"VI SUPPLICO: CONVERTITEVI!" (REGINA DELLA PACE-MEDJUGORJE)

Anno: 2024 Pagina 41 di 236

🔴LIVE🔴 CATECHISMO DELLA CHIESA CATTOLICA – Puntata 157 – PERCHE’ IL VERBO SI E’ FATTO CARNE

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🌟🖋️CI SCRIVONO🖋️🌟

Auguri di buon Compleanno Padre Livio

Carissimo Padre Livio,

sto scorrendo Facebook e vedo una sinfonia interminabile di auguri gioiosi che commuovono e che testimoniano il bene ricevuto da tante anime.

Che cosa ti senti di dire a tutte queste persone (e a tantissime altre) che ti vogliono bene e che pregano per te?

Miriam da Bologna


Cara Miriam,

innanzi tutto un grazie di cuore per le preghiere e per l’affetto.

 La mia gratitudine si esprime con la preghiera quotidiana per tutti gli ascoltatori di Radio Maria, perché la Madonna li protegga qui sulla terra e prepari a tutti un posto in Paradiso.

In tutti gli anni del mio Sacerdozio, compresi quelli dedicati a Radio Maria e a Medjugorje, mi sono sempre mosso nell’ obbedienza alla Chiesa e al suo servizio, per il bene delle anime.

Con l’aiuto di Gesù e di Maria dobbiamo proseguire su questa strada nei tempi di prova che ci attendono, perché il Cielo possa realizzare il suo piano di salvezza e portare il mondo a un tempo di pace.

Affidiamo il futuro a Dio e mettiamoci al servizio della Gospa finchè Lei vorrà.

Ave Maria

Padre Livio

DALLA CAPPELLA DI RADIO MARIA PADRE LIVIO COMMENTA IL VANGELO FESTIVO

La Russia e l’America di Trump

di Stefano Caprio- Asia 10 Novembre News –

Non è affatto chiaro se “patria” significhi la stessa cosa per i seguaci di Trump o per i sudditi di Putin, se indichi il nativismo di “sangue e terra” o piuttosto l’unione “spirituale” di chi ha una visione condivisa del proprio Stato, della regione o del mondo intero. Mentre su Kiev il nuovo presidente degli Stati Uniti ha promesso una soluzione entro il 20 gennaio, giorno della sua inaugurazione (ma anche festa ortodossa del Battesimo del Signore).

Lo show delle elezioni americane è stato seguito nel mondo intero fino all’elezione di Donald Trump come 47° presidente, con ampie discussioni e prese di posizione sull’uno o sull’altra candidata, in pubblico e anche tra i vicini e i parenti. Ora tutti si chiedono quali saranno le conseguenze della scelta molto netta dell’elettorato statunitense: l’Ucraina ha più volte manifestato la preoccupazione di perdere il sostegno militare, e anche a Taiwan temono che Trump non abbia intenzione di difendere l’isola dalla Cina, avendo detto che gli Usa non sono una “compagnia gratuita di assicurazioni”, e Taipei deve pagare per ottenere aiuti. In Israele la maggioranza faceva il tifo per il tycoon, soprattutto dopo le critiche di Kamala Harris alle azioni israeliane nel settore di Gaza.

In Russia Trump era stato di gran lunga il preferito alle elezioni del 2016 contro Hillary Clinton, ritenendolo il più disponibile ad appoggiare i piani del Cremlino, e la sua vittoria di allora fu accolta con uno scroscio di applausi alla Duma di Mosca. Le attese dei russi non sono però state confermate, a giudicare dall’enorme quantità di sanzioni contro Mosca emesse nel periodo della sua prima presidenza. Dopo gli ultimi anni di conflitto locale e mondiale, le opinioni della popolazione russa sono molto scettiche sulla possibilità di un disgelo, nonostante le assicurazioni del vecchio-nuovo presidente di poter facilmente fermare la guerra e di contare sulla “amicizia personale” con Vladimir Putin. Secondo i sondaggisti, almeno la metà dei russi non vedeva grande differenza tra Trump e la Harris in questo senso, considerando che le relazioni russo-americane, e con l’intero Occidente, sono ormai relegate in un vicolo cieco da cui sarà difficile uscire a breve termine.

