della Santissima Trinità: Dio è presente in noi mediante il suo Spirito d’Amore. Poiché abitiamo in Dio e Dio abita in noi, siamo già in una situazione di Paradiso, sia pure nel mistero della fede.

Anche per chi non è in grazia di Dio, ma comunque ha la grazia della fede, è molto importante non vivere come se Dio non ci fosse. Non bisogna vivere la giornata in assenza di Dio. È come se passassimo una giornata di sole e di cielo azzurro con lo sguardo rivolto verso il basso, affaccendati nei nostri impegni quotidiani senza mai alzare gli occhi per contemplare la bellezza del creato.

Anche chi non è in grazia di Dio, quindi, deve badare di non entrare in una situazione esistenziale di assenza di Dio. Dio non è assente, siamo noi che non ci pensiamo, non lo cerchiamo, non lo invochiamo. Rischiamo di essere dei rami che rischiano di seccare completamente e staccarsi dall’albero.

Purtroppo, molti commettono errori, inciampano nel cammino della vita, entrano in situazioni peccaminose. In questo modo la grazia santificante viene eclissata. Invece della luce di Dio, entrano le tenebre del male e anziché la Santissima Trinità entra il principe di questo mondo che fa di tutto per insidiarsi stabilmente nel cuore.

Esorto, allora, le persone con una fede tiepida che magari dicono qualche preghiera, ad assumere un atteggiamento di ricerca di Dio, di apertura a Dio. Questi cristiani devono ricordarsi che hanno il sigillo del Battesimo e della Cresima, la loro fede non è del tutto morta. Dio vi cerca, bussa alla porta del vostro cuore.

Uscite dal guscio dell’effimero e della finitezza, lasciate entrare qualche raggio di luce nella caverna in cui vi siete barricati!

C’è una differenza abissale tra chi è in stato di peccato mortale e quindi non è più abitato da Dio (anche se la grazia opera per chiamarlo) e chi invece è in grazia di Dio ed è quindi Tempio della Santissima Trinità.

È più facile cercare la comunione con Dio durante la giornata per chi vive in grazia di Dio, è Tempio della Santissima Trinità e si nutre dell’Eucarestia. Per queste persone è certamente più facile uscire dalla confusione e rivolgersi a Dio per chiedere la pace, la forza e la luce. È una situazione privilegiata che deve essere coltivata, difesa dagli assalti del nemico che brama la nostra anima.

Al diavolo basta una piccola fessura per entrare nel nostro cuore e seminare i veleni di cui lui è maestro.

Chi è lontano da Dio ma non ha perso la fede, è importante che si metta alla ricerca di Dio, della sua presenza. La grazia chiama alla conversione, la voce della coscienza rimorde quando si commette il male, gli sprazzi di luce mettono davanti all’eternità. Quando un’anima è lontana da Dio, Lui fa di tutto per attirarla a sé dando le grazie necessarie.

Ascoltando Dio, dialogando con Lui, mettendosi alla Sua presenza, contemplando la sua Parola, capirete che bisogna cambiare vita.

Decidetevi per la conversione, decidetevi per Dio.

Decidete di capovolgere la vostra vita, mettetevi spiritualmente ed esistenzialmente in grazia di Dio, a partire da una bella Confessione.

Chi è lontano da Dio scelga di diventare tempio della Divina presenza.

Da: “La Lettura cristiana della cronaca e della storia”  

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