Grazie per la vostra numerosa partecipazione alla prima puntata, solo di poco inferiore alla diretta del mattino h 9 -10
L’appuntamento è per ogni giorno h 18.10 -19.10
VIVA IL CATECHISMO DELLA CHIESA CATTOLICA
Grazie per la vostra numerosa partecipazione alla prima puntata, solo di poco inferiore alla diretta del mattino h 9 -10
L’appuntamento è per ogni giorno h 18.10 -19.10
VIVA IL CATECHISMO DELLA CHIESA CATTOLICA

Pensiero spirituale sulla virtù della perseveranza per conseguire la salvezza
Cari amici, la virtù della perseveranza è un germoglio che cresce sul ramo della virtù della pazienza. Come dice Caterina da Siena, la pazienza è il midollo della carità e dell’amore. San Paolo dice che la virtù della perseveranza è importante perché chi persevererà fino alla fine sarà salvo. È una delle tematiche che emerge spesso nei Vangeli ed è cara a Gesù Cristo.
Quello che emerge in Gesù è la preoccupazione e lo dice attraverso la parabola dell’aratro: uno che ha in mano l’aratro e comincia a voltarsi indietro non è degno del regno di Dio. La perseveranza è quella virtù grazie alla quale noi otteniamo la salvezza.
Vorrei collocare questa virtù nella nostra situazione di discepoli della Gospa che hanno accolto la chiamata. La Madonna si lamenta perché molti che hanno accolto questa chiamata si sono stancati, lasciando tutto e ricominciando a fare la vita del mondo. Questa è la testimonianza di tanti, di essere stati a Medjugorje con grande fervore e pian piano la mondanità li ha riconquistati, avendo bisogno di una nuova riconversione. Si può vedere l’importanza di questa virtù.
È fondamentale perché il tempo della vita è un tempo di prova. Le prove della vita si susseguono fino all’ultimo istante, questo perché la vita è un tempo di prova per volontà di Dio che dà la possibilità al principe di questo mondo di giocare le sue carte. Come la Madonna ci ha ribadito più di una volta: satana non dorme. Quando si incomincia il cammino sulla via della salvezza, lui assedia in tutti i modi per far desistere dal cammino e voltarsi indietro.
I suoi due alleati sono la carne e il mondo. Quando si è sulla strada della preghiera, della fede, della mortificazione, della rinuncia al peccato, satana soffia prima di tutto sulla carne. I vizi rispuntano, come dei serpenti affamati che, se non vengono nutriti, iniziano a sibilare. Se decidiamo di cambiare vita, dobbiamo dire no a quello che il mondo offre, altrimenti le bocche fameliche dei vizi capitali iniziano a metterci in subbuglio, ad agitarci dall’interno e nella mente. Quello a cui abbiamo rinunciato appare una cosa che non si può proseguire oltre; quindi, bisogna ricominciare a mangiare le cose di prima, quell’effimero peccaminoso con il quale satana porta alla morte.
Propri in questo momento è necessaria la resistenza, cioè il combattimento spirituale. Una resistenza nell’attimo, nel dire no alla tentazione, rinunciare a satana, scacciare il diavolo e amare Gesù sopra ogni cosa. Sono momenti di combattimento spirituale paragonabili al Getsemani. Satana gioca molto su questo come ci testimonia l’autobiografia di Sant’Ignazio di Loyola, con un tipo di tentazione che satana gli rivolgeva. Improvvisamente il Santo aveva lasciato il mondo, ha voluto incominciare una vita di rinuncia. Il diavolo provocava Sant’Ignazio chiedendo come poteva riuscire a perseverare con tutte quelle rinunce, dicendo che non ci sarebbe mai riuscito. Questa era una tentazione che agitava il cuore di Sant’Ignazio, ma ha saputo dire “rinuncio”.
