"VI SUPPLICO: CONVERTITEVI!" (REGINA DELLA PACE-MEDJUGORJE)

Anno: 2023 Pagina 28 di 186

🌟🖋️CI SCRIVONO🖋️🌟

“La gente  che vive negli Stati Uniti e in Europa (“il miliardo d’oro”) è serena, si prepara allo shopping di Natale ed è per nulla interessata ai segreti”

Buonasera Rev. Padre,

ho letto in questi giorni sul suo blog quanto gli hanno scritto alcuni radioascoltatori di Radio Maria in merito alle due aurore boreali rispettivamente del 25 settembre e del 5 novembre di quest’anno.

Ho potuto leggere le loro interpretazioni e poi anche le sue risposte.

Una radioascoltatrice le ha inviato la ricostruzione storica delle aurore boreali del 1938 e del 1939 che hanno preceduto l’inizio della seconda guerra mondiale, quella guerra che si è combattuta in Europa e che  per numero di morti non ha precedenti nella storia.

Altri due radioascoltatori hanno parlato delle due aurore boreali di quest’anno  come l’espressione di un’intensa attività solare che continuerà a crescere per toccare il suo massimo nel 2025, quando sia lei che i radioascoltatori che le hanno scritto, prevedete, che avranno compimento i dieci segreti che la Madonna ha dato ai veggenti di Medjugorje.

Mie deduzioni:

…Anch’io credo nelle apparizioni di Medjugorje e nei dieci segreti che la Madonna ha detto che si realizzeranno uno a uno.

Anch’io credo dopo aver ascoltato Lei e dopo aver letto quello che hanno scritto i radioascoltatori sulle due aurore boreali di quest’anno che il realizzarsi dei dieci segreti potrebbe essere veramente molto ma molto prossimo.

Anch’io sono tentato di credere sempre dopo aver ascoltato Lei e aver letto quello che le hanno scritto gli stessi radioascoltatori, che queste due aurore boreali starebbero per preannunciare il realizzarsi dei dieci segreti.

Mi lasci però essere un tantino polemico…oggi sono stato per le vie del centro della mia città, ho fatto un giro, ho visto come sempre la gente ben vestita e intenta a fare shopping  prenatalizio.

La gente non sembra per nulla terrorizzata e il cosiddetto “miliardo d’oro” come è stata definita la gente che vive negli Stati Uniti e in Europa, è serena e credo poco o per nulla interessata a questi argomenti.

Forse mi sbaglio, forse è la mia impressione ma a me sembra così.

Stiamo a vedere nel frattempo le invio cordiali saluti e le auguro buona domenica. 


Caro Sergio,

non sei polemico, ma realista. Non solo l’aurora boreale, non solo il preannuncio dei segreti, ma le stesse apparizioni e messaggi della Madonna lasciano indifferenti non solo i non credenti, ma anche la stragrande maggioranza dei credenti.

La peste del Covid, l’incombere di una guerra mondiale, l’incognita dei cambiamenti climatici  e un futuro indecifrabile non scuotono le coscienze che “dormono il sonno della morte” (Suor Lucia di Fatima).

Con il succedersi dei segreti cambierà la situazione?

Vedendo come vanno le cose, si rischia di cedere al pessimismo e allo scoraggiamento. Si tratta di una sottile tentazione del diavolo per disarmare le nostre anime.

La Madonna infatti ci esorta alla speranza perché il cuore umano può cambiare. Non cediamo al disfattismo e prepariamoci alla battaglia afferrando le armi della luce.

Il numero di quelli che si salveranno dipenderà in grande parte da ognuno di noi.

Una realtà in ogni caso è sotto gli occhi di chi vuol vedere: i mariani, anche nella tempesta, sono nella pace e persino nella gioia.

I mondani al contrario non sono “sereni” come lei dice, ma “sazi e disperati” come sentenziava il grande Card. Biffi.

L’umanità è in buon parte cieca e sorda, ma il Cielo in questo ultimo secolo non ha taciuto e, prima dell’ultima chiamata alla conversione da parte della Regina della pace, ha moltiplicato i suoi messaggi al mondo e, in primo luogo, alla Chiesa.

Ti sconsiglio di “stare a vedere”, perché questo è il tempo di decidere. Dopo potrebbe essere troppo tardi.

