Pensiero spirituale su: “L’uomo creato a immagine di Dio” (C.C.C. 355-361)

“355: «Dio creò l’uomo a sua immagine; a immagine di Dio lo creò; maschio e femmina li creò» (Gn 1,27). L’uomo, nella creazione, occupa un posto unico: egli è «a immagine di Dio» (I); nella sua natura unisce il mondo spirituale e il mondo materiale (II); è creato «maschio e femmina» (III); Dio l’ha stabilito nella sua amicizia (IV)” (Catechismo della Chiesa cattolica).

Cari amici, la mentalità pseudoscientifica comune dà per scontato che siamo frutto dell’evoluzione animale. Questa mentalità non fa parte del patrimonio dell’umanità, perché le culture di tutti i popoli hanno sempre pensato all’uomo come un essere a due dimensioni: spirituale e materiale. Molte culture sono arrivate anche ad affermare la spiritualità e l’immortalità dell’anima, come le popolazioni indoeuropee, i greci, i romani e gli indù. Il solo fatto della sepoltura dei morti – che è tipica della storia umana – indica una fede nella sopravvivenza.

Questa riduzione dell’uomo a materia è tipica del nostro tempo, della società consumistica, del mercato che ha bisogno di consumatori e di ridurre l’uomo al suo stomaco. È una falsità che contraddice le esperienze che facciamo di noi stessi a livello dell’interiorità, delle domande sul senso della vita e dei desideri più profondi come la felicità, l’amore, la verità.

È molto importante l’antropologia cristiana: è sapere quello che Dio ha rivelato di noi stessi, un coronamento all’indagine della ragione. Dire che l’uomo ha un’anima spirituale immortale, è un obiettivo raggiunto da tante riflessioni filosofiche precedenti al Cristianesimo. L’antropologia cristiana spiega come Dio ha creato l’uomo e l’ha elevato in grazia, prima ancora della caduta originale. Il progetto dell’Onnipotente è molto più elevato e rivela l’esperienza che ognuno percepisce in modo diverso per sentimenti, riflessioni, profondità e capacità di decidere.

Gli insegnamenti del Catechismo della Chiesa cattolica danno una grande luce sull’antropologia cristiana. Si distingue la loro verità perché riflettono le nostre esperienze personali del corpo, della psiche e dell’anima. Senza tralasciare quella punta dell’anima che è l’elevazione che ci rende capaci di Dio e di essere Sua dimora.

Riporto di seguito alcuni punti del Catechismo della Chiesa cattolica:

356: Di tutte le creature visibili, soltanto l’uomo è «capace di conoscere e di amare il proprio Creatore»; «è la sola creatura che Dio abbia voluto per se stesso»; soltanto l’uomo è chiamato a condividere, nella conoscenza e nell’amore, la vita di Dio. A questo fine è stato creato ed è questa la ragione fondamentale della sua dignità.

«Quale fu la ragione che tu ponessi l’uomo in tanta dignità? Certo l’amore inestimabile con il quale hai guardato in te medesimo la tua creatura e ti sei innamorato di lei; per amore infatti tu l’hai creata, per amore tu le hai dato un essere capace di gustare il tuo Bene eterno».

Non c’è nessun altro al di fuori dell’uomo – nel mondo visibile – che possa conoscere e amare il proprio Creatore. Tutto il mondo è orientato all’uomo, solo lui è il valore che non può mai essere sacrificato alle cose, ma tutte le cose possono essere sacrificate all’uomo.

L’uomo è stato creato per conoscere e amare Dio. Questa è la ragione della grandezza per la quale è stato creato: con un’anima spirituale e immortale capace con l’intelletto di conoscere Dio e con la volontà di amarlo sopra ogni cosa. La dignità è massima, perché l’uomo si riflette nella natura di Dio.

357: Essendo ad immagine di Dio, l’individuo umano ha la dignità di persona; non è soltanto qualche cosa, ma qualcuno. È capace di conoscersi, di possedersi, di liberamente donarsi e di entrare in comunione con altre persone; è chiamato, per grazia, ad un’alleanza con il suo Creatore, a dargli una risposta di fede e di amore che nessun altro può dare in sua sostituzione.

La persona è un soggetto capace di intendere e di volere. È dotata di autocoscienza e autodecisione. Siamo stati creati in questa grande dignità per un rapporto di amore con Dio.