Il momento della resistenza è quello previsto dal Vangelo, quando si caccia via il diavolo, lui cerca i sette spiriti più forti di lui e ripropone l’assalto per riprendersi l’anima. C’è il momento della resistenza che è il momento del Getsemani, Gesù vince la sua battaglia quando chiede che sia allontanato quel calice di dolore e nel momento in cui dice: “Sia fatta la Tua volontà”, si alza fortificato per affrontare la Passione come sappiamo.
Così anche noi dobbiamo essere determinati nel momento del ritorno di satana quando cambiamo vita. Questa determinazione dobbiamo tenerla accesa e riproporla ogni giorno. Se nel primo assalto di satana si è stati forti e nel secondo vinci nuovamente, ci si fortifica ulteriormente e la terza volta si diventa ancora più forti. Andando avanti così – inanellando le vittorie con perseveranza – arriva il momento in cui ci si stabilizza nella virtù e nella decisione, satana non riesce ad agitarci e a metterci in questione. Si arriva in uno stato di fortezza che è la somma della propria volontà e la grazia di Dio, senza essere presuntuosi. Gesù ha detto: “Senza di me non potete fare nulla”.
La virtù della perseveranza è quella virtù che porta a ripetere la determinazione, istante per istante fino all’ultimo della vita, perché solo chi persevera fino alla fine sarà salvo.
La tentazione che ci rimprovera la Gospa è proprio quella che molti che si sono convertiti – anche grazie a Medjugorje – poi non hanno perseverato. Si sono di nuovo persi rendendo necessario una seconda conversione. Nel Messaggio del 25 aprile 2024 ha detto: «Satana è forte e ogni giorno la sua forza è sempre più forte attraverso coloro che hanno scelto la morte e l’odio». Quello che avviene per satana, che progressivamente acquisisce nuovi adepti e diventa sempre più forte, anche per noi è la medesima cosa. Man mano che moltiplichiamo le vittorie entriamo in una situazione di stabilità nel combattimento spirituale per cui le cadute diventano sempre più rare.
Vorrei sottolineare l’invito alla conversione: «Figlioli, siete ancora lontani. Perciò convertitevi sempre di nuovo e scegliete la via della santità e della speranza affinché Dio vi doni la pace in abbondanza» (25 maggio 2024). Questo per tutti coloro che hanno avuto la grazia di essere stati chiamati a Medjugorje e hanno dissipato la grazia. Ma è anche per noi che stiamo andando verso il tempo dei Segreti. Non sappiamo il suo inizio, anzi possiamo dire che è già cominciato perché lo vediamo nel mondo che va verso la Terza guerra mondiale. Nel mondo abbonda sempre più l’iniquità, la cattiveria, l’incredulità, l’odio verso Dio e verso il prossimo. È chiaro che il tempo dei Segreti si avvicina.
Ricordo i primi anni di Medjugorje con i fiumi di pellegrini che piano piano si sono diradati. Nell’insieme non hanno mantenuto le promesse, molti si sono disaffezionati, sono ritornati alle distrazioni del mondo. Ma adesso facciamo la figura delle vergini stolte che non avendo portato con sé l’olio, quando arriva lo sposo che ha tardato fino a mezzanotte, loro hanno le lampade spente. Così c’è il rischio che si arrivi nelle vicinanze del tempo dei Segreti, dove si danno appuntamento una serie di eventi per cui il mondo potrebbe esplodere da un momento all’altro. Rischiamo che dopo tanti anni ad aver seguito Medjugorje, ci siamo raffreddati, intiepiditi e non siamo pronti. È mancata la virtù della perseveranza, che è la virtù dei forti e il segno della solidità di una persona. Se una persona persevera nel fare il suo dovere, nelle sue convinzioni, nel servire Dio, nel lavorare per Lui, davanti al Padre ha una grandezza che il mondo non vede, ma Dio sì e sa che può affidare delle imprese difficili perché ha perseverato.
Chiediamo alla Madonna la grazia della virtù della pazienza, della fortezza e della perseveranza. Sono virtù fondamentali da praticare ogni giorno. Più si praticano, più si diventa forti, affidabili, persone che Dio può prendere al suo servizio per imprese sempre più grandi. Entriamo dunque in questa prospettiva perché la vita è breve e dobbiamo arrivare alla fine.