Tuttavia, la figura di Donald Trump suscita ancora molta simpatia tra i russi, nonostante la generale “russofobia” dell’intero establishment americano, e in questo l’indice di gradimento era tra il 26-27% rispetto al 4-5% della Harris. Sempre secondo i risultati virtuali riportati dalla rubrica Signal di Meduza, se i russi avessero votato alle elezioni in America, Trump avrebbe vinto con il 78% delle preferenze, e simili risultati si sarebbero verificati nei Paesi europei più tradizionalmente filo-russi, come ad esempio la Serbia. Già dal 2017, nonostante le sanzioni, la figura di Trump ha recuperato popolarità tra i russi, più per la narrazione mediatica che per le decisioni effettive a livello politico e amministrativo.

Il giovane esperto del Consiglio per gli affari internazionali di Mosca Aleksej Naumov, considerato un importante “americanista”, spiega che i russi “credono in modo irrazionale nella possibilità di accordarsi sull’ordine mondiale, dove tutti potranno vivere nella pace e nel benessere”. Questo sentimento viene sfruttato da tutti i politici di tendenza populista in patria e all’estero, proponendo ai “propri ragazzi” le risposte più semplici e immediate alle questioni più complesse, ed è proprio questo lo stile caratteristico di Donald Trump. Secondo il nuovo presidente di Washington, il mondo è stato distrutto dai politici di carriera, che si allontanano dalla “gente comune”, e l’unico modo per ristabilire la giustizia è mandare tutto all’aria e costruire insieme un mondo nuovo, ciò che suona molto bene alle orecchie dei russi.

Lo stesso Putin non si è trattenuto, e dall’incontro del club Valdaj di Soči ha finito per complimentarsi con Trump, definendolo “un uomo coraggioso, che di fronte a grandi sfide ha saputo comportarsi da uomo” e dichiarando di essere pronto a sentirlo almeno per telefono. Il presidente russo ha ricordato che “fino a un certo punto tutti i leader occidentali mi chiamavano tutte le settimane, e poi di colpo hanno smesso… se non vogliono, non c’è problema, come vedete noi siamo in piena forma”. Putin esprime l’apprezzamento dei russi per il politico “non asservito al sistema”, non tanto “amichevole”, ma le cui azioni fuoriescono dai limiti abituali della politica occidentale. Insomma, al mondo impazzito non fa male un po’ di sana confusione.

I nemici di Trump lo definiscono come “un fascista”, come ha detto l’ex-capo dello staff presidenziale John Kelly, ma il “fascismo” è uno dei termini più abusati in questi anni convulsi e anche prima, come fanno gli stessi russi nei confronti dell’Ucraina “nazista” e del “fascismo occidentale”, considerando che il termine “fascismo” in Russia comprende comunque anche la storia della Germania hitleriana. George Orwell affermava già nel 1944, dopo la caduta del regime di Mussolini in Italia, che il concetto stesso di “fascismo” aveva perso il suo significato originario, diventando un timbro di inconciliabilità con i principi comuni della società democratica. Orwell ironizzava osservando che nella Gran Bretagna a lui contemporanea venivano tacciati di fascismo “i contadini, le amministrazioni scolastiche, l’astrologia, gli omosessuali, i cacciatori di volpi, le donne, i cani” e altre categorie a caso. Fascismo è tutto ciò che non piace in politica, e il suo contrario è sempre “democratico”.

Lo stesso Trump, del resto, ha versato olio sul fuoco con frasi provocatorie che rimandano alla propaganda dello stesso Hitler, che Donald ammette di “aver studiato attentamente”. L’atteggiamento autoritario di Trump è comunque ancora in via di definizione; se ormai si è affermato il “putinismo”, bisogna ancora capire in che cosa consiste il “trumpismo”. Come afferma Signal, “tutti i fascisti sono autocrati, ma non tutti gli autocrati sono fascisti”. Il nuovo presidente ha bisogno di rafforzare il suo potere controllando il Deep State, la grande macchina amministrativa a tutti i livelli dello Stato e della magistratura, come fecero al loro tempo i grandi dittatori novecenteschi, da Mussolini a Hitler e Stalin e come ha fatto lo stesso Putin con la sua “verticale del potere”, e per questo occorre tempo.

