Mese: Gennaio 2026 Pagina 6 di 36

Programma di Padre Livio – Martedì 27 Gennaio 2026
h. 8.50: Diretta su Radio Maria – blogdipadrelivio.it – Facebook – YouTube (in differita)
h. 8.50: EDITORIALE
Nel tempo dei Segreti il Cuore Immacolato trionferà
h. 10.00: Credo in Gesù Cristo (8)
Cari amici,
sto facendo un po’ di influenza. Spero di riprendere le trasmissioni quanto prima. Nel frattempo seguite il Blog
Padre Livio
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“Figlioli siate diversi dagli altri” (25 Gennaio 2026)
E’ bastata questa inusitata espressione per riaccendere l’interesse per i Messaggi della Regina della pace, anche da parte di chi si lamenta che si ripetono spesso.
“La Verità non cambia mai”, ha precisato la Madre, facendo riferimento a quei suoi figli che sono perennemente alla ricerca di novità.
Per comprendere il significato di questo Messaggio è necessario collocarlo nel contesto nel quale è stato dato, cioè in quello di una apparizione pubblica nella quale la Madonna dà insegnamenti destinati a ricevere l’approvazione ecclesiastica.
La Madonna, nel pronunciare le parole che desidera rivolgerci, ha lo sguardo sui presenti all’apparizione e, nel medesimo tempo, su tutti coloro che in ogni parte del mondo sono spiritualmente sintonizzati con questo momento speciale di grazia.
Sono innanzi tutto questi i suoi, ”Cari figli”, che hanno risposto alla chiamata. Ebbene, guardandoci è come se La Madonna ci dicesse: “Vi guardo e non vedo che siete diversi dagli altri”.
E’ quanto in un modo più esplicito e severo la Gospa aveva già detto in un messaggio del due del mese alla Veggente Mirjana.
Allora è necessario che ci chiediamo in che cosa dobbiamo essere diversi dagli altri, cioè dai figli del secolo che vivono senza Dio, senza la sua luce e senza il suo amore, totalmente invischiati nelle cose effimere di questo mondo.
Non siamo forse anche noi membri attivi della fiera delle vanità, che hanno chiuso il Vangelo in un cassetto, perché pensiamo che alla fine ci basti una verniciata di cristianesimo per venire iscritti nell’albo degli eletti, magari guardando dall’alto in basso “i poveri peccatori?”?
LA TESTIMONIANZA DI PADRE ALEKSEJ DIRETTORE DI RADIO MARIA UCRAINA
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Iran, ecco la conta dell’orrore
La denuncia di «Time». L’ordine di Khamenei: usate ogni mezzo
Corriere della Sera, 26/01/2026
Sono finiti i sacchi neri. Ne hanno uccisi così tanti da esaurire le buste di plastica color pece dove sigillare per sempre chi gridava «libertà». Anche le ambulanze sono finite. E per rastrellare i corpi falciati e lasciati in strada dalla rabbia dei repressori, le Guardie dell’ayatollah Ali Khamenei hanno usato i camion dell’esercito.
Che fosse un massacro è stato evidente sin dalle prime immagini in grado di sfondare il blackout di internet, durato quasi tre settimane. E i video delle centinaia di corpi adagiati dentro e fuori l’obitorio di Teheran erano prove di una carneficina in atto. Ma gira un nuovo numero: oltre 30 mila.
Lo scrive il Time, citando due alti funzionari del ministero della Salute iraniano. E quel dato non include i feriti spirati negli ospedali militari, né gli uccisi nelle zone remote, rimaste fuori bilancio. Trentamila morti. Una cifra dieci volte superiore al conteggio dei fedelissimi di Khamenei, che il 21 gennaio annunciavano 3.117.
Ma gli attivisti, che danno un nome alle vittime, hanno identificato 5.459 persone e stanno lavorando su altre 17.031. Iran International, giornale dell’opposizione a Londra, conferma i numeri. Lo fanno anche i medici sul campo: Amir Parasta, chirurgo tedesco-iraniano, ha contato 30.304 vittime solo negli ospedali civili. La maggioranza è stata uccisa tra l’8 e il 9 gennaio, nelle notti della mattanza.
Non sono nuovi ai massacri, gli ayatollah. Ma trentamila in due giorni è un macabro record. Il New York Times racconta che il 9 gennaio Ali Khamenei ha dato l’ordine di «schiacciare» le piazze «con ogni mezzo: uccidere, senza pietà»: missione compiuta. E ora che internet va a singhiozzo, le informazioni si incrociano e si sommano.