Ave Maria

Padre Livio

“Dio non ha ripudiato il suo popolo” (S. Paolo ai Romani)

Lettera di Paolo Apostolo ai (Romani Cap 11)

11. Io domando dunque: Dio ha forse ripudiato il suo popolo? Impossibile!Anch’io infatti sono Israelita, della discendenza di Abramo, della tribù di Beniamino. 2 Dio non ha ripudiato il suo popolo,che egli ha scelto fin da principio.
Non sapete ciò che dice la Scrittura, nel passo in cui Elia ricorre a Dio contro Israele? 3Signore, hanno ucciso i tuoi profeti, hanno rovesciato i tuoi altari, sono rimasto solo e ora vogliono la mia vita. 4Che cosa gli risponde però la voce divina? Mi sono riservato settemila uomini, che non hanno piegato il ginocchio davanti a Baal. 5Così anche nel tempo presente vi è un resto, secondo una scelta fatta per grazia. 6E se lo è per grazia, non lo è per le opere; altrimenti la grazia non sarebbe più grazia.
7Che dire dunque? Israele non ha ottenuto quello che cercava; lo hanno ottenuto invece gli eletti. Gli altri invece sono stati resi ostinati, 8come sta scritto:

Dio ha dato loro uno spirito di torpore,
occhi per non vedere
e orecchi per non sentire,
fino al giorno d’oggi
.

9E Davide dice:

Diventi la loro mensa un laccio, un tranello,
un inciampo e un giusto castigo!
10 Siano accecati i loro occhi in modo che non vedano
e fa’ loro curvare la schiena per sempre!


11Ora io dico: forse inciamparono per cadere per sempre? Certamente no. Ma a causa della loro caduta la salvezza è giunta alle genti, per suscitare la loro gelosia. 12Se la loro caduta è stata ricchezza per il mondo e il loro fallimento ricchezza per le genti, quanto più la loro totalità!
13A voi, genti, ecco che cosa dico: come apostolo delle genti, io faccio onore al mio ministero, 14nella speranza di suscitare la gelosia di quelli del mio sangue e di salvarne alcuni. 15Se infatti il loro essere rifiutati è stata una riconciliazione del mondo, che cosa sarà la loro riammissione se non una vita dai morti?
16Se le primizie sono sante, lo sarà anche l’impasto; se è santa la radice, lo saranno anche i rami. 17Se però alcuni rami sono stati tagliati e tu, che sei un olivo selvatico, sei stato innestato fra loro, diventando così partecipe della radice e della linfa dell’olivo, 18non vantarti contro i rami! Se ti vanti, ricordati che non sei tu che porti la radice, ma è la radice che porta te.
19Dirai certamente: i rami sono stati tagliati perché io vi fossi innestato! 20Bene; essi però sono stati tagliati per mancanza di fede, mentre tu rimani innestato grazie alla fede. Tu non insuperbirti, ma abbi timore! 21Se infatti Dio non ha risparmiato quelli che erano rami naturali, tanto meno risparmierà te!
22Considera dunque la bontà e la severità di Dio: la severità verso quelli che sono caduti; verso di te invece la bontà di Dio, a condizione però che tu sia fedele a questa bontà. Altrimenti anche tu verrai tagliato via. 23Anch’essi, se non persevereranno nell’incredulità, saranno innestati; Dio infatti ha il potere di innestarli di nuovo! 24Se tu infatti, dall’olivo selvatico, che eri secondo la tua natura, sei stato tagliato via e, contro natura, sei stato innestato su un olivo buono, quanto più essi, che sono della medesima natura, potranno venire di nuovo innestati sul proprio olivo!
25Non voglio infatti che ignoriate, fratelli, questo mistero, perché non siate presuntuosi: l’ostinazione di una parte d’Israele è in atto fino a quando non saranno entrate tutte quante le genti. 26Allora tutto Israele sarà salvato, come sta scritto:

Da Sion uscirà il liberatore,
egli toglierà l’empietà da Giacobbe.
27 Sarà questa la mia alleanza con loro
quando distruggerò i loro peccati
.

28Quanto al Vangelo, essi sono nemici, per vostro vantaggio; ma quanto alla scelta di Dio, essi sono amati, a causa dei padri, 29infatti i doni e la chiamata di Dio sono irrevocabili! 30Come voi un tempo siete stati disobbedienti a Dio e ora avete ottenuto misericordia a motivo della loro disobbedienza, 31così anch’essi ora sono diventati disobbedienti a motivo della misericordia da voi ricevuta, perché anch’essi ottengano misericordia. 32Dio infatti ha rinchiuso tutti nella disobbedienza, per essere misericordioso verso tutti!
33O profondità della ricchezza, della sapienza e della conoscenza di Dio! Quanto insondabili sono i suoi giudizi e inaccessibili le sue vie! 34Infatti,

chi mai ha conosciuto il pensiero del Signore?
O chi mai è stato suo consigliere?
35 O chi gli ha dato qualcosa per primo
tanto da riceverne il contraccambio?

36Poiché da lui, per mezzo di lui e per lui sono tutte le cose. A lui la gloria nei secoli. Amen.