Il sociologo Dylan Riley, del dipartimento di sociologia di Berkeley, ricorda che i regimi fascisti europei nacquero dalla reazione conservatrice rispetto agli esiti della prima guerra mondiale negli anni Venti, e l’analogia con il decennio attuale è molto significativa, in seguito alla fine della guerra fredda e alla crisi della globalizzazione. Allora incombeva la minaccia della rivoluzione comunista, oggi dilaga il sentimento sovranista contro le pretese di egemonia da parte dell’una o dell’altra parte, dall’America alla Cina, con in mezzo la Russia e l’Europa. Lo storico tedesco Jan-Werner Müller dell’università di Princeton propone un’altra importante osservazione, per cui dalla storia del secolo passato anche le forze più reazionarie hanno tratto un’importante lezione: l’annientamento degli istituti democratici è un segno di debolezza, più che di forza.

Se formalmente l’anno elettorale, inaugurato da Putin a marzo e concluso da Trump a novembre, ha celebrato le figure dominanti attraverso le normali procedure democratiche più o meno rispettate (in Georgia sono contestate più che altrove), quello che ancora si deve comprendere è se il mondo si sta veramente “spostando a destra”, sempre che valgano ai nostri giorni le classiche divisioni della politica delle due sponde contrapposte. Che cosa significhi la “patria” per i seguaci di Trump o per i sudditi di Putin non è affatto chiaro, se indichi il nativismo di “sangue e terra” o piuttosto l’unione “spirituale” di chi ha una visione condivisa del proprio Stato, della regione o del mondo intero. Che cosa hanno veramente in comune Trump e Putin, con i riferimenti europei di Orban e Le Pen o quelli asiatici di Modi e Xi Jinping, per non parlare dei tanti leader sudamericani o africani? La rielezione di “Donald il forte” potrebbe essere l’occasione per unire le linee del quadro, e Putin ha tutte le intenzioni di sfruttarla.

Un personaggio che sta contribuendo più di tutti in questa opera di congiunzione planetaria, fino alle dimensioni cosmiche, è il super-miliardario Elon Musk, capace di aleggiare sopra e sotto le stanze della Casa Bianca e del Cremlino, soprattutto con i suoi mezzi di comunicazione, oltre che ai progetti economici e finanziari. Egli stesso ha dichiarato trionfante che “X non è una bolla, ma un modo efficace di capire la realtà”. La narrazione finisce per superare la realtà stessa, e l’impossibile piano di conclusione della guerra russa in Ucraina ora prende forma nei messaggi da diffondere, secondo cui i consiglieri di Trump lo starebbero già elaborando nei dettagli. L’ultima versione presuppone il rifiuto all’ingresso dell’Ucraina nella Nato per i prossimi vent’anni, con garanzia di cessazione degli scontri armati, una formula di “congelamento” del conflitto che priverebbe comunque gli ucraini del 20% dei propri territori, occupati dai russi.

Perfino a Kiev si comincia a orientarsi sulla “nuova visione”, come si è espresso il capo del comitato della Verkhovnaja Rada, Aleksandr Merežko, con cauto ottimismo: “Trump vuole essere un presidente di successo, ma il successo significa che l’Ucraina deve diventare per lui una storia di successo, non una storia di sconfitta”. Il nuovo presidente ha promesso di trovare la soluzione entro il 20 gennaio prossimo, giorno della sua inaugurazione, che coincide con la festa liturgica ortodossa del Battesimo del Signore, quando Putin si calerà trionfante nell’acqua ghiacciata, avendo ottenuto la prosecuzione della guerra mondiale, non più “fredda”, ma addirittura “congelata”, per i secoli a venire.

LA MITICA SEDE DI RADIO MARIA IN VIA TURATI, 7 – ERBA

MEZZI MODESTI MA SUCCESSI STRAORDINARI

🔴LIVE🔴 CATECHISMO DELLA CHIESA CATTOLICA – Puntata 156 -PERCHE’ IL VERBO SI E’ FATTO CARNE

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BUONA DOMENICA

DOMENICA 32.MA DEL TEMPO ORDINARIO

Cari amici di Radio Maria buona Domenica!