«Puntavano le mitragliatrici sulla folla e scaricavano i proiettili. Sparavano dai tetti, da dietro gli edifici», racconta Ali da Teheran. «Non riesco a dormire dalla rabbia e dal dolore». Parliamo con un dottore di un ospedale della capitale. Racconta di reparti stracolmi — «mancavano sangue, personale, medicinali» — e di esecuzioni nei letti. Decine di militari nei corridoi cercavano stanza per stanza i feriti, per finirli sulle barelle.
«Abbiamo centinaia di prove. Immagini di persone intubate, cateterizzate, con buchi alla fronte». Kian scrive che «molte vittime sono giovani, altre appartenevano ai Mojahedin del Popolo, ai Fedayin e al Partito Tudeh». I morti sono così tanti che non ci stanno nei cimiteri «e hanno dovuto scavare fosse comuni». Una ragazza ci chiede di non scriverle più perché «sparirò per un po’». Gli uomini della mattanza setacciano case e ospedali alla ricerca di manifestanti: lei è nella lista.
Il confronto
La cifra è dieci volte superiore al conteggio ufficiale di Teheran che parla di 3.117 vittime
Per ora, l’aiuto promesso da Donald Trump non s’è visto, ma le sue parole hanno creato tensione in Medio Oriente. Israele è in allerta con il timore che la Guida suprema decida di prevenire un raid americano colpendo lo Stato ebraico.
Sabato sera c’è stato un vertice al ministero della Difesa di Tel Aviv: il capo del Centcom Usa Brad Cooper e dello stato maggiore Eyal Zamir si sono incontrati per mettere a punto difese comuni. Netanyahu, a fine Shabbat, ha visto gli inviati americani Witkoff e Kushner. Intanto gli Stati Uniti spostano i muscoli in Medio Oriente: portaerei, sei navi da guerra, due sottomarini, oltre cento caccia, rifornitori, spie volanti, scudi antimissile.
Le Guardie rivoluzionarie rispondono: «State alla larga dalle nostre acque». Finalmente, l’Iran torna tra i dossier europei: giovedì i 27 sono chiamati a dare il via libera a un nuovo pacchetto di sanzioni. Sul tavolo c’è la definizione dei Pasdaran come organizzazione terroristica. Si attende di vedere che cosa deciderà l’Italia, che ancora non ha messo le Guardie rivoluzionarie di Ali Khamenei nella lista nera.
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28 MARIA MADRE CHE EDUCA
Ogni essere umano che viene al mondo ha bisogno a lungo dei suoi genitori non soltanto per crescere, ma anche e soprattutto per essere formato nella sua personalità. La paternità e la maternità non si esauriscono con la generazione dei figli, ma si devono impegnare nella loro educazione finché non giungano all’età adulta. Dagli insegnamenti e dall’esempio di vita dei genitori dipende in modo decisivo la strada che i figli prenderanno. Infatti l’uomo ha davanti a sé la via del bene e quella del male, la via della vita e quella della morte, la via della realizzazione di se stesso e quella della propria rovina. Camminare accanto ai figli nel pericoloso cammino dell’esistenza è il più grande aiuto che un padre e una madre possano dare. La generazione carnale è soltanto la prima tappa, alla quale deve seguire un costante magistero fatto più di esempio che di parole.
Maria è la Madre che ci concepisce nel proprio grembo per opera dello Spirito Santo e che, nel giorno del battesimo, ci genera come figli di Dio nelle mani della Chiesa. La madre del Capo è anche la madre di ogni membro del Corpo mistico. Maria ci concepisce e ci dà alla luce con amore, ma questo non è che l’inizio della sua mirabile maternità. Lei, che ha educato e formato Gesù, aiutandolo crescere in sapienza, età e grazia e lo ha accompagnato fino al compimento della sua missione, si prede cura dell’intero cammino terreno di ogni suo figlio. Più di qualsiasi madre terrena Maria è educatrice. E’ Lei che ci forma alla vita cristiana e che opera, in concomitanza dello Spirito Santo, per imprimere in noi l’immagine vivente di Gesù. Che cosa accadrebbe di un bambino se gli mancasse la sollecitudine educativa dei suoi genitori? Senza l’accompagnamento materno di Maria il cristiano rischia gravi sbandamenti. Gesù stesso non ha voluto fare a meno dell’opera formativa di sua madre. La sua sottomissione di figlio umile e obbediente è un esempio normativo per ogni cristiano.
