
di Gianluca Di Feo– La Repubblica –
Kinzhal e Zircon stanno cambiando il volto del conflitto in Ucraina. Viaggiando a migliaia di km orari, arrivano prima che la contraerea possa entrare in azione
27 MARZO 2024AGGIORNATO 31 MARZO 2024
In meno di due minuti dal lancio piombano su Odessa; entro sei scoppiano nel centro di Kiev. Un incubo, che terrorizza la popolazione perché gli ordigni arrivano prima che possa venire dato l’allarme. Si è visto lunedì nella capitale, quando le sirene hanno cominciato a suonare mentre si sentivano già i boati delle esplosioni.
E’ il segno di un’evoluzione sinistra nel conflitto: Mosca sta impiegando un nuovo modello di arma ipersonica. E c’è il timore che possa farlo in numeri significativi. Stiamo parlando di missili che toccano i diecimila chilometri l’ora: in un secondo percorrono più di tre chilometri. Dai primi mesi dell’invasione i russi hanno utilizzato alcuni Kinzhal, con prestazioni simili ma che vengono trasportati da caccia Mig-31. Ogni volta che i jet decollano dalle basi bielorusse, l’allerta scatta in tutte le regioni settentrionali e – grazie anche alle informazioni raccolte dai satelliti e dai radar volanti della Nato – le difese seguono i movimenti dei Mig-31 per prevedere la traiettoria dell’attacco. Questa tattica ha permesso in alcuni casi alle batterie americane Patriot che difendono la capitale di abbatterli.
Adesso sono entrati in campo gli Zircon. E sta cambiando tutto. Non è ancora chiaro se siano stati imbarcati sulle fregate della flotta del Mar Nero o se siano stati installati su semoventi cingolati: di sicuro si alzano in volo dalla Crimea. E si riesce a scoprirli solo quando iniziano la loro traiettoria micidiale. Non c’è maniera di mettere in guardia la contraerea: alla massima velocità, gli basta un minuto per colpire Odessa; in poco più di cinque scoppiano a Kiev; in quattro sono su Karkhiv. Leopoli, il capoluogo della regione sul confine polacco dove vengono smistati gli aiuti occidentali, è a soli cinque minuti e 18 secondi dalla base di lancio.
Ogni testata contiene almeno trecento chili di esplosivo ed è studiata per penetrare nel sottosuolo, distruggendo bunker o sventrando palazzi. Il sistema è stato progettato per affondare navi nemiche, superando le barriere della contraerea: la sua missione prioritaria è spazzare via le portaerei statunitensi. L’anno scorso la Marina lo ha imbarcato su una fregata, che ha compiuto una crociera dalla Scandinavia al Sud Africa e poi ha raggiunto il Mediterraneo via Suez. Adesso sarebbe riuscita anche a realizzare delle batterie semoventi, molto più difficili da individuare perché si spostano di frequente.
Il primo attacco c’è stato il 7 febbraio, poi quello di lunedì scorso in cui una raffica di Zircon avrebbero devastato un comando sotterraneo dell’intelligence di Kiev. Dal canto loro, gli ucraini sostengono di averne abbattuto uno e hanno mostrato i resti della parte posteriore. In questo momento però la contraerea è drammaticamente a corto di munizioni: gli aiuti statunitensi sono bloccati e le nazioni europee dispongono di pochi missili terra-aria, che costano più di 2,5 milioni di euro ciascuno.
I russi invece ne avrebbero parecchi pronti all’uso. Lo ha dichiarato la portavoce del comando militare di Odessa, Natalia Humeniuk: parlando dei nuovi ordigni, ha detto che il nemico ha accumulato “grandi riserve” di missili antinave ad alta velocità per scagliarli contro le città. Non è chiaro se si riferisse ai Bastion – che raggiungono i tremila chilometri orari – o agli Zircon, la cui produzione è cominciata nell’autunno 2022. Si tratta comunque di minacce molto più insidiose rispetto ai droni Shahed, che non superano i duecento chilometri all’ora, e ai missili cruise, che in genere vanno a 8-900 chilometri orari. Gli analisti occidentali dubitano che la Russia stia riuscendo a costruire numeri rilevanti di armi ipersoniche, ma le stime al ribasso sull’industria bellica di Putin sono state spesso smentite.
Più fondate le perplessità sulla precisione degli ordigni, che sarebbe ancora approssimativa: far funzionare i sistemi elettronici di guida a 10 mila chilometri orari, con temperature elevatissime, è molto difficile. I video delle ultime incursioni però sembrano indicare una buona efficienza degli apparati di controllo: si vedono più cruise precedere di pochi secondi un missile ipersonico, che diffonde un sibilo irreale, in modo da aprirgli la strada verso l’obiettivo. Segno che le missioni vengono programmate e sincronizzate lungo la stessa rotta.
La Nato ha un ritardo notevole in questo settore: il Pentagono è fermo ai test di un prototipo; le aziende europee non sono ancora andate oltre i progetti. Putin invece schiera due modelli operativi e vuole incrementare questo vantaggio. Sia il Kinzhal che lo Zircon possono portare testate nucleari tattiche ed entrambi hanno un raggio d’azione di mille chilometri. Ma il Cremlino ha mandato una squadriglia di Mig-31con le nuove armi a Kaliningrad, nel cuore del Baltico: da lì tutte le capitali della Ue sono a portata di tiro.