La Domenica è un dono di inestimabile valore, ma per comprenderlo dobbiamo guardarlo nella luce della fede.

E’ il giorno del Signore per eccellenza perché, risorgendo, ha sconfitto il male e la morte e ci ha aperto le porte del Paradiso.

Posta a compimento della settimana, la Domenica indica la meta della vita umana che va oltre la finitezza del tempo e si apre alla luce dell’eternità.

Ogni Domenica siamo chiamati dalla Chiesa a celebrare l’Eucaristia e così venire illuminati dalla Parola di Dio e nutriti dal Pane di vita, con la quale diventiamo una cosa con Cristo, tralci vivi e fruttiferi uniti alla Vite.

Per questo dobbiamo vivere la Domenica partecipando alla Santa Messa,  per dare testimonianza alla nostra identità di cristiani, in questo mondo senza luce e senza speranza.

Oggi il Vangelo ci riporta uno delle pagine universalmente conosciute, quella della povera vedova che fa la sua offerta al Tempio gettandovi due monetine, offrendo così tutto quello che aveva.

Gesù chiama i suoi discepoli e spiega loro che quella vedova aveva dato per il culto del Signore  tutto quello che aveva e quindi molto di più dei ricchi che vi gettavano molte monete, ma del loro superfluo.

Infatti davanti a Dio non conta ciò che gli uomini apprezzano, quindi la quantità di denaro, mentre disprezzano  l’elemosina del povero.

Il Signore guarda al cuore e all’amore con cui uno dona, con umiltà e generosità, fino a privarsi del necessario.

E’ indubbiamente un bene sostenere la Chiesa e le sue opere, perché possa compiere la sua missione di rendere gloria a Dio e diffondere il suo Regno.

Però tutto questo può essere offuscato se viene fatto per la proprio gloria e se mancano la necessaria discrezione e umiltà.

Non dobbiamo vergognarci   di fare l’elemosina quando vediamo che è necessaria e dobbiamo guardare a chi ha bisogno come se fosse Gesù a chiederci  aiuto.

Questo gesti fanno innanzi tutto bene a noi, perché rendono il cuore mite ed umile e ci abituano a vedere i bisogni e le miserie degli altri.

Quando si era più poveri c’era più condivisione e più compassione. Ora invece dobbiamo vigilare per non cadere nell’indifferenza che uccide l’anima.

Vostro Padre Livio

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Dal Vangelo secondo Marco
Mc 12,41-44
 
In quel tempo, Gesù, seduto di fronte al tesoro [nel tempio], osservava come la folla vi gettava monete. Tanti ricchi ne gettavano molte. Ma, venuta una vedova povera, vi gettò due monetine, che fanno un soldo.
 
Allora, chiamati a sé i suoi discepoli, disse loro: «In verità io vi dico: questa vedova, così povera, ha gettato nel tesoro più di tutti gli altri. Tutti infatti hanno gettato parte del loro superfluo. Lei invece, nella sua miseria, vi ha gettato tutto quello che aveva, tutto quanto aveva per vivere».

Parola del Signore

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MELANIA TRUMP SEGUE MEDJUGORJE?

Lo afferma un sito USA ( Medjugorje healine -19 Luglio 2024) – Ecco la traduzione ( Google)

Un amico ci scrive

Il giorno dopo il fallito tentativo di assassinio di suo marito, il presidente Donald Trump, l’ex First Lady, Melania Trump, ha scritto una lettera, piuttosto un appello al popolo americano. Se non avete avuto l’opportunità di leggere la sua lettera, la includiamo qui:

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Pubblichiamo qui un riassunto giornalistico della lettera di Melania dopo l’attentato a suo marito:

“Nel coro di opinioni, domande, fatti, analisi sul (parzialmente) fallito attentato a Donald Trump in Pennsylvania, si alza la voce da mezzosoprano di Melania Trump. Passato lo sgomento iniziale, tra i soccorsi in un ospedale locale e il rientro alla Trump Tower nella serata di domenica, la ex First Lady ha diramato un comunicato ufficiale che negli Stati Uniti non ha smesso di far discutere. Come sempre, l’impenetrabile Melania Trump sembra parlare una lingua rarefatta, lei che della discrezione ha fatto un monumento, che molto fa intendere oltre a svelare in nero su bianco. “Penso a voi, miei cari americani. Siamo sempre stati un gruppo unico. America, il tessuto della nostra gentile nazione è sbrindellato, ma il nostro coraggio e il nostro senso comune devono prendere il primo posto e riunirci insieme, come una cosa sola” si legge nel principio della dichiarazione ufficiale di Melania Trump. “Quando ho visto quel proiettile violento colpire mio marito Donald, ho capito che la mia vita, e la vita di Barron, erano sull’orlo di un cambiamento devastante. Sono grata ai coraggiosi agenti dei servizi segreti e agli ufficiali della legge che hanno rischiato le loro vite per proteggere mio marito” proseguono le parole gentili della ex First Lady. “A tutte le famiglie di vittime innocenti che ora soffrono per questo atto inconsulto, offro umilmente la mia più sincera comprensione. La necessità di richiamare tutta la vostra forza interiore per una ragione così terribile mi intristisce”.

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Melania scrive come parla la Madonna. Forse non è una coincidenza.

È nella descrizione di chi è veramente Donald Trump secondo Melania Trump che gli analisti statunitensi si stanno scervellando. Vale la pena leggerle nel dettaglio: “Un mostro che ha identificato mio marito come una macchina politica disumana ha provato a distruggere la passione di Donald – la sua risata, la sua ingenuità, il suo amore per la musica, l’ispirazione. Le sfaccettature fondamentali della vita di mio marito, il suo lato umano, sono state seppellite sotto la macchina politica. Donald, l’uomo generoso e affettuoso con il quale ho vissuto i tempi migliori, e i tempi peggiori”. Che ritratto sta offrendo la impassibile ex modella di origine slovena, spesso criticata per la sua mancata aderenza alla realtà, qualunque essa sia se non la sua? “Non dobbiamo dimenticare che opinioni, politiche e giochi politici differenti sono inferiori all’amore. Il nostro impegno di vita -fino alla morte-, personale e strutturale, è davvero a rischio. I concetti politici sono semplici quando sono messi a paragone con noi, esseri umani. Siamo tutti umani e fondamentalmente, d’istinto, vogliamo aiutarci l’un l’altro. La politica americana è l’unico strumento che può migliorare le nostre comunità. Amore, compassione, gentilezza e empatia sono delle necessità” specifica ancora nella dichiarazione Melania Trump.

Melania aveva solo 11 anni quando la Madonna cominciò ad apparire a Medjugorje nel 1981. Melania era nata nel 1970 e viveva a sole cinque ore da Medjugorje, in quella che oggi è la Slovenia.

Non c’è dubbio che lei fosse a conoscenza degli eventi celesti mentre si verificavano.

Quando la Madonna appare ai veggenti di Medjugorje, parla loro in lingua croata.

Una volta, quando la Madonna apparve qui alla Caritas, rimasi sbalordito quando la Madonna disse a Marija in risposta a dove e quando sarebbe avvenuta l’apparizione il giorno dopo:

“Domani mattina, qui, e dopodomani nel pomeriggio nel Campo vicino all’Albero.”

Ciò che mi ha sorpreso è stato che la Madonna ha usato parole e le ha espresse nello stesso modo comune a noi nel nostro linguaggio quotidiano. Marija si è divertita quando ho espresso sorpresa, dicendo:  “La Madonna conosce la nostra lingua”.

Melania è slovena, non croata, ma le due nazioni slave sono vicine, sono entrambe nazioni cattoliche e condividono un patrimonio e una cultura comuni.

Pertanto, potrebbe essere per disegno di Dio che il linguaggio di Melania sia simile a quello della Madonna.

Ciò che si percepisce leggendo la lettera di Melania è un genuino desiderio di abbattere i muri di divisione e di ispirare gli americani ad “ASCENDERSI” al di sopra dell’odio e della violenza, e ad abbracciare, invece, uno spirito di rispetto, amore, compassione e unità.

