"VI SUPPLICO: CONVERTITEVI!" (REGINA DELLA PACE-MEDJUGORJE)

Anno: 2024 Pagina 44 di 236

UNO SGUARDO DI FEDE SULL’ATTUALITA’

Pensiero spirituale sulla Divina Provvidenza che governa la Storia

Cari amici, la Storia umana dal punto di vista della cultura modernista, il protagonista sarebbe l’uomo. Secondo questa visione della vita la storia è dell’uomo e del suo progresso, con tutte le causa della natura e del mondo. L’uomo sarebbe giunto all’età del risveglio, cioè della conoscenza di se stesso. Seguendo questa linea di pensiero, dovrebbe negare tutto il passato nel quale si riteneva dipendente da Dio, per affrontare la nuova era illuminista nella quale gli uomini hanno la consapevolezza della loro divinità, superiorità e regalità, sono i padroni del mondo mentre Dio è espulso dalla storia.

Per noi cristiani è molto importante riprendere, attraverso la luce della fede, la visione cristiana della Storia, che è quella che possiamo vedere nella Sacra Scrittura. Nella Bibbia, nel Vecchio e Nuovo Testamento, il protagonista principale è Dio non l’uomo, per quanto sia libero e le sue scelte siano determinanti e inappellabili,

Nell’Antico Testamento vediamo che è il Signore il protagonista e tutti gli attributi che vengono dati a Jhwh nel Nuovo Testamento sono di Cristo stesso. Come dicono le formule di fede antiche Cristo è l’Alfa e l’Omega, l’inizio e la fine, da Lui tutto dipende e verso la Sua pienezza è orientato tutto il mondo.

Nelle Lettere di San Paolo, specialmente quella agli Efesini, ai Colossesi e ai Filippesi, si aprono con dei panorami meravigliosi non solo della Storia umana ma anche di tutta la creazione , da suo inizio fino al Compimento finale. È un vero piano divino dove Dio è il primo attore.

Fin dall’inizio della Sacra Scrittura, nel primo capitolo della Genesi, entra subito in campo colui che contrasta, si oppone e lotta contro il piano di Dio: l’angelo ribelle. Egli è stato creato in grande dignità da Dio stesso e per superbia ha voluto sostituirsi a Lui. Possiamo chiamarlo satana, serpente antico, diavolo, demonio, ma comunque se ne parla poco. La Madonna, invece, non manca mai di ricordarci il grande rilievo che ha nella Storia. Le sue azioni e la sua capacità di seduzione sono in grado di influenzare – attraverso l’uomo – la Storia stessa, egli è in grado di sviare le creature di Dio verso la strada che porta alla perdizione. Questo è l’attore comprimario all’uomo.

La presenza di Dio è caratterizzata dall’Onnipotenza e dall’Onniscienza. . Quando permette all’uomo e a satana di fare del male è per ottenerne un bene maggiore che a noi non è chiaro subito. Nel mondo c’è la presenza di Dio e di Cristo Re dell’universo, la presenza dell’uomo dotato di libertà e la presenza di satana rivolto all’uomo per farlo deviare. Questi sono gli attori della storia.

Quella umana è una Storia Sacra, perché guidata da Dio e governata dalla sua Provvidenza. I suoi due comprimari – l’uomo e satana – hanno dei limiti nella loro azione che non permettono di andare contro la volontà divina. Quindi, il male non prevarrà, “Non praevalebunt”.

La Regina della pace, a tal proposito, ci esorta spesso a pregare perché satana non prevalga: «Figlioli, aiutatemi con la preghiera affinché satana non prevalga» (25 febbraio 2022). Dio vuole renderci corresponsabili della Storia umana, ma non c’è dubbio che Egli non permette a satana di arrivare ai suoi obiettivi di distruzione della vita, della natura e del pianeta sul quale viviamo: «Satana è forte e desidera distruggere non soltanto la vostra vita umana, ma anche la natura e il pianeta sul quale vivete […] Dio mi ha mandato tra voi per aiutarvi» (25 gennaio 1991).