Note al testo

11,1-10 Dio non ha ripudiato il suo popolo
 Dio non ha ripudiato il suo popolo, perché egli rimane fedele alla sua elezione, fatta fin da principio. Ora la storia d’Israele fa capire che Dio salva il suo popolo sulla base di un piccolo resto. Paolo e i primi credenti di origine ebraica fanno parte di questo resto. Così viene confermato il principio della salvezza per grazia e non in base alle opere. L’argomentazione è intessuta di citazioni bibliche: 1Sam 12,22; 1Re 19,10.14.18; Dt 29,3; Is 29,10; Sal 69,23-24.

11,11-24 La salvezza dei pagani
 Come apostolo dei pagani, Paolo si impegna nel suo ministero per suscitare la gelosia degli Ebrei e così stimolare la conversione e salvezza di alcuni di loro (v. 14).

11,15 La conversione d’Israele sarà un evento decisivo nel disegno salvifico di Dio, paragonabile alla risurrezione dai morti.

11,17  Chiunque, mediante l’annuncio del Vangelo, è chiamato alla fede, viene innestato su Israele (4,23-25).

11,25-32 Anche Israele sarà salvato

11,26-27 Citazione di Is 59,20-21 e 27,9.

11,33-36 Inno alla sapienza di Dio
 Con parole ispirate ad alcuni testi biblici (Sal 139,6.17-18; Is 40,13; Ger 23,18; Gb 15,8; vedi anche 1Cor 2,11.16) Paolo celebra in forma innica l’insondabile sapienza di Dio, che liberamente porta a compimento il suo disegno di salvezza.

STORIE DI MEDJUGORJE

LA MIA VITA PER  LA GOSPA

Cari amici, a intervalli regolari, vi racconto sul Blog la storia delle apparizioni della Madonna a Medjugorje, così come io l’ho vissuta dai primissimi anni fino ad oggi.

30. “Queste apparizioni qui a Medjugorje sono le ultime per l’umanità. Affrettatevi a convertirvi” (17 – 04 – 1982).

La prima volta che ho sentito parlare delle apparizioni della Madonna a Medjugorje eravamo nel 1982. Mi rammarico ancora adesso per aver atteso fino al 1985 per fare il mio primo pellegrinaggio. Benché non siano insolite le notizie delle apparizioni della Madonna in qualche parte del mondo, ebbi come il presentimento che si trattasse di un evento assolutamente eccezionale. E’ stata una intuizione del cuore più che la conclusione di un ragionamento.

A tanti anni di distanza posso dire che si è trattato di una chiamata, come attesta anche l’esperienza di numerose persone che si sentono interpellate personalmente dalla Gospa. Il motivo immediato di interesse fu il luogo dell’apparizione, un villaggio di un paese allora sotto il controllo di un regime dichiaratamente ateo e materialista. Come non pensare alla promessa della Madonna a Fatima, che aveva profetizzato la nefasta egemonia della Russia nel mondo, ma anche la sua conversione e il trionfo del suo Cuore Immacolato?

Fin dal principio non mi sono interessato a Medjugorje per motivi devozionali, ma per il presentimento che si trattasse di un intervento divino dalle conseguenze incalcolabili  per la storia dell’umanità. In un mondo che era diviso in due blocchi, che si fronteggiavano con armi sempre più distruttive, solo un intervento del Cielo poteva aprire uno spiraglio sul futuro.

Non si comprende la lunga presenza della Regina della pace a Medjugorje se non la si colloca sulla traiettoria della profezia di Fatima, che accende la luce della speranza in un mondo di pace, dopo lo scatenamento delle potenze delle tenebre. La grande battaglia in atto è una delle fasi più acute del combattimento escatologico che ha come luogo la terra fin da quando vi sono precipitati gli angeli ribelli. In palio vi è la salvezza eterna di numerose anime e lo stesso futuro del genere umano.

Il carattere epocale delle apparizioni si è manifestato fin dal principio. Dopo qualche settimana era già evidente che l’evento era di ampia portata e che rompeva gli schemi delle precedenti apparizioni mariane dei tempi moderni. La Madonna spaziava oltre gli orizzonti limitati della regione. La sua intenzione fin dal principio era quella di “convertire il maggior numero di persone e di ridare la pace a quelli che l’hanno perduta” (15 Settembre 1981).

Quanto tempo dovrà rimanere ancora con noi per realizzare questo piano? Come a Fatima la Madre di Dio fa il nome di nazioni che le stanno a cuore. Il suo sguardo si posa sulle vicende del mondo intero. “ In Polonia tra  breve ci saranno conflitti, ma alla fine i giusti prevarranno. Il popolo russo è il popolo nel quale Dio sarà maggiormente glorificato. L’Occidente ha incrementato il progresso, ma senza Dio, come se non fosse lui il Creatore” (30 – 10 – 1981).

