
Autore: Padre Livio Pagina 22 di 155
Pensiero Spirituale sulla tentazione dello scoraggiamento

Cari amici,
si parla poco della tentazione dello scoraggiamento, nonostante faccia parte della vita di coloro che credono e che percorrono un cammino spirituale.
La Madonna apparve per la prima volta nella Storia a San Giacomo Maggiore, fratello di San Giovanni, in Spagna. In quella apparizione la Madonna apparve in bilocazione perché era viva, non era ancora stata assunta in Cielo, era il 40 d.C. In quell’occasione San Giacomo era assalito dallo scoraggiamento e stava seduto sui resti di una colonna di un tempio romano che era crollato, stava meditando sul da farsi perché fino a quel momento la sua predicazione non era stata abbastanza efficace.
La Madonna, allora, apparve a San Giacomo esortandolo a non farsi prendere dallo scoraggiamento, a continuare a evangelizzare, indipendentemente dai frutti spirituali che avrebbe ottenuto. In poche parole, lo invitò a non farsi prendere dallo scoraggiamento assicurandogli che alla fine quello che stava facendo per Gesù avrebbe avuto grandi risultati e molti si sarebbero convertiti.
La prima apparizione di Maria, allora, è un intervento a sostegno di un apostolo che in quel momento era scoraggiato.
Lo scoraggiamento è una tentazione che riguarda proprio “gli operai del Vangelo”, tutti quelli che fanno un cammino di conversione. Tutti quelli che hanno risposto alla chiamata della Regina della pace sono stati chiamati a fare un cammino di conversione e di santità, ad arruolarsi nella schiera della sua battaglia e della sua vittoria.
Le nostre armi sono solamente spirituali: il Rosario, la bontà, la testimonianza, l’amore per tutti. La Madonna ci raccomanda di usare queste armi per contrastare il nemico e per vincere con Lei la battaglia in atto.
Noi siamo soggetti a questa tentazione perché nel cammino di santità abbiamo a che fare con dei nemici, dei tentatori, degli ostacoli, degli inganni. Le fonti dello scoraggiamento hanno tre soggetti: la carne, perché la nostra natura umana è debole e ha delle inclinazioni al male; il mondo, cioè le persone che frequentiamo che talvolta ostacolano il nostro cammino di fede e allo stesso tempo i mass-media da cui arrivano molti ostacoli e molte seduzioni; il maligno, che riserva i suoi assalti alle persone che sono più avanti nel cammino di santità.
Con la buona volontà dobbiamo resistere in questi momenti di scoraggiamento, specialmente quando si prolungano nel tempo. I maestri di spiritualità parlano spesso di tempi di aridità nella preghiera, nella pratica dei Comandamenti e nell’assenza del sentimento della presenza di Dio. Sono prove che Dio permette perché ci distacchiamo da noi stessi fino in fondo. San Giovanni della Croce è stato maestro in questo tipo di purificazione.
I fattori dello scoraggiamenti sono tanti e colpiscono soprattutto quelli che sono impegnati nel cammino di santità, che sono avanti nel cammino spirituale e che hanno responsabilità di anime. Il modo con cui il maligno spinge allo scoraggiamento sono i pensieri che lui stesso suggerisce, facendo vedere i pochi frutti spirituali della vita, nonostante l’impegno e gli sforzi per coltivarli. Il maligno ci fa vedere fermi nel cammino spirituale, ecco come ci scoraggia. Sono vere e proprie frecce spirituali che ci fanno vedere le cose come in realtà non sono perché sappiamo che i frutti spirituali non sono immediati, richiedono processi ben precisi che Gesù descrive nella Parabola del seme, che per produrre buoni frutti deve essere gettato nella terra, marcire, germogliare e diventare una spiga matura. La tentazione dello scoraggiamento ci fa desiderare di avere frutti immediati, gettati e subito germogliati.
Il maligno ci spaventa, ci scoraggia, non ci fa vedere le cose nella realtà. Le tentazioni del maligno sono forme di tempesta interiori, sono polveroni, sono voci che fanno paura e immobilizzano.
Se Dio permette queste tentazioni, lo fa per provare la nostra fede, per vedere fino a che punto siamo saldi. Dio vuole vedere fino a che punto lo amiamo. Sono prove che ci fanno crescere spiritualmente.
Cari amici, quando vi assale la tentazione di gettare la spugna, state attenti. Gettando la spugna si cede, ci si ferma.
Non dobbiamo cedere la spugna al diavolo, alla seduzione, dobbiamo resistere, reagire, puntare i piedi, sudare sangue. Quando siamo tentati dallo scoraggiamento, dobbiamo capire che è una prova permessa da Dio, siamo come nel fuoco purificatore. Dio non permette che questa sottilissima tentazione dello scoraggiamento vada al di sopra delle nostre forze. Nei momenti difficili Dio ci viene sempre in soccorso.
