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Anno: 2024 Pagina 40 di 236

Siamo ritornati a casa da Medjugorje ritemprati anima e corpo.
Carissimo e amato Padre Livio,
infiniti auguri di buon compleanno che si elevano verso il Cielo.
Siamo rientrati da alcuni giorni da un pellegrinaggio a Medjugorje.
Avevamo un forte desiderio di andare in quel luogo santo nonostante i nostri gravi problemi di salute.
Ma la Regina della Pace ci ha accompagnati e protetti per tutto il viaggio che abbiamo fatto in solitaria in automobile.
Abbiamo constatato che è una terra benedetta, colma di grazie e di pace. Ci ha colpito molto le lunghe file di persone, nonostante i numerosi sacerdoti, che pazientemente aspettavano il loro turno
per il sacramento della confessione.
Siamo ritornati a casa ritemprati anima e corpo.
Lì abbiamo ricordato e pregato per te e per tutti.
Grazie di cuore per la tua costante presenza e dedizione che guida i nostri passi vacillanti nella Luce dello Spirito Santo sulla strada della conversione, santificazione e salvezza.
Consacriamo la nostra vita alla Vergine Maria invocando la grazia che ci accompagni, protegga, custodisca e benedica.
Che il Padre ci conceda ancora molti anni della tua preziosa presenza, e ti benedica tanto, tanto.
Sempre uniti nella preghiera, con riconoscenza e tanto affetto.
Pier Luigi e Anna da Verona
11 OVEMBRE 2024
“IO HO INTENZIONE DI STARE QUI FINO AL 2033….POI SI VEDRA'”
UNA BELLA BENEDIZIONE E’ QUELLO CHE CI VUOLE
La candelina accesa illumina l’attesa

Pensiero spirituale su come e quando spegnere la tentazione
Cari amici, è necessario fermare le tentazioni non appena si affacciano nella nostra mente. Se le affrontiamo fin dall’inizio sarà più semplice estirparle. Come una fiamma: se è piccola possiamo spegnerla facilmente, ma non appena la lasciamo diventare un fuoco abbiamo bisogno di aiuto. È un elemento con cui abbiamo a che fare continuamente perché la vita qui sulla Terra è tutta una tentazione.
La tentazione è un pensiero, un’immagine, uno stimolo, una seduzione, un veleno che ci viene presentato sotto forma di ristoro, un inganno che prima di entrare nel cuore deve passare per la mente. La tentazione è un male sotto colore di bene, come dice Santa Caterina da Siena, che ha come scopo quello di farci deviare dalla retta via. Vuole indurci al male, contro i Comandamenti di Dio e la Sua volontà. È una trappola che satana ci tende per farci deviare dalla via dalla salvezza e incamminarci lungo quella della rovina.
Questo pensiero è silenzioso e improvviso, come un serpe che striscia nella nostra mente e morde. È una falsa luce che danza davanti ai nostri occhi, invita a considerarla, esplorarla e coltivarla, come un piccolo germoglio che piano piano cresce sempre di più.
Ci sono tre fonti dalle quali derivano le tentazioni.
La prima è la nostra carne, ovvero la natura umana indebolita dal peccato originale. La concupiscenza – come viene chiamata dal Concilio di Trento – non è un peccato in sé ma spinge verso di esso. In nostro cuore inquinato è una fonte di tentazioni e di vizi che prendendo il sopravvento si rafforzano sempre di più. Perciò, la prima fonte siamo noi stessi. Attraverso la rinuncia e il digiuno, al quale ci invita la Regina della pace, riusciremo a non sfamare i vizi e quindi a estirparli più facilmente.
La seconda fonte è il mondo nel quale viviamo e che frequentiamo. Esso entra nella nostra mente, incomincia l’opera di inquinamento per arrivare a piegare il cuore al male. Dobbiamo stare attenti ai luoghi e alle persone che frequentiamo perché possono essere proprio loro a portarci sulla via del maligno. Non è facile trovare posti di aria pulita, ma non per questo dobbiamo farci influenzare dai falsi amici.