Maria è una madre che educa con dolcezza. L’amore che trabocca dal suo cuore vince le resistenze dell’io orgoglioso che presume di fare da solo. Il suo sorriso dissolve le asprezze dei caratteri spigolosi e violenti. La sua voce scende nelle profondità dell’anima e sprigiona energie sconosciute. La sua bontà vince le diffidenze di chi non crede più nell’amore. La sua umiltà sbriciola le pietre dei cuori induriti. La sua bellezza attira a sé coloro che si sono smarriti nell’oceano sconfinato delle illusioni.
Maria è una madre che educa con fermezza. Lei conosce le forze oscure che si agitano nella nostra natura malata. La madre sa che il cuore è un campo da dissodare, perché possa esservi seminato il buon grano. Lei è a conoscenza dell’azione del maligno, il quale sparge a sua volta la mala semente della zizzania. Per questo la Madre ci educa al sacrificio e all’impegno, alla lotta e alla perseveranza. La Vergine potente contro il male, ci addestra al combattimento spirituale, rafforzando la volontà e insegnandoci a rialzarci ogni volta che cadiamo. La sua mano ferma ci sostiene nel mare agitato della vita e il suo occhio vigile ci accompagna nelle imprese più ardue.
Maria è una madre che educa con pazienza. Lei conosce la fragilità della nostra natura che, come canna agitata dal vento, si piega da ogni parte. La Madre conosce le nostre debolezze e i nostri scoraggiamenti. Sa che promettiamo ma non manteniamo, che incominciamo ma poi desistiamo. Come ogni madre è instancabile nel ripeterci le medesime cose. La sua pazienza è infinita, ma alla fine è premiata. Anche dal terreno più incolto riesce a far spuntare un bellissimo fiore. A chi si lascia guidare dalla sua dolce fermezza nessuna meta è preclusa.
🔴LIVE🔴 COMMENTO AL MESSAGGIO DELLA REGINA DELLA PACE DEL 25 GENNAIO 2026 – a cura di Padre Livio
Di Padre Livio Fanzaga
il 26 Gennaio 2026
in COMMENTO AI MESSAGGI DELLA REGINA DELLA PACE
Commento al Messaggio del 25 gennaio 2026
Messaggio della Regina della pace – 25 gennaio 2026
«Cari figli! Oggi vi invito ad essere preghiera e benedizione per tutti coloro che non hanno conosciuto l’amore di Dio. Figlioli, siate diversi dagli altri e positivi, uomini di preghiera e d’amore verso Dio, affinché con le vostre vite siate il segno dell’amore di Dio per gli altri. Io vi benedico con la mia benedizione materna ed intercedo per ciascuno di voi presso mio Figlio Gesù. Grazie per aver risposto alla mia chiamata». (Con approvazione ecclesiastica)
Questo Messaggio è molto particolare perché ha una finalità molto precisa, è un invito alla testimonianza che la Madonna rivolge a tutti quelli che hanno risposto alla chiamata. È un invito alla testimonianza, alla missione, a farci carico di coloro che non conoscono l’amore di Dio. In altre occasioni la Regina della pace ha fatto questo appello proprio perché questa è la ragione per cui è in mezzo a noi da così tanto tempo. La Madonna è qui per risvegliare la fede in un momento molto difficile perché nel mondo è iniziato un processo di emancipazione dalla fede e di allontanamento da Dio che sta dilagando ovunque. In Occidente stiamo assistendo a una vera e propria scristianizzazione che negli ultimi decenni è sempre più forte. Nel dopoguerra la fede cristiana riguardava praticamente la totalità della popolazione, negli ultimi decenni c’è stato un processo irrefrenabile di allontanamento da Dio. La Madonna è qui da così tanto tempo proprio per frenare il dissolvimento della fede e per risvegliarci.
La Madonna non usa l’espressione “non credenti”, ma dice “quelli che non conoscono l’amore di Dio”; fra questi ci sono anche coloro che credono a un idolo che si sono costruiti da soli e che nulla ha a che fare con il Dio della Divina Rivelazione. La precisazione della Regina della pace, allora, è molto opportuna perché quell’espressione comprende tanti che si professano credenti, ma non credono al Dio cristiano. Dio si manifesta come amore in Gesù e a sua volta Cristo rende tangibile l’amore di Dio nella nostra vita attraverso tutta la sua vita, in modo particolare nella Passione e nella sua morte in Croce.
