
Pensiero spirituale sulla virtù della perseveranza per conseguire la salvezza
Cari amici, la virtù della perseveranza è un germoglio che cresce sul ramo della virtù della pazienza. Come dice Caterina da Siena, la pazienza è il midollo della carità e dell’amore. San Paolo dice che la virtù della perseveranza è importante perché chi persevererà fino alla fine sarà salvo. È una delle tematiche che emerge spesso nei Vangeli ed è cara a Gesù Cristo.
Quello che emerge in Gesù è la preoccupazione e lo dice attraverso la parabola dell’aratro: uno che ha in mano l’aratro e comincia a voltarsi indietro non è degno del regno di Dio. La perseveranza è quella virtù grazie alla quale noi otteniamo la salvezza.
Vorrei collocare questa virtù nella nostra situazione di discepoli della Gospa che hanno accolto la chiamata. La Madonna si lamenta perché molti che hanno accolto questa chiamata si sono stancati, lasciando tutto e ricominciando a fare la vita del mondo. Questa è la testimonianza di tanti, di essere stati a Medjugorje con grande fervore e pian piano la mondanità li ha riconquistati, avendo bisogno di una nuova riconversione. Si può vedere l’importanza di questa virtù.
È fondamentale perché il tempo della vita è un tempo di prova. Le prove della vita si susseguono fino all’ultimo istante, questo perché la vita è un tempo di prova per volontà di Dio che dà la possibilità al principe di questo mondo di giocare le sue carte. Come la Madonna ci ha ribadito più di una volta: satana non dorme. Quando si incomincia il cammino sulla via della salvezza, lui assedia in tutti i modi per far desistere dal cammino e voltarsi indietro.
I suoi due alleati sono la carne e il mondo. Quando si è sulla strada della preghiera, della fede, della mortificazione, della rinuncia al peccato, satana soffia prima di tutto sulla carne. I vizi rispuntano, come dei serpenti affamati che, se non vengono nutriti, iniziano a sibilare. Se decidiamo di cambiare vita, dobbiamo dire no a quello che il mondo offre, altrimenti le bocche fameliche dei vizi capitali iniziano a metterci in subbuglio, ad agitarci dall’interno e nella mente. Quello a cui abbiamo rinunciato appare una cosa che non si può proseguire oltre; quindi, bisogna ricominciare a mangiare le cose di prima, quell’effimero peccaminoso con il quale satana porta alla morte.
Propri in questo momento è necessaria la resistenza, cioè il combattimento spirituale. Una resistenza nell’attimo, nel dire no alla tentazione, rinunciare a satana, scacciare il diavolo e amare Gesù sopra ogni cosa. Sono momenti di combattimento spirituale paragonabili al Getsemani. Satana gioca molto su questo come ci testimonia l’autobiografia di Sant’Ignazio di Loyola, con un tipo di tentazione che satana gli rivolgeva. Improvvisamente il Santo aveva lasciato il mondo, ha voluto incominciare una vita di rinuncia. Il diavolo provocava Sant’Ignazio chiedendo come poteva riuscire a perseverare con tutte quelle rinunce, dicendo che non ci sarebbe mai riuscito. Questa era una tentazione che agitava il cuore di Sant’Ignazio, ma ha saputo dire “rinuncio”.
Il momento della resistenza è quello previsto dal Vangelo, quando si caccia via il diavolo, lui cerca i sette spiriti più forti di lui e ripropone l’assalto per riprendersi l’anima. C’è il momento della resistenza che è il momento del Getsemani, Gesù vince la sua battaglia quando chiede che sia allontanato quel calice di dolore e nel momento in cui dice: “Sia fatta la Tua volontà”, si alza fortificato per affrontare la Passione come sappiamo.
