"VI SUPPLICO: CONVERTITEVI!" (REGINA DELLA PACE-MEDJUGORJE)

Mese: Aprile 2024 Pagina 14 di 16

UNO SGUARDO DI FEDE SULL’ATTUALITA’

Pensiero spirituale sulle parole della Madonna “Siate luce per tutti quelli che incontrate” (25 marzo 2024)

Cari amici, la Madonna nei Messaggi del 18 e 25 marzo 2024 ci ha invitato a essere luce per tutti quelli che incontriamo. Questa forma di evangelizzazione è come quella degli Apostoli che avevano attinto alla luce di Gesù per andare a predicare nei villaggi e in tutto il mondo. Una missione iniziata dopo la Resurrezione di Cristo, portando quella luce che loro stessi avevano accolto e che illuminava la loro vita. Guardiamo a Cristo Risorto, luce del mondo, al quale la Madonna ci invita ad essere uniti, in modo tale che anche noi possiamo essere luce che riflette quella di Cristo. Alcuni apriranno gli occhi e accoglieranno questa luce, altri per non essere abbagliati chiuderanno gli occhi. Dobbiamo essere questa presenza perché gli uomini oggi sono nelle tenebre, come dice la Madonna.

«Mettete nelle vostre preghiere questa umanità che vaga senza Dio e senza il Suo amore. Siate preghiera, siate luce e testimoni per tutti quelli che incontrate, figlioli, affinché Dio misericordioso abbia misericordia di voi» (25 marzo 2024).

Non avendo una luce che illumina il cammino, vagano per tutta la vita persi in un labirinto e arrivano al termine della vita senza aver trovato una meta. Questa è una situazione resa drammatica dal fatto che i popoli Occidentali hanno avuto la luce di Cristo, del Battesimo, della Parola di Dio, dell’insegnamento della Chiesa e la grazia della presenza della Madonna per così tanto tempo. Eppure, non sono usciti dalla caverna in cui sono rinchiusi, illudendosi attraverso le false luci che si accendono e spengono ma che alla fine lasciano nel vuoto e nel buio.

Questa è la situazione del mondo che rifiuta la luce di Cristo e vive di falsa luce, di tenebre. La luce di Gesù ci svela un mondo nuovo, soprannaturale, di Dio, delle anime immortali, della Gerusalemme celeste. Questo mondo nuovo ci svela la fonte della vita, della grazia, dell’amore e tutto ciò che il cuore nel profondo desidera, ovvero l’eterna felicità. Questa luce risponde agli interrogativi più urgenti, esistenziali della nostra vita, che sono al cuore di tutte le civiltà. Queste domande esistenziali sono radicate nella natura umana che cerca un senso convincente alla vita. Non cerca un senso passeggero, che non soddisfa e che il tempo corrode e dissolve. Cerca una risposta che dia un valore alla vita, che va oltre i limiti del tempo, del male, che dia una prospettiva di santità, di eternità e di felicità. È la risposta che dà Cristo quando dice: “Io sono la Via, la Verità, la Vita. Sono la luce del mondo”.

La Regina della pace ci dice proprio questo, ovvero di unirci a Cristo, diventare una cosa sola cosicché possiamo portare la luce. Saranno gli stessi avvenimenti della vita che mostrano chi siamo, i nostri riferimenti morali, le prospettive soprannaturali, le riserve di bontà e compassione di cui oggi la gente ha estremante bisogno. Maria scende dal Cielo e porta se stessa, la sua luce si diffonde, la grazia con cui ricolma entra nei nostri cuori. Dobbiamo essere dei fari che portano la luce che Lei stessa riceve da Cristo.

È importante che facciamo questa esperienza. Siamo in una società che ha rifiutato il Cristianesimo. Dobbiamo chiederci quali colpe abbiamo per questa situazione. È una condizione vistosa specialmente in Occidente, in Europa ma anche negli Stati Uniti, dove i giovani non sono interessati al messaggio cristiano. Dobbiamo chiederci cosa causa tutto questo, specialmente quando si tratta dei giovani nei quali il male non si è ancora sedimentato e i pregiudizi non sono pesanti. Una risposta è che non viviamo la nostra fede. Una delle cause del dissolvimento della fede è il fatto che non è vissuta esistenzialmente. La fede è una costruzione esterna che non è penetrata nel cuore e non lo ha purificato. Non è entrata nel nostro modo di pensare, di sentire, di agire e di vivere. La nostra fede è entrata in crisi – negli anni del dopo-guerra – perché non era vita. La Madonna, invece, ci raccomanda proprio questo, che la nostra fede sia vita, la nostra preghiera sia vita e di vivere Cristo in noi. È un lavorio interiore che dobbiamo affrontare ogni giorno perché Cristo vive in noi. Questo è alla base dell’Apostolato. Quando il Papa dice che non dobbiamo impostare il nostro apostolato come fosse una forma di proselitismo, vuol dire proprio che non dobbiamo conquistare l’altro con tecniche per attirare l’attenzione. In questo modo si porta a delle illusioni senza avere dei soldati militanti. Non c’è altro modo per diffondere la fede se non quello che è avvenuto agli Apostoli. Nel Cenacolo – il giorno di Pentecoste – hanno ricevuto lo Spirito Santo e si sono trasformati. Cristo è diventato una realtà viva in loro e da quel momento hanno affrontato tutte le difficoltà, senza più fuggire davanti ai soldati e alle autorità.

