"VI SUPPLICO: CONVERTITEVI!" (REGINA DELLA PACE-MEDJUGORJE)

Anno: 2024 Pagina 130 di 236

UNO SGUARDO DI FEDE SULL’ATTUALITA’

Pensiero spirituale su: “L’uomo creato a immagine di Dio” (C.C.C. 355-361)

“355: «Dio creò l’uomo a sua immagine; a immagine di Dio lo creò; maschio e femmina li creò» (Gn 1,27). L’uomo, nella creazione, occupa un posto unico: egli è «a immagine di Dio» (I); nella sua natura unisce il mondo spirituale e il mondo materiale (II); è creato «maschio e femmina» (III); Dio l’ha stabilito nella sua amicizia (IV)” (Catechismo della Chiesa cattolica).

Cari amici, la mentalità pseudoscientifica comune dà per scontato che siamo frutto dell’evoluzione animale. Questa mentalità non fa parte del patrimonio dell’umanità, perché le culture di tutti i popoli hanno sempre pensato all’uomo come un essere a due dimensioni: spirituale e materiale. Molte culture sono arrivate anche ad affermare la spiritualità e l’immortalità dell’anima, come le popolazioni indoeuropee, i greci, i romani e gli indù. Il solo fatto della sepoltura dei morti – che è tipica della storia umana – indica una fede nella sopravvivenza.

Questa riduzione dell’uomo a materia è tipica del nostro tempo, della società consumistica, del mercato che ha bisogno di consumatori e di ridurre l’uomo al suo stomaco. È una falsità che contraddice le esperienze che facciamo di noi stessi a livello dell’interiorità, delle domande sul senso della vita e dei desideri più profondi come la felicità, l’amore, la verità.

È molto importante l’antropologia cristiana: è sapere quello che Dio ha rivelato di noi stessi, un coronamento all’indagine della ragione. Dire che l’uomo ha un’anima spirituale immortale, è un obiettivo raggiunto da tante riflessioni filosofiche precedenti al Cristianesimo. L’antropologia cristiana spiega come Dio ha creato l’uomo e l’ha elevato in grazia, prima ancora della caduta originale. Il progetto dell’Onnipotente è molto più elevato e rivela l’esperienza che ognuno percepisce in modo diverso per sentimenti, riflessioni, profondità e capacità di decidere.

Gli insegnamenti del Catechismo della Chiesa cattolica danno una grande luce sull’antropologia cristiana. Si distingue la loro verità perché riflettono le nostre esperienze personali del corpo, della psiche e dell’anima. Senza tralasciare quella punta dell’anima che è l’elevazione che ci rende capaci di Dio e di essere Sua dimora.

Riporto di seguito alcuni punti del Catechismo della Chiesa cattolica:

356: Di tutte le creature visibili, soltanto l’uomo è «capace di conoscere e di amare il proprio Creatore»; «è la sola creatura che Dio abbia voluto per se stesso»; soltanto l’uomo è chiamato a condividere, nella conoscenza e nell’amore, la vita di Dio. A questo fine è stato creato ed è questa la ragione fondamentale della sua dignità.

«Quale fu la ragione che tu ponessi l’uomo in tanta dignità? Certo l’amore inestimabile con il quale hai guardato in te medesimo la tua creatura e ti sei innamorato di lei; per amore infatti tu l’hai creata, per amore tu le hai dato un essere capace di gustare il tuo Bene eterno».

Non c’è nessun altro al di fuori dell’uomo – nel mondo visibile – che possa conoscere e amare il proprio Creatore. Tutto il mondo è orientato all’uomo, solo lui è il valore che non può mai essere sacrificato alle cose, ma tutte le cose possono essere sacrificate all’uomo.

L’uomo è stato creato per conoscere e amare Dio. Questa è la ragione della grandezza per la quale è stato creato: con un’anima spirituale e immortale capace con l’intelletto di conoscere Dio e con la volontà di amarlo sopra ogni cosa. La dignità è massima, perché l’uomo si riflette nella natura di Dio.

357: Essendo ad immagine di Dio, l’individuo umano ha la dignità di persona; non è soltanto qualche cosa, ma qualcuno. È capace di conoscersi, di possedersi, di liberamente donarsi e di entrare in comunione con altre persone; è chiamato, per grazia, ad un’alleanza con il suo Creatore, a dargli una risposta di fede e di amore che nessun altro può dare in sua sostituzione.

La persona è un soggetto capace di intendere e di volere. È dotata di autocoscienza e autodecisione. Siamo stati creati in questa grande dignità per un rapporto di amore con Dio.

