"VI SUPPLICO: CONVERTITEVI!" (REGINA DELLA PACE-MEDJUGORJE)

Anno: 2024 Pagina 116 di 236

UNO SGUARDO DI FEDE SULL’ATTUALITA’

Pensiero Spirituale sul peccato, malattia dell’anima

Cari amici, possiamo affermare che del peccato si è perso un po’ il senso. Non c’è più distinzione fra bene e male, fra luce e tenebre, fra bontà e cattiveria per cui si arriva anche a fraintenderne i significati. Questa realtà è causata dall’accecamento dell’anima dovuta al peccato stesso. Dobbiamo, allora, cercare di capire che cos’è il peccato soprattutto sotto il profilo esistenziale.

Dal punto di vista dell’esperienza personale il peccato deve essere guardato nel nostro rapporto con Dio. È solamente nella luce di Dio che si comprende che cos’è il peccato e la sua gravità, se ne comprendono le conseguenze e si comprende anche qual è la vera medicina che guarisce. Nella luce di Dio, possiamo chiamare il peccato un allontanamento da Lui. Nella Parabola della vite e dei tralci Gesù spiega che il peccato è quando il tralcio si distacca dalla vite, diventa secco e muore.

Io sono la vera vite e il Padre mio è il vignaiolo. Ogni tralcio che in me non porta frutto lo toglie e ogni tralcio che porta frutto, lo pota perché porti più frutto. Voi siete già mondi, per la parola che vi ho annunziato. Rimanete in me e io in voi. Come il tralcio non può far frutto da se stesso se non rimane nella vite, così anche voi se non rimanete in me. Io sono la vite, voi i tralci. Chi rimane in me e io in lui, fa molto frutto, perché senza di me non potete far nulla. Chi non rimane in me viene gettato via come il tralcio e si secca, e poi lo raccolgono e lo gettano nel fuoco e lo bruciano. Se rimanete in me e le mie parole rimangono in voi, chiedete quel che volete e vi sarà dato. In questo è glorificato il Padre mio: che portiate molto frutto e diventiate miei discepoli. (Gv 15, 1-8)

Il peccato, allora, è un allontanamento, è un distacco. Il peccato è la conseguenza, l’effetto del nostro allontanamento da Dio, dal bene; allontanandoci dal bene diventiamo più cattivi, allontanandoci dall’amore diventiamo persone che odiano, perverse, malvagie. Il peccato è l’allontanamento dalla giustizia di Dio e ci rende persone ingiuste, che calpestano e offendono gli altri. Sant’ Agostino diceva che il male non esiste o, per meglio dire, non ha consistenza. Esiste solo il bene, o i beni; il male invece, o i mali, sono privazione, mancanza di bene.

Il male è come un frutto che marcisce. Questo avviene quando noi, invece di rimanere uniti a Dio che ci ha creato in dipendenza da Lui e sua immagine infondendoci tutte le sue virtù, ci distacchiamo da Lui perdendo, quindi, tutte le caratteristiche che ci rendono simili a Lui. Se stiamo uniti a Dio tutto ciò che Lui è si infonde sempre di più in noi e noi diventiamo sempre più simili a Lui, pur sempre nell’ambito del limite della creaturalità.

Il peccato l’allontanamento da Dio. La Madonna ha detto che ci siamo allontanati da Dio, vuol dire che ci siamo allontanati dai suoi Comandamenti, dalla legge morale, dalla legge dell’amore. Nella sua concretezza il peccato è una disobbedienza, è la rimozione della volontà di Dio che è santa, è di amore, è di giustizia. In sostanza il peccato consiste nell’inseguire i desideri della carne, anziché seguire la volontà di Dio e la sua Legge d’amore. Allontanandoci dalla volontà di Dio e dai suoi Comandamenti preferiamo seguire i vizi della carne, tutto ciò che è sintetizzato nella Parola di Dio a indicare il male.

