Siamo entrati nel tempo dell’Apocalisse

Cari amici,

è bene inquadrare gli avvenimenti che stiamo vivendo in una visione cristiana della Storia. Siamo entrati nel tempo dell’Apocalisse. La lunga presenza della Regina della pace a Medjugorje ne è il segno, oltre al fatto che è sotto gli occhi di tutti che il mondo è arrivato a un punto che mai aveva toccato prima. Per la prima volta nella Storia dell’umanità il mondo è in grado di autodistruggersi. Allo stesso tempo è la prima volta che accade che la Madonna sia qui per così tanto tempo, visti i pericoli di vario genere che corriamo.

È chiaro che a tutto questo si trova una grande resistenza e questo è dovuto a due fattori: è diminuita la fede e quindi anche la capacità di vedere la Storia nella prospettiva cristiana. Non essendoci più questa prospettiva di Storia sacra è chiaro che non è facile introdurre questa tematica dell’Apocalisse perché le menti sono impreparate e diffidenti.

Per duemila anni abbiamo vissuto in una visione precisa della Storia, il cui inizio è l’atto creatore di Dio, prosegue lungo una linea retta che ha un principio e una fine, ovvero il ritorno di Cristo.

La visione cristiana della Storia, quella biblica che ci insegna la Chiesa, è una linea retta. Tutta la Creazione percorre quindi questa linea retta che è la sua Storia che inizia con l’atto creatore, termina con il ritorno di Cristo e ha al centro l’Incarnazione.

Cristo è il Verbo che si è fatto carne, tutte le cose sono state create in vista di Lui e per mezzo di Lui. Cristo ha patito, ha sofferto, sulla Croce ha espiato tutti i nostri peccati, è Risorto glorioso dai morti, è presente nella Storia umana (soprattutto nella Chiesa), è presente in modo reale nell’Eucarestia e verrà alla fine del mondo, sulle nubi del Cielo, con grande potenza e gloria, per mettere fine alla Storia umana e ci sarà il Giudizio universale. Questa è la visione cristiana della Storia che ci è stata rivelata da Dio.

Questa visione della Storia è evaporata, non se ne sente più parlare. Oramai siamo permeati da una visione della Storia tipica dei popoli indoeuropei per cui siamo una materia eterna che si evolve all’infinito. È la teoria dell’eterno ritorno che già il filosofo Eraclito aveva esposto nel V secolo avanti Cristo. Questa è anche la visione del mondo che ha l’umanità oggi: tutto è un progresso infinito, tornerà poi nel caos iniziale.

Questa visione della Storia fatta di ipotesi umane annulla la bellezza della Storia come fatto unico. È come se la Storia fosse la ripetizione all’infinito dell’evoluzione della materia, come un disco rotto che si ripete all’infinito. Alla fine il Sole scoppierà, la Terra brucerà e la vita ricomincerà da capo.

Siccome questa visione è entrata in noi, facciamo fatica a capire che invece la Storia è una linea retta con un inizio, una fine e delle fasi particolari. Tutto questo è descritto nei Vangeli, nei discorsi escatologici di Cristo, nei discorsi di tutto il Nuovo Testamento che sono orientati alla conclusione della Storia che è la venuta di Cristo come giudice del mondo. In quel momento il mondo finirà, si rivestirà della gloria di Cristo Risorto e ci saranno Cieli nuovi e Terra nuova.

Il ritorno di Cristo è una verità di fede. Il tempo che precede il ritorno di Cristo è un tempo particolare della Storia della salvezza ed è una tappa ben precisa che è indicata in tutti i testi del Nuovo Testamento. All’origine di questa visione c’è sempre il Vangelo, c’è sempre quello che Gesù ha detto. La fase finale della Storia è stata rivelata da Dio e comprende una serie di battaglie, di lotte e di combattimenti escatologici.

Oggi ci sono tutti gli elementi per dire che questa fase finale della Storia è cominciata e porterà alla venuta di Cristo nella gloria e avrà come caratteristica l’attacco dell’impero delle tenebre all’opera della Creazione e della Redenzione e alla Chiesa.

Questo tempo finirà con la venuta di Cristo, Signore della Storia e unico Salvatore del mondo.

Dall’editoriale “Siamo entrati nel tempo dell’Apocalisse” del 14 giugno 2022