"VI SUPPLICO: CONVERTITEVI!" (REGINA DELLA PACE-MEDJUGORJE)

Mese: Maggio 2024 Pagina 4 di 19

I Neo-Templari del Prof. Aleksandr Dugin: Nazional-bolscevismo e la Via della Mano Sinistra…

Concludo, ribadendo che il pensiero di Aleksandr Dugin, fin qui delineato, è gnostico, esoterico, e le sue teorie costituiscono una giustificazione ideologica, folle e diabolica, della guerra, del terrorismo, della devastazione più totale e apocalittica, ecc.. insomma di tutto quanto contemplato dalla “Via della Mano Sinistra” e dai romanzi di Pimen Karpov e Boris Savinkov…. Russi, cristiani ortodossi, e italiani, cattolici romani, non dovrebbero assumere le idee nichiliste, gnostiche ed eversive del Prof. Dugin. Contro la “Via della Mano Sinistra” desiderata da Dugin, ascoltiamo invece, con speranza, le parole dette dalla Madonna ai tre pastorelli di Fatima il 13 luglio 1917,  al termine della terza parte del “segreto”: «Finalmente, il Mio Cuore Immacolato trionferà. Il Santo Padre Mi consacrerà la Russia, che si convertirà, e sarà concesso al mondo un periodo di pace».


Corrspondenza romana – 22 Maggio 2024 ore 15:27

di Padre Paolo Maria Siano

Tra luglio e agosto 2021, su “Corrispondenza Romana”, ho pubblicato uno studio in quattro puntate dal titolo “La metafisica del Caos e il Soggetto Radicale di Aleksandr Dugin” (qui. https://www.corrispondenzaromana.it/la-metafisica-del-caos-e-il-soggetto-radicale-di-aleksandr-dugin-1a-parte/; qui: https://www.corrispondenzaromana.it/la-metafisica-del-caos-e-il-soggetto-radicale-di-aleksandr-dugin-2a-parte/; qui: https://www.corrispondenzaromana.it/la-metafisica-del-caos-e-il-soggetto-radicale-di-aleksandr-dugin-3a-parte/; qui: https://www.corrispondenzaromana.it/la-metafisica-del-caos-e-il-soggetto-radicale-di-aleksandr-dugin-4a-ed-ultima-parte/), poi pubblicato sotto forma di libretto, nel 2022, dalle Edizioni Fiducia con il titolo “La metafisica del Caos di Aleksandr Dugin”. 

Prima e dopo di me, anche il Prof. Roberto de Mattei ha scritto sulla figura di Aleksandr Dugin (qui: https://www.corrispondenzaromana.it/george-soros-e-alexander-dugin-due-facce-di-una-stessa-medaglia/, 9 giugno 2021; qui: https://www.corrispondenzaromana.it/dugin-putin-e-gli-scenari-del-caos/, 24 agosto 2022; qui: https://www.corrispondenzaromana.it/la-russia-diffondera-i-suoi-valori-nel-mondo/, 9 novembre 2022; qui: https://www.robertodemattei.it/papa-francesco-e-il-conflitto-globale-nel-2024/, 10 gennaio 2024).

 In Italia gli scritti del politologo russo sono pubblicati dall’editrice AGA di Maurizio Murelli, un esponente di spicco nella destra radicale italiana (qui: https://www.quotidiano.net/cronaca/la-sponda-nera-italiana-i-seguaci-dellideologo-8be5f120, 22 agosto 2022). In un video del 2020, Murelli e il suo amico Rainaldo Graziani avrebbero dichiarato di chiudere con l’ambiente e la cultura neofascista per radicarsi altrove, in particolare nella Quarta Teoria Politica di Dugin (qui: https://it.wikipedia.org/wiki/Maurizio_Murelli). Sembra che lo “strappo” sia stato confermato dal Murelli anche con un articolo (qui: http://www.fascinazione.info/2022/08/cammerati-addio-lo-strappo-di-murelli.html).

Su “Repubblica” del 15 febbraio 2024, leggiamo che i suddetti Maurizio Murelli, Rainaldo Graziani e sua moglie Ines Pedretti hanno partecipato a un ricevimento dell’Ambasciata Russa in Roma per festeggiare i diplomatici del Cremlino e commemorare la figlia di Aleksandr Dugin, Darya Dugina, a circa un anno e mezzo dalla morte   (qui: https://www.repubblica.it/politica/2024/02/15/news/ambasciata_russa_neofascisti_interrogazione_pd_parlamento-422140144/; qui: https://formiche.net/2024/02/dugina-ricordo-paramonov-cina/#content). Secondo fonti americane (il “Washington Post”, che citerebbe funzionari ucraini e americani), Darya è rimasta vittima di un attentato preparato da agenti di servizi ucraini, il cui vero obiettivo era suo padre Aleksandr (qui: https://www.repubblica.it/esteri/2023/10/23/news/dugina_omicidio_007_ucraini_cia-418593935/; qui: https://www.agi.it/estero/news/2023-10-24/bomba-uccide-dugina-russia-trasportata-gatto-23625227/). È bene precisare, a scanso di equivoci, che, dal punto di vista cristiano, una cosa è la critica scientifica e pacifica all’ideologia di un filosofo come Dugin, ma un’altra cosa è addirittura pianificarne l’eliminazione fisica e questa  è ovviamente da condannare.

 Riassumendo i dati sopra riportati, è possibile concludere che: 1) il Dr. Murelli è persona gradita all’Ambasciata Russa in Italia per la sua opera editoriale pro-Dugin; 2) il Prof. Aleksandr Dugin continua ad essere un punto di riferimento culturale nella Russia odierna e, perciò, una persona rispettabile agli occhi dell’establishment russo (qui: https://centrostudiamericani.org/russia-scoppia-il-caso-ilyin-dugin-imbarazzo-del-cremlino/).

Desidero ritornare sul pensiero del celebre politologo russo, specialmente dopo aver letto di recente il suo libro “I Templari del proletariato. Metafisica del Nazional-bolscevismo” (edizione russa: 1997), edizione italiana di AGA Editrice di Maurizio Murelli, finito di stampare nel 2021.

All’epoca dei miei 4 articoli su “Corrispondenza Romana”, ancora non conoscevo questo libro di Dugin, nel quale trovo ulteriori conferme a quanto ho già scritto e pubblicato nel 2021 e 2022 (vedi sopra). Anche in “I Templari del proletariato. Metafisica del Nazional-bolscevismo”, il Prof. Dugin elogia la Gnosi, la Via della Mano Sinistra, facendosi così promotore di un pensiero che non è affatto cristiano (né cattolico romano, né ortodosso) e che può indurre a una prassi davvero diabolica, eversiva e omicida.

All’inizio del libro c’è la “Nota dell’editore” Maurizio Murelli (pp. 7-12), poi l’ “Introduzione all’edizione italiana. Un documento del passato o un programma per il futuro?”, scritta da Aleksandr Dugin (pp. 13-20). Secondo Dugin, l’estrema Destra e l’estrema Sinistra, dunque il Nazional-Bolscevismo, devono unirsi nella lotta contro il Liberalismo occidentale totalitario (cf. p. 15). Dugin esalta i Templari nel senso inteso da esoteristi (“di destra”) come René Guénon e Julius Evola, ossia quali custodi-guerrieri di una società tradizionale e gerarchica (cf. p. 17)… Già, ma di quale Tradizione sta parlando Dugin? Quella iniziatica, esoterica, gnostica. Non certo quella cattolica e apostolica.

