"VI SUPPLICO: CONVERTITEVI!" (REGINA DELLA PACE-MEDJUGORJE)

Mese: Settembre 2024 Pagina 3 di 22

MARIA NELLE ALLUVIONI

Caro Padre Livio

Da tanto tempo non le scrivo.

Voglio condividere con lei una testimonianza.

A quanto troverà in allegato aggiungo:

Scrivo dalla Romagna, precisamente da Faenza, da maggio 2023 al 16 settembre 2024 abbiamo subito 3 alluvioni, tutte molto gravi.

Faenza è stata una delle città più gravemente colpite, ma non solo. 

Tutto il territorio del ravennate e le province di Forlì/Cesena, comprese le zone appenniniche hanno avuto gravi danni in termini economici sicuramente, ma anche di stabilità non solo del territorio ma soprattutto morale.

A Faenza nel maggio 2023, 12mila cittadini sono stati coinvolti nei disastri che l’alluvione ha provocato. Case gravemente danneggiate, raccolti distrutti (la maggiore economia qui ruota attorno alle imprese agricole).

Mentre le colline si sciolgono come burro, le città vengono travolte dalle piene dei fiumi senza dare scampo.

A metà di questo mese l’ennesima catastrofe.

Ora le persone qui sono fortemente demoralizzate, perché si sentono abbandonate dalle istituzioni. 

Questo settembre la pioggia ha fatto danni nuovamente a Faenza (per la terza volta nella stessa zona abitata) dopo 16 mesi dalla seconda alluvione, nemmeno il tempo per rimettere apposto quello che era andato distrutto lo scorso anno.

In tutto questo, solo pochi morti. Dico solo, perché questo disastro ha avuto una portata tale che tutti qui credevano che avremmo contato centinaia di morti.

Questo settembre invece nessun deceduto.

Non aggiungo altro.

Lascio che la foto in allegato sia la vera testimonianza. 

In allegato infatti troverà una foto, le chiedo cortesemente di aprirla e leggere cosa riporta. 

È avvenuto a Traversara, una frazione del comune di Bagnacavallo a pochi chilometri da Faenza. Ci vivono 700 anime, alcune abitazioni sono crollate sotto la violenza dell’acqua, altre sono gravemente danneggiate. Tutta la frazione è stata evacuata, molti abitanti non hanno più casa.

Nessun morto.

Legga il testo che è nella foto.

È sconvolgente. Le chiedo di pregare per questa regione.

Un abbraccio 

Mariapia 

UNO SGUARDO DI FEDE SULL’ATTUALITA’

Pensiero spirituale sulla Nota di approvazione di Medjugorje: Il Re della pace (5) – Soltanto Dio (6)

Cari amici, la Nota mette in evidenza che accanto alla denominazione ufficiale che la Madonna ha dato a se stessa come Regina della pace, c’è anche l’attribuzione a Gesù come Re della pace. Lui stesso ha detto nel Natale del 2012: «Io sono la vostra pace, vivete i miei comandamenti». Anche in questo caso è apparsa la centralità di Gesù Cristo nei Messaggi di Medjugorje.

Il Re della Pace

8. Al titolo di “Regina della Pace” corrisponde quello di “Re della Pace” attribuito a Gesù:

«Vi invito, cari figli, affinché la vostra vita sia unita a Lui. Gesù è il Re della Pace e solo Lui può darvi la pace che voi cercate. Io sono con voi e vi presento a Gesù» (25.12.1995). «Fra le mie mani ho il piccolo Gesù, il Re della pace» (25.12.2002). «Con grande gioia vi porto il Re della Pace, affinché Egli vi benedica con la sua benedizione» (25.12.2007).

La Nota prosegue mettendo in risalto come i Messaggi abbiamo al centro Dio e Suo Figlio, che molte volte viene chiamato l’Onnipotente. La centratura dei Messaggi della Regina della pace è esattamente quella dell’Ancella del Signore, teocentrica e cristocentrica. L’analisi teologica dei Messaggi esprime la robustezza teologica dell’impianto. Per questo motivo sono stati convalidati nella loro totalità pur distinguendo: quelli che sono di particolare importanza perché sono delle vere e proprie forme di evangelizzazione; quelli che invece vengono dati in circostanze particolari.

