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FARE CASO AI SEGNI DEL CIELO
Dio parla in vari modi all’umanità
Parla in modo particolare ai credenti
I segni possono essere positivi o negativi
Possono essere personali e generali
Vanno interpretati nella luce della fede e della preghiera
DUE RAGIONI IN PIU’ PER ESSERE ANTIAMERICANI
In questa vigilia di Election Day in cui tutto sembra essere già stato detto, segnalo due «nuove ragioni» che ispirano l’antiamericanismo europeo. Nuove o antiche, giudicherete voi. Sono apparse in bella evidenza durante un evento festivo e gioioso che ieri ha invaso la mia città: la maratona di New York.
Federico Rampini – Corriere della Sera – 4 Novembre 2024
Il CORAGGIO DEI REALI DI SPAGNA
Re Felipe e Letizia di Spagna contestati a Valencia. «Ma la visita dei Reali ha restituito la monarchia agli spagnoli»
Enrica Roddolo – Corriere della Sera – 4 Novembre 2024
BLOG
Ci penserà la Madonna a diffondere la tematica dei segreti
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Ci penserà la Madonna a diffondere la tematica dei segreti
Carissimo Padre Livio,
come Lei ha già sottolineato, la Chiesa conosce l’essenziale dei segreti di Medjugorje dal quarto al decimo, in quanto sono l’attuazione della profezia di Fatima.
Ragioni di prudenza politica hanno finora indotto la Chiesa a sorvolare sull’argomento, ma non c’è dubbio che si tratti di tematiche scottanti all’ordine del giorno.
E’ infatti impensabile che la Chiesa ai Sommi Vertici non sia attenta al piano straordinario della Madonna come quello che va da Medjugorje a Fatima.
Ciò che mi lascia perplesso è se la Chiesa avrà il coraggio di prendere una chiara posizione dopo il terzo segreto.
Lei che ne pensa?
Grazie P. Livio per tenere il ferro caldo…
Dario da Brescia
Caro Dario,
la Chiesa arriva sempre prima del mondo nella comprensione del futuro.
Ha un personale più preparato e quella illuminazione dell’Alto che il mondo non ha.
Credo che il vero problema sia quello di far passare nella comunicazione mondiale la tematica dei dieci segreti,che di fatto in tutti questi anni non è mai stata presa inconsiderazione come se non interessasse.
A parlare dei segreti siamo in pochi e guardati con sospetto e commiserazione.
Sono però certo che la Madonna ha un piano per rompere il muro di silenzio.
Incomincerà con i tuoni del primo segreto per sollevare un temporale che farà tremare il mondo.
Dobbiamo avere la certezza interiore che la Madonna ha in mano tutto e che, già col primo segreto, l’impero delle tenebre incomincerà a sfaldarsi.
Pensiero spirituale sulla via semplice alla santità
Cari amici, la Regina della pace ci invita a porre come obiettivo della nostra vita la santità: «I santi siano per voi intercessori ed esempi da imitare per vivere una vita santa» (25 ottobre 2024). Diventare Santi significa indossare la veste candida grazie alla quale possiamo entrare nel Regni dei Cieli. La prima condizione per entrare in Paradiso è il pentimento dei peccati; quindi, ricevere quella grazia santificante che ci riveste dell’unione con Cristo, come tralci di una vite.
La nostra visione dei Santi è quella di persone assolutamente eccezionali, perché hanno amato Dio sopra ogni cosa. Tuttavia, come la maggior parte di coloro che sono in Paradiso, anch’essi sono anime semplici che nel nostro mondo erano sconosciute. Solo una minima parte della moltitudine celeste ha avuto l’onore degli altari, come esempio per tutti i cristiani. Le anime sconosciute, umili e semplici, Dio le conosce perché a Lui non viene nascosto nulla di ciò che avviene nel cuore delle persone.
I Santi conducono una vita semplice, umile, laboriosa e dedicata al prossimo, non hanno acquisito meriti particolari a livello umano e non hanno brillato sul palcoscenico del mondo. Se il male non prevale, nonostante la presenza di satana, è proprio grazie alla diga di santità che Dio vede e sostiene. Il male fa chiasso, si esibisce, ostenta; il bene è umile, nascosto e silenzioso. Il bene costruisce, il male distrugge.
