"VI SUPPLICO: CONVERTITEVI!" (REGINA DELLA PACE-MEDJUGORJE)

Anno: 2023 Pagina 48 di 186

🔴LIVE VIDEO🔴LETTURA CRISTIANA DELLA CRONACA E DELLA STORIA

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🌟🖋️CI SCRIVONO🖋️🌟

Chi tradirà la Chiesa nel tempo dei segreti?

“Allo stesso modo è da respingere quella visione che, pur salvaguardando il Papa, dipinge il suo entourage con tinte fosche, quasi che la marea del male e dell’errore possa salire così in alto da lambire la Cattedra di Pietro, senza però travolgerla.”
Caro padre Livio,  queste sono le sue parole tratte dal blog. Vorrei essere positiva come lei scrive ma c’è il terzo segreto di Fatima conosciuto e che è solo la parte diplomatica, le profezie della beata Elena Aiello (condizionate) che purtroppo dicono che la chiesa e i suoi ministri saranno presi da satana e per questo la chiesa avrà molto da soffrire fino ad arrivare al martirio, e non dimentichiamo il monito della Madonna a Medjugorje dove dice di pregare per i sacerdoti e che i segreti saranno rivolti nella maggior parte alla chiesa! 

Un caro saluto! Ave Maria! Franca


Cara Franca,

La  Madonna a Medjugorje ci ha insistentemente esortato ad amare i Pastori della Chiesa e a pregare  per  loro con  numerosissimi messaggi, perché satana ha  nel mirino innanzi tutto i Sacerdoti, i Vescovi e il  Papa. 

Lo ha fatto Gesù alla vigilia della sua Passione pregando per i suoi Apostoli e in particolare per Pietro. Lo fa ora la Madonna alla vigilia della più  grande prova della Chiesa fin dai tempi della sua fondazione. Dobbiamo farlo anche noi se  siamo cattolici seri.

Il segreto di Fatima ci anticipa la più  grande persecuzione della Chiesa, con lo scenario impressionate della salita al Calvario, dove il Vescovo vestito di bianco fa da  guida, seguito dai Cardinali, dai Vescovi, dai sacerdoti, dai religiosi e religiose e dal popolo di Dio. 

Mentre salgono, avviene la carneficina da parte di soldati (di quale nazionalità sono?)  che non esitano ad uccidere con spari e frecce, il Santo Padre che, non appena arrivato in cima al Calvario, si inginocchia davanti alla Croce.

Come al tempo della Passione ci fu l’apostolo traditore, comprato del nemico, così anche ora non mancherà chi tradisce. La Madonna stessa ha parlato di una Chiesa “ferita e tradita” e  ha indicato nel “modernismo” lo  strumento di satana per deviarci dalla verità e metterci sulla sua via di menzogna.

Questa è sicuramente una tentazione mortale che ci riguarda e che va affrontate e vinta con la preghiera giorno e notte.

Mi sorprende che i più solerti nel criticare la Chiesa e il Papa siano i simpatizzanti del sacrilego connubio fra trono e altare sancito a Mosca,  che ha come scopo di portare la Terza Roma sul tetto del mondo.

Queste menti deviate non osino tirare in ballo Medjugorje che non ha nulla da spartire con le loro farneticazioni.

Ave Maria

Padre Livio

LE INTERVISTE DI VICKA DI MEDJUGORJE SU RADIO MARIA (3,8)

Vicka di Medjugorje ha tenuto in diretta su Radio Maria cinque interviste che sono un importante documento storico sulle apparizioni di Medjugorje e una testimonianza di profonda spiritualità mariana. Le pubblichiamo suddividendole in puntate.

(Terza  intervista- Medjugorje 3 Agosto 2000)

“ Satana non si presenta sempre come una persona cattiva che vuole far del male, ma viene anche come una persona attraente, che cerca di sedurre, e in questo modo vuole ingannarci di più.”