Soltanto Dio

9. I messaggi offrono una visione fortemente teocentrica della vita spirituale ed è frequente l’invito all’abbandono fiducioso in Dio che è amore:

«Cari figli, oggi vi invito all’abbandono totale a Dio. Tutto ciò che fate e tutto ciò che possedete, datelo a Dio, affinché Lui possa regnare nella vostra vita come Re di tutto. Non abbiate paura» (25.07.1988).

«Cari figli, oggi vi invito a vivere, nel corso di questa settimana, le seguenti parole: IO AMO DIO! Cari figli, con l’amore voi conseguirete tutto, anche ciò che ritenete impossibile» (28.02.1985).

«Cari figli, vi invito all’abbandono totale in Dio. Tutto ciò che possedete sia nelle mani di Dio. Soltanto così avrete la gioia nel cuore. Figlioli, rallegratevi di tutto quello che avete. Ringraziate Dio perché tutto è un suo dono a voi. Così potrete nella vita ringraziare per tutto e scoprire Dio in tutto, anche nel più piccolo fiore» (25.04.1989).

10. Alla luce di tutto ciò, possiamo riconoscere un nucleo di messaggi nei quali la Madonna non pone sé stessa al centro ma si mostra pienamente orientata verso la nostra unione con Dio:

Come osservava Papa San Giovanni Paolo II, la Madonna è tutta orientata verso Dio. Non può mettersi al centro perché Lei è un tramite, ci chiama a sé per portarci a Dio.

«Ecco, per questo io sono con voi, per insegnarvi ed avvicinarvi all’Amore di Dio» (25.05.1999).

«Vi invito per prima cosa ad amare Dio, Creatore della vostra vita, e dopo riconoscerete ed amerete Dio in tutti» (25.11.1992).

Come ci insegna Gesù, si ama Dio nei fratelli.

«Io sono con voi e intercedo davanti a Dio per ognuno di voi affinché il vostro cuore si apra a Dio e all’amore di Dio» (25.03.2000).

La Gospa è colei che ci insegna ad amare Dio.

«Vi invito tutti a crescere nell’amore di Dio come un fiore che sente i raggi caldi della primavera» (25.04.2008).

Queste pennellate meravigliose con le bellezze della natura sono tipiche dei Messaggi di Medjugorje. Maria ne fa una profusione straordinaria. Tutti questi riferimenti li troviamo nella Sacra Scrittura e nei Salmi. Ci sono state delle analisi in cui è stato messo proprio in evidenza come i Messaggi abbiano riverberi biblici. Lei prende la Sacra Scrittura, i Vangeli e li riporta nei Messaggi dando il Suo timbro materno. Dà l’impressione di conoscere perfettamente ogni parola della Sacra Scrittura e molte volte tesse i Messaggi con essa.

«Non vacillate nella fede e non domandatevi il perché pensando che siete soli e abbandonati ma aprite i vostri cuori, pregate e credete fermamente e allora il vostro cuore sentirà la vicinanza di Dio, e che Dio non vi abbandona mai e che è al vostro fianco in ogni momento» (25.12.2019).

Questa è una delle motivazioni più importanti: la preghiera incessante, la quale fa sentire continuamente la presenza di Dio, il Suo amore, non si ha più paura di essere soli o abbandonati. Quando ci sentiamo isolati, con la preghiera ci riavviciniamo a Dio. Questo è il segreto del cammino della vita, con la preghiera sentiamo Gesù e Maria al nostro fianco.

11. Per questa ragione, Maria invita a incontrare Dio che è sempre presente nella vita di ogni giorno:

«Voi cercate i segni e i messaggi e non vedete che Dio vi invita con il sorgere del sole al mattino, che voi vi convertiate e ritorniate sul cammino della verità e della salvezza» (25.09.1998). «Che i campi di grano vi parlino della misericordia di Dio verso ogni creatura» (25.08.1999). «Dio vi vuole salvare e vi manda messaggi attraverso gli uomini, attraverso la natura e attraverso molte altre cose che vi possono aiutare a comprendere che dovete cambiare la direzione della vostra vita» (25.03.1990).

La natura è un libro divino. La Gospa afferma che la presenza di Dio è nel sorgere del sole, ad esempio. Ogni albero, ogni tramonto sono segni divini che ci chiamano alla conversione perché ci chiamano alla presenza di Dio.

