– 45 – Ritagli di pagine inedite dal #bestseller di P. Livio: Il segno di #MEDJUGORJE scuoterà il mondo [a cura di Roberta] ~~~~ Su tutti gli store online WhatsApp Radio Maria 031/610610 Segreteria 031/610600
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43. I Dieci Segreti sono l’ultima battaglia della Madonna
Man mano che il piano della Gospa si è andato realizzando lungo i decenni della sua presenza, è stato possibile comprendere le parole enigmatiche pronunciate nei primi tempi, con le quali affermava che quelle di Medjugorje sarebbero state le sue ultime apparizioni sulla terra.
Si tratta di due messaggi nei quali la Madonna intendeva sottolineare la peculiarità e l’importanza straordinaria delle sue apparizioni a Medjugorje, perché in futuro non sarebbe più venuta a chiamare l’umanità alla conversione.
Le parole vanno pesate una per una e comprese alla luce di un piano di salvezza di cui all’inizio nessuno poteva essere consapevole:
“Queste mie apparizioni qui a Medjugorje sono le ultime per l’umanità. Affrettatevi a convertirvi!” (02-04-1982) “Sono venuta a chiamare il mondo alla conversione per l’ultima volta. In seguito non apparirò più sulla terra. Queste sono le mie ultime apparizioni” (02-05-1982).
Il significato è chiaro e la Madonna ha ribadito il medesimo concetto con parole diverse in due distinti messaggi perché non ci fossero equivoci. Siamo quindi dinanzi all’ultima chiamata alla conversione che Dio rivolge al mondo attraverso Maria.
E’ un evento unico, una grazia specialissima, che è donata alla nostra generazione e che non si ripeterà mai più in futuro.
Sarebbe una tragedia per l’umanità non rispondere alla chiamata e cadere in una spirale di tenebra, di disperazione e di morte.
Proprio perché satana è “sciolto dalle catene”, la nostra generazione ha avuto il dono inestimabile della presenza della Madre, che Dio ha inviato come condottiera invincibile contro l’impero delle tenebre. La Regina della pace è scesa in campo per l’ultima battaglia e per la più grande vittoria. La Madonna non ha mai perso nessuna battaglia, tanto meno perderà l’ultima che sta già combattendo. La sua e nostra vittoria sarà memorabile nei secoli
“Aspetto con ansia il primo Segreto per per raccogliere la famiglia e parlare chiaro”
Caro Padre Livio, la sto ascoltando e sento la bella frase: se in una famiglia c’é qualcuno che prega é una benedizione per tutti.
Io ho una figlia religiosa da 44 anni e questo ci copre di grazie, ma ho un figlio due nuore e tre nipoti maschi che non frequentano (il 14nne non ha fatto la Cresima).
Io prego con fervore e due giorni fa sono andata a comprare il suo ultimo libro sul Segno, ma mentre lo chiedevo ho detto TRE e così ne ho regalato uno ciascuno ai miei figli che mi hanno ringraziato.
Ho detto brevemente di Medjugorje, dei segreti, dell’anticristo e adesso aspetto. Pensi che aspettavo con ansia il primo segreto per raccogliere la famiglia e parlare chiaro di speranza e di futuro. Speranza anche per me che fra due anni ne avrei 90
Coraggio, speriamo insieme anche se lei é più giovane e preghiamo perché siamo tanto amati che non basterà mai ringraziare
Nicoletta 1937
Cara Nicoletta,
fa piacere leggere lettere come la sua piene di zelo per la salvezza delle anime dei propri cari. Lei mi ricorda la mia nonna materna Lucia che, già ultranovantenne, si piazzava davanti alla finestra, dalla quale si poteva controllare la porta della Chiesa, per veder se i suoi nipoti (eravamo almeno una ventina) andavano alla S. Messa alla Domenica. Poi durante la settimana faceva chiamare quelli che avevano “bigiato”.