La Madonna ci esorta a pregare ogni giorno con Lei, a essere saldi nella testimonianza del bene in questa lotta contro la malvagità, fra Dio e l’angelo ribelle. Questa battaglia dobbiamo affrontarla attraverso il cammino di santità personale.
La Chiesa afferma che i Santi, anche i più umili, hanno esercitato determinate virtù in modo eroico, saldo e deciso, ma questo non deve portarci alla tentazione di esibire con superbia, altrimenti il diavolo ci devia. Per poter essere Santi bisogna essere consapevoli di essere peccatori, che affrontano ogni giorno il combattimento spirituale – anche con piccole sconfitte – sempre pronti a rialzarsi e riprendere il cammino.
A questo riguardo vorrei portare l’attenzione sulle caratteristiche fondamentali della santità comune e popolare.
La prima caratteristica è la fede unita alla preghiera. Sono inscindibili perché la fede è quel fiore che viene bagnato dall’acqua della preghiera, senza di essa non può fiorire. Bisogna coltivare questo rapporto con Dio e l’amicizia con Gesù e Maria attraverso la preghiera. Un legame non solo di amicizia, ma anche di confidenza, di fiducia e di compagnia che nutriamo con il dialogo personale ogni giorno, l’impegno di imitarne le virtù, seguire gli insegnamenti. Tutto affinché condividano con noi la vita quotidiana. Quindi, una preghiera che sia orientata a stringere sempre più fortemente la nostra unione affettiva e imitativa con umiltà.
Questa virtù è la consapevolezza di essere piccoli e poveri peccatori, bisognosi di aiuto, consapevoli che ci sono persone migliori di noi, più Sante e meritevoli. È importante saper trattenere quella spinta a eccellere che è dentro di noi e che viene da lucifero, nella consapevolezza della nostra debolezza ma anche di essere figli di Dio.
Un’altra caratteristica della santità quotidiana è la carità, l’operosità, avere a cuore gli altri nella misura del possibile, fare del bene agli altri come ci ha insegnato Gesù. Questa è la cornice del cammino di santità che è possibile a tutti. Ci vuole la preghiera, l’umiltà del cuore, la disponibilità a donare l’amore che Dio ha dato a noi. Su questa strada entriamo a far parte di quella schiera immensa dei Santi nascosti che sono il sale della Terra, la luce del mondo, il popolo di Dio qui sulla Terra che intercede.
Oggi c’è bisogno di un esercito di piccoli e umili, seguaci di Gesù e Maria, che si moltiplichino e diffondano sempre più. Attraverso il passaggio dall’incredulità alla fede, dalla superbia all’umiltà, dall’odio alla carità, avviene la trasformazione del mondo. Un percorso a cui ci chiama la Madonna e che porterà al tempo della pace.
Da: “Lettura cristiana della cronaca e della storia”
H. 9: Diretta su Radio Maria – blogdipadrelivo.it – Facebook – YouTube (in differita)
LA VIA SEMPLICE ALLA SANTITA’
La santità è il fin della vita
La santità è un rapporto di amicizia con Dio
La moltitudine dei santi sconosciuti
Le caratteristica dell’autentica santità:
Preghiera – umiltà – carità
BREVE GUIDA PER CAPIRE LE ELEZIONI AMERICANE
Per non ripetere i soliti errori di interpretazione delle elezioni americane, meglio leggere prima “Come si Usa” di Marco Respinti. Una breve guida sul funzionamento della democrazia americana e sulla sua origine storica.
Articolo di Stefano Magni “La Nuova Bussola” 3 Novembre 2024
IL CORPO INCORROTTO DELA CARD AGAGIANIAN
Lo scorso 12 settembre 2024, al termine del Sinodo della Chiesa Armena Cattolica, è avvenuta la traslazione da Roma a Beirut, in Libano, delle spoglie mortali del Servo di Dio, cardinale Gregorio Pietro (in armeno Krikor Bedros) Agagianian, quindicesimo patriarca di quella Chiesa, morto a Roma nel 1971.
Ciò che ha reso straordinaria questa traslazione è che il corpo del cardinale Agagianian, oltre mezzo secolo dopo la sua morte, malgrado non sia stato imbalsamato, è incorrotto, perfettamente integro. Il suo volto è tranquillo e sorridente….
Articolo di Roberto de Mattei – Corrispondenza Romana – 30 Ottobre 2024
BLOG:
I Segreti di Medjugorje: lo posizione della Chiesa è critica?