La conseguenza del peccato, dell’allontanamento da Dio, è paragonabile all’allontanamento dal Sole, dalla luce. Peccando, entriamo nell’oscurità, nel buio profondo, nella mancanza di luce. Il progressivo allontanamento da Dio ci deturpa, ci fa ammalare spiritualmente. Questo concetto è stato ben espresso dalla Regina della pace nel messaggio del 25 dicembre 2019: «Cari figli! Vi porto mio Figlio Gesù perché vi benedica e vi riveli il Suo amore che viene dai cieli. Il vostro cuore brama la pace che diminuisce sempre più sulla terra. Per questo gli uomini sono lontani da Dio, le anime sono ammalate e vanno verso la morte spirituale. Sono con voi, figlioli, per guidarvi su questo cammino di salvezza al quale Dio vi chiama. Grazie per aver risposto alla mia chiamata».

Le anime lontane da Dio si ammalano e vanno verso la morte spirituale. Se questo allontanamento è progressivo, alla fine perverte fino all’impenitenza che è lo stato degli angeli ribelli e delle anime che sono eternamente dannate.

Sotto il profilo dottrinale non è facile elaborare la nozione di peccato, ma sotto il profilo esistenziale è più facile avvertirla. Chi ha intrapreso la via di allontanamento dai Comandamenti e sta percorrendo la via del male sente la coscienza che rimorde ma prova a tacitarla; accade allora che la coscienza non rimorde più perché è stata proprio silenziata. In questo modo si arriva a un accecamento tale per cui non si prova più la differenza fra bene e male. Chi percorre la via del male è assuefatto al male stesso proprio perché è riuscito a zittire la coscienza, nonostante essa inizialmente rimordesse togliendo anche il sonno e la serenità. Chi è assuefatto al male lo commette senza rimorsi, addirittura ne diventa schiavo, c’è chi è talmente accecato che arriva ad amare il male.

Il cammino è duplice: c’è quello della conversione e quello della perversione. La Madonna ha detto che le anime si ammalano e vanno verso la morte spirituale, è vero ed è sperimentabile. Leggendo i giornali, guardandoci intorni capiamo veramente che l’umanità è sempre più cattiva, ostile alla Religione, odia Dio, non ha pietà né amore per i fratelli.

Il 30 gennaio 1983 la Madonna ha detto «non permettete che Satana si impadronisca dei vostri cuori, così da diventare la sua immagine anziché la mia». L’umanità che sta diventando a immagine di satana è una fotografia del cammino della perversione che gran parte del mondo d’oggi ormai ha intrapreso. La Madonna sa che cosa c’è nel cuore umano e ha detto: «la croce e la fede sono rifiutate» (20 settembre 2020), «il diavolo miete le anime per attirarle a sé» (25 luglio 2020) «l’umanità ha deciso per la morte» (25 ottobre 2022), «satana regna» (25 marzo 2020).

Da questa situazione si può uscire per la grazia di Dio, per la sua grande Misericordia, per intercessione di Maria e di tutta la Chiesa. Lo Spirito Santo ha detto per mezzo del profeta Ezechiele: “Forse che io ho piacere della morte del malvagio, o non piuttosto che desista dalla sua condotta e viva?” (Ez 18, 23). Dio continuamente concede grazie anche ai più lontani, instancabilmente bussa alla porta del cuore, indica sprazzi di luce sulla via della conversione.

Il percorso della conversione è certamente doloroso e faticoso e progressivamente gioioso, ma richiede forza interiore, costanza e impegno, volontà. Uscire dalla palude del peccato è un dono di grazia immenso ed è quello che ciascuno di noi deve fare se si trova in questa condizione ma vuole salvarsi.

Il peccato del mondo è che non prende nemmeno in considerazione Dio e la sua esistenza, per cui non si rende nemmeno conto di essere nell’abisso della perdizione, del male. È bene riflettere sul peccato personale perché guardandoci intorno comprendiamo quanto sia grave la situazione del mondo. È importante, però, anche guardarci dentro e capire qual è la nostra situazione esistenziale. Stiamo vivendo un tempo di grazia, è questo il momento giusto per cambiare rotta, per fare una vera e propria inversione di marcia e metterci sulla strada giusta, sulla via di Dio.

Se non ci saremo preparati, nel tempo dei Segreti sarà ancora più difficile rispondere all’appello della Regina della pace. Abbiamo una grande sollecitudine per la salute del nostro corpo, c’è molta (troppa) cura dell’aspetto fisico, ma è ben più importante curare l’anima che dobbiamo salvare dalla morte spirituale.

