DOMENICA 32.MA DEL TEMPO ORDINARIO

Cari amici di Radio Maria buona Domenica!

La Domenica è un dono di inestimabile valore, ma per comprenderlo dobbiamo guardarlo nella luce della fede.

E’ il giorno del Signore per eccellenza perché, risorgendo, ha sconfitto il male e la morte e ci ha aperto le porte del Paradiso.

Posta a compimento della settimana, la Domenica indica la meta della vita umana che va oltre la finitezza del tempo e si apre alla luce dell’eternità.

Ogni Domenica siamo chiamati dalla Chiesa a celebrare l’Eucaristia e così venire illuminati dalla Parola di Dio e nutriti dal Pane di vita, con la quale diventiamo una cosa con Cristo, tralci vivi e fruttiferi uniti alla Vite.

Per questo dobbiamo vivere la Domenica partecipando alla Santa Messa,  per dare testimonianza alla nostra identità di cristiani, in questo mondo senza luce e senza speranza.

Oggi il Vangelo ci riporta uno delle pagine universalmente conosciute, quella della povera vedova che fa la sua offerta al Tempio gettandovi due monetine, offrendo così tutto quello che aveva.

Gesù chiama i suoi discepoli e spiega loro che quella vedova aveva dato per il culto del Signore  tutto quello che aveva e quindi molto di più dei ricchi che vi gettavano molte monete, ma del loro superfluo.

Infatti davanti a Dio non conta ciò che gli uomini apprezzano, quindi la quantità di denaro, mentre disprezzano  l’elemosina del povero.

Il Signore guarda al cuore e all’amore con cui uno dona, con umiltà e generosità, fino a privarsi del necessario.

E’ indubbiamente un bene sostenere la Chiesa e le sue opere, perché possa compiere la sua missione di rendere gloria a Dio e diffondere il suo Regno.

Però tutto questo può essere offuscato se viene fatto per la proprio gloria e se mancano la necessaria discrezione e umiltà.

Non dobbiamo vergognarci   di fare l’elemosina quando vediamo che è necessaria e dobbiamo guardare a chi ha bisogno come se fosse Gesù a chiederci  aiuto.

Questo gesti fanno innanzi tutto bene a noi, perché rendono il cuore mite ed umile e ci abituano a vedere i bisogni e le miserie degli altri.

Quando si era più poveri c’era più condivisione e più compassione. Ora invece dobbiamo vigilare per non cadere nell’indifferenza che uccide l’anima.

Vostro Padre Livio

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Dal Vangelo secondo Marco
Mc 12,41-44
 
In quel tempo, Gesù, seduto di fronte al tesoro [nel tempio], osservava come la folla vi gettava monete. Tanti ricchi ne gettavano molte. Ma, venuta una vedova povera, vi gettò due monetine, che fanno un soldo.
 
Allora, chiamati a sé i suoi discepoli, disse loro: «In verità io vi dico: questa vedova, così povera, ha gettato nel tesoro più di tutti gli altri. Tutti infatti hanno gettato parte del loro superfluo. Lei invece, nella sua miseria, vi ha gettato tutto quello che aveva, tutto quanto aveva per vivere».

Parola del Signore