Mese: Aprile 2026 Pagina 30 di 38

Programma di Padre Livio – Mercoledì 8 Aprile 2026
h. 8.50: Diretta su Radio Maria – blogdipadrelivio.it – Facebook – YouTube (in differita)
h. 8.50: PENSIERO SPIRITUAE
I cinque minuti dello Spirito Santo
h. 8.55 – 9.15: ALMANACCO DELLA FEDE
“Nell’umiltà pregate per la pace” (Messaggio 25 Marzo 2026)
+ Perché la Madonna ci richiama all’umiltà?
+ Innanzi tutto perché la preghiera autentica è sempre umile
+ Inoltre perché la pace è un dono di Cristo
+ Infine perché la pace incomincia innanzi tutto con Dio.
+ Il peccatore nell’umiltà riceve la pace e il perdono di Dio
+ Il peccatore con gratitudine dona al prossimo la pace ricevuta.
+ Anche nella politica internazionale la pace non è una imposizione un dono reciproco.
+ La Chiesa può e deve svolgere con coraggio questo dono divino
h. 9.15: LA CITAZIONE DEL GIORNO (1)
h. 9.15-9.35: NOTIZIE DAL MONDO
Trattative diretta fra Usa e Iran
h. 9.30 – 9.40: VIATICO QUOTIDIANO
Pensieri sulla preghiera (91)
h. 9.40 – 10.05: I SEGRETI DI MEDJUGORJE
33. La persecuzione della Chiesa nel tempo dei Segreti
+ La persecuzione della Chiesa è una profezia di Cristo
+ La Chiesa infatti prosegue nel tempo la missione salvifica di Gesù Cristo
+ Fino alla fine del mondo satana ha il potere di perseguitarla
+ La Chiesa tuttavia è protetta dalla promessa di Cristo. “ Non prevalebunt”
+ Il tempo dei Segreti fa parte del tempo dell’Apocalisse
+ La Chiesa subirà un grande persecuzione, già preannunciata a Fatima
+ Il Segreto di Fatima allude a uno sterminio che arriva fino al Papa
+ Il Segreto di Fatima parla anche di “soldati” con armi da fuoco e frecce
+ La traccia che lega la veggente Mirjana al 18 Marzo è un indizio da non trascurare.
+ La necessità di prepararsi alla persecuzione senza abiurare per paura.
h. 10.00: TELEFONATA A PADRE LIVIO
h. 10.05: SENZA DIO NON C’E’ FUTURO
Libro di Padre Livio: Senza Dio non c’è futuro (8 puntata)
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di Redazione Online – Corriere della Sera – 8 Aprile 2026
Le notizie di mercoledì 8 aprile sull’attacco di Stati Uniti e Israele all’Iran, in diretta. L’annuncio un’ora e mezza prima della fine dell’ultimatum (dopo le chiamate a Musir e Netanyahu). Oggi Rutte alla Casa Bianca. Venerdì i negoziati

- Il 28 febbraio Usa e Israele hanno attaccato l’Iran. Uccisi Khamenei e decine di leader di governo. L’Iran ha risposto colpendo Israele, le basi Usa nel Golfo e i Paesi che le ospitano, bloccando il trasporto di petrolio nello Stretto di Hormuz e mobilitando Hezbollah in Libano
- Trump nella notte tra martedì e mercoledì ha annunciato di avere accettato un cessate il fuoco di due settimane
- Secondo una valutazione dell’intelligence Usa e israeliana citata dal quotidiano Times, la guida suprema dell’Iran, Mojtaba Khamenei, è incosciente ed è in cura per un problema medico “grave” e non sta governando il Paese
L’annuncio di Trump, punto per punto
(Gianluca Mercuri) Mancavano 88 minuti allo scadere della terrificante deadline che aveva fissato, minacciando di cancellare un’intera civiltà e gettando il mondo in uno stato di terrore collettivo che non si conosceva dalla Guerra fredda, se non dalla Seconda guerra mondiale.
Senonché, alle 18,32 di Washington, poco oltre la mezzanotte e mezza italiana, Donald Trump ha annunciato di avere accettato un cessate il fuoco di due settimane, rinunciando così a un attacco indiscriminato contro le infrastrutture energetiche, le centrali elettriche e i ponti iraniani, distruzioni che avrebbe rappresentato secondo tutte le analisi un colossale crimine di guerra, in altrettanto colossale contraddizione con la «benedizione» al popolo iraniano espressa dal presidente nello stesso post in cui annunciava la morte della sua millenaria civiltà.