Questa visione della contemporaneità dobbiamo acquisirla nella luce della fede. Dio è presente anche attraverso la Vergine Maria e il Suo piano che va da Fatima a Medjugorje fino al compimento dei Segreti. È un piano di salvezza per sventare quello di satana che vuole portare alla distruzione dell’opera della Creazione e della Redenzione. È importante imparare a vedere l’azione di Dio in questo momento storico perché nulla sfugge al suo sguardo. Come dice il proverbio popolare: “Non cade foglia che Dio non voglia”.

Nei momenti difficili dobbiamo avere la consapevolezza della presenza di Dio Salvatore, di Cristo e di Maria. Lei è qui per sconfiggere – in questo primo grande combattimento spirituale – il tentativo del drago e delle due bestie di impossessarsi del mondo. Nella luce del discernimento saremo in grado di vedere che attraverso le vicende umane, Egli attua il Suo piano di salvezza.

Se il tentativo di leggere tutto nella luce della fede viene portato avanti ogni giorno, anche il nostro intelletto si affina e impara a vedere Dio nella storia. Al pensiero che il mondo non è in mano alle potenze del male e dell’uomo, ma in mano a Dio, ci rassereniamo. Quando la Divina Provvidenza permette il male ma fa tutto ciò che è necessario per avere un bene maggiore per le anime, abbiamo lo sguardo sereno al presente, al futuro e al nostro cammino.

Da: “Lettura cristiana della cronaca e della storia”

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LETTURA CRISTIANA DELLA CRONACA E DELLA STORIA

 Mercoledì 6 Novembre 2024

H. 9: Diretta su Radio Maria – blogdipadrelivo.it – Facebook – YouTube (in differita)

LA DIVINA PROVVIDENZA GOVERNA LA STORIA

TRUMP E’ IL NUOVO PRESIDENTE DEGLI USA

GLI STATI UNITI NEL TEMPO DEI SEGRETI

BLOG

Medjugorje è incomprensibile senza segreti


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Il discorso di Trump oggi: l’elogio a Musk e Melania, Kamala Harris mai nominata, «ho saputo aspettare 4 anni». Il racconto da Palm Beach

di Aldo Cazzullo-Corriere della Sera – 6 Novembre 2024

Trump, quasi afono, arriva sul palco di West Palm Beach sulle note dei Village People. Ha lasciato Musk a Mar Lago, ha portato tutta la famiglia sul palco: «Siamo un grande popolo, è il momento più importante della storia americana»

WEST PALM BEACH (FLORIDA) – Donald Trump torna, ricco e spietato. Lo dice proprio: «Ho saputo aspettare quattro anni». Il ciuffo spettinato lo fa sembrare ancora di più un uccello da preda. Con un ampio gesto da presentatore offre alla platea la famiglia: i figli Donald junior, Eric, Ivanka, Tiffany, con i rispettivi partner; ma l’unico che nomina è il più giovane, Barron, il figlio di Melania. Non è più il bambino che avevamo visto otto anni fa, dopo la vittoria su Hillary Clinton; ma ha lo stesso sguardo spaurito di allora. 

Sono le due e mezza del mattino in America, le otto e mezza in Italia. Siamo nel Convention Center dell’hotel Hilton di West Palm Beach, al riparo dall’uragano Rafael che spazza la Florida. Trump è appena arrivato, ormai quasi afono. Sale sul palco ornato da cinquanta bandiere americane e altrettante aquile. Nel villone di Mar-a-Lago, qui vicino, ha lasciato il suo nuovo amico del cuore: Elon Musk. Lui non c’è, ma Donald ne parla a lungo. Rievoca la telefonata con cui gli ha chiesto aiuto, per collegare con i satelliti di Starlink il North Carolina isolato dagli uragani. Conclude: «Elon è un genio».

E quei due in coppia sono capaci di tutto. Musk ha già twittato, quando ancora i sette Stati decisivi sembravano in bilico: «Game set match», gioco partita incontro. 

Per Kamala Harris, è finita. Anzi, non era neppure cominciata. I sette Stati in bilico, Trump li ha vinti tutti. Come il voto popolare. Come il Senato. Come la Camera. Una vittoria netta, più di quella contro Hillary. Ancora una volta i sondaggi hanno sottostimato Trump, ancora una volta non hanno colto il movimento degli ultimi giorni. 

