Pensiero spirituale sulla via semplice alla santità

Cari amici, la Regina della pace ci invita a porre come obiettivo della nostra vita la santità: «I santi siano per voi intercessori ed esempi da imitare per vivere una vita santa» (25 ottobre 2024). Diventare Santi significa indossare la veste candida grazie alla quale possiamo entrare nel Regni dei Cieli. La prima condizione per entrare in Paradiso è il pentimento dei peccati; quindi, ricevere quella grazia santificante che ci riveste dell’unione con Cristo, come tralci di una vite.

La nostra visione dei Santi è quella di persone assolutamente eccezionali, perché hanno amato Dio sopra ogni cosa. Tuttavia, come la maggior parte di coloro che sono in Paradiso, anch’essi sono anime semplici che nel nostro mondo erano sconosciute. Solo una minima parte della moltitudine celeste ha avuto l’onore degli altari, come esempio per tutti i cristiani. Le anime sconosciute, umili e semplici, Dio le conosce perché a Lui non viene nascosto nulla di ciò che avviene nel cuore delle persone.

I Santi conducono una vita semplice, umile, laboriosa e dedicata al prossimo, non hanno acquisito meriti particolari a livello umano e non hanno brillato sul palcoscenico del mondo. Se il male non prevale, nonostante la presenza di satana, è proprio grazie alla diga di santità che Dio vede e sostiene. Il male fa chiasso, si esibisce, ostenta; il bene è umile, nascosto e silenzioso. Il bene costruisce, il male distrugge.

La Madonna ci esorta a pregare ogni giorno con Lei, a essere saldi nella testimonianza del bene in questa lotta contro la malvagità, fra Dio e l’angelo ribelle. Questa battaglia dobbiamo affrontarla attraverso il cammino di santità personale.

La Chiesa afferma che i Santi, anche i più umili, hanno esercitato determinate virtù in modo eroico, saldo e deciso, ma questo non deve portarci alla tentazione di esibire con superbia, altrimenti il diavolo ci devia. Per poter essere Santi bisogna essere consapevoli di essere peccatori, che affrontano ogni giorno il combattimento spirituale – anche con piccole sconfitte – sempre pronti a rialzarsi e riprendere il cammino.

A questo riguardo vorrei portare l’attenzione sulle caratteristiche fondamentali della santità comune e popolare.

La prima caratteristica è la fede unita alla preghiera. Sono inscindibili perché la fede è quel fiore che viene bagnato dall’acqua della preghiera, senza di essa non può fiorire. Bisogna coltivare questo rapporto con Dio e l’amicizia con Gesù e Maria attraverso la preghiera. Un legame non solo di amicizia, ma anche di confidenza, di fiducia e di compagnia che nutriamo con il dialogo personale ogni giorno, l’impegno di imitarne le virtù, seguire gli insegnamenti. Tutto affinché condividano con noi la vita quotidiana. Quindi, una preghiera che sia orientata a stringere sempre più fortemente la nostra unione affettiva e imitativa con umiltà.

Questa virtù è la consapevolezza di essere piccoli e poveri peccatori, bisognosi di aiuto, consapevoli che ci sono persone migliori di noi, più Sante e meritevoli. È importante saper trattenere quella spinta a eccellere che è dentro di noi e che viene da lucifero, nella consapevolezza della nostra debolezza ma anche di essere figli di Dio.

Un’altra caratteristica della santità quotidiana è la carità, l’operosità, avere a cuore gli altri nella misura del possibile, fare del bene agli altri come ci ha insegnato Gesù. Questa è la cornice del cammino di santità che è possibile a tutti. Ci vuole la preghiera, l’umiltà del cuore, la disponibilità a donare l’amore che Dio ha dato a noi. Su questa strada entriamo a far parte di quella schiera immensa dei Santi nascosti che sono il sale della Terra, la luce del mondo, il popolo di Dio qui sulla Terra che intercede.

Oggi c’è bisogno di un esercito di piccoli e umili, seguaci di Gesù e Maria, che si moltiplichino e diffondano sempre più. Attraverso il passaggio dall’incredulità alla fede, dalla superbia all’umiltà, dall’odio alla carità, avviene la trasformazione del mondo. Un percorso a cui ci chiama la Madonna e che porterà al tempo della pace.

Da: “Lettura cristiana della cronaca e della storia”