"VI SUPPLICO: CONVERTITEVI!" (REGINA DELLA PACE-MEDJUGORJE)

Mese: Maggio 2024 Pagina 5 di 19

UNO SGUARDO DI FEDE SULL’ATTUALITA’

Pensiero spirituale sulla lotta quotidiana fra il bene e il male

Cari amici, le parole bene e male possono essere usate per indicare realtà diverse. Nella prospettiva cristiana il bene è Dio stesso, è la Sua divina rivelazione che ha fatto attraverso la manifestazione in Gesù Cristo, è amore prodigo e senza confini. Dio è eterna comunione di amore, è la fonte dell’amore, del bene, della gioia, della verità, della pace, della bellezza. Tutto ciò che è bene è in riferimento a Dio, in quello che Lui è, in quello che Lui fa e in quello che Lui manifesta.

Il bene non è un’entità astratta, ma una persona. Dio è il bene per essenza. È una comunione di persone, è Dio Santissima Trinità. Il fatto che Dio sia il bene e l’amore, è una rivelazione di una grandezza immensa, perché l’umanità non è mai arrivata a elevare il bene a essere personale eterno. Ma si è persa lungo la strada, molte volte ha divinizzato sia il bene sia il male come fossero due realtà fra loro comparate ed equivalenti. Invece, la divina Rivelazione – anche nell’Antico Testamento – ha rivelato Dio che è bene, tutto ciò che Lui fa è bene e ogni Suo piano è buono.

Per quanto riguarda il male, sarebbe un errore limitarsi ha definirlo come un fenomeno passeggero. Anche il male ha un’origine personale. È apparso nel momento in cui Dio creò gli angeli, li elevò in grazia e – nel secondo istante – una parte dell’esercito angelico non si è sottomessa a Dio, non si è aperta a Lui, non l’ha riconosciuto e non lo ha ringraziato. Al contrario, ha contrapposto se stessa a Dio cercando di prevalere su di Lui. Quindi, anche il male ha un’origine personale, cioè è nato da un essere intelligente e libero, come è la natura angelica. Tutto ciò che viene da questo essere che si è pervertito è male.

Sappiamo cos’è il male in tutta la sua proliferazione, ma non è infinito. Il bene è infinito perché viene da Dio che è l’essere supremo; il male non è infinito, non è una potenza che può prevalere sul bene, perché è originato da una creatura, quindi, è limitato e sottoposto al governo del bene di Dio. Il male, tuttavia, non è un’entità astratta, ma una persona pervertita – l’angelo ribelle – e tutti quelli che l’hanno seguita. Il male è la manifestazione di una persona pervertita, come ha detto San Paolo VI efficacemente per contrastare quelli che volevano ridurre il male a un fenomeno astratto, quasi impalpabile e passeggero. Appartiene all’effimero, perché anche noi siamo effimeri, ma quando si parla del male bisogna andare alla causa ultima di esso che è satana. Tutto ciò che satana compie è male, tutto ciò che viene da lui è male; quindi, anche quando sembra che presenti il bene è “il male colorato di bene”, come dice Santa Caterina da Siena.

Il bene è Dio e tutto ciò che fa, il male è satana e tutto ciò che lui e tutta la compagine degli angeli ribelli compie. Gesù sintetizza in due espressioni il male che viene dalle loro menti: “satana menzognero e omicida fin dal principio”, cioè la menzogna e l’odio distruttore.

Queste due realtà sono operative nel cuore dell’uomo. Il bene è operativo, è vivo, è elevante, nel momento in cui Dio crea i nostri progenitori – Adamo ed Eva – li eleva in grazia e ne fa dei figli e degli amici ricolmandoli di doni soprannaturali. Nel momento della tentazione, l’invidia, l’odio e l’orgoglio, il nemico si insidia come un veleno e deturpa il cuore dei progenitori che cadono sotto il suo dominio. Questo avviene anche nel nostro cuore, abbiamo l’impulso del bene che è la grazia di Dio, l’ispirazione dello Spirito Santo, tutto ciò che Dio ha messo a disposizione come fonte di grazia. Abbiamo la sua parola di verità, i suoi Sacramenti, la Chiesa come ovile santo che protegge, ci alimenta e ci fortifica. Questo è il bene nella sua crescita nel cuore degli uomini. Nel medesimo tempo anche il male cresce. È questo fattore impalpabile ma reale della libertà umana che permette al bene di crescere nel proprio cuore. In questo modo, la persona diventa buona, a immagine di Dio, amica di Dio. Nel frattempo, il male prolifica all’interno dei cuori, mette le radici, diventa oppressivo e fa schiavi della sua legge di morte. Gli effetti del bene come li presenta la Sacra Scrittura è la partecipazione alla vita eterna di Dio. Gli effetti del male sono la morte di cui parlano anche i Messaggi della Regina della pace: «Satana è forte e ogni giorno la sua forza è sempre più forte attraverso coloro che hanno scelto la morte e l’odio» (25 aprile 2024). Questa è quello che accade sotto il profilo individuale.