La terza fonte delle tentazioni è il demonio. Le anime ferree e salde nel bene si incarica lui personalmente di deviarle. Proprio come ha fatto con Gesù Cristo nel deserto, dove fu il diavolo in persona a tentarlo senza riuscirci. Coloro che sono più avanti nel cammino di santità, è la serpe infernale a prendersene cura. Egli è capace di sviare i personaggi più in vista così da portare alla caduta un numero maggiore di anime.
Oggi, la mancanza di umiltà, attenzione e vigilanza in questo mondo di vanità porta a essere facilmente circuiti e ingannati da satana. Quando si tratta di un sacerdote o di personaggi ancora più in vista, le cadute sono paurose, le anime sono innumerevoli e per rimediare dobbiamo fare una grande opera di preghiera di riparazione e protezione.
Quando la tentazione si appiccica alla mente, tutta l’ascetica, la mistica cristiane con tutti i loro rappresentanti di spirito, esortano a estirpare il pensiero fin dall’inizio. Per soffocare le tentazioni – come insegnano le scuole cristiane e dell’Oriente – bisogna dominare la mente. L’occhio della mente deve distogliersi dal pensiero, dalle immagini, dalla seduzione e quindi è importante rivolgerlo altrove. Molte volte non è risolutiva nemmeno la preghiera perché nel momento in cui smettiamo si ripresenta.
Ci sono molte tecniche a riguardo e modi semplici di distogliere il pensiero. Non appena ci si accorge che si sta coltivando la tentazione con la mente, bisogna pensare ad altro. Si può rivolgere l’attenzione alla bellezza della natura, la lettura di un libro, parlare con qualcuno come un sacerdote o confessarsi. L’obiettivo è far sì che la tentazione non si appropri della mente e di noi stessi. Altrimenti avviluppa l’uomo fino a che non diventa un’ossessione.
Tutto questo durerà finché Dio vuole, ma dopo tanto tempo che si resiste e si è decisi, il diavolo desiste e improvvisamente quel pensiero non disturba più, cade nell’oblio.
Essere perseveranti e tenaci fino a che satana rinuncia, ci rafforza fino a diventare delle fortezze che non riesce a espugnare.
Da: “Lettura cristiana della cronaca e della storia”
Lunedì 11 Novembre 2024
H. 9 : Diretta su Radio Maria – blogdipadrelivo.it – Facebook – YouTube (in differita)
LA TENTAZIONE VA SPENTA ALL’INZIO
La tentazione è un pensiero peccaminoso
Può venire dalla “carne”, dal mondo o dal demonio
Il pensiero si attacca alla mente per polarizzarla.
La sua forza si intensifica col passare del tempo
E’ necessario distogliere l’attenzione fin dal primo istante
Diversamente si appropria della mente e induce al male.
TRUMP A PUTIN: “FERMA L’ESCALATION IN UCRAINA”
Lo rivela il Washington Post, riperso subito dai portali ucraini, aggiungendo che il leader americano avrebbe comunicato dalla sua residenza in Florida e avrebbe suggerito al presidente russo di evitare di intensificare la guerra in vista della necessità di riportare la pace in Europa.
Lorenzo Cremonesi – Corriere della Sera – 11 Novembre 2024
L’OBBIETTIVO DELLA RUSSIA E’ LA CONQUISTA DELL’EUROPA
L’Europa è il cuore dei segreti
I due terzi del popolo russo abita in Europa
Sono i russi europei che si convertiranno alla cattolicesimo
BLOG
Melania Trump segue Medjugorje?
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di Lorenzo Cremonesi, inviato a Kiev – 11 Novembre 2024
Il Washington Post: prima telefonata tra i due. Battaglia di droni, chiusi due aeroporti a Mosca
DAL NOSTRO INVIATO
KIEV – Donald Trump parla al telefono con Vladimir Putin per la prima volta dalla sua vittoria elettorale e il tema è scontato: Ucraina. Come arrivare al cessate il fuoco, quali le condizioni della pace? Lo rivela il Washington Post, riperso subito dai portali ucraini, aggiungendo che il leader americano avrebbe comunicato dalla sua residenza in Florida e avrebbe suggerito al presidente russo di evitare di intensificare la guerra in vista della necessità di riportare la pace in Europa. I due avrebbero concordato sulla priorità di continuare i contatti e Trump sarebbe deciso a lavorare «per una veloce soluzione che porti alla fine della guerra in Ucraina». Secondo il quotidiano, Volodymyr Zelensky sarebbe stato informato della conversazione e non avrebbe espresso alcuna obiezione. Sembra che in questa fase i contatti diretti tra Trump e gli altri leader mondiali avvengano senza il sostegno del Dipartimento di Stato o alcun traduttore ufficiale.