Ma cos’è successo? Cosa ha fatto a cambiare idea a Trump? O ha sempre bluffato, nell’ormai stucchevole (se non fosse drammatica) retorica del Taco (Trump always chickens out, si tira sempre indietro), il leader che minaccia (letteralmente) l’apocalisse e poi si accontenta di un deal tutto da decifrare?
Appunto, tutto è da decifrare e per le risposte ci vorranno giorni, o settimane. Qualcuna la si può tentare fin d’ora. Di certo, il mondo tira un sospiro di sollievo insieme a Leone XIV, il Papa che nelle ore delle grande incertezza aveva espresso preoccupazione ma anche indignazione, con parole vibranti che i politici esitano a usare. Perché del Trump «cane pazzo» ora hanno paura anche i presunti amici.
L’annuncio di Trump, la risposta dell’Iran, gli sviluppi possibili: punto per punto.
In cosa consiste l’accordo Trump ha detto di aver accettato il cessate il fuoco di due settimane proposto dal Pakistan: sospensione della minaccia statunitense di condurre «alla morte l’intera civiltà iraniana» in cambio dell’impegno del regime di Teheran a riaprire lo Stretto di Hormuz, il cui blocco di fatto sta strangolando l’economia mondiale.
I colloqui a Islamabad Dovrebbero cominciare dopodomani nella capitale pachistana i negoziati diretti tra americani e iraniani con l’obiettivo ci chiudere il conflitto definitivamente. La delegazione Usa dovrebbe essere composta dal vicepresidente J.D. Vance e dagli inviati-factotum di Trump, Jared Kushner e Steve Witkoff: tutti e tre avrebbero spinto il leader a non arrivare al punto di rottura, mentre Israele, Arabia Saudita ed Emirati arabi premevano per non concedere ancora nessuna pausa all’Iran.
Israele alla fine ha accettato? Sulla carta sì, e secondo il Pakistan il sì comprende il Libano, dove lo Stato ebraico ha lanciato un’invasione con l’obiettivo di neutralizzare una volta per tutte la minaccia di Hezbollah (la milizia sciita alleata dell’Iran), anche con l’idea di incorporare la fascia di territorio fino al fiume Litani. Gli obiettivi israeliani (la distruzione definitiva del programma nucleare iraniano e il cambio di regime) restano però lontani e il secondo è allontanato dal negoziato.
Ma cosa ha detto Trump? Questo, con il solito post sul suo social Truth: «Sulla base dei colloqui avuti con il Primo Ministro Shehbaz Sharif e il Feldmaresciallo Asim Munir del Pakistan, nel corso dei quali mi hanno chiesto di sospendere l’azione militare distruttiva prevista per questa notte contro l’Iran, e a condizione che la Repubblica Islamica dell’Iran acconsenta all’APERTURA COMPLETA, IMMEDIATA e SICURA dello Stretto di Hormuz, acconsento a sospendere i bombardamenti e gli attacchi contro l’Iran per un periodo di due settimane». «Si tratterà di un cessate il fuoco su due fronti! Il motivo è che abbiamo già raggiunto e superato tutti gli obiettivi militari e siamo a buon punto nella definizione di un accordo definitivo sulla pace a lungo termine con l’Iran e sulla pace in Medio Oriente».
Ma il punto più importante è questo: «Abbiamo ricevuto una proposta in dieci punti dall’Iran e riteniamo che costituisca una base valida su cui negoziare. Quasi tutti i vari punti che in passato erano stati oggetto di controversia sono stati concordati tra gli Stati Uniti e l’Iran, ma un periodo di due settimane consentirà di finalizzare e concludere l’accordo».
Perché è importante? Perché è quello che consente all’Iran di cantare vittoria attraverso il ministro degli Esteri Abbas Araghchi, che annuncia che «per un periodo di due settimane, sarà possibile garantire il libero transito attraverso lo Stretto di Hormuz grazie al coordinamento con le forze armate iraniane e tenendo debitamente conto dei limiti tecnici». La tv di stato iraniana parla di «umiliante ritirata di Trump dalla retorica anti-iraniana» e afferma che «il presidente americano ha accettato le condizioni dell’Iran per la guerra».
È fondato questo trionfalismo iraniano? Ovviamente è rigonfio di propaganda e trascura le enormi distruzioni patite a livello sia militare sia civile dal Paese e la decimazione delle alte sfere del regime. La nostra Greta Privitera conferma tuti i dubbi sullo stato di salute della presunta nuova Guida Suprema, Mojtaba Khamenei, e racconta la paura degli ayatollah, che per fronteggiare l’ecatombe minacciata da Trump hanno mobilitato i sostenitori a fare da scudi umani sui ponti e nelle centrali elettriche. Ciò detto, l’Iran supera questo crinale con un immenso guadagno strategico.
