
Autore: Padre Livio Pagina 23 di 155
Pensiero Spirituale sulla vita come tempo di fatica e di prova

Cari amici,
la vita dell’uomo sulla Terra è veramente un tempo di prova. Il 25 luglio 2019 la Regina della pace ha detto: «verranno le prove e voi non sarete forti ed il peccato regnerà». Effettivamente dopo è arrivata la pandemia, cui sono seguite la guerra, la siccità e la carestia.
È chiaro che se la vita fosse solamente questa terrena e con la morte finisse tutto avremmo ragione di lamentarci per la situazione in cui ci troviamo. Il nostro tempo è caratterizzato da una visione atea e materialistica della vita, intramondana. Nella visione cristiana la vita è un tempo di prova e non finisce con la morte.
Quando accadono tragedie come quello che sta succedendo alla cara popolazione dell’Emilia-Romagna non c’è parola umana che possa consolare, che possa dare serenità. Davanti alla morte, solamente la fede nell’immortalità dell’anima, nel Paradiso, nella vita eterna possono dare speranza e consolazione.
La vita è un pellegrinaggio con tutte le difficoltà, le asperità, le insidie, i pericoli. Con questa visione della vita possiamo inquadrare anche gli eventi negativi, gli eventi funesti, perfino la morte. Per chi crede, la morte è un “arrivederci” in Cielo. Alla fine del mondo i corpi risorgeranno e coloro che sono entrati nella vita eterna avranno i loro corpi gloriosi. È questa la visione della vita cristiana, che certamente è fatica, è lotta, è perseveranza, è fedeltà. La visione cristiana della vita ha come mèta il Cielo; in quest’ottica viviamo coltivando le virtù, la fede, la speranza e la carità. Bisogna coltivare le virtù morali nell’ottica cristiana di una vita come pellegrinaggio e come missione da compiere nel tempo, in vista della salvezza dell’anima.
La vita va vissuta proprio come una missione da compiere a partire proprio dalle cose quotidiane, dalla famiglia, dal lavoro. Ogni giorno dobbiamo essere capaci di soffrire, di resistere, di dire di no alle seduzioni e agli inganni del mondo. In questa visione coltiviamo noi stessi e quindi ci fortifichiamo in questa visione della vita come pellegrinaggio verso l’eternità. Fortificati nella fede, allora, quando siamo toccati da vicino dalla morte, i nostri occhi non guardano al nulla, guardiamo al di là del tempo che passa, all’eternità che resta.
Purtroppo, questa visione della vita è andata sfaldandosi perché il mondo ha perso la fede. In una visione della vita dove non c’è una prospettiva oltre la morte, quando sopraggiunge la vecchiaia e ci si avvicina alla fine dei propri giorni, si certifica il proprio fallimento.
Per chi avrà creduto ci saranno Cieli e Terra nuovi. Chi avrà scelto di rimanere rinchiuso nella caverna, lì perirà.
Non rendiamo allora tutto facile. Coltiviamo le virtù morali, il coraggio, la fortezza, la rinuncia, il digiuno, l’astinenza, tutto quello che serve per non farci diventare canne mosse dal vento. Fortifichiamoci. Soprattutto tramandiamo (con l’esempio) questa visione della vita alle nuove generazioni perché con il passare del tempo le prove si intensificheranno. Bisogna avere coraggio e non lasciarsi intimorire.
Alziamo gli occhi al Cielo, guardiamo alla presenza della Madonna, invochiamo la protezione degli Angeli e dei Santi. La prospettiva che abbiamo davanti è costellata di prove, dobbiamo addestrarci con la fede, con la preghiera, con la fortificazione di noi stessi.
Costruiamo la nostra quotidianità sulla roccia della Verità di Dio e non sulla sabbia delle parole umane che crollano. Edifichiamo le nostre vite su fondamenta resistenti. Le parole di Gesù non passano.
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Non chiunque mi dice: “Signore, Signore”,
entrerà nel regno dei cieli, ma colui che fa la volontà del Padre mio che è nei cieli.
Perciò chiunque ascolta queste mie parole e le mette in pratica, sarà simile a un uomo saggio,
che ha costruito la sua casa sulla roccia.
Cadde la pioggia, strariparono i fiumi, soffiarono i venti e si abbatterono su quella casa,
ma essa non cadde, perché era fondata sulla roccia.
Chiunque ascolta queste mie parole e non le mette in pratica, sarà simile a un uomo stolto,
che ha costruito la sua casa sulla sabbia.
