Pensiero Spirituale sulla tentazione dello scoraggiamento

Cari amici,
si parla poco della tentazione dello scoraggiamento, nonostante faccia parte della vita di coloro che credono e che percorrono un cammino spirituale.
La Madonna apparve per la prima volta nella Storia a San Giacomo Maggiore, fratello di San Giovanni, in Spagna. In quella apparizione la Madonna apparve in bilocazione perché era viva, non era ancora stata assunta in Cielo, era il 40 d.C. In quell’occasione San Giacomo era assalito dallo scoraggiamento e stava seduto sui resti di una colonna di un tempio romano che era crollato, stava meditando sul da farsi perché fino a quel momento la sua predicazione non era stata abbastanza efficace.
La Madonna, allora, apparve a San Giacomo esortandolo a non farsi prendere dallo scoraggiamento, a continuare a evangelizzare, indipendentemente dai frutti spirituali che avrebbe ottenuto. In poche parole, lo invitò a non farsi prendere dallo scoraggiamento assicurandogli che alla fine quello che stava facendo per Gesù avrebbe avuto grandi risultati e molti si sarebbero convertiti.
La prima apparizione di Maria, allora, è un intervento a sostegno di un apostolo che in quel momento era scoraggiato.
Lo scoraggiamento è una tentazione che riguarda proprio “gli operai del Vangelo”, tutti quelli che fanno un cammino di conversione. Tutti quelli che hanno risposto alla chiamata della Regina della pace sono stati chiamati a fare un cammino di conversione e di santità, ad arruolarsi nella schiera della sua battaglia e della sua vittoria.
Le nostre armi sono solamente spirituali: il Rosario, la bontà, la testimonianza, l’amore per tutti. La Madonna ci raccomanda di usare queste armi per contrastare il nemico e per vincere con Lei la battaglia in atto.
Noi siamo soggetti a questa tentazione perché nel cammino di santità abbiamo a che fare con dei nemici, dei tentatori, degli ostacoli, degli inganni. Le fonti dello scoraggiamento hanno tre soggetti: la carne, perché la nostra natura umana è debole e ha delle inclinazioni al male; il mondo, cioè le persone che frequentiamo che talvolta ostacolano il nostro cammino di fede e allo stesso tempo i mass-media da cui arrivano molti ostacoli e molte seduzioni; il maligno, che riserva i suoi assalti alle persone che sono più avanti nel cammino di santità.
Con la buona volontà dobbiamo resistere in questi momenti di scoraggiamento, specialmente quando si prolungano nel tempo. I maestri di spiritualità parlano spesso di tempi di aridità nella preghiera, nella pratica dei Comandamenti e nell’assenza del sentimento della presenza di Dio. Sono prove che Dio permette perché ci distacchiamo da noi stessi fino in fondo. San Giovanni della Croce è stato maestro in questo tipo di purificazione.
I fattori dello scoraggiamenti sono tanti e colpiscono soprattutto quelli che sono impegnati nel cammino di santità, che sono avanti nel cammino spirituale e che hanno responsabilità di anime. Il modo con cui il maligno spinge allo scoraggiamento sono i pensieri che lui stesso suggerisce, facendo vedere i pochi frutti spirituali della vita, nonostante l’impegno e gli sforzi per coltivarli. Il maligno ci fa vedere fermi nel cammino spirituale, ecco come ci scoraggia. Sono vere e proprie frecce spirituali che ci fanno vedere le cose come in realtà non sono perché sappiamo che i frutti spirituali non sono immediati, richiedono processi ben precisi che Gesù descrive nella Parabola del seme, che per produrre buoni frutti deve essere gettato nella terra, marcire, germogliare e diventare una spiga matura. La tentazione dello scoraggiamento ci fa desiderare di avere frutti immediati, gettati e subito germogliati.
Il maligno ci spaventa, ci scoraggia, non ci fa vedere le cose nella realtà. Le tentazioni del maligno sono forme di tempesta interiori, sono polveroni, sono voci che fanno paura e immobilizzano.
Se Dio permette queste tentazioni, lo fa per provare la nostra fede, per vedere fino a che punto siamo saldi. Dio vuole vedere fino a che punto lo amiamo. Sono prove che ci fanno crescere spiritualmente.
Cari amici, quando vi assale la tentazione di gettare la spugna, state attenti. Gettando la spugna si cede, ci si ferma.
Non dobbiamo cedere la spugna al diavolo, alla seduzione, dobbiamo resistere, reagire, puntare i piedi, sudare sangue. Quando siamo tentati dallo scoraggiamento, dobbiamo capire che è una prova permessa da Dio, siamo come nel fuoco purificatore. Dio non permette che questa sottilissima tentazione dello scoraggiamento vada al di sopra delle nostre forze. Nei momenti difficili Dio ci viene sempre in soccorso.
Da “La Lettura cristiana della cronaca e della Storia”