"VI SUPPLICO: CONVERTITEVI!" (REGINA DELLA PACE-MEDJUGORJE)

Anno: 2026 Pagina 6 di 342

Acistampa 🟢 PAPA LEONE XIV: “Adesso riprenderò gradualmente le mie attività, sempre con l’aiuto di Dio”

Il Papa torna tra i suoi fedeli in Piazza San Pietro. Dopo cinque giorni trascorsi al Policlinico Gemelli per un intervento di rimozione di un nodulo al polmone, il Pontefice alle ore 12 di oggi, XXIX Domenica del Tempo Ordinario, si affaccia alla finestra dello studio, nel Palazzo Apostolico Vaticano, per recitare l’Angelus. Solo ieri pomeriggio aveva fatto rientro in Vaticano dopo che il mondo era rimasto in preghiera e con il fiato sospeso a causa della scoperta di un adenocarcinoma polmonare.

Tanti e forti gli applausi che lo hanno accolto appena affacciato. Il Papa in questa domenica parla ai fedeli partendo dalla Liturgia odierna: “Date a Cesare quello che è di Cesare e a Dio quello che è di Dio”.

“L’evangelista Matteo descrive una situazione ostile verso Gesù: i farisei si radunano per vedere come coglierlo in fallo nei suoi discorsi. Decidono di mandare alcune persone a interrogarlo su una questione controversa: “È lecito, o no, pagare il tributo a Cesare?”. La risposta del Maestro è astuta, perché lo tiene fuori dalla trappola e smaschera l’ipocrisia di chi vuol farlo cadere. Chiede loro la moneta del tributo, cioè un denaro. Quelli gliela danno, e Gesù dice: «Questa immagine e l’iscrizione, di chi sono?». Gli rispondono: «Di Cesare». Allora afferma: «Rendete dunque a Cesare quello che è di Cesare e a Dio quello che è di Dio”, ricorda il Papa prima di recitare la preghiera mariana.

“In Gesù contempliamo un Dio che non teme la storia e viene invece ad abitarla. Il suo Regno non toglie le cariche e le responsabilità umane. Chiede però di vivere senza compromessi, liberi da cattive ambizioni e ingiusti interessi, anteponendo a tutto il Regno di Dio e la sua giustizia”, commenta il Papa.

“Carissimi, è proprio questo il profilo di chi “rende a Cesare quello che è di Cesare e a Dio quello che è di Dio”: essere veritieri, senza soggezione e ipocrisia, liberi per il bene”, questo il consiglio del Pontefice.

Dopo la preghiera mariana il saluto e le parole che tutto il mondo si stava aspettando dal suo Papa.

“Desidero ringraziare tutti coloro che in questi giorni hanno pregato per me. Ho sentito davvero il vostro sostegno. Grazie. Particolare riconoscenza esprimo ai medici, agli infermieri e a tutto il personale del Policlinico Gemelli. Questa esperienza mi ha fatto provare in modo particolare la vicinanza a quanti attraversano la malattia e una condizione di infermità. Superata questa fase delicata, come sapete, adesso riprenderò gradualmente le mie attività, sempre con l’aiuto di Dio e delle vostre preghiere. Grazie ancora, grazie a tutti e buona domenica”, ha detto il Papa ringraziando tutti.

“Cari fratelli e sorelle, oggi si celebra la centesima giornata missionaria mondiale. Pensiamo a quanta storia missionaria in questi cento anni. Preghiamo perché la Chiesa sia sempre fedele al mandato del Signore Risorto: Andate in tutto il mondo e proclamate il Vangelo a ogni creatura”, un altro pensiero di oggi del Papa

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San Luca

Nome: San Luca

Titolo: Evangelista

Nascita: I secolo, Antiochia di Siria

Morte: 18 ottobre 93, Tebe

Ricorrenza: 18 ottobre

Martirologio: edizione 2004

Tipologia: Festa

Patrono di:
Impruneta, Castel Goffredo, Capena, San Luca, Comelico Superiore, Praiano, Motta d’Affermo

Protettore:
dei pittori, degli artisti, chirurghi, dei medici, notai, degli scultori

Luogo reliquie:Cattedrale di San VitoBasilica di Santa Giustina

Fa parte di:Santi del Veneto

L’Evangelista S. Luca nacque in Antiochia di Siria, da genitori pagani. Imparò la scienza medica e, allo scopo di perfezionare le sue cognizioni, intraprese diversi viaggi nella Grecia e nell’Egitto. Si portò poi a Troade per esercitarvi la sua professione: ma qui il Signore l’attendeva per un’altra missione più grande. Essendo passato di là l’apostolo Paolo a predicare il S. Vangelo, Luca, conquistato dalla verità, volle seguirlo nel sacro ministero e gli fu compagno fedelissimo fino alla morte.