Devo riconoscere che, alcune cose fondamentali per la vita di un sacerdote, le ho imparate da mia nonna più che dai miei corsi di teologia. Ad esempio lo zelo per la salvezza delle anime perché, mi ripeteva mia nonna, “di anima una sola se ne ha, se si perde che ne sarà?”
Quella generazione, conosceva ciò che vi è di più importante nel messaggio cristiano, e cioè la serietà della vita, come tempo di prova e di fedeltà a Dio, al termine del quale vi è il giudizio, il paradiso, il purgatorio e l’inferno.
Il cammino della vita era molto chiaro, perché illuminato dalla fede, dall’osservanza dei comandamenti, dalla pratica di Sacramenti, dall’amore per Dio sopra ogni cosa e del prossimo come se stessi.
La vita era più serena, le difficoltà erano affrontate con l’aiuto di Dio, le croci erano portate con coraggio, seguendo Gesù e Maria lungo il Calvario.
Ora di tutto questo resta poco e la fede è in gran parte scomparsa. La moltitudine delle anime vaga qua e là nel vuoto tenebroso del nulla, fino a che diventeranno un tralcio secco, buono solo per essere bruciato, dice Gesù.
Per evitare questo “cappotto” da parte del diavolo, deciso a impadronirsi del mondo per distruggerlo e portare tutte le anime all’inferno, Gesù ha inviato Maria sulla terra per scuoterci, per guidarci, per aiutarci e per proteggerci dai pericoli che incombono paurosamente sulle nostre teste.
Già col primo segreto di Medjugorje, nel quale si manifesterà la profezia dei tre giorni prima (verrà preannunciata tre giorni prima una catastrofe che si abbatterà su Medjugorje) la gente incomincerà ad aprire gli occhi e satana a perdere terreno, come ha detto la Veggente Mirjana.
Quello che accadrà dopo, dal terzo segreto in poi, sono eventi che noi non possiamo nemmeno immaginare, ma che faranno crollare il mondo senza Dio, per cui molti ritorneranno a credere a pregare e a vivere rettamente.
Dica ai suoi nipoti di informarsi bene su questi eventi che la Madonna ha rivelato a Medjugorje, perché quando accadranno sarà troppo tardi. Loro più di noi hanno la possibilità di entrare nel tempo di pace che Dio ha preparato, ma prima bisogna ricominciare a credere e a pregare, nella dolce amicizia di Gesù e di Maria.
Pensiero Spirituale sull’inestimabile valore dell’anima
In un bellissimo Messaggio dato alla veggente Mirjana il 2 novembre 2019 la Regina della pace ci ha ricordato l’importanza della nostra anima: «è la cosa più preziosa che veramente vi appartiene».
La situazione attuale del mondo è gravissima, la realtà che ci circonda è intrisa di odio, violenza e prepotenza inaudite. Si rischia veramente l’autodistruzione. La vita umana sulla Terra è come una lunga traversata nell’oceano; se vissuta nella luce della fede è un’avventura meravigliosa, è una missione, è un pellegrinaggio bellissimo.
Nel medesimo tempo, però, dobbiamo tenere conto che il male incombe, ci assale, è in agguato. Il male è una presenza che rende la traversata della vita molto pericolosa e piena di insidie. Il maligno seduce, inganna, mente, è in grado di trascinare talmente in basso che si rischia di affogare. Beati coloro che, invece, si sono convertiti per tempo e coloro che si sono preservati dal male per una grazia speciale.
Nonostante tutti gli sforzi che l’uomo ha fatto nella Storia per migliorare la qualità della vita, il male rimane sempre fedele a se stesso, satana brama le anime e le vuole trascinare con sé nell’abisso della perdizione eterna. L’odio è indubbiamente l’arma più efficace con cui il diavolo conquista i cuori.