Entriamo nel libro di Dugin e vediamone alcune tesi portanti. Il corsivo è del testo, il grassetto è mio.

Dugin scrive: «Il nazional-bolscevismo è la meta-ideologia comune a tutti i nemici della società aperta. Non solo una delle ideologie ostili a tale società, ma la sua antitesi totale ed essenziale. È una sorta di visione del mondo fondata sulla negazione totale e radicale dell’individuo e del suo ruolo centrale; in essa l’Assoluto, in nome del quale l’individuo viene negato, è inteso nel suo senso più vasto e generale. Possiamo addirittura affermare che il nazional-bolscevismo è all’origine di ogni idea di Assoluto, di ogni rigetto della società aperta» (p. 27).

Nel suo concetto di Assoluto, Dugin si ispira all’Induismo: «Potremmo dire che la massima metafisica suprema del nazional-bolscevismo è la formula induista l’Atman  è il Brahman» (p. 29). Dugin spiega che l’Atman è il Sé, lo Spirito interiore che è nell’uomo, al di là del sé individuale… Il Brahman è l’Assoluto… L’Atman deve congiungersi al Brahman, l’uomo deve superare, oltrepassare, il suo «piccolo sé individuale» (cf. p. 29).

Il pensiero di Dugin trasuda di odio ideologico verso tutto ciò che non è russo : «la Russia ideocratica-terrestre […] contro l’Occidente anglo-sassone plutocratico-insulare. L’orda degli angeli dell’Eurasia contro gli eserciti del capitalismo atlantico» (p. 41).

Dugin condivide il punto di vista di Guénon e di Evola: «[…] In altri termini, dal momento che le istituzioni conservatrici tradizionali – la monarchia, la Chiesa, la gerarchia sociale, il sistema delle caste, eccetera – degenerano, ad acquisire pertinenza sono le pratiche iniziatiche particolari, pericolose e rischiose, legate alla Via della Mano Sinistra» (p. 46).

«Il tradizionalismo proprio del nazional-bolscevismo, in generale, è certamente l’esoterismo di sinistra, le cui caratteristiche ripetono i princìpi del Kaula tantrico e la dottrina della trascendenza distruttrice» (p. 46).

«Il dominio del nazional-bolscevismo, il Regnum, l’Impero della Fine è la realizzazione perfetta della più grande rivoluzione della storia, continentale e universale. È il ritorno degli angeli, la resurrezione degli eroi, la rivolta del cuore contro la dittatura della ragione. Questa Ultima Rivoluzione è il compito dell’Acefalo, il portatore senza testa della croce, della falce e martello, coronato dall’eterno swastika solare» (p. 48).

«La Russia è divenuta il regno eletto, i russi ricevono davvero una missione escatologica da compiere» (p. 56).

Dugin congiunge: «nazional-bolscevismo», «Stato russo come via messianica per gli eletti», «impresa escatologica della comunità ortodossa con tutti gli estremi, tutti gli eccessi e i paradossi […]» (cf. p. 79). Ecco servita la giustificazione ideologico-messianica dell’Eurasia e della guerra (anche atomica) all’Occidente!

In effetti, più avanti, c’è il paragrafo «La legittimazione dell’aggressione nella Tradizione» (pp. 118-119), e non è la Tradizione cristiana, bensì quella pagana, gnostica…

Secondo Dugin, la «Tradizione» considerava l’esistenza stessa dei confini come «espressione dell’incompletezza del cosmo in relazione alla sua causa, pensata come qualcosa di assoluto e unico, al di là da ogni limite» (p. 118). Perciò l’aggressione, ovvero l’estensione oltre i propri confini, era considerata come «l’impulso profondo di un movimento verso il divino […]» (p. 118). Così «tutte le pratiche metafisiche e ascetiche» sono «pure forme di aggressione; in tali pratiche gli iniziati cercano di trasgredire tutti i limiti […]» (p. 118).  L’«adorazione diretta» è il fine del «massimo impulso aggressivo» perché «il divino coincide con la rimozione di tutti i confini e i limiti che costituiscono l’essenza del non-divino, dell’immanente» (p. 118).  Quindi Dugin spiega che «Satana» vuol dire “ostacolo”, “confine”, da ciò scaturisce la «tappa successiva», ossia la «“demonizzazione del nemico”» (cf. p. 118). Ed ecco così giustificata la guerra russa all’Occidente! Pura ideologia, gnostica.

Con un ragionamento contorto, capovolto, ideologico, Dugin rimprovera il mondo moderno, l’umanesimo, l’illuminismo, ecc., di aver rovesciato la Tradizione come intesa sopra, e di aver «inculcato una visione unilaterale dell’aggressione, basata esclusivamente sul punto di vista della vittima» (cf. p. 119).  Dugin rimprovera alla modernità, all’Occidente, al liberalismo, di aver presentato l’aggressione come una trasgressione illegale, e di aver esaltato invece l’individuo, il suo diritto naturale (cf. pp. 119-121)… Dugin ammette che «il terrorismo» diviene «l’ultimo rifugio» di chi aspira «alla totalizzazione di un mondo nel quale quest’ultima è messa fuori legge» (p. 122). È logico affermare che nel nome della sua idea di Tradizione, Dugin, in tal modo, giustifica – o almeno induce altri a giustificare – aggressione, guerra, terrorismo… Ma dalla giustificazione culturale/ideologica alla messa in pratica, il confine è lungo o breve? Dipende dai discepoli di queste teorie duginiane.

Dugin esalta il «“soggetto senza limite”», il «soggetto assoluto», che indica «in modo purissimo il senso metafisico dell’aggressione» e può attuare «l’atto finale del dramma escatologico» (cf. p. 124). Tale Soggetto corrisponde in sostanza alla figura dell’Operaio (“Der Arbeiter”) teorizzata dallo scrittore tedesco Ernst Jünger (cf. pp. 125-128), anche lui punto di riferimento culturale in quella destra radicale italiana la quale elogia il pensiero di Dugin e quindi la sua idea di Russia e di Eurasia…. Più avanti, Dugin scrive: «Prima di morire, lo scrittore fascista francese Robert Brasillach pronunciò una singolare profezia: “A Oriente, in Russia, vedo ascendere il fascismo, il fascismo immenso e rosso”» (p. 145).