Ci sono gli uomini buoni che sono nel contesto della luce, di grazia e di bene; ci sono uomini cattivi che sono nel contesto della perversione e della ribellione. È molto significativa l’espressione che la Madonna ha utilizzato a Kibeho definendo i demoni e gli uomini che li seguono: “i ribelli”. Sono coloro che si ribellano all’egemonia del bene, dell’amore e della luce. Presentano se stessi al posto di Dio, come fa satana che ottiene un seguito talmente forte tanto che la Madonna in più Messaggi comincia dicendo di pregare con Lei perché il male non prevalga.

C’è un passaggio dal combattimento spirituale interiore di ogni persona a quello che è una situazione nella società dove i cuori pervertiti – colmi di zizzania e sotto la dittatura del male – incominciano a essere preponderanti e a prevalere, è chiaro che si va verso l’abisso. Si va verso la trasformazione di una società in un inferno anticipato.  A questo riguardo non ci sono solo i Messaggi della Madonna che ci indicano la potenza di satana fino a dire che egli regna. Tuttavia sotto il governo di Dio, le permissioni divine sono sempre orientate alla vittoria finale del bene, questo è un dogma di fede.

Oggi nel mondo le forze del male sono molto più potenti e temibili di quanto non lo siano state in passato. Ci sono delle persone, dei gruppi e dei popoli che vanno verso il satanismo, cioè quella concezione del dominio di satana nei cuori di distruzione e di morte. Nella prospettiva di questa guerra che c’è nel mondo – con il possibile uso di armi atomiche che potrebbero distruggere l’opera della Creazione – ci fa pensare che quelli che sono talmente schierati dalla parte di satana incominciano a manifestarsi anche nella politica internazionale. Talmente schierati, da voler distruggere il mondo perché è questo l’obiettivo di satana, così da far diventare il mondo il regno dell’inferno.

Questo è un pericolo che spiega perché la Madonna è presente. Satana attraverso queste potenze nel mondo – di distruzione e di morte – vuole distruggere la nostra vita e il pianeta su cui inviamo. Ma Dio ci ama e ha mandato la Regina della pace per salvare le nostre vite. Di qui la necessità di far prevalere del nostro cuore il bene, la verità, la pace, la luce, il perdono, la misericordia, la mano tesa. Dobbiamo affrontare questo sforzo cosicché Dio si radichi in noi e il bene fiorisca. È la battaglia alla quale siamo chiamata dalla Madonna in quasi tutti i suoi Messaggi. Nel Messaggio del 25 marzo 2024 lo ribadisce: «In questo tempo di grazia pregate con me affinché il bene prevalga in voi e intorno a voi»; e ancora nel Messaggio del 25 aprile 2024: «Sono con voi per dirvi che vi amo e vi esorto alla preghiera perché satana è forte e ogni giorno la sua forza è sempre più forte attraverso coloro che hanno scelto la morte e l’odio».

Per quanto riguarda noi personalmente, il grande combattimento spirituale è quello che avviene nel nostro cuore, il quale deve essere la dimora di Dio, dell’amore, della verità e della pace.

Da: “Lettura cristiana della cronaca e della storia”

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☕️IL CAFFEINO QUOTIDIANO DI P. LIVIO☕️

🌟🖋️CI SCRIVONO🖋️🌟

“So che ha subito pressioni dall’alto”

Gentile direttore, ho letto un suo libro “Se siete miei vincerete.” È un bel libro, unico nel panorama delle pubblicazioni cattoliche.. E oggi cattolico è un aggettivo usato spesso a sproposito. 