 Il carattere universale delle apparizioni di Medjugorje è già evidente fin dalle prime battute di questo inimmaginabile percorso. Tutto ciò che si è manifestato in questi decenni era già presente nei primi mesi nelle parole e nelle scelte della Gospa. Anche i segreti sono stati dati quasi tutti nei primi due anni. Il piano della Madre di Dio riguardava fin dai primi giorni la Chiesa ed il mondo intero. Noi non lo abbiamo compreso subito, perché era un seme nascosto sotto terra.

Tuttavia, ora che siamo in grado di leggere il passato alla luce del presente, ci rendiamo conto del significato storico della presenza di Maria e la sua importanza decisiva per il futuro dell’umanità. Stiamo attraversando un passaggio critico della storia della salvezza. E’ un nuovo passaggio del mar Rosso, verso la terra promessa. Maria, per volontà dell’Onnipotente, è  il Mosè della nostra generazione.

In questa luce bisogna comprendere le affermazioni della Madonna, fatte già nel primo anno delle apparizioni, che ne sottolineano il carattere unico e definitivo. Sono a breve distanza l’una dall’altra, come se la Gospa volesse ribadire il concetto: “Queste apparizioni qui a Medjugorje sono le ultime per l’umanità. Affrettatevi a convertirvi” (17 – 04 – 1982). “ Sono venuta e chiamare il mondo alla conversione per l’ultima volta. In seguito non apparirò più sulla terra: queste sono le mie ultime apparizioni” (02 – 05 – 1982).

Il significato delle parole appare chiaro e non può essere equivocato. La Madonna non poteva esprimersi in un modo più esplicito. Quando vuol farsi capire, lo fa senza equivoci  e senza lasciare punti in sospeso. In ogni caso conta il messaggio e non l’interpretazione che, a titolo personale, ne può dare un veggente. I veggenti non sono degli interpreti privilegiati dei messaggi, ma anch’essi, come ognuno di noi, devono cercare di comprenderli alla luce dello Spirito Santo.

 In ultima istanza è la Chiesa che, se lo ritiene, ne dà l’interpretazione. Lo stesso segreto di Fatima sta a dimostrare la complessità di una comprensione che necessariamente progredisce nel tempo. Tuttavia le affermazioni della Gospa non si prestano a fraintendimenti.

Innanzi tutto tiene a specificare che sta parlando delle apparizioni che hanno luogo a Medjugorje. Queste sono “le ultime per l’umanità”. “In seguito non apparirò più sulla terra: queste sono le mie ultime apparizioni”. La Regina della pace fa riferimento anche allo scopo di questa apparizioni ed è l’appello alla conversione: “Affrettatevi a convertirvi”, “Sono venuta a chiamare il mondo alla conversione per l’ultima volta”.

Non risulta che la Madonna, in apparizioni approvate dalla Chiesa, si sia espressa in termini così ultimativi. E’ la prima volta che la Madonna afferma che non apparirà più sulla terra. I veggenti ritengono che la Gospa non intenda escludere per il futuro qualsiasi altra apparizione di carattere privato, fatta a singole persone, ma soltanto quelle rivolte a tutto il mondo, per chiamarlo alla conversione. La loro interpretazione è sostenibile, però alla fine conta quello che ha detto la Madonna e la portata straordinaria delle sue parole, che risulterà più chiara alle successive generazioni.

 Non vi è dubbio infatti che, con questa rivelazione, la Regina della pace desidera farci comprendere che siamo a una svolta nella storia della salvezza. “Sono venuta a chiamare il mondo alla conversione per l’ultima volta”. Che cosa caratterizza la fase attuale, tanto da far dire alla Madonna che questo è l’ultimo suo intervento sulla terra? Lei stessa lo indica, quando afferma che “Satana è sciolto dalle catene” (01 – 01 – 2001).

 Attraversiamo un passaggio della storia della salvezza caratterizzata dalla costruzione di un mondo nuovo senza Dio. Il demonio ha scatenato in Occidente l’attacco a Cristo e alla Chiesa, con l’intenzione di mettere se stesso al posto di Dio. La ribellione e l’incredulità hanno conquistato i cuori come mai prima, avvolgendo il mondo intero nella tenebre della menzogna e della morte. Il risultato è la messe che Satana raccoglie “Un numero grande di uomini va all’inferno” (02 – 11 – 1983).

Questo tremendo pericolo gli uomini accecati lo snobbano, aiutati dai ministri infedeli, che affermano che tutti si salvano e che l’inferno è vuoto. Tuttavia possono scorgere  la spada di Damocle che pende sul capo dell’umanità, anche se fanno di tutto per rimuoverla dagli occhi. Chi infatti non vede l’estrema fragilità del presente, l’incertezza del futuro e la possibilità che gli uomini trasformino la terra “in un cumulo di rovine”, come ammoniva Giovanni Paolo II?