Il significato è che la fede muore se non viene vissuta, come un fiore. Vivere il Cristianesimo come un’esperienza interiore di Dio – di amore con Cristo, di un rapporto intimo con Lui e la Madonna – è un’apertura viva di se stessi all’aldilà, alla luce che viene dal Cielo. Solo così si è veri cristiani, membri vivi di Cristo. Nella nostra miseria possiamo effondere luce. Con i germi dell’amore, la compassione, aiutando, tendendo la mano, Gesù è vivo in noi e ci trasforma. Questa è la medicina che la Madonna ci chiede perché satana non prevalga. Satana può prevalere portando le persone al male, verso una vita dissipata, piena di cattiverie e immoralità. Ma può prevalere anche su quei cristiani che vivono l’apparenza della fede, la pratica esterna di essa, ma non la vivono interiormente. Essa non è più una conquista della mente che si proietta sulla verità della Parola di Dio e la assimila. La fede non è più un’apertura del cuore all’amore e in questo caso non siamo più nella comunità cristiana.

Quello che sta a cuore alla Regina della pace è che noi siamo testimoni vivi, nei quali la parola di Dio è viva. In noi la fede deve essere viva nella sua bellezza che ci eleva, nel suo amore che ci riscalda, nella sua gioia che ci motiva. È in questo modo che la Madonna ci prepara ai tempi nuovi.

“Siate luce e testimoni per tutti quelli che incontrate” (25 marzo 2024).

Da: “Lettura cristiana della cronaca e della storia”

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☕️IL CAFFEINO QUOTIDIANO DI P. LIVIO☕️

🌟🖋️CI SCRIVONO🖋️🌟

La preghiera non è mai vana

Caro Direttore Padre Livio

Anche io seguo il blog perché trovo sia veramente un diario in rete unico nel suo genere.

Oggi nelle mie ricerche per gli approfondimenti di Pomeriggio Insieme, ho scoperto una paginetta sulla preghiera, scritta da Don Dolindo Ruotolo, talmente potente da farmi sentire piccola come granello di polvere davanti alla preghiera. Balbettavo quasi nel leggerla ad alta voce.

Siamo così piccoli ed insignificanti eppure creati ad immagine di Dio….

Grazie

Roberta 


La preghiera non è mai vana

“La preghiera non è mai vana, ricordatelo; la preghiera è un Sacramento di onnipotenza pratica. La preghiera è come l’esistenza, che non si distrugge mai, anche quando sembra che perisca; nessuna materia è annientata, nessun essere è screato; la creazione è perenne, si trasforma ma non perisce. Così è la preghiera. Basta farla; essa percorre l’universo.

 Cammina, cammina come potentissima onda di radio, e quando non trova le condizioni favorevoli per produrre l’effetto, passa oltre e le cerca: si arresta solo nel successo. Voi credete a volte di pregare invano, ma non sapete che anche la dinamo, che gira senza che si accendano le lampade, produce la corrente ?

La preghiera è forza, non è debolezza; è energia stillata dall’anima e completata come polo negativo col positivo, nei meriti di Gesù, di Maria SS., dei Santi . Quando si è pregato per un’anima la preghiera non è vana, non può essere vana; a volte percorre milioni di volte l’universo, fino a fermarsi nel momento favorevole al successo, ai piedi dell’Onnipotente, come mano distesa alla corrente infinita, dalla quale trae la scintilla della vita e della grazia. Satana non può illudervi più ferocemente che persuadendovi che la preghiera sia vana. No! 

Essa è messaggera fedele; scoccata dall’anima, va, va, cammina, peregrina, ascende, discende, travalica, cammina sulle onde, va in ogni angolo, ritorna in alto, ridiscende satura di grazia, ritorna, piange, diventa grido potente, tocca i centri nervosi, bacia, carezza, geme, riparte, ritorna, ripassa, risale, si espande, si stringe, vivifica, si trasforma in altre preghiere, germina, fiorisce, si sfronda per seminare, rinasce, riascende, ripassa, cammina, cammina e si trova innanzi a Dio….innanzi a Dio!

Per questo con verità assoluta la Scrittura dice più volte: 

“Le tue preghiere sono salite al cospetto dell’Altissimo”.

LA MIA VITA CON LA GOSPA

Cari amici, a intervalli regolari, vi racconto sul Blog la storia delle apparizioni della Madonna a Medjugorje, così come io l’ho vissuta dai primissimi anni fino ad oggi (Trovate la serie nella sezione “Medjugorje” del Blog)

35. I messaggi di Medjugorje sono la più grande forma di evangelizzazione dei tempi moderni

Con i messaggi dati alla parrocchia ogni giovedì e, a partire dal Gennaio 1987 ogni 25 del mese, siamo di fronte a una svolta nella strategia della Gospa. Anche nei tre anni precedenti la Madonna aveva dato numerosi messaggi, spesso rispondendo alle domande dei veggenti o intervenendo su avvenimenti particolari. La Madonna ha tenuto a sottolineare che ogni sua parola è preziosa e che di essa verrà chiesto conto. Si sente l’esigenza che anche questi messaggi, molto vivi e coinvolgenti, vengano accuratamente vagliati e autorevolmente pubblicati dai responsabili della comunità parrocchiale.

Con l’elezione della parrocchia avvenuta all’inizio della Quaresima del 1984 e con  i messaggi del Giovedì, incomincia una fase nuova, durante la quale la Gospa esercita un vero e proprio Magistero, guidando prima i fedeli del posto e poi tutti coloro che, in ogni parte del mondo rispondono alla chiamata. La Madonna, come madre, prende i suoi figli per mano e li guida, fra le tenebre e i pericoli del mondo, verso la luce e la gioia dell’eternità.

