"VI SUPPLICO: CONVERTITEVI!" (REGINA DELLA PACE-MEDJUGORJE)

Anno: 2024 Pagina 80 di 236

🔴LIVE🔴 CATECHISMO DELLA CHIESA CATTOLICA – Puntata 102 – IL MONDO VISIBILE

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🌟🖋️CI SCRIVONO🖋️🌟

Buongiorno P. Livio, 

 mi chiamo Nicla, conosco Radio Maria dal 1993, quando incinta della seconda figlia, ero a riposo assoluto per minaccia d’aborto e scoprii casualmente Radio Maria… da allora non l’ho più lasciata!

 Né di giorno né di notte è un miracolo dal cielo per chi la vuole accogliere! 

 Mia figlia poi nacque il 5 Agosto e si chiama Mery… ora è lontana da Dio, ma confido che la Madonna non l’abbandona…

 Posso  dirle in tutta sincerità, che i miei 7 figli sono cresciuti con latte, pane e Radio Maria! Ricordo di notte, quando non dormivano o piangevano i miei pargoletti si calmavano ascoltando la dolce emittente della  Madonna, la figlia maggiore poi aspettava impazientemente il venerdì sera per ascoltare le sue catechesi giovanili con la risata finale della “parrocchia sottomarina” quanti bei ricordi! 

Grazie P. Livio per il Dono immenso che è Radio Maria per ogni singola persona, ma anche per l’immenso mondo di anime che sono cresciute ascoltando la sua voce paterna, i suoi insegnamenti alla luce del Magistero della Chiesa, gli incoraggiamenti nei momenti  di prove e per i messaggi della Madonna che commenta in modo esauriente e illuminato per tutti noi!

Prima di congedarmi da lei, volevo renderle noto, che un mese fa è ritornato alla Casa del Padre il figlio spirituale di Padre Pio D. Nello Castello.

Aveva, anni fa, contribuito alle trasmissioni di Radio Maria del giovedì sera Sacerdotale tenuto da Don Tino… D. Nello era diventato un “Rosario vivente”… aveva sempre con sé 2 corone e una in mano, che ha sgranato fino alla fine…

Qualche giorno prima  di morire, mi disse: “Vedi, (mostrandomi la corona del rosario) questa è una preghiera potente e se P. Pio ne diceva tante di corone, è perché da qui ricavava le Grazie dalla Madonna!”

Il  giorno 30 Maggio, attorniato da amici e Vescovi aveva compiuto 100 anni! Si è spento serenamente con la corona del rosario tra le dita.

Una preghiera.

Grazie P.Livio Dio la Benedica!

Maria Regina della Pace,prega per noi!

Nicla


Cara Nicla,

grazie per la tua bella lettera che commuove e che richiama alla memoria ricordi e persone che hanno fatto la grande storia di Radio Maria, fra queste il volto serafico di Don Nello che ora ci benedirà dal Cielo.

Mi pare impossibile che questa avventura incredibile che abbiamo vissuto insieme, milioni di anime disseminate in Italia e nel mondo, possa cadere nell’ oblio. Spero davvero, anzi sono certo, che in Cielo la potremo rivedere insieme alla Madonna e a tutta la corte celeste.

Dio benedica la tua fantastica famiglia

Ave Maria

Padre Livio

UNO SGUARDO DI FEDE SULL’ATTUALITA’

Pensiero spirituale sull’anima umana che è orientata a Dio

Cari amici, alcune persone danno la parvenza di essere “naturalmente atee” e chiuse alla trascendenza. Di conseguenza, si potrebbe pensare che Dio doni la grazia solo ad alcuni, ma non è così. Dio dà a tutti la grazia della fede, perché vuole la salvezza di tutti gli uomini.

Bisogna trovare, dunque, una spiegazione di carattere interiore e teologico al fatto che alcune persone si trovino talmente bene nell’ateismo da vivere pacificatamene come se Dio non esistesse. Il Catechismo della Chiesa cattolica spiega che Dio crea l’uomo infondendo nella polvere – cioè nella componente terrestre – un’anima spirituale e immortale, a immagine e somiglianza di Dio. L’anima è strutturalmente orientata a Dio, lo cerca e lo desidera. Questa è la situazione creaturale dell’uomo che per sua natura è cercatore di Di.