Da “La Lettura cristiana della cronaca e della Storia”
Pensiero Spirituale sull’inquinamento dell’anima

Cari amici,
oggi c’è molta sensibilità riguardo l’inquinamento dell’ambiente e del nostro corpo. Gli effetti dell’inquinamento ambientale sono tangibili, vediamo la degradazione della bellezza della natura e tutto ciò che ne deriva, a volte i danni sono irreparabili. Giustamente c’è una mobilitazione mondiale per salvaguardare e rispettare la natura e per prevenire situazioni pericolose anche per l’uomo.
C’è molta attenzione anche alla prevenzione dell’inquinamento del nostro corpo, soprattutto con la scelta dei cibi e di uno stile di vita sano. Certamente il nostro corpo è debole, è soggetto a malattie e se non ce ne prendiamo cura rischia il decadimento. Come l’inquinamento dell’ambiente e del corpo causa danni e quindi è necessaria una sollecitudine per tenere pulito l’ambiente e preservare il corpo da tanti veleni, la stessa cosa avviene per l’anima.
Quando Dio crea l’anima spirituale e immortale, riflette il suo splendore, la sua bellezza, la sua immagine. La goccia di veleno del peccato originale, che in sé è un peccato ereditato dai progenitori e che inquina l’anima indebolendola, viene eliminata per mezzo del Sacramento del Battesimo. A causa del peccato originale, l’anima creata da Dio viene ferita e resa più fragile; la grazia del Battesimo sana questa ferita. Tuttavia, una certa debolezza, una certa propensione al male, rimane. Difatti, crescendo, siamo chiamati a rafforzare l’anima con tutti gli strumenti della grazia: la Parola di Dio, la fede, la pratica delle virtù che rendono l’anima sempre più degna di essere Tempio della Santissima Trinità.
L’anima viene purificata con il Battesimo ma conserva una certa debolezza. La grazia della fede e della preghiera custodiscono e fanno fiorire l’anima fino a farla diventare la degna dimora della Santissima Trinità. Solamente il peccato mortale impedisce all’anima di essere il Tempio della Santissima Trinità, i peccati veniali non compromettono questa presenza.
La vita è un pellegrinaggio verso il Cielo, è un cammino di santità e di conversione. Dobbiamo concepire la nostra vita nella prospettiva della sollecitudine per la nostra anima, per tenerla in grazia e per evitare che venga compromessa con il peccato mortale. Il peccato mortale è quello che viene compiuto in materia grave, con piena avvertenza e deliberato consenso. Se manca una di queste condizioni, il peccato viene degradato a veniale, non compromette la divina presenza nella nostra anima.
Dobbiamo allora accertarci della condizione della nostra anima. Siamo in condizione di morte spirituale? O la nostra anima è indebolita? Siamo fiori secchi o appassiti? Nel cammino di conversione la prima cosa da fare è stabilirci in grazia di Dio. Solamente chi muore in grazia di Dio è sicuro di andare in Paradiso. Essere in grazia di Dio significa non aver commesso peccati mortali. Chi li ha commessi si penta, si confessi e faccia il proposito di non peccare più!
Dobbiamo occuparci della nostra anima, conducendo una vita cristiana che eviti i vari inquinamenti che sono i peccati veniali che incancrenendosi indeboliscono l’anima e la mettono a rischio di commettere peccati mortali. Vigiliamo da mattina a sera sulla nostra anima, rafforziamola con la preghiera, con la Parola di Dio, con le riflessioni, con la pratica delle virtù. Quanto è importante l’esame di coscienza quotidiano!
Vigilando sulla nostra anima evitiamo che essa si inquini, la preserviamo dalla sporcizia terrena che ci circonda. Se gli inquinamenti si accumulano, l’anima si ammala e rischia di morire. Teniamo pulita l’anima ogni giorno, come facciamo con il nostro corpo. Pensiamo alle azioni che compiamo ogni giorno per pulire il nostro corpo, mantenerlo sano e curato. Le stesse attenzioni dobbiamo riservarle alla nostra anima, ogni giorno, più volte al giorno.
Ogni giorno dobbiamo vigilare sulla pulizia dell’anima. Così come puliamo ogni giorno la nostra casa e la teniamo ordinata, allo stesso modo dobbiamo avere cura della nostra anima tenendola pulita e assicurandoci che la sporcizia rimanga fuori o venga eliminata.
Al termine di ogni giornata è bene fare l’esame di coscienza che serve a spazzare via l’inquinamento spirituale. Prima di dormire inginocchiamoci davanti alla Croce e umilmente rivolgiamoci a Gesù chiedendo perdono dei peccati commessi. Un Atto di dolore, fatto con il cuore, ripulisce l’anima.
Mio Dio, mi pento e mi dolgo con tutto il cuore dei miei peccati, perché peccando ho meritato i tuoi castighi, e molto più perché ho offeso te, infinitamente buono e degno di essere amato sopra ogni cosa.
Propongo con il tuo santo aiuto di non offenderti mai più e di fuggire le occasioni prossime di peccato.
Signore, misericordia, perdonami.