Quando lo vede arrivare, annunciato dalle note di Ymca dei Village People, la folla impazzisce. Le ragazze, tutte vestite di rosso, si fanno largo a spinte per arrivare sotto il palco, gli gridano «I love you!», lo filmano, lo fotografano. Lui sorride alla moglie Melania, le annuncia che è di nuovo first lady, come a dire: visto che ti ha riconquistato la Casa Bianca? Poi le dà un bacio sulla guancia. Si congratula perché il suo libro è primo in classifica (in realtà è secondo, ma vendere il brand Trump è da sempre l’affare di famiglia). 

Poi evoca la suocera, Amalija, mancata a gennaio: «Una splendida donna, bella fuori e bella dentro». Stranamente, neppure una parola per la figlia prediletta, Ivanka, e per suo marito Jared Kushner, consigliere storico. In compenso cede il microfono al vicepresidente J.D. Vance e ad altri due amici, lo stratega e il golfista, che si alternano in una gara di servilismo, come il geometra Calboni di Fantozzi: «È un bel presidente!». Nell’angolo in fondo a sinistra, a capo chino, Robert Kennedy junior: «I Kennedy erano democratici da venticinque mila anni», maramaldeggia Trump; ora il figlio di Bob è qui con lui.

The Donald torna, e sarà più duro ancora dell’altra volta. Nel 2016 alla Casa Bianca puntò sui generali, su uomini del sistema che seppero dirgli no, come fece pure il vicepresidente Pence. Stavolta vorrà al suo fianco solo fedelissimi.

Quattro anni di Trump. Addio agli accordi internazionali per lottare contro il cambio climatico. Si aprono le incognite dell’Ucraina e del Medio Oriente. Ma che problema c’è? «Tornerà l’età dell’oro dell’America» assicura. La folla scandisce: «Iu-Es-Ei!». E lui: «Siamo un grande popolo, un popolo lavoratore. Africani-americani, latino-americani, asiatici-americani, musulmani americani: tutti grandi». A Kamala non usa il riguardo che aveva avuto per Hillary, non la nomina mai; promette però di «superare gli ultimi anni di divisioni».

Talora gigioneggia, accenna un passo di danza. Poi si fa serio: «Molti mi hanno detto che Dio ha risparmiato la mia vita perché potessi salvare il nostro Paese». E se Dio non si distrae, sarà Trump a officiare riti sportivi di enorme impatto, come i Mondiali di calcio del 2026 e l’Olimpiade di Los Angeles 2028. Trump che in campagna elettorale ha citato tra i leader stranieri solo Putin e Orban, e ora attende al varco Scholz e Macron, Sanchez e Von der Layen, progressisti e centristi europei, pure loro tra gli sconfitti di questa serata storica. «È il più importante momento della storia americana», esagera lui. «Ed è un momento che non dimenticherò mai», aggiunge; e questa volta ha ragione.

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Medjugorje è incomprensibile senza i segreti

Buongiorno Padre Livio,

sentivo in un suo recente editoriale, bellissimo come sempre, dell’interesse delle persone relativamente a quando inizieranno i segreti. Personalmente trovo che l’unico indizio sicuro ce lo abbia fornito indirettamente Mirjana, quando ha dovuto scegliere il sacerdote che dovrà rivelare al mondo i segreti, vale a dire padre Petar Lubicic (classe 1946, 78 anni).

E’ certo che Mirjana ha dovuto fare due conti quando lo ha scelto, ha dovuto infatti calcolare quanti anni avrà il frate in oggetto quando si verificheranno i segreti. Nessuna persona ragionevole affiderebbe un incarico ad una persona che alla data prescritta avrà, per esempio, novant’anni, per ovvie ragioni e anche in considerazione che la cosiddetta “speranza di vita” che in Bosnia Erzegovina è circa 75,29 anni.

Si parla inoltre di dieci segreti da svelare al modo a cura di una sola persona; dobbiamo quindi ipotizzare anche che alla data dell’ultimo segreto padre Petar sia ancora in vita.