Dugin dimostra anche varie conoscenze in campo esoterico. Nel capitolo “Il potere dei bambini incoronati” (pp. 163-169), scrive: «La Tradizione trattava i fanciulli come esseri speciali, direttamente legati al mistero dell’anima universale. […]. La magia operativa cerimoniale richiede la partecipazione dei bambini ai rituali […]» (p. 163).  In «una civiltà sacra», il bambino «era considerato quasi soprannaturale, uguale a sacerdoti e veggenti» (p. 164). «Il bambino incarna il possibile» (p. 165). «Il bambino non appartiene alla terra. Più precisamente, è al di sopra della polarizzazione sessuale, della rigida distribuzione dei ruoli» (p. 165). «Non è un caso che in alchimia – la scienza che afferma come tutti gli oggetti (compresi i minerali) abbiano un’anima e come tutti gli esseri siano occultamente androgini –, il simbolismo dell’infante sia sviluppato al massimo grado» (pp. 165-166). Dugin prosegue: «La Pietra Filosofale – coronamento dell’Opera al Rosso, la rubedo – è raffigurata come un bambino che gioca» (p. 166). Crescendo, i fanciulli perdono «la sottile connessione con i mondi invisibili» (p. 167)… Dugin auspica uno Stato, una società retta da «bambini incoronati» o «da quelli più vicini a uno status fanciullesco: veggenti, santi, profeti, credenti nei miracoli, nei giusti, in contatto con il mondo dell’anima prima della nascita» (p. 168).

Poi Dugin dedica un capitolo al matriarcato (pp. 170-174), elogiando «la venerazione del principio superiore in quanto femminile» (p. 171). «La perdita del matriarcato ha rappresentato una catastrofe nel mondo della Tradizione» (p. 171). «Il tantrismo indù, il mito della Sofia gnostica e l’idea cabalistica della Shekinah, presenze femminili di divinità, sono motivi che risalgono ai più antichi periodi del matriarcato ario» (p. 172). «Pertanto, […], la restaurazione del matriarcato nordico iperboreo, il trionfo tantrico della Shakti, l’enunciazione della grande formula degli iniziati indù “Io sono Lei” (identica all’affermazione “Io sono il Sole”), è la nostra causa sacra, il compito della nostra rivoluzione. Impresa nazionale, messianica della Russia, causa del socialismo» (p. 174).

Molto interessante è anche il capitolo “Lo gnostico” (pp. 181-185). Dugin elogia «la Via della Mano Sinistra», che è «distruttiva, terribile, è il regno della furia e della violenza» (cf. p. 183). «Catene di iniziati» la percorrono e sanno che condurrà a «il trionfo della liberazione totale» (p. 183). «La Via della Mano Sinistra si chiama gnosi, conoscenza» (p. 183).  Essa è seguita dal «rosso» e dal «nero» (nazional-bolscevismo), è la via dello gnostico che «ha tutte le ragioni per trionfare interiormente» (p. 185).

(Circa l’Androgino, il Femmino, il Caos, la Via della Mano Sinistra in Dugin, già ho scritto qui: https://www.corrispondenzaromana.it/la-metafisica-del-caos-e-il-soggetto-radicale-di-aleksandr-dugin-1a-parte/ e qui: https://www.corrispondenzaromana.it/la-metafisica-del-caos-e-il-soggetto-radicale-di-aleksandr-dugin-2a-parte/).

Più avanti Dugin elogia i Templari quali «portatori» di «conoscenza esoterica» (p. 193). Poi dedica un capitolo a “Il pentagramma” (pp. 199-208), ossia la Stella a cinque punte, che «nella Tradizione» indica l’«“esercito angelico”» (p. 200). Dugin si sofferma sulla «stella del mattino», chiamata anche «Venere» o «Lucifero»… Tale stella è simbolo «dell’angelo caduto», della «dea dell’amore e dell’erotismo», e anche di Cristo (cf. pp. 202-203).

Dugin sa bene che la stella a 5 punte, simbolo importante nella Massoneria, nei Rosacroce, nell’occultismo, è diventata simbolo del bolscevismo. Dugin sa che l’umanesimo rivoluzionario ha radici iniziatiche, gnostiche (cf. pp. 207-208). «La stella rossa splende sopra il Cremlino, centro della Terza Roma, della Terza Internazionale. È l’immagine del centro del mondo, del polo» (p. 208). Più avanti, Dugin parla della «“dottrina della Stella”», ossia il superamento di ogni dualismo (cf. pp. 221-222). «L’alto e il basso cambiano di posto, il matrimonio impossibile e impensabile di Paradiso e Inferno, che il brillante William Blake aveva intuito, si realizza. È la cosiddetta “dottrina della Stella”» (p. 222), che è anche dottrina dell’Ordo Templi Orientis di Aleister Crowley (cf. p. 222).

Più avanti, Dugin scrive: «È ora il momento di chiederci: qual è la differenza tra l’iniziazione e il dogma religioso ordinario?» (p. 236). Dugin risponde: «La religione è spiritualmente analoga al mondo newtoniano: tutte le affermazioni sono sorprendentemente simili alla verità, infinitamente vicine ad essa, ma comunque un po’ diverse. […] L’iniziazione segue un percorso radicalmente diverso. È una differenza di capitale importanza. La ricerca dell’assoluto elimina i compromessi. Dobbiamo scendere all’inferno, immergerci nel caos» (p. 236). Poco oltre, Dugin afferma: «Solo attraverso questa esperienza traumatica è possibile emergere dall’altra parte della materia, in modo radicale e irrevocabile. Ecco il grande ideale della liberazione. Il percorso è estremamente pericoloso, ma inevitabile» (pp. 236-237). «La conoscenza del male non è, in fin dei conti, il male. Se non ci fosse, non ci sarebbe nemmeno la salvezza. Felix culpaEva ha fatto la cosa giusta. Eva è la vita. […]. Il creazionismo, il razionale sono senza speranza. La loro esattezza è ripugnante» (p. 237).

Il colore «rosso-bruno» non indica solo l’alleanza nazismo-bolscevismo, ma anche il «dio indù Shiva» la cui personalità è vicina all’elemento «rosso-bruno»… Shiva è il protettore del tantrismo (cf. pp. 262-263)… 

Più avanti, Dugin mostra una concezione gnostica della vita cristiana, allorché ritiene superati i 10 Comandamenti per un cristiano (cf. pp. 350-351): «L’umanità del Nuovo Testamento è fondamentalmente diversa da quella antica, giudaica (o pagana). È sotto il segno dell’amore trascendente; quindi, le dicotomie della legge – adorare o non adorare, uno o molti, rubare o non rubare, sedurre o non sedurre, uccidere o non uccidere – in ultima analisi non hanno più senso. […]. In ogni caso, la piena esistenza cristiana non ha nulla a che fare con i dieci comandamenti dell’Antico Testamento, superati una volta per tutte dal santo battesimo. C’è solo la realizzazione della grazia» (p. 350).

Più avanti, Dugin afferma: «Più un uomo è santo, più appare miserabile, peccaminoso, malvagio davanti al volto della Trinità irradiante. […]. Il rispetto dei dieci comandamenti non ha significato decisivo per il cristiano ortodosso. […]. In mancanza d’amore, i dieci comandamenti portano all’inferno. Se l’amore c’è, allora non hanno senso. Tutto ciò è stato compreso chiaramente dagli intellettuali russi radicali» (p. 351).

Poi Dugin dedica un capitolo allo scrittore russo Pimen Karpov (1886-1963) e al suo romanzo gnostico “Fiamma”, pubblicato nel 1913, ripubblicato nel 1924, e poi nel 1991. Dugin scrive: «Il punto è che Pimen Karpov ha codificato nel suo romanzo un messaggio esoterico unicoun grandioso mito gnostico […]. Ha svelato i segreti della profonda sacralità russa, messo a disposizione del pubblico gli insegnamenti nazionali segreti […]» (p. 359).

