
di Marianna Peluso – Corre della sera – 17 Aprile
Treviso, Azzurra Carnelos, uccisa dal cancro a 34 anni dopo le cure sospese per il parto, nel ricordo del marito: «Il bambino era l’unico pensiero. Stringeva i denti e sorrideva». La madre: «Era luminosa». A Oderzo il funerale .
«Azzurra, di nome e di fatto, luminosa come il cielo di una giornata di sole». Con queste parole Antonella Furlan ricorda sua figlia, morta di tumore dopo aver coronato il sogno di diventare mamma. Originaria di Oderzo (in provincia di Treviso), Azzurra Carnelos aveva già combattuto e vinto contro un tumore al seno, nel 2019, «e già all’epoca, la sua prima preoccupazione era di non poter diventare mamma» spiega il marito Francesco Favero. Sembrava acqua passata quella diagnosi, superata con cicli chemioterapici, «tanto che abbiamo subito ricominciato a fare progetti per il nostro futuro insieme – continua Francesco -: ci siamo sposati il 2 giugno 2022 e a inizio 2023 abbiamo scoperto di aspettare un bambino».
«Sono fortunata, ho tanto amore intorno»
Un periodo bellissimo, interrotto bruscamente da una visita di rito della gravidanza. «A luglio è tornata l’angoscia, perché il tumore era tornato, sotto forma di lesioni secondarie. Abbiamo avviato le cure compatibili con lo stato di gravidanza per poter arrivare alla 32esima settimana di gestazione. L’unico pensiero di Azzurra era il bambino che stava crescendo dentro di lei: stringeva i denti e sorrideva». Il 2 agosto nasce il piccolo Antonio, con cesareo programmato. Un nome dato come omaggio a Sant’Antonio da Padova, di cui era devota. Come da indicazione medica, la neomamma segue il protocollo e sospende le cure a cavallo del parto, per poi riprenderle dopo il primo mese del figlio. «Francesco è sempre stato al suo fianco – precisa Antonella – quando la malattia si è riacutizzata, ha lasciato il lavoro per stare al suo fianco, accompagnarla allo Iov (Istituto Oncologico Veneto) per le terapie e riportarla a casa, dispensando forza ed energia». Seppur provata, Azzurra trovava il lato positivo anche in quel frangente, notando nella coesione delle famiglie d’origine nuovi motivi per essere felice. «Mi diceva di sentirsi fortunata ad avere tanto amore intorno – fa una pausa il marito – quando era lei il nostro esempio d’amore».
Dal punto di vista medico, «la gravidanza è una fase in cui le neoplasie si presentano con caratteristiche di maggiore aggressività – spiega la dottoressa Antonella Brunello, direttrice nella Uoc Oncologia 1 dello Iov di Padova e membro del consiglio direttivo nazionale Aiom -. Laddove possibile si cerca di salvaguardare il benessere sia del nascituro che della madre». Azzurra si spegne domenica 14 aprile, alle prime ore del giorno. «Qualche giorno fa le ho ricordato che esattamente 34 anni prima, suo padre e io la stavamo aspettando – aggiunge la madre -. Sarebbe dovuta nascere proprio il 14 aprile, invece alla fine ci ha fatto attendere fino al 18. Giovedì avrebbe compiuto gli anni». Studentessa modello, si era laureata all’Università di Udine con il massimo dei voti, trovando subito lavoro in banca. «Intelligente, educata, studiosa, gentile con tutti – conclude – attaccata alla famiglia e agli amici. Ringraziava sempre medici e infermieri e non si è mai arrabbiata, nemmeno in quest’ultimo periodo. Doti dal profumo di santità». Il funerale sarà celebrato domani, mercoledì 17 aprile, alle 15, nel duomo San Giovanni Battista di Oderzo. Per volontà della famiglia, tutte le offerte raccolte durante la cerimonia saranno destinate alla terapia intensiva neonatale dell’Ospedale Cà Foncello di Treviso