"VI SUPPLICO: CONVERTITEVI!" (REGINA DELLA PACE-MEDJUGORJE)

Mese: Aprile 2026 Pagina 31 di 38

☕IL CAFFEINO QUOTIDIANO DI P. LIVIO☕

🔴LIVE🔴 SENZA DIO NON C’E’ FUTURO – Catechesi a cura di P. Livio – Puntata 7

VIATICO QUOTIDIANO – di P. Livio – Puntata 90

LETTURA CRISTIANA DELLA CRONACA E DELLA STORIA

Programma di Padre Livio – Martedì 7 Aprile 2026

h. 8.50: Diretta su Radio Maria – blogdipadrelivio.it – Facebook – YouTube (in differita)

h. 8.50: PENSIERO SPIRITUAE

I cinque minuti dello Spirito Santo

h. 8.55 – 9.15: ALMANACCO DELLA FEDE

 Perché la preghiera ferma la guerra

+ La Madonna ha esortato più volte a pregare per fermare le guerre

+ Un caso particolare è stata la guerra di Bosnia

+ Questo è avvenuta anche in occasione della prima e della Seconda guerra mondiale

+ La Madonna ha spiegato che dietro la guerra c’è l’azione di satana.

+ Satana lo si indebolisce col digiuno e la preghiera

+ Tuttavia questo richiede tempo e perseveranza

+ L’odio e la incredulità rafforzano satana

h. 9.15-9.35: NOTIZIE DAL MONDO

La situazione in Medio Oriente

h. 9.30 – 9.40: VIATICO QUOTIDIANO

Pensieri sulla preghiera (90)

h. 9.40 – 10.05: I SEGRETI DI MEDJUGORJE

32. Gli apostoli di Maria tempo dei Segreti

+ La Madonna ha costituito i suoi apostoli per il tempo dei Segreti

+ La loro spiritualità è approfondita nei messaggi a Mirjana

+ Innanzi tutto questi apostoli sono i Sacerdoti e i Vescovi (I Pastori)

+ Il loro compito è quello di fare da ponte verso il tempo della pace

+ Ad essi si uniscono i laici che hanno risposto alla chiamata

+ Il compito è quello di indicare la salvezza che viene dalla rivelazione di Segreti tre giorni prima

+ Dovranno avere come punto di riferimento il Papa e la Regina della Pace

+ Dovranno essere coraggiosi fino al martirio

+ Dovranno prepararsi nel silenzio e nella preghiera.

h. 10.00: TELEFONATA A PADRE LIVIO

h. 10.05: SENZA DIO NON C’E’ FUTURO

Libro di Padre Livio: Senza Dio non c’è futuro (7 puntata)

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Crosetto: «Questa è la crisi più dura, Hiroshima non ci ha insegnato nulla. Nel giro di un mese non tutto, ma molto potrebbe essere bloccato: il rischio è la follia»

di Fiorenza Sarzanini – Corriere della Sera – 7 Aprile 2026

Il ministro della Difesa e la crisi in Iran: «All’opposizione dico che serve maturità. Trump? Dovrebbe avere collaboratori più coraggiosi: un problema è che nessuno di loro osa contraddirlo»

Ministro Guido Crosetto, siamo di fronte a un nuovo ultimatum di Donald Trump all’Iran. La fine della guerra continua ad allontanarsi?
«Io spero che tutti si rendano conto di quello che stiamo vivendo. È una situazione che non ha precedenti nella storia dei decenni recenti. C’è una somma di criticità che si accumula e si autoalimenta, sempre più difficile da risolvere. E questo pone chi ha voglia di ragionare di fronte alla grande debolezza del multilateralismo, che non ha saputo prendere lezioni da quanto era accaduto nel secolo scorso e non ha consolidato gli anticorpi per ciò che stiamo vivendo ora».

