Pensiero Spirituale sul peccato, malattia dell’anima

Cari amici, possiamo affermare che del peccato si è perso un po’ il senso. Non c’è più distinzione fra bene e male, fra luce e tenebre, fra bontà e cattiveria per cui si arriva anche a fraintenderne i significati. Questa realtà è causata dall’accecamento dell’anima dovuta al peccato stesso. Dobbiamo, allora, cercare di capire che cos’è il peccato soprattutto sotto il profilo esistenziale.

Dal punto di vista dell’esperienza personale il peccato deve essere guardato nel nostro rapporto con Dio. È solamente nella luce di Dio che si comprende che cos’è il peccato e la sua gravità, se ne comprendono le conseguenze e si comprende anche qual è la vera medicina che guarisce. Nella luce di Dio, possiamo chiamare il peccato un allontanamento da Lui. Nella Parabola della vite e dei tralci Gesù spiega che il peccato è quando il tralcio si distacca dalla vite, diventa secco e muore.

Io sono la vera vite e il Padre mio è il vignaiolo. Ogni tralcio che in me non porta frutto lo toglie e ogni tralcio che porta frutto, lo pota perché porti più frutto. Voi siete già mondi, per la parola che vi ho annunziato. Rimanete in me e io in voi. Come il tralcio non può far frutto da se stesso se non rimane nella vite, così anche voi se non rimanete in me. Io sono la vite, voi i tralci. Chi rimane in me e io in lui, fa molto frutto, perché senza di me non potete far nulla. Chi non rimane in me viene gettato via come il tralcio e si secca, e poi lo raccolgono e lo gettano nel fuoco e lo bruciano. Se rimanete in me e le mie parole rimangono in voi, chiedete quel che volete e vi sarà dato. In questo è glorificato il Padre mio: che portiate molto frutto e diventiate miei discepoli. (Gv 15, 1-8)

Il peccato, allora, è un allontanamento, è un distacco. Il peccato è la conseguenza, l’effetto del nostro allontanamento da Dio, dal bene; allontanandoci dal bene diventiamo più cattivi, allontanandoci dall’amore diventiamo persone che odiano, perverse, malvagie. Il peccato è l’allontanamento dalla giustizia di Dio e ci rende persone ingiuste, che calpestano e offendono gli altri. Sant’ Agostino diceva che il male non esiste o, per meglio dire, non ha consistenza. Esiste solo il bene, o i beni; il male invece, o i mali, sono privazione, mancanza di bene.

Il male è come un frutto che marcisce. Questo avviene quando noi, invece di rimanere uniti a Dio che ci ha creato in dipendenza da Lui e sua immagine infondendoci tutte le sue virtù, ci distacchiamo da Lui perdendo, quindi, tutte le caratteristiche che ci rendono simili a Lui. Se stiamo uniti a Dio tutto ciò che Lui è si infonde sempre di più in noi e noi diventiamo sempre più simili a Lui, pur sempre nell’ambito del limite della creaturalità.

Il peccato l’allontanamento da Dio. La Madonna ha detto che ci siamo allontanati da Dio, vuol dire che ci siamo allontanati dai suoi Comandamenti, dalla legge morale, dalla legge dell’amore. Nella sua concretezza il peccato è una disobbedienza, è la rimozione della volontà di Dio che è santa, è di amore, è di giustizia. In sostanza il peccato consiste nell’inseguire i desideri della carne, anziché seguire la volontà di Dio e la sua Legge d’amore. Allontanandoci dalla volontà di Dio e dai suoi Comandamenti preferiamo seguire i vizi della carne, tutto ciò che è sintetizzato nella Parola di Dio a indicare il male.

La conseguenza del peccato, dell’allontanamento da Dio, è paragonabile all’allontanamento dal Sole, dalla luce. Peccando, entriamo nell’oscurità, nel buio profondo, nella mancanza di luce. Il progressivo allontanamento da Dio ci deturpa, ci fa ammalare spiritualmente. Questo concetto è stato ben espresso dalla Regina della pace nel messaggio del 25 dicembre 2019: «Cari figli! Vi porto mio Figlio Gesù perché vi benedica e vi riveli il Suo amore che viene dai cieli. Il vostro cuore brama la pace che diminuisce sempre più sulla terra. Per questo gli uomini sono lontani da Dio, le anime sono ammalate e vanno verso la morte spirituale. Sono con voi, figlioli, per guidarvi su questo cammino di salvezza al quale Dio vi chiama. Grazie per aver risposto alla mia chiamata».