Se ci manca la preghiera, la grazia dello Spirito Santo e la forza di Dio – che si ottiene attraverso la preghiera continua – non arriviamo al traguardo.
Da: “Lettura cristiana della cronaca e della storia”

I consigli della veggente Mirjana per il tempo dei segreti
Ave Maria padre Livio,
In questi brani del libro “Il mio cuore trionferà”, Mirjana dice come prepararsi al tempo dei segreti...
“Mi chiedono come faccio a sopportare il peso dei segreti, ma spesso penso che siano gli altri, più che io, ad esserne preoccupati. Chi è preoccupato dei segreti non ha visto la Madonna e non conosce tutto il progetto di Dio – perché la Madonna viene qui o a cosa ci stia preparando. Ma se la tua vita è nelle Sue mani e Dio è nel tuo cuore, cosa può farti del male? Se costoro mi conoscessero e vedessero quanto mi piace ridere e scherzare, non avrebbero più paura dei segreti.
Chi conosce davvero l’amore di Dio dovrebbe essere pieno di gioia. Non ha senso parlare del futuro quando uno di noi potrebbe morire anche domani. La Madonna ce lo ricorda sempre nei suoi messaggi, come quando ha detto: “Figli miei, la vostra vita è solo un battito in confronto alla vita eterna”. Non posso rivelare molto sui segreti, ma posso dire questo: la Madonna ha deciso di cambiare il mondo. Non è venuta ad annunciare la nostra distruzione; è venuta per salvarci e con suo Figlio, trionferà sul male. Se la Madre nostra ha promesso di sconfiggere il male, di cosa dovremmo avere paura?…
…Perché avere paura di quello che potrebbe accadere domani se non sappiamo neanche cosa succederà fra un’ora? L’unica cosa da temere è il peccato, che ci separa da Dio. La paura del futuro e la paura dei segreti, ci rovina il tempo, già limitato, che viviamo su questa terra. Il tuo futuro potrebbe finire oggi. Dovremmo apprezzare la vita finché dura.
La Madonna, quindi, dicendoci che Medjugorje sarebbe stata il completamento di Fatima e che il suo cuore avrebbe trionfato, ci aveva dato un messaggio di speranza, non un messaggio triste. Ci ricordava che quando camminiamo con Lei non abbiamo nulla di cui preoccuparci. Ma anche ora la gente mi chiede come fare per prepararsi al tempo dei segreti: deve fare provviste di cibo? Trasferirsi in campagna e vivere di agricoltura? Comprare un’arma per proteggersi? Io rispondo così: “Sì, dovete procurarvi un’arma e usarla spesso” e a quel punto mostro il mio Rosario. “Questa è l’unica arma di cui avete bisogno. Ma funziona solo se la usate”.
—
Massimo
Caro Massimo,
la serenità con cui Mirjana parla dei segreti ovviamente è dovuto al fatto che vede la Madonna e ha ascoltato le sue parole di incoraggiamento e di speranza. Se non avesse visto la Madonna, ma avesse visto lo scenario di qualche segreto, probabilmente sarebbe anche lei nella nostra situazione di timore del futuro.
Padre Janko Bubalo racconta di aver domandato a Vicka per quale motivo durante l’apparizione era sbiancata, la veggente ha risposto: “Saresti sbiancato anche tu se avessi visto quello che ho visto io” (era l’ottavo segreto).
I segreti non sono bazzecole, ma sono permessi da Dio per cambiare il mondo che, diversamente, continuerebbe la sua corsa verso l’inferno.
Servono anche per cambiare la Chiesa che, come ha affermato San Giovanni Paolo II a Fulda, può rinnovarsi solo con una grande persecuzione, come già avvenuto in passato.