La Madonna ha presente la realtà delle cose. Conosce  il presente e il futuro, che invece a noi sfuggono. Sa bene dove porta la strada che l’umanità, ingannata da Satana, sta percorrendo senza riuscire a fermarsi. Mi sono reso conto che, per capire qual è la situazione del mondo, non vi è nulla che possa essere paragonato alle parole della Regina della pace.

L’estremo pericolo che innumerevoli anime corrono e la minaccia incombente di autodistruzione danno ragione dell’accorato appello alla conversione. La Madonna fa risuonare in ogni angolo della terra l’ammonimento di Gesù: “Se non vi convertite, perirete tutti” (Lc 13,5).

Il fatto che questa sia l’ultima chiamata di Maria non va inteso necessariamente in chiave negativa. Al contrario, Lei stessa, ringraziando perché abbiamo risposta al suo invito, anticipa l’esito positivo della sua lunga permanenza in mezzo a noi. La prospettiva infatti è la sua vittoria. La Madonna è apparsa sulla montagna con la corona regale della Regina. E’ scesa in campo contro il drago per ribadire la vittoria che è stata ottenuta dalla croce gloriosa di Gesù Cristo.

Lo sbocco finale di questa drammatica battaglia, che coinvolge la nostra generazione, è “il mondo nuovo della pace”. La Vergine potente contro il male fin dai primi mesi delle apparizioni svela l’immensa portata del combattimento escatologico in atto. All’attacco di Satana, il più vasto e impressionante della storia cristiana, l’Agnello immolato ha risposto inviando la Madre

La battaglia infuria ogni giorno nei cuori, nella Chiesa e nel mondo. Quando tutto sembrerà perduto, la Donna gloriosa dell’Apocalisse manifesterà la sua potenza invincibile. Alla fine della storia, all’ultimo scatenamento del male,  risponderà Gesù stesso, venendo sulle nubi del cielo come giudice del mondo.

DALLA NOSTRA CAPPELLA P. LIVIO PRESENTA IL VANGELO DOMENICALE

IL RISPETTO PER GLI EBREI E’ LA BASE DELLA LIBERTA’ DI TUTTI

di Andrea Riccardi – Corriere della Sera – 12 Novembre 2023

Si deve garantire una vera sicurezza, ma anche un clima sociale e un dibattito responsabile

Tra il 9 e il 10 novembre 1938 avvenne – com’è noto – la cosiddetta «notte dei cristalli» nel Reich tedesco: un pogrom antisemita, orchestrato dai nazisti, specie da Goebbels, uccidendo ebrei, distruggendo edifici, negozi, sinagoghe e iniziando la deportazione. Fu giustificato come ritorsione a un attentato a Parigi da parte di un giovane ebreo polacco a un diplomatico tedesco. Quel pogrom non andrebbe detto «notte dei cristalli» in modo «romantico», come facevano i nazisti, ma fu Novemberpogrome 1938 (il «Pogrom del novembre 1938»). Del resto le leggi del 1938 non andrebbero dette «razziali» (lo fece il legislatore fascista), ma «razziste» come furono. La sera del 9 novembre scorso, a Roma, nell’antico quartiere ebraico e a Trastevere, sono comparse stelle di Davide e svastiche, legate dal segno di uguaglianza.

La comunità ebraica è dolorosamente colpita in queste settimane da vari attacchi. Ma qualche romano, passando sul ponte Cestio, che unisce l’isola Tiberina all’altra riva del Tevere, è rimasto stupefatto alla vista del graffito antisemita. Uno stupore che deve tramutarsi nella consapevolezza del livello di odio e ignoranza ormai raggiunto. Gli autori o l’autore dell’atto antisemita non hanno la cultura per cogliere la coincidenza tragica di date tra il Novemberpogrome e il loro operato. Ma sarebbe bastato alzare gli occhi verso la vicina chiesa di San Bartolomeo all’Isola e l’adiacente sinagoga dei giovani per vederle illuminate, proprio la sera del 9 novembre, in spirito di solidarietà per ricordare quel giorno terribile del 1938.

La preoccupazione degli ebrei italiani e europei è per il rinnovarsi dell’odio, dopo la proditoria aggressione di Hamas e la risposta d’Israele. Ogni ebreo, in una visione distorta, viene considerato un bersaglio, tanto che insultarlo e colpirlo è visto come attaccare Israele. Che la maggioranza degli ebrei della diaspora abbia nel cuore Israele è assodato. Ricordo sempre quel che diceva Bruno Zevi nel lontano 1982, dopo l’attentato al Tempio maggiore di Roma: «Nessuno ci chieda di distinguerci dal popolo d’Israele, di accettare una differenziazione manichea tra ebrei e israeliani. Noi apparteniamo al popolo d’Israele che comprende le comunità disperse in ogni parte del mondo, a cominciare dalla più antica, quella di Roma, e la comunità di coloro che hanno fatto ritorno alla terra degli avi».