Corre dunque veloce Trump, sembra mettere le mani avanti ben prima del suo insediamento ufficiale il 20 gennaio prossimo e mentre Joe Biden utilizza questo ultimo scorcio di mandato presidenziale per inviare nuovi aiuti militari a Kiev. Le cronache dai campi di battaglia non vedono alcuna tregua, tutt’altro, prevale l’intensificarsi degli attacchi russi. E ciò nonostante subiscano perdite gravissime. Secondo il capo di Stato maggiore britannico, ammiraglio Tony Radak, i morti e feriti quotidiani sarebbero circa 1.500. Il New York Times cita fonti militari americane e ucraine secondo le quali i russi avrebbero concentrato 50.000 soldati, inclusi migliaia di nordcoreani, per riconquistare l’enclave di Kursk. L’attacco potrebbe avvenire già nei prossimi giorni in concomitanza con l’inasprirsi delle avanzate nel Donbass. Fonti a Kiev segnalano che nella piccola enclave russa occupata ai primi di agosto e ormai ridotta a meno di 500 chilometri quadrati i soldati ucraini sarebbero oggi circa 25.000.
Si aggrava anche la sfida dei cieli. Droni contro droni, attacchi a «sciami» per confondere i radar nemici e colpire in profondità: russi e ucraini concordano nell’affermare che non si erano mai visti così tanti droni volare in poche ore dall’inizio della guerra quasi mille giorni fa. Il ministero della Difesa russo afferma che nella notte tra sabato e domenica ha abbattuto almeno 84 droni nemici. Nei suoi comunicati parla di «attacchi di massa sulle infrastrutture civili» in varie regioni del Paese. Un uomo è morto nel suo appartamento nella zona di Belgorod, poco lontano dal confine ucraino.
L’elemento di eccezionalità sta specialmente nei voli intensi nei cieli di Mosca: ieri hanno costretto le autorità locali a chiudere i due aeroporti internazionali di Sheremetyevo e Domodedovo. Vengono segnalati incendi. Almeno 14 voli diretti a Mosca sono stati dirottati all’aeroporto di Nizhnyi Novgorod, quasi 500 chilometri a Est della capitale. E cinque persone sono rimaste ferite dai rottami dei droni colpiti dalla contraerea nel quartiere moscovita di Ramenskoe e in un villaggio vicino. A detta dello Stato maggiore ucraino, i suoi attacchi hanno causato ingenti danni nei depositi russi di armi e munizioni a Bryansk.
I russi non stanno a guardare. Ancora a detta dei portavoce militari ucraini, l’altra notte almeno 145 droni nemici hanno colpito il Paese, di cui 62 sarebbero stati abbattuti. Vi sarebbero 5 feriti nella regione di Kharkiv e un altro a Odessa. «Abbiamo subito un attacco record», ha dichiarato Zelensky. Nelle ultime settimane i droni russi hanno ripetutamente bersagliato le città ucraine e le zone a ridosso del fronte nel Donbass. A Kiev non passa notte che non suonino gli allarmi. Ma più colpite, a causa della carenza di contraerea, sono la città di Kharkiv nel Nord-Est e Zaporizhzhia nel centro-Sud, dove anche i missili russi hanno causato diversi massacri.
Sono proprio i droni a caratterizzare tutte le fasi della guerra scatenata da Putin. Inizialmente dominavano gli ucraini con i Barakhtar turchi e quelli prodotti dalle loro fabbriche. Oggi sono arrivati alla produzione record di oltre un milione all’anno. Ma ormai i russi li hanno raggiunti e superati di gran lunga: nel solo mese di ottobre hanno sparato oltre duemila droni e continuano a migliorarli. Il nuovo modello Geran-2 è una versione molto più potente dello Shahed-36 iraniano: ha un raggio di mille chilometri e trasporta testate con 50 chili di esplosivo.