358: Dio ha creato tutto per l’uomo, ma l’uomo è stato creato per servire e amare Dio e per offrirgli tutta la creazione:

«Qual è dunque l’essere che deve venire all’esistenza circondato di una tale considerazione? È l’uomo, grande e meravigliosa figura vivente, più prezioso agli occhi di Dio dell’intera creazione: è l’uomo, è per lui che esistono il cielo e la terra e il mare e la totalità della creazione, ed è alla sua salvezza che Dio ha dato tanta importanza da non risparmiare, per lui, neppure il suo Figlio unigenito. Dio, infatti, non ha mai cessato di tutto mettere in atto per far salire l’uomo fino a sé e farlo sedere alla sua destra»

San Paolo disse: “Omnia vestra sunt”, “Tutte le cose sono vostre”. L’uomo non deve commettere l’errore dei servitori che hanno ucciso il figlio del padrone della vigna e si sono impadroniti di essa. Tutto è stato creato per l’uomo, ma Dio ha dato il compito di amarlo, servirlo e di offrirgli tutta la Creazione. Dio ha elevato l’uomo a tale altezza da farlo sedere alla sua destra.

359: «In realtà solamente nel mistero del Verbo incarnato trova vera luce il mistero dell’uomo»:

«Il beato Apostolo ci ha fatto sapere che due uomini hanno dato principio al genere umano: Adamo e Cristo. […] Il primo uomo, Adamo, – dice – divenne un essere vivente, ma l’ultimo Adamo divenne spirito datore di vita. Quel primo fu creato da quest’ultimo, dal quale ricevette l’anima per vivere. […] Il secondo Adamo plasmò il primo e gli impresse la propria immagine. E così avvenne poi che egli ne prese la natura e il nome, per non dover perdere ciò che egli aveva fatto a sua immagine. C’è un primo Adamo e c’è un ultimo Adamo. Il primo ha un inizio, l’ultimo non ha fine. Proprio quest’ultimo, infatti, è veramente il primo, dal momento che dice: “Sono io, io solo, il primo e anche l’ultimo”»

Dio ha creato l’uomo in tanta dignità perché ha voluto farsi uomo, ha voluto condividere con lui l’umanità, così che condividessimo con Lui la sua divinità. Dio ci ha creati in tanta grande dignità per poterlo conoscere e amare con l’intelligenza e la volontà. La dignità è finalizzata all’unione con il Verbo incarnato per partecipare alla divinità.

360: A motivo della comune origine il genere umano forma una unità. Dio infatti «creò da uno solo tutte le nazioni degli uomini» (At 17,26):

«Meravigliosa visione che ci fa contemplare il genere umano nell’unità della sua origine in Dio […]; nell’unità della sua natura, composta ugualmente presso tutti di un corpo materiale e di un’anima spirituale; nell’unità del suo fine immediato e della sua missione nel mondo; nell’unità del suo “habitat”: la terra, dei cui beni tutti gli uomini, per diritto naturale, possono usare per sostentare e sviluppare la vita; nell’unità del suo fine soprannaturale: Dio stesso, al quale tutti devono tendere; nell’unità dei mezzi per raggiungere tale fine; […] nell’unità del suo riscatto operato per tutti da Cristo».

Questo punto è una descrizione di tutto il piano divino. Il progetto di Dio non è a servizio di un popolo, ma di tutta l’umanità nella sua totalità. Dal primo Adamo derivano tutti gli uomini, nel secondo Adamo – in Cristo – tutti sono stati redenti e vengono glorificati. La glorificazione passa per la loro volontà e decisione.

361: «Questa legge di solidarietà umana e di carità», senza escludere la ricca varietà delle persone, delle culture e dei popoli, ci assicura che tutti gli uomini sono veramente fratelli.

Al di là delle varie identità culturali ed etniche, c’è un’unità del genere umano. Tutte le varietà sono all’interno di un ‘unica natura, quella umana. Inoltre siamo tutti redenti dal Sangue di Cristo, chiamati alla vita eterna, in modo tale da essere tutti fratelli, come è l’insegnamento del Magistero. Coloro che credono in Cristo sono fratelli anche sul piano soprannaturale , gli altri sono chiamati ad esserlo.