Ma è un’aberrazione insultare un italiano ebreo, perché si vuole protestare contro Israele. L’insicurezza della diaspora mostra ancora una volta la necessità (non solo morale e religiosa) di Israele, unico luogo dove gli ebrei sono protagonisti del loro destino. Tuttavia la sicurezza e il rispetto per gli ebrei sono prioritari: la base della libertà di tutti. L’azione delle forze dell’ordine in Italia è già partita, ma ci vuole un clima sociale che bandisca ogni espressione di odio. È necessario evitare che le legittime critiche all’operato di un governo e il dolore per le morti di vittime innocenti siano pretesto per un linguaggio di odio o peggio. Se non ci sarà chiarezza su questo, è il degrado del vivere civile.

Molti ebrei, di fronte al dramma delle famiglie israeliane, dei rapiti da Hamas e all’antisemitismo, rivivono il passato. Le svastiche disegnate da mano ignota sono vicine ai luoghi «sacri» della memoria di Roma: ricordano la razzia del 16 ottobre 1943 (più di mille ebrei deportati ad Auschwitz) e la caccia all’ebreo fatta, dopo quella data, specie dai fascisti e dai traditori. Le strade del quartiere ebraico hanno visto, nel 1943-44, ebrei strappati da case poi saccheggiate da «ariani». La taglia sugli ebrei fu un movente decisivo nel tradimento.

Una componente importante della comunità romana è di origine libica, cui appartiene l’attuale presidente, Victor Fadlun. Questa rivive una memoria dolorosa: i pogrom arabi in Libia con tante vittime, nel 1945 o nel 1967. Nel 1967 quasi tutti gli ebrei lasciarono la Libia. L’esodo era già avvenuto nei Paesi arabi, dove gli ebrei erano da secoli: circa un milione (prima del 1948) lasciò i Paesi arabi con grave danno per il loro pluralismo. Finì un mondo.

Sono storie che riaffiorano in questi tempi turbinosi, in cui nei Paesi europei, non solo si deve garantire una vera sicurezza, ma anche un clima sociale e un dibattito responsabile. Un mese fa, nel quartiere ebraico di Roma, ci fu una manifestazione per gli ottant’anni della razzia degli ebrei, presente il Presidente Mattarella. La grande partecipazione, tra cui quella di immigrati, ha mostrato un’Italia che non vuole dimenticare, salda nella difesa della libertà di tutti. È il messaggio più forte agli indifferenti o a quanti sottovalutano o a chi non sente la gravità del momento.

 

BUONA DOMENICA

DOMENICA 32.DEL TEMPO ORDINARIO

Cari amici di Radio Maria Buon domenica!

Il nostro cuore si riempia di gioia in questo giorno benedetto, nel quale Cristo è risorto, riscattandoci dal male e dalla morte e introducendo la nostra vita nella gloria dell’immortalità.

Consideriamo come le oscurità, le fatiche e le sofferenze del nostro pellegrinaggio terreno siano ben cosa in confronto della felicità senza fine, che ha preparato per quelli che credono in Lui, lo amano e lo seguono.

Ravviviamo dunque la nostra fede nel Signore, dandogli testimonianza nelle tenebre   del momento presente e, rivestiti della sua fortezza, resistiamo coraggiosamente alla potenza del male, che è stata vinta dal sacrificio della Croce.

Oggi Gesù nel Vangelo racconta un’altra parabola per rivelare il mistero del Regno dei cieli, che Egli è venuto a portare con la sua Persona e la sua Parola, piene di grazia e di verità.

E’ la parabola delle vergini sagge e delle vergini stolte che sono in attesa dello spose. Quelle sagge hanno olio di riserva, ma quelle stolte ne sono prive.

Lo sposo tarda e, quando arriva, solo quelle sagge hanno la lampada accesa per entrare nelle nozze, mentre quelle stolte restano fuori.

Inutilmente bussano alla porta perché lo Sposo apra. La Sua riposta è un sentenza irrevocabile: “In verità vi dico, non vi conosco!”

Poi Gesù rivolgendosi ai discepoli rivela il Significato della parabola: “Vegliate dunque perché non sapete né il giorno né l’ora”.

Cari amici, l’opera della nostra è di una serietà estrema. L’amore di Dio è immenso, ed è più grande delle nostre miserie e dei nostri peccati, ma è esigente e non concede nulla alla pigrizia e alla indifferenza, e ancora meno alla indifferenza e alla incredulità.