Quando siamo sulla strada sbagliata che porta alla perdizione abbiamo davanti a noi molti segni, come il sole del mattino, le messi biondeggianti nel mese di agosto. Dio non ci lascia perire, non ci lascia andare verso l’abisso senza avvisarci, il problema siamo noi che quando Dio ci chiama chiudiamo gli orecchi, come dicono gli spagnoli “sordera bien administrada”.

Questa pagina del documento della Santa Sede ha voluto mostrare che i Messaggi della Regina della pace sono teocentrici. Lei stessa con le Sue parole ci esorta continuamente verso Dio, in particolare verso Suo Figlio.

Da: “Lettura cristiana della cronaca e della storia”

🔴LIVE🔴LETTURA CRISTIANA DELLA CRONACA E DELLA STORIA A CURA DI PADRE LIVIO

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☕️IL CAFFEINO QUOTIDIANO DI P. LIVIO☕️

LETTURA CRISTIANA DELLA CRONACA E DELLA STORIA

Venerdì 27 Settembre 2024

H. 9:00 Diretta su Radio Maria – blogdipadrelivio.it – Facebook – YouTube (in differita)

LA NOTA SU MEDJUGORJE: Il Re della pace (5) – Soltanto Dio (6)

Al titolo di “Regina della Pace” corrisponde quello di “Re della Pace” attribuito a Gesù.

I messaggi offrono una visione fortemente teocentrica della vita spirituale ed è frequente l’invito all’abbandono fiducioso in Dio che è amore.

LA MINACCIA DI UNA GUERRA NUCLEARE

Il problema non è solo Putin. Con una sovrapposizione che non sembra affatto casuale, si sta muovendo anche la Cina. Due giorni fa Pechino ha lanciato un missile intercontinentale, caduto poi nell’Oceano Pacifico. Non accadeva dal 1980.

“VOGLIONO ISLAMIZZARE IL MONDO INTERO

Intervista a Benny Morrys – storico e giornalista israeliano

Giulio Meotti – Il Foglio -25 Settembre 2024

LA CENTRALITA’ DI MEDJUGORJE NELLA CHIESA

Non è vero che a Medjugorje tutto prosegue come prima.

Il Nulla Osta ha cambiato radicalmente le prospettive

BLOG: La testimonianza su Medjugorje di un investigatore biblico

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“Vogliono distruggere Israele, avamposto dell’occidente”. Intervista a Benny Morris  

Giulio Meotti  25 set 2024- IL FOGLIO

“Se l’Iran perdesse in guerra, il regime fanatico degli ayatollah cadrebbe” dice lo storico isrealiano, che spera vengano neutralizzati anche i suoi

“C’è uno scontro di civiltà, ne siamo dentro, ma in occidente la maggioranza rifiuta di accettarlo, di vedere la realtà nonostante gli attentati di Madrid, Londra, Parigi, Stoccolma e Berlino”. Dopo decenni a studiare il conflitto mediorientale e a capire le ragioni palestinesi, Benny Morris è arrivato alla conclusione che non è sulla terra, ma fra due concezioni del mondo. 

“Ci sono valori occidentali in contrasto con un mondo islamico il cui atteggiamento verso la vita, la libertà politica, la creatività, è completamente diverso e il mondo islamico attacca l’occidente e si infiltra in esso” spiega al Foglio l’insigne storico israeliano, a lungo docente alla Ben Gurion University nella città di Beersheba, oggi 75enne capofila di quella che venne definita la corrente dei “Nuovi Storici”. 

“Israele è la frontiera di questo scontro di civiltà, perché cerca di essere un argine al fondamentalismo islamico di Hamas e Hezbollah, sostenuti dall’Iran” prosegue Morris al Foglio. “Vogliono distruggere Israele, l’Iran lo dice apertamente, come i suoi satelliti Hamas e Hezbollah, non solo perché ha preso loro una terra che doveva essere islamica nella loro logica, ma la verità è che vedono Israele come un avamposto della civiltà occidentale.

Gli arabi che ci hanno visto arrivare qui negli anni 1880, 1890 e all’inizio del 1900, ci consideravano un’estensione dell’occidente. Ci sono altri posti dove l’oriente incontra l’occidente. La Nigeria settentrionale, il Kenya settentrionale al confine con la Somalia, le Filippine, la Thailandia: queste sono le terre di confine tra l’islam e l’occidente. E noi siamo una di queste, sfortunatamente. Dopo Israele, vogliono islamizzare il mondo intero. E vogliono farlo gradualmente”. 