Padre Livio: E’ impressionante come a Lourdes, a Fatima e poi qui a Medjugorje la Madonna rivolga il suo appello accorato alla penitenza e alla conversione.

Vicka: Il cammino di conversione deve durare per tutto il tempo della nostra vita. Ma lei è contenta se noi incominciamo e poi preghiamo perché questo dono cresca nel nostro cuore pian piano.

Padre Livio: La Madonna ci ha anche ammonito che senza Dio non c’è futuro.

Vicka: E’ sicuro che senza Dio non c’è futuro. Senza Dio non c’è niente. Quando noi abbiamo Dio, abbiamo tutto. Per questo lei ripete innumerevoli volte: “ Mettete Dio al primo posto”. Guarda per esempio nelle nostre case: non c’è più la croce o altri segni sacri, ma tutti mettono cose moderne, cose strane. Noi dobbiamo ritornare a mettere Dio al primo posto e tutto il resto dopo.

Padre Livio: Se guardiamo indietro a questi vent’anni vediamo che, se da una parte è cresciuto il bene, però, almeno ai nostri occhi, sembra anche che sia cresciuto il male.

Vicka: La Madonna ha parlato spesso del male, di quel maligno che è sempre pronto a disturbare. Una volta la veggente Mirjana aspettava la Madonna  e mentre pregava è improvvisamente arrivato un giovane bello, che però diceva tutte cose contrarie ai messaggi della Madonna. Mirjana ha fissato i suoi occhi e ha visto che roteavano. Allora è fuggita. Dopo qualche minuto è apparsa la Madonna che le ha detto: “ Vedi Mirjana, satana non si presenta sempre come una persona cattiva che vuole far del male, ma viene anche come una persona attraente, che cerca di sedurre, e in questo modo vuole ingannarci di più.”

Padre Livio: Dove oggi satana è particolarmente attivo?

Vicka: La Madonna dice che satana è sempre pronto a nuocere, ma oggi agisce in modo particolare per sedurre i giovani e per dividere le famiglie.

Padre Livio: Secondo te in che modo satana cerca di ingannare i giovani?

Vicka: Oggi molti giovani non conoscono l’amore di Dio e non sanno distinguere il bene dal male, così il male entra nei loro cuori. Si vede subito quando il male è entrato nel cuore. La Madonna ha detto che quando nel cuore c’è la pace, la gioia e la tranquillità, allora tutto questo viene da Dio. Ma quando nel cuore c’è qualcosa che disturba, allora questo viene dalla parte opposta. Si vede subito quando una cosa viene da Dio e quando viene dal maligno.

Padre Livio: La Madonna ha anche messo in guardia i giovani sul fatto che satana approfitta a suo vantaggio del loro tempo libero.

Vicka: Sì, aspetta il nostro tempo libero per utilizzarlo per sé. Oggi satana può agire come lui vuole perché tanti giovani non sanno più che cosa fare della loro vita. Ma non sempre è tutta colpa loro. Anche i genitori hanno le loro responsabilità perché spesso riempiono i figli di cose materiali, ma non danno ciò che è veramente importante.

Padre Livio: Manca una formazione spirituale e morale.

Vicka: Se i genitori danno un esempio di vita ai loro figli, certamente potranno aspettarsi qualcosa da loro. Ma quando si semina niente, che cosa si potrà raccogliere? Ognuno di noi deve essere un modello in famiglia e dare qualcosa agli altri, così si cresce tutti insieme.

Padre Livio: In che modo satana opera nella famiglia?

Vicka: Oggi nelle famiglie ci sono divisioni e rotture perché c’è pochissima preghiera. La Madonna dice che quando si prega queste cose non accadono. Ma quando non si prega, per satana è facile. Trova già la porta aperta ed entra senza problemi. Dobbiamo in famiglia pregare tutti insieme con lo stesso desiderio e così la famiglia è una sacra famiglia come Dio la vuole e con la preghiera la possiamo conservare così.

Padre Livio: In un messaggio dato al gruppo di Ivan la Madonna ha detto che in famiglia i figli e i genitori devono dialogare fra loro e dire le loro esperienze.