Il romanzo parla di: «oscurità, crimini sanguinosi, feroce sadomasochismo, perversioni, morti, marciume, messe nere, sacrilegi, bestemmie […], suicidi materni, stupri di gruppo, torture» (p. 359).  Dugin osserva che «le descrizioni cruente e oscene hanno il solo scopo di illustrare alcuni concetti gnostici, che costituiscono la spina dorsale dell’opera» (p. 360).

Dugin fa ben capire che dai principali personaggi di “Fiamma” di Karpov emergono concetti gnostici come: la Necessità del Male, il Male quale via al Bene e al Trascendente, la discesa all’Inferno necessaria per risalire al Cielo (cf. pp. 360-364). Questa è la «tradizione gnosticala Via della Mano Sinistra (come la chiama l’induismo)» (p. 361). Secondo Dugin, il personaggio Gideonov di “Fiamma”, capo di una setta di satanisti, ricorda Aleister Crowley e Julius Evola (cf. p. 364)…

Nel romanzo “Fiamma” (1913) il satanista Viacheslav dice: «Serviamo tutti l’Oscuro… Insieme prenderemo il mondo … Solo attraverso il dio russo l’Oscuro… Non ha eguali! Presto il mondo crederà in lui! Il pianeta sarà nostro!» (cit. da Dugin, p. 368).  Viacheslav dice anche: «Ora che abbiamo conquistato l’Europa tocca all’America. E perché? Perché l’Europa si è inchinata davanti all’Oscuro. […] E l’Oriente è nostro da molto tempo… Là, il drago e Maometto sono l’essenza dell’ipostasi dell’Oscuro…» (cit. da Dugin, p. 369). Ecco il commento, positivo, di Dugin: «L’Oscuro, dio del sangue e della vita, unisce l’estrema destra e l’estrema sinistra in un fronte unico contro la gelida civiltà liberale. I conservatori rivoluzionari tedeschi degli anni Venti e Trenta e gli eurasisti russi erano giunti alla stessa conclusione» (p. 369).

Al termine del romanzo, non si realizza l’agognata «sintesi nazional-bolscevica» o «il matrimonio tra rosso e bruno» (cf. p. 371), però avviene quanto scrive Dugin: «“L’America sotterranea”, bastione dell’oscurità non-russa, anti-russa, dell’oscurità anti-gnostica, è stata conquistata» (p. 371).

Con il Viacheslav di “Fiamma”, Dugin: a) auspica «una cospirazione globale contro il freddo» (p. 372), ossia contro la civiltà liberale, occidentale e americana (cf. p. 373); b) sostiene la necessità della «Via della Mano Sinistra, la “via del sangue”» per unirsi all’Assoluto (cf. p. 372). Dugin sa che questa «via del sangue» («crocifissione di donne, orge collettive di adepti russi del Tantra, sacrifici redentori di giovani sull’oscuro altare “satanico”», ecc.) è «la dottrina segreta descritta da Pimen Karpov» ed è «molto pericolosa» (cf. pp. 371-373).

Dugin scrive: «La Russia è un paese straordinario e le creature che lo abitano […] sono circondate da un significato metafisico, le “profondità degli abissi”. Questo è avvincente, dà speranza, è terrificante… Le idee di Karpov sono dirette a noi e sono attuali (per quanto possibile) anche oggi: “Tutti noi, fratelli delle tenebre, abbiamo una nostra luce – oscura, invisibile, non scientifica – ultravioletta… Ecco quel che erigeremo sul nostro pianeta comune e sul vostro… Ma per essere governati dai russi…”. Sangue contro freddo. La Russia danza, angelica e folle, contro l’ “America sotterranea”. È un assordante grido nostalgico per la Tradizione, contro la silenziosa degenerazione dei morti gelati. La rivoluzione mondiale è inevitabile. Impossibile sfuggire al Giudizio Universale e alla Comunione del Fuoco» (p. 373).

Nell’ultimo capitolo del suo libro, Dugin tratta del romanzo “Cavallo pallido” di Boris Savinkov (1879-1925), rivoluzionario (terrorista, assassino) e politico russo. Dugin lo ritiene «un testo brillante» (p. 376), «È un testamento. È letteratura. È una guida all’azione» (p. 376). Dugin scrive: «Savinkov è chiaramente dominato da un motivo apocalittico. “Ti donerò la stella del mattino”: questa espressione compare più volte, ipnoticamente, nel diario di un terrorista. “Stella del mattino” indica Lucifero, il giorno. Un angelo caduto ma intatto, prima creazione di Dio, archetipo atemporale del vero rivoluzionario15» (p. 376). Poi nella nota 15, il curatore dell’edizione italiana di questo libro di Dugin, Andrea Scarabelli, scrive circa Lucifero: «Su questa figura, metafisicamente e simbolicamente opposta al Diavolo e al Satana giudeo-cristiani, cfr. Otto Rahn, La Corte di Lucifero, cit.» (p. 376). Dunque Scarabelli sembra accogliere la distinzione esoterica e gnostica tra Lucifero e Satana… Anche Dugin conosce quel libro del nazista Otto Rahn (pubblicato nel 1935) in cui Lucifero viene elogiato (cf. p. 369).

Dugin prosegue, circa la stella del mattino/Lucifero: «“La stella del mattino” è una promessa ambigua, simbolo di una scelta e di una maledizione, che infesta l’arida immaginazione di un uomo che della morte ha fatto una professione, una vocazione, un destino. “La stella del mattino” è la ricompensa per lo spietato castellano, per il portatore del mistero della vendetta assoluta, che deve colpire sia il bene sia il male» (p. 376).

Dugin sembra proprio condividere l’elogio del terrorismo e dell’omicidio che Savinkov fa nel suo romanzo: uccidere diventa addirittura un atto di fede in Dio, in Cristo, un atto nel nome del popolo russo (cf. p. 376)… Poi Dugin scrive: «Il russo uccide in modo diverso. Ha dietro lo strato profondo della metafisica nazionale ortodossa, l’intero dramma tragico dell’Apocalisse […]. Il terrorista russo è la vittima. Compie un atto magico destinato a salvare non solo la società, le persone, la classe, ma tutta la realtà» (p. 377).

Dugin afferma che Boris Savinkov «è attratto dal fascismo, da Mussolini; nella Russia bolscevica , si scopre vicino ai comunisti. Questi cambiamenti politici lo rendono organicamente un nazional-bolscevico. È al di là delle dottrine partitiche. Un eroe devoto a un’idea metafisica. La morte eroica. Un assassino freddo con l’anima di un agnello» (p. 378).

Verso la conclusione del suo libro, Dugin scrive: «Leggiamo Cavallo pallido di Boris Savinkov. Respiriamo la descrizione della sua vita, del suo erotismo, della sua lotta. Vogliamo così tanto la Stella del Mattino – la vogliamo appassionatamente» (p. 379). 

