"VI SUPPLICO: CONVERTITEVI!" (REGINA DELLA PACE-MEDJUGORJE)

Mese: Aprile 2024 Pagina 8 di 16

Il marito di Azzurra, morta per dare alla luce il figlio: «Era come un giorno di sole». Diceva: «Sono fortunata, intorno ho tanto amore»

di Marianna Peluso – Corre della sera – 17 Aprile

Treviso, Azzurra Carnelos, uccisa dal cancro a 34 anni dopo le cure sospese per il parto, nel ricordo del marito: «Il bambino era l’unico pensiero. Stringeva i denti e sorrideva». La madre: «Era luminosa». A Oderzo il funerale .


«Azzurra, di nome e di fatto, luminosa come il cielo di una giornata di sole». Con queste parole Antonella Furlan ricorda sua figlia, morta di tumore dopo aver coronato il sogno di diventare mamma. Originaria di Oderzo (in provincia di Treviso), Azzurra Carnelos aveva già combattuto e vinto contro un tumore al seno, nel 2019, «e già all’epoca, la sua prima preoccupazione era di non poter diventare mamma» spiega il marito Francesco Favero. Sembrava acqua passata quella diagnosi, superata con cicli chemioterapici, «tanto che abbiamo subito ricominciato a fare progetti per il nostro futuro insieme – continua Francesco -: ci siamo sposati il 2 giugno 2022 e a inizio 2023 abbiamo scoperto di aspettare un bambino»

«Sono fortunata, ho tanto amore intorno»

Un periodo bellissimo, interrotto bruscamente da una visita di rito della gravidanza. «A luglio è tornata l’angoscia, perché il tumore era tornato, sotto forma di lesioni secondarie. Abbiamo avviato le cure compatibili con lo stato di gravidanza per poter arrivare alla 32esima settimana di gestazione. L’unico pensiero di Azzurra era il bambino che stava crescendo dentro di lei: stringeva i denti e sorrideva». Il 2 agosto nasce il piccolo Antonio, con cesareo programmato. Un nome dato come omaggio a Sant’Antonio da Padova, di cui era devota. Come da indicazione medica, la neomamma segue il protocollo e sospende le cure a cavallo del parto, per poi riprenderle dopo il primo mese del figlio. «Francesco è sempre stato al suo fianco – precisa Antonella – quando la malattia si è riacutizzata, ha lasciato il lavoro per stare al suo fianco, accompagnarla allo Iov (Istituto Oncologico Veneto) per le terapie e riportarla a casa, dispensando forza ed energia». Seppur provata, Azzurra trovava il lato positivo anche in quel frangente, notando nella coesione delle famiglie d’origine nuovi motivi per essere felice. «Mi diceva di sentirsi fortunata ad avere tanto amore intorno – fa una pausa il marito – quando era lei il nostro esempio d’amore».

Dal punto di vista medico, «la gravidanza è una fase in cui le neoplasie si presentano con caratteristiche di maggiore aggressività – spiega la dottoressa Antonella Brunello, direttrice nella Uoc Oncologia 1 dello Iov di Padova e membro del consiglio direttivo nazionale Aiom -. Laddove possibile si cerca di salvaguardare il benessere sia del nascituro che della madre». Azzurra si spegne domenica 14 aprile, alle prime ore del giorno. «Qualche giorno fa le ho ricordato che esattamente 34 anni prima, suo padre e io la stavamo aspettando – aggiunge la madre -. Sarebbe dovuta nascere proprio il 14 aprile, invece alla fine ci ha fatto attendere fino al 18. Giovedì avrebbe compiuto gli anni». Studentessa modello, si era laureata all’Università di Udine con il massimo dei voti, trovando subito lavoro in banca. «Intelligente, educata, studiosa, gentile con tutti – conclude – attaccata alla famiglia e agli amici. Ringraziava sempre medici e infermieri e non si è mai arrabbiata, nemmeno in quest’ultimo periodo. Doti dal profumo di santità». Il funerale sarà celebrato domani, mercoledì 17 aprile, alle 15, nel duomo San Giovanni Battista di Oderzo. Per volontà della famiglia, tutte le offerte raccolte durante la cerimonia saranno destinate alla terapia intensiva neonatale dell’Ospedale Cà Foncello di Treviso

🌟🖋️CI SCRIVONO🖋️🌟

Le basi militari russe in Libia sono a un passo da Roma

Carissimo Padre Livio,

Ha proprio ragione è dalla Libia che arriva la minaccia.