I veggenti conoscono tutti i segreti, salvo Vicka, Ivan e Marija che per ora ne conoscono solo nove, ma tutti affrontano il futuro con serenità, pur essendo padri e madri e persino nonni e nonne.
Anche noi possiamo fare la stessa cosa con la fiducia in Maria nostra Madre, che ci ha assicurato la sua benedizione per noi, i nostri figli e i figli di nostri figli.
Ad aver paura in quei giorni saranno quelli che hanno ostacolato la Madonna, negandone la presenza e irridendo suoi messaggi.
L’appuntamento è col primo segreto, proprio a Medjugorje, che scuoterà l’apatia del momento presente e svelerà i pensieri nascosti nei cuori.
Ave Maria
Padre Livio

COMMENTATO DA PADRE LIVIO
H 18.10-19.10 – DA MARTEDI 4 GIUGNO – OGNI GIORNO SOLO SUL BLOG
Puoi ritrovare i video trasmessi nel settore CATECHESI del Blog

Pensiero spirituale sul monito della Madonna: “Figlioli, siete ancora lontani” (25 maggio 2024)
Cari amici, l’espressione «Figlioli, siete ancora lontani» (25 maggio 2024) non deve essere ignorata, perché è una fotografia fatta dall’alto, cioè dalla Madonna che vede e scruta i cuori. Maria è preoccupata per la nostra situazione spirituale e per la salvezza eterna delle nostre anime che dipendono dalla risposta alla chiamata che danno i suoi Apostoli. Gli Apostoli del Suo amore sono lo strumento attraverso il quale la Gospa sta preparando la grande battaglia, per aiutare il mondo a liberarsi dal maligno, cioè da questa presa dell’odio e della guerra che il diavolo soffia ogni giorno. Vuole liberarci e farci entrare in una fase della Storia dove ci sia la pace con Dio, che è un dono che si effonde nei cuori e crea la pace fra gli uomini.
Questa espressione della Regina della pace vuol dire che siamo ancora lontani da quegli obiettivi che si propone. Lei vuole che i suoi Apostoli – come tante volte ci invita a fare – siano quegli strumenti attraverso i quali la speranza cristiana arrivi a quelli che non la conoscono. La speranza cristiana è la salvezza che viene da Gesù Cristo. Viene da questo dono che ci ha fatto Cristo in questo tempo particolare, che è il tempo di Maria e la sua presenza. Fin da Fatima, la Regina della pace, aveva preannunciato che alla fine di queste turbolenze del mondo contemporaneo – con due guerre mondiali, la scristianizzazione e le sofferenze immani dovute al peccato – Lei ci avrebbe portato a una vita nuova, che viene da Dio, è un Suo dono e ha bisogno dei suoi Apostoli per questo.
Quando la Madonna dice «Siete ancora lontani», si rivolge proprio a noi suoi Apostoli. Questo ci deve scuotere e spronare sulla via della santità e della speranza, in modo tale che il mondo abbia la pace in abbondanza. Questo passaggio, in questo momento, è ancora lontano da quello che Maria si propone, è ancora immerso nella mondanità, nelle preoccupazioni di questo mondo. Non è pronto a questo passaggio storico, non è pronto al momento di Dio, o forse non ha tenuto accesa la fiamma della chiamata che pian piano è diventato un lucino fulminante fino a spegnersi.