Vicka: Quando la famiglia è unita nella preghiera, poi è anche più facile parlare. E’ necessario che i genitori trovino il tempo per i figli e anche i figli per i genitori. Quando i figli pongono domande, si ascoltano e si deve cercare di rispondere e non rimandare a un altro giorno. Quando poi un figlio sbaglia, bisogna avere pazienza e dedicargli più tempo. Allo stesso modo i figli devono cercare di aprirsi ai genitori e avere con loro un rapporto buono. Quando c’è la preghiera e il dialogo non si arriva alle rotture.

Padre Livio: Purtroppo in molte famiglie i genitori sono molto preoccupati per la salute e per lo studio dei figli, ma fanno molto poco per insegnare ai figli la religione, i valori morali e le cose sante.

Vicka: Tocca a noi aiutare i genitori in questo. La Madonna è da così tanto tempo in mezzo a noi proprio per aiutarci, per darci fiducia e speranza e per avvicinarci pian piano a Dio.

Padre Livio: Non dobbiamo avere paura di insegnare le cose di Dio ai nostri giovani. Se chi le insegna è convinto, i ragazzi e i giovani ascoltano volentieri. Noi lo vediamo anche nell’esperienza di Radio Maria, dove tantissime persone, fra cui numerosi giovani, pregano e ascoltano volentieri la parola di Dio.

Vicka: Questo avviene quando si parla col cuore. Anche Radio Maria è uno strumento di Dio e quando si risponde col cuore, allora Dio opera e  si può parlate giorno e notte senza che la gente si stanchi.

( Continua)

DALLA NOSTRA CAPPELLA PADRE LIVIO COMMENTA IL VANGELO FESTIVO

L’identità di genere della Russia

di Stefano Caprio-Asia News  – 1 Ottobre  2022

Il problema della Russia è l’incertezza della sua collocazione, in una fluidità irrisolta tra Oriente e Occidente, tra Settentrione e Mezzogiorno. Incapace di esprimere una vera unità, come risulta evidente dalle sue istituzioni, ma anche dalle diatribe tra i dissidenti sovietici e i pacifisti di oggi.

Il neo-rieletto sindaco di Mosca, Sergej Sobjanin, fedelissimo di Putin in carica dal 2010 (confermato già nel 2013 e nel 2018), nativo di una regione di confine tra Europa e Asia, il distretto di Khanty-Mansi, è intervenuto al Forum economico di Mosca nei giorni scorsi, affermando che “la Russia non può confidare nei Paesi asiatici sul mercato delle tecnologie contemporanee, in quanto essi agiscono in modo ancora più rigido di quelli occidentali, quando si tratta dei loro interessi”. Sobjanin fu prelevato da Putin mentre era governatore della regione siberiana di Tjumen, ai confini con il Kazakistan, per sostituire l’ultimo grande avversario della precedente stagione eltsiniana, il sindaco Jurij Lužkov, che reggeva la capitale sul principio della pax mafiosa, lasciando ad ogni cosca il proprio spazio. La sua defenestrazione fu l’ultimo mattone della costruzione putiniana della “verticale del potere”: ogni gruppo, politico, economico o criminale, può sopravvivere in Russia solo come vassallo del Cremlino.

La tesi ribadita da Sobjanin che anche l’Asia stia conducendo “una guerra economica contro la Russia” al pari dell’America e dell’Europa, avanzata da chi ha rappresentato la grande sottomissione di tutte le latitudini nella “città-madre” dell’Eurasia, mette a nudo la condizione attuale di un Paese che non sa più da che parti girarsi. A sottolineare ulteriormente questo disagio, proprio mentre il sindaco di Mosca esternava le sue preoccupazioni, è stato il video del ricevimento al Cremlino del presidente del Sudan meridionale, Salva Kir Mayardit, apparso con il suo tipico cappello a tesa larga e il bastone, davanti a Putin che gli metteva gli auricolari cercando goffamente di insegnare come usarli. La scena ha rappresentato la totale incomprensione e distanza etno-culturale, in una deriva della Russia verso terre esotiche e al di fuori di ogni contesto geopolitico, economico e militare, visto che l’unico legame russo con il Sudan era la compagnia Wagner ormai dissolta nella tragicommedia della “morte di Prigožin”.