Saluti e ammiro il suo coraggio.

Don G.

La Russia punta su Haftar per ottenere una seconda base navale nel Mediterraneo

10 Novembre 2023 – di Maurizio Boni  in Opinioni, In evidenza. Sito: ANALISI DIFESA

Secondo quanto riportato dall’agenzia di stampa Bloomberg, la Russia starebbe negoziando la costruzione di una base navale in Libia nel contesto di un più generale accordo in materia di difesa tra Mosca e l’Esercito Nazionale Libico (LNA)  del generale Khalifa Haftar. Quest’ultimo vorrebbe dai russi sistemi di difesa aerea e addestramento per piloti e forze speciali. In cambio cederebbe alcune basi aeree e il diritto di ancoraggio permanente in uno dei porti libici per le navi russe, con molta probabilità quello di Tobruk.

La notizia non coglie certamente di sorpresa (Analisi Difesa la aveva anticipata già nel settembre scorso) dal momento che le mire russe sulle infrastrutture strategiche aeree e navali della Cirenaica si sono manifestate sin da quando Mosca ha appoggiato la politica espansionistica di Haftar verso la Tripolitania nel 2019 (nella foto sotto Haftar con il viceministro della Difesa russo Yunus-bek Yevkurov),

E sono almeno tre anni che il porto di Tobruk e l’aeroporto di Benina (circa 20 km a est di Bengasi e già utilizzato insieme agli aeroporti di al-Jufra e Sirte dal personale della Wagner) sono stati indicati come i luoghi dove la Russia intende replicare il “binomio” vincente siriano costituito dal porto di Tartus e dall’aeroporto di Hmeimim nella provincia di Latakia, divenuti assetti fondamentali per le operazioni russe in Siria e per la proiezione di potenza di Mosca nel Mediterraneo.

Durante la Guerra Fredda l’Armata Rossa disponeva di approdi in Algeria e a Bengasi, e la Libia di Gheddafi costituiva uno dei principali riferimenti strategici dell’Unione Sovietica nel Mediterraneo. Nulla di nuovo, dunque, dal punto di vista geopolitico se non fosse per il fatto che il gran ritorno di Mosca nello scenario libico è dovuto soprattutto a tre principali errori commessi, soprattutto da noi italiani, nella gestione della questione libica sin dal suo insorgere nel 2011.

Innanzitutto, non aver compreso che alcuni “alleati” avevano avviato un programma di destabilizzazione per colpire i nostri interessi nella ex colonia. In secondo luogo, aspetto ancora più grave, aver consentito l’intervento della NATO senza avere la minima cognizione delle conseguenze che l’abbattimento violento del regime di Gheddafi avrebbe comportato per il nostro Paese. Infine, l’aver rinunciato nel 2015 allo schieramento di una missione europea di stabilizzazione sotto egida ONU, dopo averla in parte concepita, che potesse mitigare il disastro provocato. Siamo dunque in larga parte responsabili dell’origine dei problemi che ora dobbiamo risolvere.

Quello che ci deve preoccupare, è la piega che prenderà l’evoluzione della presenza militare della Russia a seguito della guerra in Ucraina e nell’ambito del confronto strategico con la NATO nel versante meridionale dell’Alleanza, sino ad oggi sfumato ed evanescente, ma potenzialmente letale nel futuro.

Ricordiamoci che l’Italia è considerata paese ostile dalla Russia. Infatti, il secondo sbocco aeronavale nel Mediterraneo consentirà a Mosca di “saldare” la capacità di proiezione strategica siriana con quella libica in grado di minacciare i paesi occidentali sino all’Atlantico, e aprendo di fatto un nuovo potenziale fronte meridionale dove i blocchi di partenza sono a pochi chilometri da casa nostra. Un fronte dove il ruolo della componente terrestre sarebbe sicuramente trascurabile mentre quello delle forze navali e aeree invece, assolutamente prevalente.

Dal 2021 Mosca sta espandendo la sua base navale nel porto siriano di Tartus (nella foto sotto) mediante la costruzione di un bacino galleggiante per potenziare le strutture di riparazione navale del porto consentendo alla marina russa di evitare l’invio di navi alle installazioni navali nel Mar Nero.