Verso il 60, mentre S. Paolo si trovava prigioniero a Cesarea, Luca scrisse, per divina ispirazione, il terzo Vangelo in lingua greca, che si distingue per la sua chiarezza ed eleganza.

Questo Vangelo è dedicato a Teofilo, che era un famoso cristiano di Antiochia, ma nello stesso tempo è indirizzato a tutti i  Cristiani e a tutti quelli che vogliono salvarsi, siano essi ebrei o pagani: il regno di Dio è aperto a tutti. Egli voleva dimostrare la bontà e la misericordia di Dio, e perciò racconta gli episodi e le parabole più commoventi.

Eloquentissime sono le parabole del buon samaritano, della pecorella smarrita, del fariseo e del pubblicano, di Zaccheo e del figliuol prodigo, che ci manifestano l’infinita misericordia di un Dio morto per noi sulla croce e che perdona agli stessi suoi crocifissori: « Padre, perdona loro, perché non sanno quel che fanno ».

Il santo evangelista si diede anche alla predicazione ed evangelizzò la Macedonia, la Dalmazia, l’Italia e la Gallia. Durante la prigionia di S. Paolo in Roma scrisse gli « Atti degli Apostoli » in cui narra la storia dei primi anni della Chiesa e particolarmente i viaggi di S. Paolo. Ma la tradizione ci dice che S. Luca, oltre che medico, era pure pittore. Devotissimo della Madonna, è tra gli Evangelisti quello che ne parla più diffusamente. Non può non averla vista, non averle parlato: lo dimostrano anche le belle immagini della Vergine che ci furono tramandate sotto il suo nome.

Mori nella Bitinia, all’età di 84 anni. Le sue venerate spoglie vennero deposte nella città di Costantinopoli, assieme a quelle di S. Andrea, nella basilica dedicata ai dodici Apostoli. Giunsero poi a Padova, dove tuttora si trovano nella Basilica di Santa Giustina.

S. Paolo lo chiama « medico carissimo » e « quel fratello di cui la lode pel vangelo risuona per tutte le chiese ».

Il suo simbolo è un toro alato, perché il primo personaggio che introduce nel suo Vangelo è il padre di Giovanni Battista, Zaccaria, sacerdote del tempio e responsabile del sacrificio di tori.

PRATICA Il Vangelo sia la regola della nostra vita.

PREGHIERA. Deh! Signore, interceda per noi il tuo evangelista S. Luca, il quale ad onor del tuo nome portò continuamente nel suo corpo la mortificazione della croce.

MARTIROLOGIO ROMANO. Festa di san Luca, Evangelista, che, secondo la tradizione, nato ad Antiochia da famiglia pagana e medico di professione, si convertì alla fede in  Cristo. Divenuto compagno carissimo di san Paolo Apostolo, sistemò con cura nel Vangelo tutte le opere e gli insegnamenti di Gesù, divenendo scriba della mansuetudine di Cristo, e narrò negli Atti degli Apostoli gli inizi della vita della Chiesa fino al primo soggiorno di Paolo a Roma.

🙏😇🎂CARISSIMI AUGURI da TUTTI NOI PADRE ERNEST! 💐Sua Eminenza il Cardinale Simoni oggi compie 98 ANNI!!! 🙏🙏🙏🙏🙏🙏

Papa Leone rientra in Vaticano dopo le dimissioni dal Gemelli. Per i medici «è idoneo» e «non ci sono motivi clinici per non fare il viaggio in America Latina»

Papa Leone rientra in Vaticano dopo le dimissioni dal Gemelli. Per i medici «è idoneo» e «non ci sono motivi clinici per non fare il viaggio in America Latina»

di Ester Palma e Gianguido Vecchi –  Corriere  della Sera -17 Ottobre 206 

Domani il Pontefice tornerà a recitare l’Angelus in piazza San Pietro, l’uscita dall’ospedale alle 15,30: ha salutato la folla di fedeli (e giornalisti) che lo aspettava fuori dal policlinico

Ad appena quattro giorni dal ricovero per l’intervento al polmone destro, papa Leone è stato dimesso dal  policlinico Agostino Gemelli. Accolto dalla folla è uscito a piedi, accompagnato dai medici, salutando i fedeli e
soffermandosi con alcuni di loro prima di salire in macchina. La scorta con le sue auto ha appena lasciato il polo ospedaliero in direzione del Vaticano.