Non è realistico, ma questo non significa che non ci provino. “E loro pensano che si stanno avvicinando al loro obiettivo. Le comunità islamiche in occidente, come in Francia, Belgio e Inghilterra, sono diventate persino politicamente importanti e nelle elezioni vediamo che contano sempre di più. E dalla loro hanno tassi di fertilità più alti degli occidentali postcristiani.

 Secondo Bernard Lewis, l’Europa alla fine del secolo avrà una maggioranza islamica”. Qualche anno fa, Morris fu quasi linciato mentre andava a una conferenza alla London School of Economics. “Non sono sorpreso dalla loro infiltrazione nelle università: ricevono molto denaro da paesi come il Qatar e l’Arabia Saudita. Università dove vediamo che i giovani con la kefiah cantano ‘Palestina libera dal fiume al mare’ e sostengono Hamas. Anche in America, dove ha una piccola comunità islamica. E anche nelle elezioni del prossimo novembre, in stati come il Michigan”. 


Per molti, Israele non può permettersi due guerre contemporaneamente, a sud contro Hamas e a nord contro Hezbollah. “A Gaza la guerra sta scendendo di intensità e ora l’attenzione è sul nord” ci dice Morris. “Quel che resta di Hamas è nei tunnel. Israele ha una divisione e mezzo a Gaza. A nord potrebbe, e io spero, che diventi una guerra aperta contro l’Iran e i suoi satelliti. Israele si è ripreso dal trauma del 7 ottobre.

Se dovesse scoppiare una guerra totale ci sarebbe una massiccia invasione di terra da parte di colonne corazzate israeliane e un’occupazione prolungata del Libano meridionale. Ma lo stato maggiore e Netanyahu sembrano trattenersi, diffidenti data l’esperienza di Israele nel 1982-2000, quando occupò gran parte del Libano meridionale. Ma lo spopolamento della zona di confine israeliana è stato il principale risultato strategico di Hezbollah negli ultimi undici mesi di guerra transfrontaliera e l’estensione missilistica di Hezbollah più a sud in questi ultimi giorni minaccia di spopolare in modo massiccio il resto della Galilea, cosa che nessun governo israeliano può tollerare”.

Morris ha scarsa fiducia nell’Europa. “L’Europa è ancora immersa nell’appeasement da anni Trenta sull’Iran: allora l’Europa sapeva che Hitler era il male ma rifiutò di affrontarlo. Anche dopo l’11 settembre e il 7 ottobre, l’occidente non vede. Gli europei occidentali vivono una vita prospera e non vogliono essere trascinati in guerra”. Non ha fiducia neanche che la Repubblica islamica crolli per cause interne.

“Il regime iraniano gode del sostegno delle periferie e delle campagne, mentre la classe media li odia. Gli ayatollah hanno quasi metà del paese con sé. Una parte degli iraniani è molto religiosa e pensa che Allah sia dalla loro parte. E chi si oppone è massacrato nelle strade. Non è facile opporsi a un regime che ti vuole morto. Il regime non cadrà, a meno che non sarà sconfitto in una vera guerra e gli americani decidono di averne abbastanza e Israele bombarda le sue installazioni atomiche. Allora collasserebbe.

Ora è il momento di distruggere il regime fanatico degli ayatollah e sovvertire le sue ambizioni anti-occidentali. Se l’Iran avesse l’atomica, sarebbe tremendo per tutti, per Israele in primis, perché ci vuole distruggere. Ma Israele non lo consentirà. Netanyahu ha rimandato la resa dei conti, ma dovrebbe farlo finché Israele ha la superiorità militare e tecnologica per risolvere il problema. L’Iran è la principale minaccia a Israele e all’occidente”.

Il ritorno dello spettro di una guerra nucleare: 12 mila testate in mano a 9 Paesi, 3.900 sono schierate e 2.100 pronte all’uso

diGiuseppe Sarcina- Corriere della Sera – 26 Settembre 2024

La tecnologia fornisce armi sofisticate, ma i negoziati per arginarle sono bloccati

Una bolla immensa di luce si abbatte su Londra. Distrugge il Parlamento di Westminster, poi Buckingham Palace e il grattacielo «The Shard», progettato da Renzo Piano. Sventra palazzi, rade al suolo interi quartieri. Alla fine ecco il profilo sinistro del fungo atomico che si innalza sulla capitale britannica.