Da: “Lettura cristiana della cronaca e della storia”

🔴LIVE🔴Cercate il volto di mio figlio – Catechesi a cura di Padre Livio – puntata 14

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🔴LIVE🔴LETTURA CRISTIANA DELLA CRONACA E DELLA STORIA

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☕️IL CAFFEINO QUOTIDIANO DI P. LIVIO☕️

LETTURA CRISTIANA DELLA CRONACA E DELLA STORIA

Mercoledì 3 Luglio 2024

Diretta su Radio Maria – blogdipadrelivio.it – facebook – You tube ( in differita)

L’UOMO CREATO A IMMAGNE DI DIO ( C.C.C. 355-361)

E’ necessario reagire alla riduzione dell’uomo a un animle

Di tutte le creature visibili, soltanto l’uomo è « capace di conoscere e di amare il proprio Creatore »;  « è la sola creatura che Dio abbia voluto per se stesso »;  soltanto l’uomo è chiamato a condividere, nella conoscenza e nell’amore, la vita di Dio. A questo fine è stato creato ed è questa la ragione fondamentale della sua dignità.

LA TRATTATIVA PER L’UCRAINA DOPO LE ELEZION USA?

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La terza rinnovazione del mondo (Venerabile Luisa Piccarreta): Un riferimento al 2033?

Buongiorno Padre Livio, innanzitutto la ringrazio per tutto quello che ha fatto , che sta facendo e che farà a Radio Maria per la edificazione delle nostre anime. Le scrivo perché alla radio ha spesso nominato che il 2033 potrebbe essere una possibile data entro la quale si compiranno i 10 segreti di Medjugorje. Leggendo gli scritti di Luisa Piccarreta ho notato una stretta coincidenza con quella data, perché Gesù disse a Luisa che ogni 2000 anni Lui rinnova il mondo e l’ anno 2033 è proprio 2000 anni dopo la sua venuta sulla terra. 

Gianni

Gesù a Luisa: “Figlia diletta mia, voglio farti sapere l’ordine della mia Provvidenza. Nel corso di ogni duemila anni ho rinnovato il mondo. Nei primi duemila lo rinnovai col Diluvio. Nei secondi duemila lo rinnovai con la mia venuta sulla terra, in cui manifestai la mia Umanità, da cui, come da tante fessure, traluceva la mia Divinità, e i buoni e gli stessi santi dei secondi duemila anni, sono vissuti dei frutti della mia Umanità e a lambicco hanno goduto della mia Divinità. Ora siamo in circa al termine del terzo duemila anni e ci sarà una terza rinnovazione. Ecco perché lo scompiglio generale: non è altro che il preparativo alla terza rinnovazione.

E se nella seconda rinnovazione manifestai ciò che faceva e soffriva la mia Umanità e pochissimo ciò che operava la Divinità, ora, in questa terza rinnovazione, dopo che la terra sarà purgata e in gran parte distrutta la generazione presente, sarò ancora più largo con le creature e compirò la rinnovazione col manifestare ciò che faceva la mia Divinità nella mia Umanità, come agiva il mio Volere Divino col mio volere umano, come tutto restava concatenato in Me, come tutto facevo e rifacevo, e anche un pensiero di ciascuna creatura era rifatto da Me e suggellato col mio Volere Divino. Il mio Amore vuole sfogo e vuol far conoscere gli eccessi che operava la mia Divinità nella mia Umanità a pro delle creature, che superano di gran lunga gli eccessi che operava esternamente la mia Umanità.” 


Caro Gianni,

questa straordinaria visione della storia, nella quale agisce la mano paterna di Dio per purificare il mondo, deve ovviamente  essere intesa in termini di epoche spirituali e sta a significare come ad ogni prevalere del male Dio interviene per manifestare la sua misericordia.

Quella che ci riguarda da vicino è ovviamente la terza epoca, quella  che noi stiamo vivendo  e che è contrassegnata da una esplosione del male come mai era avvenuto prima, secondo quanto ci ha rivelato la Regina della pace. Infatti “Satana è forte  ogni giorno la sua forza è sempre più forte attraverso coloro che hanno scelto la morte e l’odio” ( 25 aprile 2024).

Questa terza epoca vedrà una straordinaria manifestazione dell’Amore di Dio attraverso la santa umanità di Cristo, come mai era avvenuto prima, e noi saremo introdotti nella contemplazione del mistero di Cristo, attraverso la conoscenza di come operava il suo Volere Divino col suo volere umano.

Sarà quindi necessaria una grande elevazione spirituale, che tuttavia si realizzerà attraverso una radicale purificazione, opera dello Spirito Santo e, nel medesimo tempo, attraverso una selezione dei cuori, in quanto la terra sarà purgata e in gran parte distrutta la generazione presente.

Questa rivelazione mistica, insieme e numerose altre, ci svelano un futuro che va oltre ogni nostra immaginazione, ma del quale saremmo protagonisti nel bene o nel male. Per questo motivo la Madonna è qui da così tanto tempo al fine di preparare questa necessaria palingenesi della storia.