È stata costruita l’Onu.
«Certo, ma l’abbiamo lasciata morire lentamente, le abbiamo fatto perdere ogni capacità di influenza e di ruolo. In uno scenario come quello che stiamo affrontando conta purtroppo per noi soltanto la potenza. Ma non illudiamoci che si possa parlare di potenza tecnologica o economica, quello che davvero stanno facendo contare è la potenza militare. Nonostante quella però il conflitto in Ucraina e quello in Iran dimostrano che a determinare la durata dei conflitti è la capacità di resistenza della parte più debole. Era successo già in Afghanistan, ma anche in quel caso nessuno ha pensato di mettere a frutto l’esperienza. E così si è alimentato il terrorismo fondamentalista».

Che cosa teme ministro?
«Temo che ciò che già è drammatico possa precipitare ancor di più. Perché so che l’umanità ci ha dimostrato che non esiste limite alla follia. Lei pensi che sono esseri umani come noi quelli che hanno deciso che per far finire un conflitto fossero accettabili anche Hiroshima e Nagasaki. Purtroppo continuiamo ad avere armi nucleari e chi non le ha le cerca. Non abbiamo imparato nulla».

Lei sta parlando di minaccia nucleare, dunque il rischio è reale?
«Non voglio nemmeno pronunciare la parola. Il rischio è la follia e quello che stiamo vivendo è un conflitto dove ad azione corrisponde reazione di un livello superiore».

L’Iran ha finora respinto tutte le proposte degli Stati Uniti. C’è un modo per fermare Trump?
«Trump è il leader di una nazione sovrana e nessuno dall’esterno è in grado di influenzarlo».

Sta pensando a una procedura di impeachment?
«No, non mi pare neppure che i suoi nemici ci pensino. Credo semplicemente che dovrebbe avere collaboratori più coraggiosi. Uno dei problemi di questa presidenza è che nessuno osa contraddire il Capo. L’Iran degli ayatollah, a capo dell’integralismo, anti occidentale, che teneva sotto scacco ogni libertà era un problema di tutti. Con questa guerra decisa in due senza confronto e legittimità internazionale gli hanno fatto un regalo. Su tempi e modi sarebbe stata utile meno approssimazione».

Non crede che anche l’Europa dovrebbe contraddirlo con maggiore convinzione?
«L’Europa fa ciò che può ma non mi pare con successo. Intanto ognuno dovrebbe fare la propria parte. Io rivendico che l’Italia abbia preso una posizione importante e seria quando ha detto di non condividere questa guerra cercando di limitare al massimo i danni».

Crosetto: «Questo attacco è fuori dalle regole del diritto internazionale»

Però lo abbiamo fatto in ritardo. Non ritiene che adesso si possa fare di più come chiede l’opposizione?
«Veramente lei pensa che i rapporti internazionali si gestiscano facendo a gara a chi arriva prima a fare una dichiarazione? L’Italia non è alleata di Trump o Biden, noi siamo alleati degli Stati Uniti. Soltanto chi è stupido può pensare che si possa rompere questa alleanza. Pensiamo a oggi, pensiamo all’Iran che decida di reagire lanciando un razzo contro di noi. Se non ci fosse la difesa della Nato ogni Paese rischierebbe molto di più e sarebbe molto più indifeso».

Trump vuole uscire dalla Nato.
«Non credo e non può farlo. Gli servirebbe il voto del Congresso e dubito che sarebbe favorevole. Potrebbe invece decidere di ritirare i soldati dall’Europa. E questo ci renderebbe più deboli, meno difesi. In questo momento non siamo in grado di reagire tutti insieme sostituendoli».

E dunque secondo lei non c’è nulla da fare?
«Dialogo, attività diplomatica. Trump ha l’agenda dettata dalla volontà di vincere in fretta anche perché dovrà confrontarsi con le elezioni di Midterm. Questa guerra sta mettendo a rischio anche gli Stati Uniti nella loro leadership Mondiale».