La Russia africanizzata deve constatare quanto l’Oriente agognato “cerchi di trarre il massimo vantaggio dalla situazione che si è creata”, spiega Sobjanin, vale a dire dalla folle guerra contro l’Ucraina e l’Occidente intero. Se le sanzioni americane ed europee gravano sulla società russa, privandola di soldi e materiali, “gli asiatici usano contro di noi il dumping rovesciato, vendendoci a prezzo raddoppiato non ciò che ci serve, ma ciò che fa comodo a loro, mentre loro ci comprano il petrolio a metà prezzo”, aggiunge il vassallo moscovita. O perdere tutto, o prendere tutto a condizioni capestro: questa sembra essere la prospettiva dell’economia russa per i prossimi decenni.

Il problema, del resto, non è soltanto l’economia, per quanto possa essere decisiva per la vita delle persone, o per la conclusione delle guerre. Il problema della Russia è l’incertezza della sua collocazione, paradossalmente la sua “identità di genere”, in una fluidità irrisolta tra Oriente e Occidente, tra Settentrione e Mezzogiorno. La scelta di quale parte assumere cambia di giorno in giorno, a seconda del capo “amico”, “fraterno” o “nemico” o soltanto “non amichevole” da abbracciare o da assalire, all’Onu o al G20, ai Forum europei di San Pietroburgo o a quelli asiatici di Vladivostok. È un problema originario dell’unico popolo bi-continentale, sparso sul territorio più vasto del mondo per unirlo in una nuova rivelazione di amore universale, ma incapace da sempre di andare d’accordo con i vicini, dal confine ucraino a quello giapponese, tanto per ricordare le due guerre russe che hanno aperto gli ultimi due secoli.

I russi sono un popolo incapace di esprimere una vera unione, come risulta evidente sia dalla diaspora, sia dalle sue istituzioni. All’estero i dissidenti sovietici, e quelli pacifisti di oggi, non sono mai riusciti a trovare alcuna forma di coordinamento. E all’interno va ancora peggio, come risulta dall’ultimo biglietto fatto uscire nei giorni scorsi dal lager dal principale oppositore a Putin, Aleksej Naval’nyj: “Andate al diavolo voi e le vostre coalizioni, non ci servono i vostri coffee-break con le brioche… da noi le opposizioni congiunte sono pure perdite di tempo, tra quelli che sanno solo boicottare come Garri Kasparov, o che dicono di votare ovunque se sembra utile come Maksim Kats, o noi che cerchiamo un voto utile, partecipando solo alle elezioni che possano dare fastidio a Putin”. Secondo Naval’nyj “ci abbiamo provato tante volte, e non abbiamo ottenuto alcun risultato, adesso basta, è solo una recita, un’imitazione della vera attività politica, quando sarà il momento noi sceglieremo il nostro candidato per le elezioni presidenziali”, chiudendo in questo modo la porta in faccia a tutti gli “amici”.

Anche nel campo del potere putiniano la “grande unità” si fonda sulla divisione, unica ragione dell’uso della forza come sistema di governo. In Russia tutti sanno bene che il consenso del popolo allo zar è pura finzione e conformismo, non è l’amore reciproco della narodnost vagheggiata dagli slavofili in forma verticale come quella putiniana odierna, o della sobornost in senso orizzontale predicata dai monaci di Optina Pustyn, come quella dell’attuale patriarca Kirill. È l’imposizione dei siloviki, gli uomini della forza come Putin e tutti i suoi sgherri, per annientare i nemici interni e i traditori, e se serve anche gli amici, come Prigožin o Kadyrov. È lo stesso Putin a ribadire questa motivazione, come quando affermò al Forum Economico d’Oriente del 2022 che “in Russia c’è una grande polarizzazione, e questo è soltanto un vantaggio, perché così tutto ciò che non serve, che ci procura danni e ci impedisce di andare avanti, verrà gettato via”.