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Il corporale è un tessuto consacrato di forma quadrata che viene steso sull’altare per posarvi le ostie o i vasi con il Sacramento: calice, patena, pisside ed ostensorio. Il nome nasce dal fatto che accoglie il pane e il vino che divengono il Corpo di #Cristo e il Sangue di Cristo.
GRAZIE GESU’ PER QUESTO SEGNO DELLA TUA PRESENZA REALE!
relativamente quanto si sta discutendo sul Web in questi giorni, vorrei ribadire l’insegnamento della Chiesa che afferma la presenza reale di Gesù Cristo nella S. Messa col suo Corpo, Sangue, Anima e Divinità grazie alle parole della Consacrazione.
Inoltre tale presenza reale di Gesù Cristo perdura anche dopo la Messa, finché sussistono le specie eucaristiche.
Non corrisponde quindi all’insegnamento cattolico l’affermazione che “Gesù in Chiesa fisicamente non c’è”, come pure l’affermazione che nella “S.Messa Gesù è presente nello Spirito Santo”, come se non ci fosse la sua presenza reale.
Mi perdoni Padre il disturbo, ma sono turbata da affermazioni che mi sembra non corrispondano alla nostra fede.
Letizia di Lecco
Cara Letizia,
anche a me, da dove meno te l’aspetti, è giunta l’eco di questi voli pindarici sui principali misteri della fede cattolica, che dovrebbero essere saldamente radicati nella mente e nel cuore da ogni buon cattolico.
In ogni caso ecco quanto insegna la Chiesa al riguardo nel suo Catechismo Universale che troppi ecclesiastici non hanno mai letto.
A suo tempo ho fatto ottocento (800) catechesi sul Catechismo e le sto ridando in replica, una al giorno, sul mio Blog.
Mi auguro che serva a qualcosa.
Ave Maria
Padre Livio
CATECHISMO DELLA CHIESA CATTOLICA
La presenza di Cristo operata dalla potenza della sua Parola e dello Spirito Santo
1373 « Cristo Gesù, che è morto, anzi, che è risuscitato, sta alla destra di Dio e intercede per noi » (Rm 8,34), è presente in molti modi alla sua Chiesa: 198 nella sua parola, nella preghiera della Chiesa, « dove sono due o tre riuniti nel mio nome, io sono in mezzo a loro » (Mt 18,20), nei poveri, nei malati, nei prigionieri, 199 nei sacramenti di cui egli è l’autore, nel sacrificio della Messa e nella persona del ministro. Ma « soprattutto [è presente] sotto le specie eucaristiche ». 200
1374 Il modo della presenza di Cristo sotto le specie eucaristiche è unico. Esso pone l’Eucaristia al di sopra di tutti i sacramenti e ne fa « quasi il coronamento della vita spirituale e il fine al quale tendono tutti i sacramenti ». 201 Nel Santissimo Sacramento dell’Eucaristia è contenuto veramente, realmente, sostanzialmente il Corpo e il Sangue di nostro Signore Gesù Cristo, con l’anima e la divinità e, quindi, il Cristo tutto intero. 202« Tale presenza si dice “reale” non per esclusione, quasi che le altre non siano “reali”, ma per antonomasia, perché è sostanziale, e in forza di essa Cristo, Dio e uomo, tutto intero si fa presente ». 203
1375 È per la conversione del pane e del vino nel suo Corpo e nel suo Sangue che Cristo diviene presente in questo sacramento. I Padri della Chiesa hanno sempre espresso con fermezza la fede della Chiesa nell’efficacia della parola di Cristo e dell’azione dello Spirito Santo per operare questa conversione. San Giovanni Crisostomo, ad esempio, afferma:
« Non è l’uomo che fa diventare le cose offerte Corpo e Sangue di Cristo, ma è Cristo stesso, che è stato crocifisso per noi. Il sacerdote, figura di Cristo, pronunzia quelle parole, ma la virtù e la grazia sono di Dio. Questo è il mio Corpo, dice. Questa parola trasforma le cose offerte ». 204
E sant’Ambrogio, parlando della conversione eucaristica, dice:
Dobbiamo essere convinti che « non si tratta dell’elemento formato dalla natura, ma della sostanza prodotta dalla formula della consacrazione, ed è maggiore l’efficacia della consacrazione di quella della natura, perché, per l’effetto della consacrazione, la stessa natura viene trasformata ». 205 « La parola di Cristo, che poté creare dal nulla ciò che non esisteva, non può trasformare in una sostanza diversa ciò che esiste? Non è minore impresa dare una nuova natura alle cose che trasformarla ». 206