Da “La Lettura cristiana della cronaca e della Storia”
Pensiero Spirituale sulla cura dell’anima

Cari amici,
nel Padre Nostro diciamo “dacci oggi nostro pane quotidiano” pensando che si tratta del cibo di cui abbiamo bisogno per stare in vita. Non c’è dubbio che il nostro corpo abbia bisogno di essere nutrito. Quando c’è la carestia o la siccità sappiamo bene quali sono le conseguenze. Non manca la generosità umana nell’aiutare le popolazioni che hanno bisogno di cibo e acqua, è innegabile che le persone si mobilitano per aiutare chi muore di fame o di sete.
L’uomo, però, non è il suo corpo. Il nutrimento essenziale non è quello materiale, bensì quello spirituale. Durante il tempo della vita il corpo cambia più volte, c’è un rinnovamento continuo ma la persona in sé rimane sempre la stessa. Abbiamo una sostanza spirituale che è l’anima immortale, il nostro “io” che ha una dimensione spirituale trascendente che anima il corpo ma non si identifica con esso.
Nella cultura mondiale non è mai esistito un uomo a una sola dimensione, è un’ideologia nuova del nostro tempo. Nella Storia umana l’uomo ha sempre guardato dentro se stesso e cercato qualcosa che andasse oltre la materia. Oggi si pensa che non ci sia una differenza sostanziale fra l’uomo e l’animale, non c’è un salto di qualità. Secondo il modo di pensare moderno, l’uomo sarebbe un perfezionamento della materia per cui basterebbe la materia per nutrire e soddisfare le esigenze dell’uomo.
Ne deriva che dalla soddisfazione delle esigenze del corpo e di tutto ciò che a esso è collegato, deriverebbe la felicità. Anche le culture più primitive e tutte le espressioni della civiltà hanno sempre concepito l’uomo a due dimensioni, basti pensare che da sempre i morti vengono seppelliti e onorato. Questa cultura è stata interrotta dal materialismo becero pseudoscientifico che è andato affermandosi negli ultimi tre secoli soprattutto in occidente. L’uomo di oggi si premura di nutrire il corpo, di conservarlo sano, bello, pulito, giovane; c’è una vera e propria cultura del corpo.
Il nostro corpo, però, è soggetto a cambiamenti; dopo la primavera e l’estate arrivano l’autunno e l’inverno! Alla fine della vita il nostro corpo è destinato a marcire sottoterra, è l’anima che permane. Riavremo i nostri corpi gloriosi alla fine del mondo, quando risorgeremo nella gloria di Cristo Redentore. La Regina della pace una volta ha detto: «Si nasce una volta sola e dopo la morte il corpo si decompone e non rivivrà più. Ogni uomo poi riceverà un corpo trasfigurato» (messaggio del 24 luglio 1982). È chiaro allora che la nostra attenzione deve focalizzarsi sull’anima che è eterna.
L’anima spirituale e immortale è di origine divina, non materiale: “Il Signore Dio plasmò l’uomo con polvere del suolo e soffiò nelle sue narici un alito di vita e l’uomo divenne un essere vivente” (Gen 2,7). È chiaro allora che l’anima arriva da Dio, è il soffio divino in noi.
L’anima spirituale e immortale ha bisogno di essere curata e nutrita esattamente come il corpo. Così come è giusto avere la giusta sollecitudine per il nostro corpo, allo stesso modo dobbiamo prenderci cura della nostra anima. Così come per nutrire il corpo scegliamo i cibi che fanno bene e non lo danneggiano, allo stesso modo dobbiamo nutrire l’anima con i “cibi” appropriati che corrispondono alle sue esigenze.
La cura dell’anima implica innanzitutto il giusto nutrimento che è la preghiera. Attraverso la preghiera, l’anima riceve la Verità di Dio, il Suo amore, la Sua bontà, la Sua bellezza. Con la preghiera l’anima si nutre di Dio, lo assimila.
Nel momento della preghiera Dio nutre la nostra anima donandoci la pienezza della Sua grazia. Così come nutriamo il nostro corpo più volte al giorno, allo stesso modo dobbiamo fare con l’anima. Non bastano “briciole” di preghiera, l’anima deve essere ben nutrita! Mettiamo nella nostra giornata la preghiera, la Parola di Dio, le letture spirituali e tutto quello che può fare bene alla nostra anima edificandola spiritualmente.
La Chiesa ha scandito la giornata del cristiano con diversi momenti dedicati alla preghiera proprio perché all’anima non manchi mai il nutrimento. La Madonna ci esorta di continuo a pregare, di giorno e di notte. Ci sono poi altri modi per nutrire l’anima, delle buone letture, delle trasmissioni educative, gli approfondimenti delle vite dei Santi. È fondamentale scegliere il “cibo” giusto.
La preghiera è un argine spirituale che contiene l’avanzare del male dentro di noi e intorno a noi. Ascoltiamo la Madonna, Lei sa indicarci cosa fare per ottenere la Salvezza eterna. Torniamo a Dio, torniamo alla preghiera e ai Comandamenti. Un’anima ben nutrita e fortificata nella fede e nella santità della vita è certamente uno scudo che non permette al male di toccarci. Un’anima denutrita si indebolisce.
Da “La Lettura cristiana della cronaca e della Storia”