La catastrofe originaria che riguarda gli angeli, tuttavia, è avvenuta perché invece di elevarsi a Dio hanno cercato se stessi, in contrapposizione a Lui hanno tentato di affermare se stessi. La medesima cosa è successa all’uomo che – elevato in grazia con il dono dell’amore – si è fatto ingannare dal demonio, nel suo rapporto con Dio. Il Catechismo della Chiesa cattolica afferma che Adamo ed Eva hanno preferito il demonio a Dio. Quindi, anche nella prima coppia c’è stato un ripiegamento su se stessi. Loro hanno distolto gli occhi da Dio rivolgendoli al proprio “io”, hanno voluto affermarsi in contrapposizione a Dio.

Questo veleno del peccato originale, cioè mettere se stessi al posto di Dio, è il veleno del serpente. Questa rottura nella Creazione è rimasta anche nell’uomo. Ogni uomo che nasce porta questa traccia di veleno dentro di sé, il peccato originale in contrapposizione a Dio. Quando nasciamo abbiamo l’anima immortale orientata a Dio, dall’altra parte abbiamo un’ombra, una tendenza, una concupiscenza, una ferita, il residuo del peccato originale.

La grazia del Battesimo è la medicina per guarire da questa spinta al male. Il male in tutte le sue proliferazioni ha una radice ben precisa dalla quale arrivano tutte le sue manifestazioni. Da un’unica radice derivano la triplice concupiscenza, i sette vizi capitali e tutti gli elenchi di peccati che si sono realizzati nel corso della Storia. C’è una proliferazione difficilmente comprensibile dalla mente umana, solo Dio sa quanto male è venuto da questa spinta che c’è in noi. La grazia dello Spirito Santo e l’amore di Dio diffuso nei nostri cuori ci aiutano a guarire e consolidano la nostra strutturale tendenza a Dio. Con il Battesimo riceviamo la grazia della buona volontà che cerca Dio. Coloro che corrispondono a questa grazia guariscono, diventano cercatori di Dio e suoi amanti, realizzano la propria vita, gli altri si perdono perché non guardano e non cercano Dio.

Il motivo per cui una persona non ha la fede è perché nel proprio intimo prevale la tendenza a cercare se stessi, la propria affermazione, degli idoli da adorare fra le creature. Perciò, invece di seguire quella parte di anima che cerca Dio, si tenta di arrivare a quelle altezze verso le quali la superbia spinge. Seguendo questa tendenza si passa la vita al servizio di se stessi, del proprio “io” e delle sue voglie, che sono i vizi. Questi vizi sono come bocche fameliche che mangiano il mondo, cercano idoli da adorare. Siccome siamo fatti per Dio e abbiamo in noi la tendenza all’Assoluto, l’orientare il nostro cuore e la nostra anima alle cose create finite ci rende infelici. La nostra felicità trascendente consiste, invece, nell’amare Dio sopra ogni cosa e nell’essere amati.

Questa è la miserabile via dell’ateismo, il quale va smascherato. Oggi satana ha ingannato il mondo, per cui coloro che credono in Dio sono ritenuti dei poveretti, degli spostati, dei malati. Credere in Dio – specialmente in Europa – è visto come una forma di arretratezza culturale e spirituale. Il credente in Dio è disprezzato e guardato con sufficienza.

L’ateismo è un misto di superbia, presunzione e orgoglio con il quale il nostro “io” nella parte profonda di se stesso – inquinata dal veleno di satana – si gonfia e si mette al posto di Dio. Nei dibattiti culturali viene a galla questa mentalità comune. L’ateismo è la malattia dell’io, un io gonfiato, malato, prepotente, altezzoso, è un ramo staccato dalla vite secco e buono solo per essere bruciato.

Noi cristiani dobbiamo avere la consapevolezza che il nostro cercare Dio è nobile. Il nostro essere sottomessi a Dio e obbedirgli è un regnare. Fare la volontà di Dio è realizzarsi. Solo avendo in mente questo concetto, riusciamo a comprendere a fondo il Messaggio della Regina della pace: «Vi guidi la fierezza di essere miei» (25 luglio 2024), siamo fieri di essere come Lei, di essere Suoi, di appartenerle, di essere fra le Sue schiere. Coloro che si gonfiano con supponenza e presunzione si ridicolizzano.

Bisogna strappare, con tutta la pietà, la carità e l’amore che possiamo avere, la maschera dell’ateismo. Quella maschera di perbenismo che satana ha indossato. Le persone atee sono rispettabili, intelligenti, bisogna inchinarsi davanti a loro, hanno il primo posto nei dibattiti, ma coloro che credono vengono assaliti. L’ateismo è un ramo secco, è l’io che si è staccato da Dio. Tale supponenza di essere qualcuno non fa i conti con la realtà.