Alcuni si meravigliano della quantità di messaggi che vengono dati dalla Regina della pace. In effetti siamo di fronte a un evento unico, che mai è accaduto nella storia delle apparizioni mariane. A Medjugorje saltano tutti gli schemi e i possibili confronti col passato. Il numero delle apparizioni è straordinario e la durata va al di là di ogni previsione. Gli echi vanno ben oltre i confini della Chiesa e si estendono in ogni angolo del villaggio globale.

Coloro che seguono i messaggi della Gospa sono una moltitudine in continua crescita e gli effetti sulla vita cristiana sono visibili in innumerevoli parrocchie del mondo. Il fenomeno non può essere liquidato con battute irriverenti, ma va preso sul serio anche da chi non crede nelle apparizioni. Siamo di fronte a una catechesi continua, penetrante, capillare, che nutre innumerevoli anime. L’acqua viva dei messaggi inonda silenziosamente la terra arida e assetata della cristianità, facendola rifiorire. Da Medjugorje si irradia la nuova evangelizzazione che soffia ovunque come il vento di primavera, con i mezzi più semplici ed efficaci, segno sicuro della presenza del dito di Dio.

La Madonna non dà i messaggi tanto per darli. Ne sottolinea più volte l’ importanza e la necessità di accoglierli, comprendendoli nella luce dello Spirito Santo, e di incarnarli nella vita. Nelle prima settimane dei messaggi rivolti alla parrocchia, la Gospa ha minacciato di non darne più, se non ci fosse stato l’impegno di metterli in pratica. La Madonna spesso ripete che se metteremo in pratica i messaggi, continuerà a donarceli anche in futuro.

Chi non crede alla apparizioni non capisce i messaggi e si infastidisce dinanzi al fenomeno impressionante della loro continua diffusione. La Madre, al contrario, ritiene ogni suo messaggio un dono, che è felice di poterci dare, come una mamma che nutre i suoi bambini. In alcune occasioni ne dà più di uno nella medesima giornata. Non si stanca di istruirci e di consolarci e di incoraggiarci. Sa che solo un piccolo numero di persone li mette in pratica.

Conosce le critiche dei saputelli che si mettono in cattedra e non si rendono conto che Colei che parla è la sede della Sapienza. Tuttavia non desiste e alla lunga i frutti si vedono. La Gospa ha una sua precisa strategia e si rimane stupiti di fronte alla sovrana libertà con cui dispone dei veggenti. Ognuno di loro è uno strumento umile e docile del quale la Madonna si serve a suo piacimento. Non fanno del protagonismo e ognuno accetta il ruolo che gli viene assegnato.

Per i messaggi regolari alla parrocchia la Regina della pace ha scelto la veggente Marija Pavlovic. Una volta ho chiesto a Marija se ci fosse una ragione particolare per cui la Madonna avesse dato lei  un incarico così importante. Marija mi ha risposto che forse dipendeva dal fatto che lei ha poca memoria e che, in questo modo, imparava ad esercitarla. Infatti Marija deve ricordarsi ogni volta di chiedere il messaggio alla Madonna. Il messaggio viene dato durante l’apparizione e subito dopo Marija lo scrive, ricordandosi esattamente ogni parola che la Madonna ha pronunciato. Dopo un po’ di tempo però il ricordo sbiadisce. Marija ha anche osservato che non vi è paragone fra il messaggio che esce vivo dalla bocca della Madonna e quello che rimane scritto sulla carta. La veggente, nella sua semplicità, non si rende conto di essere lo strumento della più grande opera di evangelizzazione dei tempi moderni.

La Gospa a partire dal 1987 ha preso una nuova iniziativa con le apparizioni e i successivi messaggi dati ogni 2 del mese attraverso la veggente Mirjana. La ragazza aveva cessato le apparizioni quotidiane il Natale del 1982, quando era a Sarajevo per i suoi studi, in mezzo a una società improntata al comunismo ateo e materialista. La Gospa aveva incaricato lei per rivelare al mondo i dieci segreti mediante un sacerdote scelto dalla stessa veggente.

Improvvisamente la Madonna le comunica che sarebbe apparsa ogni 2 del mese per pregare per i non credenti. Perché il 2 del mese? Il riferimento più immediato è la festa della Presentazione del Signore al tempio, che la Chiesa celebra il 2 febbraio, quando Simeone preannuncia che il Bambino Gesù sarebbe stato un segno di contraddizione e che una spada avrebbe trapassato il cuore della Madre. Forse vi è anche un riferimento al 2 Agosto, festa del perdono di Assisi, essendo Medjugorje una parrocchia francescana.

La Regina della pace viene per pregare con Miriana e i presenti, ma ben presto incomincia anche a dare dei messaggi regolari, che si differenziano da quelli alla parrocchia per una particolare attenzione verso il mondo dell’incredulità, immerso nelle tenebre della menzogna e della morte. I messaggi dati attraverso Marija e Mirjana sono complementari e mostrano la sollecitudine della Madonna per tutte le sue pecorelle, quelle che sono nell’ovile e quelle che sono disperse nei deserti del male.

Tuttavia la Gospa continua a dare i messaggi anche attraverso il veggente Ivan, sia per il suo gruppo, come a volte anche per i pellegrini presenti all’apparizione sulla montagna nella tarda serata, o in occasione di incontri di preghiera. Jakov riceve il messaggio nel giorno della apparizione annuale di Natale, come a volte anche Ivanka il giorno dell’anniversario. Vicka è un caso a sé, perché la Gospa ad un certo punto le ha detto di essere sola durante l’apparizione. Ciò non toglie che in alcuni casi la veggente possa avere l’apparizione durante un affollato incontro di preghiera o con alcune persone in particolare.