Le anime lontane da Dio si ammalano e vanno verso la morte spirituale. Se questo allontanamento è progressivo, alla fine perverte fino all’impenitenza che è lo stato degli angeli ribelli e delle anime che sono eternamente dannate.

Sotto il profilo dottrinale non è facile elaborare la nozione di peccato, ma sotto il profilo esistenziale è più facile avvertirla. Chi ha intrapreso la via di allontanamento dai Comandamenti e sta percorrendo la via del male sente la coscienza che rimorde ma prova a tacitarla; accade allora che la coscienza non rimorde più perché è stata proprio silenziata. In questo modo si arriva a un accecamento tale per cui non si prova più la differenza fra bene e male. Chi percorre la via del male è assuefatto al male stesso proprio perché è riuscito a zittire la coscienza, nonostante essa inizialmente rimordesse togliendo anche il sonno e la serenità. Chi è assuefatto al male lo commette senza rimorsi, addirittura ne diventa schiavo, c’è chi è talmente accecato che arriva ad amare il male.

Il cammino è duplice: c’è quello della conversione e quello della perversione. La Madonna ha detto che le anime si ammalano e vanno verso la morte spirituale, è vero ed è sperimentabile. Leggendo i giornali, guardandoci intorni capiamo veramente che l’umanità è sempre più cattiva, ostile alla Religione, odia Dio, non ha pietà né amore per i fratelli.

Il 30 gennaio 1983 la Madonna ha detto «non permettete che Satana si impadronisca dei vostri cuori, così da diventare la sua immagine anziché la mia». L’umanità che sta diventando a immagine di satana è una fotografia del cammino della perversione che gran parte del mondo d’oggi ormai ha intrapreso. La Madonna sa che cosa c’è nel cuore umano e ha detto: «la croce e la fede sono rifiutate» (20 settembre 2020), «il diavolo miete le anime per attirarle a sé» (25 luglio 2020) «l’umanità ha deciso per la morte» (25 ottobre 2022), «satana regna» (25 marzo 2020).

Da questa situazione si può uscire per la grazia di Dio, per la sua grande Misericordia, per intercessione di Maria e di tutta la Chiesa. Lo Spirito Santo ha detto per mezzo del profeta Ezechiele: “Forse che io ho piacere della morte del malvagio, o non piuttosto che desista dalla sua condotta e viva?” (Ez 18, 23). Dio continuamente concede grazie anche ai più lontani, instancabilmente bussa alla porta del cuore, indica sprazzi di luce sulla via della conversione.

Il percorso della conversione è certamente doloroso e faticoso e progressivamente gioioso, ma richiede forza interiore, costanza e impegno, volontà. Uscire dalla palude del peccato è un dono di grazia immenso ed è quello che ciascuno di noi deve fare se si trova in questa condizione ma vuole salvarsi.

Il peccato del mondo è che non prende nemmeno in considerazione Dio e la sua esistenza, per cui non si rende nemmeno conto di essere nell’abisso della perdizione, del male. È bene riflettere sul peccato personale perché guardandoci intorno comprendiamo quanto sia grave la situazione del mondo. È importante, però, anche guardarci dentro e capire qual è la nostra situazione esistenziale. Stiamo vivendo un tempo di grazia, è questo il momento giusto per cambiare rotta, per fare una vera e propria inversione di marcia e metterci sulla strada giusta, sulla via di Dio.

Se non ci saremo preparati, nel tempo dei Segreti sarà ancora più difficile rispondere all’appello della Regina della pace. Abbiamo una grande sollecitudine per la salute del nostro corpo, c’è molta (troppa) cura dell’aspetto fisico, ma è ben più importante curare l’anima che dobbiamo salvare dalla morte spirituale.

Da: “Lettura cristiana della cronaca e della storia”