Pensiero Spirituale sulla Divina presenza

Cari amici,

chi è in grazia di Dio ed è in uno stato di santità soprannaturale è certamente il tempio della Santissima Trinità. Questa Divina presenza deve essere anche l’oggetto della nostra meditazione e della nostra preghiera. È bene iniziare la giornata pensando che Dio è in noi e quindi che non è lontano, consapevoli di essere il Suo tempio santo, pietre vive. Ciascuno di noi è un Paradiso in cui Dio abita e noi abitiamo in Lui. Attraverso Gesù, nella comunione con lo Spirito Santo, possiamo essere nel Padre.

La Divina presenza è la forma più alta di preghiera perché è una comunione con Dio reale, nel senso che la nostra anima veramente è il tempio della Santissima Trinità: Dio è presente in noi mediante il suo Spirito d’Amore. Poiché abitiamo in Dio e Dio abita in noi, siamo già in una situazione di Paradiso, sia pure nel mistero della fede.

Anche per chi non è in grazia di Dio, ma comunque ha la grazia della fede, è molto importante non vivere come se Dio non ci fosse. Non bisogna vivere la giornata in assenza di Dio. È come se passassimo una giornata di sole e di cielo azzurro con lo sguardo rivolto verso il basso, affaccendati nei nostri impegni quotidiani senza mai alzare gli occhi per contemplare la bellezza del creato.

Anche chi non è in grazia di Dio, quindi, deve badare di non entrare in una situazione esistenziale di assenza di Dio. Dio non è assente, siamo noi che non ci pensiamo, non lo cerchiamo, non lo invochiamo. Rischiamo di essere dei rami che rischiano di seccare completamente e staccarsi dall’albero.

Purtroppo, molti commettono errori, inciampano nel cammino della vita, entrano in situazioni peccaminose. In questo modo la grazia santificante viene eclissata. Invece della luce di Dio, entrano le tenebre del male e anziché la Santissima Trinità entra il principe di questo mondo che fa di tutto per insidiarsi stabilmente nel cuore.

Esorto, allora, le persone con una fede tiepida che magari dicono qualche preghiera, ad assumere un atteggiamento di ricerca di Dio, di apertura a Dio. Questi cristiani devono ricordarsi che hanno il sigillo del Battesimo e della Cresima, la loro fede non è del tutto morta. Dio vi cerca, bussa alla porta del vostro cuore.

Uscite dal guscio dell’effimero e della finitezza, lasciate entrare qualche raggio di luce nella caverna in cui vi siete barricati!

C’è una differenza abissale tra chi è in stato di peccato mortale e quindi non è più abitato da Dio (anche se la grazia opera per chiamarlo) e chi invece è in grazia di Dio ed è quindi Tempio della Santissima Trinità.

È più facile cercare la comunione con Dio durante la giornata per chi vive in grazia di Dio, è Tempio della Santissima Trinità e si nutre dell’Eucarestia. Per queste persone è certamente più facile uscire dalla confusione e rivolgersi a Dio per chiedere la pace, la forza e la luce. È una situazione privilegiata che deve essere coltivata, difesa dagli assalti del nemico che brama la nostra anima.

Al diavolo basta una piccola fessura per entrare nel nostro cuore e seminare i veleni di cui lui è maestro.

Chi è lontano da Dio ma non ha perso la fede, è importante che si metta alla ricerca di Dio, della sua presenza. La grazia chiama alla conversione, la voce della coscienza rimorde quando si commette il male, gli sprazzi di luce mettono davanti all’eternità. Quando un’anima è lontana da Dio, Lui fa di tutto per attirarla a sé dando le grazie necessarie.

Ascoltando Dio, dialogando con Lui, mettendosi alla Sua presenza, contemplando la sua Parola, capirete che bisogna cambiare vita.

Decidetevi per la conversione, decidetevi per Dio.

Decidete di capovolgere la vostra vita, mettetevi spiritualmente ed esistenzialmente in grazia di Dio, a partire da una bella Confessione.

Chi è lontano da Dio scelga di diventare tempio della Divina presenza.

Da: “La Lettura cristiana della cronaca e della storia”