Contestualmente, ha esteso una delle piste della sua base aerea di Hmeimim permettendo l’atterraggio e il decollo dei propri bombardieri strategici. La struttura navale siriana è affittata dal governo siriano di Bashar al-Assad, e l’accordo con la Siria conferisce al Cremlino la giurisdizione sovrana sulla base.

In Libia, la presenza militare russa è stata sino ad ora di basso profilo, poco visibile e basata soprattutto sulle capacità del gruppo Wagner. Tuttavia, è logico aspettarsi un incremento significativo delle capacità militari di Mosca in Cirenaica secondo il modello siriano nel breve periodo.

Secondo l’ex inviato speciale degli Stati Uniti in Libia Jonathan Winer, Washington prende la minaccia “molto seriamente” riporta Bloomberg. Tenere la Russia lontano dal Mediterraneo è un obiettivo strategico fondamentale. Se Mosca ottiene dei porti in Libia, ha aggiunto (ingenuamente?) Winer, ha la possibilità di “spiare” l’intera Unione Europea. In realtà, come abbiamo visto, si tratta molto di più di “spiare” e gli Stati Uniti, saranno forse costretti a rientrare seriamente nel gioco in questa regione per salvaguardare il fianco sud dell’Alleanza.

Rimane la profonda amarezza del constatare che in dodici anni dalla caduta di Gheddafi non siamo riusciti a creare le condizioni per tutelare i nostri interessi nazionali e che forse avremmo dovuto essere più cauti nel crearci un nemico alle porte di casa. In fin dei conti le coste della Sicilia sono molto più vicine di Kiev.

“Dalla guerra in Terra Santa nascerà la grande guerra, il grande castigo dal Cielo e dalla terra” (Teresa Musco)

Alcuni nostri ascoltatori hanno visto nella scoppio della violenza nel Medio Oriente una profezia della mistica Teresa Musco che preannuncia l’inizio dei segreti.

Caro Padre Livio,

mi permetto di segnalarLe due messaggi che la Madonna affida a Teresa Musco (la quale francamente ritengo essere un personaggio più che affidabile!).

“Sta per iniziare una nuova guerra nella terra dove è nato il Salvatore, cioè il Mio amatissimo Figlio e non si fermerà. Sembra che fanno la pace ma non è vero, perché da lì nascerà la grande guerra, da lì viene il grande castigo dal cielo e dalla terra”

10 Ottobre 1973, messaggio della Madonna a Teresa Musco, Caiazzo (Caserta)

“…Una grande guerra succederà. Morti e feriti ce ne saranno tanti. Satana grida la sua vittoria e quello è il momento che tutti vedranno Mio Figlio apparire sulle nubi e allora giudicherà quanti hanno calpestato il Suo Sangue innocente e divino. E allora il Mio Cuore trionferà.”

20 Maggio 1951, messaggio della Madonna a Teresa Musco, Caiazzo (Caserta)

Un Caro Saluto

David


Caro Padre Livio,

Questa guerra scoppiata in Terra Santa, non mi ricordo dove l’ho letto, è l’inizio dei castighi che arriveranno. Mi ricordo che diceva che tutto sarebbe iniziato da una guerra nei luoghi dove è nato e vissuto il nostro Salvatore. Auguriamoci che la follia umana si fermi, ma ho i miei dubbi. Mettiamoci nelle mani della nostra Mamma Celeste.
Un caro saluto.
Fulvio
Ave Maria


Carissimo padre Livio, non so se lei è a conoscenza di queste parole della Santissima Madre di Dio rivolte a Teresa Nusco il 10 Ottobre 1973: “Sta per iniziare una nuova guerra nella terra dove è nato il Salvatore, cioè il Mio amatissimo Figlio e non si fermerà.

Sembra che fanno la pace ma non è vero, perché da lì nascerà la grande guerra, da lì viene il grande castigo dal cielo e dalla terra”.

Quando ieri ho visto e ascoltato ciò che sta accadendo e ciò che lei puntualmente ogni mattina ci riferisce riguardo al “primo combattimento escatologico”, ciò mi sembra un altro tassello da aggiungere.

Cosa ne pensa?

Santa Domenica a lei e a tutto lo staff di Radio Maria.

Pasquale Sorbino da Napoli 


Caro Padre Padre Livio, 

È proprio Teresa Musco.