Da: “Lettura cristiana della cronaca e della storia”

🔴LIVE🔴Cercate il volto di mio figlio – Catechesi a cura di Padre Livio – puntata 26

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LETTURA CRISTIANA DELLA CRONACA E DELLA STORIA

Martedì, 23 Luglio 2024

In diretta su Radio Maria – blogdipadrelivio.it – Facebook – YouTube (in differita)

IL PECCATO E’ LA MALATTIA DELL’ANIMA

L’accecamento dell’uomo senza Dio

Il peccato si conosce nella luce di Dio

Il peccato perverte l’anima

Il perdono di Dio guarisce dal peccato

IL DUELLO SARA’ HARRIS CONTRO  TRUMP

L’America spaccata a metà

I Repubblicani , presi di sorpresa, devono reimpostare la campagna elettorale

(Articolo  di Avvenire)

LA RUSSIA E’ PER TRUMP – L’EUROPA PER K. HARRIS

(Articolo di Avvenire)

I SEGRETI DI MEDJUGORJE RIGUARDANO LA RUSSIA

Sarà la Russia l’attore principale del tempo dei segreti

Per quale motivo il popolo russo si convertirà?

BLOG:

Anche oggi le famiglie cristiane sono una realtà a cui guardare


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La missione più importante dei genitori: aiutare i figli nel cammino di fede

Carissimo Padre Livio, 

ho appena terminato di ascoltare il suo editoriale del 18 luglio, contenente il messaggio ai giovani. 

Mi sono commossa per ciò che ha detto, per i consigli che ha dato loro. La prego, continui a dare messaggi di speranza, incalzando questi ragazzi di tutte le età, perché sono avvolti da una società maligna che li vuole distanti da Dio e sempre più depravati e dispersi, ma anche molto soli con le loro fragilità che ormai non ascolta più nessuno. La società li vuole arroganti, invidiosi, smaniosi di possedere, sempre al primo posto, mai perdenti, mai umani. Questo è il loro ritratto, inquietante e triste. 

Loro invece hanno un accorato bisogno di trovare la Verità, accanto a Dio. Una Verità che spesso gli viene negata persino dalla loro famiglia, dai loro genitori che dicono di “sopravvivere benissimo senza credere in una qualsiasi forza superiore”. Non può immaginare quanti discorsi vuoti e insulsi girino sul web. Una cosa tremenda.

Io e mio marito cerchiamo, ogni giorno, nel nostro piccolo, di mantenere sulla retta via i nostri due ragazzi di 22 e 15 anni, entrambi maschi, che fortunatamente hanno la testa sulle spalle e non hanno abbandonato Dio dalla loro vita, ma le realtà che li circondano purtroppo sono effimere, dunque hanno bisogno del nostro supporto morale ed etico, oltre che educativo. Credo sia questa la nostra missione più importante, come genitori: stare accanto ai nostri figli, dialogando e ragionando sul mondo e aiutandoli nel loro percorso di crescita affinché non perdano mai la fiducia in Dio e nella Madonna.

Grazie di cuore, Padre Livio, che Dio la benedica per esserci accanto ogni giorno. Per noi è molto importante.

Ave Maria,

Barbara


Cara Barbara,

ti ringrazio per la tua bella testimonianza, perché infonde speranza in tutti coloro che credono nella famiglia e nella sua missione educatrice.

In realtà ci sono tante famiglie cristiane che vivono il Sacramento del matrimonio nella sua bellezza e spesso sono anche ricche di figli, bravi e sani, nonostante il mondo nel quale viviamo.

Molto dipende da come gli stessi genitori credono in questa missione e la vivono nella consapevolezza di essere cooperatori del Regno di Dio.

Il matrimonio è una vocazione e una missione di primaria grandezza, capace di dare valore e grandezza alla vita, pur in mezzo a difficoltà, a lotte e prove di ogni genere.

Quando si vive l’amore di Dio nella molteplicità dei suoi aspetti, quello sponsale, materno, paterno  fraterno… il cuor trabocca di gioia  e si apprezza il dono di Dio.

Anche oggi questo è possibile purché ci siano cuori aperti, generosi e pieni di fiducia in Dio creatore che, nella sua umiltà, si serve di noi per popolare il mondo.