So che ha subito delle pressioni dall’alto e in questi decenni di apostasia e impostura anticristiana, dirigere una emittente come Radio Maria è impresa eroica.

Cordiali saluti. 

Anonima


Gentilissima, non ho mai subito nessuna pressione, salvo quella piacevole della Regina della pace. Qualcuno ci ha provato un po’ all’inizio, ma poi gli è passata subito la voglia. Continui a leggere i miei libri, così mi conoscerà meglio.

Ave Maria

Padre Livio

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Contemplando “l’amor che move il sole e l’altre stelle”

 Aurora boreale 5 Novembre 2023

22 Maggio 2024 ore 15:30 di Roberto de Mattei . Corrispondenza Romana

Nel corso dell’ultimo anno si sono moltiplicati in tutto il mondo eventi atmosferici eccezionali, tra i quali eclissi e aurore boreali.

 L’8 aprile 2024 c’è stata una grande eclissi di sole in America, visibile dal Messico agli Stati Uniti fino al Canada, 14 giorni dopo un’eclissi lunare che il 25 marzo aveva oscurato i cieli di parte delle Americhe e dell’Europa.

Qualche mese prima, il 5 novembre 2023 i cieli di mezza Europa erano stati illuminati da un’aurora boreale, che in Italia è stata osservata dalle Alpi alla costa del mare Adriatico. Il 25 marzo scorso una nuova tempesta magnetica ha prodotto sul nostro pianeta aurore boreali visibili a diverse latitudini. Una nuova aurora boreale, tra il 10 e l’11 maggio 2024, ha illuminato non solo i cieli dell’emisfero settentrionale ma anche dell’Europa meridionale. L’aurora boreale è molto rara, eppure negli ultimi mesi decine di milioni di persone in Italia e nel mondo hanno avuto modo di assistere per ben tre volte all’impressionante spettacolo. 

Questi eventi insoliti hanno certamente una loro spiegazione naturale. L’aurora boreale è un fenomeno ottico per il quale si possono ammirare nell’atmosfera delle bande in movimento di diversi colori, come frutto dell’incontro fra particelle portate dai venti solari e particelle gassose dell’atmosfera terrestre. Le eclissi lunari si verificano quando la Terra si interpone tra il Sole e la Luna, mentre nell’eclissi solare è la Luna che si posiziona tra il Sole e la Terra oscurando parzialmente o totalmente il sole. Ma, al di là della spiegazione “scientifica”, che riduce i fenomeni naturali a una combinazione di particelle di materia, collegate tra di loro e in moto reciproco, c’è però da chiedersi se non esista un significato profondo e invisibile di questi eventi.

L’insufficienza di un’analisi meramente quantitativa degli eventi naturali fu già rilevata da sant’Agostino che, nel suo Discorso 68, citando il Libro della Sapienza, biasima coloro che, indagando sul cosmo, non furono in grado di trovare Colui dal quale tutto è stato creato. «Se infatti furono capaci di possedere tanta scienza da rendersi conto dell’universo, come mai non trovarono più facilmente il Signore di esso? (Sap 13, 9)».  Essi: «indagarono il moto degli astri, la distanza tra le varie stelle, il percorso dei corpi celesti; in tal modo occupandosi di studi siffatti arrivarono a una tale conoscenza scientifica da predire le eclissi del sole e della luna, e quando le predicevano queste avvenivano nel giorno e nell’ora predetta, nella misura e nel punto dello spazio da loro preannunciati. Grande abilità! Grande capacità! Ma quando si accinsero a cercar di conoscere il Creatore, che stava non lontano da loro, non riuscirono a trovarlo; se lo avessero trovato, lo avrebbero avuto in sé stessi».

Nell’antichità, e nel Medioevo cristiano, si scrutava il cielo cercando di conoscere il significato degli eventi straordinari, come accadde per i Re Magi quando apparve la stella cometa che annunciava la nascita del Salvatore.  E quando Gesù morì sul Calvario, il cielo si oscurò e la terrà tremò (Mt 27, 45-51). Era giusto infatti, commentano i Padri della Chiesa, che calassero le tenebre sulla terra, nel momento in cui fu crocifisso Colui che veniva a portare la luce al mondo.