 Vicka ha composto una silloge dei messaggi della Madonna che lei ha ricevuto e che ripete quando parla ai pellegrini. Di tanto in tanto aggiunge qualcosa di nuovo. Pur continuando ad avere le apparizioni quotidiane, il rapporto di Vicka con la Madonna è avvolto da un grande riserbo. Da questo quadro emerge la grande libertà con cui la Madonna dispone dei veggenti per dare i suoi messaggi. Ognuno di loro sa di essere “ un servo inutile” al servizio della Regina del cielo e della terra. Nessuno si attribuisce ruoli da sé e nessuno non si è mai contraddetto con gli altri. Appare chiaro che è un’unica mano che guida e che è un’unica voce che parla.

I messaggi regolari dati attraverso Marija e Mirjana costituiscono un vero e proprio progetto di catechesi e di formazione spirituale che la Madonna porta avanti con infinita pazienza. Lo scopo è quello di guidare al perfetto amore di Dio e del prossimo. Non ha senso affermare che sono ripetitivi, per la semplice ragione che ogni Madre non fa che ribadire le stesse cose ai figli ottusi e distratti. Anche la Chiesa non fa che riproporre gli stessi insegnamenti da oltre due millenni.

La Madonna non si sostituisce alla Chiesa, ma si affianca ad essa. Non annuncia un suo Vangelo, ma quello di Gesù Cristo. I messaggi della Regina della pace sono da intendere come un aiuto di straordinario valore che la Madre di Dio ci dona per comprendere e vivere la Parola di Dio in questo tempo contrassegnato da una crisi preoccupante di fede.

Nel mio primo pellegrinaggio a Medjugorje, nel marzo 1985, andai a far visita al Vescovo Zanic per una lunga e cordiale chiacchierata. Al riguardo dei messaggi mi disse che erano evangelici, ma che venivamo confezionai dai frati della parrocchia. La prima affermazione è ineccepibile, la seconda palesemente infondata. I detrattori di Medjugorje dovrebbero dare una spiegazione plausibile sull’origine dei messaggi e sul loro indiscutibile valore. E’ un fatto che per il popolo di Dio sono una sorgente di acqua fresca, dove placare la propria sete di assoluto. Il “sensus fidei” che guida i fedeli  non ha mai fatto squillare il campanello di allarme anche per una sola parola pronunciate dalla Madonna.

La Madonna a Medjugorje parla come Madre di Dio e Madre della Chiesa. Si rivolge a tutti gli uomini chiamandoli “Cari figli”. Ogni sua parola irradia sapienza, bontà, incoraggiamento e speranza. Nessuno parla come la Madonna. Colpisce che, in così numerosi messaggi, dati attraverso diversi veggenti, non ci sia un benché minimo errore riguardo alla fede, in un tempo in cui, fatto salvo il Magistero della Chiesa, dubbi, imprecisioni e persino errori non di rado vengono dalla penne dei teologi e dai pulpiti delle chiese. I messaggi della Gospa sono brevi e semplici, accessibili a tutti, come i vangeli, ma mai banali.

La Madonna esorta a leggerli invocando lo Spirito Santo. Quei dei primi tre anni in particolare, essendo spesso occasionali, hanno bisogno di essere collocati nel contesto in cui sono stati dati. Chi si mette a tavolino per studiare i messaggi, senza l’apertura del cuore e il desiderio di viverli, rischia di rimanere fuori della porta, perché privo della chiave. La Tutta Santa dà messaggi che irradiano santità e che conducono alla vetta della perfezione quelli che li accolgono.

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UNO SGUARDO DI FEDE SULL’ATTUALITA’

Pensiero spirituale sull’espressione della Madonna “Dio misericordioso abbia misericordia di voi” (25 marzo 2024)

Cari amici, la Regina della pace ci ha indirizzato ad alzare lo sguardo oltre la Pasqua, verso la festa della Divina Misericordia. Con parole bellissime ci ha detto: «Dio misericordioso abbia misericordia di voi» (25 marzo 2024). Per come è formulata l’espressione, è anche un invito da parte nostra a metterci nelle condizioni esistenziali per essere meritevoli della Divina Misericordia.

Possiamo comprendere l’importanza di questa festa e di questa invocazione se guardiamo all’attualità del mondo, che abbonda nel peccato. Nel Messaggio del 25 luglio 2019, la Madonna profeticamente pochi mesi prima ha parlato del tempo delle prove che sono poi venute. Le grandi prove della pandemia e della guerra che hanno portato tantissime morti.

«Cari figli! La mia chiamata per voi è la preghiera. La preghiera sia per voi gioia e una corona che vi lega a Dio. Figlioli, verranno le prove e voi non sarete forti ed il peccato regnerà, ma se siete miei, vincerete perché il vostro rifugio sarà il Cuore di mio Figlio Gesù. Perciò figlioli, ritornate alla preghiera affinché la preghiera diventi vita per voi, di giorno e di notte. Grazie per aver risposto alla mia chiamata».

La Madonna ha detto: “Voi non sarete forti ed il peccato regnerà”. Da allora fino ad oggi, il peccato ha debordato, soprattutto l’odio, l’incredulità, l’empietà, il disprezzo di Dio, tanto che la Madonna ha affermato: «L’uomo moderno non vuole Dio» (25 gennaio 2023).