Dal punto di vista religioso è l’interpretazione letterale della “Ortodossia”, intesa come distinzione dalla “eterodossia”, dagli eretici da condannare ai tempi dei Concili dell’epoca patristica, quando venne coniato il termine. I veri ortodossi hanno bisogno del nemico per affermare la propria fede, come nella profezia medievale della Terza Roma, che salva il mondo da “eretici, invasori e sodomiti”. Dichiarare eretico lo stesso patriarca Kirill, come vorrebbero fare da tante parti affibbiandogli l’accusa di “filetismo”, nazionalismo religioso, è in realtà la migliore definizione a cui i russi aspirano: essere da soli contro tutti, sia nella guerra reale sia in quella spirituale, è la vera garanzia della propria superiorità morale, politica e religiosa.

A questo punto non serve spiegare quale sia veramente la propria identità, in che cosa consistano i propri “valori tradizionali”: basta dire che noi “siamo contro l’Occidente collettivo”, che cerca di “imporre i suoi pseudo-valori”. Tanto è vero che la “svolta ad Oriente” non è mai stata accompagnata da alcuna segnalazione di “valori comuni” con gli asiatici, siano essi la coesione intorno al capo, la capacità di sacrificio o chissà quale sintonia tra il cristianesimo ortodosso, l’islamismo moderato o il comunismo confuciano. Il russo non vuole la guerra, ma non vuole darla vinta ai nemici; disprezza il potere dittatoriale, ma non sopporta le divisioni tra partiti diversi; aborrisce l’omosessualità e la fluidità di genere, ma cambia orientamento ogni giorno su tutto. La democrazia è un inganno, l’ecumenismo è un complotto, il liberalismo è il dominio dei poteri forti… e la Russia rimane un enigma della storia.

La questione del gender rivela una condizione che la Russia rende paradossalmente evidente con la somma delle sue contraddizioni, ma è forse l’ora di riconoscere che si tratta di una questione epocale e universale, e non certo soltanto a livello di orientamenti personali e sessuali. Il mondo di oggi è caratterizzato soprattutto dalla perdita dell’identità, individuale e collettiva, politica e culturale, morale e religiosa: è in crisi la democrazia in tutte le sue varianti e latitudini, è in crisi l’economia globalizzata, è in crisi il sistema di valori che si riteneva fondamentale per lo sviluppo sociale, e si potrebbe allungare di molto la lista delle crisi.

La Russia esalta la famiglia, la natalità e la difesa della vita nascente, mentre è il Paese con più divorzi e aborti al mondo in percentuale, e con una crisi demografica che appare sempre più irreversibile. Del resto, perfino la Cina sta cercando di correre ai ripari contro il calo degli abitanti in tutte le sue megalopoli, e l’Europa non è certo messa meglio, respingendo le masse di migranti che potrebbero essere speranza per il futuro. Come spesso accaduto in passato, la Russia si sacrifica per il mondo intero, non certo con le sue vittorie e i suoi sogni di conquista, ma con la sua impotenza a raggiungere i propri sogni, svegliando in questo modo tutti gli uomini e i popoli da Oriente a Occidente.

BUONA DOMENICA

DOMENICA  26.A DEL TEMPO ORDINARIO

Cari amici di Radio Maria Buona Domenica ! 

Rallegriamoci per questo dono di luce e di gioia che il Cielo ci ha donato con la Resurrezione di nostro Signore Gesù Cristo e alziamo lo sguardo, oltre l’orizzonte dello spazio e del tempo, per fissare gli occhi sulla meta del  nostro cammino, che è la vita eterna.

Consideriamo come le fatiche e le sofferenze del nostro pellegrinaggio terreno siano ben poca cosa paragonate alla felicità che Dio ha preparato per coloro che lo temono e le amano.