Papa Leone XIV lascia il policlinico Gemelli dopo l’operazione: prima di andar via benedice una giovane malata ucraina

Per i medici del Gemelli «In considerazione degli esami del sangue, del controllo radiologico del torace eseguiti questa mattina e valutato il quadro clinico il Santo Padre è stato giudicato idoneo alla dimissione». Lo scrivono il dottor Luigi Carbone e il professor Stefano Margaritora, che hanno in cura Loene XIV al Gemelli: il Papa è stato dimesso oggi, nel primo pomeriggio, per tornare a casa, domattina reciterà l’Angelus da piazza San Pietro, come una settimana fa, quando diede al mondo intero l’annuncio della sua malattia, che poi si è rivelata un «adenocarcinoma polmonare».

«Non serviranno presidi sanitari nell’appartamento»

La famiglia pontificia, ovvero i segretari e le suore che assistono il Papa ogni giorno che l’hanno seguito anche nei giorni del ricovero al Gemelli, hanno preparato il rientro nell’appartamento papale. Ma Leone, prima di lasciare il Gemelli ha deciso di celebrare la messa alle 12 una messa nell‘improvvisata cappella ricavata in una stanza attigua alla sua al decimo piano del policlinico, come ha fatto nei giorni scorsi. Per il rientro, veloce, non più di un quarto d’ora in auto, l’auto del Pontefice e quelle del suo seguito sono state scortate dalla polizia italiana. Dalla Santa sede fanno sapere che «non sono necessari particolari presidi medici nell’appartamento del Palazzo apostolico», ovvero respiratori o girelli, e che «non ci saranno conferenze o punti stampa al Gemelli da parte dei medici».  

Il messaggio di Mattarella: «Auguri per una serena convalescenza»

Il presidente della Repubblica Mattarella ha inviato al Papa un messaggio di felicitazioni: «Le rinnovo a nome dell’intera Italia e mio personale il più caloroso augurio di una serena convalescenza per un Suo pronto e completo ristabilimento». E ha aggiunto: «Nell’apprendere la notizia delle Sue dimissioni dal Gemelli, mi unisco nuovamente alle vaste testimonianze di vicinanza e affetto che Le sono state rivolte da semplici cittadini e leader politici di numerosi Paesi. Espressioni di grande solidarietà nei confronti della Santità Vostra e diffuse manifestazioni di buoni auspici per la Sua salute hanno accomunato moltitudini di persone da ogni luogo del mondo, e certamente, con particolare sensibilità, tutte le comunità cattoliche che, grate per le cure del personale medico-sanitario che La assiste, trovano altresì rassicurazione nell’esortazione agostiniana a conservare sempre la fiducia, anche nella guarigione dalle malattie, nel superamento delle difficoltà».

L’uscita di Papa Leone dall’ospedale Gemelli dopo l’operazione | La diretta video da Roma

La rettrice della Cattolica: «Averlo qui un privilegio»

Anche la Rettrice Elena Beccalli, «a nome dell’intera famiglia dell’Università Cattolica del Sacro Cuore»,  ha rivolto gli auguri al Santo Padre: «Averlo accolto e assistito al Policlinico Universitario Agostino Gemelli IRCCS ha rappresentato per tutti noi una grande responsabilità e un privilegio, vissuti con dedizione e profonda partecipazione. Ai medici, al personale sanitario e a tutti i professionisti che si sono presi cura di Lui, a iniziare dal professor Stefano Margaritora, va la nostra sincera gratitudine. Nel momento del suo rientro in Vaticano, lo accompagniamo con la preghiera e con l’affetto di tutta la nostra comunità. Il suo magistero è una guida preziosa per il nostro agire quotidiano nella formazione, nella ricerca e nella cura, per il bene di ogni persona e della complessiva società».

Confermato il viaggio in Sud America

E, in una intervista rilasciata a Vatican News, il chirurgo Stefano Margaritora che, martedì 13 ottobre, ha operato Prevost ha spiegato che, dal punto di vista medico, il Pontefice può sostenere la lunga trasferta in America Latina prevista dal 6 al 17 novembre: «Direi che non ci sono motivi clinici per cui questo viaggio non venga fatto».

🟢 PADRE LIVIO – SENZA PREGHIERA NON PUOI VIVERE – 21

PAPA LEONE DIMESSO OGGI

Domani il Pontefice tornerà a recitare l’Angelus in pubblico, l’uscita dall’ospedale prevista per il primo pomeriggio

Per i medici del Gemelli «In considerazione degli esami del sangue, del controllo radiologico del torace eseguiti questa mattina e valutato il quadro clinico il Santo Padre è stato giudicato idoneo alla dimissione». Lo scrivono il dott Luigi Carbone e il professor Stefano Margaritora, che hanno in cura Leone XIV al Gemelli: il Papa sarà dimesso oggi, nel primo pomeriggio, per tornare a casa, domattina reciterà l’Angelus dal Vaticano.