Ave Maria

Padre Livio

🔴LIVE🔴 INCONTRO CON VICKA VEGGENTE DI MEDJUGORJE – a cura di P.LIVIO – Agosto 2005

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🔴LIVE🔴 CATECHISMO DELLA CHIESA CATTOLICA – Puntata 29 – LO SPIRITO SANTO E LA SACRA SCRITTURA – IL CANONE DELLE SCRITTURE

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UNO SGUARDO DI FEDE SULL’ATTUALITA’

Pensiero spirituale sull’Atto di dolore perfetto che cancella i peccati

Cari amici, come cristiani siamo chiamati costantemente a vivere in grazia di Dio. Se non ci sono peccati gravi sulla nostra anima, siamo come quei tralci verdi che – uniti alla vite – producono molto frutto. Se la grazia della comunione con Cristo viene compromessa con un peccato grave, diventiamo tralci secchi, infruttuosi e non meritiamo più la vita eterna. Possiamo, però, pregare per avere la grazia della conversione. È molto importante vivere costantemente in grazia di Dio.

Molti si pongono il problema di una caduta grave, sia per la materia che per la volontà e la malizia che ci mettiamo. Se una persona muore in stato di peccato grave impenitente – come dice il Catechismo della Chiesa cattolica – si autocondanna all’inferno. Vivere costantemente in grazia di Dio – secondo l’esortazione della tradizione spirituale cristiana – è uno degli obiettivi principali di chi vuole fare un cammino verso la via della salvezza.

Per svariati motivi, ci sono circostanze in cui non è possibile confessarsi. Quando entriamo in una situazione di peccato grave, perdiamo la grazia e l’unione con Cristo. La teologia – fin dai tempi di San Tommaso d’Aquino – insegna che si può riacquistare chiedendo perdono a Dio, riconquistando anche lo stato di grazia santificante. Molte volte, si tratta di peccati di debolezza, ovvero quelle forme di tentazione con cui satana ci incanta. Nel momento in cui ci rendiamo conto del peccato commesso, la coscienza incomincia a rimordere, facendo comprendere il danno che abbiamo fatto a noi stessi e anche agli altri.

Ritornare in grazia di Dio è un obiettivo preminente e importante per la propria vita. Perciò, se non si è nella possibilità di confessarsi in tempi brevi, è possibile compiere un Atto di dolore perfetto, come dice l’insegnamento di San Tommaso d’Aquino e il Catechismo della Chiesa Cattolica.

La contrizione o Atto di dolore perfetto e l’attrizione.

La contrizione – o Atto di dolore perfetto – è il dispiacere di aver peccato, di aver offeso Dio infinitamente buono e degno di essere amato sopra ogni cosa. È quella formulazione verbale a cui deve corrispondere un atteggiamento interiore che comunemente recitiamo quando facciamo il Sacramento della Confessione: “Mio Dio, mi pento e mi dolgo con tutto il cuore dei miei peccati, perché peccando ho meritato i tuoi castighi”. Fino a questo punto siamo in un Atto di dolore imperfetto, perché ci pentiamo per timore del castigo.

“e molto più perché ho offeso te, infinitamente buono e degno di essere amato sopra ogni cosa”. In questo passo si entra in una dimensione più elevata. Ci pentiamo perché abbiamo offeso Dio, perché non abbiamo corrisposto il Suo amore.

Per avere un Atto di dolore perfetto bisogna chiedere a Dio la grazia della contrizione del cuore, del dispiacere di averlo offeso, del non aver corrisposto al Suo amore. Guardare al Crocifisso ci farà bene, ci aiuterà ad elevare il livello del nostro dolore e non temere soltanto il purgatorio o l’inferno per le nostre infedeltà.

Quando recitiamo un Atto di dolore perfetto dopo aver peccato, la coscienza si risveglia e ci fa sperimentare l’amarezza stessa del peccato. Nella preghiera presentiamo a Dio un cuore contrito, come quello di Davide che si esprime per i delitti che ha commesso nel Salmo 50: “Crea in me, o Dio, un cuore puro, rinnova in me uno spirito saldo”.