La Madonna ci ha promesso che questo mondo cambierà in meglio.

Aiutiamola nella realizzazione del suo progetto.

Ave Maria

Padre Livio

Sant’Elia e le nubi “nottilucenti” di luglio

ROBERTO DE MATTEI

JUL 22, 2024 – radioromalibera

Nelle ultime settimane di luglio, nelle ore del crepuscolo è apparso nel cielo un raro fenomeno atmosferico noto con il nome di “nubi nottilucenti”.  

Le nubi nottilucenti sono le più alte della Terra, a più di 80 km di altezza. Esse si verificano quando il vapore acqueo si congela in cristalli di ghiaccio che inglobano piccole particelle dei resti di meteoriti, creando riflessi di un blu cristallino. A fine giugno 2024, è stato osservato uno straordinario spettacolo di nubi nottilucenti in Lituania poi, nel mese di luglio, lasciando sbalorditi gli astronomi, molte di queste nubi, sono state viste a latitudini basse come l’Irlanda del Nord, l’Inghilterra, Francia e anche l’Italia.

Dovendo cercare un significato simbolico a tutto ciò che accade, fa riflettere il fatto che questo fenomeno inaspettato si sia prodotto nel mese di luglio nel quale si festeggia, il 16  la Madonna del Carmelo e il 20 quella di sant’Elia. La nube è infatti un simbolo applicato sia alla Madonna del Carmelo che a sant’Elia e ai suoi discepoli.

Nel I Libro dei Re, si narra che sant’Elia, dopo aver ucciso i falsi profeti di Baal, “salì sulla vetta del Monte Carmelo e, chinandosi verso terra, si mise il volto fra le ginocchia e disse al suo servo: Sali, e guarda dalla parte del mare. Il servo salì, e dopo aver guardato disse: Non vedo nulla. Ed Elia disse: Fallo per sette volte. La settima volta egli disse: Ecco che si leva dal mare una piccola nube, grande come la palma d’una mano d’uomo». E in poco tempo si oscurò il cielo, si levò il vento, e cadde una forte pioggia (18, 42-45).

In questa nube Elia vide il misterioso simbolo della Signora che doveva venire, Maria Regina del Carmelo. La nube simboleggiava la Madonna, e la pioggia Gesù Cristo.  Ma anche Elia, rapito in Cielo da un carro di fuoco è trasportato in un luogo ignoto (II Libro dei Re, 2, 11) è paragonato a una nube.  Egli tornerà quando l’anticristo perseguiterà la Chiesa di Dio. Sant’Elia, come l’anticristo, avrà dei precursori: gli apostoli degli ultimi tempi di cui parla san Luigi Maria Grignion de Monfort nel Trattato della Vera Devozione alla Vergine Maria: “Saranno nubi tonanti e nuvole volanti nell’aria al più piccolo soffio dello Spirito Santo; senza attaccarsi a nulla, senza meravigliarsi di nulla, senza mettersi in pena per nulla, spanderanno la pioggia della parola di Dio e della vita eterna; tuoneranno contro il peccato, grideranno contro il mondo, colpiranno il demonio e i suoi seguaci, trafiggeranno da parte a parte, per la vita e per la morte, con la spada a due tagli della parola di Dio, tutti coloro ai quali saranno inviati da parte dell’Altissimo”. (Trattato della Vera devozione, n. 58).  

La nube è anche il simbolo della Divina Sapienza, di cui nel Libro del Siracide leggiamo: “Io sono uscita dalla bocca dell’Altissimo e ho ricoperto come nube la terra. Ho posto la mia dimora lassù, il mio trono era su una colonna di nubi. Il giro del cielo da sola ho percorso, ho passeggiato nelle profondità degli abissi. Sulle onde del mare e su tutta la terra, su ogni popolo e nazione ho preso dominio” (21, 3-6). Gli Apostoli degli ultimi tempi saranno ripieni della Divina Sapienza, necessaria, dice ancora san Luigi Maria, per sostenere nei tempi difficili che ci attendono, la nostra debolezza, per illuminare le nostre menti, per infiammare i nostri cuori, per insegnarci a parlare, ad agire, a lavorare e sa offrire con Gesù Cristo nelle ore di confusione. 