La vita dell’umanità è a rischio; la Madonna lo ha detto chiaramente del Messaggio del 25 ottobre 2022: «l’umanità ha deciso per la morte» e ancora il 25 gennaio 2023: «Il futuro è al bivio perché l’uomo moderno non vuole Dio». In situazioni di questo genere non serve farsi prendere dal panico. Serve guardare all’essenziale; la cosa più importante della vita non è vivere, non sono i beni materiali e nemmeno le opere, il bene più prezioso è l’anima! Gesù stesso ha detto: “E che giova all’uomo se guadagna tutto il mondo e perde l’anima sua?”
Dobbiamo tornare all’essenziale. Qualunque cosa accada dobbiamo rimanere aperti a Dio e alla Sua Misericordia, così che se la morte dovesse coglierci all’improvviso andremmo direttamente tra le braccia del Padre. Dio permette a satana di fare il suo gioco e ci ha dato la libertà di scegliere da che parte schierarci. In tempi come questi, allora, dobbiamo metterci di fronte a Dio e nella sua luce guardare la nostra vita, chiederci se siamo pronti di comparire davanti a Lui. Se ci pentiamo dei peccati commessi con cuore contrito e con il proposito di non peccare più, anche se avessimo commesso dei mali gravissimi, Dio ci perdonerebbe nella sua infinita Misericordia. La Regina della pace lo ha detto in chiusura del Messaggio del 24 luglio 1982: «Anche chi ha fatto molto male durante la vita terrena può andare diritto in Cielo se alla fine della vita si pente sinceramente dei suoi peccati, si confessa e si comunica».
Dedichiamoci, allora, alla cura della nostra anima che è una componente indistruttibile della persona umana. Il cosiddetto progresso ci ha abituato a identificare l’uomo con il suo corpo, ma sappiamo che l’uomo ha un corpo ma è la sua anima immortale, il soffio di Dio infuso in ciascuno di noi e che ci rende unici e allo stesso tempo ci affratella. L’anima è capace di amare, di scegliere, di rapportarsi con Dio, di decidere. L’anima spirituale immortale sussiste alla morte del corpo.
Nel momento in cui una persona muore la sua anima si stacca dal corpo, entra nella luce di Dio e viene immediatamente giudicata. L’anima, da se stessa si condanna al purgatorio o all’inferno, mentre è Dio che la chiama all’abbraccio eterno del Paradiso. Perché il momento del giudizio diventi un momento di gloria e perfino desiderabile bisogna prepararsi con un cammino spirituale quotidiano e con un combattimento spirituale continuo. Possiamo, allora, chiamarla “sorella morte” se per noi è la porta del Cielo, la via che porta al Paradiso. Se invece, al momento della morte non c’è conversione o non c’è stato un cammino di fede, l’anima stessa si autocondanna all’inferno.
Siccome la salvezza dell’anima è la cosa che conta veramente nella vita dobbiamo cogliere il valore inestimabile della vita che è un’occasione unica. Il Paradiso e l’inferno sono condizioni eterne. Alla fine dei tempi ci sarà la resurrezione dei corpi, il purgatorio finirà e le anime saranno o in Paradiso o all’inferno. Chi è all’inferno avrà un corpo a immagine della sua dannazione, chi è in Paradiso avrà un corpo a immagine della gloria di Cristo Risorto.
Chiediamoci allora, se dovessimo morire adesso in che condizione è la nostra anima? Quale sarebbe il giudizio di Dio? Ecco cosa dice il Catechismo della Chiesa Cattolica al numero 1857 come definizione del peccato mortale: Perché un peccato sia mortale si richiede che concorrano tre condizioni: «È peccato mortale quello che ha per oggetto una materia grave e che, inoltre, viene commesso con piena consapevolezza e deliberato consenso». Alla luce di questa definizione, allora, basterebbero queste tre condizioni perché, senza pentimento, quell’anima fosse condannata eternamente all’inferno.
La cattiveria oggi è talmente dilagante che molti uomini sono schiavi del demonio, sono loro stessi demoni incarnati. La Madonna è qui per schiacciare la testa al demonio che vuole la distruzione, la morte e l’odio eterno. La Regina della pace ci invita a prenderci cura della nostra anima proprio perché è qui per salvare quante più anime e portarle a Dio.