Qual è il guadagno dell’Iran? Il riconoscimento del controllo del collo di bottiglia strategico per l’economia globale, un’arma di deterrenza che prima non aveva. Lo spiega Richard Fontaine del think tank Center for a New American Security: con questo cessate il fuoco, «l’Iran mantiene il controllo dello Stretto di Hormuz, cosa che non avveniva prima della guerra. Mi risulta difficile credere che gli Stati Uniti e la comunità internazionale possano accettare una situazione in cui l’Iran mantenga il controllo a tempo indeterminato su un punto nevralgico per l’approvvigionamento energetico. Si tratterebbe di un esito nettamente peggiore rispetto a prima della guerra».
Ma cosa c’è nei 10 punti iraniani? Lo spiega bene ancora Fontaine: «Sembra una lista dei desideri di Teheran risalente a prima della guerra, in cui si chiede il riconoscimento globale del diritto dell’Iran all’arricchimento dell’uranio, il ritiro di tutte le forze americane dalla regione e la revoca delle sanzioni economiche. Inoltre, si chiede il pagamento di un risarcimento all’Iran per i danni causati dalla guerra».
Come potrà l’America negoziare su queste basi? Il punto è che lo ha detto poche ore fa il suo presidente, che poche ore prima voleva invece distruggere l’intero Iran.
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32. Gli apostoli di Maria nel tempo dei Segreti di Medjugorje
Nel tempo dei Segreti il soprannaturale avrà una presenza particolare che si manifesterà in due modi: nel terzo Segreto con il Segno visibile, indistruttibile e che viene dal Signore, sarà una testimonianza della presenza della Madonna in tutti questi decenni e nessun uomo potrà distruggerlo; l’altro segno del soprannaturale è la rivelazione dei Segreti tre giorni prima per dieci volte. Il fatto di rivelare tre giorni prima un evento che accade è una manifestazione del soprannaturale, perché è Dio stesso che conosce il futuro e lo rivela. Il tempo del soprannaturale è diverso da quello attuale, perché gli eventi che stiamo vivendo non sono così eclatanti come lo saranno nel tempo dei Segreti. Attraverso la profezia dei Segreti, la Madonna distruggerà il mondo senza Dio e lo convertirà al suo Cuore Immacolato. Il tempo dei Segreti sarà la battaglia e la vittoria della fede.
La tematica degli Apostoli di Maria è stata sviluppata dalla Madonna, non nei Messaggi del 25 del mese, ma in quelli del 2 del mese alla veggente Mirjana. Il compito di Mirjana è quello di conservare il rotolo nel quale verranno letti i Segreti tre giorni prima che accadano. Gli Apostoli di Maria nel tempo dei Segreti possono essere i pellegrini che vanno a Medjugorje, sono i laici che hanno risposto alla chiamata, che formano i gruppi di preghiera, che sono presenti in ogni parte del mondo e che saranno quelli che devono testimoniare l’intervento di Maria nel tempo dei Segreti. A questo riguardo bisogna focalizzare meglio e dare una risposta più precisa su chi sono gli Apostoli di Maria. A mio parere, gli Apostoli di Maria sono soprattutto i Pastori della Chiesa, ovvero il Papa, i vescovi e i sacerdoti. Sono coloro che dovranno guidare la Chiesa. Indirettamente, l’ha detto anche Mirjana quando affermò che la Madonna nel tempo dei Segreti vuole costruire un ponte che ci permette di passare dal primo al decimo Segreto mentre infuria la battaglia. Questo ponte è formato proprio dai sacerdoti, ovvero dalla Chiesa. Quando si parla degli Apostoli di Maria si intendono i Pastori della Chiesa. Sono il tema principale dei Messaggi perché saranno i protagonisti della grande persecuzione nel tempo dei Segreti, che porterà inevitabilmente a un’apostasia.