A Fatima, nel luglio 1917, la Madonna rivelò ai tre pastorelli che il castigo che avrebbe colpito l’umanità, se non avesse corrisposto alle sue richieste, sarebbe stato anticipato da un grande segno del cielo: «Quando vedrete una notte illuminata da una luce sconosciuta, sappiate che è il grande segnale che Dio vi dà del fatto che si appresta a punire il mondo per i suoi delitti, per mezzo della guerra, della fame e delle persecuzioni alla Chiesa e al Santo Padre».

La Seconda guerra mondiale, che scoppiò il 1° settembre 1939, fu preceduta da due aurore boreali, il 25-26 gennaio 1938 e il 23 agosto 1939. Suor Lucia, nell’istituto di Santa Dorotea a Tuy, in Spagna dove allora si trovava, sembrò identificare l’aurora boreale del 1938 con il “grande segno” profetizzato dalla Madonna. «Dio se ne servì per farmi capire che la sua giustizia stava per scaricarsi sulle nazioni colpevoli e cominciai allora a chiedere con insistenza la Comunione riparatrice nei primi sabati e la consacrazione della Russia» (Documentos de Fatima, Porto 1976, p. 231).

Le parole di suor Lucia fanno riflettere, ma dal momento che la Seconda guerra mondiale è stata l’inizio e non la fine dei castighi che avrebbero colpito l’umanità a causa della sua infedeltà, le aurore boreali del 1938 e 1939 devono essere considerate come l’anticipazione e la prefigurazione di altri segni celesti che verranno, senza che di essi sia chiara l’origine, naturale o soprannaturale.

Quale che sia il segno del Cielo predetto dalla Madonna, sembra probabile che esso sarà concesso dalla Divina Provvidenza non tanto per convertire coloro che sono immersi nel peccato, quanto per fortificare la fede e la speranza di coloro che combattono per l’instaurazione del Regno di Maria promesso a Fatima.

Infatti, secondo il Vangelo, nemmeno un resuscitato dai morti avrebbe potuto scuotere l’incredulità dei fratelli del ricco Epulone, che rifiutavano la parola dei profeti (Lc 16, 19-31). Come potrebbero essere convinti da un segno celeste, per quanto spettacolare, coloro che si ostinano a rifiutare il messaggio profetico che la Madonna a Fatima ha dato all’umanità? 

Il 23 agosto 1939, il giorno in cui i ministri degli Esteri sovietico e tedesco, Vjaceslav Molotov e Joachim von Ribbentrop, firmarono il patto di non aggressione fra i due Paesi che portò alla spartizione della Polonia, Hitler riunì i più stretti collaboratori nel suo rifugio sulle Alpi di Salisburgo. «Quella notte – scrive Albert Speer, architetto del regime – ci intrattenemmo sulla terrazza del Berghof ad ammirare un raro fenomeno celeste: per un’ora circa, un’intensa aurora boreale illuminò di luce rossa il leggendario Untersberg che ci stava di fronte, mentre la volta del cielo era una tavolozza di tutti i colori dell’arcobaleno. L’ultimo atto del Crepuscolo degli dèi non avrebbe potuto essere messo in scena in modo più efficace. Anche i nostri volti e le nostre mani erano tinti di un rosso innaturale. Lo spettacolo produsse nelle nostre menti una profonda inquietudine» (Memorie del Terzo Reich, trad. it., Mondadori, Milano 1997 p. 196).   

I gerarchi nazisti rimasero attoniti, ma non seppero cogliere il simbolismo dell’evento, al contrario di quanto era accaduto un secolo prima allo scrittore Adalbert Stifter (1805-1868) che, a Vienna, aveva contemplato la grande eclissi di sole dell’8 luglio 1842. Stifter afferma di non essere mai stato tanto impressionato nella sua vita, vedendovi la mano di Dio: «Mai e poi mai nella via vita intera sono stato così scosso da un terrore sublime, come in quei due minuti» (Eclissi. Lettere invernali dalla foresta bavarese, tr. it, Clueb, Bologna 2006, p. 38).