La situazione in cui si trova il mondo, dove divampa l’odio, ci mostra come sono crollate tutte le regole e i punti di riferimenti morali di comportamento. Ormai non c’è più una parte del mondo in cui non si faccia la guerra. Le guerre terroristiche – che vanno ad attaccare nazioni che sono in pace, autonome – fanno emergere quanto non ci siano più regole e confini. L’odio divampa e assale chiunque, ovunque. Come l’invasione dell’Ucraina e Israele che hanno portato a delle guerre spaventose e sanguinose. Regna il peccato, regna l’empietà.

La misura dell’empietà è il sangue versato, il più delle volte innocente, di bambini, anziani, malati, gente nelle case e negli ospedali. Quello che colpisce è che Dio vuole comunque fare misericordia a questo mondo. La Madonna nel Messaggio del 25 marzo 2024 vuole far capire proprio che – nonostante il mondo stia cadendo in un pozzo profondo, di empietà, cattiveria, incredulità e bestemmia – Dio vuole fare misericordia. Siamo in una situazione peggiore di quella scritta nel diario di Santa Kowalska, con le bellissime rivelazioni che Gesù ha fatto sulla sua Divina Misericordia. Siamo in un mondo peggiore perché nella sua totalità è incredulo e non vuole Dio. Il fondo del male è ancora più abissale, eppure la Regina della pace dice: «Dio misericordioso abbia misericordia di voi».

Non diamo per scontato la bontà di Dio e della Sua misericordia, perché anche questo potrebbe essere un inganno del demonio. Si invoca la Divina Misericordia per cambiare vita, per uscire dall’abisso del peccato. Dobbiamo metterci nella condizione esistenziale di riceverla.

Le condizioni esistenziali sono quelle presenti nella Sacra Scrittura, nei Vangeli, nella predicazione della Chiesa, nei Messaggi della Regina della pace. Tali condizioni sono la conversione, il ritorno a Dio, il cambiare strada, lasciare la via della perdizione, il prendere la via della salvezza. È la decisione di tornare a Dio, un’espressione ricorrente sia nei Salmi che nei Messaggi della Madonna.

Siamo una generazione che ha rinunciato alla fede nella Croce. Abbiamo accolto Gesù e l’abbiamo vissuto per secoli dando origine alla meravigliosa civiltà europea, formata dal Cristianesimo, con tutti i Santi, le realizzazioni meravigliose della sapienza e carità evangelica. Tuttavia, siamo arrivati ad un abbandono della salvezza che viene da Cristo, ci siamo allontanati da esso. Questo è quello che è accaduto anche nella Storia sacra, Dio ha dovuto mandare i profeti perché il popolo lo aveva abbandonato. Quando Mosè andò sul Monte Sinai per ricevere i Dieci comandamenti, il popolo costrinse Aronne a fare un vitello d’oro per adorarlo. Una forma di idolatria pacchiana, eppure era il popolo a cui Dio stava dando i Comandamenti divini.

Questa è la Storia dell’umanità. Una Storia di infedeltà mentre Dio rimane fedele nel perdonare il Suo popolo.  Questo avviene anche nella Chiesa, specialmente in questi tempi in cui il Cristianesimo è apertamente rifiutato. Dio nonostante ciò non lascia che cadiamo nell’abisso, ci dona misericordia. Dobbiamo metterci nelle condizioni esistenziali per accogliere la Divina misericordia.

Nel tempo dei Segreti, ci saranno le opzioni personali ma saranno tali da smuovere i popoli. L’espressione della Regina della pace che dice che con il trionfo del suo Cuore Immacolato il popolo russo si convertirà e diventerà il popolo che più onora Dio, sta a significare che sono proprio i popoli che si muovono. Sono fenomeni che vedremo nei momenti forti del prossimo futuro, che sarà quello del trionfo del Cuore Immacolato.

Le condizioni personali ed esistenziali che sono necessarie per la Divina misericordia sono tre.

La prima è quella di decidere di tornare a Dio, cioè lasciare gli idoli che l’uomo si è costruito. Sono idoli sempre più elaborati, come l’intelligenza artificiale. Ma non sono diversi da quelli dei tempi antichi, dove venivano deificate le forze della natura. Tali deificazioni erano indirizzate a stare meglio, aumentare la ricchezza, aumentare l’autonomia, illuderci su un quoziente di felicità che possiamo ritagliarci. In realtà sono idoli che non ci danno nulla di fondamentale, essenziale e che plachi il cuore. Quindi il primo passo è riconoscere che gli idoli sono falsi, non ci danno felicità e salvezza. Liberarci dalle esche che satana ha gettato e con i quali ha pescato. Bisogna fare un esame di coscienza per eliminare gli idoli che ci siamo costruiti per riempire la vita.

La seconda condizione è quella di riconoscerci peccatori davanti a Dio, questo è il momento più bello. La Madonna ha detto più volte di prendere in mano la Croce, guardare al Crocifisso che ha espiato i peccati al nostro posto e per il nostro amore, quanto ha sofferto per noi. Quindi, riconoscerci peccatori davanti al Crocifisso, usando le parole del Santo re Davide: “Quello che è male ai tuoi occhi, io l’ho fatto”. Chiediamo profondamente perdono per i peccati che abbiamo fatto nella nostra incredulità, nel nostro egoismo. Gustiamo le parole dell’Atto di dolore: “Mi pento, mi dolgo”.