Dieci giorni fa avete rifiutato l’uso della base di Sigonella ma c’è il sospetto che in altri casi l’abbiate concesso. Lo negherà in Parlamento?
«Lo negherò certamente perché è falso ma non credo esista sospetto perché non è un tema gestito dalla politica ma militare. Abbiamo l’obbligo di lasciare aperte le basi perché questo prevedono i trattati e perché tutti i governi si sono comportati allo stesso modo, ma abbiamo regole. Sono accordi che non abbiamo sottoscritto noi, se ai nostri predecessori non piacevano avrebbero potuto annullarli o quantomeno metterli in discussione. Non mi risulta che ciò sia avvenuto».

Al termine della sua missione nel Golfo la presidente Giorgia Meloni ha detto che l’Italia potrebbe non avere riserve di energia sufficienti. Esiste un piano per l’emergenza?
«Quel viaggio serve ad assicurarci di essere hub privilegiato per le riserve di quegli Stati che sono sovrani e la cui parola è garanzia assoluta».

L’opposizione ha parlato di viaggio inutile.
«È un atteggiamento infantile e ridicolo. Io non avrei mai criticato Renzi o Conte se fossero andati per garantire il nostro futuro, anche perché se fossero stati al nostro posto e fossero stati saggi avrebbero dovuto fare esattamente la stessa cosa. Questa cosa di vestire o svestire i panni a seconda se si governa o si è all’opposizione dimostra che la classe dirigente non è adeguata».

C’è il rischio che tutto si blocchi nel giro di un mese?
«È ciò che si teme. Non tutto ma molto».

E cosa pensate di fare?
«I margini di manovra sono inevitabilmente limitati, soprattutto se non si agisce tutti insieme. Questa è l’occasione per dimostrare di essere in linea con i tempi senza limitarsi ad applicare la burocrazia. L’Europa deve capirlo. Ho appena parlato con il mio collega giapponese e con il ministro del Kuwait. La linea deve essere chiara: per sopravvivere non bisogna essere bloccati sulle regole burocratiche fissate in tempi di crescita».

E in Italia?
«Premetto che il mio atteggiamento non deriva dal risultato del referendum ma voglio essere chiaro: maggioranza e opposizione devono deporre le armi, dobbiamo trovare momenti di coesione, collaborare per affrontare una crisi che, come ho detto, non ha precedenti».

Riconoscerà che quanto sta accadendo nel governo non è rassicurante. Dopo le altre dimissioni forzate ora rischia il ministro Piantedosi.
«Sono fatti privati che tali devono rimanere».

La vicenda è stata resa pubblica, il ministro potrebbe essere ricattabile.
«A me non pare affatto che lui sia ricattabile e non capisco perché dovrebbe esserlo. Ripeto sono storie private».

Rimpasto o elezioni anticipate?
«Tenuta. Noi siamo obbligati a reggere perché tutto possiamo permetterci in questo momento, tranne una crisi. Lo direi chiunque ci fosse al governo. Per noi sarebbe più facile e certamente molto più comodo andare alle elezioni anticipate. Invece abbiamo il dovere di gestire la crisi derivata dal conflitto e quindi di rimanere».

🔴LIVE🔴 NON PRAEVALEBUNT – PUNTATA 32: Pregare col cuore – Catechesi giovanile 2006-2007 di P. Livio

REGINA COELI CANTATO DA PAPA LEONE IL LUNEDI’ DELL’ANGELO

🔴LIVE🔴 IL FALSARIO: LA LOTTA QUOTIDIANA CONTRO SATANA – PUNTATA 25

In ricordo di Papa Francesco

Papa Leone XIV: “La verità non resta celata”. E ricorda i popoli “tormentati dalla guerra, ai cristiani perseguitati”

Oggi, prima della preghiera del Regina Coeli

Di Antonio Tarallo

Città del Vaticano, lunedì 6 aprile 2026, 12:06 (ACI Stampa).