Leggendo questo articolo dal suo blog e andando a cercare delle notizie su quanto sta accadendo, non posso fare a meno di notare le date.

La Madonna affida a Teresa Musco uno dei messaggi a 4 giorni di distanza dall’attacco che Israele subì il 6 ottobre 1973.

Quella di sabato scorso è una data scelta proprio in coincidenza dei 50 anni da quell’attacco.

La Regina della Pace già nel 1973 ci avverti di quello che accade oggi e che ci aspetta nel prossimo futuro.

È spaventoso Padre Livio, siamo sempre più vicini e le confesso che ho timore.

Continui Padre a svegliare coscienze.

Grazie!

Mariapia 


Cari amici.

L’improvvisa esplosione della violenza in Terra Santa non è da sottovalutare.

La guerra è provocata dall’odio che conquista i cuori. Noi, come figli e apostoli della Regina della pace, preghiamo e testimoniamo il perdono e la riconciliazione.

Questi segnali ci ammoniscono che siamo entrati nel tempo delle prove e che, come ci ha invitato la Madonna, dobbiamo essere vigilanti nella preghiera e decisi nelle opere di bene.

La misteriosa coincidenza che quanto avvenuto il 6 Ottobre 1973, vigilia della festa della Madonna del Rosario e quanto avvenuto esattamente 50 anni dopo, ci induce a pensare che il Cielo vigila sulle vicende umane.

Ave Maria

Padre Livio

☕️IL CAFFEINO QUOTIDIANO DI P. LIVIO☕️

“MEDJUGORJE: I TRE GIORNI DELLA SALVEZZA” – Puntata 6

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UNO SGUARDO DI FEDE SULL’ATTUALITA’

Pensiero spirituale su satana nei Messaggi di Medjugorje

Cari amici, è l’ultima occasione che abbiamo per vincere questa grande battaglia insieme alla Madonna. Le nuove generazioni si affacciano alla Storia, perciò devono capire ed essere informati sul tempo che viviamo, sulle responsabilità e sull’esito finale.

Una delle caratteristiche fondamentali delle apparizioni di Medjugorje è la rivelazione della presenza di satana nella Storia umana. In questi quarantadue anni anche nella Chiesa vi sono state voci che hanno tentato di rimuovere la figura di satana, indentificandolo con il male generale, come se non fosse una realtà personale, pervertita e pervertitrice. Paolo VI lo ribadì anche nel Credo, identificandolo come un essere personale, mettendo a fuoco la sua azione nella Storia umana e nella Chiesa.

La presenza di Cristo – nella Bibbia e nei Vangeli – ha mostrato la figura di satana. In questi ultimi decenni – dove la figura del demonio rischiava di dissolversi e di agire indisturbato – abbiamo avuto questa grande grazia della Regina della pace che ci ha rivelato la sua azione. Non ha parlato di diavoli, ma proprio del principe delle tenebre, il capo dei ribelli. Ha messo in luce la sua opera in termini teologicamente esatti, che ci hanno aiutato a puntare l’attenzione su come e dove agisce. Nei Vangeli vediamo le tentazioni di Cristo e le opere di satana come persecutore della Chiesa. Ma viene mostrata anche l’efficacia della predicazione apostolica in un Impero Romano che era per la maggior parte assatanassato con culti idolatratici. Abbiamo scoperto satana nel suo ruolo di pervertitore, di colui che inganna e di omicida.

La Madonna ci presenta il tentatore come instancabile, che punta alle persone e tenta di ingannarle. Cerca di uccidere con quello che offre alle persone. Gli basta una piccola fessura per insinuarsi nella nostra vita e ingannarci con le sue false luci. Nella sua connotazione teologica satana inganna per uccidere, attira con il falso bene e avvelena.

Un fatto relativamente nuovo è l’azione di satana a livello globale, della Storia umana e della Chiesa. Nei Messaggi di Medjugorje della Regina della pace e facendo riferimento all’Apocalisse, l’azione del drago è ben inquadrata anche a livello politico. Maria ci ha svelato che satana opera nei cuori ma i suoi obiettivi sono globali e sono due.