Gli atei sono dei poveracci, vuoti e senza Dio, più poveri, disgraziati e infelici di loro non c’è nessuno. Non inchiniamoci davanti a queste forme di supponenza, ma preghiamo affinché prendano consapevolezza della propria miseria e si rivolgano alla fonte della Misericordia. Dobbiamo essere orgogliosi e gioiosi di essere di Dio e al Suo servizio. Nell’umiltà abbracciamo la nostra dipendenza a Colui che ci ha creato per amore e che ci ha chiamati per l’eternità a essere con Lui, nel cuore stesso della Comunione Trinitaria e dell’amore eterno.

Da: “Lettura cristiana della cronaca e della storia”

☕️IL CAFFEINO QUOTIDIANO DI P. LIVIO☕️

MEDJUGORJE: IL FUTURO È DI DIO – Di Padre Livio – Puntata 3

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🔴LIVE🔴LETTURA CRISTIANA DELLA CRONACA E DELLA STORIA

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🌟🖋️CI SCRIVONO🖋️🌟

La lunga fila di Cardinali a Medjugorje

Ciao padre Livio!

Hvaljen Isus i Marija!

Ecco qui le foto del Cardinale Antonio Maria Rouco Varela, Arcivescovo Emerito di Madrid, a Medjugorje l’ 11 settembre 2024.

A Medjugorje, lunga fila di Cardinali in questi 43 anni.

Siano lodati Gesù e Maria!

Ciao Alessio


Caro Alessio,

mi viene da pensare che la fila sarà ancora più lunga nel tempo dei segreti

Ave Maria

Padre Livio

LETTURA CRISTIANA DELLA CRONACA E DELLA STORIA

Venerdì  13 Settembre 2024

H. 9: Diretta su Radio Maria – blogdipadrelivo.it – Facebook – YouTube in differita

NON TROVA DIO CHI CERCA SE STESSO

l’anima umana è orientata a Dio

il ripiegamento su se stessi genera il peccato

L’ateismo è l’io al posto di Dio

La Fede è l’io aperto a Dio nella sottomissione e nella fedeltà

IL VIAGGIO DI PAPA FRANCESCO IN ORIENTE

Sulle vie di S. Francesco Saverio

Sarà possibile un viaggio in Cina?

(Articolo di Gian Guido Vecchi – Corriere della Sera- 13 Settembre 2024)

IL RUOLO DI ROMA DOPO I SEGRETI

La seduzione del putinismo fra i tradizionalisti cattolici

Il trionfo di Maria sarà anche il trionfo della Chiesa cattolica

Roma, come Sede di Pietro, conserverà la sua centralità nel mondo

Con la Russia si convertirà anche l’Asia

BLOG: Su un Social con 20milioni di Followers l’augurio di Buon Compleanno a Maria


DAI UNA MANO ALLA EVANGELIZZAZIONE DI RADIO MARIA IN ITALIA E NEL MONDO

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Papa Francesco chiude a Singapore il viaggio in Oriente: l’insegnamento del primo missionario e il sogno Cina

di Gian Guido Vecchi, nostro inviato a Singapore – Corriere della Sera – 13 Settembre 2024

L’omelia davanti ai 50 mila di Singapore per l’ultima tappa di un pellegrinaggio fortemente voluto da Papa Francesco

DAL NOSTRO INVIATO 
SINGAPORE – «Signore, eccomi; che cosa vuoi che io faccia?». Afa, umidità, nello stadio si respira a fatica, e c’è qualcosa di commovente nell’immagine di un Papa che ha patito ricoveri per la bronchite, si sposta in sedia a rotelle o si regge in piedi appoggiato a un bastone, a quasi ottantotto anni ha percorso decine di migliaia di chilometri tra Asia e Oceania per andare «ai confini del mondo» e ora, nell’ultimo giorno del viaggio più lungo, conclude la sua omelia a cinquantamila fedeli come un riferimento al senso del suo pontificato e alle origini della sua stessa formazione. 

Perché la citazione di Francesco è tratta da una lettera di Francesco Saverio, primo missionario gesuita in Oriente, scrisse al fondatore della Compagnia di Gesù, Ignazio di Loyola, e ai primi compagni. Una lettera «bellissima», dice il primo Papa gesuita della storia, nella quale padre Saverio «manifesta il suo desiderio di andare in tutte le università del suo tempo a “gridare qua e là come un pazzo e scuotere coloro che hanno più scienza che carità”, perché si sentano spinti a farsi missionari per amore dei fratelli, “dicendo dal profondo del loro cuore: “Signore, eccomi; che cosa vuoi che io faccia?”».