Nel libro dell’Esodo si legge che Dio guidava il suo popolo nel deserto, dall’Egitto alla terra promessa. attraverso una nube: “Il Signore marciava alla loro testa di giorno con una colonna di nube, per guidarli sulla via da percorrere, e di notte con una colonna di fuoco, per far loro luce, così che potessero viaggiare giorno e notte. Di giorno la colonna di nube non si ritirava mai dalla vista del popolo, né la colonna di fuoco durante la notte” (Esodo, 13,21-22).

 Ricordando questo passo, san Paolo scrive: “Non voglio lasciarvi ignorare, o fratelli, che i padri nostri furono tutti sotto la nuvola, e tutti attraversarono il mare, e tutti furono battezzati per Mosè nella nube e nel mare, e tutti mangiarono dello stesso cibo spirituale, e tutti bevvero la stessa bevanda spirituale (bevevano alla pietra spirituale che li accompagnava, e questa pietra era Cristo). Ma non in gran numero di essi Dio si compiacque” (I Corinti, 10, 1-2).

La nube che accompagnò il popolo di Israele per quarant’anni senza interruzione, lo guidava e lo proteggeva dai nemici allo stesso tempo. “La nube – dice la Sacra Scrittura – era tenebrosa per gli uni, mentre per gli altri illuminava la notte; così gli uni non poterono avvicinarsi agli altri durante tutta la notte” (Esodo 14,19-20). Sant’Alfonso de’Liguori, nelle Glorie di Maria, vede in questo misterioso fenomeno una figura di Maria e dei due offici che ella esercita continuamente a nostro favore: “ come nube ci protegge dall’ardore della giustizia divina e come fuoco ci protegge dai demoni “

La storia dell’umanità ha conosciuto nubi dense e oscure, come quella che nel 536 dopo Cristo oscurò il sole per 18 mesi gettando l’Europa, il Medio Oriente e parti dell’Asia nell’oscurità. Lo racconta lo storico medievale Micheal McCormick della Harvard University in uno studio pubblicato sulla rivista “Science” (“Eruption made 536 ‘the worst year to be alive’” (https://www.science.org/content/article/why-536-was-worst-year-be-alive). in cui afferma che il peggior anno della storia dell’umanità non fu quello della Peste Nera del 1349 o della Prima Guerra mondiale del 1914, ma proprio il 536 quando il giorno non si distingueva dalla notte e iniziò il decennio più freddo degli ultimi 2000 anni. 

Eppure, se ci sono nubi che oscurano il cielo e la terra, come quella del terribile anno 536, ci sono anche nubi che sembrano annunciare il Regno di Maria, come quelle nottilucenti che solcano, assieme alle aurore boreali i cieli tempestosi dell’Occidente. Il mese di sant’Elia ce lo ricorda.

🔴LIVE🔴 CATECHISMO DELLA CHIESA CATTOLICA – Puntata 49 – DIO RIVELA IL SUO NOME

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Troppo veloci per dare l’allarme, ora i missili ipersonici russi fanno veramente paura

di Gianluca Di Feo– La Repubblica –

Kinzhal e Zircon stanno cambiando il volto del conflitto in Ucraina. Viaggiando a migliaia di km orari, arrivano prima che la contraerea possa entrare in azione

27 MARZO 2024AGGIORNATO 31 MARZO 2024

In meno di due minuti dal lancio piombano su Odessa; entro sei scoppiano nel centro di Kiev. Un incubo, che terrorizza la popolazione perché gli ordigni arrivano prima che possa venire dato l’allarme. Si è visto lunedì nella capitale, quando le sirene hanno cominciato a suonare mentre si sentivano già i boati delle esplosioni.

E’ il segno di un’evoluzione sinistra nel conflitto: Mosca sta impiegando un nuovo modello di arma ipersonica. E c’è il timore che possa farlo in numeri significativi. Stiamo parlando di missili che toccano i diecimila chilometri l’ora: in un secondo percorrono più di tre chilometri. Dai primi mesi dell’invasione i russi hanno utilizzato alcuni Kinzhal, con prestazioni simili ma che vengono trasportati da caccia Mig-31. Ogni volta che i jet decollano dalle basi bielorusse, l’allerta scatta in tutte le regioni settentrionali e – grazie anche alle informazioni raccolte dai satelliti e dai radar volanti della Nato – le difese seguono i movimenti dei Mig-31 per prevedere la traiettoria dell’attacco. Questa tattica ha permesso in alcuni casi alle batterie americane Patriot che difendono la capitale di abbatterli.