Lunedì dell’Angelo, il primo di papa Leone XIV. Una giornata solare, un cielo terso. Un clima quasi estivo accoglie i pellegrini giunti in piazza San Pietro. Ore 12, il momento della recita del Regina Coeli, la preghiera alla Vergine Maria durante il tempo pasquale. 

Papa Leone XIV si affaccia dalla finestra dello studio del Palazzo Apostolico.  Saluta il pellegrini: “Cari fratelli e sorelle, Cristo è risorto! Buona Pasqua! Questo saluto, pieno di stupore e di gioia, ci accompagnerà tutta la settimana. Festeggiando il giorno nuovo, che il Signore ha fatto per noi, la liturgia celebra l’ingresso dell’intera creazione nel tempo della salvezza: la disperazione della morte è tolta per sempre, nel nome di Gesù”. 

E continua: “Il Vangelo di oggi ci chiede di scegliere tra due racconti: o quello delle donne, che hanno incontrato il Risorto , o quello delle guardie, che sono state corrotte dai capi del sinedrio”. Le prime, le donne, annunciano “la vittoria di Cristo sulla morte”, mentre le guardie “annunciano che la morte vince sempre e comunque”. Due versioni opposte dello stesso racconto. E nella versione delle guardie, Cristo non è risorto, “ma il suo cadavere è stato rubato” ricorda il pontefice. Da ciò ne scaturisce che “uno stesso fatto, il sepolcro vuoto, sgorgano due interpretazioni: una è fonte di vita nuova ed eterna, l’altra di morte certa e definitiva” precisa papa Leone XIV. 

Questo contrasto “ci fa riflettere sul valore della testimonianza cristiana e sull’onestà della comunicazione umana. Spesso, infatti, il racconto della verità viene oscurato da fake news, come si dice oggi, cioè da menzogne, allusioni e accuse senza fondamento. Davanti a tali ostacoli, però, la verità non resta celata, anzi: ci viene incontro, viva e raggiante, illuminando le tenebre più fitte” continua il papa. 

E’ Cristo la buona notizia da testimoniare nel mondo: “la Pasqua del Signore è la nostra Pasqua, la Pasqua dell’umanità, perché quest’uomo, che è morto per noi, è il Figlio di Dio, che per noi ha donato la sua vita”.

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Lo guardo poi ai popoli “tormentati dalla guerra, ai cristiani perseguitati per la loro fede, ai bambini privati ​​dell’istruzione. Annunciare in parole e opere la Pasqua di Cristo significa dare nuova voce alla speranza, altrimenti soffocata tra le mani dei violenti”.

Il ricordo, infine, per papa Francesco “che proprio il Lunedì dell’Angelo dello scorso anno ha consegnato la vita al Signore. Mentre facciamo memoria della sua grande testimonianza di fede e di amore, preghiamo insieme la vergine Maria, Sede della sapienza, perché possiamo diventare annunciatori sempre più luminosi della verità”.

Dopo aver cantato la preghiera mariana, ancora due parole di papa Leone XIV: un  “grazie alle iniziative promosse in occasione della giornata internazionale dello sport per lo sviluppo e la pace, rinnovando l’appello perché lo sport, con il suo linguaggio universale di fraternità, sia il luogo di inclusione e di pace. Ringrazio quanti in questi giorni mi hanno fatto pervenire espressioni di augurio per la Santa Pasqua. Sono riconoscente soprattutto per le preghiere. Per intercessione della Vergine Maria, Dio ricompensi ciascuno con i suoi doni”. E conclude: “Vi auguro di trascorrere nella gioia e nella fede questo Lunedì dell’Angelo e questi giorni dell’Ottava di Pasqua, in cui si prolunga la celebrazione della risurrezione del Cristo. Perseveriamo nell’invocare il dono della pace per tutto il mondo”.

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