Vigiliamo sugli inganni, le seduzioni e le insidie del maligno, che ci fanno deviare dalla via della salvezza, per spingerci lungo la via della perdizione e  della morte.

Il vangelo di oggi ci presenta una parabola con la quale Gesù ammonisce le autorità religiose del tempo che lo criticano perché rivolge la sua parola ai pubblicani e alle prostitute, che vivono nella trasgressione della legge di Dio.

Gesù porta l’esempio di un padre che ha due figli. Al primo dice: va a lavorare nella vigna. Quello risponde: non ne ho voglia, ma poi si pentì e vi andò. Diede il medesimo ordine al secondo che rispose di sì e poi non vi  andò.

Gesù tira le conclusioni: Chi dei due ha compiuto la volontà del Padre? Ovviamente rispondono: il primo.

Gesù replica: I pubblicani e i peccatori hanno risposto al  mio appello alla conversione, ma voi non avete creduto e siete rimasti nella vostra durezza  di cuore. Sono loro che hanno fatto la volontà di Dio.

Cari amici il nostro rapporto con Gesù non si  misura con le  parole, con i riconoscimenti, con le posizioni che ricopriamo, con la visibilità che  conquistiamo. 

Tutto questo è vano, se il cuore non cambia, se non accoglie Gesù, se non lo  ama e non lo segue, se non lo testimonia con coraggio.

Senza conversione e unione intima con Gesù rimaniamo nella morte, ma se ci convertiamo viviamo della sua stessa vita.

Ci siano di ammonimento le parole del profeta Ezechiele: Se il giusto commette il male, a causa di questo muore, ma se il malvagio si converte dalla sua malvagità, egli certo vivrà e non morirà.

Vostro Padre Livio


Vangelo

Pentitosi andò. I pubblicani e le prostitute vi passano avanti nel regno di Dio.

Dal Vangelo secondo Matteo
Mt 21,28-32

In quel tempo, Gesù disse ai capi dei sacerdoti e agli anziani del popolo: «Che ve ne pare? Un uomo aveva due figli. Si rivolse al primo e disse: Figlio, oggi va’ a lavorare nella vigna. Ed egli rispose: Non ne ho voglia. Ma poi si pentì e vi andò. Si rivolse al secondo e disse lo stesso. Ed egli rispose: Sì, signore. Ma non vi andò.

Chi dei due ha compiuto la volontà del padre?». Risposero: «Il primo». E Gesù disse loro: «In verità io vi dico: i pubblicani e le prostitute vi passano avanti nel regno di Dio. Giovanni infatti venne a voi sulla via della giustizia, e non gli avete creduto; i pubblicani e le prostitute invece gli hanno creduto. Voi, al contrario, avete visto queste cose, ma poi non vi siete nemmeno pentiti così da credergli».

Parola del Signore

IL DIARIO DI PADRE LIVIO

L’Anticristo non può essere un Papa

La tematica dell’Anticristo è per sua natura strettamente connessa con la figura del Papa. Non c’è da meravigliarsi perché, essendo il Successore di Pietro  il Vicario di Gesù Cristo in terra, colui che si oppone a Cristo ( l’Anti-Cristo) deve necessariamente anche opporsi al Papa. Lo hanno ben visto intelligenze lucide come quelle di Soloviev e di Benson. Tuttavia, nel corso della storia si è affermato un curioso filone di pensiero, soprattutto di matrice protestante, che ha identificato l’Anticristo con questo e quel Sommo Pontefice. Il fenomeno non stupisce, data l’aspra polemica che nei secoli è stata alimentata  contro la Chiesa cattolica e in particolare contro il papato. Sorprende invece che questa vena d’acqua inquinata abbia finito per scorrere anche nel sottobosco cattolico, alimentando sospetti e diffidenze che, pur non toccando la persona del Sommo Pontefice, finisce in definitiva per gettare un’ombra sulla Santa Sede.. Che dire al riguardo?