Il primo obiettivo è la dissoluzione della fede. Non c’è dubbio che c’è una crisi di fede nel mondo, soprattutto nei Paesi dell’antica cristianità. L’ideologia di questa crisi viene chiamata dalla Madonna “modernismo”. Papa San Pio X ha usato questa espressione nell’Enciclica Pascendi con cui bollò questa corrente ideologica che era entrata anche nella Chiesa e che negava la fede. Sostituiva i lumi della ragione – ormai emancipata dalla religione – alla divina Rivelazione. Nei suoi Messaggi la Madonna collega satana al modernismo, dicendo che attraverso di esso ci devia dalla fede e ci mette sulla sua via. Egli distrugge tutto ciò che di bello, di buono e di santo, c’è nel mondo. Ci mette sulla via che porta alla perdizione dato che l’uomo moderno non vuole Dio.

La Regina della pace dice di stare attenti al modernismo che nega le apparizioni e la Sua presenza: «Il modernismo vuole entrare nei vostri pensieri e rubarvi la gioia della preghiera e dell’incontro con Gesù» (25 settembre 2023). La Madonna è instancabile nello smascherare l’azione di satana che è la causa della dissoluzione della fede. Se non adoriamo il Dio vero che si è manifestato in Cristo è chiaro che il cuore si rivolge agli idoli del mondo. Questa è la prima azione di satana, dove ha raccolto tante anime.

Maria mette in luce anche un altro obiettivo del principe di questo mondo. È l’angelo ribelle che per odio contro Dio tenta l’uomo al male, instilla il veleno dell’odio contro Dio, se stessi e il prossimo. La Gospa ha ripetuto più volte che satana scardina i cuori con l’odio, vuole la guerra, vuole distruggere la vita, la natura e il pianeta su cui viviamo. Ma Dio ci ama: «Vi guardo e vi invito: ritornate a Dio perché Lui è amore e per amore ha mandato Me a voi per guidarvi sulla via della conversione» (25 maggio 2021). È l’interpretazione teologica della storia umana dove il protagonista principale è l’uomo, il personaggio che non si vede ma opera è Cristo Risorto, Re dell’universo e infine il potere del male che ha il permesso di agire fino alla fine dei tempi. Il male avrà i suoi momenti di trionfo e di tentativo di riprendersi l’opera della Creazione e della Redenzione che sono già in atto. Troveranno il loro culmine durante il tempo dei Segreti, ma la Madonna è stata chiamata per dargli una sconfitta che verrà ribadita da Cristo quando verrà nella gloria.

C’è quindi questa duplice prospettiva dell’azione di satana nel mondo, la prima nei confronti della Chiesa con la dissoluzione della fede, l’altra che punta a far sì che l’umanità – sibilando l’odio fra i popoli – si autodistrugga: «Pregate con me per la pace perché satana vuole la guerra e l’odio nei cuori e nelle nazioni» (25 gennaio 2023).

Il tempo in cui viviamo è una grande lotta escatologica, fra la Donna vestita di sole e il dragone infernale, con i rispettivi schieramenti. Questa è la lettura teologica della Storia umana senza la quale non siamo neanche in grado di capire i tempi nei quali viviamo.

La Madonna ci ha aperto gli occhi sul male, sul maligno, sulla sua potenza e la sua falsa forza, sui suoi risultati che sono palloni che si sgonfiano, la sua debolezza che si manifesta ogni volta che si mostra la Croce. Lui, il superbo, non tollera l’abisso di umiltà nel quale si è abbassato il Figlio di Dio per redimerci.

Questo è un lascito meraviglioso di Maria, un dono per la Chiesa, per tutti noi, una grande luce, una corretta conoscenza dell’azione del demonio rispetto a quello che avevamo identificato. Il più delle volte la sua azione è invisibile ed è soprattutto attraverso la superbia, la menzogna, l’odio, le seduzioni che opera.

Questo è il campo di battaglia nel quale tutti siamo chiamati a combattere.

Da: “Lettura cristiana della cronaca e della storia”

🔴LIVE VIDEO🔴LETTURA CRISTIANA DELLA CRONACA E DELLA STORIA

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“Abbattere il regime iraniano prima che abbia l’atomica”.

