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Cari amici, niente paura. Giovedì è l’anniversario dell’apparizione della Madonna a La Salette, che è la mariofania che ha avuto un’approvazione della Chiesa più completa di qualsiasi altra.
Sarà così anche per Medjugorje? Vedi la mia risposta alla lettera che ho pubblicato qui sotto.
Ovvio che la Madonna appare a Medjugorje. Lo sanno persino i sassi che a Medjugorje sono abbondanti.
Vostro Padre Livio


Pensiero spirituale sulle virtù e i vizi
Cari amici, comprendere come si acquisisce una virtù e come si sradica un vizio, sono elementi importanti per il nostro combattimento spirituale.
Siamo spiriti incarnati, cioè abbiamo un’anima dotata di intelligenza che va al di là delle cose materiali e abbiamo una volontà che è capace di andare contro i propri istinti, di governare se stessa. Sia la volontà che l’intelligenza – che sono le due potenze dell’anima – sono incarnate in un corpo che ha una progressione nella conoscenza e nel realizzare gli obiettivi della volontà.
La condizione degli angeli è completamente diversa perché in quanto spiriti purissimi hanno una capacità intellettiva immediata; quindi, non hanno bisogno di fare un lungo cammino di conoscenza. Le loro decisioni e autodeterminazioni sono immediate, come è avvenuto per gli angeli ribelli che nel primo istante sono stati elevati in grazia, nel secondo istante hanno deciso di rifiutare Dio e di mettersi al posto Suo. Noi esseri umani, invece, abbiamo bisogno di tempo per crescere nelle virtù e per pervertirci.
Queste nozioni sono molto importanti per quanto riguarda l’acquisizione delle virtù. Se volessimo acquisire la virtù dell’umiltà, bisognerebbe innanzitutto comprenderne il significato. L’intelletto deve offrire la volontà e le motivazioni per far sì che l’acquisizione di questa virtù diventi appetibile, diventi qualcosa di bello per cui vale la pena faticare. Si diventa umili attraverso l’esercizio, facendo diversi atti di umiltà, ripetuti nella giornata e nel nostro cammino spirituale. Questa virtù deve diventare un habitus, un elemento strutturale del proprio comportamento. Questo percorso avviene anche per i vizi capitali, che diventando un habitus, difficilmente si riescono a sradicare.
Nel momento in cui si decide di intraprendere un cammino di conversione, non è possibile iniziarlo e finirlo nell’immediato. Per questo motivo la Madonna ci invita alla conversione continua. Tutti gli abiti cattivi – che sono delle deviazioni dal comportamento retto – consolidati dentro di sé, non si riescono sradicare facilmente. Bisogna prepararsi per un combattimento spirituale vero e proprio, per sconfiggere questi vizi.
Accade, ad esempio, che durante i pellegrinaggi molte persone vivano un’esperienza di conversione forte, bisogna però fare i conti con il combattimento spirituale quotidiano che persiste dopo il pellegrinaggio. È molto importante che, quando una persona si converte, si dia qualche anno di tempo per cambiare vita, i pensieri, il linguaggio, i comportamenti, è una vera e propria mutazione antropologica.
Quando San Paolo ha avuto la grazia di una conversione immediata, incominciò a predicare a Damasco, lo fece in modo così irruente e polemico che cercarono di prenderlo e ucciderlo, perciò dovette fuggire calandosi dalle mura. Allora il Signore gli apparve dicendo che sarebbe dovuto andare tre anni nel deserto di Arabia, nel silenzio per purificarsi, sradicare tutte le tendenze cattive e consolidare i semi della santità che Dio aveva seminato in lui. Così è incominciato ad entrare nell’alone del combattimento spirituale, Dio l’ha fatto spettacolo di santità e fedeltà davanti agli uomini.
Se una persona ha ricevuto la grazia della conversione, dimostri di esserlo dopo aver compiuto un lungo tirocinio. Più si rimane nel silenzio e nel nascondimento, meglio è, altrimenti, prima o poi si ricade nei vizi di prima.