Il video dura quattro minuti. È la simulazione di un bombardamento nucleare russo sulla metropoli inglese che si conclude con stime terrificanti: 850 mila morti, oltre 2 milioni di feriti. Il filmato era già circolato nei mesi scorsi, ma è ricomparso in questi giorni sul canale tv Tsargrad che fa capo all’oligarca Konstantin Malofeev, uomo d’affari molto legato alla Chiesa ortodossa e, soprattutto, a Vladimir Putin.

Solo una provocazione, un’altra trovata del marketing del terrore promosso da Mosca? Naturalmente tutti noi speriamo che sia così. Intanto, però, ieri lo stesso Putin ha dichiarato: tratteremo come aggressori quelle potenze nucleari che appoggeranno chi attaccherà il nostro territorio; potremmo rispondere con le armi atomiche.

Dopo aver visto il virtuale annientamento di Londra, i media britannici hanno concluso che l’avvertimento di Putin fosse diretto soprattutto al governo guidato da Keir Starmer, uno dei più convinti sostenitori della strategia di Volodymyr Zelensky. Vale a dire colpire duramente le basi militari anche all’interno del territorio nemico. 

L’inquietudine

In ogni caso le parole del leader russo e quelle immagini apocalittiche riaccendono le inquietudini nell’opinione pubblica dei Paesi occidentali. Non si può escludere, come dicono i generali del Pentagono, il rischio di un’escalation nucleare.

Sabato 21 settembre si è saputo che era fallito un nuovo test del missile intercontinentale Sarmat, in grado di trasportare testate atomiche. È uno degli ordigni più micidiali custoditi nei depositi russi. Nel 2018 Putin mostrò una clip in cui si vedeva un Sarmat piombare sulla Florida.

Ma il problema non è solo Putin. Con una sovrapposizione che non sembra affatto casuale, si sta muovendo anche la Cina. Due giorni fa Pechino ha lanciato un missile intercontinentale, caduto poi nell’Oceano Pacifico. Non accadeva dal 1980. A quanto risulta, Washington ha seguito con allarme quello che il ministero della Difesa cinese ha definito «un test di routine».

In realtà il mondo sta vivendo una fase di riarmo nucleare, come conferma l’ultimo rapporto dell’istituto Sipri, (Stockholm international peace research institute), pubblicato l’altro giorno, martedì 24 settembre.

 L’autorevole istituto svedese raffigura uno scenario preoccupante, sulla base dei pochi dati ufficialmente disponibili. Oggi gli Stati in possesso di un arsenale atomico sono nove: Stati Uniti, Russia, Regno Unito, Francia, Cina, India, Pakistan, Corea del Nord e Israele. In totale questo gruppo di Paesi dispone di 12.121 testate nucleari, di cui 9.585 potenzialmente pronte all’uso. 

Il lancio immediato

Il Sipri calcola che sono già schierati 3.904 ordigni, tra cui 2.100 in condizione di «elevata prontezza operativa», cioè predisposti al lancio immediato. Attenzione, perché quelli già pronti a colpire sono 100 in più rispetto allo scorso anno. Questo significa che il trend di contenimento, se non di riduzione dei rischi si è invertito.

Stati Uniti e Russia controllano il 90% degli armamenti. Nel dettaglio Washington dispone di 5.044 testate, di cui 1.770 «dispiegate». Mosca contrappone un totale di 5.580 ordigni, con 1.710 già operativi.

Nella classifica delle potenze atomiche seguono il Regno Unito, con un totale di 225 bombe, tra cui 120 in campo; la Francia, con un numero complessivo di 290 e 280 schierate. La Cina guidata da Xi Jinping, al momento, sembra lontana: solo 24 dispositivi attivati, ma con un inventario di 500 bombe. 

I piani di Pechino

Tuttavia i piani di Pechino sembrano destinati a cambiare gli equilibri della deterrenza o del pericolo globale. Si prevede che entro il 2030 i cinesi raggiungeranno Stati Uniti e Russia per numero di missili balistici intercontinentali. Anche altri Paesi, come Regno Unito, India e Pakistan, prevedono di aumentare le scorte atomiche.

Stiamo assistendo a due fenomeni contrapposti. Da una parte lo sviluppo tecnologico fornisce armamenti sempre più sofisticati e sempre più devastanti. Dall’altra la diplomazia internazionale non sembra in grado di riprendere i negoziati per arginare la proliferazione nucleare.