 Parla Boualem Sansal

GIULIO MEOTTI  16 APR 2024 – Il FOGLIO

“Teheran pensa che se riuscirà a distruggere Israele, tutti i paesi musulmani passeranno sotto la sua bandiera e formerà il più grande impero del mondo con due miliardi di seguaci”, dice lo scrittore algerino al Foglio

“L’Iran è convinto che se riuscirà a distruggere Israele, tutti i paesi musulmani passeranno sotto la sua bandiera e formerà il più grande impero del mondo con due miliardi di seguaci”. Parla così al Foglio Boualem Sansal, il più famoso romanziere algerino, autore di 2084 (Neri Pozza). Ci fu Disintegrazione del mito dell’Olocausto, il titolo del libro dell’allora presidente iraniano, Mahmoud Ahmadinejad, che parlava della Shoah come di un “mito” e di Israele come un “tumore”. Nel 2015, la Guida suprema Ali Khamenei ordinò un video in cui si vedono soldati musulmani che guardano Gerusalemme e si preparano a conquistarla. La clip porta il titolo “Preparazione alla completa distruzione di Israele da parte delle Guardie rivoluzionarie islamiche”.
 

Poi l’inaugurazione di un orologio in una piazza di Teheran che conta i giorni che mancano alla distruzione di Israele. Khamenei ha anche condiviso sul suo sito web un poster: una bandiera palestinese che si alza sulla moschea di al Aqsa e la frase “soluzione finale”, l’espressione usata dai nazisti alla Conferenza di Wannsee che pianificò lo sterminio degli ebrei. La Guida suprema ha pubblicato un libro intitolato Palestine nel quale spiega che Israele, “tumore canceroso”, sarà spazzato via con una guerra di attrito per costringere gli israeliani ad andarsene e sottrarsi alle minacce che incombono su di loro e l’occidente si renderà conto che sostenere il “progetto sionista” è troppo oneroso e lo abbandonerà a se stesso.
 

Questi esempi  spingono Sansal, 74 anni, grande scrittore algerino da sempre in lotta contro l’islamismo radicale, vicino agli ebrei e a Israele, a spiegare così al Foglio il progetto iraniano: “L’Iran è sempre stato un grande paese e una grande civiltà. Non c’è dubbio che sia uno stato razionale e strategicamente efficiente. Nonostante l’embargo occidentale, è riuscito a mantenere un alto livello di sviluppo scientifico, industriale e militare, grazie al quale è diventato un ricercato venditore di armi moderne. Il problema è che, con la rivoluzione di Khomeini, è diventato una teocrazia con la missione messianica di governare l’islam, unificarlo e lanciarlo alla conquista del mondo. Il suo progetto nucleare è specificamente concepito per raggiungere questo obiettivo. È anche un deterrente perché si sente in pericolo, circondato com’è dalle potenze nucleari di India, Pakistan e Israele”.
 

L’ultimo romanzo di Sansal per Gallimard ha un titolo evocativo: Vivre: le compte à rebours, una specie di apocalisse in cui restano solo 780 giorni di vita. “L’occidente lavora ormai solo per il breve termine, mentre la Repubblica islamica dell’Iran ha affidato al governo il breve termine e ora si occupa esclusivamente del medio e lungo termine”, continua Sansal al Foglio. “L’islamizzazione del mondo viene pianificata e organizzata nell’arco di un secolo. L’unica soluzione è abbattere questo regime prima che si doti di armi nucleari, che lo renderebbero completamente immune da qualsiasi minaccia, come è riuscita a fare la Corea del nord, che ora deride l’occidente mentre la Corea del sud spende tutte le sue energie per scimmiottare l’occidente e produrre gadget. È nell’interesse dell’occidente ritrovare il senso di responsabilità, che è sempre a lungo termine”.
 

Sansal ha definito Israele il “villaggio gallico”.  “Asterix racconta l’eroica e interminabile lotta di un piccolo villaggio gallico nel centro della Gallia, conquistato dalla potente Roma”, dice Sansal. “Allo stesso modo, Israele è circondato da paesi arabi che cercano di farlo sparire. Il suo scandalo è  quello di esistere e di aver sconfitto gli eserciti arabi uniti contro di lui. Questo è considerato un’umiliazione suprema per gli arabi, i musulmani, Maometto e Allah stesso. Israele è il vettore di una terribile contraddizione: quella dell’unicità dell’islam. Israele è dunque come il villaggio gallico che resiste in una terra che impedisce di essere islamica dall’inizio alla fine. Va oltre la politica e la religione. È ontologico”. 
 