Nel momento in cui si ha la grazia della volontà di fare un Atto di dolore perfetto, il peccato mortale viene cancellato e perdonato. Cosicché dovessimo morire in quel momento saremo salvi. Però, il Catechismo della Chiesa cattolica precisa che – nell’esporre a Dio tutto il dispiacere per averlo offeso e avendo ottenuto il perdono di Dio con questo Atto di dolore perfetto – devo aggiungere anche il proposito di confessarmi non appena possibile. Il peccato viene rimesso in vista della confessione. È molto importante perché siamo una civiltà mobile, pertanto quando si pecca è difficile trovare quel tempo necessario per fare una buona Confessione. Bisogna trovare il tempo di preghiera in cui mettersi spiritualmente davanti alla Croce. Con l’Atto di dolore perfetto viene rimesso il peccato e tutti i peccati gravi che abbiamo fatto, purché tutto questo sia presentato a Dio con dispiacere, per non aver corrisposto al suo amore e ci sia il proposito della Confessione.

A questo riguardo vi propongo i punti del Catechismo della Chiesa cattolica a riprova che si tratta di un inserimento ufficiale della Chiesa e non soltanto di un teologo, è un magistero autorevole.

I punti 1451-1452-1453 sono tre punti della Chiesa cattolica che chiariscono molto bene quanto scritto sopra. Siamo in quella parte dell’insegnamento della Chiesa riguardo il Sacramento della Confessione che riguarda gli Atti del penitente:

1451: Tra gli atti del penitente, la contrizione occupa il primo posto. Essa è «il dolore dell’animo e la riprovazione del peccato commesso, accompagnati dal proposito di non peccare più in avvenire». Se dopo aver commesso un peccato grave vi è la contrizione, quindi pentirsi seriamente, allora il peccato viene rimesso. Vuol dire avere il dolore e la riprovazione per il peccato commesso accompagnato dal proposito di non farlo mai più.

È importante distinguere la contrizione dall’attrizione perché con il dolore perfetto si ottiene l’assoluzione del peccato prima ancora di confessarsi; con l’attrizione non si ottiene il perdono dei peccati a meno che non ci si trovi nel Sacramento della Confessione. In questo caso è sufficiente l’attrizione cioè la paura dei castighi di Dio, dell’inferno o il dispiacere per le conseguenze nefaste dovute al peccato. Con l’attrizione non si può ottenere la cancellazione del peccato, senza la Confessione. Questa distinzione implica quelle sfumature dell’animo umano a cui Dio è molto attento. Egli vuole sapere se il cuore è sensibile all’amore che Lui dà oppure come nel caso dell’attrizione se è orientato su se stesso.

1452: “Quando proviene dall’amore di Dio amato sopra ogni cosa, la contrizione è detta «perfetta» (contrizione di carità). Tale contrizione rimette le colpe veniali; ottiene anche il perdono dei peccati mortali, qualora comporti la ferma risoluzione di ricorrere, appena possibile, alla confessione sacramentale.” Se si esclude la Confessione sacramentale non viene rimesso il peccato mortale.

1453: “La contrizione detta «imperfetta» (o «attrizione») è, anch’essa, un dono di Dio, un impulso dello Spirito Santo. Nasce dalla considerazione della bruttura del peccato o dal timore della dannazione eterna e delle altre pene la cui minaccia incombe sul peccatore (contrizione da timore). Quando la coscienza viene così scossa, può aver inizio un’evoluzione interiore che sarà portata a compimento, sotto l’azione della grazia, dall’assoluzione sacramentale. Da sola, tuttavia, la contrizione imperfetta non ottiene il perdono dei peccati gravi, ma dispone a riceverlo nel sacramento della Penitenza”. Con il dolore imperfetto non si ottiene la remissione del peccato, però è un presupposto con il quale – accostandosi al Sacramento della Confessione – questa contrizione può elevarsi fino a concedere la remissione dei peccati.

Facendo entrare nella propria vita spirituale questi passaggi, si arriva al tempo della morte preparati a ricevere l’abbraccio di Cristo. San Tommaso dice che la contrizione perfetta non rimette soltanto i peccati veniali e mortali ma anche le pene connesse al peccato che si dovrebbero scontare in purgatorio. La Madonna a Medjugorje ha detto che se una persona prima di morire si confessa e riceve la Comunione, nonostante abbia commesso delle gravi colpe nella sua vita, può andare direttamente in Paradiso.

Sono insegnamenti di grande importanza perché salvare l’anima è l’unica cosa che conta, tutto il resto si può dimenticare. Se si è in Paradiso si ha ottenuto tutto, se si è all’inferno si è perso tutto, in purgatorio si deve patire la purificazione per andare in Paradiso.

Tendiamo – con impegno e quotidianamente – alla salvezza e alla purificazione delle nostre anime e aiutiamo gli altri ad avere questa priorità assoluta nella vita.

Da: “Lettura cristiana della cronaca e della storia”

🔴LIVE🔴Cercate il volto di mio figlio – Catechesi a cura di Padre Livio – puntata 13

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