Cadde la pioggia, strariparono i fiumi, soffiarono i venti e si abbatterono su quella casa,
ed essa cadde e la sua rovina fu grande»
(Mt 7,21-27)
Da “La Lettura cristiana della cronaca e della Storia”
Pensiero Spirituale sulla speranza cristiana

Cari amici,
si parla molto del male che c’è nel mondo. Se ne parla dal punto di vista cristiano, la Madonna lo chiama “morte” perché è la morte dell’anima; ne parlano anche quelli che prescindono dalla fede facendo delle analisi del tempo che stiamo vivendo. Ovviamente le descrizioni pessimistiche sono quelle che abbondano, d’altra parte non ci vuole molto a capire che siamo malmessi. Anche guardando a occhio nudo vediamo i pericoli globali, come l’autodistruzione; poi vediamo il pericolo esistenziale, cioè una vita vuota e senza Dio, la cattiveria che avanza, il nichilismo che domina. Questo panorama è accessibile all’analisi di tutti, non è necessario avere la fede per vedere il male. Con la fede si vedono gli abissi del male ma anche i rimedi.
Questa situazione è inedita nella Storia umana, perché mai prima l’uomo ha avuto la possibilità di decidere di distruggere il pianeta e l’intera umanità. Di fronte a questa eventualità, il cristiano, nella luce della fede reagisce con la speranza cristiana che consiste in qualcosa di molto concreto: per quanto il male sia grande e alla portata dell’uomo; tuttavia, la speranza cristiana non si arrende di fronte a questa realtà.
L’amore di Dio è più forte del male, inteso come peccato.
Il male, nella sua connotazione teologica, riguarda un atteggiamento di rifiuto, ostilità e disobbedienza dell’uomo verso Dio. Spesso la Madonna sintetizza il male del mondo nella superbia e nell’odio, si tratta di cogliere tutte queste proliferazioni del male che noi abbiamo poi codificato nei vizi capitali.
La speranza cristiana ci dice che l’amore di Dio è più forte del male perché l’amore di Dio è Dio stesso, è Dio nella sua essenza. Dio è eterna comunione di amore.
Proprio perché è amore, Dio è relativo nel senso che le tre persone della Santissima Trinità sono relative una all’altra. È una circuminsessione dell’amore. Questo amore è infinitamente più potente del male anche perché il male è un prodotto creaturale, è nato in Lucifero nel momento in cui ha scelto di opporsi a Dio e di odiarlo.
Il male è un veleno che il serpente ha comunicato ai nostri progenitori attraverso il morso e che è arrivato fino a noi. Il male è stato prodotto da una creatura, non esiste un “dio del male”, non esiste una potenza infinita del male, è un prodotto creaturale che l’angelo ribelle e i suoi seguaci (e poi l’uomo stesso) hanno creato e hanno tramandato fino a noi.
Nel Battesimo riceviamo la grazia santificante che è l’amore di Dio, è lo Spirito Santo, è la medicina che guarisce il male. Non c’è nessuna possibilità che il male sia più forte dell’amore di Dio.
Come può accadere, allora, che il male stia conquistando più cuori rispetto all’amore di Dio? Così come il male diventa sempre più potente nella misura che conquista i cuori degli uomini, così l’amore di Dio (che è onnipotente) manifesta la sua onnipotenza nella misura in cui gli uomini lo ricevono nel loro cuore. In sé l’amore di Dio è una forza che distrugge il male, non gli lascia scampo.
L’amore di Dio è così potente che non lo si può descrivere, non c’è metafora all’altezza. Perché l’amore di Dio manifesti la propria onnipotenza, ha bisogno che i cuori degli uomini lo accolgano.
Il confronto è fra i cuori. Tanti sono i cuori che satana ha conquistato e che quindi sono posseduti dall’odio, dalla superbia, dalla cattiveria, dalla malvagità, dalla prepotenza, dalla violenza e quindi sono abitati da satana. Se questi cuori sono più numerosi rispetto ai cuori nei quali abita l’amore di Dio, allora può succedere che il male prevalga.
Quello che stiamo vivendo è il tempo della grande battaglia spirituale, è il tempo dell’Apocalisse. Gli schieramenti sono ben evidenti: la Donna vestita di Sole e coronata di dodici stelle e dall’altra parte l’antica serpe infernale. Sappiamo che alla fine il Cuore Immacolato di Maria trionferà e schiaccerà la testa del serpente.
Dobbiamo scegliere fin da ora da che parte stare. Apriamo i cuori a Dio, lasciamo che il Suo amore ci ricolmi di grazie, viviamo nella Sua presenza, ricambiamo il Suo amore e testimoniando la fede.
La Regina della pace è qui per indicarci la strada che porta alla vera salvezza. La Madonna è qui per condurci a Dio, schieriamoci con Lei con la certezza che il Suo Cuore Immacolato trionferà.
Da “La Lettura cristiana della cronaca e della Storia”