Sansal si rammarica della passività europea. “L’Europa è un grande scandalo”. “È la prima potenza economica e culturale del mondo, ma l’ultima potenza diplomatica e militare. Oggi sta cadendo come un frutto maturo nelle braccia di due pericolose dittature, Russia e Cina, e dell’islamismo. Delenda Europa è il loro programma comune”.

L’attacco flop coi droni è una cosa. Ma se “i pazzi” ayatollah sviluppassero l’atomica?

GIULIANO FERRARA  16 APR 2024 – IL FOGLIO

L’attacco iraniano contro Israele ha avuto l’effetto sperato: mera dimostrazione. Ma l’ipotesi che l’Iran arrivi a sviluppare tecnologie nucleari è ben diverso e molto più pericoloso

Anche senza informazioni particolari si capisce che gli ayatollah non vogliono la guerra generale ora e limitano le operazioni dirette contro Israele perché invece vogliono la bomba nucleare domani. Si sono portati avanti quanto possibile con il lavoro, nonostante le attenzioni dell’intelligence israeliana, e non desiderano essere disturbati. Tuttavia la bomba in costruzione è protetta da una deterrenza che si distende sui numerosi fronti del Libano, della Siria, dell’Iraq e dello Yemen, sopra tutto dalla resistenza di Hamas all’offensiva israeliana a Gaza dopo il pogrom del 7 ottobre.

L’asse della resistenza di ispirazione iraniana ha inoltre un forte retroterra politico e diplomatico nei rapporti rinnovati e rinsaldati con Russia e Cina, e la sua capacità di deterrenza si misura anche dalla riluttanza americana a passare dalla difesa territoriale di Israele e dei suoi cieli a una fase di controffensiva strategica. Missili da crociera, balistici e droni a sciame hanno puntato senza grande successo su Israele, direttamente dal territorio iraniano, “per dimostrare che siamo più pazzi di quanto possiate immaginare”, secondo il Financial Times che cita una fonte iraniana a commento di una iniziativa militare senza precedenti.
 Nel mondo

🌟🖋️CI SCRIVONO🖋️🌟

Nel tempo dei segreti sarà il Papa lo strumento di Maria

Carissimo Padre Livio, Grazie per la sua incrollabile fede con la quale ogni mattina inizia  la sua trasmissione a Radio Maria.

Vorrei porle una domanda semplice, sperando in una riposta chiara. Lei crede che la terza guerra mondiale sia di fatto già iniziata? E se così fosse, che cosa dovrebbe fare la Chiesa per fermarla?

Con stima e affetto

Elisabetta da Fossano


Cara Elisabetta,

solo Dio conosce il futuro. Neppure il diavolo lo conosce. Noi possiamo solo considerare situazioni e formulare ipotesi. Tuttavia sul piano della conoscenza soprannaturale possiamo sapere le cose più importanti.

Dio infatti ha rivelato il futuro in primo luogo nella Sacra Scrittura e poi lo ha attualizzato nel corso della storia in vari modi, sia con rivelazioni da parte di Gesù e di Maria, sia con rivelazioni ad anime elette.

Riguardo alla prima domanda vorrei far notare che i segreti, intesi come “molte cose terribili” mostrate ai sei veggenti di Medjugorje, incominciano  col quarto segreto. Prima ci sono i due eventi-ammonimenti che riguardano Medjugorje e in successione il segno sulla collina.

Tutto questo mi pare richieda del tempo: Dio concede una pausa di riflessione a una umanità accecata dall’odio e dall’incredulità. Può essere però che la terza guerra mondiale incominci prima dei segreti, ma limitata alle armi convenzionali.

Per quanto riguarda la seconda domanda, ovviamente non tocca a me dire che cosa deve fare la Chiesa. A questo riguardo la Madonna invita a pregare con Lei perché satana non prevalga; esorta alla rinuncia, al digiuno e alla testimonianza coraggiosa della pace.

Di fronte alla drammaticità degli avvenimenti saranno necessari, da parte della Chiesa, decisioni profetiche mai viste prima. Come ha  anticipato R. Benson nel suo romanzo premonitore, sarà il Papa la figura determinante della quale si servirà la Madonna

Prepariamoci spiritualmente a vivere tempi così grandiosi che certamente accadranno, così come si sono realizzate tutte le profezie mariane da Fatima a Medjugorje.

Ave Maria

Padre Livio

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