Nella nostra vita spirituale dobbiamo fare un programma di applicazioni per consolidarla. Se essa non è consolidata nello spazio e nel tempo, al fine di acquisire le buone abitudini, diventa come quei semi che svolazzano qua e là e poi muoiono senza produrre frutto.
La preghiera è una scuola, un compito che si impara. Inizialmente, si pongono gli appuntamenti di preghiera – mattino, sera, Santa Messa domenicale – per i quali bisogna essere puntuali e fedeli. Andando avanti non si fatica più come agli inizi, perché diventano delle sane e piacevoli abitudini. In questo modo si scopre la bellezza e la dolcezza della compagnia di Gesù e Maria; quindi, da fatica iniziale diventa una gioia.
Comprendere come si acquisisce una virtù e un vizio è molto importante. Come non si riesce a liberarsi da un vizio radicato in sé così ci si rende conto che una volta acquisita una virtù è più facile e spontaneo compiere del bene. Man mano che si intraprende la via della virtù tutto il nostro essere viene permeato e si diventa persone sane a tutti i livelli: una sanità che è splendore di grazia nell’anima, serenità psicologica e obbedienza del corpo ai comandi dello spirito, della volontà.
L’ascetica cristiana ci insegna a staccarci dai vizi e a rivestirci delle virtù.
Da: “Lettura cristiana della cronaca e della storia”

Lunedì 16 Settembre 2024
H. 9: Diretta su Radio Maria – blogdipadrelivo.it – Facebook – YouTube in differita
LE VIRTU’ VANNO ESERCITATE, I VIZI VANNO ESTIRPATI
Per acquisire una virtù è necessario un esercizio costante
Per eliminare un vizio è necessaria una vigilanza ininterrotta
Concentrarsi su una virtù o su un vizio
Motivare la volontà con l’amore per il bene
TRUMP DI NUOVO IN PERICOLO
Sventato un nuovo attentato (articolo del Corriere della sera)
PAPA FRANCESCO. “ TRUMP O HARRIS?
ENTRAMBI CONTRO LA VITA, SCEGLIETE IL MALE MINORE”
Il Papa di ritorno dal suo viaggio più lungo risponde alle domande dei giornalisti
(Articolo di Gian Guido Vecchi – Corriere della Sera 14 Settembre 2024)
LA SCELTA DEL MALE MINORE APPLICATO ALLE ELEZIONI AMERICANE
Articolo del prof Roberto de Mattei – Corrispondenza Romana- 21 Agosto 2024
BLOG:
Su Medjugorje che cosa dobbiamo aspettarci?
La foto del corpo incorrotto del Card. Agagianian
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Su Medjugorje che cosa dobbiamo aspettarci?
Carissimo Padre Livio,
sono rimasta piacevolmente sorpresa come, dopo la pubblicazione del Documento della Congregazione della Dottrina della fede sui fenomeni soprannaturali, sia stato dato il Nulla Osta a due apparizioni che lo attendevano da tempo, quella di Montichiari (Brescia) e quella di Pellvoisin (Francia).
Lei non crede che una simile riconoscimento potrebbe arrivare anche per Medjugorje? O dobbiamo aspettare qualche ulteriore frenata?
Grazie, caro Padre, per il suo zelo infaticabile al servizio della Vergine Maria nostra Madre
Chiara da Bergamo
Cara Chiara,
al riguardo io ho già espresso il mio convincimento che, implicitamente ma chiaramente, il Nulla Osta ecclesiale è già stato dato quando Papa Francesco ha autorizzato i pellegrinaggi ufficiali della Chiesa a Medjugorje.
Non so se sia necessario un ulteriore e più esplicito pronunciamento. In ogni caso sarebbe il benvenuto.
Sono anche convinto che, a suo tempo, in occasione del segno sulla collina delle apparizioni (terzo segreto), arriverà anche il riconoscimento della soprannaturalità.
Infatti è allora che toccherà il momento culminante la battaglia con la quale la Madonna trionferà e il mondo avrà un tempo di pace.
Attendiamo con fiducia, prepariamoci spiritualmente, teniamo alti i cuori!