Detto in parole molte semplici, per salvarsi è necessario aprire il cuore a Dio, accogliere il suo perdono e il suo amore e perseverare nella fede fino alla fine.

Una  fine che non sappiamo quando arriverà. Per questo occorre essere sempre pronti, vivere in grazia di Dio, saldi nella fede, nella speranza e nella carità.

Abbiamo tutti bisogno di misericordia, ma essa viene concessa solo a quelli che la desiderano, la chiedono e la praticano.

Scrolliamoci dunque di dosso le mondanità che offuscano il Vangelo, le soluzioni di comodo, i compromessi col peccato, le vie di salvezza ingannevoli.

Il cristianesimo non è facile, ma è felice ci ha insegnato il grande Papa Paolo VI.  Vigiliamo per non renderlo facile e infelice.

Vostro padre Livio


Vangelo

Ecco lo sposo! Andategli incontro!

Dal Vangelo secondo Matteo
Mt 25,1-13
 
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli questa parabola: “Il regno dei cieli è simile a dieci vergini che, prese le loro lampade, uscirono incontro allo sposo. Cinque di esse erano stolte e cinque sagge; le stolte presero le lampade, ma non presero con sé olio; le sagge invece, insieme alle lampade, presero anche dell’olio in piccoli vasi.
Poiché lo sposo tardava, si assopirono tutte e dormirono. A mezzanotte si levò un grido: Ecco lo sposo, andategli incontro! Allora tutte quelle vergini si destarono e prepararono le loro lampade. E le stolte dissero alle sagge: Dateci del vostro olio, perché le nostre lampade si spengono. Ma le sagge risposero: No, che non abbia a mancare per noi e per voi; andate piuttosto dai venditori e compratevene.
Ora, mentre quelle andavano per comprare l’olio, arrivò lo sposo e le vergini che erano pronte entrarono con lui alle nozze, e la porta fu chiusa.
Più tardi arrivarono anche le altre vergini e incominciarono a dire: Signore, signore, aprici! Ma egli rispose: In verità vi dico: non vi conosco.
Vegliate dunque, perché non sapete né il giorno né l’ora”.

Parola del Signore

IL COMBATTIMENTO SPIRITUALE

L’URGENZA DELLA CONVERSIONE

Cari amici, la Madonna a Medjugorje ci ha supplicato di convertirci perché, se aspettiamo il tempo dei segreti, per molti sarà troppo tardi. Con questa nuova iniziativa del Blog offriamo la possibilità di fare un cammino di conversione con delle riflessioni settimanali da meditare e da vivere. (Le  troverai man mano nella sezione: (Il Combattimento spirituale).

21. Con la conversione si dissolve la paura di Dio

Quante volte hai sentito parlare di pace?  E’ una delle parole che ricorrono più frequentemente sulla bocca degli uomini. Non ne parlano però come di una realtà che posseggono. La pace è desiderata e invocata, proprio perché se ne sente la mancanza.

Ripensa alla tua vita trascorsa, quando cercavi la felicità nelle cose che passano. Hai forse conosciuto qualche momento di pace? Correvi affannosamente qua e là dietro chimere sfuggenti. Ovunque ti trovavi e qualunque cosa facevi ti sentivi inquieto e insoddisfatto. Anche quando riuscivi a raggiungere i tuoi obbiettivi non ti sentivi contento. Non avevi la pace dentro di te.

Forse proprio allora hai compreso che il luogo proprio della pace è il cuore. Come potremmo infatti essere in pace con gli altri se non si è in pace con se stessi?  La pace interiore è uno dei doni più preziosi della vita. Ma come conseguirlo? Nei rari momenti di calma e di silenzio, quando riuscivi a stare con te stesso, avvertivi

Il ribollio delle passioni, fonte di perenne agitazione. La bestia in agguato dentro di te, era sempre pronta a prendere il sopravvento e a dilaniarti con le sue fauci mai sazie. Caro amico, le radici della guerra sono dentro l’uomo. Chi è in pace con se stesso, non aggredisce gli altri. Ora incominci a capire che la pace che ti mancava è possibile. Anzi è una esperienza che già stai vivendo. Mentre accogli il perdono dei peccati, ti senti traboccare di gioia e di pace.

La gioia e la pace sono il frutto della conversione. In questo momento del tuo cammino le sperimenti insieme, ma non sono la medesima cosa. E’ importante che tu lo sappia. Infatti, nel doloroso percorso di purificazione che ti sta davanti, ci saranno momenti in cui Dio ti toglierà la gioia, ma mai la pace.