La prima verità da ribadire con la massima chiarezza è che è il Papa è l’unica persona che non può essere l’Anticristo. Infatti Egli è quella pietra su cui è costruita la Chiesa e contro la quale le forze dell’inferno non potranno mai prevalere. Tutt’al più potrebbe esserlo un antipapa, ma non il Papa validamente eletto. Nel passato si sono fronteggiati due e persino tre papi che affermavano di essere il Papa autentico, ma uno solo era il Vicario di Cristo. Allora il sistema di comunicazione era frammentario e lento. Persino degli ottimi cristiani hanno seguito in buona fede l’antipapa. Oggi però viviamo in un villaggio globale, con un sistema di comunicazioni istantaneo e capillare e ciò che deve essere chiaro a ogni cattolico è che il Papa eletto dal Sacro Collegio del Cardinali è il Vicario di Cristo in terra e la garanzia per restare saldi nella fede e uniti alla Chiesa.  L’ipotesi della Valtorta, come di altri, secondo al quale l’Anticristo potrebbe essere un ecclesiastico non è senza qualche fondamento, dal momento che Dio, nel suo governo del mondo e della Chiesa, ha permesso a satana di insinuarsi persino nel collegio apostolico.

Allo stesso modo è da respingere quella visione che, pur salvaguardando il Papa, dipinge il suo entourage con tinte fosche, quasi che la marea del male e dell’errore possa salire così in alto da lambire la Cattedra di Pietro, senza però travolgerla.  A questo riguardo va detto che Gesù non ha garantito la santità a nessuno, né al collegio apostolico, né a Pietro personalmente. Essa va conquistata con la fatica della virtù. Gli apostoli, prima della Pentecoste, erano ancora molto impastati di umana mediocrità e nell’ora delle tenebre si sono fatti sopraffare dalla paura, nonostante fossero stati per tre anni alla scuola di Gesù.  Anche loro hanno dovuto diventare santi, lasciandosi alle spalle le loro debolezze. Alla fine hanno meritato la palma del martirio, che ha coronato una vita di totale dedizione.

In certi momenti oscuri della storia della Chiesa ci sono stati dei Papi ( spesso imposti dal potere secolare) che non erano certo modelli di vita cristiana. Eppure mai nessuno di loro ha insegnato cose contrarie alle verità della fede e ai principi della legge morale. Si può certo ipotizzare che delle personalità della Chiesa tradiscano la fede ( gli eretici sono stati spesso degli ecclesiastici), ma una sana visione delle cose deve ispirare al cristiano la fiducia non solo nel Santo Padre ma anche in coloro che Egli si è affiancato come suoi collaboratori. La stessa cosa vale per i Vescovi, purché siano in comunione col Papa. Tutto ciò riguarda la dottrina e la morale, non la santità personale. Sappiamo come l’Anticristo di Soloviev e di Benson fosse un uomo di notevoli qualità umane e virtù morali, tuttavia  “non amava che se stesso”. Non bisogna inoltre dimenticare che vi è un ambito del governo della Chiesa, laddove non è in questione la verità rivelata, che è influenzato dalle qualità, ma anche dai limiti delle singole persone. Dio non si sostituisce agli uomini e ne accetta anche i difetti. Non di rado Dio corregge con un Papa successivo ciò che aveva permesso con quello precedente.

Tuttavia sarebbe una ben misera consolazione l’affermare che il Papa è l’unica persona che non può essere l’Anticristo. Il Vicario Pietro infatti è investito di una missione di discernimento e di guida della Chiesa per la quale ha  una grazia speciale. Egli infatti non solo ha il dono dell’infallibilità quando “ex cathedra”  insegna la verità rivelata e le norme di comportamento morale, ma riceve dallo Spirito Santo doni ordinari e straordinari per guidare la barca di Pietro nella giusta direzione e per indicare ai fedeli la via di Dio, specialmente quando sul mondo calano le tenebre dell’impero del male. Il Magistero del Sommo Pontefice che, nell’attuale società mass-mediatica, raggiunge quotidianamente ogni fedele in ogni parte del mondo, è una lampada che illumina il cammino della Chiesa, indicando i pericoli, gli inganni e gli errori che insidiano la vita dei fedeli. In un mondo dove domina la dittatura delle menzogna, il riferimento costante al Magistero è fondamentale per ogni cristiano.