Ave Maria
Padre Livio
PS : Ecco qui i sei livelli di giudizio da parte della Chiesa riguardo alle apparizioni, tenendo conto che “la dichiarazione di soprannaturalità” è riservata al Papa in casi eccezionali.
In questa scaletta a mio avviso Medjugorje avrebbe tutti i requisiti per apparire al primo posto.
16. Il discernimento dei presunti fenomeni soprannaturali potrà giungere a delle conclusioni che si esprimeranno di norma in uno dei termini qui di seguito indicati.
17. Nihil obstat — Anche se non si esprime alcuna certezza sull’autenticità soprannaturale del fenomeno, si riconoscono molti segni di un’azione dello Spirito Santo “in mezzo”[18] a una data esperienza spirituale, e non sono stati rilevati, almeno fino a quel momento, aspetti particolarmente critici o rischiosi. Per questa ragione si incoraggia il Vescovo diocesano ad apprezzare il valore pastorale e a promuovere pure la diffusione di questa proposta spirituale, anche mediante eventuali pellegrinaggi a un luogo sacro.
18. Prae oculis habeatur — Sebbene si riconoscano importanti segni positivi, si avvertono altresì alcuni elementi di confusione o possibili rischi che richiedono un attento discernimento e dialogo con i destinatari di una data esperienza spirituale da parte del Vescovo diocesano. Se ci fossero degli scritti o dei messaggi, potrebbe essere necessaria una chiarificazione dottrinale.
19. Curatur — Si rilevano diversi o significativi elementi critici, ma allo stesso tempo c’è già un’ampia diffusione del fenomeno e una presenza di frutti spirituali ad esso collegati e verificabili. Si sconsiglia al riguardo un divieto che potrebbe turbare il Popolo di Dio. Ad ogni modo, il Vescovo diocesano è sollecitato a non incoraggiare questo fenomeno, a cercare espressioni alternative di devozione ed eventualmente a riorientarne il profilo spirituale e pastorale.
20. Sub mandato — Le criticità rilevate non sono legate al fenomeno in sé, ricco di elementi positivi, ma a una persona, a una famiglia o a un gruppo di persone che ne fanno un uso improprio. Si utilizza un’esperienza spirituale per un particolare ed indebito vantaggio economico, commettendo atti immorali o svolgendo un’attività pastorale parallela a quella già presente nel territorio ecclesiastico, senza accettare le indicazioni del Vescovo diocesano. In questo caso, la guida pastorale del luogo specifico in cui si verifica il fenomeno è affidata o al Vescovo diocesano o a un’altra persona delegata dalla Santa Sede, la quale, quando non sia in grado di intervenire direttamente, cercherà di raggiungere un accordo ragionevole.
21. Prohibetur et obstruatur — Pur in presenza di legittime istanze e di alcuni elementi positivi, le criticità e i rischi appaiono gravi. Perciò, per evitare ulteriori confusioni o addirittura scandali che potrebbero intaccare la fede dei semplici, il Dicastero chiede al Vescovo diocesano di dichiarare pubblicamente che l’adesione a questo fenomeno non è consentita e di offrire contemporaneamente una catechesi che possa aiutare a comprendere le ragioni della decisione e a riorientare le legittime preoccupazioni spirituali di quella parte del Popolo di Dio.
22. Declaratio de non supernaturalitate — In questo caso il Vescovo diocesano è autorizzato dal Dicastero a dichiarare che il fenomeno è riconosciuto come non soprannaturale. Questa decisione si deve basare su fatti ed evidenze concreti e provati. Ad esempio, quando un presunto veggente dichiara di aver mentito, o quando testimoni credibili forniscono elementi di giudizio che permettono di scoprire la falsificazione del fenomeno, l’intenzione errata o la mitomania.
23. Alla luce di quanto sopra esposto, si ribadisce che né il Vescovo diocesano, né le Conferenze episcopali, né il Dicastero, di norma, dichiareranno che questi fenomeni sono di origine soprannaturale, nemmeno nel caso in cui si conceda un Nihil obstat (cfr. n. 11). Fermo restando che il Santo Padre può autorizzare ad intraprendere una procedura al riguardo.