1376 Il Concilio di Trento riassume la fede cattolica dichiarando: « Poiché il Cristo, nostro Redentore, ha detto che ciò che offriva sotto la specie del pane era veramente il suo Corpo, nella Chiesa di Dio vi fu sempre la convinzione, e questo santo Concilio lo dichiara ora di nuovo, che con la consacrazione del pane e del vino si opera la conversione di tutta la sostanza del pane nella sostanza del Corpo del Cristo, nostro Signore, e di tutta la sostanza del vino nella sostanza del suo Sangue. Questa conversione, quindi, in modo conveniente e appropriato è chiamata dalla santa Chiesa cattolica transustanziazione ». 207
1377 La presenza eucaristica di Cristo ha inizio al momento della consacrazione e continua finché sussistono le specie eucaristiche. Cristo è tutto e integro presente in ciascuna specie e in ciascuna sua parte; perciò la frazione del pane non divide Cristo. 208
1378Il culto dell’Eucaristia. Nella liturgia della Messa esprimiamo la nostra fede nella presenza reale di Cristo sotto le specie del pane e del vino, tra l’altro, con la genuflessione, o con un profondo inchino in segno di adorazione verso il Signore. « La Chiesa cattolica professa questo culto latreutico al sacramento eucaristico non solo durante la Messa, ma anche fuori della sua celebrazione, conservando con la massima diligenza le ostie consacrate, presentandole alla solenne venerazione dei fedeli cristiani, portandole in processione con gaudio della folla cristiana ». 209
1379 La santa riserva (tabernacolo) era inizialmente destinata a custodire in modo degno l’Eucaristia perché potesse essere portata agli infermi e agli assenti, al di fuori della Messa. Approfondendo la fede nella presenza reale di Cristo nell’Eucaristia, la Chiesa ha preso coscienza del significato dell’adorazione silenziosa del Signore presente sotto le specie eucaristiche. Perciò il tabernacolo deve essere situato in un luogo particolarmente degno della chiesa, e deve essere costruito in modo da evidenziare e manifestare la verità della presenza reale di Cristo nel Santissimo Sacramento.
1380 È oltremodo conveniente che Cristo abbia voluto rimanere presente alla sua Chiesa in questa forma davvero unica. Poiché stava per lasciare i suoi nel suo aspetto visibile, ha voluto donarci la sua presenza sacramentale; poiché stava per offrirsi sulla croce per la nostra salvezza, ha voluto che noi avessimo il memoriale dell’amore con il quale ci ha amati « sino alla fine » (Gv 13,1), fino al dono della propria vita. Nella sua presenza eucaristica, infatti, egli rimane misteriosamente in mezzo a noi come colui che ci ha amati e che ha dato se stesso per noi, 210 e vi rimane sotto i segni che esprimono e comunicano questo amore:
« La Chiesa e il mondo hanno grande bisogno del culto eucaristico. Gesù ci aspetta in questo sacramento dell’amore. Non risparmiamo il nostro tempo per andare ad incontrarlo nell’adorazione, nella contemplazione piena di fede e pronta a riparare le grandi colpe e i delitti del mondo. Non cessi mai la nostra adorazione ». 211
1381 « Che in questo sacramento sia presente il vero Corpo e il vero Sangue di Cristo, come dice san Tommaso, “non si può apprendere coi sensi, ma con la sola fede, la quale si appoggia all’autorità di Dio. Per questo, commentando il passo di san Luca 22,19: Questo è il mio Corpo che viene dato per voi, san Cirillo dice: Non mettere in dubbio se questo sia vero, ma piuttosto accetta con fede le parole del Salvatore: perché essendo egli la verità, non mentisce” »: 212
« Adoro te devote, latens Deitas… Ti adoro con devozione, o Dio che ti nascondi, che sotto queste figure veramente ti celi: a te il mio cuore si sottomette interamente, poiché, nel contemplarti, viene meno. La vista, il tatto e il gusto si ingannano a tuo riguardo, soltanto alla parola si crede con sicurezza. Credo tutto ciò che disse il Figlio di Dio: nulla è più vero della sua parola di verità ». 213