Nella città-stato all’estremità meridionale della penisola malese, Bergoglio ha passato la notte dai confratelli, nel centro che i gesuiti hanno dedicato al patrono delle missioni. Tante volte, ricorda ora, Francesco Saverio trovò ospitalità in questa terra, «l’ultima il 21 luglio 1552, pochi mesi prima di morire». 

Ed è straordinario il riferimento a quel viaggio verso la Cina, la sua ultima missione: Francesco Saverio morì nell’isola di Sanciano, vegliato da un amico cinese, a poche miglia marine dalla costa del «Regno di Mezzo». Ma non importa, l’essenziale è sapersi spendere per «la carità e la giustizia», fino alla fine: «Cari fratelli e sorelle, se qualcosa di buono c’è e rimane in questo mondo, è solo perché, in infinite e varie circostanze, l’amore ha prevalso sull’odio, la solidarietà sull’indifferenza, la generosità sull’egoismo».

In questi giorni ha invocato «pace tra le nazioni e per il creato». Domenica scorsa, in assenza di strade percorribili dalla capitale, ha preso un C-130 militare per raggiugere in giornata Vanimo, sulla costa occidentale di Papua Nuova Guinea, il punto più inaccessibile di uno dei luoghi più remoti del pianeta, deciso a visitare una missione nata per aiutare gente cui manca tutto, luce, gas, istruzione, servizi sanitari, uno degli indigeni che avevano attraversato la giunga per vederlo aveva gli occhi sbarrati: «È incredibile che il Papa sia qui». Portava con sé una tonnellata di farmaci, vestiti, giocattoli.

«Le risorse della terra e delle acque sono beni destinati da Dio all’intera collettività», ha scandito nel Paese più povero dell’Oceania, dove le multinazionali cinesi, americane, australiane ed europee si dividono giacimenti di oro, argento, rame, gas, petrolio, acqua. In Indonesia, nel Paese musulmano più popoloso del mondo, aveva firmato una «dichiarazione congiunta» con il grande imam di Giacarta perché le religioni collaborino «per il bene dell’umanità» e non siano strumentalizzate dagli estremisti. 

Da ultimo, a Timor Leste, ha celebrato davanti a seicentomila persone, e non s’era mai visto che la metà o quasi della popolazione di un intero Stato partecipasse a una Messa. Il contrasto è netto, dalla teoria di baracche con le fogne a cielo aperto di Giacarta alla skyline postmoderna e vertiginosa di Marina Bay. Ma le parole di elogio a Singapore sono anche un messaggio ai Paesi più ricchi: «Il vostro impegno per uno sviluppo sostenibile e per la salvaguardia del creato è un esempio da seguire, e la ricerca di soluzioni innovative per affrontare le sfide ambientali può incoraggiare altri Paesi a fare lo stesso».

Qui Francesco ha continuato il suo periplo intorno alla Cina iniziato dieci anni fa in Corea e proseguito con i viaggi in Sri Lanka, Filippine, Myanmar, Bangladesh, Thailandia, Giappone, Kazakistan e Mongolia. Nella città-stato il 74 per cento della popolazione è di etnia cinese e nella messa allo stadio la preghiera dei fedeli è anche in mandarino, oltre a inglese e tamil. 

Del resto basta vedere i volti sugli spalti. Tra i concelebranti c’è anche il cardinale cinese di Hong Konk, Stephen Chow Sau-Yan, figura-chiave nel rapporto della Santa Sede con Pechino. Di origine cinese è anche il cardinale di Singapore, Willliam Goh Seng Chye. 

«La grandezza e l’imponenza dei nostri progetti possono farcelo dimenticare, illudendoci di potere, da soli, essere gli autori di noi stessi, della nostra ricchezza, del nostro benessere, della nostra felicità, ma la vita alla fine ci riporta ad un’unica realtà: senza amore non siamo nulla», dice Francesco. Per questo ha voluto a tutti i costi questo viaggio nelle periferie del pianeta: «Una Chiesa che si nasconde nel centro, è una Chiesa malata»

🔴LIVE🔴 CATECHISMO DELLA CHIESA CATTOLICA – Puntata 101 – IL MONDO VISIBILE

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