Questa precisazione della Madonna ci fa capire in che mondo viviamo. Siamo in un mondo in cui non si conosce Dio, perché tutti quelli che l’hanno rifiutato in questo processo di trasformazione del mondo contemporaneo, sono persone che alla fine hanno preferito i vizi alle virtù, la menzogna alla verità, hanno preferito un idolo al Dio cristiano.
Guardando alla realtà nella quale ci troviamo vediamo che la nostra presenza nel mondo è molto difficile, come è molto difficile la presenza della Regina della pace che è qui da così tanto tempo. Lei stessa ha fatto dei bilanci, ha detto che un numero enorme non l’ha nemmeno presa in considerazione; guardiamo all’interno delle nostre parrocchie e delle nostre comunità, quanti hanno accolto la Regina della pace? La Madonna è qui da così tanto tempo per riportarci a Suo Figlio, al Dio dell’amore, del perdono, della verità, della benedizione.
Dopo aver detto che un numero enorme nemmeno la prende in considerazione, la Madonna ha precisato che un piccolo numero l’ha accolta; auguriamoci di essere in quel piccolo numero e domandiamoci se abbiamo veramente capito quello che la Madonna vuole da noi.
La Madonna ci invita a essere preghiera, amore, benedizione per gli altri, essere le sue mani tese al prossimo. La Regina della pace ci chiede di essere Apostoli, santi, benedizione per gli altri, non è una cosa da poco proprio perché il mondo di oggi è talmente malato che ha bisogno di una testimonianza particolare, ha bisogno veramente che noi cristiani siamo il sale della Terra, la luce del mondo, amore nell’odio. Non è una cosa facile fare quello che la Madonna ci invita a essere e cioè diventare segno della sua presenza, segni dell’amore di Dio, essere suoi Apostoli.
La Regina della pace è qui da così tanto tempo perché per diventare come lei ci vuole, e cioè preghiera e benedizione per gli altri, è necessario un lungo cammino. La Madonna è qui da così tanto tempo proprio per accompagnarci in questo tragitto il cui primo passo è la conversione, è il ritorno al Dio vivo e vero, il Dio della pace e dell’amore. Dio vuole darci il suo amore come fiamma viva del nostro cuore, vuole che siamo il suo prolungamento in questa società rancorosa verso il Dio cristiano. Nella nostra società veramente satana regna.
La Madonna dal Cielo vede la realtà di un mondo che non vuole Dio, non vuole la pace. Noi ci chiediamo, allora, come fare a essere quello che la Madonna vuole che noi siamo. Dobbiamo renderci conto che per accogliere i Messaggi della Regina della pace e per viverli dobbiamo partire da queste parole: «Pace. Pace. Pace. Riconciliatevi. Riconciliatevi con Dio e tra di voi. E per fare questo è necessario credere, pregare, digiunare e confessarsi» (26 giugno 1981). Nei primissimi giorni di apparizioni a Medjugorje la Madonna ci ha invitato alla personale conversione. Per illuminare gli altri dobbiamo essere luce, per portare la gente ad amare Dio dobbiamo essere amore, per poter parlare di pace alla gente dobbiamo essere pace, per portare la testimonianza della vita cristiana dobbiamo viverla.
È chiaro, allora, che il lavoro inizia proprio da noi stessi. Chiediamoci se conosciamo l’amore di Dio, se personalmente lo abbiamo sperimentato. Ci sono momenti precisi, particolari, in cui sentiamo l’amore di Dio, ma se non li alimentiamo continuamente con la preghiera non riusciamo a trattenerli, non riescono a cambiarci, non fanno di noi creature nuove. La Madonna ha associato la testimonianza alla preghiera proprio perchè la testimonianza dell’amore verso gli altri esige un continuo riferimento nostro personale all’amore di Dio e per noi conoscere l’amore di Dio non è una cosa facile. I Santi sono coloro che hanno conosciuto l’amore di Dio, talmente grande da trasformare le loro debolezze e le loro miserie e farne uomini nuovi.
Con le nostre pigrizie e i nostro propositi flebili non abbiamo mai preso la decisione radicale di essere totalmente di Dio, totalmente di Cristo, totalmente al servizio di Maria, totalmente rivolti al Cielo, totalmente votati ai fratelli. Non siamo mai riusciti a radicalizzare la nostra appartenenza a Dio, non siamo mai riusciti a fare della nostra appartenenza a Dio qualcosa di stabile. Satana regna e i suoi seguaci sono moltissimi; come c’è una radicalità verso il male, la Madonna ci chiede la radicalità verso il bene. Per essere incisivi in un mondo come quello in cui ha fatto la sua missione Gesù Cristo con i suoi Apostoli, la Madonna ci chiedere una radicalità verso il bene, verso l’amore. Dobbiamo amare Dio con tutto il cuore, con tutta l’anima, con tutta la mente, con tutte le forze. Dobbiamo amare Gesù Cristo perché sia per noi Via, Verità e Vita.