Quella «Stella del Mattino», tanto bramata anche da Dugin, è Lucifero, lo stesso Lucifero del nazista Otto Rahn…

Poi segue la “Postfazione. Il Sole occulto della città luminosa” di Andrea Scarabelli (pp. 381-413) il quale riassume gli elementi salienti del pensiero Dugin, e in particolare di questo suo libro “I Templari del proletariato”: 

  • «nichilismo attivo» (p. 385);
  • la «Via della Mano Sinistra», o «Tantra» quale «metafisica del nazional-bolscevismo» (cf. pp. 393-396), la stessa «Via» in cui converge anche il filosofo neo-nazista Miguel Serrano (cf. p. 396);
  • i “Templari” di Dugin sono dunque adepti della Via della Mano Sinistra, nazional-bolscevichi (cf. pp. 400-403);
  • il Soggetto Radicale, quale incarnazione e compimento dei “Templari del Proletariato” e quindi protagonista assoluto della Via della Mano Sinistra (cf. pp. 406-413). Sul Soggetto Radicale di Dugin, ho scritto qui: https://www.corrispondenzaromana.it/la-metafisica-del-caos-e-il-soggetto-radicale-di-aleksandr-dugin-3a-parte/

Secondo Scarabelli: «è possibile vedere nella Via della Mano Sinistra de I Templari del proletariato il fondamento stesso della Quarta Teoria Politica» (p. 402, nota 56) in cui si riassume, appunto, il cuore del pensiero di Dugin.

Concludo, ribadendo che il pensiero di Aleksandr Dugin, fin qui delineato, è gnostico, esoterico, e le sue teorie costituiscono una giustificazione ideologica, folle e diabolica, della guerra, del terrorismo, della devastazione più totale e apocalittica, ecc., insomma di tutto quanto contemplato dalla “Via della Mano Sinistra” e dai romanzi di Pimen Karpov e Boris Savinkov.

Ho già scritto altrove di una certa somiglianza tra la “Via della Mano Sinistra” e la Gnosi presente nel pensiero del cabalista eterodosso Jakob Frank (https://www.corrispondenzaromana.it/quella-gnosi-tra-sabbatiani-frankisti-e-massoni-la-redenzione-attraverso-il-peccato-o-via-della-mano-sinistra/) e nella Massoneria (qui: https://www.corrispondenzaromana.it/naturalismo-gnosi-in-un-testo-massonico-del-rsaa/; qui: https://www.scuoladieducazionecivile.org/aspetti-esoterici-della-massoneria/). 

Nella Massoneria russa come vengono giudicate le tesi gnostiche di Dugin? La Gran Loggia di Russia e la Gran Loggia di Ucraina sono entrambe Massonerie regolari, riconosciute dalla United Grand Lodge of England (qui: https://www.ugle.org.uk/about-us/foreign-grand-lodges) e sono in rapporti fraterni tra loro visto che hanno inviato rispettive delegazioni alla Gran Loggia del Grande Oriente d’Italia nell’aprile 2022 (qui: https://www.grandeoriente.it/la-massoneria-ucraina-e-quella-russa-si-sono-incontrate-a-rimini-durante-la-gran-loggia-del-grande-oriente-ditalia/).

Russi, cristiani ortodossi, e italiani, cattolici romani, non dovrebbero assumere le idee nichiliste, gnostiche ed eversive del Prof. Dugin. Contro la “Via della Mano Sinistra” desiderata da Dugin, ascoltiamo invece, con speranza, le parole dette dalla Madonna ai tre pastorelli di Fatima il 13 luglio 1917,  al termine della terza parte del “segreto”: «Finalmente, il Mio Cuore Immacolato trionferà. Il Santo Padre Mi consacrerà la Russia, che si convertirà, e sarà concesso al mondo un periodo di pace». (https://www.vatican.va/roman_curia/congregations/cfaith/documents/rc_con_cfaith_doc_20000626_message-fatima_it.html).

🌟🖋️CI SCRIVONO🖋️🌟

Questo messaggio è soprattutto rivolto a quelli che sono nel cammino

Carissimo, stasera, 25 maggio, nell’ascolto del messaggio e nel suo primo impatto, è come se abbia colto un particolare preciso: questo messaggio è soprattutto rivolto a quelli che sono nel cammino e nel suo solco segnato di questi ormai quasi 43 anni, non che i restanti altri che nemmeno la “guardano” stiano fuori da queste sue parole, mi pare però che appunto quest’ultimi debbano rimanere raccolti nelle nostre preghiere, Maria ci mette nelle mani le sue mani tese, saranno le nostre mani tese nelle sue, tanto da divenire un tutt’uno per tutti.

Ella sa che scivoliamo, sa che possiamo cadere e che cadiamo, ma sa anche che questo gruppo di cuori che  la ascoltano e che la seguono non cederanno, e difatti è per merito Suo che il nostro impegno diviene a noi st essi più chiaro, nonostante le confusioni del mondo, nell’aderenza delle sue parole, nell’attenzione al cielo noi siamo “pensati” da Lei.

Ella ci sta guidando con una saggezza che trovo straordinaria, quanto non potremmo spiegarla con le nostre  parole, ogni frase del  suo messaggio ha un senso specifico che allaccia la situazione generale alla nostra particolare, chi ne vuole restare fuori non riesce ad afferrarle appieno, bisogna stare dentro questo percorso, nel solco, tirare avanti anche con le nostre croci, anzi, quelle sono le più determinanti.

Quando grideranno al cielo, magari maledicendo cielo e terra assieme  durante gli ultimi sette eventi, la croce che abbiamo portato, grazie a Lei,  Maria, sarà segno di salvezza perché di Grazia accumulata, la Grazia della fede che per tutto questo tempo abbiamo seguito e sostenuto tramite le sue parole. Noi saremo l’ultima “PORTA” disponibile, per la stessa Grazia che abbiamo ricevuto, così da fare entrare a far parte dei suoi  tutti quelli rimasti fuori, perché ancora indecisi, ma che però vogliono ancora entrare nel cuore di Suo Figlio.

Tanto i segreti saranno terribili quanto Dio stesso darà la sua luce al mondo, ci farà luminosi, mani non solo tese, ma forti, forti di pace, e di intenzioni  che rispecchiamo noi nell’amore della Gospa, che è amore di Dio, Dio è amore, l’ultima parola sarà sempre la Sua e sarà sempre solo quella : L’AMORE… per chi vuol sentire nel cuore, e poi viverlo.

Sempre Ave Maria carissimo.

Giuseppe.

🟢LIVE🟢 : INCONTRI CON VICKA VEGGENTE DI MEDJUGORJE – a cura di P.LIVIO – Settembre 1991

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“La Gospa” moltiplica i segnali di allarme ed è manifestamente  preoccupata per la nostra  situazione spirituale, in particolare della Parrocchia di Medjugorje

COMMENTO AL MESSAGIO DEL 25 MAGGIO 2024

Cari amici, il messaggio del mese di Maggio conferma la preoccupazione della Madonna in questi  mesi, in particolare riguardo alla Parrocchia che Lei ha scelto per realizzare i suoi piani.

Infatti la Madonna ha detto che Lei dà i messaggi in primo luogo per la Parrocchia e poi per tutti gli altri nel mondo.

Il Cuore di questo messaggio è l’ammonizione che ci viene rivolta con parole inequivocabili: “Figlioli siete ancora lontani”.