Infine, come ci dice un grande pensatore cristiano Blaise Pascal, una volta che si è considerato il nostro peccato, non soffermiamoci mai su di esso, ma alziamo gli occhi verso la Divina Misericordia. Pascal era in polemica con i giansenisti che fermavano sempre l’occhio sul proprio peccato e quindi erano sempre infelici. Dopo che si è guardato il nostro peccato e la nostra miseria, bisogna guardare alla Divina misericordia, come insegna la Madonna. Ci ha mostrato in questi Messaggi nei quali afferma nostra lontananza da Dio, come riconoscere i nostri peccati e alzare gli occhi alla Divina Misericordia, che è più grande di qualsiasi peccato abbiamo commesso. Mai dubitare che Dio non ci perdoni. Gesù, infatti, disse a Santa Kowalska che si sente più offeso dal dubbio che abbiamo nella Sua misericordia che del peccato che abbiamo commesso. Tutto ciò presuppone che ci inginocchiamo di fronte alla Croce di Gesù e diciamo “Abbia pietà di me che sono un peccatore”.

Da: “Lettura cristiana della cronaca e della storia

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Il patriarcato di Mosca dichiara la guerra santa

TRASCRIZIONE DEL VIDEO CORRISPONDENTE – Citare Fonte

In questo tempo di Pasqua, c’è stato un evento importante. Il patriarcato di Mosca ha dichiarato la guerra santa, a nome di tutte le Chiese ortodosse che ne fanno parte.

Questo è un tema su cui inciampano molti cattolici che credono nelle guerre sante, ma non esistono. La Chiesa non ha mai sposato le guerre sante, hanno difeso la fede quando l’Islam ha tentato di imporsi in Europa. Sono state guerre di difesa delle proprie case, contrade, città, nazioni e ovviamente, anche della propria fede. La Madonna ha assistito in questa difesa l’Europa dagli attacchi dell’Islam. Quello è stato un estremo tentativo della difesa della fede dall’impero turco.

Ora siamo di fronte a qualcosa di profondamente diverso. Deturpa radicalmente la fede cristiana che viene identificata con una Chiesa e una fede di carattere etnico, con obiettivi mondani. Di seguito, riporto un articolo di Avvenire, in cui tutta la Chiesa ortodossa in una dichiarazione – che comprende tutti i vescovi sotto la giurisdizione del patriarcato di Mosca – sacralizza il progetto imperiale di Putin come se fosse religioso, come se fosse un progetto di Dio.

Cento missili in una notte contro obiettivi civili in Ucraina per la «guerra santa» di Putin. Mentre la Polonia fa decollare i suoi caccia per proteggere lo spazio aereo e gli Eurofighter italiani hanno effettuato una doppia intercettazione di aerei russi nel Mar Baltico facendo salire la tensione e alimentando nuovi timori.

Gli attacchi russi hanno colpito centrali termiche e idroelettriche, preceduti dalla benedizione del patriarca Kirill che ha presieduto il “Concilio mondiale del popolo russo”. Da un punto di vista «spirituale e morale, l’operazione militare speciale – si legge nel documento conclusivo – è una guerra santa». L’atto conciliare è titolato “Presente e futuro del mondo russo”, ed è stato approvato il 27 marzo nella Sala dei Sinodi ecclesiastici della Cattedrale di Cristo Salvatore a Mosca. A pochi giorni dall’attentato rivendicato dall’Isis-K, gli ecclesiastici ortodossi sostengono che il popolo russo «difende armi in pugno la propria vita, la libertà, la statualità, l’identità civile, religiosa, nazionale e culturale, nonché il diritto di vivere sulla propria terra entro i confini dello Stato russo unito».

Questa identità fra popolo russo e religione cristiana è insostenibile.      

E per «Stato russo unito» si intende anche l’Ucraina: «Dopo il completamento dell’Operazione militare speciale, tutto il territorio dell’Ucraina contemporanea dovrà entrare in una zona di influenza esclusiva della Russia». Lo scopo, sempre sottinteso e mai ufficialmente dichiarato neanche dal Cremlino, adesso è espresso senza sotterfugi lessicali: «La possibilità di esistenza su questo territorio di un regime politico ostile alla Russia e al suo popolo, così come di un regime politico governato da un centro esterno ostile alla Russia, deve essere completamente esclusa». Kiev, dunque, deve «entrare in una zona di influenza esclusiva della Russia», ma non gli è permesso da Mosca di avvicinarsi all’Unione Europea e meno che mai alla Nato. Le parole del concilio non solo giustificano, ma incentivano le forze armate a fare di più proprio nel momento in cui l’Ucraina appare a rischio di una caduta del fronte orientale.              
Questo è un passaggio che è stato ignorato non soltanto dalla stampa Occidentale ma obliterato dai siti cattolici con simpatie russe.

Siamo di fronte, prima di tutto, ad una identificazione della Chiesa con un’etnia e uno Stato, rispettivamente il popolo russo e la “santa Russia”. La Chiesa cattolica non potrà mai essere identificata con un gruppo etnico. Nemmeno i musulmani hanno identificato l’Islam con l’etnia araba, benché sostengano che Dio parla arabo.

La Chiesa viene identificata con un’etnia e uno Stato, che viene presentato come fosse una divinità: “santa Russia”. È una falsificazione del Vangelo. Gesù stesso ha detto a Pietro di riporre la spada nel fodero e ha detto a Pilato “Il mio Regno non è di questo mondo”, rifiutando ogni messianismo terreno. Perciò con queste affermazioni, come “santa Russia”, ci sono delle deviazioni radicali e pericolose dal Cristianesimo.

