Carissimo padre Livio,

intanto voglio ringraziarla per il suo instancabile servizio al Signore e alla Madonna attraverso Radio Maria. Probabilmente neanche immagina quanto bene viene fatto attraverso la Radio di Maria. I miei genitori – che per motivi dei piani misteriosi del Signore vivono lontano da me – ascoltano continuamente la sua Radio, che tiene loro compagnia giorno e notte.

Sono un Sacerdote. Sono un biblista. Preferisco non firmare la mia lettera per non creare nessuna pubblicità alla mia persona. Giovanni Battista ha detto: “Lui deve crescere, io diminuire” (Gv 3,30). E così sia ora e sempre.

Le scrivo per portare la mia povera testimonianza su Medjugorje. Devo confidarle che il mio primo viaggio nella terra di Maria è stato nel giugno 1990. Con mio padre. Ancora Medjugorje non è quello che è adesso. Lei lo sa meglio di me. Ma in quel luogo, in quel momento preciso, in quei giorni, percepii la fortissima presenza della Madonna. Non vidi segni. Non vidi miracoli. Ma nel mio cuore la Madonna mise un seme. E dopo 2 anni entrai in seminario.

 Da Sacerdote ho condotto centinaia di pellegrini nella terra di Maria. Non ho mai avuto curiosità alcuna per i veggenti. Portavo i fedeli a compiere un “ritiro spirituale”. E nel “boschetto” facevo le mie catechesi. Guidavo la via Crucis sul Krizevac, scalzo, per chiedere perdono dei miei peccati. Partecipavamo all’Adorazione. E a tutto ciò che di spirituale offre Medjugorje. Ho dedicato tantissime ore al confessionale. Ho visto conversioni pazzesche, che solo Maria sa compiere.

Ho ascoltato le confessioni di assassini, ladri, criminali, adulteri. Ho ascoltato confessioni di Vescovi e Sacerdoti. Tutti ai piedi di Maria, a chiedere conversione. Davanti alla Madonna non c’è distinzione. Siamo tutti poveri peccatori alla ricerca della pace. Che solo Lei, la Regina della Pace sa dare. Personalmente devo testimoniare che il Rosario mi ha salvato. Nei momenti più bui della mia vita, la Santa Vergine, attraverso la preghiera del Rosario mi ha risollevato. E riportato nelle braccia del Figlio Gesù.

Il Maestro ci ha dato il criterio di discernimento più semplice: “Dai loro frutti li riconoscerete (…) un albero buono non può produrre frutti cattivi, né un albero cattivo produrre frutti buoni” (Mt 7,15-20).

 E che a Medjugorje ci siano i frutti, lo vede anche un cieco.

Questa in breve la mia testimonianza.

Ma c’è un’altra cosa che vorrei aggiungere se non le rubo troppo tempo. Nella nota del Dicastero per la Dottrina della Fede è riportata una obiezione che molti stanno utilizzando per screditare la presenza della Madonna a Medjugorje. Ed è la frase contenuta nel messaggio del 02 /11/2017: “mio Figlio, uno e trino, vi ama”.

 Il Dicastero, in merito ha risposto: “Non è inusuale che in testi mistici, che vogliono esprimere la presenza di tutta la Trinità nel mistero del Verbo incarnato, si usino parole non adatte come queste. In questo caso, si deve intendere che nel Figlio fatto uomo si manifesta l’amore del Dio uno e trino”.

Ma io aggiungerei anche un’altra cosa. Il Concilio di Efeso (431) proclama Maria Madre di Dio.

I padri conciliari, presenti quel 22 giugno del 431, accolsero a gran voce la tesi di Cirillo, contenuta in quella che passò alla storia come “Seconda lettera di Cirillo a Nestorio “. In questa lettera, Cirillo d’Alessandria, definiva la Vergine Maria come Theotókosovvero Genitrice (dunque Madre) di Dio, perché ha dato alla luce non un uomo, ma Dio come uomo. In quell’occasione, 197 padri conciliari condannarono definitivamente le tesi del nestorianesimo e definirono, in via ufficiale, il dogma di Maria Madre di Dio

La Sacra Scrittura ci ricorda (metto solo 2 citazioni per brevità):

– “Chi crede in me, non crede in me, ma in Colui che mi ha mandato; chi vede me, vede Colui che mi ha mandato” (Gv 12,44)

– Tommaso rivolgendosi a Gesù “Mio Signore e mio Dio” (Gv 20,28).

Se Gesù e il Padre sono una cosa sola, se Gesù è Dio, se Maria è la Madre di Dio (come sopra ricordato dal Concilio di Efeso, quindi dogma di fede) “perché ha dato alla luce non un uomo, ma Dio come uomo”, allora l’espressione “mio Figlio, uno e trino vi ama” è di una semplicità disarmante. E per nulla fuorviante a livello teologico. Non fa una piega.

La ringrazio per l’attenzione.

Un fraterno abbraccio.

Investigatore Biblico