Così anche noi dobbiamo essere determinati nel momento del ritorno di satana quando cambiamo vita. Questa determinazione dobbiamo tenerla accesa e riproporla ogni giorno. Se nel primo assalto di satana si è stati forti e nel secondo vinci nuovamente, ci si fortifica ulteriormente e la terza volta si diventa ancora più forti. Andando avanti così – inanellando le vittorie con perseveranza – arriva il momento in cui ci si stabilizza nella virtù e nella decisione, satana non riesce ad agitarci e a metterci in questione. Si arriva in uno stato di fortezza che è la somma della propria volontà e la grazia di Dio, senza essere presuntuosi. Gesù ha detto: “Senza di me non potete fare nulla”.
La virtù della perseveranza è quella virtù che porta a ripetere la determinazione, istante per istante fino all’ultimo della vita, perché solo chi persevera fino alla fine sarà salvo.
La tentazione che ci rimprovera la Gospa è proprio quella che molti che si sono convertiti – anche grazie a Medjugorje – poi non hanno perseverato. Si sono di nuovo persi rendendo necessario una seconda conversione. Nel Messaggio del 25 aprile 2024 ha detto: «Satana è forte e ogni giorno la sua forza è sempre più forte attraverso coloro che hanno scelto la morte e l’odio». Quello che avviene per satana, che progressivamente acquisisce nuovi adepti e diventa sempre più forte, anche per noi è la medesima cosa. Man mano che moltiplichiamo le vittorie entriamo in una situazione di stabilità nel combattimento spirituale per cui le cadute diventano sempre più rare.
Vorrei sottolineare l’invito alla conversione: «Figlioli, siete ancora lontani. Perciò convertitevi sempre di nuovo e scegliete la via della santità e della speranza affinché Dio vi doni la pace in abbondanza» (25 maggio 2024). Questo per tutti coloro che hanno avuto la grazia di essere stati chiamati a Medjugorje e hanno dissipato la grazia. Ma è anche per noi che stiamo andando verso il tempo dei Segreti. Non sappiamo il suo inizio, anzi possiamo dire che è già cominciato perché lo vediamo nel mondo che va verso la Terza guerra mondiale. Nel mondo abbonda sempre più l’iniquità, la cattiveria, l’incredulità, l’odio verso Dio e verso il prossimo. È chiaro che il tempo dei Segreti si avvicina.
Ricordo i primi anni di Medjugorje con i fiumi di pellegrini che piano piano si sono diradati. Nell’insieme non hanno mantenuto le promesse, molti si sono disaffezionati, sono ritornati alle distrazioni del mondo. Ma adesso facciamo la figura delle vergini stolte che non avendo portato con sé l’olio, quando arriva lo sposo che ha tardato fino a mezzanotte, loro hanno le lampade spente. Così c’è il rischio che si arrivi nelle vicinanze del tempo dei Segreti, dove si danno appuntamento una serie di eventi per cui il mondo potrebbe esplodere da un momento all’altro. Rischiamo che dopo tanti anni ad aver seguito Medjugorje, ci siamo raffreddati, intiepiditi e non siamo pronti. È mancata la virtù della perseveranza, che è la virtù dei forti e il segno della solidità di una persona. Se una persona persevera nel fare il suo dovere, nelle sue convinzioni, nel servire Dio, nel lavorare per Lui, davanti al Padre ha una grandezza che il mondo non vede, ma Dio sì e sa che può affidare delle imprese difficili perché ha perseverato.
Chiediamo alla Madonna la grazia della virtù della pazienza, della fortezza e della perseveranza. Sono virtù fondamentali da praticare ogni giorno. Più si praticano, più si diventa forti, affidabili, persone che Dio può prendere al suo servizio per imprese sempre più grandi. Entriamo dunque in questa prospettiva perché la vita è breve e dobbiamo arrivare alla fine.
Se ci manca la preghiera, la grazia dello Spirito Santo e la forza di Dio – che si ottiene attraverso la preghiera continua – non arriviamo al traguardo.
Da: “Lettura cristiana della cronaca e della storia”