Questa era anche la deviazione a cui sono stati sottoposti gli Apostoli. Si sono fatti deviare, credendo ad un messianismo terreno, quando hanno visto che Gesù era proclamato Messia, nonostante quanto avesse detto Gesù sulla sua Passione e la Sua morte. Non hanno voluto capire e così con queste idee si sono sgretolati, sono fuggiti. Così succederà anche a questa costruzione assurda di una Chiesa che si fonda sulla potenza umana. La fede inizierà a sgretolare.

In questo documento, la Chiesa – come è successo durante il tempo della crisi ariana – non è spinta dall’imperatore che fa pressione per trascinarla nell’eresia. In questo caso, è essa stessa ad essere il centro propulsore di un imperialismo religioso armato. La Chiesa afferma che l’Ucraina va conquistata, va distrutta, va eliminata, non deve più esistere, deve essere parte della Russia. La Chiesa non si sta difendendo da un attacco, ma è il cuore propulsore di un impero religioso armato. È una guerra santa dove la Chiesa è l’anima di questo progetto.

Un progetto di questo tipo – come dice Beata Aiello e molti altri mistici – potrebbe avere come obiettivo finale proprio l’occupazione di Roma e la Cattedra di Pietro. Dietro c’è questa presunzione che la Russia ha il compito di salvare l’Occidente dall’eresia, dal paganesimo, come è stato riferito da Dugin. La Russia dovrà occupare e distruggere l’Occidente nella sua forma di Stato, di civiltà, così come Roma ha fatto con Cartagine, spargendo perfino il sale. L’ideologo di Putin ha parlato proprio in questi termini: l’Occidente va conquistato e va imposta la forma di Cristianismo russo-ortodosso se vuole essere salvato.

Il progetto non è solo quello di conquistare l’Ucraina, ma riprendersi tutti i Paesi che aveva prima e arrivare almeno ad un protettorato sui Paesi principali. Se al nord il primo “boccone” è l’Ucraina, a sud sarà l’Italia. La Russia che ha conquistato il patriarcato, estorcendolo a Costantinopoli  non è escluso che voglia impadronirsi del pontificato in modo tale che Mosca diventi la “prima Roma”. C’è un’imposizione del progetto russo-ortodosso, con la forza armata, su tutta l’Europa. Vediamo una corruzione del Cristianesimo e del Vangelo, per cui diventa una forma di jihadismo.

Vedo un certo entusiasmo su alcuni siti cattolici per le conquiste che la Russia sta facendo, l’aspettano come se fosse la “liberatrice”.

Lo scopo, sempre sottinteso e mai ufficialmente dichiarato neanche dal Cremlino, adesso è espresso senza sotterfugi lessicali: «La possibilità di esistenza su questo territorio di un regime politico ostile alla Russia e al suo popolo, così come di un regime politico governato da un centro esterno ostile alla Russia, deve essere completamente esclusa». Kiev, dunque, deve «entrare in una zona di influenza esclusiva della Russia», ma non gli è permesso da Mosca di avvicinarsi all’Unione Europea e meno che mai alla Nato. Le parole del concilio non solo giustificano, ma incentivano le forze armate a fare di più proprio nel momento in cui l’Ucraina appare a rischio di una caduta del fronte orientale.

Questa è chiaramente una Chiesa armata. Una “Chiesa” che ha già distrutto se stessa. Il popolo russo ha identificato fede e impero fin dalle origini  della Moscova. Si sono autoproclamati possessori del potere imperiale e papale. Ora vanno avanti per costruire il loro progetto, che è un imperialismo etnico e militare.

Procediamo nel nome del Signore, con la forza della fede, con la certezza che la Madonna è qui per la sua Chiesa. Lei la salverà con le armi della luce che sono la fede, il Santo Rosario, l’Eucarestia e la fedeltà al Papa. Queste sono le armi che abbiamo a disposizione. Con la preghiera incessante otterremo più di qualsiasi altra forma di propaganda di carattere ideologico e politico. Con la preghiera umile, fervorosa, quotidiana, con il Rosario in mano otterremo la vittoria di Cristo, della Vergine Maria e con essi nella Chiesa cattolica, che attraverso la persecuzione conserverà la fede e arriverà vittoriosa fino alla fine.

Padre Livio

Ucraina, la guerra “un atto diabolico”. Botta e risposta tra Kyiv e Mosca

Il Consiglio Pan-Ucraino delle Chiese e delle Organizzazioni Religiose di Ucraina ha risposto al Concilio Mondiale del Popolo Russo. La guerra si fa anche sulla ricostruzione storica. Il ruolo delle Chiese

Di Andrea Gagliarducci

Kiev, mercoledì, 3. aprile, 2024 11:00 (ACI Stampa).

La guerra mossa dalla Russia nei confronti dell’Ucraina è “diabolica”, mira a negare “l’esistenza stessa del popolo ucraino”, nonché la sovranità dello Stato ucraino, e giustifica i crimini di guerra. Lo afferma il Consiglio Pan-Ucraino delle Chiese e delle Organizzazioni Religiose, in una nota diffusa il 30 marzo come risposta e condanna del documento del Concilio Mondiale del Popolo Russo pubblicato il 27 marzo.

Il botta e risposta testimonia, in qualche modo, che la guerra in Ucraina non riguarda solo questioni statali, ma una vera e propria percezione culturale.

Da parte russa, l’Ucraina non può che essere parte di una grande entità russa, il “Mondo Russo”, che si divide in Grandi Russi, Piccoli Russi e Bielorussi, e al cui interno non c’è spazio per alcuna russofobia, nemmeno se questa è una risposta ad una invasione o ad una storia di invasioni e di negazioni della storia.