Il corpo incorrotto del cardinale Gregorio Pietro XV Agagianese (1895-1971)
Fu cardinale cattolico e patriarca della Chiesa cattolica armena dal 1937 al 1962.
Il 12/09/24, il corpo incorrotto del cardinale Agagianese è stato trasportato da Roma a Beirut in Libano.
ll corpo di un uomo di 76 anni ne dimostra molti meno.
E’ morto nel 1971 e fino a pochi giorni fa è stato sepolto nella Chiesa Romana di S. Nicola da Tolentino.
Nel 2022 è stata avviata la causa di beatificazione.
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IL CORPO INCORROTTO DEL CARD. AGAGIANIAN
30 Ottobre 2024
Lo scorso 12 settembre 2024, al termine del Sinodo della Chiesa Armena Cattolica, è avvenuta la traslazione da Roma a Beirut, in Libano, delle spoglie mortali del Servo di Dio, cardinale Gregorio Pietro (in armeno Krikor Bedros) Agagianian, quindicesimo patriarca di quella Chiesa, morto a Roma nel 1971. Il feretro è stato accolto nella capitale libanese dal Patriarca Minassian, dal Primo ministro Najīb Mīqātī e dalle massime personalità religiose e politiche. Ciò che ha reso straordinaria questa traslazione è che il corpo del cardinale Agagianian, oltre mezzo secolo dopo la sua morte, malgrado non sia stato imbalsamato, è incorrotto, perfettamente integro. Il suo volto è tranquillo e sorridente. Sul blog di Padre Livio troverete alcune immagini veramente sorprendenti https://blogdipadrelivio.it/il-corpo-incorrotto-del-servo-di-dio-il-card-agagianian/
Il corpo del cardinale Agagianian, ha attraversato la città di Beirut, in un’urna trasparente, applaudito dalla folla che lanciava petali di rose come al passaggio di un santo, fino alla cattedrale armena dei Santi Elia e Gregorio Illuminatore, dove è stato sepolto.
Ma chi era il cardinale Agagianian? Nato in Georgia nel 1895, Gregorio Pietro Agagianian studiò a Roma fin da giovanissimo presso il Pontificio Collegio Armeno, di cui fu in seguito sia vice-rettore che Rettore e venne ordinato sacerdote nel 1917. Nominato Vescovo l’11 luglio 1935 da Papa Pio XI, il 30 novembre 1937 fu eletto Patriarca di Cilicia degli Armeni cattolici.
Il 18 febbraio 1946 Papa Pio XII lo creò cardinale assegnandogli il titolo di San Bartolomeo all’Isola. Alla morte di Pio XII, Silvio Negro, vaticanista del “Corriere della Sera”, lo indicava come favorito dai pronostici in conclave, per la sua conoscenza della curia, la sua competenza di giurista e la sua pietà esemplare. Fu eletto invece Giovanni XXIII. Il cardinale Agagianian, sostenuto dai conservatori, fu un papabile anche nel conclave del 1963 che elesse Paolo VI. Guidò in veste di prefetto, la Congregazione di Propaganda Fide dal 1958 al 1970 e partecipò al Concilio Vaticano II. Morì a Roma il 16 maggio 1971, in fama di santità. Nel 2022 è stata avviata la sua causa di beatificazione e ha quindi il titolo di Servo di Dio.
Nei processi di beatificazione e canonizzazione è prevista la ricognizione canonica dei resti dei candidati alla santità e quando, al momento della riesumazione, il corpo appare non decomposto, senza che vi sia stata un’imbalsamazione, la Chiesa considera il corpo incorrotto come un segno soprannaturale. Il corpo incorrotto non è in sé stesso una prova di santità, ma ne costituisce una conferma, tanto che la Chiesa lo dichiara al momento della canonizzazione.