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Cari amici,

Ringraziamo Dio per la bella notizia. Possiamo ben pensare che la Madonna abbia guarito il Santo Padre. Il suo pellegrinaggio a Lourdes è stata una premonizione. Potrà riprendere presto la missione di fede e di pace nel mondo intero.

Preghiamo perché tutto questo si realizzi.

Vostro Padre Livio

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Beato Contardo Ferrini


Titolo: Laico

Nascita: 4 aprile 1859, Milano

Morte: 17 ottobre 1902, Suna, Novara

Ricorrenza: 17 ottobre

Martirologio: edizione 2004

Tipologia: Commemorazione

Beatificazione: 27 aprile 1947, Roma, papa Pio XII

Fa parte di:Santi del Piemonte, Santi della Lombardia

È un nuovo purissimo fiore della Chiesa, e una nuova gloria della nostra patria. In un tempo in cui trionfava il materialismo e l’anticlericalismo massonico, in un mondo che opponeva ostacoli quasi insormontabili all’attività di un’anima sinceramente religiosa, la vita modesta ed illibata del B. Contardo Ferrini, studente e professore di Università, cittadino esemplare e cristiano fervoroso, ha del magnanimo, dell’eroico.

Nacque a Milano il 4 aprile 1859 dal prof. Rinaldo Ferrini e da Luigia Bucellati, ambedue di profonda pietà.

La sera stessa fu battezzato e gli venne imposto il nome di Contardo, comune nella sua famiglia. Fin da piccolo dimostrò grande vivacità e prontezza d’ingegno. Grande fu il suo amore allo studio. A 6 anni cominciò a frequentare le scuole dell’Istituto Boselli, che raccoglieva i figli delle migliori famiglie milanesi.

A 13 anni, premesso un corso di esercizi spirituali, potè fare con gran gioia e trasporto la sua prima Comunione. In questo suo primo incontro con Gesù, Contardo si consacrò tutto a Dio e la sua condotta si conservò illibata fino alla morte. Compiuti i. primi studi, passò al Collegio Borromeo di Pavia. Quello fu per lui il crogiuolo dove la sua virtù, provata e tentata da mille insidie, si irrobustì ed ingigantì: l’essere uscito illeso da quell’ambiente ha veramente dell’eroico.

Conseguita brillantemente la laurea di diritto e vinta una borsa di studio per un anno di perfezionamento all’estero, partì per Berlino, che allora aveva il primato in tali studi. Là, in una capitale protestante, trovò una chiesa cattolica, dove assieme ad altri buoni giovani adempiva i suoi doveri religiosi: Messa, Comunione, meditazione, visita al SS. Sacramento e Rosario ogni giorno.

Ritornato in patria, a 24 anni, fu nominato professore all’ateneo di Pavia. Insegnò poi successivamente nelle università di Messina, Modena, e di nuovo di Pavia : era stimato il più grande romanista italiano vivente. A lui spetta la gloria di aver riconquistato all’Italia il primato negli studi giuridici, da qualche tempo passato alla Germania.

Tra le lingue morte, oltre il latino, conosceva l’ebraico, il greco, il sanscrito e il siro: e in queste lingue amava leggere la Sacra Scrittura.

Nonostante tanta scienza, il Ferrini era umile e semplice come un bambino.

Non fu egli un uomo, come si dice, di azione; aveva bensì un carattere franco e leale, ma non l’entusiasmo che trascina; i suoi studi medesimi lo portavano ad una vita interiore, calma e raccolta.

Il suo apostolato continuo e caratteristico fu quello dell’amabilità. Insegnava così al mondo quanto sia soave la vita, anche in mezzo alle croci, per colui che possiede Iddio. Fu custode gelosissimo del suo giglio che portò intemerato fino alla morte.

Ai piedi delle Alpi, su cui era solito salire per ritemprare il corpo e lo spirito, nella Villa di Suna, il 17 ottobre 1902 un tifo violento lo trascinava al sepolcro a soli 43 anni. Pio XI nel 1931 ne riconosceva le virtù eroiche e Pio XII il 27 aprile 1947 lo proclamava Beato, elevandolo all’onore degli altari.

PRATICA. Professiamo senza rossore la nostra fede.

Pensieri sui Vangeli Festivi: XXIX Settimana del Tempo Ordinario – di Padre Livio

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