Solamente un piccolo numero ha risposto alla Madonna come lei desidera, ma nel tempo in cui viviamo ci vuole l’eroismo dei Santi per poter essere incisivi, ci vuole una santità militante, vera e umile. Ci vuole una santità che traspare dall’essere, dal vivere, dallo sguardo, dalle azioni, dal porgere la mano al prossimo, dalle parole di pace, benedizione, perdono e incoraggiamento. La Madonna ha bisogno che noi diventiamo così per reggere alla potenza del male. La Regina della pace ha detto che oggi satana è più forte che mai. Quando la Madonna dice che satana è forte intende che lo è nelle persone; siamo noi a dare la forza a satana e, nel medesimo tempo, siamo noi a dare la forza alla Madonna. Come c’è un processo di radicalizzazione nel male, deve esserci un processo di fortificazione nel bene, di consolidamento, in modo tale da poter essere saldi e forti nella fede come i cedri del Libano. Non si vede un tale impegno verso il bene così come i figli di questo mondo sono impegnati verso il male.
Accogliamo questa proposta così impegnativa da parte della Madonna, questo Messaggio è straordinario per la proposta di santità che ne esce. La Regina della pace ha usato un’espressione nuova, mai detta prima, ci ha detto di essere “diversi dagli altri” proprio perché non lo siamo, noi cristiani non siamo radicati nella fede, molti fanno fatica anche ad andare alla Messa alla domenica, non offriamo sacrifici alla Madonna, non recitiamo il Rosario come lei ci chiede. Veramente pochi vivono la fede totalmente, in maniera radicata e praticata.
Dobbiamo essere diversi dagli altri nel senso che dobbiamo coltivare la fede, amare Dio, staccarci dalle cose effimere e materiali. La Madonna ci invita a essere diversi proprio perché nella società di oggi non ci distinguiamo, siamo sale scipito. La Regina della pace praticamente ci sta dicendo che non siamo diversi da coloro che non sono cristiani e che sono stati conquistati dalle cose del mondo. Ciascuno di noi guardi alla propria vita e si chieda in che cosa è diverso dagli altri. Questa espressione deve darci uno scossone perché, se la Madonna dice così, ci vede uguali agli altri, a coloro che non conoscono l’amore di Dio. Guardandoci non vede differenze da quelli che non conoscono Dio e non lo amano.
La Madonna, poi, ci esorta a essere positivi cioè persone che diffondono il bene, la pace, l’amore, il perdono; ci invita a essere coraggiosi, generosi. La Madonna ci chiede di essere uomini di preghiera e di amore verso Dio proprio perché in questo modo Dio ci ricolma del suo amore che a nostra volta possiamo riversare al nostro prossimo. Dobbiamo, allora, portare avanti il nostro cammino di conversione e di santità; purificare il nostro cuore con fiducia e con perseveranza; accostarci ai Sacramenti e coltivare la preghiera perché Dio ci ricolmi del suo amore.
Dobbiamo vivere umilmente, purificare noi stessi; dobbiamo essere sale, luce, lievito, amore, pace e gioia per tutte le persone che ci stanno vicino, a partire proprio dai nostri cari. Le testimonianza vere che cambiano le persone non si fanno sui palcoscenici ma nel rapporto personale, perdonando le offese, facendo la carità a chi tende la mano. In questo modo cambiano i cuori e le nostre vite diventano un segno dell’amore di Dio. Scegliamo questa strada molto semplice del bene fatto nella quotidianità proprio come ha fatto Maria che è stata sempre presente accanto a Suo Figlio ma in maniera non vistosa, è sempre stata l’umile Ancella del Signore.
La santità, se si esibisce, non è vera. Viviamo la santità nell’umiltà dei rapporto quotidiani, ci penserà Dio a esibirla magari innalzandoci su una croce. Non dobbiamo pensare di cambiare il mondo, dobbiamo cambiare noi stessi. Accogliamo le parole di questo bellissimo Messaggio, soffermandoci in particolare sull’invito a essere diversi dagli altri e cioè a essere riferiti completamente a Dio per poterlo donare al nostro prossimo.