Da parte ucraina, si rivendica invece la sovranità ucraina, il fatto che questa sovranità sia stata messa in discussione da secoli, e la continua opera di influenza, invasione e assorbimento operata da Mosca nei confronti della storia e delle tradizioni ucraine.

Non solo. La questione dalla cultura storica diventa immediatamente religiosa. Se uno dei primi atti del regime sovietico fu quello di dichiarare fuori legge la Chiesa Greco Cattolica Ucraina nello pseudo-sinodo di Lviv del 1946, oggi il Patriarcato di Mosca ha addirittura risposto all’autocefalia ucraina uscendo da tutti i tavoli ecumenici co-presieduti dal Patriarcato Ecumenico di Costantinopoli, e ha per tutta risposta aperto nuovi esarcati in Africa.

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Perché, dunque, il testo del Concilio Mondiale del Popolo Russo è importante? Perché – nota il Consiglio Pan-Ucraino delle Chiese – è stato “principalmente istituito dalla Chiesa ortodossa russa, con il sostegno dello Stato russo”, è sotto la guida del Patriarca Kirill e vede la partecipazione di numerosi leader delle unioni religiose della Federazione Russa.

Inoltre, i suoi ultimi documenti sono stati diffusi attraverso i canali informativi ufficiali del Patriarcato di Mosca, testimoniando non solo una unità di intenti, ma una condivisione dei contenuti dei testi diffusi dal Concilio. Documenti che il Consiglio Pan-Ucraino delle Chiese descrive come “neonazisti”, accusandoli di “contraddire completamente la verità e i principi spirituali e morali del Cristianesimo, dell’Islam e dell’Ebraismo”.

Ma cosa si legge nel decreto del XXV Concilio Mondiale del Popolo Russo? È un documento principalmente politico, che caratterizza la cosiddetta “operazione militare speciale” contro l’Ucraina come una guerra santa, in cui la Russia e il suo popolo stanno difendendo l’unico spazio spirituale della Santa Rus’ e stanno proteggendo il mondo dall’assalto del globalismo e dalla vittoria dell’occidente caduto nel satanismo.

Il decreto sottolinea che, una volta che sarà completata l’operazione militare speciale, tutto il territorio dell’Ucraina dovrà essere nella zona di influenza esclusiva della Russia, e – si legge – “la possibilità dell’esistenza in questo territorio di un regime politico russofobo ostile alla Russia e al suo popolo, nonché di un regime politico controllato da un centro esterno ostile alla Russia, deve essere completamente esclusa”.

Il decreto spiega anche le basi teologiche di questa visione, sottolinea che “la Russia è il creatore, il sostegno e il difensore del mondo russo”, e afferma che i “confini del mondo russo come fenomeno spirituale, culturale e di civiltà sono significativamente più ampi dei confini statali sia dell’attuale Federazione Russa che della grande Russia storica”, comprendendo “tutti coloro per i quali la tradizione russa, i santuari della civiltà russa e la grande cultura russa sono il valore e il significato più alto della vita”.

E la Russia è chiamata a proteggere il mondo dal male, con la “missione storica” di “distruggere ripetutamente i tentativi di stabilire una egemonia universale nel mondo – tentativi di soggiogare l’umanità ad un unico principio malvagio”.

In questo senso, la divisione e l’indebolimento del popolo russo hanno portato all’indebolimento e  alla crisi dello Stato russo. Per questo è necessario ripristinare l’unità del popolo russo e il suo potenziale spirituale: perché la Russia e il mondo russo sopravvivano e si possano sviluppare.

Il decreto parla anche del necessario sviluppo della famiglia affinché ci sia sempre più popolazione russa, ribadisce il no all’aborto, chiede un lavoro sull’educazione perché vengano assimilate le idee e i valori spirituali e morali della civiltà russa, sottolinea che per farlo c’è bisogno di un sistema educativo nazionale sovrano purificato da “concetti e atteggiamenti ideologici” distruttivi ed estranei al popolo russo e che quasi sempre provengono da occidente.

Il testo del Concilio russo chiede un nuovo paradigma socio-umanitario basato sull’identità civile russa. Addirittura, si spinge a guardare lo scacchiere internazionale, e lancia la Russia come uno dei centri principali del mondo multipolare, in particolare come fulcro di equilibrio del quadro geopolitico eurasiatico. La politica estera russa, secondo il Concilio Russo, deve avere come compito principale la riunificazione del popolo russo, considerando che il concetto di “russo” comprende tutti gli slavi orientali discendenti della Russia storica.

Anzi, la Russia deve essere uno Stato rifugio per tutti i russi – e anche per i non russi che condividono gli stessi valori – che soffrono per il globalismo occidentale, per le guerre, per la discriminazione.

Commentando il documento, il Consiglio Pan-Ucraino delle Chiese ha lamentato che in questi termini vengono anche giustificati i crimini di guerra e gli atti di genocidio giù commessi dalla Federazione Russa sul territorio dell’Ucraina.

Ma è evidente che ci si trovi di fronte ad una guerra ibrida, in cui il fatto religioso viene utilizzato per giustificare un potere egemonico. E, sebbene il Concilio si sia tenuto a novembre, il documento russo sembra rispondere al messaggio del Sinodo della Chiesa Greco Cattolica Ucraina in occasione del secondo anniversario dell’aggressione su larga scala della Russia – ma nell’ambito di una guerra che dura da dieci anni, dall’annessione della Crimea.

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