Il dialogo interrotto

Il dialogo tra Stati Uniti e Russia si è interrotto nel febbraio del 2023, quando Putin ha deciso di sfilarsi dal Trattato «New Start» che fissava un tetto di 1.550 testate nucleari e di 700 «vettori» (missili, aerei, sommergibili) per parte. Eppure due anni prima, nel febbraio 2021, il presidente russo aveva accettato di prolungare la durata dell’accordo fino al 2026. E a lungo Biden ha sperato di coinvolgere anche Xi Jinping nelle trattative per il parziale disarmo. Ma l’aggressione all’Ucraina ha cambiato tutto.

LA TESTIMONIANZA SU MEDJUGORJE DI UN INVESTIGATORE BIBLICO

Carissimo padre Livio,

intanto voglio ringraziarla per il suo instancabile servizio al Signore e alla Madonna attraverso Radio Maria. Probabilmente neanche immagina quanto bene viene fatto attraverso la Radio di Maria. I miei genitori – che per motivi dei piani misteriosi del Signore vivono lontano da me – ascoltano continuamente la sua Radio, che tiene loro compagnia giorno e notte.

Sono un Sacerdote. Sono un biblista. Preferisco non firmare la mia lettera per non creare nessuna pubblicità alla mia persona. Giovanni Battista ha detto: “Lui deve crescere, io diminuire” (Gv 3,30). E così sia ora e sempre.

Le scrivo per portare la mia povera testimonianza su Medjugorje. Devo confidarle che il mio primo viaggio nella terra di Maria è stato nel giugno 1990. Con mio padre. Ancora Medjugorje non è quello che è adesso. Lei lo sa meglio di me. Ma in quel luogo, in quel momento preciso, in quei giorni, percepii la fortissima presenza della Madonna. Non vidi segni. Non vidi miracoli. Ma nel mio cuore la Madonna mise un seme. E dopo 2 anni entrai in seminario.

 Da Sacerdote ho condotto centinaia di pellegrini nella terra di Maria. Non ho mai avuto curiosità alcuna per i veggenti. Portavo i fedeli a compiere un “ritiro spirituale”. E nel “boschetto” facevo le mie catechesi. Guidavo la via Crucis sul Krizevac, scalzo, per chiedere perdono dei miei peccati. Partecipavamo all’Adorazione. E a tutto ciò che di spirituale offre Medjugorje. Ho dedicato tantissime ore al confessionale. Ho visto conversioni pazzesche, che solo Maria sa compiere.

Ho ascoltato le confessioni di assassini, ladri, criminali, adulteri. Ho ascoltato confessioni di Vescovi e Sacerdoti. Tutti ai piedi di Maria, a chiedere conversione. Davanti alla Madonna non c’è distinzione. Siamo tutti poveri peccatori alla ricerca della pace. Che solo Lei, la Regina della Pace sa dare. Personalmente devo testimoniare che il Rosario mi ha salvato. Nei momenti più bui della mia vita, la Santa Vergine, attraverso la preghiera del Rosario mi ha risollevato. E riportato nelle braccia del Figlio Gesù.

Il Maestro ci ha dato il criterio di discernimento più semplice: “Dai loro frutti li riconoscerete (…) un albero buono non può produrre frutti cattivi, né un albero cattivo produrre frutti buoni” (Mt 7,15-20).

 E che a Medjugorje ci siano i frutti, lo vede anche un cieco.

Questa in breve la mia testimonianza.

Ma c’è un’altra cosa che vorrei aggiungere se non le rubo troppo tempo. Nella nota del Dicastero per la Dottrina della Fede è riportata una obiezione che molti stanno utilizzando per screditare la presenza della Madonna a Medjugorje. Ed è la frase contenuta nel messaggio del 02 /11/2017: “mio Figlio, uno e trino, vi ama”.

 Il Dicastero, in merito ha risposto: “Non è inusuale che in testi mistici, che vogliono esprimere la presenza di tutta la Trinità nel mistero del Verbo incarnato, si usino parole non adatte come queste. In questo caso, si deve intendere che nel Figlio fatto uomo si manifesta l’amore del Dio uno e trino”.

Ma io aggiungerei anche un’altra cosa. Il Concilio di Efeso (431) proclama Maria Madre di Dio.