Nel mese di Febbraio 2024 aveva detto: “La zizzania ha preso molti cuori e sono diventati sterili”. Nel settembre 2023 l’ammonimento è stato ancora più severo: “Il modernismo vuole entrare nei vostri pensieri e rubarvi la gioia della preghiera e dell’incontro con Gesù.”

Anche in passato la Madonna  ha rivolto ammonimenti, a volte molti severi, tanto che aveva sospeso i Messaggi e aveva minacciato di non darli più. Tuttavia i Parrocchiani hanno sempre reagito positivamente, riprendendo con vigore il cammino spirituale.

Ora la situazione si prolunga da troppo tempo senza dare segni di ripresa, ma la Madonna non può permettere che la fede si raffreddi e che satana diventi ancora più forte, proprio alla vigilia delle grandi prove che stanno per abbattersi sulla Chiesa  sul mondo.

Per questo motivo nel messaggio la Madonna esorta a  un nuovo inizio, riproponendo tutti i messaggi fondamentali dei primi tempi, nella speranza che ci riprendiamo dal sonno stanco delle nostre anime.

Innanzi tutto risuona forte l’esortazione “Convertitevi di nuovo”, come se in questo cammino ci trovassimo al punto di partenza. La traduzione italiana ha voluto mitigare il testo con “Convertitevi sempre di nuovo”, come se bastasse il cambio di parole per migliorare la situazione.

Quindi “la Gospa” riprende le esortazioni più impegnative di primi tempi: “Vi invito alla preghiera del cuore”, “ Scegliete la via della santità e della speranza”, “ Create gruppi di preghiera nei quali vi esorterete al bene e crescerete nella gioia”.

La Madre è dolce (ci chiama due volte “Figlioli”) ma ferma nel medesimo tempo. Rallegriamo il suo Cuore mettendo in pratica le sue esortazioni, uscendo fuori dalla palude della mediocrità.

Nel precedente anniversario la Madonna non ci ha ringraziato con il consueto: “Grazie perché avete risposto alla mia chiamata”. E’ stato un segnale di allarme.

Quale sarà il segnale nel prossimo anniversario, il 25 Giugno 2024? Speriamo positivo e di incoraggiamento. Dipenderà da noi.

Vostro Padre Livio

DALLA CAPPELLA DI RADIO MARIA P.LIVIO COMMENTA IL VANGELO FESTIVO: DOMENICA DELLA SANTISSIMA TRINITÀ

Guerra e propaganda: il pensiero della ‘maggioranza’ dei russi al servizio di Putin

di Stefano Caprio- Asia news – 26 Maggio 2024

Un approfondimento della rubrica Signal di Meduza ha valutato la reale consistenza del sostegno alla guerra della popolazione. La differenza fra “la maggioranza dei russi” e il campione degli intervistati nei sondaggi, sempre meno credibili. I rilevamenti mezzo di “manipolazione” e di “informazione”. L’esempio di “maschio russo medio”, amplificatore di slogan patriottici. 

Una delle dimensioni più sconvolgenti della grande guerra della Russia contro il mondo intero è il sostegno della popolazione agli istinti imperiali della casta del Cremlino, difficile da comprendere e decisamente impossibile da accettare: possibile che ad opporsi alla violenza di Stato siano soltanto alcuni sparuti dissidenti, sottoposti a durissime repressioni fino alla morte in lager, nella totale indifferenza della maggioranza dei russi?

Su questo si è soffermata la rubrica Signal di Meduza, cercando di andare oltre alcuni stereotipi sull’apatia e la passività degli abitanti della Russia di oggi e di sempre. Se si dà retta ai sondaggi ufficiali, il 70% dei russi sostiene con entusiasmo la necessità delle parate militari sulla piazza Rossa, il 56% è contrario a qualsiasi cambiamento sociale ed economico, e a questa mitologica “maggioranza” si attribuisce ogni sorta di sentimento negativo o assurdo, dall’allergia alle analisi mediche fino all’approvazione della pena di morte. La maggioranza professa la fede ortodossa, anche se si reca in chiesa solo per far benedire i dolci pasquali.

Ovviamente i sociologi di Stato affermano che la stragrande maggioranza dei russi approva la “operazione militare speciale” in Ucraina, ma la litania dei sondaggi ufficiali sul pensiero della popolazione lascia piuttosto interdetti. Quanto più si cristallizzano opinioni ampiamente condivise, tanto più queste contraddicono quelle che si sentono esprimere nella vita quotidiana da parenti e amici sulle strade e nelle case, suscitando il sospetto che, al di là della propaganda dei vertici e della repressione dei marginali, ci sia un’ampia manipolazione di quella che viene definita “la maggioranza” della gente russa.

Come affermano gli autori di Signal, “quando si parla della maggioranza dei russi bisogna intendere la maggioranza degli intervistati nei sondaggi, e c’è una grande differenza tra gli uni e gli altri”. Perfino la maggioranza plebiscitaria del voto alle elezioni presidenziali per la consacrazione di Vladimir Putin è in realtà piuttosto dubbia, sia sul numero reale dell’affluenza, sia su quello dei voti espressi. Quando si dice che i russi sono contrari alle bevande energetiche per i ragazzi, ci si riferisce solo agli utenti del sito SuperJob, e i panettoni pasquali da benedire in chiesa non li fanno tutti i russi, ma soprattutto i clienti della catena “Cucina locale” presente in molte città. I giornalisti che commentano i sondaggi estrapolano dati e risposte in modo molto arbitrario, come succede anche negli altri Paesi.

È una regola inflessibile di ogni forma di propaganda: se non si riporta “l’opinione della maggioranza” nessuno leggerà l’articolo o il servizio relativo all’argomento che interessa. I sondaggi sono sempre meno credibili, nonostante siano supportati da algoritmi e criteri d’analisi sempre più sofisticati: i rispondenti non dicono quello che pensano, ma quello che ritengono necessario dire pubblicamente, e questa auto-censura è spesso più efficace di qualsiasi repressione. La “pubblica opinione” è una cosa molto diversa dalle opinioni delle persone, in un mondo in cui ogni affermazione è sottoposta a una dimensione in cui “pubblico” significa “alienato”, consegnato al possesso di altri ambiti e altre strutture, che siano esse di potere e di monopolio, o più in generale di gerarchia degli interessi sociali. Ovviamente in tempo di guerra questo meccanismo di sfiducia e presa di distanza diventa dominante: si dice solo quello che serve per evitare coinvolgimenti.

I sondaggisti sanno bene quanto sia sempre più diffuso il rifiuto di rispondere: in media per ottenere mille risposte, bisogna passare dal rifiuto di ventimila persone. In Russia sono al massimo il 5-6% delle persone a partecipare ai sondaggi, poco più di quelli che si recano alle liturgie ortodosse, e con percentuali così basse è quasi inevitabile che a rispondere siano per lo più quelli di cui si prevede un’opinione coerente con le finalità dell’indagine. Si evita di esprimere il proprio pensiero per timore di conseguenze, o per totale disinteresse alla politica, e questo è sicuramente un trend globale e non solo russo: non si crede alla possibilità di incidere sulle situazioni in base alle opinioni. I principali centri sociologici della Russia operano sotto lo stretto controllo del Cremlino, il più famoso Levada-Centr è iscritto al registro degli “agenti stranieri” dal 2016, e non ha grande libertà di manovra per confermare la sua capacità di analisi sul campo. In Bielorussia, il presidente Aleksandr Lukašenko ha risolto il problema in modo radicale proibendo dopo le sommosse del 2020 ogni tipo di sondaggio, anche su internet, e permettendo nel 2021 soltanto un grande “sondaggio ufficiale” che dichiarava il suo livello di consenso tra la popolazione al 66,5%; quelli indipendenti e più o meno clandestini parlavano del 24,1%.