Che cos’è dunque la pace, che il nostro cuore desidera più di ogni altro cosa al mondo?  Per un momento recati col pensiero nel cenacolo, dove gli apostoli si sono rinchiusi per paura dei Giudei. Sono in preda ai sentimenti più contrastanti. Da una parte il timore per la propria vita e la scontentezza verso se stessi.

Infatti avevano toccato con mano quanto fossero fragili e poco affidabili come colonne della chiesa. Dall’altra la notizia, portata da alcune donne, che il sepolcro era vuoto e che il Signore  era risorto. Mentre discutono, il Signore appare in mezzo loro e li saluta dicendo: “ Pace a voi” ( Lc 24,36). La pace, caro amico, sgorga dalla croce. E’ il dono per eccellenza di Gesù Risorto. Quella pace che gli angeli avevano annunciato in cielo nella notte di Natale, viene riversata nel cuore degli uomini nel giorno di Pasqua.

Ora che hai ricevuto il perdono dei peccati incominci ad assaporare questa pace celeste. Come d’incanto si è dissolta la paura di Dio, che ti opprimeva. Quando vivevi nel peccato non eri in pace con te stesso, perché eri lontano da Dio. La sua voce si faceva sentire attraverso la coscienza, che tu cercavi di rimuovere e di soffocare. Il rimorso era intollerabile, specialmente nelle notti insonni, quando il silenzio ti costringeva a prestare ascolto. Non credevi né in Dio né nel peccato.

Perché dunque eri in balia di inquietudini e di angosce sempre risorgenti? Forse anche tu, come tanti hai cercato di dimenticare te stesso nelle sbornie, nelle droghe e nei tranquillanti. Tuttavia i risvegli erano drammatici. Cercavi la pace come un naufrago cerca una zattera fra le onde tempestose dell’oceano.

Nel momento in cui hai gridato a Dio perché venisse a visitarti e nella decisione di aprire la porta del cuore a lui che bussava, hai avuto il primo presentimento di pace. Hai capito che la pace è un vento che soffia dal Cielo sul cuore agitato dagli uomini. Hai capito che la pace è un dono di colui che è la Pace. Ora che ti hai ricevuto il perdono dei peccati, senti la sua vicinanza, gioisci nel suo abbraccio. La pace zampilla inesauribile dal fondo del tuo cuore.

La pace è il frutto del perdono. Nel momento un cui L’Onnipotente ti ha perdonato tutti i peccati, la coscienza ha cessato come d’incanto di rimorderti. Ti senti in pace perché ti senti un figlio che il Padre celeste ha riammesso nella sua casa. Non hai più paura di Dio perché hai conosciuto il suo amore. La sua pace trabocca nel tuo cuore e ti colma di sé.

Non avevi mai fatto un’esperienza come questa. Non sospettavi neppure che sulla terra l’uomo potesse  godere di un tale benessere spirituale. Non esagero affermando che la pace che sta vivendo è il più grande dono che l’uomo possa avere sulla terra. Che cosa infatti vi sarebbe di più prezioso?  A che ti gioverebbe possedere il mondo intero se non sei in pace? Ma se invece hai la pienezza della pace, che altro dovresti desiderare?

Caro amico, non dimenticare troppo presto il sapore della pace che stai gustando. Le passioni che ribollono   cercheranno di offuscarla. Il mondo nel quale vivi farà di tutto per combatterla. Il maligno userà tutti i mezzi per rubartela. Dovrai saperla difendere con tenacia giornaliera e riconquistarla ogni volta che la perderai. Il tuo umile abbraccio con Dio è la sorgente della vera pace. Ogni volta che lo rinnoverai, otterrai l’abbondanza di questo dono inestimabile.

Come d’incanto, trovandoti in pace con Dio, ti trovi anche in pace con te stesso. Più volte hai cercato di esserlo, ma senza Dio e persino contro Dio. Hai cercato di zittire la coscienza con i sofismi e le menzogne dell’ingannatore. Non è servito a nulla. Uno da solo non riesce a darsi la pace. Dio è la pace e il suo abbraccio ce la dona.

 Ora sai dove alzare lo sguardo ogni volta che la perdi. Il tesoro più prezioso che l’uomo possa avere  sulla terra è alla portata di ogni cuore umile che si affida al suo Creatore. La sorgente della pace è sempre viva e zampillante per  tutti gli assetati della terra. Tuttavia il miracolo del tuo cuore in pace non si è ancora esaurito.

Infatti ora hai un atteggiamento diverso nei confronti degli altri. Prima vedevi in loro dei rivali e persino dei nemici. Riservavi rancore a chi ti offendeva. Covavi vendetta a che ti aveva fatto dei torti. La tua legge era quella dell’occhio per occhio. Ora che hai sperimentato la grandezza del perdono di Dio, sei molto più disponibile a donare il tuo.

Vostro padre Livio

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