La Madonna, per quanto riguarda il tempo dei Segreti, vede come protagonista la Chiesa, con il Papa, i vescovi e i sacerdoti. Sono coloro che faranno da ponte per i convertiti che potranno passare indenni il fiume di fuoco delle prove. Vorrei, perciò, sottolineare l’importanza del Ministero sacerdotale nel tempo dei Segreti. A Medjugorje possiamo notare una schiera di sacerdoti che concelebrano, perché la Madonna li chiama e li prepara affinché guidino la Chiesa nel Tempo dei Segreti. La Chiesa ha certamente fatto un passo molto importante con la concessione del Nulla Osta per quanto riguarda Medjugorje. Tuttavia, non abbiamo visto un grande coinvolgimento da parte delle parrocchie e dei sacerdoti. Ma sappiamo, grazie al Segreto di Fatima, che nel tempo dei Segreti sarà proprio la Chiesa, formata dal Papa, i vescovi, i sacerdoti, i cardinali e tutta la gerarchia cattolica, a essere perseguitata. La Madonna coinvolgerà sempre di più la Chiesa, soprattutto con il terzo Segreto di Medjugorje nel quale sarà la Chiesa stessa a doverne riconoscere la soprannaturalità. In questo modo la Chiesa direttamente si esprime sulla soprannaturalità delle apparizioni.
La grande battaglia descritta nel terzo Segreto di Fatima, riguarda i Segreti di Medjugorje dal quarto al decimo. È chiaro che la Madonna ha bisogno che tutta la Chiesa si schieri dalla sua parte, perché Lei la guiderà alla vittoria e al trionfo del Cuore Immacolato. Ciò che accadrà nel tempo dei Segreti è esattamente ciò che è descritto nel terzo Segreto di Fatima. Papa Benedetto XVI nel 2007 disse che in parte il terzo Segreto di Fatima si è realizzato e in parte deve ancora accadere, riguarda la persecuzione della Chiesa con l’uccisione del Papa, la decimazione dei cardinali, dei vescovi e dei sacerdoti. Quindi, è chiaro che il coinvolgimento di tutta la Chiesa nella presenza di Maria e nella sua guida non può che incrementare sempre di più. Questo causerà un’apostasia che vede protagonista una parte della Chiesa che per paura tradirà. Gli esponenti della Chiesa, con il modernismo che imperversa ovunque, hanno difficoltà ad approvare le apparizioni e le manifestazioni del soprannaturale. Ma nel tempo dei Segreti saranno all’ordine del giorno, perché i Segreti pronunciati tre giorni prima sono una manifestazione del soprannaturale.
Attraverso ciò che sta maturando ed è maturato, dovremmo essere in grado di capire il piano della Madonna. La Regina della pace affronterà il tempo dei Segreti con la sua Chiesa, la vittoria del suo Cuore Immacolato sarà la vittoria della Chiesa cattolica. Per questo motivo anche i popoli entreranno nella Chiesa cattolica che sarà il centro della grande battaglia. La parte di Chiesa che non crederà, marcirà. Questo è quello che la Madonna vuole e di cui ha bisogno.
La strada tipica della Chiesa è quella di esortare e testimoniare la pace, ma soprattutto pregare per essa. Una delle affermazioni più frequenti che ha fatto la Madonna, infatti, riguarda proprio la preghiera: «Con la preghiera e il digiuno si possono allontanare anche le guerre e persino sospendere le leggi naturali» (Messaggio del 21 luglio 1982).
Nel 1991 a Medjugorje scoppiò la guerra durata quattro anni. In quel frangente, Maria ha ribadito quanto sia importante la preghiera: «Cari figli, io desidero che voi capiate quanto è seria la situazione e che molto di quello che accadrà dipende dalla vostra preghiera» (Messaggio del 25 luglio 1991). In questo conflitto ci sono stati dei miracoli importanti, infatti, molte delle bombe che i serbi hanno lanciato su Medjugorje non sono scoppiate oppure non hanno fatto danni critici. La città di Mostar e Sarajevo sono state occupate per parecchio tempo proprio perché le persone non pregavano. La Gospa è stata molto dura nell’apostrofare i cattolici, dicendo che si sono allontanati dal suo Cuore. È straordinario l’insegnamento che ci è stato dato con la guerra locale in Bosnia, perché la Madonna ha attribuito l’andamento della guerra alla preghiera. A questo riguardo, è stata molto efficace anche a Fatima, verso la fine della Prima Guerra Mondiale, chiedendo il Rosario affinché arrivasse la pace. La medesima cosa è successa anche alla fine della Seconda Guerra Mondiale, quando Maria apparve alle Ghiaie di Bonate nel 1944 dove chiese preghiere affinché la guerra finisse. La Regina della pace ci ha accompagnato in molte guerre particolari, ad esempio, quando cadde il comunismo in Russia, la Madonna ha chiesto digiuno e preghiere per nove giorni: «Perciò vi invito, cari figli, a pregare e a digiunare ancora più intensamente. Vi invito a qualche rinuncia per la durata di nove giorni, affinché con il vostro aiuto si realizzi tutto ciò che voglio realizzare secondo i segreti iniziati a Fatima. Vi invito, cari figli, a comprendere l’importanza della mia venuta e la serietà della situazione. Voglio salvare tutte le anime e presentarle a Dio. Perciò preghiamo affinché tutto quello che ho cominciato si realizzi completamente» (Messaggio del 25 agosto 1991). Nel 1917 iniziò a espandersi il movimento comunista in tutta l’Europa e nel mondo che fino a dicembre 1991 si scontrò con un’idea di società più libera e più rispettosa dei diritti umani. Questo è stato da insegnamento e lo è soprattutto oggi, da quando la Russia ha invaso l’Ucraina. Come diceva Papa Francesco, sono quei segnali di guerra mondiale che ci devono armare perché satana vuole l’odio e la guerra.