Adesso sono entrati in campo gli Zircon. E sta cambiando tutto. Non è ancora chiaro se siano stati imbarcati sulle fregate della flotta del Mar Nero o se siano stati installati su semoventi cingolati: di sicuro si alzano in volo dalla Crimea. E si riesce a scoprirli solo quando iniziano la loro traiettoria micidiale. Non c’è maniera di mettere in guardia la contraerea: alla massima velocità, gli basta un minuto per colpire Odessa; in poco più di cinque scoppiano a Kiev; in quattro sono su Karkhiv. Leopoli, il capoluogo della regione sul confine polacco dove vengono smistati gli aiuti occidentali, è a soli cinque minuti e 18 secondi dalla base di lancio.

Ogni testata contiene almeno trecento chili di esplosivo ed è studiata per penetrare nel sottosuolo, distruggendo bunker o sventrando palazzi. Il sistema è stato progettato per affondare navi nemiche, superando le barriere della contraerea: la sua missione prioritaria è spazzare via le portaerei statunitensi. L’anno scorso la Marina lo ha imbarcato su una fregata, che ha compiuto una crociera dalla Scandinavia al Sud Africa e poi ha raggiunto il Mediterraneo via Suez. Adesso sarebbe riuscita anche a realizzare delle batterie semoventi, molto più difficili da individuare perché si spostano di frequente.

Il primo attacco c’è stato il 7 febbraio, poi quello di lunedì scorso in cui una raffica di Zircon avrebbero devastato un comando sotterraneo dell’intelligence di Kiev. Dal canto loro, gli ucraini sostengono di averne abbattuto uno e hanno mostrato i resti della parte posteriore. In questo momento però la contraerea è drammaticamente a corto di munizioni: gli aiuti statunitensi sono bloccati e le nazioni europee dispongono di pochi missili terra-aria, che costano più di 2,5 milioni di euro ciascuno.

I russi invece ne avrebbero parecchi pronti all’uso. Lo ha dichiarato la portavoce del comando militare di Odessa, Natalia Humeniuk: parlando dei nuovi ordigni, ha detto che il nemico ha accumulato “grandi riserve” di missili antinave ad alta velocità per scagliarli contro le città. Non è chiaro se si riferisse ai Bastion – che raggiungono i tremila chilometri orari – o agli Zircon, la cui produzione è cominciata nell’autunno 2022. Si tratta comunque di minacce molto più insidiose rispetto ai droni Shahed, che non superano i duecento chilometri all’ora, e ai missili cruise, che in genere vanno a 8-900 chilometri orari. Gli analisti occidentali dubitano che la Russia stia riuscendo a costruire numeri rilevanti di armi ipersoniche, ma le stime al ribasso sull’industria bellica di Putin sono state spesso smentite.

Più fondate le perplessità sulla precisione degli ordigni, che sarebbe ancora approssimativa: far funzionare i sistemi elettronici di guida a 10 mila chilometri orari, con temperature elevatissime, è molto difficile. I video delle ultime incursioni però sembrano indicare una buona efficienza degli apparati di controllo: si vedono più cruise precedere di pochi secondi un missile ipersonico, che diffonde un sibilo irreale, in modo da aprirgli la strada verso l’obiettivo. Segno che le missioni vengono programmate e sincronizzate lungo la stessa rotta.

La Nato ha un ritardo notevole in questo settore: il Pentagono è fermo ai test di un prototipo; le aziende europee non sono ancora andate oltre i progetti. Putin invece schiera due modelli operativi e vuole incrementare questo vantaggio. Sia il Kinzhal che lo Zircon possono portare testate nucleari tattiche ed entrambi hanno un raggio d’azione di mille chilometri. Ma il Cremlino ha mandato una squadriglia di Mig-31con le nuove armi a Kaliningrad, nel cuore del Baltico: da lì tutte le capitali della Ue sono a portata di tiro.

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