È quello che è successo agli Apostoli prima della Passione. Gesù li ha preparati per tre anni al compimento della sua missione, che era appunto la Sua morte redentrice. Hanno condiviso la vita con Gesù giorno e notte, le sue fatiche apostoliche e le sue persecuzioni. Nonostante ciò, quando c’è stato il piccolo trionfo della Domenica delle Palme, si sono fatti trascinare nella prospettiva della mondanità. Alla vigilia della Passione, litigavano per decidere chi fosse più grande nel regno del Messia, che loro già prospettavano su una base temporale e di messianismo terreno. Così sono arrivati al momento della Passione impreparati, sono fuggiti, caduti. Giuda il traditore è stato quel cuore duro che non si è convertito. Pietro nella sua debolezza e nel suo entusiasmo che non avrebbe mai tradito Gesù, non ha potuto evitare che non si verificasse la profezia del gallo. C’è stato solo San Giovanni con la Madonna presente nel venerdì mattina fino al compimento della Passione, con la morte e la sepoltura di Cristo. Mentre gli altri Apostoli erano fuggiti e nascosti, forse nel Cenacolo o in altre parti. Sappiamo che erano caduti in una crisi spirituale notevole. Anche quando le donne sono andate ad annunciare che il sepolcro era vuoto, non c’era il cadavere e che un angelo ha detto che era risorto, gli Apostoli facevano fatica a credere. Ci sono stati anche dei discepoli che non hanno creduto né dopo aver visto Gesù che è apparso a loro né nel momento dell’Ascensione.
Questo ci fa pensare molto. Quando si entra nell’ambito della fede, come è quella del Signore Risorto, quelli che credono non vedono un fantasma, ma Gesù vero. Quelli che non credono e dubitano, non lo vedono. Quando era vivo e faceva miracoli, ci credevano, dopo la sua Resurrezione molti hanno smesso di credere perché si entrava nel soprannaturale.
Così avviene anche oggi. La Regina della pace è qui da più di quarant’anni ormai, con apparizioni quotidiane che ci hanno accompagnato, rafforzato, fortificato spiritualmente, in questa grande battaglia per conservare la fede e per testimoniarla. Siamo arrivati alla soglia del tempo dei Segreti, che in realtà sono già cominciati, perché satana è al massimo della sua attività. La Gospa vede le truppe che sono come Annibale agli ozi di Capua, cioè impreparate. Lo dimostrano i Messaggi che negli ultimi tempi Maria ci porta, come il 25 marzo 2023 quando non ha ringraziato per aver risosto alla chiamata ma ha manifestato la sua sofferenza per la nostra situazione: «Cari figli! Questo tempo sia per voi il tempo della preghiera». Successivamente nei Messaggi ha sempre manifestato questa sua preoccupazione fino a parlare della zizzania: «La zizzania ha preso molti cuori e sono diventati sterili» (25 febbraio 2024). La Madonna si riferisce a quelle persone sulle quali contava e che si sono perse. Non conta quanti rispondono, ma quanti perseverano.
Ora la Regina della pace dice che siamo ancora lontani. Vuol dire che non siamo ancora pronti, come il 25 luglio 2019: «Figlioli, verranno le prove e voi non sarete forti ed il peccato regnerà, ma se siete miei, vincerete». Questa è una constatazione che non deve deprimerci o scoraggiarci, perché la Madonna ci invita a convertirci e a intraprendere il cammino di santità. Siamo ancora nel tempo di grazia in cui possiamo riprendere il cammino, rialzarci. Se abbiamo sbagliato strada possiamo cambiarla, se vaghiamo senza meta dobbiamo ritrovare la bussola che ci porta alla via di salvezza. Questa bussola è la preghiera.
C’è una preoccupazione crescente da parte della Gospa che riguarda proprio quelli che Lei ha chiamato e che vorrebbe all’altezza della situazione ma non lo sono. Dobbiamo darci da fare per esserlo. Dobbiamo scuoterci dal sonno stanco delle nostre anime, dobbiamo intensificare la preghiera, il fervore, la pratica della vita cristiana in modo tale da essere luce, testimonianza e pace, ovunque ci troviamo.
Guardiamo al cuore di Cristo che fiammeggia di amore, ma incoronato di spine per le offese, l’indifferenza, le tiepidezze, le ingiurie che ricevere quotidianamente e cerca anime presso le quali trovare ristoro. Anime che lo amino con generosità, con slancio, senza do ut des, un amore spassionato per Cristo. È la fonte eterna di felicità su questa Terra.
Da: “Lettura cristiana della cronaca e della storia”
Radio Maria ETS - Via Milano 12, 22036 Erba (Co) - CF 94023530150