
Pensiero spirituale sul fare caso ai segni del Cielo
Cari amici, vorrei presentarvi una riflessione sul rimprovero che Gesù ha fatto ai suoi contemporanei. Egli disse che erano molto bravi nello scrutare il Cielo quando si trattava di indicare la pioggia o il bel tempo, ma a livello spirituale non hanno saputo cogliere i segni del tempo in cui vivevano. Cristo stesso era il segno per eccellenza del suo tempo perché nessuno mai nella storia della salvezza del popolo ebraico si era manifestato con la sua autorità divina, con la potenza dei miracoli, della sapienza e della santità. Gesù era un grande segno del Suo tempo, che gran parte degli uomini non hanno riconosciuto ma hanno combattuto.
Solamente una piccola parte ha creduto e da loro è nata la Chiesa che porta la salvezza di generazione in generazione. Siamo capaci di cogliere i segni del tempo per quanto riguarda le cose materiali, ma non cogliamo i segni che Dio ci dà personalmente. Una persona attenta a ciò che le accade si accorge dei numerosi interventi divini, dei messaggi, degli ammonimenti, delle esortazioni, degli incoraggiamenti.
A questo riguardo è noto quello che disse la Madonna a Massimino a La Salette. Gli aveva preannunciato che a causa della gente che non osservava la Quaresima i raccolti sarebbero andati male. Lui stesso ha potuto vedere che le spighe erano vuote quando era andato con suo padre nei campi. Questo fu un avvertimento di Dio che le persone hanno ignorato. È una mancanza che porta a non dare peso ai molteplici segni nella natura, nella società, nella Chiesa, attraverso persone come Pastori e i profeti, soprattutto nella Sacra Scrittura sempre da attualizzare.
Dio manda tanti segni sia a livello personale che collettivo. A Fatima, ad esempio, la Madonna ha inviato un fenomeno naturale prima dell’inizio della Seconda Guerra Mondiale. Quell’aurora boreale – così la interpretò Lucia – fu visibile in gran parte dell’Europa e dell’Africa nel 1938. È stato un ammonimento per i delitti di carattere spirituale e sociale che venivano commessi.
Dio è attivo e governa il mondo, la Storia, le Nazioni, le anime singolarmente. Dobbiamo imparare a interpretare i messaggi alla luce della sapienza, nell’umiltà della preghiera, così da farne tesoro. I segni della natura possono essere virus che provocano milioni di morti (come affrontato nel 2020), i segni della società possono essere le guerre (come in Ucraina e in Medio Oriente), tutte tragedie immense e di distruzione per l’umanità. Sono segni dei tempi su cui bisogna meditare, segni del dilagare del male.
Ognuno ha i segni personali con i quali Dio ammonisce, incoraggia e guida. Ci sono, però, due grandi segni del nostro tempo che possiamo definire della modernità che Egli ci ha dato ma che pochi hanno saputo interpretare. Sono così chiari ed evidenti che basterebbe aprire gli occhi per coglierli e capire la presenza del Cielo.
Il primo segno straordinario sono proprio le apparizioni a Medjugorje, ovvero della Donna vestita di sole con la corona di dodici stelle, che dal Cielo è venuta sulla Terra il 24 giugno 1981 vigilia di San Giovanni Battista, l’Apostolo della conversione. Da allora la Madonna è apparsa ogni giorno con i piedi su una nuvola, un segno caratteristico dei tempi dell’Apocalisse che sta ad indicare gli ultimi tempi. Tutta questa lunga presenza della Regina della pace ha svelato l’altro grande segno che non riuscivamo a identificare, tanto da negarne l’esistenza, ovvero satana sciolto dalle catene. Il maligno ha da Dio il permesso di tentare, di deviare il mondo e di perseguitare la Chiesa nel tempo del primo grande combattimento spirituale.
Nonostante l’evidenza di questi due grandi segni facciamo ancora fatica ad accettare la presenza di Maria e riconoscere le apparizioni. Siamo quasi impauriti a guardare nella luce della fede e della preghiera questa grande battaglia del nostro tempo. Difficilmente si parla di questa bellissima corona di dodici stelle che circonda il capo della Gospa. Papa Giovanni Paolo II durante l’elevazione agli altari dei beati Francesco e Giacinta – nella Messa che è stata celebrata a Fatima – ha fatto leggere come prima lettura il brano dell’Apocalisse capitolo 12. Questo testo descrive il grande segno dal Cielo: la Donna vestita di sole incoronata di dodici stelle e il grande dragone rosso. Volle introdurci nel tempo dell’Apocalisse senza dimenticare satana sciolto dalle catene, sapendo quanto sia difficile entrare in questa dimensione.
C’è stato un grande riconoscimento dei frutti e dei Messaggi ma non delle apparizioni, non della Donna vestita di sole che è la chiave di interpretazione del tempo nel quale viviamo. È il tempo contrassegnato da questa presenza che da inizio alle grandi battaglie escatologiche.
La prima battaglia vede protagonisti la Madonna e la Chiesa da una parte e satana con le due bestie dall’altra. Le due bestie sono il potere umano assoluto che si mette al posto di Dio e l’agnello dalla voce di drago, ovvero la falsa religione dell’umanesimo ateo e dell’uomo divinizzato. Sono le chiavi di interpretazione del tempo in cui viviamo, del futuro che la Regina della pace ci ha rivelato a Fatima e nei Segreti di Medjugorje che portano al trionfo del Suo cuore Immacolato. La Donna vestita di sole incoronata di dodici stelle è qui per combattere e vincere, per creare un tempo nuovo di pace.
Ci sono moltitudini in balia del drago contraddistinti da una sordità spirituale che impedisce di rivolgersi verso il segno di Maria. Questa è la cecità del nostro mondo: non comprendiamo il tempo in cui viviamo, il tempo della Regina della pace e di satana sciolto dalle catene. Bisogna affrontare la battaglia nella testimonianza della fede, fino al martirio se necessario.
Bisogna decidere se seguire Cristo o Belial. Da: “Lettura cristiana della cronaca e della storia