Nelle indagini sociologiche conta molto la metodologia con cui vengono proposte le domande, che spesso riguardano le opinioni altrui piuttosto che quelle della persona intervistata, per evitare di comprometterla. Se si vuole chiedere un parere sulle torture, la domanda non si pone direttamente, ma si chiede l’ammissibilità della tortura di chi rapisce bambini o compie gravi attentati. Questo apre molti spazi alla manipolazione, per cui i sondaggi non servono principalmente a informarsi sulle opinioni degli intervistati, ma a informare gli intervistati su questioni che magari non si erano mai posti; chiedere “sapeva che il candidato X ha problemi con la giustizia?” è un modo per abbassare allo stesso X le chance di elezione, per non parlare dei commenti riassuntivi ai “risultati dei sondaggi”. Si chiede un parere sulle parate della piazza Rossa, non sulla guerra o sulle sanzioni, sull’inflazione o sulle repressioni; la gente è spinta a rispondere secondo parametri già conosciuti a livello sociale, e più che un’espressione di pensiero, il sondaggio diventa un “allenamento ideologico”, come lo definisce Signal. Se si chiede a un russo “che cosa pensa la maggioranza dei russi?”, difficilmente dirà qualcosa che lo distingue dal pensiero della maggioranza dei russi.

Manipolare l’opinione pubblica è più semplice di quanto sembri: lo sanno bene in Russia e in tutto il mondo, a prescindere dal regime al potere o dal sistema più o meno autocratico o democratico, come dimostra l’ondata di cieco antisemitismo che cresce a tutte le latitudini nel contesto del conflitto tra israeliani e palestinesi. I “sondaggi riservati” sulla disponibilità dei russi a sacrificarsi per la vittoria in Ucraina permettono a Putin di ribadire trionfalmente che “l’assoluta maggioranza dei russi mette al primo posto la sua appartenenza alla società russa, allo Stato, piuttosto che alla propria discendenza etnica”, come ha spiegato ancora in questi giorni per disperdere le tendenze autonomiste dei popoli minori. Oppure afferma che “noto in particolare un sostegno senza precedenti da parte del nostro popolo, la stragrande maggioranza dei cittadini del nostro Paese è spinta da un chiaro ideale patriottico”, come ha detto al consiglio ristretto del ministero della Difesa, una delle frasi che ripete fin dall’inizio dell’invasione dell’Ucraina, anche senza bisogno di citare statistiche e analisi sociologiche.

Nessuna statistica, del resto, conferma un altro ritornello della propaganda secondo cui “la maggioranza assoluta di chi ha vissuto in Ucraina, e ancora di più di chi ha vissuto in Russia, ritiene che si tratti dello stesso Paese”, facendo leva semmai su reminiscenze sovietiche di comunanza ideale, riciclate nella mitologia degli eventi in corso. L’agenzia informativa Rbk nel 2017 pubblicò il “ritratto medio” di un abitante della Russia, col nome “statistico” di Elena Smirnova di 40 anni, e il Tinkoff Žurnal ha ripreso di recente questo esempio, modificando il modello del “cittadino medio” nel maschio Aleksandr Ivanov di 37-38 anni, di professione autista e leale al governo, con un reddito medio e alcuni risparmi, che “ama la Patria e non si fida degli americani”, e ascolta solo i cantanti russi. Queste figure convenzionali, sempre più simili a fantocci creati dalle nuove applicazioni di intelligenza artificiale, non rappresentano i russi reali, ma soltanto le marionette utili alla casta del potere.

Un esempio perfetto di “maschio russo medio”, amplificatore di slogan patriottici a buon mercato, è il riconfermato ministro della cultura, Valerij Fal’kov, 46enne ex-rettore dell’università di Tjumen in Siberia, che nel 2020 aveva sostituito Vladimir Medinskij, ora consigliere di Putin e autore dei manuali “rivisitati” della storia russa. Il “maschio siberiano” è il modello preferito dal Cremlino (anche per riassumere le varie etnie riunite a quella russa), come ad esempio il sindaco di Mosca Sergej Sobjanin, anch’egli importato da Tjumen nel 2010, anno della svolta autoritaria e militare di Putin. Quand’era ancora studente nel 2003, Fal’kov scriveva nella sua tesi che la “agitatsija [propaganda] è uno strumento ideologico dei regimi totalitari, per coltivare i valori ad esso più convenienti e controllare la società”, e oggi è il ministro della agitatsija di Stato.

BUONA DOMENICA

SOLENNITA’ DELLA SANTISSIMA TRINITA’

Cari amici, oggi la Liturgia celebra il dogma fondamentale della fede  cristiana, il mistero di Dio che è uno ed unico nella sua natura divina e che è trino nelle Persone che ne partecipano.

Dio infatti, nella sua vita intima non è infinita solitudine, ma eterna comunione di amore: Il Padre è Colui che genera, il Figlio Colui che è eternamente generato, lo Spirito Santo è il dono di amore che  si scambiano eternamente.

Questo mistero della vita intima di Dio è stato rivelato nel momento dell’Annunciazione, quando il Figlio di Dio si è incarnato per  dello Spirto Santo  nel grembo della Vergine Maria, la prima creatura umana che ha creduto.

Il mistero di Dio Santissima Trinità e quello dell’Incarnazione sono i cardini della fede cattolica, che professiamo in modo particolare nel “Credo”, ai quali dobbiamo aderire con la mente e con il cuore, perché siano luce e forza per la nostra vita spirituale.

Preghiamo perché i popoli della terra si aprano a questi misteri ineffabili  e perché abbandonino le idolatrie, le menzogne e i crimini nei quali satana li ha trascinati.

Possa l’ Amore eterno ricolmare i loro Cuori e la Luce della Verità illuminare le loro menti, perché si possa condurre sulla terra una vita degna e pacifica, nella lode e nell’adorazione dell’unico vero Dio, che si è rivelato in Gesù Cristo e che ci ha redenti mediante la Croce.

Vostro Padre Livio


Vangelo

Battezzate tutti i popoli nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo.

Dal Vangelo secondo Matteo
Mt 28,16-20

In quel tempo, gli undici discepoli andarono in Galilea, sul monte che Gesù aveva loro indicato.
Quando lo videro, si prostrarono. Essi però dubitarono.
Gesù si avvicinò e disse loro: «A me è stato dato ogni potere in cielo e sulla terra. Andate dunque e fate discepoli tutti i popoli, battezzandoli nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo, insegnando loro a osservare tutto ciò che vi ho comandato. Ed ecco, io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo».

Parola del Signore


BENEDETTO XVI

ANGELUS                       

Solennità della Santissima Trinità
Piazza San Pietro
Domenica, 7 giugno 2009

 Cari fratelli e sorelle!