Se Mirjana in cuor suo stima la vita media di padre Petar di 85-88 anni (ovviamente tutti noi gli auguriamo una vita lunghissima …), prendendo un po’ di margine di sicurezza e immaginandolo vivo e attivo senza difficoltà ad 85 anni allora saremmo nel 2031 e potrebbe chiudersi il ciclo dei dieci segreti con l’ingresso nel tempo di pace trionfo del Cuore Immacolato di Maria.

Ovviamente questa è solo un’ipotesi (ma ponderata).

Un caro saluto.

Angelo di Savona


Caro Angelo,

ho avuto la possibilità di intervistare tutti i veggenti (eccetto Ivanka) riguardo ai segreti e devo dire che li ho sempre trovati lucidi e decisi nell’esposizione, oltre che consapevoli delle loro responsabilità quando sarà il momento.

Proprio per questo, oltre alle parole della Madonna nei primi anni, ho sempre avuto la percezione di una realtà fondamentale nel piano di Maria, come se tutta la sua presenza fosse orientata all’esito di questa battaglia apocalittica.

 Medjugorje è incomprensibile senza i segreti. D’altra parte chi ha occhi per vedere si è reso conto che quanto la Madonna ha rivelato nei primi anni si sta facendo sempre più visibile ogni giorno.

Il collegamento di Medjugorje con Fatima ha chiarito molte cose, in particolar il ruolo preminente della Russia al servizio del drago.

Questo al momento è il punto più urgente da mettere a fuoco, perché c’è una buona parte del mondo cristiano e cattolico schierato sulla sponda anticristica di Mosca.

E’ incredibile come il serpente antico sia riuscito a ingannare molte nazioni, eppure nel piano della Madonna da Fatima a Medjugorje è tutto chiaro.

Alla fine la casta degli sciamani crollerà e il povero e bistrattato popolo russo si convertirà.

Ma ci vorrà molta fede per arrivare alla vittoria.

Ave Maria

Padre Livio

UNO SGUARDO DI FEDE SULL’ATTUALITA’

Pensiero spirituale sul fare caso ai segni del Cielo

Cari amici, vorrei presentarvi una riflessione sul rimprovero che Gesù ha fatto ai suoi contemporanei. Egli disse che erano molto bravi nello scrutare il Cielo quando si trattava di indicare la pioggia o il bel tempo, ma a livello spirituale non hanno saputo cogliere i segni del tempo in cui vivevano. Cristo stesso era il segno per eccellenza del suo tempo perché nessuno mai nella storia della salvezza del popolo ebraico si era manifestato con la sua autorità divina, con la potenza dei miracoli, della sapienza e della santità. Gesù era un grande segno del Suo tempo, che gran parte degli uomini non hanno riconosciuto ma hanno combattuto.

Solamente una piccola parte ha creduto e da loro è nata la Chiesa che porta la salvezza di generazione in generazione. Siamo capaci di cogliere i segni del tempo per quanto riguarda le cose materiali, ma non cogliamo i segni che Dio ci dà personalmente. Una persona attenta a ciò che le accade si accorge dei numerosi interventi divini, dei messaggi, degli ammonimenti, delle esortazioni, degli incoraggiamenti.

A questo riguardo è noto quello che disse la Madonna a Massimino a La Salette. Gli aveva preannunciato che a causa della gente che non osservava la Quaresima i raccolti sarebbero andati male. Lui stesso ha potuto vedere che le spighe erano vuote quando era andato con suo padre nei campi. Questo fu un avvertimento di Dio che le persone hanno ignorato. È una mancanza che porta a non dare peso ai molteplici segni nella natura, nella società, nella Chiesa, attraverso persone come Pastori e i profeti, soprattutto nella Sacra Scrittura sempre da attualizzare.

Dio manda tanti segni sia a livello personale che collettivo. A Fatima, ad esempio, la Madonna ha inviato un fenomeno naturale prima dell’inizio della Seconda Guerra Mondiale. Quell’aurora boreale – così la interpretò Lucia – fu visibile in gran parte dell’Europa e dell’Africa nel 1938. È stato un ammonimento per i delitti di carattere spirituale e sociale che venivano commessi.