358: Dio ha creato tutto per l’uomo, ma l’uomo è stato creato per servire e amare Dio e per offrirgli tutta la creazione:

«Qual è dunque l’essere che deve venire all’esistenza circondato di una tale considerazione? È l’uomo, grande e meravigliosa figura vivente, più prezioso agli occhi di Dio dell’intera creazione: è l’uomo, è per lui che esistono il cielo e la terra e il mare e la totalità della creazione, ed è alla sua salvezza che Dio ha dato tanta importanza da non risparmiare, per lui, neppure il suo Figlio unigenito. Dio, infatti, non ha mai cessato di tutto mettere in atto per far salire l’uomo fino a sé e farlo sedere alla sua destra»

San Paolo disse: “Omnia vestra sunt”, “Tutte le cose sono vostre”. L’uomo non deve commettere l’errore dei servitori che hanno ucciso il figlio del padrone della vigna e si sono impadroniti di essa. Tutto è stato creato per l’uomo, ma Dio ha dato il compito di amarlo, servirlo e di offrirgli tutta la Creazione. Dio ha elevato l’uomo a tale altezza da farlo sedere alla sua destra.

359: «In realtà solamente nel mistero del Verbo incarnato trova vera luce il mistero dell’uomo»:

«Il beato Apostolo ci ha fatto sapere che due uomini hanno dato principio al genere umano: Adamo e Cristo. […] Il primo uomo, Adamo, – dice – divenne un essere vivente, ma l’ultimo Adamo divenne spirito datore di vita. Quel primo fu creato da quest’ultimo, dal quale ricevette l’anima per vivere. […] Il secondo Adamo plasmò il primo e gli impresse la propria immagine. E così avvenne poi che egli ne prese la natura e il nome, per non dover perdere ciò che egli aveva fatto a sua immagine. C’è un primo Adamo e c’è un ultimo Adamo. Il primo ha un inizio, l’ultimo non ha fine. Proprio quest’ultimo, infatti, è veramente il primo, dal momento che dice: “Sono io, io solo, il primo e anche l’ultimo”»

Dio ha creato l’uomo in tanta dignità perché ha voluto farsi uomo, ha voluto condividere con lui l’umanità, così che condividessimo con Lui la sua divinità. Dio ci ha creati in tanta grande dignità per poterlo conoscere e amare con l’intelligenza e la volontà. La dignità è finalizzata all’unione con il Verbo incarnato per partecipare alla divinità.

360: A motivo della comune origine il genere umano forma una unità. Dio infatti «creò da uno solo tutte le nazioni degli uomini» (At 17,26):

«Meravigliosa visione che ci fa contemplare il genere umano nell’unità della sua origine in Dio […]; nell’unità della sua natura, composta ugualmente presso tutti di un corpo materiale e di un’anima spirituale; nell’unità del suo fine immediato e della sua missione nel mondo; nell’unità del suo “habitat”: la terra, dei cui beni tutti gli uomini, per diritto naturale, possono usare per sostentare e sviluppare la vita; nell’unità del suo fine soprannaturale: Dio stesso, al quale tutti devono tendere; nell’unità dei mezzi per raggiungere tale fine; […] nell’unità del suo riscatto operato per tutti da Cristo».

Questo punto è una descrizione di tutto il piano divino. Il progetto di Dio non è a servizio di un popolo, ma di tutta l’umanità nella sua totalità. Dal primo Adamo derivano tutti gli uomini, nel secondo Adamo – in Cristo – tutti sono stati redenti e vengono glorificati. La glorificazione passa per la loro volontà e decisione.

361: «Questa legge di solidarietà umana e di carità», senza escludere la ricca varietà delle persone, delle culture e dei popoli, ci assicura che tutti gli uomini sono veramente fratelli.

Al di là delle varie identità culturali ed etniche, c’è un’unità del genere umano. Tutte le varietà sono all’interno di un ‘unica natura, quella umana. Inoltre siamo tutti redenti dal Sangue di Cristo, chiamati alla vita eterna, in modo tale da essere tutti fratelli, come è l’insegnamento del Magistero. Coloro che credono in Cristo sono fratelli anche sul piano soprannaturale , gli altri sono chiamati ad esserlo.

Da: “Lettura cristiana della cronaca e della storia”