La Madonna ha detto:

2 dicembre 2013

“…come figli di Dio…ELEVATEVI [ascendiamo] al di sopra del modo di pensare umano e cercate sempre e in ogni cosa il modo di pensare di Dio, di nuovo…”

La Madonna ha detto:

21 aprile 1984

“…Possa Gesù veramente RISORGERE [ascendere] nelle vostre famiglie. Dove c’è guerra, possa giungere la pace. Vorrei che un uomo nuovo nascesse nei vostri cuori…”

Le parole della Madonna non catturano forse lo spirito di ciò che Melania ha scritto? Melania sa a cosa porta l’odio se gli si permette di crescere. Ha vissuto l’orribile guerra nel suo paese quando aveva 22 anni. È stato il proiettile di un assassino a Sarajevo a dare inizio alla prima guerra mondiale. Melania avrebbe dovuto conoscere quella storia, essendo nata in quella stessa regione. Sarajevo faceva parte della Jugoslavia quando lei era piccola. Stava vedendo un parallelo nel tentativo di assassinio di suo marito? È preoccupata che la stessa cosa possa accadere qui?

Parlare della prima guerra mondiale, ci riporta all’anno 1917, quando la Madonna apparve a tre bambini il 13 di  sei mesi consecutivi, iniziando a maggio e terminando a ottobre. Fatima, dove la Madonna profetizzò che una guerra più grande avrebbe avuto luogo se le Sue richieste non fossero state ascoltate, e fedele alle Sue parole, la seconda guerra mondiale iniziò nel 1939. Fatima, che nacque all’ombra di una profezia data a Papa Leone XIII in cui ebbe una visione di Satana che chiedeva a Dio un periodo di 100 anni per mettere alla prova la Chiesa. Il fatto che Trump sia stato colpito il 13 luglio lo  collega agli eventi profetici di Fatima.

CI SCRIVONO

La First Lady Melania inizia col Padre Nostro il primo discorso di Trump come Presidente nel 2017

24 Maggio 2017: La First Lady degli Stati Uniti, Melania Trump, ha fatto visita ai piccoli pazienti del dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù. Due bambini hanno consegnato alla signora Trump un bouquet di fiori come benvenuto che la First Lady ha depositato ai piedi della statua della Madonna fermandosi qualche secondo in preghiera davanti alla statua della Madonna dei miracoli, che si trova proprio all’ingresso.
Al termine della visita, dopo aver firmato il libro degli ospiti ha voluto visitare la cappella dell’ospedale, dove ha acceso una candela e si è raccolta in preghiera, accompagnata da don Luigi Zucaro, il cappellano del Bambino Gesù.

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Padre Livio,

a proposito di Trump, ti rimando un video del 2017 in cui si vede che il primo comizio di Trump quando era diventato presidente, era stato aperto da sua moglie Melania con la recita del Padre Nostro e si sente in sottofondo la platea che anch’essa segue e recita la preghiera. 

Questo mi sembra un buon segno di speranza per il futuro. 

Ciao Flavio.

Caro Flavio,

non mi risulta che ci sia qualche altro Capo di stato che abbia fatto iniziare il suo mandato con la Preghiera che Gesù chi ha insegnato.

Non c’è dubbio che un forte supporto all’elezione di Trump sia venuto dall’America religiosa, sia cattolica che evangelica.

Infatti Trump è stato votato dal dal 56% dei cattolici, soprattutto per la sua posizione più restrittiva sull’aborto.

Preghiamo perché Trump si faccia guidare dallo Spirito cristiano di pace e di riconciliazione.

Lo stesso attentato dal quale è stato salvato (avvenuto il 13 Luglio, giorno della rivelazione di Fatima riguardo alla Russia nel 1917)) lo ha certamente reso più cosciente della gratitudine che deve a Dio.

Non si tratta tanto del compito di salvare l’America quanto di fare il possibile per la pace nel mondo.

Accanto a lui la First Lady Melania è una credente cattolica molto devota della Madonna. Certamente conosce Medjugorje essendo Lei originaria della Slovenia e questo non è un particolare di poco conto.

E’ sicuramente degno di attenzione che alla vigilia di eventi che mettono a rischio la stessa sopravvivenza del mondo gli Stati Uniti abbiano a capo una coppia di persone che non hanno vergogna di pregare in pubblico.

Questo è una lezione e un ammonimento per l’Europa e per l’Italia che una volta erano il giardino di Maria.

Ave Maria

Padre Livio

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