Dio è attivo e governa il mondo, la Storia, le Nazioni, le anime singolarmente. Dobbiamo imparare a interpretare i messaggi alla luce della sapienza, nell’umiltà della preghiera, così da farne tesoro. I segni della natura possono essere virus che provocano milioni di morti (come affrontato nel 2020), i segni della società possono essere le guerre (come in Ucraina e in Medio Oriente), tutte tragedie immense e di distruzione per l’umanità. Sono segni dei tempi su cui bisogna meditare, segni del dilagare del male.

Ognuno ha i segni personali con i quali Dio ammonisce, incoraggia e guida. Ci sono, però, due grandi segni del nostro tempo che possiamo definire della modernità che Egli ci ha dato ma che pochi hanno saputo interpretare. Sono così chiari ed evidenti che basterebbe aprire gli occhi per coglierli e capire la presenza del Cielo.

Il primo segno straordinario sono proprio le apparizioni a Medjugorje, ovvero della Donna vestita di sole con la corona di dodici stelle, che dal Cielo è venuta sulla Terra il 24 giugno 1981 vigilia di San Giovanni Battista, l’Apostolo della conversione. Da allora la Madonna è apparsa ogni giorno con i piedi su una nuvola, un segno caratteristico dei tempi dell’Apocalisse che sta ad indicare gli ultimi tempi. Tutta questa lunga presenza della Regina della pace ha svelato l’altro grande segno che non riuscivamo a identificare, tanto da negarne l’esistenza, ovvero satana sciolto dalle catene. Il maligno ha da Dio il permesso di tentare, di deviare il mondo e di perseguitare la Chiesa nel tempo del primo grande combattimento spirituale.

Nonostante l’evidenza di questi due grandi segni facciamo ancora fatica ad accettare la presenza di Maria e riconoscere le apparizioni. Siamo quasi impauriti a guardare nella luce della fede e della preghiera questa grande battaglia del nostro tempo. Difficilmente si parla di questa bellissima corona di dodici stelle che circonda il capo della Gospa. Papa Giovanni Paolo II durante l’elevazione agli altari dei beati Francesco e Giacinta – nella Messa che è stata celebrata a Fatima – ha fatto leggere come prima lettura il brano dell’Apocalisse capitolo 12. Questo testo descrive il grande segno dal Cielo: la Donna vestita di sole incoronata di dodici stelle e il grande dragone rosso. Volle introdurci nel tempo dell’Apocalisse senza dimenticare satana sciolto dalle catene, sapendo quanto sia difficile entrare in questa dimensione.

C’è stato un grande riconoscimento dei frutti e dei Messaggi ma non delle apparizioni, non della Donna vestita di sole che è la chiave di interpretazione del tempo nel quale viviamo. È il tempo contrassegnato da questa presenza che da inizio alle grandi battaglie escatologiche.

La prima battaglia vede protagonisti la Madonna e la Chiesa da una parte e satana con le due bestie dall’altra. Le due bestie sono il potere umano assoluto che si mette al posto di Dio e l’agnello dalla voce di drago, ovvero la falsa religione dell’umanesimo ateo e dell’uomo divinizzato. Sono le chiavi di interpretazione del tempo in cui viviamo, del futuro che la Regina della pace ci ha rivelato a Fatima e nei Segreti di Medjugorje che portano al trionfo del Suo cuore Immacolato. La Donna vestita di sole incoronata di dodici stelle è qui per combattere e vincere, per creare un tempo nuovo di pace.

Ci sono moltitudini in balia del drago contraddistinti da una sordità spirituale che impedisce di rivolgersi verso il segno di Maria. Questa è la cecità del nostro mondo: non comprendiamo il tempo in cui viviamo, il tempo della Regina della pace e di satana sciolto dalle catene. Bisogna affrontare la battaglia nella testimonianza della fede, fino al martirio se necessario.

Bisogna decidere se seguire Cristo o Belial. Da: “Lettura cristiana della cronaca e della storia

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