Dio non solo ha voluto fin dall’eternità che accadessero questi fatti celesti straordinari, ma ha voluto porre nel nostro cuore un profondo sentimento di stupore e di meraviglia che genera il desiderio di scoprirne il significato. Questo spirito che ci permette di contemplare la «sinfonia metafisica dell’universo», di cui ha parlato Plinio Corrêa de Oliveira (Contemplazione sacrale dell’universo, Cantagalli, Siena 2013), va riconquistato per restaurare una società profondamente sacrale e ordinata a Dio.

La perdita del senso trascendente della storia corrisponde alla scomparsa di una visione metafisica della natura. In entrambi i casi Dio, creatore del cielo e della terra, è espulso dall’universo creato. Solleviamo dunque lo sguardo al firmamento celeste, cercando di percepire quei messaggi misteriosi che gli astronomi non colgono, ma che non sfuggono a chi contempla nell’universo «l’amor che move il sole e l’altre stelle» (Dante, Paradiso, 23, 145).

UNO SGUARDO DI FEDE SULL’ATTUALITA’

Pensiero spirituale sulle parole di Gesù: “Vegliate dunque, perché non sapete né il giorno né l’ora” (Mt 24,42)

Cari amici, l’espressione “Vegliate dunque, perché non sapete né il giorno né l’ora” la sentiamo spesso nel tempo di Avvento. Come cristiani, nel modo di concepire sia la vita che la Storia, ci siamo non poco mondanizzati. Siamo imbevuti di una visione della vita atea e materialistica. Come un processo infinito della materia che si riproduce, abbiamo davanti a noi un’eternità intramondana. Il mondo è eterno, la Storia è eterna, quindi non comprendiamo le parole di Gesù: “Cieli e Terra passeranno, ma le mie parole non passeranno”. Nel nostro modo di pensare, anche in questo momento storico in cui siamo minacciati dalle bombe atomiche, non ci viene in mente che così facendo la Storia finisce. Non riusciamo ad entrare in una visione apocalittica della vita e della Storia che è quella cristiana. Eppure per la prima volta l’umanità è a rischio di autodistruzione.

Dobbiamo entrare in quella prospettiva di Apocalisse nella quale Gesù ci ha introdotti: “Vegliate dunque, perché non sapete né il giorno né l’ora” (Mt 24,42). Non riusciamo a vedere il tempo sotto la prospettiva dell’eternità e non riusciamo a vedere la nostra vita come cammino verso l’eternità. Come dice un vecchio proverbio: “La vita è breve, la morte è certa, del morir l’ora è incerta. Un’anima sola si ha, se si perde che ne sarà?”. Non c’è da meravigliarsi del piano Madonna – in questa grande epopea mariana che va da Fatima a Medjugorje – di prepararci al grande combattimento escatologico dal quale Lei uscirà vincitrice, ma Satana avrà la sua parte. Facciamo fatica ad entrare in questa visione escatologica, a capire che il mondo può finire e può essere distrutto se non ci fosse la mano di Dio che interviene. Tuttavia l’intervento di Dio è commisurato alla nostra risposta.

Di qui il fastidio con cui si guardano tante espressioni che sono coerenti con il Vangelo. Quelle espressioni di visione della Storia che prevedono la venuta di Cristo – preceduta dagli ultimi tempi, dall’Apocalisse e dalle sue grandi battaglie – sono talmente estranee al pensiero e alla catechesi che non ne cogliamo il valore.

Non sappiamo cosa ci attende, ma dobbiamo attenerci alle parole di Gesù, ai suoi discorsi escatologici nei quattro Vangeli. Questa mancanza di prospettiva escatologica impedisce a noi e alla Chiesa di indicare l’atteggiamento interiore con il quale dobbiamo affrontare i tempi che viviamo. La venuta del Figlio dell’uomo non è necessariamente imminente. Siamo tuttavia entrati nella fase di eventi che la preannunciano. Come cristiani, prima di tutto, dobbiamo vedere la vita nella luce delle Parabole escatologiche . La più celebre è quella delle vergini stolte:

«Il regno dei cieli è simile a dieci vergini che, prese le loro lampade, uscirono incontro allo sposo. Cinque di esse erano stolte e cinque sagge; le stolte presero le lampade, ma non presero con sé olio; le sagge invece, insieme alle lampade, presero anche dell’olio in piccoli vasi. Poiché lo sposo tardava, si assopirono tutte e dormirono. A mezzanotte si levò un grido: Ecco lo sposo, andategli incontro! Allora tutte quelle vergini si destarono e prepararono le loro lampade. E le stolte dissero alle sagge: Dateci del vostro olio, perché le nostre lampade si spengono. Ma le sagge risposero: No, che non abbia a mancare per noi e per voi; andate piuttosto dai venditori e compratevene. Ora, mentre quelle andavano per comprare l’olio, arrivò lo sposo e le vergini che erano pronte entrarono con lui alle nozze, e la porta fu chiusa. Più tardi arrivarono anche le altre vergini e incominciarono a dire: Signore, signore, aprici! 12 Ma egli rispose: In verità vi dico: non vi conosco. Vegliate dunque, perché non sapete né il giorno né l’ora. signore, aprici! Ma egli rispose: In verità vi dico: non vi conosco. Vegliate dunque, perché non sapete né il giorno né l’ora».

Questo è uno di quei momenti in cui molti sentiranno dire “In verità non vi conosco”, perché la Madonna è qui da così tanto tempo per metterci in salvo dai pericoli che incombono. La caratteristica della nostra epoca è quella di satana sciolto dalle catene, della Donna vestita di sole con la corona di dodici stelle, come è apparsa e come appare a Medjugorje. Maria è qui per prepararci alla grande battaglia escatologica della quale il risultato sono le anime salvate. La Gospa è preoccupata per esse in quanto: «Satana miete le anime» (25 luglio 2020) perché la visione della vita è pagana. I cristiani neanche a livello personale pensano alla morte. Non si preparano lavandosi dai peccati con la grazia di Dio che ci rinnova, con la Confessione e l’Eucarestia. La nostra vita diventa un camminare verso lo spegnimento. È scomparsa la dimensione escatologica del Vangelo, del Cristianesimo, siamo diventanti mondani, con qualche perbenismo ma niente di più. Il medesimo atteggiamento che abbiamo a livello personale lo portiamo anche a livello della comprensione della Storia. In questi ultimi anni siamo diventati più pessimisti rispetto a qualche anno fa anno fa quando si progettava la nuova creazione della scienza e della tecnica.

Adesso, si inizia a percepire che sono dei castelli di carta che possono crollare da un momento all’altro, ma facciamo fatica a entrare nella comprensione della Storia sotto la luce della fede, nonostante l’aiuto della Madonna. La prospettiva di fede della Storia – che è la venuta di Cristo – è preceduta da una serie di eventi che possono durare anche a lungo. Nonostante quello che succede, i Messaggi della Regina della pace, gli eventi che ha iniziato a profetizzarci da Fatima, indicando anche i nomi delle potenze anticristiche, noi pensiamo a tutt’altro, siamo immersi nell’effimero. Siamo in uno dei momenti più critici della Storia, ma siamo in tutt’altra faccenda affaccendati, non perché siamo ottimisti, ma perché ci siamo arresi. Non ci rendiamo conto che incombe il giudizio finale personale e di tutte le nazioni. Ognuno verrà giudicato secondo le sue opere. Queste cose ci inquietano e le rimuoviamo, preferiamo l’anestesia, la droga, l’ubriacarci di mondo, immergerci nella mondanità e finire nella nullità. Questa è la psicologia di gran parte della gente. Il Vangelo è scomparso, perché ritenuto superato.

Se c’è un tema che Gesù richiama continuamente è proprio del futuro che avanza, del giudizio che ci sarà, del Signore che verrà, di Dio che guida la Storia e la giudica. Questa generazione è appartenente al gruppo delle vergini stolte che sono rimaste fuori al buio, là dove c’è pianto e stridore di denti.

Sento che è necessario questo richiamo, in base anche a tutte le voci che ci sono da parte della Madonna, dei Santi, dei mistici, del Catechismo della Chiesa cattolica (675 ss). Nessun catechismo aveva mai parlato in questi termini, perché i tempi sono vicini e siamo già nella massima impostura anticristica. Tutto ciò viene messo da parte e non interessa.

Quando esploderanno i Segreti sarà troppo tardi per chiudere le porte e le finestre.

Da: “Lettura cristiana della cronaca e della storia”

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