Dopo il tempo pasquale, culminato nella festa di Pentecoste, la liturgia prevede queste tre solennità del Signore: oggi, la Santissima Trinità; giovedì prossimo, quella del Corpus Domini, che, in molti Paesi tra cui l’Italia, verrà celebrata domenica prossima; e infine, il venerdì successivo, la festa del Sacro Cuore di Gesù. Ciascuna di queste ricorrenze liturgiche evidenzia una prospettiva dalla quale si abbraccia l’intero mistero della fede cristiana: e cioè rispettivamente la realtà di Dio Uno e Trino, il Sacramento dell’Eucaristia e il centro divino-umano della Persona di Cristo. Sono in verità aspetti dell’unico mistero della salvezza, che in un certo senso riassumono tutto l’itinerario della rivelazione di Gesù, dall’incarnazione alla morte e risurrezione fino all’ascensione e al dono dello Spirito Santo.

Quest’oggi contempliamo la Santissima Trinità così come ce l’ha fatta conoscere Gesù. Egli ci ha rivelato che Dio è amore “non nell’unità di una sola persona, ma nella Trinità di una sola sostanza” (Prefazio): è Creatore e Padre misericordioso; è Figlio Unigenito, eterna Sapienza incarnata, morto e risorto per noi; è finalmente Spirito Santo che tutto muove, cosmo e storia, verso la piena ricapitolazione finale.

Tre Persone che sono un solo Dio perché il Padre è amore, il Figlio è amore, lo Spirito è amore. Dio è tutto e solo amore, amore purissimo, infinito ed eterno. Non vive in una splendida solitudine, ma è piuttosto fonte inesauribile di vita che incessantemente si dona e si comunica. Lo possiamo in qualche misura intuire osservando sia il macro-universo: la nostra terra, i pianeti, le stelle, le galassie; sia il micro-universo: le cellule, gli atomi, le particelle elementari. In tutto ciò che esiste è in un certo senso impresso il “nome” della Santissima Trinità, perché tutto l’essere, fino alle ultime particelle, è essere in relazione, e così traspare il Dio-relazione, traspare ultimamente l’Amore creatore.

Tutto proviene dall’amore, tende all’amore, e si muove spinto dall’amore, naturalmente con gradi diversi di consapevolezza e di libertà. “O Signore, Signore nostro, / quanto è mirabile il tuo nome su tutta la terra!” (Sal 8,2) – esclama il salmista. Parlando del “nome” la Bibbia indica Dio stesso, la sua identità più vera; identità che risplende su tutto il creato, dove ogni essere, per il fatto stesso di esserci e per il “tessuto” di cui è fatto, fa riferimento ad un Principio trascendente, alla Vita eterna ed infinita che si dona, in una parola: all’Amore. “In lui – disse san Paolo nell’Areòpago di Atene – viviamo, ci muoviamo ed esistiamo” (At 17,28).

La prova più forte che siamo fatti ad immagine della Trinità è questa: solo l’amore ci rende felici, perché viviamo in relazione per amare e viviamo per essere amati. Usando un’analogia suggerita dalla biologia, diremmo che l’essere umano porta nel proprio “genoma” la traccia profonda della Trinità, di Dio-Amore.

La Vergine Maria, nella sua docile umiltà, si è fatta ancella dell’Amore divino: ha accolto la volontà del Padre e ha concepito il Figlio per opera dello Spirito Santo. In Lei l’Onnipotente si è costruito un tempio degno di Lui, e ne ha fatto il modello e l’immagine della Chiesa, mistero e casa di comunione per tutti gli uomini. Ci aiuti Maria, specchio della Trinità Santissima, a crescere nella fede nel mistero trinitario.


                    

🔴LIVE VIDEO🔴 COMMENTO AL MESSAGGIO DELLA REGINA DELLA PACE – 25 MAGGIO 2024

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MESSAGGIO DEL 25 MAGGIO 2024

Messaggio, 25. maggio 2024

“Cari figli! In questo tempo di grazia vi invito alla preghiera col cuore.

Figlioli, create i gruppi di preghiera nei quali vi esorterete al bene e crescerete nella gioia.

Figlioli, siete ancora lontani.

Perciò convertitevi sempre di nuovo e scegliete la via della santità e della speranza affinché Dio vi doni la pace in abbondanza.

Grazie per aver risposto alla mia chiamata.

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Poruka, 25. svibanj 2024

„Draga djeco! U ovom milosnom vremenu pozivam vas na molitvu srcem. Dječice, stvarajte molitvene grupe gdje ćete se poticati na dobro i rasti u radosti. Dječice, još ste daleko. Zato se iznova obraćajte i izaberite put svetosti i nade da bi vam Bog dao mira u obilju. Hvala vam što ste se odazvali mome pozivu.“

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h21: Commento di Padre Livio al Messaggio: Radio – Blog – Facebook – You tube ( in differita)

🌟🖋️CI SCRIVONO🖋️🌟

Oggi più che mai la fede è in pericolo

Caro Padre Livio, è commovente ascoltare le sue parole, dette con enfasi e coraggio in difesa di Medjugorje. Lei sta mantenendo viva la fede di molte persone, non molli.

 Dio ci libererà… Che Dio la benedica 

 Evviva Gesù e Maria. Uniti nella preghiera

 Rocco


Caro Rocco,

ti ringrazio per le preziose parole di incoraggiamento che mi hai inviato. Oggi più che mai la fede è in pericolo ed è incalcolabile in numero dei cuori che il seminatore della zizzania rende sterili.

Mi ha sempre impressionato quanto ha affermato l’Apostolo Paolo facendo il bilancio della sua vita. “Ho combattuto la buona battaglia, ho terminato la mia corsa, ho conservato la fede. Ora mi resta solo la corona di giustizia che il Signore, giusto giudice, mi consegnerà in quel giorno; e non solo a me, ma anche a tutti coloro che attendono con amore la sua manifestazione.”

Anche per Lui, l’Apostolo delle genti, che aveva superato ogni genere di prove, quella della fede personale è stata la battaglia più importante, quella decisiva. Possiamo immaginare qual colpo sarebbe stato per la Chiesa se Paolo avesse fatto naufragio nella fede.

Per questo oggi abbiamo bisogno di persone che salde nella fede e coraggiose nel testimoniarla. Questo è il compito degli apostoli di Maria che devono resistere al vento mortale dell’incredulità che miete le anime e indebolisce la Chiesa.

Fin dagli inizi la Regina della pace ha affermato di esse venuta e “risvegliare la fede” Senza la sua presenza evangelizzatrice la situazione del mondo sarebbe irrecuperabile.  La certezza della sua presenza, che porta il Cielo sulla terra, è una medicina inestimabile che Dio ci ha donato per combattere il virus mortale dell’incredulità, che corrode e fa cadere persino “le querce del Libano”.

Perciò, caro amico, vegliamo e preghiamo, restiamo uniti a Gesù per mezzo di Maria, perseveriamo nella fedeltà alla Regina della pace, in modo da affrontare vittoriosi le prove che si avvicinano e preghiamo per quei poveretti che, nella loro presunzione, pensano di essere al sicuro nelle ragnatele dei loro ragionamenti.

Ave maria

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