I santi con i corpi incorrotti sono comunque rari. Infatti i santi canonizzati dalla Chiesa negli ultimi cinque secoli sono stati circa 1700 e di essi poco più di un centinaio sono stati trovati incorrotti. Tra questi santa Cecilia, il cui corpo fu scoperto intatto oltre 1500 anni dopo la morte, santa Chiara da Montefalco e santa Caterina da Bologna, santa Caterina Labouré e santa Bernadette Soubirous, san Giovanni Bosco e san Luigi Orione. Nel bel libro di don Charles Murr L’anima segreta del Vaticano (Fede e Cultura, Verona 2024), tra i numerosi episodi che Suor Pascalina racconta al giovane sacerdote americano suo amico vi è anche questo. Quando nel 1956 Pio XII volle aprire la causa di beatificazione di Pio IX e fu riesumato il suo corpo, mandò la sua collaboratrice a rivestire il corpo del Papa, dopo che monsignor Enrico Dante e la commissione ne ebbero esaminato lo stato. «Quando la bara fu aperta – ricorda suor Pascalina – non riuscivo a credere ai miei occhi. Sembrava non morto, ma addormentato! Il corpo era perfettamente intatto! Non solo, ma le dita, i polsi, le braccia erano morbidi, flessibili». Suor Pascalina dovette tagliare i capelli, radere la barba e spuntare le unghie di Pio IX, prima di rivestirlo con gli abiti pontifici.
Si è parlato di incorruttibilità del corpo anche per Giovanni XXIII, ma il corpo di papa Roncalli, a differenza di quello di Pio IX fu imbalsamato e quando i corpi dei Papi subiscono questo trattamento il fenomeno non può essere definito di origine soprannaturale e l’ipotesi dell’incorruttibilità viene esclusa.
Perché il numero dei santi che sono sfuggiti al processo di decomposizione è così esiguo? La risposta sta nel dogma centrale della Chiesa cattolica, che è quello della Risurrezione dei morti. I corpi degli uomini sono destinati a decomporsi dopo la morte per poi ricongiungersi con le loro anime alla fine del mondo. La morte è la separazione dell’anima dal corpo e quando il corpo degli uomini è privato dell’anima, che è il suo principio unitario e vivificatore, si decompone e torna in cenere. Però, il giorno del Giudizio universale, tutte le anime si riuniranno con i loro corpi che verranno resi incorruttibili, sia quelle degli eletti che quelle dei dannati. In Paradiso e all’Inferno si andrà con anima e corpo per l’eternità. Tuttavia, solo i corpi di coloro che saranno in Paradiso riceveranno un corpo glorioso, spirituale, conforme a quello di Cristo risorto. Per questo san Paolo dice «E i morti risorgeranno incorruttibili e noi saremo trasformati. È necessario infatti che questo corpo corruttibile si vesta d’incorruttibilità e questo corpo mortale si vesta d’immortalità» (1 Cor 15, 52-53).
Dio, che destina gli uomini alla corruzione dei corpi, per renderli incorruttibili quando risorgeranno, ha disposto tuttavia che alcuni di essi, eccezionalmente, sfuggano al processo di decomposizione. I loro corpi possono essere accompagnati anche da altri fenomeni soprannaturali, quali il profumo che emanano, il ringiovanimento e talora il movimento. Nel caso del cardinale Agagianian colpisce, ad esempio il ringiovanimento. Basta paragonare le immagini del suo volto riesumato e quelle delle sue ultime fotografie per rendersi conto che il corpo del cardinale dimostra molto meno dei 76 anni che aveva quando è morto. Ciò che è inspiegabile deve rimandarci all’esistenza di Dio Creatore, che nella sua infinita Sapienza ha la capacità di modificare le leggi della natura per il bene delle anime. Per questo non dobbiamo trascurare i segni che la Divina Provvidenza mette spesso davanti ai nostri occhi. Nel caso del Servo di Dio Gregorio Pietro Agagianian fa riflettere anche il suo arrivo nella Terra dei Cedri, il Libano, proprio nel momento in cui il Medio Oriente è in fiamme, come a significare che solo la santità può spegnere quelle fiamme che rischiano di incendiare il mondo.