I padri conciliari, presenti quel 22 giugno del 431, accolsero a gran voce la tesi di Cirillo, contenuta in quella che passò alla storia come “Seconda lettera di Cirillo a Nestorio “. In questa lettera, Cirillo d’Alessandria, definiva la Vergine Maria come Theotókosovvero Genitrice (dunque Madre) di Dio, perché ha dato alla luce non un uomo, ma Dio come uomo. In quell’occasione, 197 padri conciliari condannarono definitivamente le tesi del nestorianesimo e definirono, in via ufficiale, il dogma di Maria Madre di Dio

La Sacra Scrittura ci ricorda (metto solo 2 citazioni per brevità):

– “Chi crede in me, non crede in me, ma in Colui che mi ha mandato; chi vede me, vede Colui che mi ha mandato” (Gv 12,44)

– Tommaso rivolgendosi a Gesù “Mio Signore e mio Dio” (Gv 20,28).

Se Gesù e il Padre sono una cosa sola, se Gesù è Dio, se Maria è la Madre di Dio (come sopra ricordato dal Concilio di Efeso, quindi dogma di fede) “perché ha dato alla luce non un uomo, ma Dio come uomo”, allora l’espressione “mio Figlio, uno e trino vi ama” è di una semplicità disarmante. E per nulla fuorviante a livello teologico. Non fa una piega.

La ringrazio per l’attenzione.

Un fraterno abbraccio.

Investigatore Biblico

UNO SGUARDO DI FEDE SULL’ATTUALITA’

Pensiero spirituale sulla Nota di approvazione di Medjugorje: La pace che sgorga dalla carità (4)

Cari amici, i frutti derivano dai Messaggi della Regina della pace e dalla Sua evangelizzazione materna. Nel documento della Santa Sede incontriamo un’analisi dei Messaggi che sono una fonte di spiritualità per tutti noi.

La Madonna esige la nostra fede nella Sua presenza dato che è l’unica che ci possa salvare dalla catastrofe. In un mondo che sembra essere in mano al diavolo, solo Dio sa quanto abbiamo bisogno della Madre celeste e del Suo intervento. Maria stessa disse: «Ritornate a mio Figlio, ritornate alla preghiera e al digiuno. Figlioli, permettete che Dio parli al vostro cuore perché satana regna e desidera distruggere le vostre vite e il pianeta sul quale camminate» (25 marzo 2020). Ci invita ad unirci particolarmente a suo Figlio Gesù in un’intima unione perché sarà quella a darci la forza di combattere contro il maligno.

Nella Nota è stato messo in evidenza ciò che ha detto la Madonna sulla pace. La vera pace non è quella di cui parlano gli uomini, ma è il rapporto con Dio che ci riempie il cuore e che distribuiamo agli altri. Per contrario, il diavolo scardina i cuori, li riempie di odio che distribuisce nei popoli e nelle nazioni, spingendoli verso l’autodistruzione.

Il documento fa riferimento ad alcuni Messaggi sulla pace intesa non come valore assoluto e unico, perché più grande di essa ci sono la carità e l’amore. Questa è un’osservazione molto opportuna, perché ricordo una domanda che è stata fatta a Mirjana nella quale le si chiedeva con quale parola avrebbe sintetizzato tutti i Messaggi del due del mese e rispose con “Amore”. L’amore di Dio si riversa, mediante Suo Figlio e il Cuore Immacolato di Maria, su questo mondo peccatore che ha bisogno di perdono.

In questa luce possiamo gustare questi Messaggi che ci insegnano che la pace sgorga dalla carità, è il frutto dell’amore di Dio nei nostri cuori.

La pace che sgorga dalla carità

7. Questa pace non è fine a sé stessa né esprime il valore cristiano più alto. È frutto della carità vissuta, che è la virtù più grande e più bella. Si tratta dell’amore che si abbandona all’amore di Dio e si esprime nell’amore fraterno che evita i litigi, non giudica e perdona:

Dire che Dio è pace non coglierebbe l’identità divina come l’espressione “Dio è amore”, che è quella che ci ha regalato San Giovanni l’evangelista. La carità da cui sgorga la pace è al vertice della santità.

Nei Messaggi spesso la Madonna interviene nel regolare con l’amore i rapporti con gli altri. Questa è una preoccupazione che ci fa capire come noi cristiani nei rapporti umani dobbiamo farci guidare dall’amore. Dobbiamo evitare le ripicche, gli odi, le vendette, i risentimenti, il farla pagare, altrimenti aumentiamo il tasso di superbia e di risentimento che c’è nel cuore.

