
Pensiero Spirituale sull’inestimabile valore dell’anima
In un bellissimo Messaggio dato alla veggente Mirjana il 2 novembre 2019 la Regina della pace ci ha ricordato l’importanza della nostra anima: «è la cosa più preziosa che veramente vi appartiene».
La situazione attuale del mondo è gravissima, la realtà che ci circonda è intrisa di odio, violenza e prepotenza inaudite. Si rischia veramente l’autodistruzione. La vita umana sulla Terra è come una lunga traversata nell’oceano; se vissuta nella luce della fede è un’avventura meravigliosa, è una missione, è un pellegrinaggio bellissimo.
Nel medesimo tempo, però, dobbiamo tenere conto che il male incombe, ci assale, è in agguato. Il male è una presenza che rende la traversata della vita molto pericolosa e piena di insidie. Il maligno seduce, inganna, mente, è in grado di trascinare talmente in basso che si rischia di affogare. Beati coloro che, invece, si sono convertiti per tempo e coloro che si sono preservati dal male per una grazia speciale.
Nonostante tutti gli sforzi che l’uomo ha fatto nella Storia per migliorare la qualità della vita, il male rimane sempre fedele a se stesso, satana brama le anime e le vuole trascinare con sé nell’abisso della perdizione eterna. L’odio è indubbiamente l’arma più efficace con cui il diavolo conquista i cuori.
La vita dell’umanità è a rischio; la Madonna lo ha detto chiaramente del Messaggio del 25 ottobre 2022: «l’umanità ha deciso per la morte» e ancora il 25 gennaio 2023: «Il futuro è al bivio perché l’uomo moderno non vuole Dio». In situazioni di questo genere non serve farsi prendere dal panico. Serve guardare all’essenziale; la cosa più importante della vita non è vivere, non sono i beni materiali e nemmeno le opere, il bene più prezioso è l’anima! Gesù stesso ha detto: “E che giova all’uomo se guadagna tutto il mondo e perde l’anima sua?”
Dobbiamo tornare all’essenziale. Qualunque cosa accada dobbiamo rimanere aperti a Dio e alla Sua Misericordia, così che se la morte dovesse coglierci all’improvviso andremmo direttamente tra le braccia del Padre. Dio permette a satana di fare il suo gioco e ci ha dato la libertà di scegliere da che parte schierarci. In tempi come questi, allora, dobbiamo metterci di fronte a Dio e nella sua luce guardare la nostra vita, chiederci se siamo pronti di comparire davanti a Lui. Se ci pentiamo dei peccati commessi con cuore contrito e con il proposito di non peccare più, anche se avessimo commesso dei mali gravissimi, Dio ci perdonerebbe nella sua infinita Misericordia. La Regina della pace lo ha detto in chiusura del Messaggio del 24 luglio 1982: «Anche chi ha fatto molto male durante la vita terrena può andare diritto in Cielo se alla fine della vita si pente sinceramente dei suoi peccati, si confessa e si comunica».
Dedichiamoci, allora, alla cura della nostra anima che è una componente indistruttibile della persona umana. Il cosiddetto progresso ci ha abituato a identificare l’uomo con il suo corpo, ma sappiamo che l’uomo ha un corpo ma è la sua anima immortale, il soffio di Dio infuso in ciascuno di noi e che ci rende unici e allo stesso tempo ci affratella. L’anima è capace di amare, di scegliere, di rapportarsi con Dio, di decidere. L’anima spirituale immortale sussiste alla morte del corpo.
Nel momento in cui una persona muore la sua anima si stacca dal corpo, entra nella luce di Dio e viene immediatamente giudicata. L’anima, da se stessa si condanna al purgatorio o all’inferno, mentre è Dio che la chiama all’abbraccio eterno del Paradiso. Perché il momento del giudizio diventi un momento di gloria e perfino desiderabile bisogna prepararsi con un cammino spirituale quotidiano e con un combattimento spirituale continuo. Possiamo, allora, chiamarla “sorella morte” se per noi è la porta del Cielo, la via che porta al Paradiso. Se invece, al momento della morte non c’è conversione o non c’è stato un cammino di fede, l’anima stessa si autocondanna all’inferno.
Siccome la salvezza dell’anima è la cosa che conta veramente nella vita dobbiamo cogliere il valore inestimabile della vita che è un’occasione unica. Il Paradiso e l’inferno sono condizioni eterne. Alla fine dei tempi ci sarà la resurrezione dei corpi, il purgatorio finirà e le anime saranno o in Paradiso o all’inferno. Chi è all’inferno avrà un corpo a immagine della sua dannazione, chi è in Paradiso avrà un corpo a immagine della gloria di Cristo Risorto.
Chiediamoci allora, se dovessimo morire adesso in che condizione è la nostra anima? Quale sarebbe il giudizio di Dio? Ecco cosa dice il Catechismo della Chiesa Cattolica al numero 1857 come definizione del peccato mortale: Perché un peccato sia mortale si richiede che concorrano tre condizioni: «È peccato mortale quello che ha per oggetto una materia grave e che, inoltre, viene commesso con piena consapevolezza e deliberato consenso». Alla luce di questa definizione, allora, basterebbero queste tre condizioni perché, senza pentimento, quell’anima fosse condannata eternamente all’inferno.
La cattiveria oggi è talmente dilagante che molti uomini sono schiavi del demonio, sono loro stessi demoni incarnati. La Madonna è qui per schiacciare la testa al demonio che vuole la distruzione, la morte e l’odio eterno. La Regina della pace ci invita a prenderci cura della nostra anima proprio perché è qui per salvare quante più anime e portarle a Dio.