Il Papa torna tra i suoi fedeli in Piazza San Pietro. Dopo cinque giorni trascorsi al Policlinico Gemelli per un intervento di rimozione di un nodulo al polmone, il Pontefice alle ore 12 di oggi, XXIX Domenica del Tempo Ordinario, si affaccia alla finestra dello studio, nel Palazzo Apostolico Vaticano, per recitare l’Angelus. Solo ieri pomeriggio aveva fatto rientro in Vaticano dopo che il mondo era rimasto in preghiera e con il fiato sospeso a causa della scoperta di un adenocarcinoma polmonare.

Tanti e forti gli applausi che lo hanno accolto appena affacciato. Il Papa in questa domenica parla ai fedeli partendo dalla Liturgia odierna: “Date a Cesare quello che è di Cesare e a Dio quello che è di Dio”.

“L’evangelista Matteo descrive una situazione ostile verso Gesù: i farisei si radunano per vedere come coglierlo in fallo nei suoi discorsi. Decidono di mandare alcune persone a interrogarlo su una questione controversa: “È lecito, o no, pagare il tributo a Cesare?”. La risposta del Maestro è astuta, perché lo tiene fuori dalla trappola e smaschera l’ipocrisia di chi vuol farlo cadere. Chiede loro la moneta del tributo, cioè un denaro. Quelli gliela danno, e Gesù dice: «Questa immagine e l’iscrizione, di chi sono?». Gli rispondono: «Di Cesare». Allora afferma: «Rendete dunque a Cesare quello che è di Cesare e a Dio quello che è di Dio”, ricorda il Papa prima di recitare la preghiera mariana.

“In Gesù contempliamo un Dio che non teme la storia e viene invece ad abitarla. Il suo Regno non toglie le cariche e le responsabilità umane. Chiede però di vivere senza compromessi, liberi da cattive ambizioni e ingiusti interessi, anteponendo a tutto il Regno di Dio e la sua giustizia”, commenta il Papa.

“Carissimi, è proprio questo il profilo di chi “rende a Cesare quello che è di Cesare e a Dio quello che è di Dio”: essere veritieri, senza soggezione e ipocrisia, liberi per il bene”, questo il consiglio del Pontefice.

Dopo la preghiera mariana il saluto e le parole che tutto il mondo si stava aspettando dal suo Papa.

“Desidero ringraziare tutti coloro che in questi giorni hanno pregato per me. Ho sentito davvero il vostro sostegno. Grazie. Particolare riconoscenza esprimo ai medici, agli infermieri e a tutto il personale del Policlinico Gemelli. Questa esperienza mi ha fatto provare in modo particolare la vicinanza a quanti attraversano la malattia e una condizione di infermità. Superata questa fase delicata, come sapete, adesso riprenderò gradualmente le mie attività, sempre con l’aiuto di Dio e delle vostre preghiere. Grazie ancora, grazie a tutti e buona domenica”, ha detto il Papa ringraziando tutti.

“Cari fratelli e sorelle, oggi si celebra la centesima giornata missionaria mondiale. Pensiamo a quanta storia missionaria in questi cento anni. Preghiamo perché la Chiesa sia sempre fedele al mandato del Signore Risorto: Andate in tutto il mondo e proclamate il Vangelo a ogni creatura”, un altro pensiero di oggi del Papa