«Amatevi gli uni gli altri. Siate fratelli tra di voi ed evitate ogni litigio» (25.12.1981). «Cari Figli, anche oggi vi voglio invitare al perdono. Perdonate, figli miei! Perdonate gli altri, perdonate voi stessi» (13.03.2010). «Cari figli, questo è il tempo del ringraziamento. Oggi, da voi cerco l’amore, non cercate errori e sbagli negli altri e non giudicateli» (04.05.2020).

Dio ci perdona sempre se ci pentiamo sinceramente. Noi a nostra volta dobbiamo perdonare noi stessi, cioè accettare il perdono di Dio, altrimenti cadiamo nella superbia. I rapporti umani fra la famiglia, i conoscenti, i parenti, gli amici e chi conosciamo cambiano radicalmente se c’è la disponibilità a non reagire negativamente ad ogni cosa che succede. Anche il ringraziamento è una forma di carità. Se pretendiamo cadiamo nel peccato della superbia. Dobbiamo imparare a ringraziare.

La Madonna cerca il nostro amore, Dio ci dà il suo amore e noi dobbiamo donarglielo. Motivi per criticare, per arrabbiarsi, per giudicare e affossare, ne abbiamo sempre. Dobbiamo sorvolare tutte le cose negative per guardare a quello che c’è di buono, bello, valido. Questa è l’arte del vivere bene perché diventiamo una benedizione quotidiana per quelli che frequentiamo.

Questa carità, che ci permette di portare la pace nel mondo, implica pure l’amore per quelli che non sono cattolici. È vero che non si tratta di proporre un sincretismo né di dire che «tutte le religioni sono uguali davanti a Dio». Ciononostante, tutte le persone sono amate. Questo è un punto che si capisce meglio nel contesto ecumenico e interreligioso della Bosnia ed Erzegovina, segnato da una terribile guerra con forti componenti religiose:

Nel territorio dell’ex-Jugoslavia, ci sono i serbi, i musulmani e i cattolici. Questa convivenza è andata bene per anni, improvvisamente, con la caduta dell’Impero sovietico anche l’ex-Jugoslavia si è disgregata dal punto di vista politico e sono sorte le contrapposizioni etniche. Da qui la guerra dei Balcani che ha visto i serbi, i cattolici e i musulmani scontrarsi. La Regina della pace è stata molto severa durante questo periodo dicendo:

«Così vi siete allontanati da Dio e da me per il vostro misero interesse. Io desideravo fare di voi un’oasi di pace, di amore, di bontà. Dio desiderava che voi, con il vostro amore e con il suo aiuto, faceste miracoli e deste l’esempio. Perciò ecco che cosa vi dico: Satana si prende gioco di voi e delle vostre anime, e io non posso aiutarvi perché siete lontani dal mio Cuore» (25 marzo 1992).

Per grazia di Dio, Medjugorje è stata preservata dalla guerra benché fosse provocata dalle bombe. Ha coltivato nella preghiera, nei cuori e nei Messaggi, la tolleranza e il rispetto. Non si usa la religione per aggredire gli altri.

«Sulla terra voi siete divisi, ma siete tutti figli miei. Musulmani, ortodossi, cattolici, tutti siete uguali davanti a mio Figlio e a me. Siete tutti figli miei. Ciò non significa che tutte le religioni siano uguali davanti a Dio, ma gli uomini sì. Non basta, però, appartenere alla Chiesa cattolica per essere salvati: occorre rispettare la volontà di Dio […]. A chi poco è stato dato, poco sarà chiesto» (20.05.1982). «Voi non siete veri cristiani se non rispettate i vostri fratelli che appartengono alle altre religioni» (21.02.1983). Sebbene si ricordi la necessità di «conservare a ogni costo la fede cattolica per voi e per i vostri figli» (19.02.1984).

La maternità di Maria è universale. In Occidente c’è stata un’apostasia con la quale abbiamo privato della fede cattolica noi stessi e i nostri figli. Dobbiamo rispettare quelli che appartengono alle altre religioni. Gli uomini sono nostri fratelli e dobbiamo rispettarli. La Regina della pace su queste tematiche è stata molto chiara e molto aderente a quello che è l’insegnamento della Chiesa.

Da: “Lettura cristiana della cronaca e della storia”

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