La Madonna ha insegnato che dietro la guerra c’è satana. Il suo obiettivo è quello di aizzare gli uomini contro Dio come primo passo, successivamente vuole aizzare gli uomini gli uni contro gli altri fino all’autodistruzione, all’Armageddon. La Seconda Guerra Mondiale si è conclusa con il lancio delle bombe atomiche, un atto non necessario, ma che potrebbe accadere nuovamente. Quando le menti e i cuori sono posseduti dal male, tutto è possibile. Solo la Regina della pace può fermare il piano di satana di distruggere l’opera della Creazione e della Redenzione. Satana deve essere combattuto con le armi appropriate, ovvero la preghiera. Solo Dio può far perdere il diavolo e tutti coloro che credono possono ottenere la grazia della vittoria e della pace sulla guerra. La Madonna interviene sempre negli eventi di guerra esortando alla preghiera. Ci sono armi sempre più sofisticate che possono distruggere il mondo in pochi istanti e satana vuole arrivare a questo tramite l’odio.
La preghiera è una grande arma straordinaria con la quale si possono fermare le guerre per quanto violente esse siano. L’iniziativa di questi giorni di Papa Leone e della Chiesa, di una giornata di preghiera per la pace, in questi tempi di odio ed egoismo deve essere di esempio: «Il veleno dell’egoismo e dell’odio regna nei cuori umani ed è per questo che non avete la pace» (Messaggio del 25 marzo 2026). L’odio viene direttamente da satana, l’egoismo è la fame di mondo, l’ingordigia, la voglia di comandare, di possedere, sono quelle passioni sulle quali il diavolo soffia. Nel mondo d’oggi la violenza si intensifica sempre di più, diventa un torrente inarrestabile. Il compito della Chiesa è di testimoniare ed esortare, ma soprattutto quello di pregare, digiunare e fare sacrifici affinché la guerra si fermi. Dobbiamo prendere esempio da Gesù che all’inizio della sua vita pubblica ha combattuto satana con la preghiera e il digiuno e ne è uscito vincitore, come durante la Passione che con umiltà e sofferenza ha vinto sulla morte e ha redento il mondo. Cristo è più forte, è in grado di scacciare il maligno, ma chiede il nostro aiuto.
Attraverso il Rosario preghiamo per la pace, in questa battaglia lunga e difficile uniamoci nella preghiera per combattere. Il Rosario è l’arma che ci darà la forza e la certezza della vittoria. La Madonna ha detto: «Cari figli, rivestitevi dell’armatura contro Satana e vincetelo con il Rosario in mano» (Messaggio del 8 agosto 1985). Ci vuole impegno, perseveranza, amore. La fede, la preghiera, la bontà, rafforzano il fronte del bene; nel medesimo tempo la cattiveria, l’odio, l’incredulità, rafforzano il fronte del male, portando il mondo sull’orlo dell’autodistruzione. Senza Dio non c’è pace. Cristo è la nostra pace, infatti nell’unico Messaggio che Gesù Bambino ha dato è stato il giorno di Natale del 2012, quando in braccio alla Regina della pace disse: «Io sono la vostra pace, vivete i miei comandamenti».
È la preghiera, ma anche la santità e la correttezza della propria vita ad essere una forza contro il male. Ognuno di noi deve essere una fortezza che resiste a satana. Il demonio può essere fermato solo attraverso la preghiera e la penitenza. Dobbiamo entrare nel tempo dei Segreti non come gli Apostoli nel Getsemani, ma svegli e pronti.