Come acutamente hanno compreso sia Soloviev che Benson, il Papa ha un ruolo decisivo nella lotta contro l’Anticristo. Innanzitutto Dio dà a Lui la luce necessaria per smascherare i  germi che preparano l’avvento dell’Anticristo, sia nella società come nella Chiesa. A questo riguardo il Magistero dei Sommi Pontefici del secolo ventesimo e di questo inizio di millennio si contraddistingue per coraggio ed efficacia. Le spinte anticristiche, che da circa due secoli si succedono con ondate sempre più minacciose, vengono puntualmente denunciate, fronteggiate e combattute. Non vi è dubbio quindi che sarà proprio il Romano Pontefice a fare il discernimento necessario e a chiamare a raccolta la Chiesa per la battaglia decisiva della fede. L’Anticristo è il falso salvatore del mondo, espressione di quella parte dell’umanità che ha messo l’uomo-scimmia al posto di Dio. Gesù Cristo lo combatterà e lo vincerà col suo Vicario in terra e con la Chiesa che gli ha affidato come Pastore supremo.

🔴LIVE🔴EDITORIALE: SEDUZIONE E INGANNI: È L’ORA DI SATANA

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☕️IL CAFFEINO QUOTIDIANO DI P. LIVIO☕️

🌟🖋️CI SCRIVONO🖋️🌟

Il Cielo tace se i cuori sono chiusi

Scusi, padre, ma non posso credere che non abbia mai letto questo brano nel primo capitolo del libro dei Proverbi dove si parla della Sapienza che chiama per le strade… Forse è troppo duro da dire in Radio? Ma se non ricordo male, anche a Civitavecchia si dice che ora la Madonna ha le braccia aperte, ma poi le chiuderà. Sbaglio? Sofia

24Poiché vi ho chiamato e avete rifiutato,
ho steso la mano e nessuno ci ha fatto attenzione;
25avete trascurato ogni mio consiglio
e la mia esortazione non avete accolto;
26anch’io riderò delle vostre sventure,
mi farò beffe quando su di voi verrà la paura,
27quando come una tempesta vi piomberà addosso il terrore,
quando la disgrazia vi raggiungerà come un uragano,
quando vi colpirà l’angoscia e la tribolazione.
28Allora mi invocheranno, ma io non risponderò,
mi cercheranno, ma non mi troveranno.
29Poiché hanno odiato la sapienza
e non hanno amato il timore del Signore;
30non hanno accettato il mio consiglio
e hanno disprezzato tutte le mie esortazioni;
31mangeranno il frutto della loro condotta
e si sazieranno dei risultati delle loro decisioni.
32Sì, lo sbandamento degli inesperti li ucciderà
e la spensieratezza degli sciocchi li farà perire;
ma chi ascolta me vivrà tranquillo
e sicuro dal timore del male».


Cara Sofia,

Sono arrivate molte riflessioni sulle parole sorprendenti della Regina della pace nel suo ultimo messaggio. La Madonna ha fatto riferimento ai primi giorni delle apparizioni, quando la riposta della Parrocchia di Medjugorje fu fervorosa, per sottolineare che allora “il Cielo non taceva” e concedeva grazie, pace e benedizioni.

Prendo l’occasione del testo dei libro dei Proverbi che tu mi hai inviato per dare una corretta interpretazione di quella affermazione.

A mio avviso significa che il Cielo parla se i cuori sono aperti, ma non parla se sono chiusi. “Chi ascolta me sarà tranquillo e sicuro dal timore del male” dice il Signore Facciamolo anche noi.

Ave Maria

Padre Livio

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